Kobayashi
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#p142519 • Pubblicato il:
12 Apr 2012, 22:38 (Nota: la recensione si riferisce alla versione Takara del modellino)
Bulkhead si presenta nella sua confezione in forma di robot, il braccio destro alzato e il maglio demolitore (citazione dal personaggio Animated) innestato al posto della mano.
La scatola, dagli eleganti colori blu, nero e argento propri della First Edition (sottolinea anticipatrice della main line Prime R.I.D.), ha forma trapezoidale inversa (con il lato piĂą stretto in basso) e ricorda in questo la confezione dei Masterpiece Hasbro.
Due foto (una del robot a figura intera, una dell’alt-mode) e una breve bio del personaggio ornano il retro della scatola.
Liberato da cartone, plastica e legacci il robot si presenta massiccio e solido, dalle proporzioni rappresentative della classe Voyager cui appartiene.
La figura è tozza, caratterizzata da una notevole preponderanza delle dimensioni della parte superiore del robot (braccia, spalle, petto) rispetto a quella inferiore. Le misure “gorillesche” sono comuni a molti dei modelli di questa linea (soprattutto per quanto riguarda la lunghezza degli arti superiori, si pensi a Wheeljack, Bumblebee, Soundwave) ma in Bulkhead si può serenamente parlare di citazionismo verso la sua prima incarnazione, all’interno della linea Animated. Citazionismo che prosegue nella forma della testa (soprattutto della mandibola) nonché, come già accennato, nell’accessorio costituito dal maglio da demolizione, la palla chiodata che si può innestare al posto di una delle due mani.
La presenza delle ruote anteriori del veicolo all’esterno della caviglia fa massa nella parte terminale della gamba, ristabilendo parzialmente l’equilibrio della figura. Le altre due ruote si trovano dietro le spalle di Bulkhead e possono muoversi in modo da essere più o meno aderenti alla figura (anche se le istruzioni mostrano di lasciarle il più possibile distaccate, a mo’ di ali).
Per il resto la figura è molto compatta e solida al tatto, malgrado (osservando il modello da dietro) si noti del vuoto ai lati della zona centrale della schiena. Il difetto non reca eccessivo disturbo alla percezione generale offerta dal modello; piuttosto, l’attenzione viene catturata dalla particolare decorazione pettorale, ottenuta dalla frammentazione e sovrapposizione dei pannelli che costituiscono il cofano, il frontale e le portiere anteriori del veicolo.
Il modellino è discretamente snodato, con quattro articolazioni per braccio (spalla, bicipite, avambraccio e polso), tre per gamba (anca, ginocchio e piede) e balljoint per la testa. Il bacino, sfortunatamente, non ruota. La posabilità è parzialmente compromessa dal baricentro del personaggio spostato verso l’alto, a causa del peso maggiore della parte superiore della figura. Pose su una gamba sola sono pertanto relativamente instabili.
La colorazione vede la predominanza di un brillante verde scuro (tonalità che Takara ci ha già proposto in passato proprio con la linea Animated) che dona particolarità al robot senza scadere nella pacchianeria. Dettagli dorati (piedi, retro delle spalle) impreziosiscono ulteriormente la figura. E’ inoltre presente del grigio in tre tonalità (perlaceo per pugni, parte superiore del braccio, inserto centrale della cintura; metallizzato per la parte inferiore degli spallacci e il “finto” radiatore; chiaro per le ginocchiere) e del nero (paraurti, articolazione delle anche). Sprazzi di color argento (volto e mandibola, decorazioni ai lati della testa) e rosso (fanaleria posteriore) sono dosati con parsimonia. La palla chiodata sfuma dal nero al grigio chiaro e poi di nuovo verso il nero.
Nel complesso la figura risulta cromaticamente ben amalgamata e armoniosa.
Trasformazione: staccare il maglio dal polso di Bulkhead. Far rientrare anche l’altra mano, ruotandola all’interno del polso. Distendere le braccia verso l’esterno e ruotarle sul giunto del bicipite, alzando nel contempo gli spallacci.
Distaccare le ruote posteriori dalla schiena e ruotarle portando tutta la sezione davanti alle braccia, per ricostruire le fiancate del veicolo. Alzare il tettuccio da dietro la schiena del robot per fare ruotare la testa all’indietro, all’interno del petto. Ruotare completamente le braccia dietro il modellino e affiancarle (gli avambracci hanno un meccanismo a molla che ne comprime lo spessore con questa operazione), piegando l’articolazione della spalla verso il basso e chiudendo quella del gomito.
Avvicinare nuovamente le fiancate al corpo centrale del veicolo e agganciarle agli avambracci (attenzione alla corrispondenza tra il perno piatto sulla fiancata e la fessura dell’avambraccio in cui inserirlo). Chiudere verso il basso gli spallacci e agganciarli tra loro per formare la parte posteriore del veicolo. Chiudere il tettuccio.
Liberare il cofano abbassando la decorazione grigia della cintura. Ruotare i fanali anteriori per metterli in posizione. Portare in avanti le due sezioni superiori del cofano e unirle. Ruotare verso l’alto il blocco cofano inferiore/paraurti e agganciarlo alla parte superiore del cofano Questa operazione nasconderà il “finto” radiatore e rivelerà al contempo quello vero, più piccolo, presente sul paraurti.
Chiudere i piedi verso il basso facendoli rientrare all’interno della gamba. Ruotare all’indietro i polpacci fino a includervi all’interno le cosce del robot. Ruotare le gambe in avanti e unirle dopo aver passato la decorazione della cintura. Far rientrare tutto il blocco inferiore del robot all’interno del veicolo con uno scatto. Incastrare il cofano a tale sezione tramite un’altra coppia di perni piatti. Infine, inserire il maglio nell’apposita fessura situata parte posteriore del veicolo.
La forma alternativa di Bulkhead è un veicolo assimilabile a un SUV (seppur non direttamente riconducibile a un modello realmente in commercio; ha diversi punti in comune con un Hummer e una Jeep allo stesso tempo).
Colpiscono le dimensioni contenute del modellino, oggetto di notevole mass-shifting durante la trasformazione. Praticamente si passa da un robot di classe Voyager a un veicolo della stazza di un Deluxe. A causa della ridotta dimensione, il SUV risulta estremamente compatto.
La caratteristica più evidente del veicolo (oltre chiaramente alla palla chiodata sulla parte posteriore) è costituita dalle grandi ruote, i cui cerchioni purtroppo non sono colorati.
Il disguise è molto buono. Non ci sono parti del robot visibili dall’alto o lateralmente. Sul davanti è possibile notare sotto il paraurti i piedi del robot ripiegati e parte della decorazione della cintura ma se non si conosce il modello è difficile individuarli come tali. Sul retro, anche qui sotto il paraurti, si nota la parte terminale delle braccia del robot (i cui innesti per il maglio, data la loro posizione, possono passare per tubi di scappamento).
Girando il modellino, le uniche parti robotiche visibili sono gli avambracci e gli snodi delle anche.
La colorazione del SUV ripropone pedissequamente quella del robot. Abbiamo quindi una preponderanza di verde scuro con dettagli in argento (sopra il tettuccio e lungo la parte inferiore delle portiere). Scompare il grigio, ad eccezione dei contorni della fanaleria gialla anteriore (nascosta in robot mode) e dei finestrini posteriori. Parlando di vetri, quello anteriore e dei finestrini delle portiere sono trasparenti ma oscurati, in modo da non far distinguere l’interno del veicolo. La plastica trasparente, assieme all’effetto metallizzato della vernice, dona un gradevole effetto realistico al modellino.
Opinioni personali: Animated Bulkhead non mi ha mai convinto pienamente. C’era qualcosa, nell’eccessiva estremizzazione delle linee del personaggio, che non ha fatto scattare la scintilla. Sarà stato l’aspetto giocattoloso dell’alt-mode, le proporzioni esagerate, chissà .
Bulkhead Prime mi ha aiutato a uscire dall’impasse. Benché ancora presenti, le esagerazioni nelle proporzioni del robot sono meno accentuate, mentre l’alt-mode acquista finalmente ai miei occhi una sua dignità che lo riscatta dalla sua precedente incarnazione da macchinina della Fisher-Price.
Se a questo si aggiunge una trasformazione impressionante per godibilità , qualità e effetto mass-shifting, si può capire come mi sia innamorato di questo Bulkhead e non possa che consigliarne l’acquisto a tutti quei fortunati che lo troveranno ancora a un prezzo accettabile.
"Autorobot! Trasformatevi e rollate!" 