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Iscritto il: 09/07/2006
LocalitĂ : Roma
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Sharkticon (Deluxe)
Nome: Sharkticon
Alleanza: Decepticon
“Se non ti faccio a pezzi con i denti, ti riduco in briciole sparandoti.”
Sharkticon è desideroso di distruzione e ha un fetore repellente.
Reclutato da Scorponok per le ricognizioni nello spazio, questo malvagio Decepticon ha dimostrato in fretta che le sue vere abilitĂ si manifestano al meglio durante le battaglie spaziali e i combattimenti subacquei.
Le sue potenti mascelle sono la sua arma piĂą grande.
E’ risaputo che il suo modo crudele di distruggere i nemici ha nauseato i suoi alleati Decepticon, incluso Megatron, in molte occasioni.
Anche il suo compagno di squadra, Shockwave, prova repulsione per la personalitĂ e la puzza di Sharkticon.
In modalitĂ di veicolo, riesce a sconfiggere strategicamente alcuni degli Autobot piĂą abili di Optimus Prime.
In modalitĂ di robot, distrugge i nemici con precisione spietata e puro divertimento.
Forza : 9
Intelligenza : 6
VelocitĂ : 5
Resistenza : 8
Rango : 6
Coraggio : 6
Potenza di Fuoco : 7
AbilitĂ : 8
Vedi anche: Botcon 2010 Gnaw, Sky-bite Deluxe
Recensione di Snd3874
Sharkticon è uno dei modellini Decepticon della classe Deluxe della serie Energon.
Molti modellini di questa serie non ottennero, a mio parere, il successo che invece meritavano: Sharkticon passò quasi inosservato.
Nella modalità alternativa Sharkticon è una nave da guerra sommergibile, con due serie di doppi cannoni centrali anteriori orientabili, due doppi cannoni laterali anch'essi orientabili, e due grossi lancia-siluri nascosti nella parte anteriore, apribile.
L'aspetto del natante è aggressivo, e ricorda globalmente i contorni di uno squalo: la parte anteriore è appuntita e piatta, sono presenti due pinne laterali orizzontali, mentre nella parte posteriore sono presenti pinne verticali che ricordano la coda del pesce, con la pinna superiore piu' grande della inferiore.
La struttura del natante è netta, e resa maggiormente evidente dalla scelta cromatica; sono individuabili tre parti nettamente distinte tra loro: una parte anteriore superiore, una posteriore (sempre superiore), ed infine una parte inferiore.
L'intero sistema di armi è posizionato nella parte anteriore superiore, che è sostanzialmente di colore nero. Il nero spicca rispetto agli altri colori, che sono il viola, il grigio chiaro, un giallo intenso e un verde scuro.
Sul nero è presente una decorazione dipinta di colore argento, che rende evidente che questa parte è composta da tre unità , una centrale e due laterali.
Nella parte superiore posteriore è alloggiato il sistema di propulsione e navigazione (due propulsori e due timoni, ai lati della nave).
La parte inferiore completa l'assetto: con essa si ottiene un profilo che può essere pensato come la mascella del pesce cane e le pinne laterali orizzontali. Le forme della parte inferiore sono tuttavia piuttosto disarmoniche rispetto alle due parti sovrastanti, non riprendono la linea globale del modello se non in maniera approssimativa, e questo riduce nettamente il pregio del modellino; il camuffamento di questa parte è di fatto praticamente nullo, e basta rigirare sottosopra il modellino per capire che essa corrisponda al bacino e alle gambe del robot.
Probabilmente una scelta cromatica differente, ed in particolare uniforme tra le tre parti, ed un migliore camuffamento della parte inferiore (per la quale sarebbe stato sufficiente cercare un profilo che si raccordasse piu' armoniosamente alle parti superiori) avrebbero reso questo modellino uno dei piu' gradevoli della serie Energon.
La modalità robotica è strepitosa, ma non esente da critiche. La prima cosa che richiama l’attenzione è la testa, assolutamente fuori dagli schemi classici dei Transformers. Anch’essa un qualche modo richiama l’idea del muso dello squalo, essendo formata da un casco appuntito di colore rosso, argento e viola. Ha un coprifaccia alla Optimus prime colore nero, mentre gli occhi, in plastica trasparente nella miglior tradizione della serie Energon, sono verdi. Nella parte centrale del casco c’è una cresta viola che mi fa pensare alla pinna centrale del pesce, mentre sulle fasce laterali, rosse, cono presenti delle incisioni a “V” che danno l’idea delle branchie.
Il torso è massiccio e molto squadrato. Ricorda un po’ i meccanismi di una cassaforte, e predomin il colore argento. Questo aspetto metallico può essere messo in relazione alla modalità alternativa, che potrebbe immergersi forse (cosi’ è nel fumetto Energon DW) e quindi dover sopportre pressioni elevate. Al centro del petto c’è la solita presa per la scintilla Energon.
Le braccia (viola, con avambracci neri su cui sono fissati i propulsori gialli del natante) sono estremamente mobili, seppure la presenza dei propulsori, con le pinne di prua, ne limitano abbastanza la posabilitĂ (le pinne vanno a sbattere contro i fianchi del robot).
Le gambe (viola le cosce, gialle nella parte inferiore e verde scuro i piedi) sono massicce ma eleganti. La presenza delle pinne in corrispondenza delle ginocchia (verde scuro come tutte le pinne) contribuisce a rendere aggressiva anche la parte inferiore del modellino, nella migliore tradizione robotica.
Sulla schiena del robot è presente uno zainetto piuttosto lungo (arriva ai polpacci) che corrisponde alla intera parte anteriore superiore del natante, principalmente di colore nero. L’aspetto compatto e il suo colore scuro lo rendono estremamente evidente e molto poco camuffato. Fortunatamente è possibile aprire lo zainetto e girare di 180° le parti laterali,mostrando un sistema di due lanciamissili (sparanti) che possono essere posizionati anche orizzontalmente lungo i fianchi del robot, un po’ come l’arma di Gundam F-91.
La trasformazione è banale, conseguente alla struttura estremamente semplice del modellino: la parte posteriore superiore si apre verso i lati formando le braccia del modellino. La parte inferiore ruota fino a rendere il bacino solidale col torso e forma le gambe. La parte anteriore ruota a formare lo zainetto sulla schiena. C’è da evidenziare come sia ben riuscita l’idea di posizionare le spalle del robot nella posizione occupata del bacino, mediante cerniere cilindriche.
Globalmente: un Transformer a mio parere bello, con modalità alternativa inusuale e molto gradevole, ricco di idee (la somiglianza nelle forme a uno squalo è davvero geniale) e proporzionato, rovinato da uno schema cromatico non opportuno. Comunque, un modello che vale la pena avere.
Molti modellini di questa serie non ottennero, a mio parere, il successo che invece meritavano: Sharkticon passò quasi inosservato.
Nella modalità alternativa Sharkticon è una nave da guerra sommergibile, con due serie di doppi cannoni centrali anteriori orientabili, due doppi cannoni laterali anch'essi orientabili, e due grossi lancia-siluri nascosti nella parte anteriore, apribile.
L'aspetto del natante è aggressivo, e ricorda globalmente i contorni di uno squalo: la parte anteriore è appuntita e piatta, sono presenti due pinne laterali orizzontali, mentre nella parte posteriore sono presenti pinne verticali che ricordano la coda del pesce, con la pinna superiore piu' grande della inferiore.
La struttura del natante è netta, e resa maggiormente evidente dalla scelta cromatica; sono individuabili tre parti nettamente distinte tra loro: una parte anteriore superiore, una posteriore (sempre superiore), ed infine una parte inferiore.
L'intero sistema di armi è posizionato nella parte anteriore superiore, che è sostanzialmente di colore nero. Il nero spicca rispetto agli altri colori, che sono il viola, il grigio chiaro, un giallo intenso e un verde scuro.
Sul nero è presente una decorazione dipinta di colore argento, che rende evidente che questa parte è composta da tre unità , una centrale e due laterali.
Nella parte superiore posteriore è alloggiato il sistema di propulsione e navigazione (due propulsori e due timoni, ai lati della nave).
La parte inferiore completa l'assetto: con essa si ottiene un profilo che può essere pensato come la mascella del pesce cane e le pinne laterali orizzontali. Le forme della parte inferiore sono tuttavia piuttosto disarmoniche rispetto alle due parti sovrastanti, non riprendono la linea globale del modello se non in maniera approssimativa, e questo riduce nettamente il pregio del modellino; il camuffamento di questa parte è di fatto praticamente nullo, e basta rigirare sottosopra il modellino per capire che essa corrisponda al bacino e alle gambe del robot.
Probabilmente una scelta cromatica differente, ed in particolare uniforme tra le tre parti, ed un migliore camuffamento della parte inferiore (per la quale sarebbe stato sufficiente cercare un profilo che si raccordasse piu' armoniosamente alle parti superiori) avrebbero reso questo modellino uno dei piu' gradevoli della serie Energon.
La modalità robotica è strepitosa, ma non esente da critiche. La prima cosa che richiama l’attenzione è la testa, assolutamente fuori dagli schemi classici dei Transformers. Anch’essa un qualche modo richiama l’idea del muso dello squalo, essendo formata da un casco appuntito di colore rosso, argento e viola. Ha un coprifaccia alla Optimus prime colore nero, mentre gli occhi, in plastica trasparente nella miglior tradizione della serie Energon, sono verdi. Nella parte centrale del casco c’è una cresta viola che mi fa pensare alla pinna centrale del pesce, mentre sulle fasce laterali, rosse, cono presenti delle incisioni a “V” che danno l’idea delle branchie.
Il torso è massiccio e molto squadrato. Ricorda un po’ i meccanismi di una cassaforte, e predomin il colore argento. Questo aspetto metallico può essere messo in relazione alla modalità alternativa, che potrebbe immergersi forse (cosi’ è nel fumetto Energon DW) e quindi dover sopportre pressioni elevate. Al centro del petto c’è la solita presa per la scintilla Energon.
Le braccia (viola, con avambracci neri su cui sono fissati i propulsori gialli del natante) sono estremamente mobili, seppure la presenza dei propulsori, con le pinne di prua, ne limitano abbastanza la posabilitĂ (le pinne vanno a sbattere contro i fianchi del robot).
Le gambe (viola le cosce, gialle nella parte inferiore e verde scuro i piedi) sono massicce ma eleganti. La presenza delle pinne in corrispondenza delle ginocchia (verde scuro come tutte le pinne) contribuisce a rendere aggressiva anche la parte inferiore del modellino, nella migliore tradizione robotica.
Sulla schiena del robot è presente uno zainetto piuttosto lungo (arriva ai polpacci) che corrisponde alla intera parte anteriore superiore del natante, principalmente di colore nero. L’aspetto compatto e il suo colore scuro lo rendono estremamente evidente e molto poco camuffato. Fortunatamente è possibile aprire lo zainetto e girare di 180° le parti laterali,mostrando un sistema di due lanciamissili (sparanti) che possono essere posizionati anche orizzontalmente lungo i fianchi del robot, un po’ come l’arma di Gundam F-91.
La trasformazione è banale, conseguente alla struttura estremamente semplice del modellino: la parte posteriore superiore si apre verso i lati formando le braccia del modellino. La parte inferiore ruota fino a rendere il bacino solidale col torso e forma le gambe. La parte anteriore ruota a formare lo zainetto sulla schiena. C’è da evidenziare come sia ben riuscita l’idea di posizionare le spalle del robot nella posizione occupata del bacino, mediante cerniere cilindriche.
Globalmente: un Transformer a mio parere bello, con modalità alternativa inusuale e molto gradevole, ricco di idee (la somiglianza nelle forme a uno squalo è davvero geniale) e proporzionato, rovinato da uno schema cromatico non opportuno. Comunque, un modello che vale la pena avere.










è da qualche mese che non posto (stress da PC? Può essere!), volevo avere un'informazione chiarificatrice su questo bel Transformer che ho ricevuto in un recente ordine:


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