ModalitĂ veicolo: Pick-up GMC Topkick custom
Dimensioni: lunghezza circa 14 cm, altezza circa 5 escluse le marmitte.
Colori: nero (carrozzeria) marrone (ruote) blu (vetri) dettagli in grigio (marmitte), rosso (pareggiatura posteriore e logo) argento (griglia anteriore)
Ironhide è un modello classe deluxe di taglia medio-grande; risale al 2010, un anno in cui i modelli di questa classe tendevano ad essere piuttosto massicci. Il grado di dettaglio è piuttosto elevato: sono scolpite le maniglie delle portiere, le scanalature sul tettuccio, tutti i fari; i paraurti e i parafanghi sono belli sporgenti… insomma, una rappresentazione realistica del mezzo visto nel film; colpisce, come in molte altre rappresentazioni di questo personaggio, il cassone con un finto pianale molto più alt di quello reale. Gli unici dettagli che rivelano la presenza di un robot mode alla vista del veicolo sono la presenza dei piedi attorno alle ruote posteriori; Ironhide ha tante linee di separazione dei numerosi pannelli che formano la sua carrozzeria, ma non sono antiestetiche. Sul parabrezza c’è l’unico stemma Autobot del veicolo; in una rappresentazione così dettagliata colpisce l’assenza di verniciatura sui fari anteriori e sulle marmitte. Ironhide esce dal blister con l’unico accessorio di cui è dotato, la torretta, separata: si può anche insediarla nell’abitacolo, mentre all’esterno del modello può inserirsi in due guide presenti nel cassone e una dietro al tettuccio per diventare un veicolo armato; così montata la torretta è orientabile su e giù ed è abbastanza stabile; la sua estetica non è travolgente però; le due bocche di fuoco parallele a forma di ottagono che terminano in una specie di faro rosso non sono ben riconoscibili come armi.
Nel complesso, un ottimo vehicle mode.
Trasformazione
La trasformazione di Ironhide è una delle più complesse con cui abbia avuto a che fare; è ben noto il fatto che sono stati proprio i modelli dei personaggi delle varie linee dedicate ai film a dimostrarsi troppo complicati e a spingere Hasbro ad una clamorosa marcia indietro verso una semplificazione sempre maggiore delle trasformazioni. Spero di non omettere nessun passaggio o di non effettuare una descrizione troppo tortuosa.
Per trasformare Ironhide da pick-up a robot, per prima cosa sollevare la metà del cassone verso l’alto; le cerniere si trovano tra le marmitte; spingere poi delicatamente verso il basso tutta la sessione posteriore per liberare i pannelli che rappresentano la metà delle portiere posteriori. Con Il veicolo aperto così a metà , allargare le due sezioni del cassone per ottenere le gambe del robot, spingere verso il basso i due pannelli laterali più piccoli e verso l’alto quelli di coda, abbassare i piedi del robot e chiudere al loro interno le ruote: ora Ironhide ha tre pannelli paralleli ai lati di ciascuna gamba. Sollevare completamente sopra il tetto i due pannelli che formavano il cassone, sganciare i cristalli laterali dalle portereo sollevandoli, e spingere in basso il muso; quando è libero, aprirlo in due metà spingendo il cofano verso l’esterno: si dividerà in due anche il tetto. Chiudere i due pannelli che formavano le portiere dietro alla schiena del robot. Spingere in avanti le cerniere che si trovano sotto al parabrezza in modo da liberare le spalle del robot, e allargarle; ora il cofano è aperto in due sezioni. Spingere verso l’alto la doppia cerniera della piastra pettorale del robot in modo da liberare la testa; sollevarla spingendo il parabrezza indietro e poi posizionare il torace in modo che la cerniera interna sia abbassata e quella esterna chiusa. Incastrare ciascuna metà del paraurti sul perno ai lati delle prese d’aria bordate d’oro del torace; per fissarlo, è necessario chiudere le ruote verso l’alto fino a sentire un click. Ruotare le due sezioni dell’abitacolo presenti sulle braccia in modo da rivelare le armi – nota: l’arma simile ad una mitragliatrice si divide a metà e va chiusa quando ironhide si trasforma con la torretta alloggiata nel braccio – A questo punto, Ironhide è in robot mode; per completare la trasformazione al 100% si possono ancora posizionare braccia, spalle e gomiti nella posa che si ritiene più realistica e si può mettere la piastra posteriore parallela alla schiena.
La triste storia del paraurti di Ironhide
Anche se ho acquistato questo modello nuovo, quando l’ho trasformato per la prima volta la sezione centrale del paraurti anteriore, quella con incisa sopra e sotto la scritta Road Armor, sollecitata come appoggio per manovrare correttamente le cerniere del petto, si è staccata. Sembrava sagomata male e incollata in fabbrica; non c’è stato verso di correggere il difetto né con la colla né con una limatura del pezzo; ho dovuto darlo ad un modellista esperto che me l’ha riparato con una nuova incollatura irrobustita da due perni, ora a malapena visibili. Non mi era mai capitato che un modello mi si rompesse in mano al primo tocco e sento il dovere di avvisare chiunque altro intenda acquistare questo modello che non ha alcuna letteratura riguardante questo difetto tra i numerosi recensori internazionali.
Robot mode
Dimensioni: altezza circa 13 cm
Colori: nero, azzurrino (arma, mani, braccia, petto, gambe e piedi) marrone avambracci e cosce; dettagli in oro e argento sulle gambe, sul petto e sul volto.
In modalità robot, Ironhide sorprende per la fedeltà al modello digitale visto nei tre film; anzi, forse l’unico elemento per cui differisce è proprio l’arma del braccio sinistro, formata dalla torretta con le tre gambe ripiegate all’interno. Quest’accessorio cita la versione XBOX360 e Playstation 3 del videogioco di Revenge of the Fallen, in cui l’arma unica di Ironhide è proprio una torretta di piazzamento; risulta però in un dispositivo molto più piccolo rispetto al robot di quella vista nel gioco.
Malgrado la quantità di dettagli del film riprodotti in questo modello – si vede addirittura il logo GMC della griglia del radiatore diviso in due sotto la corazza del petto - com’era inevitabile esso ha numerosi pannelli ai lati delle braccia e delle gambe; la loro vista e il loro ingombro però non sono sgradevoli, e non limitano eccessivamente la mobilità del modello, che comprende articolazioni con Joint ball a spalle, cosce e testa, più piegamento dei gomiti e delle ginocchia; per aumentarne la posabilità e non sacrificarla all’ingombro delle ruote i piedi hanno un movimento su e giù e uno laterale. A causa della complessità della trasformazione, Ironhide in modalità robot ha alcune caratteristiche strane come le spalle incredibilmente protese in avanti e il collo che non si fissa a nulla; ha due guide per attaccarsi alle metà del cofano ma non sono incastri veri e propri, a tenerlo in posizione c’è solo il peso del parabrezza.
Altre stranezze degne di nota sono il fatto che il retro della testa è in plastica trasparente ma l’effetto light-piping è ridotto al minimo a causa degli occhi piccolissimi; il fatto che Ironhide ha un piccolo spazio cavo, visibile solo di lato, tra il bacino e il tronco e il fatto che le sue mani, malgrado non abbia accessori da impugnare, sono adatte a qualsiasi arma con il manico da 5mm, come tutte quelle delle versioni voyager precedenti, e le armi MechTech.
Oltre che per articolazioni e per accuratezza, questo modello colpisce per la ricchezza della scultura, che riempie di dettagli tutta la vista frontale del modello, comprese le parti meno evidenti come gli avambracci e le cosce, e la colorazione; a colpo d’occhio Ironhide dovrebbe essere tutto nero, ma l’uso di plastiche di tre colori diversi, e la verniciatura di numerose parti lo rendono molto meno monotono di come ci si aspetterebbe; Ironhide infine mostra anche uno stemma Autobot quasi invisibile al centro del petto.
Considerazioni finali
Ironhide è stato rappresentato in tutte le scale in cui sono disponibili i Transformers; probabilmente non bisognerebbe limitarsi ad una sola versione, ma io ho scelto questa per l’accuratezza maniacale e il prezzo accessibile. La complessità della trasformazione mi ha intimorito un po’ ma non mi ha deluso; l’incidente con il paraurti è stato superato con discreta facilità . Forse si può ancora nutrire qualche dubbio sulla solidità del modello, visti alcuni incastri non proprio saldissimi (le due metà del petto) o completamente assenti (il collo), ma tutto sommato ritengo di aver avuto la fortuna di imbattermi in una delle versioni migliori di sempre.