Perceptor è fra quei personaggi
G1 che, per entrare tra le fila dei
Classic/Generations, ha dovuto "scendere a patti" con delle modifiche abbastanza importanti, ma non per questo, per fortuna, negativamente drastiche.
Abbandonata quindi l'originale modalità alternativa di
microscopio, il Perceptor apparso nella linea
Reveal the Shield si ispira nella trasformazione alla versione apparsa nel cartone di
Animated, dove l'omonimo personaggio sfoggiava una modalità veicolare di camioncino: questo
Supervista, quindi, diventa una sorta di auto
Land Rover con la parte posteriore cingolata, cingoli non messi a caso, visto che richiamano l'ulteriore modalità alternativa del G1 di carrarmato ibrido.
L'auto è davvero ben fatta e scolpita, color rosso bordeau con dettagli che risaltano sui cingoli e ruote, ulteriormente colorati di argento scuro nelle parti interne. Bello anche il frontale con la griglia nera, ma ovviamente la parte che salta all'occhio sono i tre fari sopra il tettuccio, che genialmente andranno a diventare l'iconico cannone da spalla del robot: laddove nel camioncino Animated si erano limitati a piazzare il cannone sul tettuccio e tanti saluti, qui son riusciti a mimetizzarlo come un trio di fari, trovata che quasi da sola varrebbe il prezzo del biglietto. ^_^
Come unico difetto estetico posso citare i finestrini fittizi posteriori, dipinti di grigio anzichè di giallo come la plastica trasparente del parabrezza e dei finestrini laterali anteriori; e sempre parlando di plastica trasparente gialla, anche i fari anteriori son costituiti da questo materiale, con pure l'ennesimo colpo di genio di due faretti tondi piccolo sotto quelli gialli, che fungono inoltre da perni per la trasformazione delle ruote! *__*
Il
disguise è ottimo nel veicolo ( a parte, ok, i fari da cui spunta il missile del cannone da dietro, ma anche qui, le "luci" dei fari sono in plastica trasparente! ), mentre solo da sotto s'intravedono le braccia del robot e la parte posteriore del bacino.
La
trasformazione non è semplicissima, sopratutto se rapportata ai modellini odierni: le braccia spuntano da sotto il veicolo, ruotando nel cofano e nascondendo le ruote anteriori; il cofano poi si adagerà dietro il torso, finora completamente nascosto nel veicolo, mentre il resto dell'auto va a formare le gambe, dove si lavora di più per la trasformazione, con i portelloni posteriori che si ribaltano verso il tettuccio rivelando i dettagli frontali del robot, facendo uscire i piedi che lasciano spazio per i cingoli che si ripiegano all'interno, seguiti dalle portiere. Da notare infine come la testa spunti verso l'alto come nel G1 ma anche come si usava fare nella maggior parte dei modellini Classic/Universe 2.0. ^_^
Il
robot è un piccolo capolavoro estetico: visto per la prima volta frontalmente, a malapena si intuirebbe della sua modalità alternativa di auto ( parzialmente cingolata ), dato che si sforza al massimo di somigliare al robot del modellino originale, con qualche richiamo pure alla versione moderna dei fumetti IDW ideata da
Guido Guidi che non guasta affatto. I dettagli scolpiti sugli stinchi, ginocchia, avambracci e spalle sono proprio quelli del giocattolo G1, mentre la forma della piastra toracica e sempre degli avambracci, ma in generale la linea del robot è quella snella ed agile ideata dal buon Guido: certo, le gambone stonano non poco, se rapportate con le cosce ed i "piedini", ma si perdonano facilmente grazie alla profusione di altri dettagli iconici, come i cingoli pure qui all'interno dei polpacci e sopratutto gli iconici dischi sugli avambracci. Questi, così come il contorno della piastra toracica ed i dettagli del cannone sono eccezionalmente, per la versione Usa del giocattolo, cromati, mentre ironicamente la versione giapponese manca di queste cromature.
La testa è quella del personaggio del cartone G1, con un'espressione buffamente seriosa, mentre un mirino pieghevole in plastica trasparente fra la testa ed il cannone sulla spalla sembra richiamare il mirino sull'occhio del Perceptor IDW: immancabile la possibilità di abbassare la succitata piastra toracica, che nasconde il simbolo/gimmick della linea RTS, con un bell'effetto quindi dello scudo che s'intravede da dietro la piastra trasparente.
Oltre al bordeau della carrozzeria dell'auto ed al nero dei dettagli ( e nel robot di questo colore sono testa, pugni, piedi e bacino), si aggiunge pure l'iconico blu turchese su cosce ed avambracci ( più qualche dettaglio semi nascosto nel corpo ), e la disposizione cromatica è la stessa del G1, tranne solo che per l'addome, rosso anziché blu, ma che però conserva lo stesso la cerniera in collegamento col bacino, solo che ora serve per la trasformazione!
La posabilità è ottima con tutte le articolazioni della media moderna tranne la rotazione del bacino; il cannone può alzarsi ma resta fermo nella posizione sulla spalla destra, mentre, per quel che vale, pure i dischi sui polsi ruotano. ^_^
A parte i difetti estetici dovuti alle gambone ( afflitte anche dalle portere che spuntano da dietro ) e dallo zaino/cofano, quest'ultimo inoltre fatica anche ad agganciarsi bene alla schiena, col rischio di staccarsi ogni qualvolta si tenti di muovere le braccia del robot.
Per il resto, questo Perceptor resta un modellino STREPITOSO, che riesce ad avere un'innovativa modalità alternativa senza per questo rinunciare alla classicità della forma robotica. Certo, magari era maggiormente auspicabile una versione voyager che diveniva un carrarmato e ufficiosamente un microscopio ( e cmq, già armeggiando con questo modellino qualcosa di simile salta fuori ... ), ma per il periodo in cui è uscito questo Perceptor è stato sia una boccata d'aria fresca che un re-incontro con un vecchio amico. E chissà che in futuro non facciano un Supervista voyager ispirato alla versione del videogioco Foc... ^_^