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Iscritto il: 26/08/2005
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Rodimus Vs. Cyclonus
“Rodimus Vs. Cyclonus”
fumetto di 24 pagine in omaggio nel 2-pack “Battle in Space” della linea “Transformers: Reveal the Shield”
Data di distribuzione: dicembre 2010.
Storia di Simon Furman
Arte di The Boo
INTRODUZIONE
Questo comic-book presenta una vicenda inedita che si svolge durante gli eventi descritti in Transformers: The Animated Movie (1986).
STORIA
Sul Pianeta della Spazzatura (The Planet of Junk), Galvatron ha appena eliminato Ultra Magnus e preso possesso della Matrice del Comando (Matrix of Leadership).
Non appena Galvatron annuncia di voler assoggettare il proprio signore Unicron, grazie al potente manufatto Autobot, Cyclonus e Scourge si affrettano a giurargli fedeltà. Galvatron si congratula con loro per la velocità nel cambiare schieramento. Riepilogato rapidamente il momento nettamente favorevole, e cioè la distruzione di Città Autobot (Autobot City) e delle basi lunari, invia i due subordinati a sferrare l’attacco finale per annientare anche le ultime forze Autobot....con un premio in palio: chi ammazzerà più nemici sarà nominato suo secondo in comando.
Appena rimasti soli, Scourge si lamenta del compito affidato loro, ritenuto indegno, mentre Cyclonus lo accusa di comportarsi (letteralmente) da “servile sicofante”. Scourge taglia però corto: sarà lui a vincere la sfida, avendo l’intera armata degli Sweep (Sweeps Armada) al proprio servizio!
In partenza dal pianeta Quintessa, mentre Kup intrattiene i Dinobot con l’ennesima avventura del passato, Hot Rod si meraviglia di come Wheelie sia abile nel pilotare l’astronave rubata ai Quintesson. Il piccolo Autobot risponde di aver messo a frutto il lungo periodo rimasto sul pianeta e quindi, manovrando un bizzarro globo luminoso alieno, elabora la traiettoria della nave di Ultra Magnus, a partire dalle ultime coordinate note.
Dopo aver inviato un falso segnale Autobot nella nebulosa Rayzor (Rayzor Nebula), Cyclonus aspetta che Scourge e i suoi Sweeep si lancino a testa bassa sulla falsa pista, per poi riprendere da solo l’inseguimento degli Autobot.
Grazie alle elaborazioni di Wheelie, la nave di Hot Rod raggiunge i resti di quella di Magnus. È sempre il piccolo Autobot a sollevare i compagni dallo sconforto, deducendo che il gruppo di Magnus si sia salvato grazie alla separazione di emergenza.
La gioia però dura poco: Cyclonus attacca all’improvviso e dopo poco le difese dell’astronave Quintesson cedono.
Kup esclama che le loro opzioni sono esaurite,e lamenta l’assenza di Optimus Prime e della Matrice.
Ripensando al suo breve contatto con la Matrice del Comando, Hot Rod trova la soluzione: per dare tempo ai suoi compagni, sfiderà l’avversario a singolar tenzone secondo l’antico uso della Sfida di Aria-Bellum (Challange of Aria-Bellum), un’usanza tanto antica da non essere conosciuta nemmeno da Kup.
Cyclonus accetta e spiega che la conoscenza dell’Aria-Bellum è venuta con la propria rinascita come servo di Unicron.
Lo scontro ha luogo sulla superficie della nave quintesson. Come riconosciuto da Kup, Hot Rod si batte con maestria, ma Cyclonus non è un decepticon alla sua portata.
Cyclonus, mentre colpisce ripetutamente l’avversario, afferma che anche Hot Rod l’ha sottovalutato, come tutti prima di lui: non solo nella sua vita precedente Cyclonus era considerato di poco conto, ma persino Unicron lo ha beffato promettendogli truppe che non sono state create.
Durante lo scontro, Kup ha tempo di individuare altri Autobot nella zona: Grapple e Tracks, a bordo di un’altra nave! Chiede quindi loro di rendersi ben visibili, passare vicino alla nebulosa Rayzor e quindi andarsene ad alta velocità.
Questo cervellotico piano ha successo: attirato dal passaggio della nuova nave, Scourge rientra in scena.
Quando tutto sembra perduto, il piano di Kup ha effetto: capito l’inganno del compagno/rivale,Scourge rivolge a lui il suo attacco. seguito dai suoi Sweep.
In questo modo le due navi Autobot riescono a fuggire, dividendosi: mentre si perdono le tracce di Grapple e Tracks, la nave di Hot Rod atterra sul Pianeta di Spazzatura, ricongiungendosi alla squadra di Magnus...
NOTE
Il nome Junkion non compare mai, si parla sempre di Planet of Junk. Salvo qualche cadavere ai piedi dei Decepticon e un Wreck-Garr colorato sbagliato nell’ultimissima vignetta, non compaiono mai neanche i suoi abitanti.
Cyclonus, Scourge, Hot Rod, Grapple e Tracks hanno l’aspetto dei modellini Generations. Kup ne è una versione particolarmente libera.
Durante il riassunto degli eventi di Galvatron, compaiono altri personaggi con aspetto Generations: a Città Autobot Grapple, Tracks, Rumble, Frenzy e Lugnut (!!); sulle basi lunari, Jazz e Bumblebee; Blurr e Perceptor nel ricordo della morte di Optimus.
Warpath (sempre a Città Autobot) e Wheelie hanno il loro aspetto Universe.
Galvatron, Optimus Prime, i Dinobots e Devastator (Città Autobot) sono disegnati in stile cartoon G1.
Galvatron a pagina 5 potrebbe mimare posa e proporzioni del Robot Heroes. O potrebbe essere semplicemente disegnato molto male.
Compaiono finalmente alcuni dei “dimenticati” della S2, cioè Warpath, Tracks e Grapple (quest’ultimo, però, forse compare in una scena abbastanza confusa della battaglia di Città Autobot originale).
Si risolve in poche battute l’annoso problema dato dalla frase “Cyclonus and his armada”: l’armata è stata promessa, non fornita (e non esiste nessun sosia di Cyclonus chiamato Armada). La combriccola di Scourge, al contrario, riceve ufficialmente la nomina di Sweeps Armada.
Galvatron non dimentica le sue origini –e le proprie capacità tattiche- ed è molto più “Megatron” della sua versione TFTM86.
Cyclonus ci rivela che Unicron non “sovrascrive” le menti dei suoi subordinati, ma anzi personalità e ricordi rimangono ben definiti.
Cyclonus cita il suo io passato, sottostimato da tutti. Il profilo G1 di Skywarp (la fonte più probabile da cui si è evoluto Cyclonus) lo definisce “non molto intelligente. Inutile senza la supervisione di Megatron”.
Evidentemente Unicron ha anche fornito un upgrade intellettivo, oltre che fisico, ed ora Skywarp può prendersi le proprie rivincite.
Sempre dal profilo G1 di Skywarp: “si diverte a giocare tiri mancini ai suoi compagni Decepticon, e ad apparire dal nulla per attaccare gli Autobot”. E’ esattamente il comportamento di Cyclonus in quest’albo.
La storiella che Kup cita lasciando Quintessa parla di una ruota di tortura mossa da quaranta “spinocerosi” (spinoceroses) corazzati. Il pianeta in questione è Regurgita-9, un chiaro riferimento a Unicron.
Wheelie diventa un profondo conoscitore della tecnologia Quintesson e del volo spaziale in generale. Sembra abbandonata la lettura ironica data nel suo Spotlight, anche se forse proprio da lì deriva lo spunto per questo intrepido (quanto inedito) viaggiatore spaziale.
Una sfida d'onore molto simile all'Aria-Bellum era il fulcro dell'episodio G1 Heavy Metal War, con un duello tra Megatron e Optimus Prime.
Il termine “Rodimus”,presente in tutte le diciture del 2-pack non compare mai all'interno del fumetto, come non compare il nome "Hot Rod", più corretto nella continuità G1. Simon Furman risolve quindi il problema ....aggirando l'ostacolo!
....e togliendosi comunque lo sfizio di citare il proprio beniamino: lo stesso Hot Rod/Rodimus, infatti, fa sì che Cyclonus si danneggi da solo portandolo a colpire degli "Hot Fuel Rod radioactive" (tubature contenenti propellente radioattivo).
Hot Rod ottiene dalla Matrice la conoscenza della Sfida di Aria-Bellum: viene quindi ripresa la versione S3 della Matrice, che è uno scrigno della saggezza autobot. In TFTM86, invece, la Matrice sembrava fornire poteri pseudo-precognitivi.
Anche Cyclonus dice di conoscere Aria-Bellum, spiegando che questa conoscenza deriva da Unicron. Come è possibile? Unicron ha già avuto a che fare con il pianeta Cybertron -e le sue usanze- in precedenza? In logica strettamente cartone G1 (Cybertron non è Primus), sia nella versione “cartone allargato al fumetto” un incontro simile sarebbe totalmente inedito. O si tratta forse di un ricordo di Unicron? Che fosse una regola di guerra degli dei da cui Unicron e Primus originano?
Durante il “duello”, Hot Rod riesce ad ottenere un momentaneo vantaggio con un piccolo inganno (i fuel rod di poco sopra): Cyclonus esclama di sentirsi libero dal codice d’onore dell’Aria-Bellum, e si trasforma nella modalità aerea, cominciando ad attaccare l’avversario dal cielo risultando chiaramente in vantaggio. Ancora onore per Cyclonus quindi, come la sua versione IDW (o il guerriero descritto in ”The Killing Jar”).
Kup non è (solo) il solito brontolone, in varie occasioni elogia apertamente l’operato del giovane compagno, rendendo finalmente il loro rapporto più credibile e tridimensionale.
Sempre Kup dimostra di avere ottima conoscenza della psicologia avversaria, puntando il tutto per tutto sulla rivalità di Scourge. Sebbene sia un elemento interessante, sembra un po’ stiracchiato, dato che Kup non aveva modo di sapere della presenza di Scourge e degli Sweep, ed è quasi impossibile che possa sapere del rapporto tra i due luogotenenti dato che questi sono stati riformattati da poco.
I Dinobot non parlano mai, salvo Grimlock che (una singola volta) sottolinea l’ovvio, proprio come la sua controparte G1 S3.
Simon Furman aveva già lavorato a un fumetto di 8 pagine collocato nella serie animata G1: allegato alla riedizione della serie G1 nei DVD della Madman, la storia narra uno scontro Hot Rod/Soundwave, collocato durante la costruzione di Città Autobot (e l'evacuazione degli Autobot da Cybertron). Il fulcro della vicenda è, come sempre, la Matrice: visioni profetiche per Hot Rod si alternano quindi a elementi di continuità mai narrati prima.
OSSERVAZIONI
Simon Furman. Su un’espansione di TFTM86. Già questo fatto segna la portata di questo fumetto-omaggio, solo all’apparenza banale. L’evento è reso ancora più epocale dal fatto che l’emblema vivente dei fumetti G1 non aveva (quasi) mai scritto nella continuità del cartone animato. Furman sarebbe potuto cadere nella facile tentazione di incastrare a forza elementi e caratterizzazioni dei fumetti Marvel in questo contesto, e invece ha saggiamente deciso di mantenere i caratteri distintivi della serie Sunbow... depurandoli di ogni leggerezza, ovviamente. Ecco quindi che Galvatron (qui non ancora pazzo) è un abile condottiero, in grado di sfruttare appieno i propri sottoposti, e non un cane sciolto; Grimlock non è un potenziale capo; e la Matrice del Comando si mantiene ben diversa da quella della Creazione.
E nonostante questo contesto pseudo-vergine per l’autore, nonostante questo sia solo un fumettino per rendere più goloso un set di meri repaint Hasbro, Furman coglie la palla al balzo e corregge/completa l’affascinante ma sicuramente incompleta sceneggiatura di TFTM86. Ecco quindi che i riformattati da Unicron acquistano finalmente tridimensionalità ed un legame con il loro passato, ecco che il mistero dell’armata di Cyclonus è risolto in due vignette, ecco che molti personaggi scomparsi a fine S2 finalmente tornano a farsi vedere, ed anche –alcuni- ad avere un ruolo indispensabile nel finale della storia.
Eppure, tutta questa riscrittura della sceneggiatura non appesantisce minimamente la trama, che può essere letta a vari livelli e che nei più elementari risulta comunque leggera,seppur brillante.
Purtroppo lo stesso non si può dire del lato grafico, dove il disegnatore (The Boo) usa un personalissimo stile superdeformed... troppo deformed. Pensate ad un Nick Roche che non sappia imbroccare una prospettiva e dall’anatomia fortemente incerta, e avrete un’idea del risultato. L’unica cosa degna di nota è il dinamismo presente in alcune sequenze (lo scontro Hot Rod/Cyclonus su tutti, con molte citazioni grafiche dei duelli del film originale), che rende comunque accettabili alcune tavole.
Fortunatamente il solito colorista Josh Burcham riesce a ricreare la tavolozza cromatica di TFTM86 e ci fa sentire subito a casa. Certo, un fumetto di tale portata avrebbe meritato sicuramente un disegnatore di prima grandezza, ma non si può avere tutto dalla vita.
Concludendo, è un fumetto che dovrebbe essere letto da tutti i fan della G1 e che dovrebbe essere incluso in qualsiasi edizione futura dell’Animated Movie. Se non addirittura fungere da base per una sua eventuale versione riveduta e corretta.
ha contribuito MeGrimlock
fumetto di 24 pagine in omaggio nel 2-pack “Battle in Space” della linea “Transformers: Reveal the Shield”
Data di distribuzione: dicembre 2010.
Storia di Simon Furman
Arte di The Boo
INTRODUZIONE
Questo comic-book presenta una vicenda inedita che si svolge durante gli eventi descritti in Transformers: The Animated Movie (1986).
STORIA
Sul Pianeta della Spazzatura (The Planet of Junk), Galvatron ha appena eliminato Ultra Magnus e preso possesso della Matrice del Comando (Matrix of Leadership).
Non appena Galvatron annuncia di voler assoggettare il proprio signore Unicron, grazie al potente manufatto Autobot, Cyclonus e Scourge si affrettano a giurargli fedeltà. Galvatron si congratula con loro per la velocità nel cambiare schieramento. Riepilogato rapidamente il momento nettamente favorevole, e cioè la distruzione di Città Autobot (Autobot City) e delle basi lunari, invia i due subordinati a sferrare l’attacco finale per annientare anche le ultime forze Autobot....con un premio in palio: chi ammazzerà più nemici sarà nominato suo secondo in comando.
Appena rimasti soli, Scourge si lamenta del compito affidato loro, ritenuto indegno, mentre Cyclonus lo accusa di comportarsi (letteralmente) da “servile sicofante”. Scourge taglia però corto: sarà lui a vincere la sfida, avendo l’intera armata degli Sweep (Sweeps Armada) al proprio servizio!
In partenza dal pianeta Quintessa, mentre Kup intrattiene i Dinobot con l’ennesima avventura del passato, Hot Rod si meraviglia di come Wheelie sia abile nel pilotare l’astronave rubata ai Quintesson. Il piccolo Autobot risponde di aver messo a frutto il lungo periodo rimasto sul pianeta e quindi, manovrando un bizzarro globo luminoso alieno, elabora la traiettoria della nave di Ultra Magnus, a partire dalle ultime coordinate note.
Dopo aver inviato un falso segnale Autobot nella nebulosa Rayzor (Rayzor Nebula), Cyclonus aspetta che Scourge e i suoi Sweeep si lancino a testa bassa sulla falsa pista, per poi riprendere da solo l’inseguimento degli Autobot.
Grazie alle elaborazioni di Wheelie, la nave di Hot Rod raggiunge i resti di quella di Magnus. È sempre il piccolo Autobot a sollevare i compagni dallo sconforto, deducendo che il gruppo di Magnus si sia salvato grazie alla separazione di emergenza.
La gioia però dura poco: Cyclonus attacca all’improvviso e dopo poco le difese dell’astronave Quintesson cedono.
Kup esclama che le loro opzioni sono esaurite,e lamenta l’assenza di Optimus Prime e della Matrice.
Ripensando al suo breve contatto con la Matrice del Comando, Hot Rod trova la soluzione: per dare tempo ai suoi compagni, sfiderà l’avversario a singolar tenzone secondo l’antico uso della Sfida di Aria-Bellum (Challange of Aria-Bellum), un’usanza tanto antica da non essere conosciuta nemmeno da Kup.
Cyclonus accetta e spiega che la conoscenza dell’Aria-Bellum è venuta con la propria rinascita come servo di Unicron.
Lo scontro ha luogo sulla superficie della nave quintesson. Come riconosciuto da Kup, Hot Rod si batte con maestria, ma Cyclonus non è un decepticon alla sua portata.
Cyclonus, mentre colpisce ripetutamente l’avversario, afferma che anche Hot Rod l’ha sottovalutato, come tutti prima di lui: non solo nella sua vita precedente Cyclonus era considerato di poco conto, ma persino Unicron lo ha beffato promettendogli truppe che non sono state create.
Durante lo scontro, Kup ha tempo di individuare altri Autobot nella zona: Grapple e Tracks, a bordo di un’altra nave! Chiede quindi loro di rendersi ben visibili, passare vicino alla nebulosa Rayzor e quindi andarsene ad alta velocità.
Questo cervellotico piano ha successo: attirato dal passaggio della nuova nave, Scourge rientra in scena.
Quando tutto sembra perduto, il piano di Kup ha effetto: capito l’inganno del compagno/rivale,Scourge rivolge a lui il suo attacco. seguito dai suoi Sweep.
In questo modo le due navi Autobot riescono a fuggire, dividendosi: mentre si perdono le tracce di Grapple e Tracks, la nave di Hot Rod atterra sul Pianeta di Spazzatura, ricongiungendosi alla squadra di Magnus...
NOTE
Il nome Junkion non compare mai, si parla sempre di Planet of Junk. Salvo qualche cadavere ai piedi dei Decepticon e un Wreck-Garr colorato sbagliato nell’ultimissima vignetta, non compaiono mai neanche i suoi abitanti.
Cyclonus, Scourge, Hot Rod, Grapple e Tracks hanno l’aspetto dei modellini Generations. Kup ne è una versione particolarmente libera.
Durante il riassunto degli eventi di Galvatron, compaiono altri personaggi con aspetto Generations: a Città Autobot Grapple, Tracks, Rumble, Frenzy e Lugnut (!!); sulle basi lunari, Jazz e Bumblebee; Blurr e Perceptor nel ricordo della morte di Optimus.
Warpath (sempre a Città Autobot) e Wheelie hanno il loro aspetto Universe.
Galvatron, Optimus Prime, i Dinobots e Devastator (Città Autobot) sono disegnati in stile cartoon G1.
Galvatron a pagina 5 potrebbe mimare posa e proporzioni del Robot Heroes. O potrebbe essere semplicemente disegnato molto male.
Compaiono finalmente alcuni dei “dimenticati” della S2, cioè Warpath, Tracks e Grapple (quest’ultimo, però, forse compare in una scena abbastanza confusa della battaglia di Città Autobot originale).
Si risolve in poche battute l’annoso problema dato dalla frase “Cyclonus and his armada”: l’armata è stata promessa, non fornita (e non esiste nessun sosia di Cyclonus chiamato Armada). La combriccola di Scourge, al contrario, riceve ufficialmente la nomina di Sweeps Armada.
Galvatron non dimentica le sue origini –e le proprie capacità tattiche- ed è molto più “Megatron” della sua versione TFTM86.
Cyclonus ci rivela che Unicron non “sovrascrive” le menti dei suoi subordinati, ma anzi personalità e ricordi rimangono ben definiti.
Cyclonus cita il suo io passato, sottostimato da tutti. Il profilo G1 di Skywarp (la fonte più probabile da cui si è evoluto Cyclonus) lo definisce “non molto intelligente. Inutile senza la supervisione di Megatron”.
Evidentemente Unicron ha anche fornito un upgrade intellettivo, oltre che fisico, ed ora Skywarp può prendersi le proprie rivincite.
Sempre dal profilo G1 di Skywarp: “si diverte a giocare tiri mancini ai suoi compagni Decepticon, e ad apparire dal nulla per attaccare gli Autobot”. E’ esattamente il comportamento di Cyclonus in quest’albo.
La storiella che Kup cita lasciando Quintessa parla di una ruota di tortura mossa da quaranta “spinocerosi” (spinoceroses) corazzati. Il pianeta in questione è Regurgita-9, un chiaro riferimento a Unicron.
Wheelie diventa un profondo conoscitore della tecnologia Quintesson e del volo spaziale in generale. Sembra abbandonata la lettura ironica data nel suo Spotlight, anche se forse proprio da lì deriva lo spunto per questo intrepido (quanto inedito) viaggiatore spaziale.
Una sfida d'onore molto simile all'Aria-Bellum era il fulcro dell'episodio G1 Heavy Metal War, con un duello tra Megatron e Optimus Prime.
Il termine “Rodimus”,presente in tutte le diciture del 2-pack non compare mai all'interno del fumetto, come non compare il nome "Hot Rod", più corretto nella continuità G1. Simon Furman risolve quindi il problema ....aggirando l'ostacolo!
....e togliendosi comunque lo sfizio di citare il proprio beniamino: lo stesso Hot Rod/Rodimus, infatti, fa sì che Cyclonus si danneggi da solo portandolo a colpire degli "Hot Fuel Rod radioactive" (tubature contenenti propellente radioattivo).
Hot Rod ottiene dalla Matrice la conoscenza della Sfida di Aria-Bellum: viene quindi ripresa la versione S3 della Matrice, che è uno scrigno della saggezza autobot. In TFTM86, invece, la Matrice sembrava fornire poteri pseudo-precognitivi.
Anche Cyclonus dice di conoscere Aria-Bellum, spiegando che questa conoscenza deriva da Unicron. Come è possibile? Unicron ha già avuto a che fare con il pianeta Cybertron -e le sue usanze- in precedenza? In logica strettamente cartone G1 (Cybertron non è Primus), sia nella versione “cartone allargato al fumetto” un incontro simile sarebbe totalmente inedito. O si tratta forse di un ricordo di Unicron? Che fosse una regola di guerra degli dei da cui Unicron e Primus originano?
Durante il “duello”, Hot Rod riesce ad ottenere un momentaneo vantaggio con un piccolo inganno (i fuel rod di poco sopra): Cyclonus esclama di sentirsi libero dal codice d’onore dell’Aria-Bellum, e si trasforma nella modalità aerea, cominciando ad attaccare l’avversario dal cielo risultando chiaramente in vantaggio. Ancora onore per Cyclonus quindi, come la sua versione IDW (o il guerriero descritto in ”The Killing Jar”).
Kup non è (solo) il solito brontolone, in varie occasioni elogia apertamente l’operato del giovane compagno, rendendo finalmente il loro rapporto più credibile e tridimensionale.
Sempre Kup dimostra di avere ottima conoscenza della psicologia avversaria, puntando il tutto per tutto sulla rivalità di Scourge. Sebbene sia un elemento interessante, sembra un po’ stiracchiato, dato che Kup non aveva modo di sapere della presenza di Scourge e degli Sweep, ed è quasi impossibile che possa sapere del rapporto tra i due luogotenenti dato che questi sono stati riformattati da poco.
I Dinobot non parlano mai, salvo Grimlock che (una singola volta) sottolinea l’ovvio, proprio come la sua controparte G1 S3.
Simon Furman aveva già lavorato a un fumetto di 8 pagine collocato nella serie animata G1: allegato alla riedizione della serie G1 nei DVD della Madman, la storia narra uno scontro Hot Rod/Soundwave, collocato durante la costruzione di Città Autobot (e l'evacuazione degli Autobot da Cybertron). Il fulcro della vicenda è, come sempre, la Matrice: visioni profetiche per Hot Rod si alternano quindi a elementi di continuità mai narrati prima.
OSSERVAZIONI
Simon Furman. Su un’espansione di TFTM86. Già questo fatto segna la portata di questo fumetto-omaggio, solo all’apparenza banale. L’evento è reso ancora più epocale dal fatto che l’emblema vivente dei fumetti G1 non aveva (quasi) mai scritto nella continuità del cartone animato. Furman sarebbe potuto cadere nella facile tentazione di incastrare a forza elementi e caratterizzazioni dei fumetti Marvel in questo contesto, e invece ha saggiamente deciso di mantenere i caratteri distintivi della serie Sunbow... depurandoli di ogni leggerezza, ovviamente. Ecco quindi che Galvatron (qui non ancora pazzo) è un abile condottiero, in grado di sfruttare appieno i propri sottoposti, e non un cane sciolto; Grimlock non è un potenziale capo; e la Matrice del Comando si mantiene ben diversa da quella della Creazione.
E nonostante questo contesto pseudo-vergine per l’autore, nonostante questo sia solo un fumettino per rendere più goloso un set di meri repaint Hasbro, Furman coglie la palla al balzo e corregge/completa l’affascinante ma sicuramente incompleta sceneggiatura di TFTM86. Ecco quindi che i riformattati da Unicron acquistano finalmente tridimensionalità ed un legame con il loro passato, ecco che il mistero dell’armata di Cyclonus è risolto in due vignette, ecco che molti personaggi scomparsi a fine S2 finalmente tornano a farsi vedere, ed anche –alcuni- ad avere un ruolo indispensabile nel finale della storia.
Eppure, tutta questa riscrittura della sceneggiatura non appesantisce minimamente la trama, che può essere letta a vari livelli e che nei più elementari risulta comunque leggera,seppur brillante.
Purtroppo lo stesso non si può dire del lato grafico, dove il disegnatore (The Boo) usa un personalissimo stile superdeformed... troppo deformed. Pensate ad un Nick Roche che non sappia imbroccare una prospettiva e dall’anatomia fortemente incerta, e avrete un’idea del risultato. L’unica cosa degna di nota è il dinamismo presente in alcune sequenze (lo scontro Hot Rod/Cyclonus su tutti, con molte citazioni grafiche dei duelli del film originale), che rende comunque accettabili alcune tavole.
Fortunatamente il solito colorista Josh Burcham riesce a ricreare la tavolozza cromatica di TFTM86 e ci fa sentire subito a casa. Certo, un fumetto di tale portata avrebbe meritato sicuramente un disegnatore di prima grandezza, ma non si può avere tutto dalla vita.
Concludendo, è un fumetto che dovrebbe essere letto da tutti i fan della G1 e che dovrebbe essere incluso in qualsiasi edizione futura dell’Animated Movie. Se non addirittura fungere da base per una sua eventuale versione riveduta e corretta.
ha contribuito MeGrimlock

IN BRIGHTEST POST, IN BLACKEST THREAD / A LANCIA STRATOS SHINES IN OUR HEAD
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NO ONE ESCAPES LANCIA LANTERNS












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