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Headmasters #4 - Brothers in Armor!! [Fratelli di corazza!!]
#4 – BROTHERS IN ARMOR!! [FRATELLI DI CORAZZA!!]

Scritto da Bob Budiansky
Disegnato da Frank Springer
Inchiostrato da Ian Akin & Brian Garvey
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jack Morelli
Supervisionato da Don Daley
Editor In Chief: Jim Shooter
Pubblicato da Marvel Comics USA nel gennaio 1988
-La storia-

Scritto da Bob Budiansky
Disegnato da Frank Springer
Inchiostrato da Ian Akin & Brian Garvey
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jack Morelli
Supervisionato da Don Daley
Editor In Chief: Jim Shooter
Pubblicato da Marvel Comics USA nel gennaio 1988
-La storia-
Sul pianeta Nebulosgli Headmaster Decepticon, guidati da Scorponok, attaccano con successo i Giardini del Mercurio di Melanossus, costringendo Doublecross, Grotusque e Repugnus a fuggire e lasciare sul campo alcuni compagni morti.
Compiacendosi per la vittoria, le teste dei Decepticon si trasformano nei Nebulani con cui sono stati uniti binariamente. Lord Zarak è desideroso di battere Galen e gli altri Autobot quando viene raggiunto da una Troupe dell'RNN che lo vuole intervistare sui recenti avvenimenti. Egli accetta di parlare e coglie l'occasione per riepilogare i recenti avvenimenti ma alterando la realtà in sfavore di Galen.
Intanto i tre Autobot sopravvissuti alla battaglia con i Decepticon raggiungono i compagni, tra i quali ci sono Kup, Blurr e Hot Rod, constatando che la mancanza di armi ha impedito loro di battagliare efficacemente contro i loro avversari. Mentre Hot Rod capta una richiesta di aiuto Autobot dalla Terra, il gruppo decide di recarsi al Vivaio che è il prossimo obiettivo di conquista di Zarak e solo successivamente di rispondere alla richiesta di aiuto dei compagni. Con loro ci sono anche alcuni alleati nebulani.
Anche Vorath, che tiene d'occhio gli Autobt, intercetta la trasmissione ma Zarak ha altro a cui pensare. Si reca alla prigione degli Headmaster nebulani e qui trova la figlia Llyra che vuole vedere Galen ancora una volta.
Zarak ordina a Krunk di risvegliare l'uomo un tempo amato da sua figlia, che assieme ai compagni era mantenuto in uno stato di inerzia, che ora può parlare e domandare a Zarak d raccontare la verità a sua figlia: vorrebbe infatti che il suo avversario ammettesse che lui non è una minaccia per Nebulos e che è stato accusato ingiustamente. Ma Llyra non vuole ascoltare e se ne va.
Zarak annuncia a Galen che, all'imminente processo, chiederà per lui e gli altri alleati la pena di morte. Proprio in quel momento sopraggiunge Vorath ad annunciare un avvistamento di Autobot al Vivaio, così il nebulano si unisce a Scorponok e vi si reca, in compagnia dei Terrorcon.
Point Blank, Hot Rod, Crosshairs, Sureshot, Kup, e Blurr giungono al vivaio mentre i loro alleati parlano con Selani, l'ingegnere botanico anziana del vivaio, preoccupata della conservazione del sapere agricolo nebulano. Ma i Decepticon sopraggiungono e così comincia l'ennesima battaglia.
Lord Zarak nota che gli Autobot sono disarmati ma, a sorpresa, i sei alleati nebulani si trasformano in armi per Hot Rod e compagni. La potenza di fuoco sprigionata dai Decepticon è tale che il Vivaio viene ripetutamente colpito. Point Blank capisce che se la battaglia dovesse continuare verrebbe tutto distrutto, così impartisce ai compagni l'ordine di ritirarsi. Zarak, vedendo il vivaio in rovina, si rende conto delle sue azioni e che è stato accecato dalla sete di potere, proprio come aveva pronosticato Galen.
Quando rientra alla base Vorath gli mostra che ha duplicato con successo la tecnologia Targetmaster degli Autobot, così ora anche Slugslinger, Triggerhappy, Scourge, Misfire e Cyclonus hanno nuove armi ingegnerizzate grazie a cinque reclute nebulane.
Zarak si reca quindi da Galen e gli dice che si sta rendendo conto che Scorponok lo sta influenzando sempre di più. Dopo aver detto al prigioniero che si sarebbero rivisti in futuro sulla Terra e messo ko Vorath,libera sia lui che gli altri reclusi, ovvero Duros, Gort, Arcana e Stylor che subito si uniscono ai loro partner Autobot.
Mentre Zarak si mette in fuga, ammonendo anche sua figlia di andarsene, gli Headmaster Autobot si scontrano con i Targetmaster Decepticon, presto supportati anche da Scorponok. Fortress Maximus capisce che gli Autobot potrebbero battere i loro avversari, ma ciò sarebbe troppo rischioso per l'incolumità dei civili che si trovano nella base: ordina così ai suoi compagni di ritirarsi. Poco dopo Zarak, staccatosi nuovamente da Scorponok, ferma l'inseguimento dei Decepticon rimandando lo scontro decisivo a data da destinarsi.
Fortress Maximus e gli altri raggiungono l'accampamento, così ora tutti gli Autobot sono raggruppati. Galen spiega che è stato Zarak, con l'ultima frazione di lucidità rimastagli, a liberarli è che l'unica possibilità di portare la pace su Nebulos è che gli Autobot vadano sulla Terra, ricongiungendosi con i loro compagni. In questo modo anche i Decepticon se ne andrebbero, perché sicuramente li inseguirebbero.
In quel momento giunge Llyra, la quale dice a Galen che ora non si fida più così cecamente delle parole di suo padre e chiede all'ex compagno di dirgli la verità. Ma Galen dice solo che ora lui e i suoi compagni stanno per andarsene da Nebulos, così che la donna se ne va in lacrime. Galen ha fatto questo perché, se Llyra lo avesse ancora amato, non sarebbe stato capace di andarsene dal pianeta.
Poco dopo gli Autobot raggiungono la loro nave, in orbita attorno al pianeta, e se ne vanno in direzione della Terra. Poco dopo anche i Decepticon sono pronti a inseguirli e abbandonano Nebulos, lasciando i suoi abitanti a ricostruire un mondo ormai devastato dalla guerra, mentre Llyra cerca di rimettere assieme la sua vita.
-Note-
- Tra le vittime dell'attacco Decepticon ai Giardini del Mercurio di Melanossus non ci sono Autobot noti.
- L'RNN è la Rete Notizie Nebulane.
- In assenza di Fortress Maximus gli Autobot sono comandati da Pointblank, che è quindi di grado superiore anche a Hot Rod.
- Molti Autobot hanno consegnato le loro armi ai nebulani in HM #1.
- Il messaggio che Hot Rod capta a pagina 6 è stato inviato da Goldbug in US # 37.
- Come ha fatto Vorath a replicare la tecnologia Targetmaster degli Autobot in così poco tempo?
- A pagina 14, curiosamente, tra gli Autob in ritirata sembra apparire Sandstorm.
- Cyclonus e Scourge non appariranno più negli albi US ma riappariranno, invece, in quelli UK.
- Vistoso errore del disegnatore a pagina 22, quando gli Autobot che non hanno possibilità di volare vengono trasportati alla loro nave dai Decepticon Slugslinger, Misfire e Triggerhappy!
- Le avventure degli Headmaster continueranno in US # 38.
-Osservazioni-
Con questo capitolo si conclude la miniserie dedicata alla nascita degli Headmaster. La storia di Bob Budiansky è un intreccio memorabile, in cui l'autore giostra tra storie d'amore, introduzione di una miriade di nuovi personaggi, la creazione di nuove tecnologie, l'orrore della guerra che devasta un mondo pacifico, la perdita di lucidità causata dall'acquisizione di potere e molto altro ancora.
La pecca principale di questa opera sta nella sua brevità: concentrare tutto questo in soli quattro albi non rende giustizia alla quantità di concetti che avrebbero sicuramente meritato uno sviluppo maggiore. Sono convinto che con altri due albi sarebbe stata realizzata una delle storie più epiche della produzione Marvel.
L'autore comunque fa del suo meglio con il poco spazio a disposizione, sforzandosi di caratterizzare almeno un po’ i tanti personaggi con battute azzeccate o mostrandoci luoghi e aspetti tecnologici di Nebulos che ci chiariscono il fatto che questo pianeta non è una semplice fotocopia mal riuscita della Terra.
Lo stesso tema della guerra devastatrice, dell'invasione di un pianeta pacifico da parte di una razza di meccanoidi super sviluppata e la difficoltà di essi a relazionarsi con un nuovo mondo fanno riflettere e coinvolgono in lettore trasmettendogli emozioni.
L'interazione Transformer-simil umani, qua resa magnificamente, dimostra che è possibile realizzare opere valide sui nostri beniamini senza necessariamente dover ricorrere a battute becere e relegare in secondo piano i meccanoidi per fare in modo che un pubblico poco sensibile e intelligente trovi una via per immedesimarsi ed essere coinvolto nel racconto.
Lo stesso pubblico che si esalta per le attuali produzioni a fumetti, spesso fatte di sfavillante fumo ma di ben poco sostanzioso arrosto, penso che si stupirebbe della densità del presente racconto, rivalutando forse la propria idolatria verso certi scrittori.
Buona l'arte del compiano Frank Springer è generalmente buona, anche se occasionalmente si verificano errori di scambio di personaggi (colpa della sceneggiatura?) o personaggi che inspiegabilmente cambiano aspetto nel corso della vicenda.
-Note alla versione inglese-
Pubblicata in appendice ai numeri 142-145 del mensile. La paroloa "Armor" del titolo è stata sostituita con la dizione inglese "Armour".
-Note alla versione italiana-
Questa storia è stata pubblicata sul volumetto I Transformers: Head Masters, edito da Play Press, nel febbraio 1989.
La traduzione non è sempre fedele all’originale: in alcuni momenti è accurata (soprattutto sui dialoghi più brevi e semplici) mentre in altre occasioni i testi vengono sensibilmente ridotti e semplificati. La scelta deriva probabilmente dal target a cui era mirata la vendita di questi albi, ovvero ragazzini che seguivano il cartone e compravano i giocattoli.
I nomi dei personaggi sono quelli del doppiaggio storico, che si rifaceva ai nomi scelti dalla Gig per il nostro mercato. Blurr è chiamato Flash, Kup è Blitz, Hardhead diventa Blindobot, è Goblin, Hot Rod si chiama Folgore e così via. Fortress Maximus, Crosshairs e Sureshot, tra gli altri, conservano invece il loro nome originale.
I nomi dei singoli episodi non vengono tradotti, anche perché le tavole sono presentate in sequenza senza chiare divisioni fra i capitoli, e con il titolo generico di “La saga di Nebulos”.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Mindwipe, Doublecross, Weirdwolf, Snapdragon, Grotusque, Apeface, Repugnus, Scorponok, Spasma, Vorath, Krunk, Zarak, Monzo, Galen, Sixshot, Triggerhappy, Flywheels, Llyra, Crosshairs, Kup, Hot Rod, Blurr, Pointblank, Pinpointer, Peacemaker, Sparks, Recoil, Haywire, Spoilsport, Sureshot, Duros, Gort, Arcana, Stylor, Sinnertwin, Cutthroat, Blot, Hun-Grrr, Rippersnapper, Selani, Slugslinger, Triggerhappy, Scourge, Misfire, Cyclonus, Blowpipe, Caliburst, Fracas, Aimless, Nightstick, Fortress Maximus, Hardhead, Highbrow, Brainstorm, Chromedome.
-Copertine-
USA # 4 – Disegnata da Frank Springer.
UK # 142-145 – Disegnate rispettivamente da Dan Reed e Robin Bouttell, Martin Griffiths, Barry Kitson, Barry Kitson e Robin Bouttell.
Compiacendosi per la vittoria, le teste dei Decepticon si trasformano nei Nebulani con cui sono stati uniti binariamente. Lord Zarak è desideroso di battere Galen e gli altri Autobot quando viene raggiunto da una Troupe dell'RNN che lo vuole intervistare sui recenti avvenimenti. Egli accetta di parlare e coglie l'occasione per riepilogare i recenti avvenimenti ma alterando la realtà in sfavore di Galen.
Intanto i tre Autobot sopravvissuti alla battaglia con i Decepticon raggiungono i compagni, tra i quali ci sono Kup, Blurr e Hot Rod, constatando che la mancanza di armi ha impedito loro di battagliare efficacemente contro i loro avversari. Mentre Hot Rod capta una richiesta di aiuto Autobot dalla Terra, il gruppo decide di recarsi al Vivaio che è il prossimo obiettivo di conquista di Zarak e solo successivamente di rispondere alla richiesta di aiuto dei compagni. Con loro ci sono anche alcuni alleati nebulani.
Anche Vorath, che tiene d'occhio gli Autobt, intercetta la trasmissione ma Zarak ha altro a cui pensare. Si reca alla prigione degli Headmaster nebulani e qui trova la figlia Llyra che vuole vedere Galen ancora una volta.
Zarak ordina a Krunk di risvegliare l'uomo un tempo amato da sua figlia, che assieme ai compagni era mantenuto in uno stato di inerzia, che ora può parlare e domandare a Zarak d raccontare la verità a sua figlia: vorrebbe infatti che il suo avversario ammettesse che lui non è una minaccia per Nebulos e che è stato accusato ingiustamente. Ma Llyra non vuole ascoltare e se ne va.
Zarak annuncia a Galen che, all'imminente processo, chiederà per lui e gli altri alleati la pena di morte. Proprio in quel momento sopraggiunge Vorath ad annunciare un avvistamento di Autobot al Vivaio, così il nebulano si unisce a Scorponok e vi si reca, in compagnia dei Terrorcon.
Point Blank, Hot Rod, Crosshairs, Sureshot, Kup, e Blurr giungono al vivaio mentre i loro alleati parlano con Selani, l'ingegnere botanico anziana del vivaio, preoccupata della conservazione del sapere agricolo nebulano. Ma i Decepticon sopraggiungono e così comincia l'ennesima battaglia.
Lord Zarak nota che gli Autobot sono disarmati ma, a sorpresa, i sei alleati nebulani si trasformano in armi per Hot Rod e compagni. La potenza di fuoco sprigionata dai Decepticon è tale che il Vivaio viene ripetutamente colpito. Point Blank capisce che se la battaglia dovesse continuare verrebbe tutto distrutto, così impartisce ai compagni l'ordine di ritirarsi. Zarak, vedendo il vivaio in rovina, si rende conto delle sue azioni e che è stato accecato dalla sete di potere, proprio come aveva pronosticato Galen.
Quando rientra alla base Vorath gli mostra che ha duplicato con successo la tecnologia Targetmaster degli Autobot, così ora anche Slugslinger, Triggerhappy, Scourge, Misfire e Cyclonus hanno nuove armi ingegnerizzate grazie a cinque reclute nebulane.
Zarak si reca quindi da Galen e gli dice che si sta rendendo conto che Scorponok lo sta influenzando sempre di più. Dopo aver detto al prigioniero che si sarebbero rivisti in futuro sulla Terra e messo ko Vorath,libera sia lui che gli altri reclusi, ovvero Duros, Gort, Arcana e Stylor che subito si uniscono ai loro partner Autobot.
Mentre Zarak si mette in fuga, ammonendo anche sua figlia di andarsene, gli Headmaster Autobot si scontrano con i Targetmaster Decepticon, presto supportati anche da Scorponok. Fortress Maximus capisce che gli Autobot potrebbero battere i loro avversari, ma ciò sarebbe troppo rischioso per l'incolumità dei civili che si trovano nella base: ordina così ai suoi compagni di ritirarsi. Poco dopo Zarak, staccatosi nuovamente da Scorponok, ferma l'inseguimento dei Decepticon rimandando lo scontro decisivo a data da destinarsi.
Fortress Maximus e gli altri raggiungono l'accampamento, così ora tutti gli Autobot sono raggruppati. Galen spiega che è stato Zarak, con l'ultima frazione di lucidità rimastagli, a liberarli è che l'unica possibilità di portare la pace su Nebulos è che gli Autobot vadano sulla Terra, ricongiungendosi con i loro compagni. In questo modo anche i Decepticon se ne andrebbero, perché sicuramente li inseguirebbero.
In quel momento giunge Llyra, la quale dice a Galen che ora non si fida più così cecamente delle parole di suo padre e chiede all'ex compagno di dirgli la verità. Ma Galen dice solo che ora lui e i suoi compagni stanno per andarsene da Nebulos, così che la donna se ne va in lacrime. Galen ha fatto questo perché, se Llyra lo avesse ancora amato, non sarebbe stato capace di andarsene dal pianeta.
Poco dopo gli Autobot raggiungono la loro nave, in orbita attorno al pianeta, e se ne vanno in direzione della Terra. Poco dopo anche i Decepticon sono pronti a inseguirli e abbandonano Nebulos, lasciando i suoi abitanti a ricostruire un mondo ormai devastato dalla guerra, mentre Llyra cerca di rimettere assieme la sua vita.
-Note-
- Tra le vittime dell'attacco Decepticon ai Giardini del Mercurio di Melanossus non ci sono Autobot noti.
- L'RNN è la Rete Notizie Nebulane.
- In assenza di Fortress Maximus gli Autobot sono comandati da Pointblank, che è quindi di grado superiore anche a Hot Rod.
- Molti Autobot hanno consegnato le loro armi ai nebulani in HM #1.
- Il messaggio che Hot Rod capta a pagina 6 è stato inviato da Goldbug in US # 37.
- Come ha fatto Vorath a replicare la tecnologia Targetmaster degli Autobot in così poco tempo?
- A pagina 14, curiosamente, tra gli Autob in ritirata sembra apparire Sandstorm.
- Cyclonus e Scourge non appariranno più negli albi US ma riappariranno, invece, in quelli UK.
- Vistoso errore del disegnatore a pagina 22, quando gli Autobot che non hanno possibilità di volare vengono trasportati alla loro nave dai Decepticon Slugslinger, Misfire e Triggerhappy!
- Le avventure degli Headmaster continueranno in US # 38.
-Osservazioni-
Con questo capitolo si conclude la miniserie dedicata alla nascita degli Headmaster. La storia di Bob Budiansky è un intreccio memorabile, in cui l'autore giostra tra storie d'amore, introduzione di una miriade di nuovi personaggi, la creazione di nuove tecnologie, l'orrore della guerra che devasta un mondo pacifico, la perdita di lucidità causata dall'acquisizione di potere e molto altro ancora.
La pecca principale di questa opera sta nella sua brevità: concentrare tutto questo in soli quattro albi non rende giustizia alla quantità di concetti che avrebbero sicuramente meritato uno sviluppo maggiore. Sono convinto che con altri due albi sarebbe stata realizzata una delle storie più epiche della produzione Marvel.
L'autore comunque fa del suo meglio con il poco spazio a disposizione, sforzandosi di caratterizzare almeno un po’ i tanti personaggi con battute azzeccate o mostrandoci luoghi e aspetti tecnologici di Nebulos che ci chiariscono il fatto che questo pianeta non è una semplice fotocopia mal riuscita della Terra.
Lo stesso tema della guerra devastatrice, dell'invasione di un pianeta pacifico da parte di una razza di meccanoidi super sviluppata e la difficoltà di essi a relazionarsi con un nuovo mondo fanno riflettere e coinvolgono in lettore trasmettendogli emozioni.
L'interazione Transformer-simil umani, qua resa magnificamente, dimostra che è possibile realizzare opere valide sui nostri beniamini senza necessariamente dover ricorrere a battute becere e relegare in secondo piano i meccanoidi per fare in modo che un pubblico poco sensibile e intelligente trovi una via per immedesimarsi ed essere coinvolto nel racconto.
Lo stesso pubblico che si esalta per le attuali produzioni a fumetti, spesso fatte di sfavillante fumo ma di ben poco sostanzioso arrosto, penso che si stupirebbe della densità del presente racconto, rivalutando forse la propria idolatria verso certi scrittori.
Buona l'arte del compiano Frank Springer è generalmente buona, anche se occasionalmente si verificano errori di scambio di personaggi (colpa della sceneggiatura?) o personaggi che inspiegabilmente cambiano aspetto nel corso della vicenda.
-Note alla versione inglese-
Pubblicata in appendice ai numeri 142-145 del mensile. La paroloa "Armor" del titolo è stata sostituita con la dizione inglese "Armour".
-Note alla versione italiana-
Questa storia è stata pubblicata sul volumetto I Transformers: Head Masters, edito da Play Press, nel febbraio 1989.
La traduzione non è sempre fedele all’originale: in alcuni momenti è accurata (soprattutto sui dialoghi più brevi e semplici) mentre in altre occasioni i testi vengono sensibilmente ridotti e semplificati. La scelta deriva probabilmente dal target a cui era mirata la vendita di questi albi, ovvero ragazzini che seguivano il cartone e compravano i giocattoli.
I nomi dei personaggi sono quelli del doppiaggio storico, che si rifaceva ai nomi scelti dalla Gig per il nostro mercato. Blurr è chiamato Flash, Kup è Blitz, Hardhead diventa Blindobot, è Goblin, Hot Rod si chiama Folgore e così via. Fortress Maximus, Crosshairs e Sureshot, tra gli altri, conservano invece il loro nome originale.
I nomi dei singoli episodi non vengono tradotti, anche perché le tavole sono presentate in sequenza senza chiare divisioni fra i capitoli, e con il titolo generico di “La saga di Nebulos”.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Mindwipe, Doublecross, Weirdwolf, Snapdragon, Grotusque, Apeface, Repugnus, Scorponok, Spasma, Vorath, Krunk, Zarak, Monzo, Galen, Sixshot, Triggerhappy, Flywheels, Llyra, Crosshairs, Kup, Hot Rod, Blurr, Pointblank, Pinpointer, Peacemaker, Sparks, Recoil, Haywire, Spoilsport, Sureshot, Duros, Gort, Arcana, Stylor, Sinnertwin, Cutthroat, Blot, Hun-Grrr, Rippersnapper, Selani, Slugslinger, Triggerhappy, Scourge, Misfire, Cyclonus, Blowpipe, Caliburst, Fracas, Aimless, Nightstick, Fortress Maximus, Hardhead, Highbrow, Brainstorm, Chromedome.
-Copertine-
USA # 4 – Disegnata da Frank Springer.
UK # 142-145 – Disegnate rispettivamente da Dan Reed e Robin Bouttell, Martin Griffiths, Barry Kitson, Barry Kitson e Robin Bouttell.









