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Iscritto il: 21/06/2004
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RotF Sequel: Nefarious #6
“Revenge Of The Fallen: Nefarious” (6 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: Carlos Magno
Colori: Andrew Dalhouse
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell'Agosto 2010.
La storia
A Crater Lake, nell'Oregon, gli Autobot di Optimus Prime stanno combattendo contro un sinistro squadrone misto di Cybertroniani.
A controllare le azioni di questi ultimi è l'anziano Carter Newell, capo assoluto dell'organizzazione occulta Initiative.
Optimus Prime comprende presto come stanno le cose: Newell si sta servendo di una imitazione altamente instabile dell'OmniScintilla.
Anche Soundwave se ne rende conto e, restando in disparte (in spregio alla sua presunta alleanza con gli Autobot), riattiva Ravage per perseguire un piano personale.
Nella sua brama di vendetta, Newell elimina persino i suoi stessi alleati umani, terrorizzando così la sua più fidata assistente, Ingrid.
Per salvarsi la vita, la donna decide di accettare l'offerta fattale dal prigioniero Cybertroniano che si annida nel nucleo della base dell'Initiative (una fortezza modulare mobile).
Prima, però, Ingrid vuole sapere quali motivi animano Newell, e il prigioniero Cybertroniano racconta.
Ottantuno anni fa, un gruppo di Decepticon fu inviato sulla Terra dal Caduto, per cercare la perduta Tomba dei Prime. Lasciati soli e incapaci di conseguire un risultato, i Decepticon caddero vittime di noia e frustrazione; la ricerca divenne una competizione.
Con l'aspetto dei veicoli dell'epoca, si combatterono a vicenda, pur di seguire qualunque indizio conducesse alla loro meta.
In uno di questi scontri, furono uccisi i ricchi genitori di un bambino che vide i Cybertroniani coi suoi stessi occhi. Da quel momento, il bambino trascorse tutta la sua vita a braccarli, catturarli e studiarli, sfruttando a questo scopo la ricchezza lasciatagli dai suoi genitori: era Carter Newell.
Optimus Prime fa irruzione nella base, ma Newell usa l'imitazione di OmniScintilla per aggredire le Scintille di tutti gli Autobot, allo scopo di porre definitivamente fine a questa strisciante invasione.
Attaccato da uno dei droni di Ravage, Newell è gravemente ferito, ma non sconfitto. Sganciando il modulo principale della base (un camion corazzato), fugge portando con sé l'imitazione di OmniScintilla
Unico a riprendersi dall'assalto, Optimus Prime lo insegue, solo per essere coinvolto in uno scontro che si rivela quasi letale per Newell (è però Buzzsaw a uccidere l'umano, in forma di elicottero).
L'imitazione di OmniScintilla, ormai fuori controllo, minaccia di esplodere. Optimus ha familiarità con questi costrutti e sa che l'unica azione possibile è quella di continuare ad alimentarlo... con la sua stessa Scintilla.
Il prigioniero Cybertroniano senza nome (liberato da Ingrid) giunge davanti a Optimus Prime e, presentatosi come Fortress, si offre di occuparsi dell'imitazione di OmniScintilla, alla ricerca di una forma di redenzione per tutto il male commesso.
Optimus Prime acconsente: Fortress vola in cielo, portando con sé il Cubo ed esplodendo in un'apocalittica vampata di energia.
Il personale dell'Initiative viene arrestato, ma si rifiuta di parlare. La vera portata di questa impresa resta ancora occulta, e Optimus Prime può solo chiedersi come sia potuto accadere tutto ciò e quanti rischi esistano che si ripeta.
In orbita, Soundwave sta esaminando i dati sull'imitazione di OmniScintilla che Buzzsaw gli ha procurato.
Note
Fortress sembra essere una citazione del personaggio G1 di Fortress Maximus, anche perché fa parte di una base modulare mobile.
La sua forma alternativa di ottanta anni fa, però, era quella di un biplano (il che richiama il modellino di RotF Ransack).
Buzzsaw si è adeguato ai veicoli terrestri, diventando un elicottero. Come si spiega questa scelta da parte di Simon Furman? Potrebbe essere un'anticipazione di ciò che la Hasbro sta progettando per i giocattoli del terzo film.
Errori di colorazione: oltre a un Ratchet costantemente giallo, compaiono uno Skid blu, un Mudflap verde, un Brawn colorato come G1 Brawn e un Thrust grigio.
Ciò supponendo che i robot controllati dall'Initiative siano stati identificati correttamente. Non solo perchè non vengono mai chiamati per nome (eccetto Blazemaster), ma anche perchè Carlos Magno ha ridisegnato parecchi di loro, conferendogli un aspetto più mostruoso (si vedano anche Reverb e Ransack negli albi iniziali).
Osservazioni
Ora sì che si ragiona!
Nel piattume narrativo delle produzioni di punta dei Transformer, Simon Furman produce finalmente una storia degna di questo nome, la quale riesce a conseguire gli obiettivi che Revenge Of The Fallen ha clamorosamente mancato.
Quando in RotF viene rivelato (in modo solenne) che i Transformer si nascondono tra noi da decenni (secoli?), mi sarei aspettato molto di più di quello che ne seguì. (A dire il vero, mi sarei aspettato qualcosa. Qualunque cosa.)
Tutto ciò che abbiamo avuto, invece, è stata l'elettrizzante rivelazione che Jetfire si nascondeva nello Smithsonian.
E' stata una scena del tipo: “Siamo sempre stati qui.” “E poi?” “E poi, ehm, guarda, un cane marrone.”
In Nefarious #6, invece, il concetto non solo viene gestito e sfruttato come motore della trama, ma viene anche portato alle sue logiche conseguenze. (Si può dire che la cifra stilistica di Furman, in questa come in altre serie, sia la capacità di sviluppare effettivamente ciò che altri autori improvvisati sanno solo abbozzare, senza poi sapere come utilizzare).
Ecco quindi che i Decepticon giunti sulla Terra, abbandonati a se stessi, divengono come naufragi su un'isola e iniziano ad adattarsi, a cambiare, a “evolvere”. Le dinamiche interne del loro gruppo cambiano, mutandosi in qualcosa di diverso. I Decepticon dimenticano parte della loro missione e danno vita a ossessive rivalità interne, senza mai rinunciare a nascondersi tra noi.
E' un'idea affascinante ed epica, che spiega i modellini con tecnologia antiquata presentati dalla Hasbro, dando loro non solo un motivo, ma un contesto per le loro azioni/vite. (No, un momento: quanti ne ha prodotti la Hasbro? Uno solo? Comunque.)
Non cambia il fatto che dove RotF ha fallito nell'affrontare questo elemento, Furman ha costruito un'intera epopea in poche vignette: come sempre, quando si tratta di andare alle radici di una vicenda, le sue sceneggiature ribollono di idee e di potenziale.
Sotto certi aspetti, questa vicenda è paragonabile a Hearts Of Steel, sebbene con una gestione dieci volte migliore e più interessante.
E c'è dell'altro per i Decepticon: Fortress non è lo stereotipato Decepticon tanto tipico di RotF (be', per amor del vero, i Transformer in RotF vanno ben oltre il cliché, tanto sono quasi tutti intercambiabili... come già detto, li si potrebbe rimpiazzare con i Tripodi e il risultato non cambierebbe).
Fortress è la prova definitiva che persino i Decepticon possono evolversi e cambiare (dopo decenni, non un mese): il suo sacrificio, come anche il suo (egoistico?) rimpianto per le inutili uccisioni e la sua capacità di analisi razionale (e non pseudo-sentimentale/consolatoria), lo pongono una spanna al di sopra della media.
Anche l'interazione tra umani e Transformer viene gestita con una dignità che in RotF era completamente assente. Con tutto ciò che i Transformer hanno scaricato sulla Terra (il Mietitore, la Matrice, la Tomba, i Prime, il Caduto, Jetfire, i Decepticon nascosti... null'altro?), la loro influenza nella nostra storia è esattamente... uhm, nulla? Ah, no. E' stato creato il Settore 7.
(Nell'altro film, però.)
In Nefarious, se non altro, il motore della trama è una effettiva interazione tra indigeni e presenza aliena infiltrata.
Il finale anticlimatico era inevitabile: le mani di Furman erano legate dai vincoli della continuità (un obbligo ridicolo, visto che RotF rinnega/riscrive allegramente TFTM07) e, soprattutto, gli elementi cruciali dell'epopea Transformers sono stati sprecati nei film (si veda solo l'inutilità e l'insignificanza della “Matrice”).
Ecco quindi che Optimus Prime non può sacrificarsi e che qualcuno deve prenderne il posto. La nobiltà di Optimus riesce comunque a risplendere, vista ciò che è disposto a fare per salvare la situazione. Questa sua disposizione, insieme alla lotta di intelletto/astuzia condotta contro Soundwave, lo portano a essere una figura di capo ben migliore di quella presentata nei due film (dove Optimus vive di rendita: gli altri lo adorano/temono solo perché conoscono i cartoni animati e il marchio Transformer. Per chiunque altro, è poco più di un gorilla che abbaia ordini sbagliati e macina luoghi comuni).
A ciò si aggiunga anche la conoscenza dell'OmniScintilla suggerita dalla sua reazione davanti all'imitazione: nei film, Optimus (e in generale tutti i Transformer) sembra essere contraddistinto da una nebbiosa ottusità ignorante che gli impedisce di percepire se stesso, ciò che lo circonda, il contesto in cui si trova e infine la propria storia, se non in termini di minimo necessario per garantire la sopravvivenza e il soddisfacimento dei bisogni essenziali.
La parte grafica è la cosa peggiore di questa miniserie. A causa dell'abissale piattezza dei personaggi dei due film, che va dalla frase fatta di Sideswipe all'umorismo monocorde dei “gemelli” (per non parlare dell'anonimato di Ratchet, o delle conversazioni da cattivi dei Power Rangers che intrattengono il Caduto e Megatron), riconoscere uno qualsiasi di loro è un'impresa immane. Sarebbe stato necessario adottare un approccio grafico più immediato, per renderli identificabili rapidamente, come insegnano le sagome corporee di Animated (e de I Simpson) o le scelte del disegnatore Cosmo White sui fumetti Titan.
Sarebbe servita anche una colorazione più incisiva e tridimensionale.
Invece l'arte si risolve in un amalgama omogeneo e anonimo, immediatamente dimenticabile(proprio come RotF).
Nonostante tutto ciò, Nefarious è riuscita a essere una piacevole lettura, non solo perché mi ha intrigato mentre si sviluppava, ma perchè dopo essersi conclusa mi ha lasciato qualcosa di positivo.
Non solo non mi ha fatto vergognare di averla letta, ma mi ha offerto grandi concetti, capaci di aprire nuovi orizzonti narrativi. Mi ha spinto a riflettere più volte su come la storia sia stata costruita, sulle interconnessioni suggerite senza essermi state sbattute in faccia, sul potenziale sviluppo di ulteriori sottotrame e spunti, sui possibili retroscena...
In parole povere, è stata una lettura inspirata e inspiratrice: un'oasi nel deserto contemporaneo.
Storia: Simon Furman
Arte: Carlos Magno
Colori: Andrew Dalhouse
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell'Agosto 2010.
La storia
A Crater Lake, nell'Oregon, gli Autobot di Optimus Prime stanno combattendo contro un sinistro squadrone misto di Cybertroniani.
A controllare le azioni di questi ultimi è l'anziano Carter Newell, capo assoluto dell'organizzazione occulta Initiative.
Optimus Prime comprende presto come stanno le cose: Newell si sta servendo di una imitazione altamente instabile dell'OmniScintilla.
Anche Soundwave se ne rende conto e, restando in disparte (in spregio alla sua presunta alleanza con gli Autobot), riattiva Ravage per perseguire un piano personale.
Nella sua brama di vendetta, Newell elimina persino i suoi stessi alleati umani, terrorizzando così la sua più fidata assistente, Ingrid.
Per salvarsi la vita, la donna decide di accettare l'offerta fattale dal prigioniero Cybertroniano che si annida nel nucleo della base dell'Initiative (una fortezza modulare mobile).
Prima, però, Ingrid vuole sapere quali motivi animano Newell, e il prigioniero Cybertroniano racconta.
Ottantuno anni fa, un gruppo di Decepticon fu inviato sulla Terra dal Caduto, per cercare la perduta Tomba dei Prime. Lasciati soli e incapaci di conseguire un risultato, i Decepticon caddero vittime di noia e frustrazione; la ricerca divenne una competizione.
Con l'aspetto dei veicoli dell'epoca, si combatterono a vicenda, pur di seguire qualunque indizio conducesse alla loro meta.
In uno di questi scontri, furono uccisi i ricchi genitori di un bambino che vide i Cybertroniani coi suoi stessi occhi. Da quel momento, il bambino trascorse tutta la sua vita a braccarli, catturarli e studiarli, sfruttando a questo scopo la ricchezza lasciatagli dai suoi genitori: era Carter Newell.
Optimus Prime fa irruzione nella base, ma Newell usa l'imitazione di OmniScintilla per aggredire le Scintille di tutti gli Autobot, allo scopo di porre definitivamente fine a questa strisciante invasione.
Attaccato da uno dei droni di Ravage, Newell è gravemente ferito, ma non sconfitto. Sganciando il modulo principale della base (un camion corazzato), fugge portando con sé l'imitazione di OmniScintilla
Unico a riprendersi dall'assalto, Optimus Prime lo insegue, solo per essere coinvolto in uno scontro che si rivela quasi letale per Newell (è però Buzzsaw a uccidere l'umano, in forma di elicottero).
L'imitazione di OmniScintilla, ormai fuori controllo, minaccia di esplodere. Optimus ha familiarità con questi costrutti e sa che l'unica azione possibile è quella di continuare ad alimentarlo... con la sua stessa Scintilla.
Il prigioniero Cybertroniano senza nome (liberato da Ingrid) giunge davanti a Optimus Prime e, presentatosi come Fortress, si offre di occuparsi dell'imitazione di OmniScintilla, alla ricerca di una forma di redenzione per tutto il male commesso.
Optimus Prime acconsente: Fortress vola in cielo, portando con sé il Cubo ed esplodendo in un'apocalittica vampata di energia.
Il personale dell'Initiative viene arrestato, ma si rifiuta di parlare. La vera portata di questa impresa resta ancora occulta, e Optimus Prime può solo chiedersi come sia potuto accadere tutto ciò e quanti rischi esistano che si ripeta.
In orbita, Soundwave sta esaminando i dati sull'imitazione di OmniScintilla che Buzzsaw gli ha procurato.
Note
Fortress sembra essere una citazione del personaggio G1 di Fortress Maximus, anche perché fa parte di una base modulare mobile.
La sua forma alternativa di ottanta anni fa, però, era quella di un biplano (il che richiama il modellino di RotF Ransack).
Buzzsaw si è adeguato ai veicoli terrestri, diventando un elicottero. Come si spiega questa scelta da parte di Simon Furman? Potrebbe essere un'anticipazione di ciò che la Hasbro sta progettando per i giocattoli del terzo film.
Errori di colorazione: oltre a un Ratchet costantemente giallo, compaiono uno Skid blu, un Mudflap verde, un Brawn colorato come G1 Brawn e un Thrust grigio.
Ciò supponendo che i robot controllati dall'Initiative siano stati identificati correttamente. Non solo perchè non vengono mai chiamati per nome (eccetto Blazemaster), ma anche perchè Carlos Magno ha ridisegnato parecchi di loro, conferendogli un aspetto più mostruoso (si vedano anche Reverb e Ransack negli albi iniziali).
Osservazioni
Ora sì che si ragiona!
Nel piattume narrativo delle produzioni di punta dei Transformer, Simon Furman produce finalmente una storia degna di questo nome, la quale riesce a conseguire gli obiettivi che Revenge Of The Fallen ha clamorosamente mancato.
Quando in RotF viene rivelato (in modo solenne) che i Transformer si nascondono tra noi da decenni (secoli?), mi sarei aspettato molto di più di quello che ne seguì. (A dire il vero, mi sarei aspettato qualcosa. Qualunque cosa.)
Tutto ciò che abbiamo avuto, invece, è stata l'elettrizzante rivelazione che Jetfire si nascondeva nello Smithsonian.
E' stata una scena del tipo: “Siamo sempre stati qui.” “E poi?” “E poi, ehm, guarda, un cane marrone.”
In Nefarious #6, invece, il concetto non solo viene gestito e sfruttato come motore della trama, ma viene anche portato alle sue logiche conseguenze. (Si può dire che la cifra stilistica di Furman, in questa come in altre serie, sia la capacità di sviluppare effettivamente ciò che altri autori improvvisati sanno solo abbozzare, senza poi sapere come utilizzare).
Ecco quindi che i Decepticon giunti sulla Terra, abbandonati a se stessi, divengono come naufragi su un'isola e iniziano ad adattarsi, a cambiare, a “evolvere”. Le dinamiche interne del loro gruppo cambiano, mutandosi in qualcosa di diverso. I Decepticon dimenticano parte della loro missione e danno vita a ossessive rivalità interne, senza mai rinunciare a nascondersi tra noi.
E' un'idea affascinante ed epica, che spiega i modellini con tecnologia antiquata presentati dalla Hasbro, dando loro non solo un motivo, ma un contesto per le loro azioni/vite. (No, un momento: quanti ne ha prodotti la Hasbro? Uno solo? Comunque.)
Non cambia il fatto che dove RotF ha fallito nell'affrontare questo elemento, Furman ha costruito un'intera epopea in poche vignette: come sempre, quando si tratta di andare alle radici di una vicenda, le sue sceneggiature ribollono di idee e di potenziale.
Sotto certi aspetti, questa vicenda è paragonabile a Hearts Of Steel, sebbene con una gestione dieci volte migliore e più interessante.
E c'è dell'altro per i Decepticon: Fortress non è lo stereotipato Decepticon tanto tipico di RotF (be', per amor del vero, i Transformer in RotF vanno ben oltre il cliché, tanto sono quasi tutti intercambiabili... come già detto, li si potrebbe rimpiazzare con i Tripodi e il risultato non cambierebbe).
Fortress è la prova definitiva che persino i Decepticon possono evolversi e cambiare (dopo decenni, non un mese): il suo sacrificio, come anche il suo (egoistico?) rimpianto per le inutili uccisioni e la sua capacità di analisi razionale (e non pseudo-sentimentale/consolatoria), lo pongono una spanna al di sopra della media.
Anche l'interazione tra umani e Transformer viene gestita con una dignità che in RotF era completamente assente. Con tutto ciò che i Transformer hanno scaricato sulla Terra (il Mietitore, la Matrice, la Tomba, i Prime, il Caduto, Jetfire, i Decepticon nascosti... null'altro?), la loro influenza nella nostra storia è esattamente... uhm, nulla? Ah, no. E' stato creato il Settore 7.
(Nell'altro film, però.)
In Nefarious, se non altro, il motore della trama è una effettiva interazione tra indigeni e presenza aliena infiltrata.
Il finale anticlimatico era inevitabile: le mani di Furman erano legate dai vincoli della continuità (un obbligo ridicolo, visto che RotF rinnega/riscrive allegramente TFTM07) e, soprattutto, gli elementi cruciali dell'epopea Transformers sono stati sprecati nei film (si veda solo l'inutilità e l'insignificanza della “Matrice”).
Ecco quindi che Optimus Prime non può sacrificarsi e che qualcuno deve prenderne il posto. La nobiltà di Optimus riesce comunque a risplendere, vista ciò che è disposto a fare per salvare la situazione. Questa sua disposizione, insieme alla lotta di intelletto/astuzia condotta contro Soundwave, lo portano a essere una figura di capo ben migliore di quella presentata nei due film (dove Optimus vive di rendita: gli altri lo adorano/temono solo perché conoscono i cartoni animati e il marchio Transformer. Per chiunque altro, è poco più di un gorilla che abbaia ordini sbagliati e macina luoghi comuni).
A ciò si aggiunga anche la conoscenza dell'OmniScintilla suggerita dalla sua reazione davanti all'imitazione: nei film, Optimus (e in generale tutti i Transformer) sembra essere contraddistinto da una nebbiosa ottusità ignorante che gli impedisce di percepire se stesso, ciò che lo circonda, il contesto in cui si trova e infine la propria storia, se non in termini di minimo necessario per garantire la sopravvivenza e il soddisfacimento dei bisogni essenziali.
La parte grafica è la cosa peggiore di questa miniserie. A causa dell'abissale piattezza dei personaggi dei due film, che va dalla frase fatta di Sideswipe all'umorismo monocorde dei “gemelli” (per non parlare dell'anonimato di Ratchet, o delle conversazioni da cattivi dei Power Rangers che intrattengono il Caduto e Megatron), riconoscere uno qualsiasi di loro è un'impresa immane. Sarebbe stato necessario adottare un approccio grafico più immediato, per renderli identificabili rapidamente, come insegnano le sagome corporee di Animated (e de I Simpson) o le scelte del disegnatore Cosmo White sui fumetti Titan.
Sarebbe servita anche una colorazione più incisiva e tridimensionale.
Invece l'arte si risolve in un amalgama omogeneo e anonimo, immediatamente dimenticabile(proprio come RotF).
Nonostante tutto ciò, Nefarious è riuscita a essere una piacevole lettura, non solo perché mi ha intrigato mentre si sviluppava, ma perchè dopo essersi conclusa mi ha lasciato qualcosa di positivo.
Non solo non mi ha fatto vergognare di averla letta, ma mi ha offerto grandi concetti, capaci di aprire nuovi orizzonti narrativi. Mi ha spinto a riflettere più volte su come la storia sia stata costruita, sulle interconnessioni suggerite senza essermi state sbattute in faccia, sul potenziale sviluppo di ulteriori sottotrame e spunti, sui possibili retroscena...
In parole povere, è stata una lettura inspirata e inspiratrice: un'oasi nel deserto contemporaneo.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.














