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Iscritto il: 21/06/2004
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G1 Rodimus Prime ( 6'')
Nome: Rodimus Prime
Serie: G1
Alleanza: Autobot
Caratteristica unica: Ha aperto la Matrice e distrutto Unicron
Le profezie Autobot parlavano di un Prescelto che avrebbe reclamato la Matrice per ergersi a difendere Cybertron nella sua ora piĂą buia.
Nessuno avrebbe mai sospettato che sarebbe stato Hot Rod.
Sebbene nessun dubitasse del suo coraggio, la sua avventatezza aveva a volte messo in pericolo altri Autobot.
Pochi Autobot erano altrettanto veloci, comunque, o intelligenti; e ancora meno erano quelli che ci si sarebbe aspettato sopravvivessero ai percorsi contorti e diabolici all'interno del corpo di Unicron, o a un confronto con il potente Galvatron.
Sopravvisse, comunque, e divenne Rodimus Prime.
Ma anche dopo la distruzione di Unicron e la sconfitta di Galvatron, era afflitto dall'insicurezza.
Il potere della Matrice era al suo comando, e la saggezza dei Capi Autobot del passato viveva dentro di lui, ma Rodimus Prime viveva sempre nell'ombra del suo mentore e idolo Optimus Prime.
Il comando pesava gravemente sulle sue spalle e, sebbene non esitasse mai, sognava spesso una vita piĂą semplice.
Forza 10,0
Intelligenza 10,0
VelocitĂ 9,0
Resistenza 10,0
Rango 10,0
Coraggio 10,0
Potenza di fuoco 9,0
AbilitĂ 10,0
Recensione di MeGrimlock
Nella linea Titanium 6’’ viene riproposto un classico G1 come Rodimus Prime, il successore di Optimus Prime al comando degli Autobot e forse il detentore del più infelice modellino mai prodotto (con l’eccezione di Wheelie, probabilmente).
Dopo 20 anni dal suo esordio come orribile giocattolo, Rodimus Prime riceve finalmente un trattamento adeguato al suo personaggio, per di più con componenti in metallo (come è tipico di questa linea).
La modalità di robot della linea Titanium 6’’ mantiene tutte le caratteristiche fondamentali dell’aspetto del personaggio originale, apportando inoltre miglioramenti estetici e strutturali.
Un ottimo esempio sono le tre canne fumarie lungo spalle e avambracci, attentamente scolpite e colorate d’argento. Un altro sono le gambe, che riportano sui lati le elaborate fiamme gialle della fiancata della modalità di veicolo. Ancora, le componenti degli arti a scomparsa (cioè non visibili o ben dissimulate nella forma di robot), come le braccia o le cosce. Delle ruote del veicolo ne restano visibili quattro su sei, perché due sono celate nel torace grazie alla modalità di trasformazione delle braccia.
E non possono mancare, naturalmente, i pugni a scomparsa negli avambracci, un elemento che da sempre contribuisce a un miglior camuffamento della forma umanoide.
Lo schema dei colori è quello classico, sebbene risulti generalmente più chiaro: rosso per la carrozzeria del veicolo, con decorazioni gialle per le fiamme e dettagli in argento per le canne, il petto e altri punti sulle gambe; arancione per l’alettone, le braccia e le cosce (cioè le parti del robot meno visibili nel veicolo), nero per piedi, mani, ruote e gli interni delle spalle.
La posabilità del robot è più che buona, soprattutto per gomiti e spalle. Anche le gambe sono ampiamente articolate, ma le ginocchia sono leggermente intralciate da una sporgenza metallica sul retro delle cosce. La testa può ruotare, come anche il bacino.
La trasformazione è semplice, ma non banale come potrebbe apparire a una prima occhiata. Le gambe si uniscono per diventare il rimorchio, ma è necessario sollevare i pannelli che le rivestono, per raddoppiarne lo spessore (e dare quindi forma a un rimorchio di altezza adeguata). I piedi si limitano a venire ruotati di 90 gradi, per essere paralleli al tetto del rimorchio (ed è forse la parte meno riuscita del camuffamento).
La rotazione del bacino e delle cosce porta queste ultime a divenire la parete anteriore del rimorchio, che però viene nascosta dalle canne fumarie: queste altro non sono che le braccia, compresse telescopicamente per nasconderne le articolazioni e spostate dietro il muso del veicolo (che ovviamente era il torace del robot). Questa operazione porta contemporaneamente alla luce le ruote anteriori, altrimenti nascoste all’interno del torace. La testa rientra, tipicamente, nel torace, mentre cabina e alettone (ora ripiegato per formare un’unica pinna verticale), che formavano la schiena del robot, si posizionano ora sul muso. La parte anteriore del veicolo e il rimorchio hanno un collegamento su perno a binario, che permette di orientarle autonomamente, dando un effetto simile a quello del muso mobile del Vehicon Blastcharge di Beast Machines.
L’arma, che ripropone fedelmente la struttura del fucile originale del Rodimus Prime G1, è colorata in nero e argento e, nella modalità veicolare di Rodimus Prime, può essere riposta in un vano del rimorchio, accessibile dal fondo. Al suo interno vi è un binario in cui l’arma si incastra e scivola in avanti, facendo emergere la punta dalla parte anteriore del rimorchio. Questo incastro è la tipica gioia dei collezionisti, perché permette di non smarrire l’arma quando il robot non la impugna.
Il piedistallo, decorato con un enorme simbolo Autobot sganciabile e il nome del personaggio, presenta le tipiche scanalature lineari ad alta tecnologia, e dà quasi l’impressione di essere composto da tre pezzi che possono richiudersi su se stessi (riprendendo quindi il motivo di trasformabilità del personaggio).

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.















