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Iscritto il: 01/12/2006
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Megatron
Piccolo e massiccio, ma anche armonioso ed incredibilmente proporzionato.
Sono queste le prime impressioni che si provano a tenere in mano il Megatron G1 Revoltech, che la Kaiyodo ha realizzato prendendo spunto dai disegni di Pat Lee.
CONFEZIONE: la scatola in cui si trova il modello è ancora una delle prime della serie Revoltech, quindi piuttosto profonda rispetto alle ultime uscite. La vetrina trasparente sul lato frontale, da cui si vede il modello, la rende perfetta anche per l'esposizione così com'è ma, visto che il bello di questi modelli è l'estrema posabilità, non estrarlo sarebbe un vero delitto!
MODELLO: appena estratto dalla scatola, la prima cosa che salta all'occhio è l'estrema cura dei dettagli con cui Megatron è stato scolpito. I colori principali sono il grigio chiaro, che ricopre buona parte del modello, il grigio scuro sulla parte inferiore delle gambe, sul cannone e sui pugni, il nero su tutto l'inguine ed il rosso sulla parte interna delle gambe ed all'altezza dei bicipiti. All'altezza degli addominali ci sono dei riporti in giallo e in rosso; quest'ultimo colore è stato usato anche per gli occhi.
Naturalmente, nel centro del petto, campeggia in bella vista il logo dei Decepticon, nel classico colore viola.
I revoltech joint, che conferiscono al leader dei Decepticon una posabilità pressoché totale, sono stati inseriti all'altezza di caviglie, ginocchia, anche, spalle, gomiti, busto e collo. In quest'ultimo punto lo snodo è doppio: si può, quindi, portare la testa in avanti e poi alzarla ed abbassarla a proprio piacimento. Tutti i joint sono grigi, così da rendere tutta la figura armoniosa.
Il fatto che il grigio chiaro sia il colore predominante, avrebbe potuto rendere il modello piuttosto monotono. Fortunatamente, lo scultore Katsuhisa Yamaguchi ha inserito diversi dettagli in ogni parte del corpo di Megatron, tanto che nelle parti che non devono essere necessariamente lisce, come le gambe, ci sono tanti piccoli dettagli, che si rifanno precisamente ai disegni di Lee, rendendo Megatron uno dei modelli più fedeli alla sua controparte cartacea. Per questo, il corpo è particolarmente massiccio, con la testa non troppo grossa: una scelta che potrebbe non piacere a tutti, ma che è anche tipico della linea Revoltech, in cui si prediligono soggetti dal corpo massiccio e le teste piccole.
Tornando a Megatron, e ricordando che non è possibile trasformarlo, la posabilità che i revo joint conferiscono al modello è totale: il leader dei Decepticon può assumere tutte le posizioni che si vedono sul retro della scatola e - francamente - è uno dei modelli migliori per mettercisi a giocare un pò! Unico difettuccio che va rilevato riguarda il braccio destro che, a causa della presenza del cannone, ogni tanto, se non ben posizionato, tende a scivolare.
ACCESSORI: Ridotta all'osso la dotazione che si trova all'interno della confezione. Oltre alla basetta su cui si può posizionare Megatron, sono presenti solo 3 mani: due aperte ed una, da applicare sul braccio destro, che permette di impugnare un'ipoteca arma, di cui Megatron non è dotato. Tra gli accessori c'è anche una testa alternativa, con cui sostituire quella dall'espressione seria montata sul modello: molto ben scolpita, la differenza è il ghigno al posto della bocca chiusa, che dà a Megatron quell'espressione cattiva che tanto ci piace!
Effettivamente si poteva fare qualcosa di più, ma tranne rare eccezioni tutti i modelli della linea non hanno mai avuto parti aggiuntive.Certo che una bella palla chiodata con catena non avrebbe guastato.....
CONCLUSIONI: Colleziono Revoltech dalla prima uscita e, non so il perché, avevo sempre lasciato da parte quelli della linea Transformers. Poi in un colpo solo me li sono portati a casa tutti - tranne Ultra Magnus, che è introvabile, se non a cifre considerevoli - e devo dire che sono veramente ben fatti. Tra tutti, Megatron è quello che mi ha colpito di più, per tutti i motivi che ho espresso sopra. Il mio consiglio spassionato, visto anche il prezzo, è di portarsene a casa uno: sono convinto che, nonostante un pò di diffidenza iniziale per le dimensioni e l'impossibilità a trasformarlo, non lo mollerete più!!!
Sono queste le prime impressioni che si provano a tenere in mano il Megatron G1 Revoltech, che la Kaiyodo ha realizzato prendendo spunto dai disegni di Pat Lee.
CONFEZIONE: la scatola in cui si trova il modello è ancora una delle prime della serie Revoltech, quindi piuttosto profonda rispetto alle ultime uscite. La vetrina trasparente sul lato frontale, da cui si vede il modello, la rende perfetta anche per l'esposizione così com'è ma, visto che il bello di questi modelli è l'estrema posabilità, non estrarlo sarebbe un vero delitto!
MODELLO: appena estratto dalla scatola, la prima cosa che salta all'occhio è l'estrema cura dei dettagli con cui Megatron è stato scolpito. I colori principali sono il grigio chiaro, che ricopre buona parte del modello, il grigio scuro sulla parte inferiore delle gambe, sul cannone e sui pugni, il nero su tutto l'inguine ed il rosso sulla parte interna delle gambe ed all'altezza dei bicipiti. All'altezza degli addominali ci sono dei riporti in giallo e in rosso; quest'ultimo colore è stato usato anche per gli occhi.
Naturalmente, nel centro del petto, campeggia in bella vista il logo dei Decepticon, nel classico colore viola.
I revoltech joint, che conferiscono al leader dei Decepticon una posabilità pressoché totale, sono stati inseriti all'altezza di caviglie, ginocchia, anche, spalle, gomiti, busto e collo. In quest'ultimo punto lo snodo è doppio: si può, quindi, portare la testa in avanti e poi alzarla ed abbassarla a proprio piacimento. Tutti i joint sono grigi, così da rendere tutta la figura armoniosa.
Il fatto che il grigio chiaro sia il colore predominante, avrebbe potuto rendere il modello piuttosto monotono. Fortunatamente, lo scultore Katsuhisa Yamaguchi ha inserito diversi dettagli in ogni parte del corpo di Megatron, tanto che nelle parti che non devono essere necessariamente lisce, come le gambe, ci sono tanti piccoli dettagli, che si rifanno precisamente ai disegni di Lee, rendendo Megatron uno dei modelli più fedeli alla sua controparte cartacea. Per questo, il corpo è particolarmente massiccio, con la testa non troppo grossa: una scelta che potrebbe non piacere a tutti, ma che è anche tipico della linea Revoltech, in cui si prediligono soggetti dal corpo massiccio e le teste piccole.
Tornando a Megatron, e ricordando che non è possibile trasformarlo, la posabilità che i revo joint conferiscono al modello è totale: il leader dei Decepticon può assumere tutte le posizioni che si vedono sul retro della scatola e - francamente - è uno dei modelli migliori per mettercisi a giocare un pò! Unico difettuccio che va rilevato riguarda il braccio destro che, a causa della presenza del cannone, ogni tanto, se non ben posizionato, tende a scivolare.
ACCESSORI: Ridotta all'osso la dotazione che si trova all'interno della confezione. Oltre alla basetta su cui si può posizionare Megatron, sono presenti solo 3 mani: due aperte ed una, da applicare sul braccio destro, che permette di impugnare un'ipoteca arma, di cui Megatron non è dotato. Tra gli accessori c'è anche una testa alternativa, con cui sostituire quella dall'espressione seria montata sul modello: molto ben scolpita, la differenza è il ghigno al posto della bocca chiusa, che dà a Megatron quell'espressione cattiva che tanto ci piace!
Effettivamente si poteva fare qualcosa di più, ma tranne rare eccezioni tutti i modelli della linea non hanno mai avuto parti aggiuntive.Certo che una bella palla chiodata con catena non avrebbe guastato.....
CONCLUSIONI: Colleziono Revoltech dalla prima uscita e, non so il perché, avevo sempre lasciato da parte quelli della linea Transformers. Poi in un colpo solo me li sono portati a casa tutti - tranne Ultra Magnus, che è introvabile, se non a cifre considerevoli - e devo dire che sono veramente ben fatti. Tra tutti, Megatron è quello che mi ha colpito di più, per tutti i motivi che ho espresso sopra. Il mio consiglio spassionato, visto anche il prezzo, è di portarsene a casa uno: sono convinto che, nonostante un pò di diffidenza iniziale per le dimensioni e l'impossibilità a trasformarlo, non lo mollerete più!!!
Non c'è prezzo per la miticità, e neppure per l'attraenza.
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso… e pubblica il falso.
Mark Twain
Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso… e pubblica il falso.
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