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Iscritto il: 10/11/2007
Località: Bari, Puglia
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Ep. 46: "Drift" - Alla deriva
Thrust fugge nel sottosuolo inseguito, separatamente, da Starscream e da Hot Shot e Wheeljack, portando con se lo Skyboom Shield e il Requiem Blaster.
Gli Autobot agli ordini di Optimus intanto comunicano al resto delle forze sul pianeta l'ordine di ritirarsi, venendo accolti dalle proteste dei soldati che hanno combattuto fino a quel momento per mantenere quelle posizioni.
Rad e Carlos, ancora a bordo della Axalon, discutono del loro incontro fortuito coi Minicon, che Rad sembra attribuire ad un disegno del fato. Optimus, nel frattempo, riceve un rapporto di Hot Shot sul tradimento di Thrust. High Wire, osservando l'ambiente alle spalle dell'Autobot, riconosce il luogo in cui i Minicon sono stati creati.
Wheeljack e Hot Shot continuano la discesa nelle viscere del pianeta, dove tecnologico ed organico sembrano confondersi. I ragazzi, dando retta ad Highwire, sono in procinto di raggiungerli a piedi (come sempre senza avvertire gli Autobot). Man mano che si avvicinano a quel luogo, però, i Minicon sembrano entrare in tranche e trascinano con se i ragazzi nel profondo.
Thrust intanto chiama a gran voce Sideways, ma è Starscream a raggiungerlo per primo: il traditore cerca ancora una volta di portarlo dalla sua parte con le chiacchiere, ma stavolta questi è deciso ad andare fino in fondo, nonostante Thrust abbia in mano il Requiem Blaster. I ragazzi, sempre a bordo dei loro Minicon, sopraggiungono sul luogo. Starscream viene investito in pieno da un colpo del Requiem Blaster, ma gli occhi di Highwire si illuminano misteriosamente, e la scena è avvolta da una luce accecante.
Rad, da bambino, si risveglia in macchina coi suoi genitori: la famiglia si sta trasferendo vicino all'osservatorio astronomico dove il padre lavorerà. Il bambino chiede cosa sia accaduto a Starscream, ma i genitori non lo capiscono.
Rad, di nuovo ragazzo, si risveglia sentendo Highwire che lo chiama. Vicino a loro c'è Hot Shot (nella sua colorazione gialla ed in versione cybertroniana): questi è parzialmente avvolto da filamenti tecnorganici ed afferma di non sapere nulla della Terra ne di Cybertron, ma di essere sempre stato lì sin da quando è stato costruito. Guardandosi intorno, i ragazzi vedono gli Autobot e i Decepticon a loro familiari inglobati come Hot Shot nelle pareti. Questi, nei suoi discorsi incoerenti, afferma che i Minicon sono stati creati da cellule di Unicron: essi avevano infine preso il controllo dei Transformers che originariamente volevano usarli come armi. Detto ciò, gli occhi di Hot Shot si spengono, e viene inglobato dal pavimento.
La scena cambia, pur rimanendo nello stesso posto: da delle placche luminose sul soffitto, vengono partoriti i Minicon, che iniziano a marciare tutti nella stessa direzione, apparentemente pronti a combattere. Tra i tanti robot, Rad individua a Highwire e gli grida che lo aspetterà sulla Terra, millenni dopo. Al tocco del ragazzo, gli occhi del Minicon si accendono e questi sembra acquisire autocoscienza.
Davanti agli occhi dei ragazzi, il tempo scorre all'indietro, Starscream si rialza e il colpo rientra nella canna del Requiem Blaster. I tre Minicon formano Perceptor e distraggono Thrust, consentendo a Starscream di afferrare il Requiem Blaster, che spara una colonna di luce verso la superficie. Thrust e Starscream spariscono, ma i tre ragazzi vengono presto raggiunti da Wheeljack e Hot Shot, che hanno visto il colpo sparato verso l'alto. Nemmeno loro riescono a credere alla verità sull'origine dei Minicon.
Commenti:
-Ancora un'altra puntata sorprendentemente ben fatta: i cunicoli sotterranei di Cybertron, misteriosamente sospesi tra vita organica e meccanica, richiamano il meglio della produzione Transformers dalla saga Marvel US a Beast Machines, passando per la G1 season 3.
-Le visioni dei ragazzi mostrano due momenti diversi, identificati in maniera confusa dal doppiaggio: il primo, quella con gli Autobot e i Decepticon inglobati dalle pareti, parrebbe essere un futuro alternativo in cui Unicron ha trionfato. Sebbene la scena sembri ambientata su Cybertron, puó darsi che i Transformers si trovino invece nel terribile ventre del divoratore di mondi.
-La seconda è l'origine dei Minicon: questi vengono generati da Unicron a partire dalle sue cellule e, come sappiamo dall'inizio della serie, la loro comparsa produce una terribile escalation nella guerra civile. I motivi che muovono Unicron saranno poi ulteriormente esplorati insieme. L'incontro attraverso il tempo tra Rad e Highwire, però, causa una falla nel piano: i Minicon acquisiscono una loro individualità, che consentirà loro di ribellarsi al loro creatore ed abbandonare Cybertron, evitando l'autodistruzione delle due fazioni in lotta e causando, millenni dopo, quello stesso incontro con gli umani che ha dato inizio a tutto.
-Il nome originale dei Minicon, Micron, riporta correttamente l'assonanza con il latore di caos. Anche il simbolo dei Minicon potrebbe essere basato sul volto di Unicron.
Gli Autobot agli ordini di Optimus intanto comunicano al resto delle forze sul pianeta l'ordine di ritirarsi, venendo accolti dalle proteste dei soldati che hanno combattuto fino a quel momento per mantenere quelle posizioni.
Rad e Carlos, ancora a bordo della Axalon, discutono del loro incontro fortuito coi Minicon, che Rad sembra attribuire ad un disegno del fato. Optimus, nel frattempo, riceve un rapporto di Hot Shot sul tradimento di Thrust. High Wire, osservando l'ambiente alle spalle dell'Autobot, riconosce il luogo in cui i Minicon sono stati creati.
Wheeljack e Hot Shot continuano la discesa nelle viscere del pianeta, dove tecnologico ed organico sembrano confondersi. I ragazzi, dando retta ad Highwire, sono in procinto di raggiungerli a piedi (come sempre senza avvertire gli Autobot). Man mano che si avvicinano a quel luogo, però, i Minicon sembrano entrare in tranche e trascinano con se i ragazzi nel profondo.
Thrust intanto chiama a gran voce Sideways, ma è Starscream a raggiungerlo per primo: il traditore cerca ancora una volta di portarlo dalla sua parte con le chiacchiere, ma stavolta questi è deciso ad andare fino in fondo, nonostante Thrust abbia in mano il Requiem Blaster. I ragazzi, sempre a bordo dei loro Minicon, sopraggiungono sul luogo. Starscream viene investito in pieno da un colpo del Requiem Blaster, ma gli occhi di Highwire si illuminano misteriosamente, e la scena è avvolta da una luce accecante.
Rad, da bambino, si risveglia in macchina coi suoi genitori: la famiglia si sta trasferendo vicino all'osservatorio astronomico dove il padre lavorerà. Il bambino chiede cosa sia accaduto a Starscream, ma i genitori non lo capiscono.
Rad, di nuovo ragazzo, si risveglia sentendo Highwire che lo chiama. Vicino a loro c'è Hot Shot (nella sua colorazione gialla ed in versione cybertroniana): questi è parzialmente avvolto da filamenti tecnorganici ed afferma di non sapere nulla della Terra ne di Cybertron, ma di essere sempre stato lì sin da quando è stato costruito. Guardandosi intorno, i ragazzi vedono gli Autobot e i Decepticon a loro familiari inglobati come Hot Shot nelle pareti. Questi, nei suoi discorsi incoerenti, afferma che i Minicon sono stati creati da cellule di Unicron: essi avevano infine preso il controllo dei Transformers che originariamente volevano usarli come armi. Detto ciò, gli occhi di Hot Shot si spengono, e viene inglobato dal pavimento.
La scena cambia, pur rimanendo nello stesso posto: da delle placche luminose sul soffitto, vengono partoriti i Minicon, che iniziano a marciare tutti nella stessa direzione, apparentemente pronti a combattere. Tra i tanti robot, Rad individua a Highwire e gli grida che lo aspetterà sulla Terra, millenni dopo. Al tocco del ragazzo, gli occhi del Minicon si accendono e questi sembra acquisire autocoscienza.
Davanti agli occhi dei ragazzi, il tempo scorre all'indietro, Starscream si rialza e il colpo rientra nella canna del Requiem Blaster. I tre Minicon formano Perceptor e distraggono Thrust, consentendo a Starscream di afferrare il Requiem Blaster, che spara una colonna di luce verso la superficie. Thrust e Starscream spariscono, ma i tre ragazzi vengono presto raggiunti da Wheeljack e Hot Shot, che hanno visto il colpo sparato verso l'alto. Nemmeno loro riescono a credere alla verità sull'origine dei Minicon.
Commenti:
-Ancora un'altra puntata sorprendentemente ben fatta: i cunicoli sotterranei di Cybertron, misteriosamente sospesi tra vita organica e meccanica, richiamano il meglio della produzione Transformers dalla saga Marvel US a Beast Machines, passando per la G1 season 3.
-Le visioni dei ragazzi mostrano due momenti diversi, identificati in maniera confusa dal doppiaggio: il primo, quella con gli Autobot e i Decepticon inglobati dalle pareti, parrebbe essere un futuro alternativo in cui Unicron ha trionfato. Sebbene la scena sembri ambientata su Cybertron, puó darsi che i Transformers si trovino invece nel terribile ventre del divoratore di mondi.
-La seconda è l'origine dei Minicon: questi vengono generati da Unicron a partire dalle sue cellule e, come sappiamo dall'inizio della serie, la loro comparsa produce una terribile escalation nella guerra civile. I motivi che muovono Unicron saranno poi ulteriormente esplorati insieme. L'incontro attraverso il tempo tra Rad e Highwire, però, causa una falla nel piano: i Minicon acquisiscono una loro individualità, che consentirà loro di ribellarsi al loro creatore ed abbandonare Cybertron, evitando l'autodistruzione delle due fazioni in lotta e causando, millenni dopo, quello stesso incontro con gli umani che ha dato inizio a tutto.
-Il nome originale dei Minicon, Micron, riporta correttamente l'assonanza con il latore di caos. Anche il simbolo dei Minicon potrebbe essere basato sul volto di Unicron.
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)








