Newser

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Iscritto il: 10/11/2007
Località: Bari, Puglia
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Ep. 39: "Crisis" - Crisi
L'osservatorio astronomico umano vicino la base Autobot è in fermento per scoprire la causa della distruzione della cometa: per di più, il cielo è invaso da radiazioni verdastre che coprono il sole. I ragazzi, anche loro nelle vicinanze, temono che Megatron abbia ancora altro in mente e discutono animatamente se non sia arrivato il momento di rivelare l'esistenza dei Transformers agli adulti.
Jetfire intanto è in orbita in ricognizione e individua la nave Decepticon. Questi, fortunatamente, hanno altro a cui pensare e non si curano di lui: l'Autobot tenta un attacco in solitaria, ma viene respinto da un campo di forza, ed Optimus gli torna di ritornare alla base.
Intanto, gli altri Autobot deducono che l'arma principale della nave è il leggendario Cannone Hydra: stando a Red Alert, l'arma è in grado con un colpo di annientare almeno un terzo del pianeta. Distruggerla, però, è fuori discussione: non si possono mettere in pericolo i Minicon che la compongono. Hot Shot, in uno sfogo, incolpa Optimus per aver dato fiducia a Starscream. Questi non risponde e raggiunge il portale Warp, dove attende l'arrivo di Jetfire. Mentre aspetta, estrae un oggetto luminoso dorato dalla propria cavità toracica e lo osserva pensieroso.
Jetfire fa rapporto: il loro problema principale è penetrare lo scudo di energia che protegge la nave Decepticon. La nave degli Autobot non è ancora finita, per cui l'unica strada è una sortita di Optimus e Jetfire. Il comandante rassicura gli altri Autobot: ha un piano per quella che potrebbe essere la loro ultima battaglia, di cui tutti saranno informati al momento opportuno. Ad Hot Shot, risponde che, per quanto possa sembrare paradossale, accogliere Starscream non è stato un errore: il tempo rivelerà la bontà di quella decisione. Prima di partire, chiede ad Hot Shot di custodire l'oggetto nel suo petto: è un dono dei primi Transformer, che contiene i dati di tutti i comandanti Autobot che lo hanno preceduto, la Matrice. Hot Shot però rifiuta la responsabilità, ed Optimus è costretto a portarla con se.
Starscream, a bordo della nave, è ancora roso dal dubbio sul destino della Terra. Megatron sembra accorgersene, ed infatti ordina proprio a lui di sparare il colpo, così da dimostrare definitivamente la sua fedeltà. Thrust lo implora di obbedire, altrimenti Megatron lo annienterà definitivamente. Intanto la nave raggiunge la posizione di fuoco e il campo di forza viene disattivato in vista del momento fatidico.
Optimus approfitta dell'assenza di difese per attaccare alla nave e danneggiare il cannone, prima che possa distruggerli, Megatron manda tutti i suoi soldati a combattere, mentre Thrust prepara il cannone per colpire. Optimus e Jetfire si dividono, provvedendo a mettere in difficoltà i nemici, al punto che Megatron decide di lasciare la sala comando per affrontare Il suo rivale personalmente: dopo averlo crivellato di colpi, lo costringe a guardare mentre il Cannone Hydra distrugge il pianeta. L'arma è ormai pronta, e Thrust preme il pulsante per scatenarne la potenza.
Prima che il colpo parta, peró, una misteriosa energia luminosa proveniente dal petto di Optimus avvolge il leader degli Autobot, che si lancia davanti al cannone. Davanti agli occhi stupefatti di Jetfire, dei Decepticon e degli Autobot che li osservano dalla loro base, Optimus viene investito dall'energia del cannone Hydra... E resiste, respingendola verso l'arma.
Quando la luce accecante si spegne, il corpo di Optimus è visibile ancora per pochi momenti, prima di sbriciolarsi. Megatron, apparentemente scosso, ordina di lasciare la Terra e riattiva lo scudo della nave, mentre Starscream, appena ripresosi dallo scontro, scopre con gioia che la Terra è salva.
Jetfire decolla alla ricerca di qualcosa da salvare, ma non trova altro che il Minicon Sparkplug, abbracciato alla Matrice. Quella notte, i resti del corpo di Optimus raggiungono la Terra sotto forma di stelle cadenti.
Commenti:
-Fortunatamente questo secondo episodio si mantiene sui livelli buoni del precedente, e probabilmente li supera: l'animazione è praticamente sempre a livelli alti, soprattutto nei primi piani dei protagonisti. Tutti i personaggi sono ben gestiti, in particolare Megatron che sadicamente punisce Starscream facendogli distruggere il pianeta, ed Optimus, che difende la scelta di dare a Starscream un'alternativa all'essere un Decepticon.
Le sequenze della morte di Optimus sono, oltre che ben animate, giustamente drammatiche: il corpo di Optimus prima viene profondamente segnato dalla potenza distruttiva del Cannone Hydra, poi diventa completamente bianco (o forse più grigio chiaro, se il riferimento voleva essere proprio alla scena del film del 1986) ed infine si sbriciola davanti agli occhi dello spettatore.
-Viene utilizzata nella serie una gimmick del modello Superbase di Optimus, la Matrice nascosta nel petto, la cui forma richiama quella della G1. In realtà evidentemente il suo design è basata direttamente sul modellino: ci sono infatti la solita gemma centrale e i due maniglioni laterali, ma la zona tra la gemma e le maniglie a differenza della G1 è "piena" (con delle fessure da cui fuoriesce energia luminosa). Alcuni anziani malpensanti hanno coniato per questo design il noto epiteto di "radiatore kitsch".
-Questa Matrice è inoltre un'amalgama delle caratteristiche di tutte le Matrici precedenti: contiene i dati dei precedenti Leader Autobot (come nella G1 animata, in cui ne conservava la saggezza sotto forma dei "fantasmi" incontrati da Rodimus), fornisce potenza aggiuntiva a chi la porta (come in RiD) e, come vedremo, è in grado di creare la vita come nella G1 Marvel. Sostanzialmente questa triplice funzione sarà poi ricorrente in tutte le altre serie successive in cui compare.
Jetfire intanto è in orbita in ricognizione e individua la nave Decepticon. Questi, fortunatamente, hanno altro a cui pensare e non si curano di lui: l'Autobot tenta un attacco in solitaria, ma viene respinto da un campo di forza, ed Optimus gli torna di ritornare alla base.
Intanto, gli altri Autobot deducono che l'arma principale della nave è il leggendario Cannone Hydra: stando a Red Alert, l'arma è in grado con un colpo di annientare almeno un terzo del pianeta. Distruggerla, però, è fuori discussione: non si possono mettere in pericolo i Minicon che la compongono. Hot Shot, in uno sfogo, incolpa Optimus per aver dato fiducia a Starscream. Questi non risponde e raggiunge il portale Warp, dove attende l'arrivo di Jetfire. Mentre aspetta, estrae un oggetto luminoso dorato dalla propria cavità toracica e lo osserva pensieroso.
Jetfire fa rapporto: il loro problema principale è penetrare lo scudo di energia che protegge la nave Decepticon. La nave degli Autobot non è ancora finita, per cui l'unica strada è una sortita di Optimus e Jetfire. Il comandante rassicura gli altri Autobot: ha un piano per quella che potrebbe essere la loro ultima battaglia, di cui tutti saranno informati al momento opportuno. Ad Hot Shot, risponde che, per quanto possa sembrare paradossale, accogliere Starscream non è stato un errore: il tempo rivelerà la bontà di quella decisione. Prima di partire, chiede ad Hot Shot di custodire l'oggetto nel suo petto: è un dono dei primi Transformer, che contiene i dati di tutti i comandanti Autobot che lo hanno preceduto, la Matrice. Hot Shot però rifiuta la responsabilità, ed Optimus è costretto a portarla con se.
Starscream, a bordo della nave, è ancora roso dal dubbio sul destino della Terra. Megatron sembra accorgersene, ed infatti ordina proprio a lui di sparare il colpo, così da dimostrare definitivamente la sua fedeltà. Thrust lo implora di obbedire, altrimenti Megatron lo annienterà definitivamente. Intanto la nave raggiunge la posizione di fuoco e il campo di forza viene disattivato in vista del momento fatidico.
Optimus approfitta dell'assenza di difese per attaccare alla nave e danneggiare il cannone, prima che possa distruggerli, Megatron manda tutti i suoi soldati a combattere, mentre Thrust prepara il cannone per colpire. Optimus e Jetfire si dividono, provvedendo a mettere in difficoltà i nemici, al punto che Megatron decide di lasciare la sala comando per affrontare Il suo rivale personalmente: dopo averlo crivellato di colpi, lo costringe a guardare mentre il Cannone Hydra distrugge il pianeta. L'arma è ormai pronta, e Thrust preme il pulsante per scatenarne la potenza.
Prima che il colpo parta, peró, una misteriosa energia luminosa proveniente dal petto di Optimus avvolge il leader degli Autobot, che si lancia davanti al cannone. Davanti agli occhi stupefatti di Jetfire, dei Decepticon e degli Autobot che li osservano dalla loro base, Optimus viene investito dall'energia del cannone Hydra... E resiste, respingendola verso l'arma.
Quando la luce accecante si spegne, il corpo di Optimus è visibile ancora per pochi momenti, prima di sbriciolarsi. Megatron, apparentemente scosso, ordina di lasciare la Terra e riattiva lo scudo della nave, mentre Starscream, appena ripresosi dallo scontro, scopre con gioia che la Terra è salva.
Jetfire decolla alla ricerca di qualcosa da salvare, ma non trova altro che il Minicon Sparkplug, abbracciato alla Matrice. Quella notte, i resti del corpo di Optimus raggiungono la Terra sotto forma di stelle cadenti.
Commenti:
-Fortunatamente questo secondo episodio si mantiene sui livelli buoni del precedente, e probabilmente li supera: l'animazione è praticamente sempre a livelli alti, soprattutto nei primi piani dei protagonisti. Tutti i personaggi sono ben gestiti, in particolare Megatron che sadicamente punisce Starscream facendogli distruggere il pianeta, ed Optimus, che difende la scelta di dare a Starscream un'alternativa all'essere un Decepticon.
Le sequenze della morte di Optimus sono, oltre che ben animate, giustamente drammatiche: il corpo di Optimus prima viene profondamente segnato dalla potenza distruttiva del Cannone Hydra, poi diventa completamente bianco (o forse più grigio chiaro, se il riferimento voleva essere proprio alla scena del film del 1986) ed infine si sbriciola davanti agli occhi dello spettatore.
-Viene utilizzata nella serie una gimmick del modello Superbase di Optimus, la Matrice nascosta nel petto, la cui forma richiama quella della G1. In realtà evidentemente il suo design è basata direttamente sul modellino: ci sono infatti la solita gemma centrale e i due maniglioni laterali, ma la zona tra la gemma e le maniglie a differenza della G1 è "piena" (con delle fessure da cui fuoriesce energia luminosa). Alcuni anziani malpensanti hanno coniato per questo design il noto epiteto di "radiatore kitsch".
-Questa Matrice è inoltre un'amalgama delle caratteristiche di tutte le Matrici precedenti: contiene i dati dei precedenti Leader Autobot (come nella G1 animata, in cui ne conservava la saggezza sotto forma dei "fantasmi" incontrati da Rodimus), fornisce potenza aggiuntiva a chi la porta (come in RiD) e, come vedremo, è in grado di creare la vita come nella G1 Marvel. Sostanzialmente questa triplice funzione sarà poi ricorrente in tutte le altre serie successive in cui compare.
Loves Daikyojin (Kingstar di Calendar Man)








