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Iscritto il: 21/06/2004
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I GoBot (guida rapida a modellini e serie animata)
I GoBot
Testi di Brave Maximus, con il contributo di MeGrimlock
Storia, marchi e modellini
Nel 1983, la Tonka decide di importare negli USA i Robo Machines, una linea di giocattoli giapponesi prodotti dalla Popy, che divenne Bandai in seguito.
La Tonka, sulla falsariga dell’operazione analoga che la Hasbro stava compiendo importando modellini dalla Takara destinati a divenire The Transformers, li rinominò GoBots.
Si trattava di una linea di piccoli robot in metallo e plastica, alti 6-8 cm e trasformabili in veicoli.
Una volta “attraversato il Pacifico”, i GoBot vennero divisi in due fazioni: i buoni erano i Guardian (Guardiani) e i cattivi erano i Renegade (Rinnegati). Alle confezioni fu attribuito il nome del personaggio, anziché la denominazione numerica applicata precedenza per i Robo Machine.
In seguito la linea GoBot venne arricchita da modellini più grandi: i SuperGoBot, alti 12-16cm, e due Gestalt, chiamati Puzzler e Monsterous.
La Tonka creò direttamente alcuni modellini per la linea GoBot, come il Guardian Command Center, il Renegade Thruster, il Renegade motorizzato Zod, i tre Power Warrior e naturalmente i Rocklord, personaggi protagonisti del lungometraggio del 1986 GoBot: Battle of the Rock Lords.
Inizialmente i GoBot ebbero un discreto successo di vendite, ma in seguito all’avvento di The Transformers persero ben presto la leadership del settore, probabilmente perché i robot trasformabili della Hasbro erano esteticamente più riusciti, ma anche perché quest’azienda curò particolarmente la loro promozione sui media e dotò i propri modellini di accessori e caratteristiche come, per esempio, le confezioni con il profilo del personaggio e le specifiche tecniche (tech spec), oltre che i simboli distintivi della fazione di appartenenza.
Il 1986 fu l’ultimo anno in cui la Tonka rilasciò i GoBot.
Nel 1991, la Hasbro assimilò la Tonka, acquisendo di fatto i diritti sui nomi e marchi di fabbrica dei GoBot. Negli anni, la Hasbro li reintrodusse più volte nel mercato, modificando leggermente l’ortografia del nome: i GoBots del 1993, i Go-bots del 1995 e i Transformers GoBots del 2002. Gli stampi dei modelli rimasero di proprietà della Bandai.
Cartoon
La serie animata televisiva basata sulla linea GoBot della Tonka fu prodotta dalla Hanna-Barbera Productions col titolo Challenge of the GoBots. Trasmessa dall’emittente U.S.A. Express a partire dall’8 settembre 1984, proseguì fino al 1985 e fu riproposto più volte.
La serie televisiva giunse anche in Italia, dove dalla seconda metà degli anni 1980 fu trasmessa da varie emittenti locali.
La serie narra le vicende di due distinte fazioni di robot senzienti trasformabili in veicoli, i buoni Guardian e i cattivi Renegade, che lottano per assumere il controllo del loro pianeta natale: Gobotron.
La battaglia tra i due schieramenti si sposta da Gobotron alla Terra, coinvolgendo tre umani (Matt, A.J. e Nick), che ben presto diventano i protagonisti, insieme ai Guardian Turbo, Scooter e Leader-One (il capo dei buoni) e ai Renegade Cop-Tur, Crasher e Cy-Kill (il capo dei cattivi). Ciò relega tutti gli altri GoBot e terrestri al ruolo di comprimari, costringendoli a essere semplici comparse, tranne qualche rara eccezione, in una serie di 66 puntate che ruota quindi intorno a questi nove personaggi.
Gli episodi della serie durano circa 22 minuti l’uno e quelli di maggior rilievo sono le puntate pilota comprese tra 1 e il 5 (Battle For Gobotron) e il ciclo che va da 41 a 45 (Gobotron saga); il resto degli episodi consiste in storie autoconclusive che non contribuiscono alla continuità della serie, ma approfondiscono i tratti caratteriali dei personaggi.
1-5. Battle For Gobotron
E’ la fine del ventesimo secolo. In un angolo remoto dello spazio è situato un pianeta che per quasi la totalità della sua superficie è costituito da metallo: Gobotron.
Gobotron è abitato da forme di vita meccaniche senzienti capaci di trasformarsi in veicoli; divisi in due fazioni, i buoni Guardian e i perfidi Renegade, che da migliaia di anni si stanno combattendo per il controllo del pianeta.
Leader-One, capo dei Guardian, si rende conto che ormai i nemici sono allo stremo delle forze, così ordina al suo esercito di attaccare la fortezza dei Renegade, allo scopo di sopraffare lo schieramento avversario e porre fine al conflitto su Gobotron.
Cy-Kill, capo dei cattivi, si rende conto che la situazione è grave e insieme a due suoi seguaci (Cop-Tur e Crasher) si imbarca su di una nave spaziale, per dirigersi verso la Terra; lì mira a costruire un’arma capace di ribaltare l’esito della guerra sul proprio pianeta natale.
Leader-One, intuite le intenzioni del rivale, decide di seguirlo insieme ai Guardian Turbo e Scooter.
Giunti sulla Terra, i Guardian fanno la conoscenza di tre umano, Matt, Nick e A.J., che negli episodi a venire saranno di fondamentale importanza per risolvere la maggior parte dei conflitti a favore dei buoni.
Tra scontri e battaglie, i tre Renegade riescono ad impossessarsi di uno congegno capace di ipnotizzare l’intera popolazione terrestre e a schiavizzarla perché lavori per Cy-Kill.
I cinque miliardi di persone soggiogate costruiscono in massa un esercito composto di enormi dinosauri meccanici su ruote (i cosiddetti Zod), che rappresentano l’arma finale dei Renegade e verranno usati per rovesciare l’esito dello scontro finale su Gobotron.
L’esercito di Zod parte alla volta di Gobotron, ma quando tutto ormai sembra perduto, i tre Guardian Leader-One, Scooter e Turbo riescono ad impossessarsi del congegno ipnotico (ormai sul punto di esplodere, perché danneggiato da Cy-Kill). Liberati dall’ipnosi i terrestri, usando l’AstroBeam, una specie di trasportatore interdimensionale per oggetti di piccole dimensioni, catapultano il congegno nello spazio aperto, proprio in mezzo all’esercito degli Zod, giunto quasi a destinazione.
Esplodendo, il congegno spazza via l’intera armata di mostri.
Su Gobotron, i Guardian sconfiggono i nemici, che vengono catturati ed imprigionati; stessa cosa accade sulla Terra. Cy-Kill (ormai danneggiato) e i suoi sgherri sono costretti alla resa.
41-45. Gobotron saga
Una breve introduzione: Nonostante questo gruppo di episodi sia compreso tra 41 e 45, le vicende che narrano si svolgono subito dopo la saga di Battle For Gobotron; tutti gli episodi compresi tra le due miniserie (e quelli successivi) si collocano cronologicamente dopo Gobotron saga.
La luna di Gobotron ospita le prigioni in cui sono rinchiusi i Renegade catturati durante il conflitto precedente.
Tramite un espediente, Cy-Kill riesce a liberare se stesso e i Renegade imprigionati. La loro meta una gigantesca astronave invisibile, nascosta nello spazio.
L’astronave in realtà è una fortezza dei Renegade e contiene un’intera flotta di navi da battaglia, che Cy-Kill conduce verso Gobotron per dare il via ad un massiccio attacco contro i Guardian.
Durante lo scontro, Turbo resta viene gravemente ferito, mentre Scooter e Nick rintracciano un misterioso e antico luogo, che si rivela essere l’archivio della storia passata di Gobotron.
Migliaia di anni fa, su Gobotron viveva un popolo umanoide, diviso nelle due medesime fazioni odierne; i Renegade, comandati dal malefico Master Renegade, decisero di tentare il tutto per tutto pur di conquistare il pianeta, dirottando addirittura un grosso meteorite verso Gobotron.
L’impatto scatenò un cataclisma che portò gli abitanti sull’orlo dell’estinzione, ma un uomo chiamato Last Engineer (l’Ultimo Ingegnere) comprese che l’unico modo per salvare la popolazione era quello di trasformare i superstiti in giganteschi meccanoidi robot: i GoBot.
Appresa la storia passata da Scooter, Leader-One capisce che l’unico che può salvare Turbo non può essere altro che il Last Engineer così parte per un viaggio alla ricerca del misterioso “Creatore”.
Non senza aver superato mille difficoltà, i Guardian giungono su un piccolo pianeta, dove liberano un uomo che dichiara di essere il Last Engineer e lo dimostra guarendo Turbo.
Tornando verso Goboton, i Guardian s’imbattono nella flotta di Cy-Kill. Il presunto Last Engineer attacca i suoi salvatori, rivelando di essere in realtà Master Renegade, sabota la nave dei Guardian e fugge, riunendosi ai suoi veri compagni.
I Guardian, nel tentativo di sfuggire alla flotta nemica, si rifugiano in uno dei livelli inferiori di Gobotron, dove incappano in un uomo per metà macchina, ormai moribondo. Dopo avergli prestano immediatamente le cure necessarie, i Guardian apprendono di avere davantii il vero Last Engineer.
Ristabilitosi, il Last Engineer ordina di dirigersi verso la Terra. Lì costruirà un’arma in grado di sconfiggere la flotta dei Renegade.
Arrivati sulla Terra, il Last Engineer si mette subito all’opera e costruisce quattro Power Suit, armature in grado di potenziare il GoBot che le indossa.
I Guardian indossano le Power Suit e si dirigono contro la flotta di Cy-Kill; ma ben presto si rendono conto che l’arma progettata dal Last Engineer non è assolutamente sufficiente per contrastare i Renegade.
Quando tutto sembra ormai perduto, ecco arrivare il Last Engineer a bordo di un’astronave che, unendosi alle quattro Power Suit dei Guardian, forma un Geastalt detto Power Warrior.
In men che non si dica, il gigante spazza via la flotta dei Renegade, che, ormai ridotti di numero, sono costretti alla fuga verso lo spazio aperto.
Gli altri episodi
Come detto in precedenza, tutti gli altri episodi hanno una trama autoconclusiva che non contribuisce al quadro generale.
Alcune storie richiamano in modo inquietante alcune vicende della serie animata dei Transformer G1. Per esempio, la trama in cui i Guardian vengono rimpiccioliti e scambiati per giocattoli dai terrestri (un misto tra Microbots e Child’s Play della Stagione 2 G1).
Ricorda invece Make Tracks la storia in cui Turbo rimane fuori linea nella sua modalità alternativa e viene trovato da due ragazzi, che lo riparano ignari che si tratti di un GoBot.
Ultima menzione va all’episodio 28, Auto-matic, nel quale Cy-Kill, per contrastare i Power Suit, decide di costruire Puzzler, un Gestalt formato da automobili e comandato tramite un telecomando; ben presto, però, il Power Warrior si sbarazza di lui.
Il Film
Non deve stupire che il lungometraggio dei GoBot (GoBot: Battle of the Rock Lords) non abbia riscosso successo; questo film, prodotto sempre dalla Hanna-Barbera Productions, univa all’inevitabile scopo di lanciare la nuova linea di modellini anche una trama completamente priva di spunti interessanti.
La trama in sintesi. Su Gobotron si sta consumando l’ennesima guerra tra i Guardian e i Renegade, quando ad un certo punto sul campo di battaglia piomba una piccola nave a forma di stella.
Dalla navicella escono due Rock Lord (una variante di GoBot, composta però di roccia) di nome Solitaire e Nuggit; i due chiedono aiuto ai Guardian in quanto il perfido Magmar, un Rock Lord col suo seguito di seguaci, è intenzionato a sottomettere l’intero pianeta dei Rock Lord.
Naturalmente Leader-One e i suoi corrono a dar manforte a Solitarie e al suo popolo, mentre Cy-Kill e i Renegade cercano di aiutare Magmar. Tra scontri e combattimenti, i due cattivi riescono a conquistare l’arma segreta dei Rock Lords, una sorta di energia che scaturisce da una roccia attivata dalla spada di Solitarie, ma alla fine i buoni neutralizzano l’arma e scacciano i malvagi.
Nel cast dei doppiatori del film troviamo voci amatissime dai fan dei Transformer, come quella di Frank Welker e di Perer Cullen.
Personaggi principali della serie animata
Leader-One
Leader-One è il capo dei Guardian e si trasforma in un Jet F-15 Eagle; è un tipo piuttosto ponderato, ma non brilla certo per carisma. In un episodio i suoi stessi compagni, in una situazione equivoca, lo considerano subito un traditore, rinchiudendolo in cella senza nemmeno sentire la sua spiegazione.
Leader-One, come quasi la totalità dei GoBot, possiede un raggio laser che esce direttamente dai pugni; inoltre dispone della capacità unica tra i GoBot di creare uno scudo energetico impenetrabile intorno a sé o a chi gli è vicino, ma può mantenerlo attivo solo una manciata di secondi, dato che l’uso prosciuga in pochissimo tempo tutte le sue energie.
Turbo
Turbo è l’eroe sfortunato della serie; è abbastanza forte e probabilmente il più coraggioso di tutti i GoBot ma si sopravvaluta e le sue azioni esagerate si rivelano un’arma a doppio taglio che gli si rivolge immancabilmente contro.
Fa parte dei Guardian e può trasformarsi in una Concept-car.
Oltre al classico laser che esce dai pugni Turbo non sembra avere abilità particolari.
Scooter
Scooter è sicuramente il più giovane di tutti i GoBot. Visivamente è paragonabile ad un teenager.
Scooter è un Guardian ed è un genio delle telecomunicazioni e dell’elettronica; per collegarsi ai computer, impiega sonde che escono talvolta dal petto e altre volte dalla testa; con molta probabilità è il più intelligente di tutti i GoBot.
Scooter può creare ologrammi in un modo molto simile a quello di Hound dei Transformer e utilizza molto spesso questa sua abilità per camuffarsi e sfuggire agli inseguitori nemici.
Scooter è forse l’unico GoBot che non riesce ad emettere il laser dai pugni (eccetto in un episodio in cui vi riesce, ma discapito della sua abilità speciale di creare ologrammi).
Come dice il suo stesso nome, si può trasformare in uno scooter. L’atteggiamento e il doppiaggio lo rendono un personaggio davvero antipatico (il suo doppiatore è Frank Welker lo stesso che da la voce a Megatron e Soundwave dei Transformer).
Cy-Kill
Cy-Kill è il capo dei Renegade ed ha una personalità di gran lunga più carismatico della sua nemesi. Grandemente temuto dai suoi sottoposti, incute una fedeltà coatta assoluta. Il solo che abbia mai tentato di tradirlo è stato Master Renegade, che non solo ha fallito, ma è stato punito col carcere.
Anche Cy-Kill emette un laser dai pugni; inoltre, fissando un Gobot negli occhi, è in grado di sottometterlo al proprio volere. Quest’ultimo potere viene usato comunque con molta parsimonia.
Cy-Kill si trasforma in una motocicletta personalizzata, ma l’aspetto del robot è veramente poco dissimulato. Praticamente, deve solo mettersi “a gattoni”, per cambiare modalità. In più, se nel modellino per lo meno se ne sta a testa bassa, nascondendo un poco il volto, nel cartoon la tiene invece diritta, con il viso in bella vista anche in forma di motocicletta.
Crasher
Crasher è un GoBot di tipo femminile. Questa categoria non è un’eccezione, dato che nella serie appaiono diverse femmine robotiche: ciò che le differenzia sono i lineamenti del viso e la voce; per tutto il resto non si può dire che si distacchino molto dai colleghi maschili.
Crasher è una folle e imprevedibile alleata dei Renegade, frequentemente definita Crazy car; ama la distruzione e il caos; quando viene colta dall’euforia per lo scompiglio che spesso crea, si lascia andare a fragorose e continue risate.
Oltre al convenzionale laser emesso dai pugni, dispone di un’ulteriore arma: pestando un piede a terra, emette una scarica elettrica che percorrendo il pavimento e colpisce l’avversario (un potere che, in forma più rielaborata, caratterizza BlackArachnia di Beast Machines).
Crasher si trasforma in Porsche 956, un’auto che nella realtà era riservata alle gare del campionato prototipi verso l’inizio degli anni 1980.
Cop-Tur
Cop-Tur è un Renegade che si trasforma un elicottero assai poco camuffato (come accade per Cy-Kill.
Possiede una personalità quasi nulla, che può ricordare il Soundwave dei Transformer animati; personaggio di poche parole, la sua voce roca e profonda viene impiegata per dire solitamente “Yes, no, OK Cy-Kill.”.
Ogni tanto si lascia andare a qualche breve risata, probabilmente trascinato dall’ilarità inconsulta di Crasher.
Cop-Tur ha la possibilità di sparare laser dai pugni, ma è in grado di brandire il suo rotore facendolo roteare a mo’ di scudo (ricordandoci tanto Dinobot di Beast Wars quanto Blackout di TFTM07).
Sembra però che ciò dipenda più che altro dall’inefficacia delle armi avversarie; il rotore, infatti, si ammacca e deforma sensibilmente, divenendo inservibile, pressoché a ogni urto con un oggetto solido.
Power Warrior
Il Power Warrior è un è un GoBot gigante, composto dall’unione dall’astronave del Last Engineer (che forma la testa, il torace e le cosce) e da quattro Gardian, che indossano le Power suit e che formano le braccia e le gambe (dalle ginocchia in giù). I quattro Guardian non sono necessariamente sempre gli stessi.
Il Power Warrior non parla e non ha una propria personalità, in quanto non si presenta come un Gestalt, ma solamente come una sorta di automa potenziato, presumibilmente comandato dl Last Engineer, all’interno della cabina situata sulla testa.
Per lo stesso motivo, i GoBot all’interno delle Power Suit rimangono pienamente coscienti di sé e parlano, dimostrando di essere ancora entità indipendenti.
Il Power Warrior, come quasi la totalità dei personaggi, è in grado di sparare il laser dai pugni, ma con un’efficacia molto superiore agli altri. E’ anche l’unico GoBot a possedere una pistola per fare ciò.
Grazie all’energia emessa dal suo corpo, è in grado di formare uno scudo di materiale solido e resistente ad ogni tipo di arma GoBot.
Le Power Suit rendono il GoBot che le indossa più resistente ai laser ed al calore, ma ognuna di esse ha anche una capacità particolare che leadistingue dalle altre. La nr. 1 conferisce una velocità maggiore; la nr. 2 aumenta la potenza di fuoco; la nr. 3 fornisce una quantità di sensori che conferiscono capacità di intercettazione radio o di prossimità di ogni tipo; la nr. 4 dota il GoBot che la indossa di capacità telecinetiche, in grado di muovere oggetti o causare piccole frane in prossimità di ammassi rocciosi.
Dopo Gobotron saga, il Power Warrior compare solo in altri due o tre episodi, per poi finire nel dimenticatoio, privando i Guardian di un enorme vantaggio tattico.
Il modellino del Power Warrior prodotto dalla Tonka ebbe tre varianti:
- Courageous è la versione comparsa nel cartoon.
- Grungy è un Repaint destinato ai Renegade, mai visto nella serie animata;
- Nemesis è sia Repaint che Remold, in quanto l’astronave è stata rimodellata per renderla simile ad un cingolato.
Puzzler
Compare solo nell’episodio 28 ed è un Gestalt formato da sei GoBot che si trasformano in autovetture. Con le debite differenze, potrebbe essere la versione GoBot di Devastator.
Puzzler, inteso sia come squadra che come unico individuo, non ha una coscienza propria: è letteralmente telecomandato da Cy-Kill, il quale decise di costruirlo per contrastare in qualche modo il Power Warror dei Guardian.
Una volta assemblato, le dimensioni di Puzzler sono di gran lunga superiori a quelle dei GoBot ordinari. E’ in pratica invulnerabile ai laser dei GoBot, ma non a quelli del Power Warrior che con due soli colpi lo può fare a pezzi.
Anche Puzzler riesce a emettere un raggio laser dai pugni, con efficacia superiore a quella di un GoBot ordinario.
Matt Hunter
Matt è un astronauta terrestre; nel primo episodio lo si vede pilotare una navetta della NASA. Dopo la comparsa dei GoBot, Matt si unisce ai Guardian ed dà un aiuto spesso determinante nella lotta ai Renegade.
Il suo aspetto è quello di uomo sulla trentina, con capelli bruni e baffi dello stesso colore. E’ molto coraggioso e non ha paura neppure di affrontare un Gobot in duello.
Matt è spesso compagno di missione di Leader-One.
Nick
Nick è un adolescente con capelli biondi e occhi azzurri; anche lui incontra i GoBot per la prima volta mentre è in orbita a bordo della navetta pilotata da Matt.
Diventa presto amico inseparabile di Scooter, col quale si caccia spesso in guai da cui riescono a districarsi grazie all’abilità del GoBot di creare ologrammi.
A.J.
A.J. è una ragazzina di colore, presumibilmente coetanea di Nick. Personaggio abbastanza tranquillo, sarà protagonista dal primo all’ultimo episodio della serie insieme ai suoi due compagni terrestri.
A.J. simpatizza sin dall’inizio con il GoBot Turbo.
Last Engineer
Il Last Engineer è uno dei pochissimi sopravvissuti dell’epoca in cui Gobotron era abitato da una razza umanoide. E’ lui a convertire in GoBot i pochi superstiti della catastrofe avvenuta in era antica per causa dei Renegade.
Ha un aspetto tipicamente umano, ma ha innestato nel proprio corpo alcune componenti meccaniche; una gamba artificiale, una calotta cranica e due braccia robotiche dalle quali può emettere un laser. Il raggio è analogo a quello dei GoBot, anche se la sua efficacia sembra leggermente superiore.
Inutile dire che questo personaggio somiglia in modo impressionante al Dr. Archeville che compare nella Stagione 1 della serie animata The Transformers.
Master Renegade
Il Master Renegade è l’antico capo dei Renegade. Arrivato al cospetto di Cy-Kill, rivendica il suo vecchio ruolo, ma ottiene solo è una sonora lezione da parte dell’attuale capo dei Renegade, che lo sottomette al proprio volere.
Infido e meschino, non si fa scrupoli ad ingannare o tradire chi gli sta intorno.
Ha un aspetto umano: lunghi capelli bianchi, barba incolta ed un occhio meccanico (alla Terminator) capace di lanciare un raggio laser.
Curiosità sulla serie animata
Tecnologia
La civiltà avanzata dei GoBot possiede la tecnologia per costruire astronavi capaci di diventare invisibili e compiere balzi spaziali.
Due particolari invenzioni sono degne di nota: l’AstroBeam ed il Modifier.
L’AstroBeam (Fascio Astrale) è un apparecchio dall’aspetto simile a un televisore su di un piedistallo; è capace di teletrasportare oggetti da un luogo all’altro, anche ad anni luce di distanza; è una sorta di piccolo Ponte Spaziale.
I GoBot lo usano per viaggiare da Gobotron alla terra; ma questa tecnologia ha i suoi limiti, in quanto gli oggetti teletrasportati devono essere di piccole dimensioni (un GoBot al massimo). Un altro limite è che lo spostamento avviene per un certo lasso di tempo, alla fine del quale qualsiasi cosa trasportata fa ritorno al posto in cui è stata prelevata.
Il Modifier (Modificatore) è la macchina che ha reso possibile la trasformazione dei GoBot.
Esteticamente, somiglia a quegli autolavaggi americani che trascinano le auto al proprio interno. Durante la serie animata, si apprende che il Modifier è in grado di riassemblare un GoBot fatto a pezzi ed addirittura modificarlo profondamente, tanto da renderlo un GoBot completamente nuovo e diverso; addirittura può riscrivere il suo programma caratteriale, facendolo passare da Guardian a Renegade.
Capacità de GoBot
Tutti i GoBot sono in grado di volare; quelli dotati di modalità alternativa volante hanno velocità superiore; gli altri possono ricorrere al Power Suit nr. 1.
Alcuni sembrano talvolta dimenticarsi di saper volare, precipitando in burroni o cose simili.
Come detto in precedenza, tutti i GoBot o quasi sono in grado di sparare laser dai pugni. Ciò avviene grazie ad un dispositivo alloggiato sul petto; di forma rettangolare e luminescente, è detto weapon (arma) e controlla anche le abilità del GoBot (rievocando i Power Chip Rectifiers visti nell’episodio Heavy Metal War della serie animata The Transformers).
Il laser dei GoBot è un’arma veramente poco efficace. Non solo non riesce mai a danneggiare altri GoBot, ma difficilmente ha effetto anche sullo “sfondo” della scena; non riesce nemmeno a ferire gli esseri umani, che il più delle volte restano solo storditi dopo essere stati colpiti; solo in un episodio accade che Matt riporti qualche ferita, dopo essere stato colpito in pieno dal laser di Cy-Kill.
L’efficacia di queste armi aumenta una volta indossata la Power Suit nr. 2, ma si resta sempre nell’ordine di creare qualche buco nel terreno o abbattere un GoBot (non certo distruggerlo).
Decisamente più potenti sono i laser del Power Warrior, che riescono a distruggere in pochi colpi Puzzler (immune alle armi dei GoBot).
I GoBot riescono ad emettere i fasci laser anche nella loro forma alternativa. Quando la cosa va a loro vantaggio, possono assumere una modalità di trasformazione intermedia.
Aspetto
Essendo entità derivate da esseri biologici, i GoBot possono essere sia maschili che femminili, ma le uniche differenze tra i due generi sono costituite dal le voci e dai lineamenti del volto (anche se non sempre, per via dei volti impersonali con mascherine e visori).
I GoBot sono fisicamente caratterizzati dalle linee molto squadrate, conseguenza delle loro forme alternative; ma i loro volti sono tipicamente umani: labbra, occhi con pupille, sopracciglia, lingua e persino denti.
Esistono pure alcuni GoBot con lineamenti insettoidi, o altri con volti più consoni a un robot, ma sono abbastanza rari.
Dimensioni
Che siano carri armati, locomotive, jet, auto, moto o scooter, una volta trasformati in robot i GoBot hanno più o meno tutti le stesse dimensioni, con uno scarto minimo; si può dire che Scooter (il più basso) è di una “testa” al di sotto della media, mentre Leader-One (il più alto) supera la media di una “testa”.
Nel corso degli episodi variano invece sensibilmente le proporzioni tra i GoBot e gli umani. A volte i Gobot predono in mano gli umani come fossero bambole, in altre stentano a superarli di un terzo in altezza. Si può ritenere che generalmente GoBot ordinario sia circa due volte più alto di un uomo.
Paragonandoli ai personaggi della serie animata dei Transformer G1, i GoBot convenzionali possono essere compresi tra le dimensioni di Brawn e Jazz.
Discorso a parte per Power Warrior e Puzzler: se nel cartoon risultano più o meno della stessa taglia, nei modellini invece Courageous risulta molto più grande.
Come spesso accade anche per i Gestalt dei Transformers, Puzzler risulta un po’ più grande della somma delle parti che lo compongono.
Altre curiosità sui GoBot
Come detto in precedenza, tutti i GoBot sono in grado di volare ma, a parte quelli con modalità anfibia, sono incapaci do nuotare. Paradossalmente (per robot capaci di muoversi nello spazio aperto), possono persino correre il rischio di annegare.
I GoBot non sopportano il freddo estremo (ancora una volta con buona pace delle temperature che sopportano nello spazio). In un episodio, Turbo precipitato in un canyon sul lato oscuro della luna di Gobotron, dove prima rischia il congelamento e poi, come conseguenza, è colto da una febbre molto alta, che rischia di fargli perdere la vita (solo l’aiuto del Master Renegade, che tenta di spacciarsi per il Last Engineer, lo salva da una fine certa).
I GoBot possiedono modalità alternative terrestri già prima di arrivare sulla Terra.
La serie Transformers: Armada del 2002 riprende, sia nei modellini che nei cartoni animati, certe caratteristiche della serie dei GoBot (in particolare, i tre umani Alexis, Rad e Carlos, accoppiati ai tre Mini-Con Highwire, Grindor e Sureshock).
Fumetti
Quello che più si avvicina a un fumetto dedicato ai GoBot è il GoBot Magazine: prodotto dalla Telepictures Publishing tra 1986 ed il 1987 sulla base della continuità della serie televisiva The challenge of the GoBot, conteneva anche aneddoti e curiosità sui GoBot.
Nel Regno Unito invece fu realizzato un fumetto sui Robo Machine, che utilizzava molte delle caratteristiche guida dei GoBot, ma seguiva una continuità diversa da quella del cartone animato.
Alcuni GoBot fanno brevi comparsate in fumetti dedicati ai Transformer della Hasbro: The War Within (della defunta Dreamwave) e Megatron: Origin (della IDW).
Fonti
http://www.wikipedia.org/
www.toyarchive.com
Testi di Brave Maximus, con il contributo di MeGrimlock
Storia, marchi e modellini
Nel 1983, la Tonka decide di importare negli USA i Robo Machines, una linea di giocattoli giapponesi prodotti dalla Popy, che divenne Bandai in seguito.
La Tonka, sulla falsariga dell’operazione analoga che la Hasbro stava compiendo importando modellini dalla Takara destinati a divenire The Transformers, li rinominò GoBots.
Si trattava di una linea di piccoli robot in metallo e plastica, alti 6-8 cm e trasformabili in veicoli.
Una volta “attraversato il Pacifico”, i GoBot vennero divisi in due fazioni: i buoni erano i Guardian (Guardiani) e i cattivi erano i Renegade (Rinnegati). Alle confezioni fu attribuito il nome del personaggio, anziché la denominazione numerica applicata precedenza per i Robo Machine.
In seguito la linea GoBot venne arricchita da modellini più grandi: i SuperGoBot, alti 12-16cm, e due Gestalt, chiamati Puzzler e Monsterous.
La Tonka creò direttamente alcuni modellini per la linea GoBot, come il Guardian Command Center, il Renegade Thruster, il Renegade motorizzato Zod, i tre Power Warrior e naturalmente i Rocklord, personaggi protagonisti del lungometraggio del 1986 GoBot: Battle of the Rock Lords.
Inizialmente i GoBot ebbero un discreto successo di vendite, ma in seguito all’avvento di The Transformers persero ben presto la leadership del settore, probabilmente perché i robot trasformabili della Hasbro erano esteticamente più riusciti, ma anche perché quest’azienda curò particolarmente la loro promozione sui media e dotò i propri modellini di accessori e caratteristiche come, per esempio, le confezioni con il profilo del personaggio e le specifiche tecniche (tech spec), oltre che i simboli distintivi della fazione di appartenenza.
Il 1986 fu l’ultimo anno in cui la Tonka rilasciò i GoBot.
Nel 1991, la Hasbro assimilò la Tonka, acquisendo di fatto i diritti sui nomi e marchi di fabbrica dei GoBot. Negli anni, la Hasbro li reintrodusse più volte nel mercato, modificando leggermente l’ortografia del nome: i GoBots del 1993, i Go-bots del 1995 e i Transformers GoBots del 2002. Gli stampi dei modelli rimasero di proprietà della Bandai.
Cartoon
La serie animata televisiva basata sulla linea GoBot della Tonka fu prodotta dalla Hanna-Barbera Productions col titolo Challenge of the GoBots. Trasmessa dall’emittente U.S.A. Express a partire dall’8 settembre 1984, proseguì fino al 1985 e fu riproposto più volte.
La serie televisiva giunse anche in Italia, dove dalla seconda metà degli anni 1980 fu trasmessa da varie emittenti locali.
La serie narra le vicende di due distinte fazioni di robot senzienti trasformabili in veicoli, i buoni Guardian e i cattivi Renegade, che lottano per assumere il controllo del loro pianeta natale: Gobotron.
La battaglia tra i due schieramenti si sposta da Gobotron alla Terra, coinvolgendo tre umani (Matt, A.J. e Nick), che ben presto diventano i protagonisti, insieme ai Guardian Turbo, Scooter e Leader-One (il capo dei buoni) e ai Renegade Cop-Tur, Crasher e Cy-Kill (il capo dei cattivi). Ciò relega tutti gli altri GoBot e terrestri al ruolo di comprimari, costringendoli a essere semplici comparse, tranne qualche rara eccezione, in una serie di 66 puntate che ruota quindi intorno a questi nove personaggi.
Gli episodi della serie durano circa 22 minuti l’uno e quelli di maggior rilievo sono le puntate pilota comprese tra 1 e il 5 (Battle For Gobotron) e il ciclo che va da 41 a 45 (Gobotron saga); il resto degli episodi consiste in storie autoconclusive che non contribuiscono alla continuità della serie, ma approfondiscono i tratti caratteriali dei personaggi.
1-5. Battle For Gobotron
E’ la fine del ventesimo secolo. In un angolo remoto dello spazio è situato un pianeta che per quasi la totalità della sua superficie è costituito da metallo: Gobotron.
Gobotron è abitato da forme di vita meccaniche senzienti capaci di trasformarsi in veicoli; divisi in due fazioni, i buoni Guardian e i perfidi Renegade, che da migliaia di anni si stanno combattendo per il controllo del pianeta.
Leader-One, capo dei Guardian, si rende conto che ormai i nemici sono allo stremo delle forze, così ordina al suo esercito di attaccare la fortezza dei Renegade, allo scopo di sopraffare lo schieramento avversario e porre fine al conflitto su Gobotron.
Cy-Kill, capo dei cattivi, si rende conto che la situazione è grave e insieme a due suoi seguaci (Cop-Tur e Crasher) si imbarca su di una nave spaziale, per dirigersi verso la Terra; lì mira a costruire un’arma capace di ribaltare l’esito della guerra sul proprio pianeta natale.
Leader-One, intuite le intenzioni del rivale, decide di seguirlo insieme ai Guardian Turbo e Scooter.
Giunti sulla Terra, i Guardian fanno la conoscenza di tre umano, Matt, Nick e A.J., che negli episodi a venire saranno di fondamentale importanza per risolvere la maggior parte dei conflitti a favore dei buoni.
Tra scontri e battaglie, i tre Renegade riescono ad impossessarsi di uno congegno capace di ipnotizzare l’intera popolazione terrestre e a schiavizzarla perché lavori per Cy-Kill.
I cinque miliardi di persone soggiogate costruiscono in massa un esercito composto di enormi dinosauri meccanici su ruote (i cosiddetti Zod), che rappresentano l’arma finale dei Renegade e verranno usati per rovesciare l’esito dello scontro finale su Gobotron.
L’esercito di Zod parte alla volta di Gobotron, ma quando tutto ormai sembra perduto, i tre Guardian Leader-One, Scooter e Turbo riescono ad impossessarsi del congegno ipnotico (ormai sul punto di esplodere, perché danneggiato da Cy-Kill). Liberati dall’ipnosi i terrestri, usando l’AstroBeam, una specie di trasportatore interdimensionale per oggetti di piccole dimensioni, catapultano il congegno nello spazio aperto, proprio in mezzo all’esercito degli Zod, giunto quasi a destinazione.
Esplodendo, il congegno spazza via l’intera armata di mostri.
Su Gobotron, i Guardian sconfiggono i nemici, che vengono catturati ed imprigionati; stessa cosa accade sulla Terra. Cy-Kill (ormai danneggiato) e i suoi sgherri sono costretti alla resa.
41-45. Gobotron saga
Una breve introduzione: Nonostante questo gruppo di episodi sia compreso tra 41 e 45, le vicende che narrano si svolgono subito dopo la saga di Battle For Gobotron; tutti gli episodi compresi tra le due miniserie (e quelli successivi) si collocano cronologicamente dopo Gobotron saga.
La luna di Gobotron ospita le prigioni in cui sono rinchiusi i Renegade catturati durante il conflitto precedente.
Tramite un espediente, Cy-Kill riesce a liberare se stesso e i Renegade imprigionati. La loro meta una gigantesca astronave invisibile, nascosta nello spazio.
L’astronave in realtà è una fortezza dei Renegade e contiene un’intera flotta di navi da battaglia, che Cy-Kill conduce verso Gobotron per dare il via ad un massiccio attacco contro i Guardian.
Durante lo scontro, Turbo resta viene gravemente ferito, mentre Scooter e Nick rintracciano un misterioso e antico luogo, che si rivela essere l’archivio della storia passata di Gobotron.
Migliaia di anni fa, su Gobotron viveva un popolo umanoide, diviso nelle due medesime fazioni odierne; i Renegade, comandati dal malefico Master Renegade, decisero di tentare il tutto per tutto pur di conquistare il pianeta, dirottando addirittura un grosso meteorite verso Gobotron.
L’impatto scatenò un cataclisma che portò gli abitanti sull’orlo dell’estinzione, ma un uomo chiamato Last Engineer (l’Ultimo Ingegnere) comprese che l’unico modo per salvare la popolazione era quello di trasformare i superstiti in giganteschi meccanoidi robot: i GoBot.
Appresa la storia passata da Scooter, Leader-One capisce che l’unico che può salvare Turbo non può essere altro che il Last Engineer così parte per un viaggio alla ricerca del misterioso “Creatore”.
Non senza aver superato mille difficoltà, i Guardian giungono su un piccolo pianeta, dove liberano un uomo che dichiara di essere il Last Engineer e lo dimostra guarendo Turbo.
Tornando verso Goboton, i Guardian s’imbattono nella flotta di Cy-Kill. Il presunto Last Engineer attacca i suoi salvatori, rivelando di essere in realtà Master Renegade, sabota la nave dei Guardian e fugge, riunendosi ai suoi veri compagni.
I Guardian, nel tentativo di sfuggire alla flotta nemica, si rifugiano in uno dei livelli inferiori di Gobotron, dove incappano in un uomo per metà macchina, ormai moribondo. Dopo avergli prestano immediatamente le cure necessarie, i Guardian apprendono di avere davantii il vero Last Engineer.
Ristabilitosi, il Last Engineer ordina di dirigersi verso la Terra. Lì costruirà un’arma in grado di sconfiggere la flotta dei Renegade.
Arrivati sulla Terra, il Last Engineer si mette subito all’opera e costruisce quattro Power Suit, armature in grado di potenziare il GoBot che le indossa.
I Guardian indossano le Power Suit e si dirigono contro la flotta di Cy-Kill; ma ben presto si rendono conto che l’arma progettata dal Last Engineer non è assolutamente sufficiente per contrastare i Renegade.
Quando tutto sembra ormai perduto, ecco arrivare il Last Engineer a bordo di un’astronave che, unendosi alle quattro Power Suit dei Guardian, forma un Geastalt detto Power Warrior.
In men che non si dica, il gigante spazza via la flotta dei Renegade, che, ormai ridotti di numero, sono costretti alla fuga verso lo spazio aperto.
Gli altri episodi
Come detto in precedenza, tutti gli altri episodi hanno una trama autoconclusiva che non contribuisce al quadro generale.
Alcune storie richiamano in modo inquietante alcune vicende della serie animata dei Transformer G1. Per esempio, la trama in cui i Guardian vengono rimpiccioliti e scambiati per giocattoli dai terrestri (un misto tra Microbots e Child’s Play della Stagione 2 G1).
Ricorda invece Make Tracks la storia in cui Turbo rimane fuori linea nella sua modalità alternativa e viene trovato da due ragazzi, che lo riparano ignari che si tratti di un GoBot.
Ultima menzione va all’episodio 28, Auto-matic, nel quale Cy-Kill, per contrastare i Power Suit, decide di costruire Puzzler, un Gestalt formato da automobili e comandato tramite un telecomando; ben presto, però, il Power Warrior si sbarazza di lui.
Il Film
Non deve stupire che il lungometraggio dei GoBot (GoBot: Battle of the Rock Lords) non abbia riscosso successo; questo film, prodotto sempre dalla Hanna-Barbera Productions, univa all’inevitabile scopo di lanciare la nuova linea di modellini anche una trama completamente priva di spunti interessanti.
La trama in sintesi. Su Gobotron si sta consumando l’ennesima guerra tra i Guardian e i Renegade, quando ad un certo punto sul campo di battaglia piomba una piccola nave a forma di stella.
Dalla navicella escono due Rock Lord (una variante di GoBot, composta però di roccia) di nome Solitaire e Nuggit; i due chiedono aiuto ai Guardian in quanto il perfido Magmar, un Rock Lord col suo seguito di seguaci, è intenzionato a sottomettere l’intero pianeta dei Rock Lord.
Naturalmente Leader-One e i suoi corrono a dar manforte a Solitarie e al suo popolo, mentre Cy-Kill e i Renegade cercano di aiutare Magmar. Tra scontri e combattimenti, i due cattivi riescono a conquistare l’arma segreta dei Rock Lords, una sorta di energia che scaturisce da una roccia attivata dalla spada di Solitarie, ma alla fine i buoni neutralizzano l’arma e scacciano i malvagi.
Nel cast dei doppiatori del film troviamo voci amatissime dai fan dei Transformer, come quella di Frank Welker e di Perer Cullen.
Personaggi principali della serie animata
Leader-One
Leader-One è il capo dei Guardian e si trasforma in un Jet F-15 Eagle; è un tipo piuttosto ponderato, ma non brilla certo per carisma. In un episodio i suoi stessi compagni, in una situazione equivoca, lo considerano subito un traditore, rinchiudendolo in cella senza nemmeno sentire la sua spiegazione.
Leader-One, come quasi la totalità dei GoBot, possiede un raggio laser che esce direttamente dai pugni; inoltre dispone della capacità unica tra i GoBot di creare uno scudo energetico impenetrabile intorno a sé o a chi gli è vicino, ma può mantenerlo attivo solo una manciata di secondi, dato che l’uso prosciuga in pochissimo tempo tutte le sue energie.
Turbo
Turbo è l’eroe sfortunato della serie; è abbastanza forte e probabilmente il più coraggioso di tutti i GoBot ma si sopravvaluta e le sue azioni esagerate si rivelano un’arma a doppio taglio che gli si rivolge immancabilmente contro.
Fa parte dei Guardian e può trasformarsi in una Concept-car.
Oltre al classico laser che esce dai pugni Turbo non sembra avere abilità particolari.
Scooter
Scooter è sicuramente il più giovane di tutti i GoBot. Visivamente è paragonabile ad un teenager.
Scooter è un Guardian ed è un genio delle telecomunicazioni e dell’elettronica; per collegarsi ai computer, impiega sonde che escono talvolta dal petto e altre volte dalla testa; con molta probabilità è il più intelligente di tutti i GoBot.
Scooter può creare ologrammi in un modo molto simile a quello di Hound dei Transformer e utilizza molto spesso questa sua abilità per camuffarsi e sfuggire agli inseguitori nemici.
Scooter è forse l’unico GoBot che non riesce ad emettere il laser dai pugni (eccetto in un episodio in cui vi riesce, ma discapito della sua abilità speciale di creare ologrammi).
Come dice il suo stesso nome, si può trasformare in uno scooter. L’atteggiamento e il doppiaggio lo rendono un personaggio davvero antipatico (il suo doppiatore è Frank Welker lo stesso che da la voce a Megatron e Soundwave dei Transformer).
Cy-Kill
Cy-Kill è il capo dei Renegade ed ha una personalità di gran lunga più carismatico della sua nemesi. Grandemente temuto dai suoi sottoposti, incute una fedeltà coatta assoluta. Il solo che abbia mai tentato di tradirlo è stato Master Renegade, che non solo ha fallito, ma è stato punito col carcere.
Anche Cy-Kill emette un laser dai pugni; inoltre, fissando un Gobot negli occhi, è in grado di sottometterlo al proprio volere. Quest’ultimo potere viene usato comunque con molta parsimonia.
Cy-Kill si trasforma in una motocicletta personalizzata, ma l’aspetto del robot è veramente poco dissimulato. Praticamente, deve solo mettersi “a gattoni”, per cambiare modalità. In più, se nel modellino per lo meno se ne sta a testa bassa, nascondendo un poco il volto, nel cartoon la tiene invece diritta, con il viso in bella vista anche in forma di motocicletta.
Crasher
Crasher è un GoBot di tipo femminile. Questa categoria non è un’eccezione, dato che nella serie appaiono diverse femmine robotiche: ciò che le differenzia sono i lineamenti del viso e la voce; per tutto il resto non si può dire che si distacchino molto dai colleghi maschili.
Crasher è una folle e imprevedibile alleata dei Renegade, frequentemente definita Crazy car; ama la distruzione e il caos; quando viene colta dall’euforia per lo scompiglio che spesso crea, si lascia andare a fragorose e continue risate.
Oltre al convenzionale laser emesso dai pugni, dispone di un’ulteriore arma: pestando un piede a terra, emette una scarica elettrica che percorrendo il pavimento e colpisce l’avversario (un potere che, in forma più rielaborata, caratterizza BlackArachnia di Beast Machines).
Crasher si trasforma in Porsche 956, un’auto che nella realtà era riservata alle gare del campionato prototipi verso l’inizio degli anni 1980.
Cop-Tur
Cop-Tur è un Renegade che si trasforma un elicottero assai poco camuffato (come accade per Cy-Kill.
Possiede una personalità quasi nulla, che può ricordare il Soundwave dei Transformer animati; personaggio di poche parole, la sua voce roca e profonda viene impiegata per dire solitamente “Yes, no, OK Cy-Kill.”.
Ogni tanto si lascia andare a qualche breve risata, probabilmente trascinato dall’ilarità inconsulta di Crasher.
Cop-Tur ha la possibilità di sparare laser dai pugni, ma è in grado di brandire il suo rotore facendolo roteare a mo’ di scudo (ricordandoci tanto Dinobot di Beast Wars quanto Blackout di TFTM07).
Sembra però che ciò dipenda più che altro dall’inefficacia delle armi avversarie; il rotore, infatti, si ammacca e deforma sensibilmente, divenendo inservibile, pressoché a ogni urto con un oggetto solido.
Power Warrior
Il Power Warrior è un è un GoBot gigante, composto dall’unione dall’astronave del Last Engineer (che forma la testa, il torace e le cosce) e da quattro Gardian, che indossano le Power suit e che formano le braccia e le gambe (dalle ginocchia in giù). I quattro Guardian non sono necessariamente sempre gli stessi.
Il Power Warrior non parla e non ha una propria personalità, in quanto non si presenta come un Gestalt, ma solamente come una sorta di automa potenziato, presumibilmente comandato dl Last Engineer, all’interno della cabina situata sulla testa.
Per lo stesso motivo, i GoBot all’interno delle Power Suit rimangono pienamente coscienti di sé e parlano, dimostrando di essere ancora entità indipendenti.
Il Power Warrior, come quasi la totalità dei personaggi, è in grado di sparare il laser dai pugni, ma con un’efficacia molto superiore agli altri. E’ anche l’unico GoBot a possedere una pistola per fare ciò.
Grazie all’energia emessa dal suo corpo, è in grado di formare uno scudo di materiale solido e resistente ad ogni tipo di arma GoBot.
Le Power Suit rendono il GoBot che le indossa più resistente ai laser ed al calore, ma ognuna di esse ha anche una capacità particolare che leadistingue dalle altre. La nr. 1 conferisce una velocità maggiore; la nr. 2 aumenta la potenza di fuoco; la nr. 3 fornisce una quantità di sensori che conferiscono capacità di intercettazione radio o di prossimità di ogni tipo; la nr. 4 dota il GoBot che la indossa di capacità telecinetiche, in grado di muovere oggetti o causare piccole frane in prossimità di ammassi rocciosi.
Dopo Gobotron saga, il Power Warrior compare solo in altri due o tre episodi, per poi finire nel dimenticatoio, privando i Guardian di un enorme vantaggio tattico.
Il modellino del Power Warrior prodotto dalla Tonka ebbe tre varianti:
- Courageous è la versione comparsa nel cartoon.
- Grungy è un Repaint destinato ai Renegade, mai visto nella serie animata;
- Nemesis è sia Repaint che Remold, in quanto l’astronave è stata rimodellata per renderla simile ad un cingolato.
Puzzler
Compare solo nell’episodio 28 ed è un Gestalt formato da sei GoBot che si trasformano in autovetture. Con le debite differenze, potrebbe essere la versione GoBot di Devastator.
Puzzler, inteso sia come squadra che come unico individuo, non ha una coscienza propria: è letteralmente telecomandato da Cy-Kill, il quale decise di costruirlo per contrastare in qualche modo il Power Warror dei Guardian.
Una volta assemblato, le dimensioni di Puzzler sono di gran lunga superiori a quelle dei GoBot ordinari. E’ in pratica invulnerabile ai laser dei GoBot, ma non a quelli del Power Warrior che con due soli colpi lo può fare a pezzi.
Anche Puzzler riesce a emettere un raggio laser dai pugni, con efficacia superiore a quella di un GoBot ordinario.
Matt Hunter
Matt è un astronauta terrestre; nel primo episodio lo si vede pilotare una navetta della NASA. Dopo la comparsa dei GoBot, Matt si unisce ai Guardian ed dà un aiuto spesso determinante nella lotta ai Renegade.
Il suo aspetto è quello di uomo sulla trentina, con capelli bruni e baffi dello stesso colore. E’ molto coraggioso e non ha paura neppure di affrontare un Gobot in duello.
Matt è spesso compagno di missione di Leader-One.
Nick
Nick è un adolescente con capelli biondi e occhi azzurri; anche lui incontra i GoBot per la prima volta mentre è in orbita a bordo della navetta pilotata da Matt.
Diventa presto amico inseparabile di Scooter, col quale si caccia spesso in guai da cui riescono a districarsi grazie all’abilità del GoBot di creare ologrammi.
A.J.
A.J. è una ragazzina di colore, presumibilmente coetanea di Nick. Personaggio abbastanza tranquillo, sarà protagonista dal primo all’ultimo episodio della serie insieme ai suoi due compagni terrestri.
A.J. simpatizza sin dall’inizio con il GoBot Turbo.
Last Engineer
Il Last Engineer è uno dei pochissimi sopravvissuti dell’epoca in cui Gobotron era abitato da una razza umanoide. E’ lui a convertire in GoBot i pochi superstiti della catastrofe avvenuta in era antica per causa dei Renegade.
Ha un aspetto tipicamente umano, ma ha innestato nel proprio corpo alcune componenti meccaniche; una gamba artificiale, una calotta cranica e due braccia robotiche dalle quali può emettere un laser. Il raggio è analogo a quello dei GoBot, anche se la sua efficacia sembra leggermente superiore.
Inutile dire che questo personaggio somiglia in modo impressionante al Dr. Archeville che compare nella Stagione 1 della serie animata The Transformers.
Master Renegade
Il Master Renegade è l’antico capo dei Renegade. Arrivato al cospetto di Cy-Kill, rivendica il suo vecchio ruolo, ma ottiene solo è una sonora lezione da parte dell’attuale capo dei Renegade, che lo sottomette al proprio volere.
Infido e meschino, non si fa scrupoli ad ingannare o tradire chi gli sta intorno.
Ha un aspetto umano: lunghi capelli bianchi, barba incolta ed un occhio meccanico (alla Terminator) capace di lanciare un raggio laser.
Curiosità sulla serie animata
Tecnologia
La civiltà avanzata dei GoBot possiede la tecnologia per costruire astronavi capaci di diventare invisibili e compiere balzi spaziali.
Due particolari invenzioni sono degne di nota: l’AstroBeam ed il Modifier.
L’AstroBeam (Fascio Astrale) è un apparecchio dall’aspetto simile a un televisore su di un piedistallo; è capace di teletrasportare oggetti da un luogo all’altro, anche ad anni luce di distanza; è una sorta di piccolo Ponte Spaziale.
I GoBot lo usano per viaggiare da Gobotron alla terra; ma questa tecnologia ha i suoi limiti, in quanto gli oggetti teletrasportati devono essere di piccole dimensioni (un GoBot al massimo). Un altro limite è che lo spostamento avviene per un certo lasso di tempo, alla fine del quale qualsiasi cosa trasportata fa ritorno al posto in cui è stata prelevata.
Il Modifier (Modificatore) è la macchina che ha reso possibile la trasformazione dei GoBot.
Esteticamente, somiglia a quegli autolavaggi americani che trascinano le auto al proprio interno. Durante la serie animata, si apprende che il Modifier è in grado di riassemblare un GoBot fatto a pezzi ed addirittura modificarlo profondamente, tanto da renderlo un GoBot completamente nuovo e diverso; addirittura può riscrivere il suo programma caratteriale, facendolo passare da Guardian a Renegade.
Capacità de GoBot
Tutti i GoBot sono in grado di volare; quelli dotati di modalità alternativa volante hanno velocità superiore; gli altri possono ricorrere al Power Suit nr. 1.
Alcuni sembrano talvolta dimenticarsi di saper volare, precipitando in burroni o cose simili.
Come detto in precedenza, tutti i GoBot o quasi sono in grado di sparare laser dai pugni. Ciò avviene grazie ad un dispositivo alloggiato sul petto; di forma rettangolare e luminescente, è detto weapon (arma) e controlla anche le abilità del GoBot (rievocando i Power Chip Rectifiers visti nell’episodio Heavy Metal War della serie animata The Transformers).
Il laser dei GoBot è un’arma veramente poco efficace. Non solo non riesce mai a danneggiare altri GoBot, ma difficilmente ha effetto anche sullo “sfondo” della scena; non riesce nemmeno a ferire gli esseri umani, che il più delle volte restano solo storditi dopo essere stati colpiti; solo in un episodio accade che Matt riporti qualche ferita, dopo essere stato colpito in pieno dal laser di Cy-Kill.
L’efficacia di queste armi aumenta una volta indossata la Power Suit nr. 2, ma si resta sempre nell’ordine di creare qualche buco nel terreno o abbattere un GoBot (non certo distruggerlo).
Decisamente più potenti sono i laser del Power Warrior, che riescono a distruggere in pochi colpi Puzzler (immune alle armi dei GoBot).
I GoBot riescono ad emettere i fasci laser anche nella loro forma alternativa. Quando la cosa va a loro vantaggio, possono assumere una modalità di trasformazione intermedia.
Aspetto
Essendo entità derivate da esseri biologici, i GoBot possono essere sia maschili che femminili, ma le uniche differenze tra i due generi sono costituite dal le voci e dai lineamenti del volto (anche se non sempre, per via dei volti impersonali con mascherine e visori).
I GoBot sono fisicamente caratterizzati dalle linee molto squadrate, conseguenza delle loro forme alternative; ma i loro volti sono tipicamente umani: labbra, occhi con pupille, sopracciglia, lingua e persino denti.
Esistono pure alcuni GoBot con lineamenti insettoidi, o altri con volti più consoni a un robot, ma sono abbastanza rari.
Dimensioni
Che siano carri armati, locomotive, jet, auto, moto o scooter, una volta trasformati in robot i GoBot hanno più o meno tutti le stesse dimensioni, con uno scarto minimo; si può dire che Scooter (il più basso) è di una “testa” al di sotto della media, mentre Leader-One (il più alto) supera la media di una “testa”.
Nel corso degli episodi variano invece sensibilmente le proporzioni tra i GoBot e gli umani. A volte i Gobot predono in mano gli umani come fossero bambole, in altre stentano a superarli di un terzo in altezza. Si può ritenere che generalmente GoBot ordinario sia circa due volte più alto di un uomo.
Paragonandoli ai personaggi della serie animata dei Transformer G1, i GoBot convenzionali possono essere compresi tra le dimensioni di Brawn e Jazz.
Discorso a parte per Power Warrior e Puzzler: se nel cartoon risultano più o meno della stessa taglia, nei modellini invece Courageous risulta molto più grande.
Come spesso accade anche per i Gestalt dei Transformers, Puzzler risulta un po’ più grande della somma delle parti che lo compongono.
Altre curiosità sui GoBot
Come detto in precedenza, tutti i GoBot sono in grado di volare ma, a parte quelli con modalità anfibia, sono incapaci do nuotare. Paradossalmente (per robot capaci di muoversi nello spazio aperto), possono persino correre il rischio di annegare.
I GoBot non sopportano il freddo estremo (ancora una volta con buona pace delle temperature che sopportano nello spazio). In un episodio, Turbo precipitato in un canyon sul lato oscuro della luna di Gobotron, dove prima rischia il congelamento e poi, come conseguenza, è colto da una febbre molto alta, che rischia di fargli perdere la vita (solo l’aiuto del Master Renegade, che tenta di spacciarsi per il Last Engineer, lo salva da una fine certa).
I GoBot possiedono modalità alternative terrestri già prima di arrivare sulla Terra.
La serie Transformers: Armada del 2002 riprende, sia nei modellini che nei cartoni animati, certe caratteristiche della serie dei GoBot (in particolare, i tre umani Alexis, Rad e Carlos, accoppiati ai tre Mini-Con Highwire, Grindor e Sureshock).
Fumetti
Quello che più si avvicina a un fumetto dedicato ai GoBot è il GoBot Magazine: prodotto dalla Telepictures Publishing tra 1986 ed il 1987 sulla base della continuità della serie televisiva The challenge of the GoBot, conteneva anche aneddoti e curiosità sui GoBot.
Nel Regno Unito invece fu realizzato un fumetto sui Robo Machine, che utilizzava molte delle caratteristiche guida dei GoBot, ma seguiva una continuità diversa da quella del cartone animato.
Alcuni GoBot fanno brevi comparsate in fumetti dedicati ai Transformer della Hasbro: The War Within (della defunta Dreamwave) e Megatron: Origin (della IDW).
Fonti
http://www.wikipedia.org/
www.toyarchive.com

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.





















