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Iscritto il: 19/05/2009
Località: Roma
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Un saluto a Mario Monicelli...
Intorno alle 9 e 30 di ieri sera, un 95enne si è gettato dal quinto piano dell'ospedale San Giovanni, a Roma.
Chi era?
Il RE della commedia italiana:
il regista MARIO MONICELLI.
Film come "Guardie e Ladri", "I soliti ignoti", "La grande guerra", "L'armata Brancaleone", "Amici miei (atto I & II)", "Un borghese piccolo piccolo", "Il marchese del Grillo", sono solo alcune delle perle che ci ha donato.
Un genio della settima arte, un toscanaccio, un disincantato osservatore dei nostri tempi, un regista contraddistinto da una comicità cinica, da un'enorme ironia ed un'infinita lucidità, che gli permetteva di vedere il nostro presente con una precisione disarmante.
E' forse proprio per questa lucidità che ha deciso di essere il regista della sua stessa fine (suicidio, come il padre giornalista), piuttosto che subire il lento deterioramento della sua anima e della sua dignità, attraverso l'agonizzante decorso finale di un malanno incurabile.
Un ultimo ciak, ma senza alcuna battuta.
Se ne va un grande che, facendoci ridere, ha messo a nudo i peggiori difetti di noi italiani e che per questo ci ha amato ben oltre quello che il suo cinismo mostrava, come un padre che indica gli errori al proprio figlio, con ironia magistrale.
Ciao Mario.... e grazie.
Chi era?
Il RE della commedia italiana:
il regista MARIO MONICELLI.
Film come "Guardie e Ladri", "I soliti ignoti", "La grande guerra", "L'armata Brancaleone", "Amici miei (atto I & II)", "Un borghese piccolo piccolo", "Il marchese del Grillo", sono solo alcune delle perle che ci ha donato.
Un genio della settima arte, un toscanaccio, un disincantato osservatore dei nostri tempi, un regista contraddistinto da una comicità cinica, da un'enorme ironia ed un'infinita lucidità, che gli permetteva di vedere il nostro presente con una precisione disarmante.
E' forse proprio per questa lucidità che ha deciso di essere il regista della sua stessa fine (suicidio, come il padre giornalista), piuttosto che subire il lento deterioramento della sua anima e della sua dignità, attraverso l'agonizzante decorso finale di un malanno incurabile.
Un ultimo ciak, ma senza alcuna battuta.
Se ne va un grande che, facendoci ridere, ha messo a nudo i peggiori difetti di noi italiani e che per questo ci ha amato ben oltre quello che il suo cinismo mostrava, come un padre che indica gli errori al proprio figlio, con ironia magistrale.
Ciao Mario.... e grazie.










questo applauso e tutto per te Mario, non ho visto tutti i tuoi film ma quello che piu amo e che spesso mi riguardo è amici miei un capolavoro assoluto.......grazie


