JazzLuca ha scritto:Non era necessariamente un complimento, il mio: Fear itself è il tipico cross-overone marvel degli ultimi anni, ovvero appunto una mini portante che è solo una sequela di eventi abbastanza corali per tracciare una storia che perlopiù ha senso leggere come si dipana nei tie-in delle serie regolari... ma se i cross-over/saghe susseguitesi da Vendicatori divisi ad Assedio era cmq una luuuuuunga trama che da qualche parte eri incuriosito di vedere dove andare a parare, Fear itself è il primo crossoverone buttato lì tanto per, ed infatti alla fine è una scusa per mostrare i super eroi e cattivi potenziati da armi alla Mjolnir...
Ne ho letto 6/7 e non l'ho trovata così negativa: i protagonisti della mini in sè sono Steve Rogers, Thor, forse Iron Man, Odino (soprattutto Odino), Skadi/Sin e Bucky.
Poi ci sono comparse di varie celebrità che devono pensare ai loro problemi altrove, ma qui si limitano a lasciartelo intendere, mostrandoti passaggi chiave per i personaggi (Franklin Richards che fa risorgere Ben Grimm; Iron Man che deve pregare Odino; Hulk e Red She-Hulk; Titania e Absorbing Man).
Il fatto che il progetto in sè sia commerciale mi pare chiaro, ma ciò va a maggior merito di Matt Fraction, che è riuscito a sceneggiarlo con tanta accortezza e attenzione alle personalità di tutti.
L'idea del fratello maggiore di Odino e dei Martelli m'è piaciuta parecchio: nonostante sia un utilizzo della mitologia asgardiana un po' forzato (chiaramente a imitazione degli Anelli), è anche abbastanza coerente con le premesse dell'universo Marvel.
Mi manca il capitolo finale, ma so già che gli Avengers riceveranno armi analoghe, continuando a rifarsi al Green Lantern di Johns.