E come minacciato, ho letto il primo volume (inglese) della nuova Justice League.
Johns è sempre Johns e si presta a parecchie annotazioni.
All'inizio non ne ero certo, ma tutta la storia cita in modo subdolo l'episodio Silver Age con le origini della JLA, quello con lo scontro con gli Appellaxian (lo stesso che poi Mark Waid ha ampliato all'ennesima potenza nel suo grandioso JLA Year One, senza usare Superman, Batman e Wonder Woman!).
Solo che questa volta la minaccia aliena è qualcosa di più monolitico, un vero e proprio cardine dell'universo DC. A questo proposito, la narrazione di Johns è veramente avara di dettagli e spiegazioni: è vero che sta nascendo un nuovo universo, è vero che un lettore come me vive di rendita (e sa chi è Darkseid, cosa rappresenta Apokolyps eccetera eccetera eccetera), ma un lettore nuovo e inesperto, attratto dall'inizio da zero, che impressione ne trarrà? Non riesco a capirlo: è una storia fruibile e (soprattutto) capace di dare l'impressione che valga la pena di continuare a leggere la serie, o trasmette invece troppo poco?
Farò un paragone: quando leggevo il Silver Surfer "moderno" di Ron Marz, avevo la sensazione che fosse una serie senza costrutto, dietro la cui spettacolarità e i personaggi ultraviolenti ma "badass" ci fosse davvero ben poco in termini di mitologia, progettazione, visione cosmica. E immancabilmente infatti si finiva con una serie di sganassoni in cui trionfava uno dei due contendenti e tanti saluti.
Mi chiedo se anche questa JLA possa dare questa impressione.
Ovviamente, questa JLA sistema definitivamente il mezzo pasticcio causato dal reboot del 1986, quando dalle origini della JLA furono rimossi Superman, Batman e Wonder Woman. (Infinite Crisis lo aveva fatto ma in modo più soft).
E i personaggi non si sopportano tra loro: idea carina, coerente col loro essere più giovani, questa volta. Presumo che la tensione erotica sia dietro l'angolo, anche se rischia il già visto: sappiamo che Diana ha avuto un interesse iniziale per Kal-El, poi è passata al suo "uguale" Aquaman, poi ha avuto quel feeling con Batman... ormai le resta solo Cyborg!
Aquaman è coerente con quello della miniserie attuale (e con le idee di Peter David): è un leader, è fisicamente molto forte, è aggressivo, è autorevole...
Green Lantern non riesce a essere "più giovane": Hal Jordan "prick" era e "prick" rimane. Non si notano differenze.
Il Superman di poche parole e arrogante non mi dice molto.
La Wonder Woman ridefinita da Johns è ingenua e bellicosa, ha le idee chiare e si diverte. E' diversa da quella un po' rintronata che aveva definito George Perez

Ma ho letto che Azzarello ha ignorato questa caratterizzazione, nella serie regolare di Diana... molto astuto, davvero coerente!
Cyborg non mi dice niente.
Batman si impegna per reggere l'urto della concorrenza "super powered".
Flash "Barry Allen" è molto convenzionale: non seguo la serie regolare, ma non vedo spazio per un ulteriore rinnovamento del personaggio.
Parecchie cose di questa mini mi fanno rimpiangere che per New 52 non si sia atteso un altro anno.
Flash "Wally West" si era appena rinnovato, dopotutto. Aqualad era appena stato creato. Superboy aveva appena iniziato a scoprire i segreti di Smallville.
Tutto quanto buttato nel cesso.
Solo per i Teen Titans, divenuti illeggibili nelle mani di JT Krul, il reboot è stato un evento indolore (anche se questi di New 52 non mi piacciono).
Per finire, divertente la battuta della bambina che sente dire "friends with super power" e lo traduce in "super friends"

Fa il paio con il nome che il povero Flash propone per il gruppo. A pensarci, Flash è l'elemento comico, stile Impulse!!!