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Iscritto il: 11/10/2007
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Ovelon Gazzette (Takatoku)
Ogni volta che osservo la mia collezione di Transformers mi piace perdermi in alcuni "feticci", modelli straripanti di magia, vuoi perchè legati a intensi e particolarmente piacevoli ricordi d'infanzia, vuoi perchè rappresentano vere e proprie istantanee di alcuni significativi momenti della mia vita recentissima.
Ecco, la mia storia con questo Pre-Transformer inizia pochissime ore fa ed è già un modello pregno di un impagabile valore affettivo, a prescindere dalla sua, peraltro ottima, valenza artistica e collezionistica.
Ovelon Gazzette è, a tutti gli effetti, il papà dell'Autobot Deluxe G1 Whirl (1985); venne prodotto dalla Takatoku nei primissimi anni 80 sulla base del potentissimo mecha design di Katsumi Itabashi e Nobuyoshi Haraba per la sfortunata serie animata Dorvack, 36 episodi trasmessi tra il 1983 e il 1984 solo in Giappone e Hong Kong (fonte: Wikipedia). Lo stampo venne successivamente recuperato dalla Takara/Hasbro (insieme, tanto per intenderci, ai modelli che poi divennero Jetfire, Roadbuster e gli Insecticons Deluxe!) per infoltire le fila dei Transformers, nell'anno di grazia 1985.
La modalità alternativa dell'Ovelon Gazzette è un elicottero d'assalto
VH-64MR in scala 1:55, realizzato in plastica e metallo. La scatola è stupenda, di dimensioni generose, con due finestre in plastica trasparente sul lato frontale, sagomate sul profilo dell'elicottero e su uno degli accessori presenti nella confezione.
Su 5 dei 6 lati della scatola sono riportate delle eccezionali raffigurazioni originali di Itabashi e Haraba di entrambe le modalità del mech, oltre ad alcune caratteristiche tecniche dell'elicottero.
Infine sul lato posteriore, oltre a due foto reali del modello, è riportato lo schema per l'applicazione degli adesivi.

Aperta la confezione (e qua qualche collezionista MISB potrebbe darmi dell'eretico!) si estrae il polistirolo interno che protegge amorevolmente il prezioso contenuto della scatola: il modello è ospitato nei due terzi inferiori, gli accessori, il foglietto delle istruzioni, gli adesivi e un bellissimo mini catalogo di alcuni altri modelli Takatoku, si trovano nella fascia superiore.
Il modello è confezionato nella sua modalità alternativa che misura, dal muso alla punta della coda, ben 23,5 cm ed è quasi monocromatico nel suo imperante ed elegantissimo blu scuro, ad eccezione di alcuni dettagli grigi (ad esempio il tubo di scarico a "fetta di salame" subito dietro al rotore) e degli adesivi preapplicati sul corpo del velivolo.
Il modello è incredibilmente bello e realistico, forte di un disguise praticamente perfetto delle (a onor del vero essenziali) forme robotiche.

Il vetro della cabina di pilotaggio è fumè e al suo interno si distinguono chiaramente la poltrona con tanto di pilota scolpito e la consolle comandi; tra l'altro è possibile aprire verso l'esterno la cabina per scoprire che la poltrona del pilota si ribalta lievemente all'indietro.
Alle due alette laterali è possibile agganciare due armi micidiali: un cannone a quattro canne sul lato sinistro e una mitragliatrice su quello destro.
La trasformazione è piuttosto semplice e funzionale e consiste nell'allungare e poi ruotare di 180° i pattini dell'elicottero per formare le gambe del robot, accorciare la coda del velivolo facendola scorrere di qualche centimetro all'interno della fusoliera e poi dividere quest'ultima facendo ruotare la metà posteriore, che andrà a formare la schiena del robot (con le pale ripiegate verso il basso), rivelando la testa di Ovelon Gazzette: infine le braccia si ricavano allungando i due lanciarazzi laterali.
Il robot mode è straniante, talmente lontano dai canoni stilistici che la Takara impose coi suoi Diaclone, ma non per questo meno carismatico o fascinoso, semplicemente diverso.
L'aspetto è quasi filiforme, incredibilmente esile e alto (ben 21 cm), coi grossi pattini che fanno da piedi e che stabilizzano in maniera eccellente la figura; la testa è ben scolpita, stretta e lunga, senza volto (è un monocolo) e con una piccola antenna sul lato destro del casco. Le braccia, ben proporzionate, terminano con due pinze al posto delle mani.


La cabina di pilotaggio forma il torace di Ovelon Gazzette e in questa modalità è possibile ruotare di 90° la poltrona col pilota, in modo che la postazione di pilotaggio sia frontale, parallela all'asse verticale del robot.
Anche in questa modalità le armi non mancano: un lanciamissili che è possibile agganciare a una delle due ali ai lati dei polpacci e una non meglio identificata arma che si fissa all'estremità di una delle braccia, facendo preventivamente rientrare la mano/pinza.
La mobilità è limitata alle sole braccia, con una sola articolazione simile a un ball joint all'altezza delle spalle, ed è possibile sollevare la testa del robot. Le parti in die cast sono concentrate quasi esclusivamente nelle cosce.
Che dire di più... mi rendo conto che si tratta di un modello che può non piacere indistintamente a tutti, soprattutto per via delle linee essenziali del robot mode. Personalmente lo adoro (per quello che è, ma soprattutto per quel che rappresenta a livello affettivo) e lo preferisco di parecchie misure alla successiva incarnazione Transformers, la quale presenta uno schema cromatico decisamente meno incisivo.
Un prodotto dedicato ai Transformeristi più "open mind" e a tutti i fanatici di mech in generale, anche se i prezzi di questo vintage naturalmente sono imbarazzanti, perfettamente in linea con quelli dei più blasonati Diaclone in scatola.
Ecco, la mia storia con questo Pre-Transformer inizia pochissime ore fa ed è già un modello pregno di un impagabile valore affettivo, a prescindere dalla sua, peraltro ottima, valenza artistica e collezionistica.
Ovelon Gazzette è, a tutti gli effetti, il papà dell'Autobot Deluxe G1 Whirl (1985); venne prodotto dalla Takatoku nei primissimi anni 80 sulla base del potentissimo mecha design di Katsumi Itabashi e Nobuyoshi Haraba per la sfortunata serie animata Dorvack, 36 episodi trasmessi tra il 1983 e il 1984 solo in Giappone e Hong Kong (fonte: Wikipedia). Lo stampo venne successivamente recuperato dalla Takara/Hasbro (insieme, tanto per intenderci, ai modelli che poi divennero Jetfire, Roadbuster e gli Insecticons Deluxe!) per infoltire le fila dei Transformers, nell'anno di grazia 1985.
La modalità alternativa dell'Ovelon Gazzette è un elicottero d'assalto
VH-64MR in scala 1:55, realizzato in plastica e metallo. La scatola è stupenda, di dimensioni generose, con due finestre in plastica trasparente sul lato frontale, sagomate sul profilo dell'elicottero e su uno degli accessori presenti nella confezione.
Su 5 dei 6 lati della scatola sono riportate delle eccezionali raffigurazioni originali di Itabashi e Haraba di entrambe le modalità del mech, oltre ad alcune caratteristiche tecniche dell'elicottero.
Infine sul lato posteriore, oltre a due foto reali del modello, è riportato lo schema per l'applicazione degli adesivi.
Aperta la confezione (e qua qualche collezionista MISB potrebbe darmi dell'eretico!) si estrae il polistirolo interno che protegge amorevolmente il prezioso contenuto della scatola: il modello è ospitato nei due terzi inferiori, gli accessori, il foglietto delle istruzioni, gli adesivi e un bellissimo mini catalogo di alcuni altri modelli Takatoku, si trovano nella fascia superiore.
Il modello è confezionato nella sua modalità alternativa che misura, dal muso alla punta della coda, ben 23,5 cm ed è quasi monocromatico nel suo imperante ed elegantissimo blu scuro, ad eccezione di alcuni dettagli grigi (ad esempio il tubo di scarico a "fetta di salame" subito dietro al rotore) e degli adesivi preapplicati sul corpo del velivolo.
Il modello è incredibilmente bello e realistico, forte di un disguise praticamente perfetto delle (a onor del vero essenziali) forme robotiche.
Il vetro della cabina di pilotaggio è fumè e al suo interno si distinguono chiaramente la poltrona con tanto di pilota scolpito e la consolle comandi; tra l'altro è possibile aprire verso l'esterno la cabina per scoprire che la poltrona del pilota si ribalta lievemente all'indietro.
Alle due alette laterali è possibile agganciare due armi micidiali: un cannone a quattro canne sul lato sinistro e una mitragliatrice su quello destro.
La trasformazione è piuttosto semplice e funzionale e consiste nell'allungare e poi ruotare di 180° i pattini dell'elicottero per formare le gambe del robot, accorciare la coda del velivolo facendola scorrere di qualche centimetro all'interno della fusoliera e poi dividere quest'ultima facendo ruotare la metà posteriore, che andrà a formare la schiena del robot (con le pale ripiegate verso il basso), rivelando la testa di Ovelon Gazzette: infine le braccia si ricavano allungando i due lanciarazzi laterali.
Il robot mode è straniante, talmente lontano dai canoni stilistici che la Takara impose coi suoi Diaclone, ma non per questo meno carismatico o fascinoso, semplicemente diverso.
L'aspetto è quasi filiforme, incredibilmente esile e alto (ben 21 cm), coi grossi pattini che fanno da piedi e che stabilizzano in maniera eccellente la figura; la testa è ben scolpita, stretta e lunga, senza volto (è un monocolo) e con una piccola antenna sul lato destro del casco. Le braccia, ben proporzionate, terminano con due pinze al posto delle mani.
La cabina di pilotaggio forma il torace di Ovelon Gazzette e in questa modalità è possibile ruotare di 90° la poltrona col pilota, in modo che la postazione di pilotaggio sia frontale, parallela all'asse verticale del robot.
Anche in questa modalità le armi non mancano: un lanciamissili che è possibile agganciare a una delle due ali ai lati dei polpacci e una non meglio identificata arma che si fissa all'estremità di una delle braccia, facendo preventivamente rientrare la mano/pinza.
La mobilità è limitata alle sole braccia, con una sola articolazione simile a un ball joint all'altezza delle spalle, ed è possibile sollevare la testa del robot. Le parti in die cast sono concentrate quasi esclusivamente nelle cosce.
Che dire di più... mi rendo conto che si tratta di un modello che può non piacere indistintamente a tutti, soprattutto per via delle linee essenziali del robot mode. Personalmente lo adoro (per quello che è, ma soprattutto per quel che rappresenta a livello affettivo) e lo preferisco di parecchie misure alla successiva incarnazione Transformers, la quale presenta uno schema cromatico decisamente meno incisivo.
Un prodotto dedicato ai Transformeristi più "open mind" e a tutti i fanatici di mech in generale, anche se i prezzi di questo vintage naturalmente sono imbarazzanti, perfettamente in linea con quelli dei più blasonati Diaclone in scatola.











