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Iscritto il: 18/04/2005
LocalitĂ : Terra-616
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#12 - Prime Time! [L'ora di Prime!]
TRANSFORMERS USA # 12
PRIME TIME!
[L’ORA DI PRIME!]

Storia di Bob Budiansky
Matite di Herb Trimpe
Chine di Al Gordon
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Janice Chiang
Supervisione di Mike Carlin
Pubblicato da Marvel Comics USA nel settembre 1985 – Data di copertina: gennaio 1986
-La storia-
Buster Witwicky sta volando all’interno di Jetfire quando vengono attaccati dall’Aviazione degli USA. Durante lo scontro Buster perde conoscenza ma il jet ha la meglio sugli avversari e si dirige, come da programmazione, verso la base Decepticon.
All’Impianto Arospaziale Blackrock numero Uno, Shockwave assegna a Rumble il compito di sorvegliare gli schiavi umani quale punizione per non avere notato che Buster si era precedentemente introdotto nella loro base. Poco dopo Soundwave mostra a Shockwave il dispositivo attraverso il quale gli Autobot potevano intercettare i loro discorsi e il capo dei Decepticon decide i utilizzarlo per tendere loro un’imboscata, dirigendoli verso la palude.
Jetfire consegna Buster a Shockwave, che prepara l’umano a essere sfruttato dato che la Matrice si trova ora impressa nella sua mente.
Gli Autobot, dopo aver localizzato la palude di cui parla Shockwave vi giungono, giusto in tempo per vedere Jetfire che ci getta dentro la testa di Optimus Prime. Unendo gli sforzi la recuperano e, una volta riattaccata al proprio corpo, hanno un’amara sorpresa. Senza preavviso il loro capo li attacca mettendoli quasi tutti ko: la testa infatti non è quella originale ma un falso creato dai Decepticon. In suo supporto arrivano Soundwave, Buzzasaw, Frenzy, Ravage e Laserbeak.
Intanto Buster riprende conoscenza mentre Jetfire ritorna alla base. Shockwave ordina al costrutto di sbarazzarsi della vera testa di Optimus Prime ma, grazie alla Matrice, il ragazzo riesce a prendere il controllo del Decepticon e farlo scagliare contro il proprio capo. Mentre questi è fuori linea fa portare la vera testa di Optimus Prime sul campo di battaglia. I Decepticon avevano ormai trionfato quando Prime ordina al suo corpo di rimuovere la falsa testa e gettarla nella palude. Una volta ripreso possesso del suo corpo, in preda alla furia, si sbarazza facilmente dei suoi avversari.
Dopo che gli ostaggi umani sono fuggiti, Shockwave si riprende e si reca anche lui alla palude. Ma lo scontro con Prime è breve: l’Autobot ha facilmente la meglio e lo getta nella palude. Mentre il Decepticon affonda Ironhide suggerisce di finirlo sparandogli ma Prime preferisce allontanarsi velocemente per correre a salvare l’amico umano.
Giunto sul posto lo trova ormai liberato dagli altri operai e, dopo averlo ringraziato, si riprende indietro la Matrice della Creazione.
-Note-
- Shockwave distrugge uno dei jet che abbiamo visto in costruzione già in US #11. In particolare questo ha le fattezze di Dirge, simbolo Decepticon compreso, ma è colorato interamente di rosso.
- Può darsi che da questo racconto sia derivata l’idea degli Headmasters? Tra l’altro si vede che sia la testa originale di Optimus Prime che quella del suo impostore sono in grado di controllare il corpo prima di esserci attaccate. Una carattiristica che vedremo accennata proprio in Headmasters.
- La maggior parte degli Autobot messi ko in questo numero non riappariranno per lungo tempo.
- Mentre affonda nella palude, Shockwave dice che Buster ha dato vita a cento nuovi guerrieri Decepticon. Nei numeri successivi non se ne vedrĂ neanche uno.
- Nell’ultima pagina il numero successivo, quello con il ritorno di Megatron, viene definito “La più bizzarra storia dei Transformer mai vista”. Si tratta infatti di un albo molto particolare, che ha diviso i giudizi dei fan.
-Osservazioni-
Altra buona storia di Bob Budiansky, autore di cui apprezziamo la soliditĂ e la capacitĂ di tracciare ottime trame in grado di estendersi su svariati numeri.
Quanto iniziato nei numeri precedenti trova qui la sua conclusione: Optimus Prime ritrova finalmente il possesso del suo corpo ma la cosa importante per questo personaggio è che lo vediamo tridimensionalmente e non è un semplice leader bidimensionale come appare nel cartone. Il fatto che coinvolga un innocente nella guerra e poi ne sia tormentato lo rende molto più realistico.
Anche il personaggio di Buster è interessante dato che si comporta come farebbe un ragazzino della sua età , alle prese con un rapporto difficoltoso con il padre, e non è un super-eroe che senza battere ciglio salva la situazione.
I Decepticon “secondari” vengono un po’ tralasciati, probabilmente l’autore non aveva lo spazio necessario per farli apparire in scena, ma si rifarà prossimamente. Ora che sono privi di un capo cosa gli succederà ?
Questi primi dodici albi possono essere considerati come il ciclo iniziale della storia fumettistica dei Transformers, dato che il prossimo numerò sarà un racconto autoconclusivo e a partire dal numero 14 vedremo l’introduzione di nuovi protagonisti.
L’arte di Herb Trimpe è buona per quasi tutto l’albo, con qualche inquadratura e prospettiva particolare; per una volta la colorazione, pur non essendo sempre perfetta, non presenta errori palesi come accadeva nei numeri precedenti.
-Note alla versione inglese-
Questo racconto è stato pubblicato sui numeri 37 e 38 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata sul numero 12 del mensile I Transformers, edito da Play Press, nel marzo 1987, al prezzo di copertina di Lire 1.800 con il titolo "L'ora di Commander".
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Jetfire, Buster Witwicky, Bumblebee, Sparkplug Witwicky, Rumble, Shockwave, Soundwave, Optimus Prime, Prowl, Hound, Gears, Huffer, Brawn, Jazz, Sideswipe, Ironhide, Trailbreaker, Windcharger, Cliffjumper, Buzzsaw, Frenzy Ravage, Laserbeak..
-Copertine-
USA #12 – Disegno di Herb Trimpe.
UK #35 – Disegno di John Ridgway.
UK #36 – Riutilizzo del disegno di Trimpe.
PRIME TIME!
[L’ORA DI PRIME!]

Storia di Bob Budiansky
Matite di Herb Trimpe
Chine di Al Gordon
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Janice Chiang
Supervisione di Mike Carlin
Pubblicato da Marvel Comics USA nel settembre 1985 – Data di copertina: gennaio 1986
-La storia-
Buster Witwicky sta volando all’interno di Jetfire quando vengono attaccati dall’Aviazione degli USA. Durante lo scontro Buster perde conoscenza ma il jet ha la meglio sugli avversari e si dirige, come da programmazione, verso la base Decepticon.
All’Impianto Arospaziale Blackrock numero Uno, Shockwave assegna a Rumble il compito di sorvegliare gli schiavi umani quale punizione per non avere notato che Buster si era precedentemente introdotto nella loro base. Poco dopo Soundwave mostra a Shockwave il dispositivo attraverso il quale gli Autobot potevano intercettare i loro discorsi e il capo dei Decepticon decide i utilizzarlo per tendere loro un’imboscata, dirigendoli verso la palude.
Jetfire consegna Buster a Shockwave, che prepara l’umano a essere sfruttato dato che la Matrice si trova ora impressa nella sua mente.
Gli Autobot, dopo aver localizzato la palude di cui parla Shockwave vi giungono, giusto in tempo per vedere Jetfire che ci getta dentro la testa di Optimus Prime. Unendo gli sforzi la recuperano e, una volta riattaccata al proprio corpo, hanno un’amara sorpresa. Senza preavviso il loro capo li attacca mettendoli quasi tutti ko: la testa infatti non è quella originale ma un falso creato dai Decepticon. In suo supporto arrivano Soundwave, Buzzasaw, Frenzy, Ravage e Laserbeak.
Intanto Buster riprende conoscenza mentre Jetfire ritorna alla base. Shockwave ordina al costrutto di sbarazzarsi della vera testa di Optimus Prime ma, grazie alla Matrice, il ragazzo riesce a prendere il controllo del Decepticon e farlo scagliare contro il proprio capo. Mentre questi è fuori linea fa portare la vera testa di Optimus Prime sul campo di battaglia. I Decepticon avevano ormai trionfato quando Prime ordina al suo corpo di rimuovere la falsa testa e gettarla nella palude. Una volta ripreso possesso del suo corpo, in preda alla furia, si sbarazza facilmente dei suoi avversari.
Dopo che gli ostaggi umani sono fuggiti, Shockwave si riprende e si reca anche lui alla palude. Ma lo scontro con Prime è breve: l’Autobot ha facilmente la meglio e lo getta nella palude. Mentre il Decepticon affonda Ironhide suggerisce di finirlo sparandogli ma Prime preferisce allontanarsi velocemente per correre a salvare l’amico umano.
Giunto sul posto lo trova ormai liberato dagli altri operai e, dopo averlo ringraziato, si riprende indietro la Matrice della Creazione.
-Note-
- Shockwave distrugge uno dei jet che abbiamo visto in costruzione già in US #11. In particolare questo ha le fattezze di Dirge, simbolo Decepticon compreso, ma è colorato interamente di rosso.
- Può darsi che da questo racconto sia derivata l’idea degli Headmasters? Tra l’altro si vede che sia la testa originale di Optimus Prime che quella del suo impostore sono in grado di controllare il corpo prima di esserci attaccate. Una carattiristica che vedremo accennata proprio in Headmasters.
- La maggior parte degli Autobot messi ko in questo numero non riappariranno per lungo tempo.
- Mentre affonda nella palude, Shockwave dice che Buster ha dato vita a cento nuovi guerrieri Decepticon. Nei numeri successivi non se ne vedrĂ neanche uno.
- Nell’ultima pagina il numero successivo, quello con il ritorno di Megatron, viene definito “La più bizzarra storia dei Transformer mai vista”. Si tratta infatti di un albo molto particolare, che ha diviso i giudizi dei fan.
-Osservazioni-
Altra buona storia di Bob Budiansky, autore di cui apprezziamo la soliditĂ e la capacitĂ di tracciare ottime trame in grado di estendersi su svariati numeri.
Quanto iniziato nei numeri precedenti trova qui la sua conclusione: Optimus Prime ritrova finalmente il possesso del suo corpo ma la cosa importante per questo personaggio è che lo vediamo tridimensionalmente e non è un semplice leader bidimensionale come appare nel cartone. Il fatto che coinvolga un innocente nella guerra e poi ne sia tormentato lo rende molto più realistico.
Anche il personaggio di Buster è interessante dato che si comporta come farebbe un ragazzino della sua età , alle prese con un rapporto difficoltoso con il padre, e non è un super-eroe che senza battere ciglio salva la situazione.
I Decepticon “secondari” vengono un po’ tralasciati, probabilmente l’autore non aveva lo spazio necessario per farli apparire in scena, ma si rifarà prossimamente. Ora che sono privi di un capo cosa gli succederà ?
Questi primi dodici albi possono essere considerati come il ciclo iniziale della storia fumettistica dei Transformers, dato che il prossimo numerò sarà un racconto autoconclusivo e a partire dal numero 14 vedremo l’introduzione di nuovi protagonisti.
L’arte di Herb Trimpe è buona per quasi tutto l’albo, con qualche inquadratura e prospettiva particolare; per una volta la colorazione, pur non essendo sempre perfetta, non presenta errori palesi come accadeva nei numeri precedenti.
-Note alla versione inglese-
Questo racconto è stato pubblicato sui numeri 37 e 38 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata sul numero 12 del mensile I Transformers, edito da Play Press, nel marzo 1987, al prezzo di copertina di Lire 1.800 con il titolo "L'ora di Commander".
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Jetfire, Buster Witwicky, Bumblebee, Sparkplug Witwicky, Rumble, Shockwave, Soundwave, Optimus Prime, Prowl, Hound, Gears, Huffer, Brawn, Jazz, Sideswipe, Ironhide, Trailbreaker, Windcharger, Cliffjumper, Buzzsaw, Frenzy Ravage, Laserbeak..
-Copertine-
USA #12 – Disegno di Herb Trimpe.
UK #35 – Disegno di John Ridgway.
UK #36 – Riutilizzo del disegno di Trimpe.











