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Località: Terra-616
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#04 - The Last Stand [L’ultima resistenza]
TRANSFORMERS USA # 04
THE LAST STAND
[L’ULTIMA RESISTENZA]

THE LAST STAND
[L’ULTIMA RESISTENZA]

Storia: Jim Salicrup
Matite: Frank Springer
Chine: Ian Akin e Brian Garvey
Colori: Nelson Yomotov
Supervisione: Bob Budiansky
Editor In Chief: Jim Shooter
Pubblicato da Marvel Comics USA il 4 dicembre 1984 – data di copertina marzo 1985
-La storia-
Nell’Arca, all’interno del monte St. Hilary, Buster e suo padre Sparkplug Witwicky stanno discutendo, di fronte agli Autobot, del fatto che quest’ultimo ha fornito ai Decepticon la tecnologia necessaria a convertire il carburante terrestre per poterlo utilizzare.
Huffer è il primo a inveire contro Sparkplug, prima che questa possa spiegarsi e Ironhide interviene per difendere l’umano. Gli Autobot discutono tra loro e allora gli umani cercano di scappare. Jazz cerca di bloccarli sparando con il suo lanciafiamme ma ferisce Sparkplug. Ratchet allora si offre di trasportarlo all’Ospedale, dato che la sua modalità alternativa è quella di un’ambulanza mentre Optimus Prime approva l’idea.
Durante il viaggio Sparkplug rivive il periodo in cui prestava servizio per l’Esercito, durante la Guerra di Corea, ed era stato catturato dai suoi nemici che sfruttarono le sue capacità come meccanico. Qui viene ricoverato e operato per un presunto attacco di cuore.
Nel frattempo Megatron esce dalla base Decepticon per saggiare le forze dell’Esercito, che lo attacca incessantemente per quindici minuti senza danneggiarlo. Compiaciuto rientra nella fortezza e controlla lo stato di salute delle sue truppe. Reflector riferisce che Frenzy, Rumble, Skywarp e Soundwave sono danneggiati e necessitano riparazioni. Starscream trova da dire a Megatron su come sta comandando e questi lo colpisce con il suo cannone ferendolo. Poi ordina a Ravage di recarsi all’Arca per scoprire cosa stanno facendo gli Autobot.
Huffer parla ad Optimus Prime di ciò che Ratchet voleva dirgli, ovvero che dopo che l’Arca si schiantò sulla terra quattro milioni di anni prima, i sensori rilevarono la presenza di un Transformer nell’Antartide: Shockwave. Il drone inviato dall’Arca lo seguì e rilevò la forma dei dinosauri come base per formattare cinque Autobots che ebbero il compito di contrastarlo: Snarl, Grimlock, Swoop, Sludge e Snarl. Essi raggiunsero Shockwave ma questi colpì il drone interrompendo le comunicazioni. Recentemente Ratchet ha inviato una nuova sonda per scoprire cosa è successo loro.
Nel frattempo Megatron, informato da Ravage della situazione, decide di preparare l’attacco. Optimus Prime, Huffer, Mirage, Ironhide e Bluestreak si rienergizzano grazi ai compagni e sono pronti alla lotta. I Decepticon irrompo nell’arca e il primo scontro avviene tra Mirage e Ravage, con il primo che perde un braccio ma che riesce a mettere ko l’avversario.
Optimus e Megatron si distinguono per le loro capacità durante la battaglia e giungono a scontrarsi direttamente. Megatron, grazie al suo cannone a fusione, polverizza un’avambraccio di Optimus ma l’Autobot non è battuto.
Riesce infatti a schivare un attacco del Decepticon ma sul successivo colpo di cannone sembra sul punto di andare ko. Megatron lo solleva trionfante e sta per lanciarlo quando si blocca e cade a terra, così come tutti i suoi compagni.
Contemporaneamente la sonda inviata dall’Arca risveglia accidentalmente Shockwave, che la distrugge. All’Ospedale, inoltre, Sparkplug è stato operato con successo e si riprenderà. L’umano ha progettato un carburante corrosivo che ha danneggiato i Decepticon dall’interno, è per quello che sono caduti a terra.
Optimus Prime lo capisce e sta annunciando la vittoria quando, improvvisamente, lui e i suoi compagni vengono colpiti e messi ko da un colpo del redivivo Shockwave. Li ha neutralizzati e ora troneggia su di loro.
-Note-
- Sulla copertina è ancora scritto che si tratta del quarto numero di una miniserie di quattro albi, tuttavia leggendo la pagina della posta sembra chiaro che è stata promossa a serie regolare.
- La cover, realizzata da un giovane Mark Texeira è decisamente lontana dalla stile che renderà celebre questo artista. I disegni che gli vedremo eseguire ad esempio su Wolverine avranno ben poche linee dritte e forme squadrate.
- All’interno dell’albo si afferma entusiasticamente che il numero 5 verrà disegnato da Vince Giarrano e inchiostrato da Brad Joyce. In realtà l’albo successivo sarà illustrato Alan Kuppeberg. Se Giarrano non realizzerà mai niente in ambito TF, Joyce si limiterà solo ad inchiostrare US # 10.
- La storie riparte esattamente da dove si era interrotta in US #3.
- Alle pagina 1, 19 e 20 si vedono ancora dei Transformer generici.
- A pagina 2, nella prima tavola, si intravede Jetfire parzialmente coperto da Huffer. Oltre ad avere un insolito schema colori, compare con il suo aspetto originale, basato su quello di una Valchiria (VF-1) della serie Macross.
- Viene affermato che Ironhide è un vecchio Autobot.
- Sono presenti sempre un sacco di errori di colorazione.
- I vicini di casa dei Witwicky, fa famiglia Roland, che aveva visto l’incontro con gli Autobot all’officina Witwicky (in US # 02) abbandona la città. Non li rivedremo più.
- All’interno della fortezza Decepticon vediamo comparire magicamente Reflector, i cui componenti sono Spyglass , Spectro e Viewfinder, intenti a riparare i compagni danneggiati. Oltre a non essere nominati direttamente la loro apparizione è in contrasto con quanto visto in US #1: qui infatti non figuravano tra i robot riparati dall’Arca. Possiamo ipotizzare che fossero tra i robot generici e che la loro riparazione sia avvenuta dietro le quinte. Magari erano loro quei Decepticon generici visti in US # 02 che si stavano dirigendo verso la Centrale Nucleare Harrison.
- Shockwave e i Dinobots si sono scontrati nella Terra Selvaggia, classico luogo Marvel governato da Ka-Zar, che si trova nell’Antartide. Si tratta di una zona nascosta, primitiva, dove sono presenti forme di vita di vario genere tra cui i dinosauri.
- Huffer parla a Optimus Prime in termini di anni terrestri. Non usa le classiche unità di misura cybertroniane che saranno introdotte in seguito.
- La nascita dei Dinobots contraddice quanto affermato in US #1. Lì il drone non era in grado di percepire le forme di vita a base di carbonio, rilevando solo quelle meccaniche. In questo caso, invece, il drone rilevò i dinosauri e li utilizzò come base per gli alt-mode dei cinque Autobot.
- Se per i Dinobots possiamo facilmente dedurre che erano cinque Autobots generici, non sappiamo esattamente la provenienza di Shockwave.
- Gli alt-modes dei Dinobot sono: Grimlock = Tirranosaurus Rex, Snarl = Stegosauro, Slag = Triceratopo, Swoop = Pterodattilo e Sludge = Brontosauro.
- Da quanto si vede all’inizio sembra che Megatron abbia danneggiato Starscream, infatti lui stesso dice di aggiungerlo all’elenco dei feriti. Poche tavole dopo vediamo il Seeker rientrare alla base, volando, e senza alcun danno apparente.
- Frenzy e Rumble dovrebbero essere feriti e non attivi, come affermato inizialmente, invece li vediamo in funzione. Nel prossimo albo si confermerà che non avrebbero potuto entrare in azione.
- Anche Soundwave e Skywarp erano dati per feriti ma li vediamo partecipare alla battaglia all’Arca.
- Durante la battaglia finale gli unici Autobot attivi dovrebbero essere quelli re-energizzati. Invece vediamo anche Sunstreaker, Sideswipe, Cliffjumper, Brawn e Windchrger.
- A pagina 21 Mirage ha nuovamente il braccio, nonostante lo avesse perso qualche pagina prima. Non c’è neanche traccia dei danni inflittigli da Buzzsaw.
- Shockwave, in modalità arma, è lungo trentacinque piedi ovvero circa undici metri.
- Era stato previsto un finale alternativo in cui Shockwave non faceva il suo trionfale ingresso in scena, pubblicato sull’inglese Transformers: The Complete Works, Volume 2. Non è chiaro se si tratta di un finale scritto esclusivamente per questo volume (dato che il primo piano di Optimus non sembra realizzato da Springer) o se era il finale previsto dalla Marvel in caso la serie non avesse avuto riscontri positivi tra i lettori.
- Una versione alternativa di questo albo è stata pubblicata su Federal Comics Super Special edition. In questo caso veniva omesso ogni riferimento a Shockwave presente nella storia originale.
-Osservazioni-
Un albo storico! Ricordo ancora quando lo comprai (fu il mio primo albo Marvel dei Transformers) e rimasi scioccato dal colpo di scena finale. Ero abituato alle posizioni cristallizzate della serie animata e vedere che Commander e Megatron erano caduti già al quarto numero, per mano di Brutal, mi sembrava una cosa incredibile.
E’ questo uno dei fattori che non si possono non apprezzare negli albi dell’epoca, ovvero la libertà e la voglia di sperimentare, di andare oltre strade facilmente battibili. Ed ecco ancora il sense of wonder della Marvel. Ora che, a sorpresa, Shockwave li ha battuti tutti, cosa succederà? Arriveranno i Dinobot a salvare la situazione? Ci penserà Ratchet un semplice medico? Salterà fuori ancora qualche nuovo personaggio? E l’alleanza con gli esseri umani? Tutto ci invoglia a proseguire la lettura e saperne di più.
La storia realizzata da Salicrup, Springer e compagni, come già accennato nelle note, non è esente da pecche me è comunque solida e godibile. Viene da chiedersi se alcuni errori (come personaggi feriti che entrano in azione o parti danneggiate che ricompaiono) sono solo demerito di Springer o già la sceneggiatura presentava queste pecche. Anche la colorazione presenta spesso degli errori, forse all’epoca non c’erano degli schemi cromatici definitivi.
In conclusione questo primo ciclo di albi è veramente meritevole, sono storie su cui è stato costruito un marchio che dura da oltre venticinque anni per cui vi invito caldamente a leggerle. E di non fare troppo caso ai vari errori di realizzazione.
-Note alla versione inglese-
Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 7 e 8 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata sul numero 4 del mensile I Transformers, edito da Play Press, nel luglio 1986, con il titolo "L'ultima resistenza".
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Optimus Prime, Brawn, Sunstreaker, Buster Witwicky, Sparkplug Witwicky, Mirage, Jazz, Huffer, Windcharger, Ratchet, Gears, Ironhide, Bluestreak, Sideswipe, “O”, padre di “O”, Jesse, Megatron, Spyglass, Spectro, Viewfinder, Frenzy, Rumble, Skywarp, Soundwave, Starscream, Ravage, Shockwave, Snarl, Grimlock, Swoop, Sludge, Slag, Bumblebee, Buzzsaw, Laserbeak, Thundercracker.
-Copertine-
USA #04 – Disegnata da Mark Texeira.
UK #07 – Versione ricolorata e di quella di Mark Texeira.
UK #08 – Disegnata da Barry Kitson.
Matite: Frank Springer
Chine: Ian Akin e Brian Garvey
Colori: Nelson Yomotov
Supervisione: Bob Budiansky
Editor In Chief: Jim Shooter
Pubblicato da Marvel Comics USA il 4 dicembre 1984 – data di copertina marzo 1985
-La storia-
Nell’Arca, all’interno del monte St. Hilary, Buster e suo padre Sparkplug Witwicky stanno discutendo, di fronte agli Autobot, del fatto che quest’ultimo ha fornito ai Decepticon la tecnologia necessaria a convertire il carburante terrestre per poterlo utilizzare.
Huffer è il primo a inveire contro Sparkplug, prima che questa possa spiegarsi e Ironhide interviene per difendere l’umano. Gli Autobot discutono tra loro e allora gli umani cercano di scappare. Jazz cerca di bloccarli sparando con il suo lanciafiamme ma ferisce Sparkplug. Ratchet allora si offre di trasportarlo all’Ospedale, dato che la sua modalità alternativa è quella di un’ambulanza mentre Optimus Prime approva l’idea.
Durante il viaggio Sparkplug rivive il periodo in cui prestava servizio per l’Esercito, durante la Guerra di Corea, ed era stato catturato dai suoi nemici che sfruttarono le sue capacità come meccanico. Qui viene ricoverato e operato per un presunto attacco di cuore.
Nel frattempo Megatron esce dalla base Decepticon per saggiare le forze dell’Esercito, che lo attacca incessantemente per quindici minuti senza danneggiarlo. Compiaciuto rientra nella fortezza e controlla lo stato di salute delle sue truppe. Reflector riferisce che Frenzy, Rumble, Skywarp e Soundwave sono danneggiati e necessitano riparazioni. Starscream trova da dire a Megatron su come sta comandando e questi lo colpisce con il suo cannone ferendolo. Poi ordina a Ravage di recarsi all’Arca per scoprire cosa stanno facendo gli Autobot.
Huffer parla ad Optimus Prime di ciò che Ratchet voleva dirgli, ovvero che dopo che l’Arca si schiantò sulla terra quattro milioni di anni prima, i sensori rilevarono la presenza di un Transformer nell’Antartide: Shockwave. Il drone inviato dall’Arca lo seguì e rilevò la forma dei dinosauri come base per formattare cinque Autobots che ebbero il compito di contrastarlo: Snarl, Grimlock, Swoop, Sludge e Snarl. Essi raggiunsero Shockwave ma questi colpì il drone interrompendo le comunicazioni. Recentemente Ratchet ha inviato una nuova sonda per scoprire cosa è successo loro.
Nel frattempo Megatron, informato da Ravage della situazione, decide di preparare l’attacco. Optimus Prime, Huffer, Mirage, Ironhide e Bluestreak si rienergizzano grazi ai compagni e sono pronti alla lotta. I Decepticon irrompo nell’arca e il primo scontro avviene tra Mirage e Ravage, con il primo che perde un braccio ma che riesce a mettere ko l’avversario.
Optimus e Megatron si distinguono per le loro capacità durante la battaglia e giungono a scontrarsi direttamente. Megatron, grazie al suo cannone a fusione, polverizza un’avambraccio di Optimus ma l’Autobot non è battuto.
Riesce infatti a schivare un attacco del Decepticon ma sul successivo colpo di cannone sembra sul punto di andare ko. Megatron lo solleva trionfante e sta per lanciarlo quando si blocca e cade a terra, così come tutti i suoi compagni.
Contemporaneamente la sonda inviata dall’Arca risveglia accidentalmente Shockwave, che la distrugge. All’Ospedale, inoltre, Sparkplug è stato operato con successo e si riprenderà. L’umano ha progettato un carburante corrosivo che ha danneggiato i Decepticon dall’interno, è per quello che sono caduti a terra.
Optimus Prime lo capisce e sta annunciando la vittoria quando, improvvisamente, lui e i suoi compagni vengono colpiti e messi ko da un colpo del redivivo Shockwave. Li ha neutralizzati e ora troneggia su di loro.
-Note-
- Sulla copertina è ancora scritto che si tratta del quarto numero di una miniserie di quattro albi, tuttavia leggendo la pagina della posta sembra chiaro che è stata promossa a serie regolare.
- La cover, realizzata da un giovane Mark Texeira è decisamente lontana dalla stile che renderà celebre questo artista. I disegni che gli vedremo eseguire ad esempio su Wolverine avranno ben poche linee dritte e forme squadrate.
- All’interno dell’albo si afferma entusiasticamente che il numero 5 verrà disegnato da Vince Giarrano e inchiostrato da Brad Joyce. In realtà l’albo successivo sarà illustrato Alan Kuppeberg. Se Giarrano non realizzerà mai niente in ambito TF, Joyce si limiterà solo ad inchiostrare US # 10.
- La storie riparte esattamente da dove si era interrotta in US #3.
- Alle pagina 1, 19 e 20 si vedono ancora dei Transformer generici.
- A pagina 2, nella prima tavola, si intravede Jetfire parzialmente coperto da Huffer. Oltre ad avere un insolito schema colori, compare con il suo aspetto originale, basato su quello di una Valchiria (VF-1) della serie Macross.
- Viene affermato che Ironhide è un vecchio Autobot.
- Sono presenti sempre un sacco di errori di colorazione.
- I vicini di casa dei Witwicky, fa famiglia Roland, che aveva visto l’incontro con gli Autobot all’officina Witwicky (in US # 02) abbandona la città. Non li rivedremo più.
- All’interno della fortezza Decepticon vediamo comparire magicamente Reflector, i cui componenti sono Spyglass , Spectro e Viewfinder, intenti a riparare i compagni danneggiati. Oltre a non essere nominati direttamente la loro apparizione è in contrasto con quanto visto in US #1: qui infatti non figuravano tra i robot riparati dall’Arca. Possiamo ipotizzare che fossero tra i robot generici e che la loro riparazione sia avvenuta dietro le quinte. Magari erano loro quei Decepticon generici visti in US # 02 che si stavano dirigendo verso la Centrale Nucleare Harrison.
- Shockwave e i Dinobots si sono scontrati nella Terra Selvaggia, classico luogo Marvel governato da Ka-Zar, che si trova nell’Antartide. Si tratta di una zona nascosta, primitiva, dove sono presenti forme di vita di vario genere tra cui i dinosauri.
- Huffer parla a Optimus Prime in termini di anni terrestri. Non usa le classiche unità di misura cybertroniane che saranno introdotte in seguito.
- La nascita dei Dinobots contraddice quanto affermato in US #1. Lì il drone non era in grado di percepire le forme di vita a base di carbonio, rilevando solo quelle meccaniche. In questo caso, invece, il drone rilevò i dinosauri e li utilizzò come base per gli alt-mode dei cinque Autobot.
- Se per i Dinobots possiamo facilmente dedurre che erano cinque Autobots generici, non sappiamo esattamente la provenienza di Shockwave.
- Gli alt-modes dei Dinobot sono: Grimlock = Tirranosaurus Rex, Snarl = Stegosauro, Slag = Triceratopo, Swoop = Pterodattilo e Sludge = Brontosauro.
- Da quanto si vede all’inizio sembra che Megatron abbia danneggiato Starscream, infatti lui stesso dice di aggiungerlo all’elenco dei feriti. Poche tavole dopo vediamo il Seeker rientrare alla base, volando, e senza alcun danno apparente.
- Frenzy e Rumble dovrebbero essere feriti e non attivi, come affermato inizialmente, invece li vediamo in funzione. Nel prossimo albo si confermerà che non avrebbero potuto entrare in azione.
- Anche Soundwave e Skywarp erano dati per feriti ma li vediamo partecipare alla battaglia all’Arca.
- Durante la battaglia finale gli unici Autobot attivi dovrebbero essere quelli re-energizzati. Invece vediamo anche Sunstreaker, Sideswipe, Cliffjumper, Brawn e Windchrger.
- A pagina 21 Mirage ha nuovamente il braccio, nonostante lo avesse perso qualche pagina prima. Non c’è neanche traccia dei danni inflittigli da Buzzsaw.
- Shockwave, in modalità arma, è lungo trentacinque piedi ovvero circa undici metri.
- Era stato previsto un finale alternativo in cui Shockwave non faceva il suo trionfale ingresso in scena, pubblicato sull’inglese Transformers: The Complete Works, Volume 2. Non è chiaro se si tratta di un finale scritto esclusivamente per questo volume (dato che il primo piano di Optimus non sembra realizzato da Springer) o se era il finale previsto dalla Marvel in caso la serie non avesse avuto riscontri positivi tra i lettori.
- Una versione alternativa di questo albo è stata pubblicata su Federal Comics Super Special edition. In questo caso veniva omesso ogni riferimento a Shockwave presente nella storia originale.
-Osservazioni-
Un albo storico! Ricordo ancora quando lo comprai (fu il mio primo albo Marvel dei Transformers) e rimasi scioccato dal colpo di scena finale. Ero abituato alle posizioni cristallizzate della serie animata e vedere che Commander e Megatron erano caduti già al quarto numero, per mano di Brutal, mi sembrava una cosa incredibile.
E’ questo uno dei fattori che non si possono non apprezzare negli albi dell’epoca, ovvero la libertà e la voglia di sperimentare, di andare oltre strade facilmente battibili. Ed ecco ancora il sense of wonder della Marvel. Ora che, a sorpresa, Shockwave li ha battuti tutti, cosa succederà? Arriveranno i Dinobot a salvare la situazione? Ci penserà Ratchet un semplice medico? Salterà fuori ancora qualche nuovo personaggio? E l’alleanza con gli esseri umani? Tutto ci invoglia a proseguire la lettura e saperne di più.
La storia realizzata da Salicrup, Springer e compagni, come già accennato nelle note, non è esente da pecche me è comunque solida e godibile. Viene da chiedersi se alcuni errori (come personaggi feriti che entrano in azione o parti danneggiate che ricompaiono) sono solo demerito di Springer o già la sceneggiatura presentava queste pecche. Anche la colorazione presenta spesso degli errori, forse all’epoca non c’erano degli schemi cromatici definitivi.
In conclusione questo primo ciclo di albi è veramente meritevole, sono storie su cui è stato costruito un marchio che dura da oltre venticinque anni per cui vi invito caldamente a leggerle. E di non fare troppo caso ai vari errori di realizzazione.
-Note alla versione inglese-
Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 7 e 8 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata sul numero 4 del mensile I Transformers, edito da Play Press, nel luglio 1986, con il titolo "L'ultima resistenza".
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Optimus Prime, Brawn, Sunstreaker, Buster Witwicky, Sparkplug Witwicky, Mirage, Jazz, Huffer, Windcharger, Ratchet, Gears, Ironhide, Bluestreak, Sideswipe, “O”, padre di “O”, Jesse, Megatron, Spyglass, Spectro, Viewfinder, Frenzy, Rumble, Skywarp, Soundwave, Starscream, Ravage, Shockwave, Snarl, Grimlock, Swoop, Sludge, Slag, Bumblebee, Buzzsaw, Laserbeak, Thundercracker.
-Copertine-
USA #04 – Disegnata da Mark Texeira.
UK #07 – Versione ricolorata e di quella di Mark Texeira.
UK #08 – Disegnata da Barry Kitson.











