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LocalitĂ : Terra-616
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#66 - All Fall Down (Matrix Quest pt 5) [Sconfitta totale]
TRANSFORMERS USA #66
ALL FALL DOWN - Matrix Quest part 5
[SCONFITTA TOTALE - Alla ricerca della Matrice parte 5]

ALL FALL DOWN - Matrix Quest part 5
[SCONFITTA TOTALE - Alla ricerca della Matrice parte 5]

Scritto da Simon Furman
Disegnato da Geoff Senior
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jim Massara
Supervisionato da Don Daley
Supervisore capo: Tome De Falco
Pubblicato da Marvel Comics USA nel marzo 1990 – Data di copertina maggio 1990
-La storia-
Il pianeta Ghennix, abitato da sessanta milioni di meccanoidi, viene divorato da Unicron. Tre criminali locali tentano la fuga a bordo di una navicella spaziale, ma il loro tentativo non va a buon fine perché il Divoratore di Mondi abbatte il vascello e li cattura, riformattandoli. I tre diventano i suoi araldi Hook, Line e Sinker e vengono inviati nel futuro per trovare un agente adatto ai piani del famelico Dio-Macchina: questi ha infatti bisogno di qualcuno che anticipi il suo arrivo su Cybertron portando morte e distruzione.
A bordo dell'Arca, Thunderwing malmena Optimus Prime. Hot Rod, supportato da Joyride e Landmine, vorrebbe intervenire ma Prima lo blocca: non si può rischiare che la Matrice della Creazione venga danneggiata. Il Decepticon, sfruttandone il potere, ha così l'occasione per attaccare nuovamente e mettere al tappeto i propri avversari. L'unico in grado di tenergli testa è Prime, in quanto ha portato la Matrice dentro di sè per milioni di anni.
Optimus sembra ormai prossimo ad avere la peggio: Thunderwing sta per ucciderlo, incitato anche dalla Matrice stessa, quando il capo degli Autobot gli chiede di sapere cosa sia successo a Jazz, Grimlock e Bumblebee. E' solo diversivo, ma Thunderwing abbocca, raccontando che, dopo aver sconfitto la progenie della Matrice, si è gettato all'inseguimento dei tre Autobot (rallentati dalla fortissima gravità del pianeta VsQs), battendoli e recuperando così la Matrice.
Con l’arrivo dei rinforzi Autobot, ricomincia la lotta. La Matrice, preoccupata che il proprio ricettacolo venga danneggiato, si manifesta sotto forma di una vasta emanazione nera, che prende il controllo di Thunderwing. Restando fuori dallo scontro, Nightbeat, Hosehead e Siren lavorano a uno stratagemma per salvare i compagni.
Sulla Terra, nelle paludi del New Jersey, Starscream si allontana furtivamente dalla base dei Decepticon di Scorponok. E’ ignaro di essere osservato da un misterioso meccanoide appena emerso dalle acque.
I tentativi di Blurr, Chromedome e compagni di arginare gli attacchi di Thunderwing/Matrice sono infruttuosi così come il tentativo di Optimus di farlo ragionare o l'intervento di Spinister.
E’ Nightbeat a ideare un piano che potrebbe funzionare. Poco prima che Hosehead apra i portelloni dell'Arca e tolga la gravità artificiale e Siren imposti l'autodistruzione della navetta su cui si trova, egli spara un arpione nella schiena di Thunderwing/Matrice, agganciandolo. A quel punto, disattiva le ganasce di ancoraggio della navetta, così che questa viene risucchiata nello spazio aperto con Thunderwing/Matrice ancorati ad essa: poco dopo la navetta esplode, scagliando il corpo del Decepticon nel cosmo.
Poco dopo la gravità viene ripristinata a bordo dell'Arca. Mentre Hot Rod fa la conta dei danni (dieci feriti e tre disattivati tra gli Autobot), i Decepticon che erano agli ordini di Thunderwing si arrendono. Optimus Prime, nonostante la Matrice sia andata perduta, è fiducioso di poter trionfare su qualunque avversità dovranno affrontare in futuro.
-Note-
- L'albo presenta una storia di 20 pagine. In appendice vengono presentati i profili Universe di Quake e Ruckus.
- Il titolo del racconto è quasi uguale a quello scelto per G.I. Joe and The Transformers #4: in quel caso era "…All fall down".
- La conta dei danni fatta da Hot Rod lascia qualche dubbio: chi sono esattamente i dieci feriti ed i tre disattivati? Egli non cita nessuno in particolare ma, tra questi ultimi c'è sicuramente Landmine (che riapparirà in Regeneration One) mentre Chromedome ha perso una gamba. Tra gli i feriti ci sono sicuramente Joyride, Getaway, Blurr e Kup che, in ogni caso, riappariranno nei prossimi numeri ancora operativi. Infine, dopo questo racconto, Crosshairs non apparirà più né nella continuità US né in quella UK.
- I tre araldi di Unicron si chiamano Hook, Line e Sinker, ovvero amo, lenza e piombo.
-Osservazioni (a cura di MeGrimlock)-
Il capitolo finale della Cerca della Matrice si risolve con un evento tanto brutale quanto fulmineo, che lascia apparentemente perplessi: il climax della vicenda viene infatti quasi stroncato, come se l’autore avesse terminato lo spazio a disposizione. Ma l’impressione si rivela parziale, perché ciò che sembra un finale è invece un “rilancio”, una base di partenza su cui si svilupperanno eventi letteralmente cosmici che faranno la storia dei Transformer.
Per molti aspetti, questo episodio della saga US è la più efficace e lampante dimostrazione di come Simon Furman abbia progettato una vicenda di respiro veramente ampio, perché si manifesta ciò che finora era stato gestito in maniera discreta e frammentaria, quasi defilata. Nel ripensare agli eventi finora, però, i pezzi del puzzle si combinano e ci si rende conto di come Furman abbia iniziato a costruire il “momento” narrativo sin dal primo episodio della sua gestione, inanellando indizi rivelatori e fattori cruciali all’interno di storie che si presentano come brevi blocchi narrativi autoconclusivi, ma che nello stesso tempo sono anche parte di un progetto assai più vasto. Nulla sinora, neppure il risveglio di Primus e l’origine segreta dei Transformer, aveva lasciato capire che si trattasse di un affresco corale così coerente e articolato, né che fosse destinato ad agire come un’ondata di marea, che diviene sempre più alta e veloce col passare del tempo.
Con il sacrificio della Matrice, evento traumatico e del tutto inatteso che “chiude” l’angosciante battaglia finale, avviene il cambiamento che ribalta ogni cosa, e l’ondata si percepisce in tutta la sua potenza: improvvisamente gli eventi si moltiplicano, su più fronti, acquisendo letteralmente una velocità che spiazza.
La scena iniziale è forse la più emblematica dell’afflato epico-cosmico che anima la gestione attuale della saga, anche e soprattutto perchè dichiara l’intento principale di Furman: trasporre la sua più grande influenza, e cioè la vicenda di TFTM86, nel fumetto della saga G1 originale. Ma non sotto forma di possibile futuro o realtà parallela, bensì traducendone gli eventi nel presente, e rielaborandoli perché abbiano uno sviluppo più logico, coerente e “mitologico”.
Sin da “Primal Scream” è risultato chiaro come Furman abbia individuato e isolato gli elementi chiave e più iconici del film d’animazione (la Matrice, Unicron) e li abbia reinterpretati e ripensati in una visione coesa, epica ed epocale, connettendo ciò che nessuno aveva mai pensato di collegare (con l’eccezione di “Call Of The Primitives”, nonostante tutti i suoi limiti).
Sul versante “Divoratore di Mondi”, la capacità di Furman di cogliere il valore delle idee di TFTM86 e di rinarrarle in toni drammatici e memorabili si palesa nella fine di Ghennix e nel nuovo inizio che ne consegue: nel film, i Lithone in fuga muoiono-e-basta o fanno una fine ridicola; nel fumetto, divengono Araldi destinati a giocare un ruolo cruciale nell’arazzo delle realtà future e della genesi di Galvatron.
Sul versante “Matrice della Creazione”, Furman sfrutta il conflitto tra Capi Cybertroniani (Optimus e Thunderwing) in un modo che TFTM86 neanche si sarebbe potuto sognare: la Matrice è ben altro che un oggetto mitico da passarsi a vicenda tipo staffa, o da tenere appeso al collo finchè qualcuno non lo usa come Deus Ex Machina (senza spiegazioni!); è una forza creatrice, è senziente, è a-morale (e quindi capace anche di compiere il Male senza remore) e influenza e cambia le vite e le menti di coloro con cui viene a contatto. Thunderwing impazzisce, avvelenato dal lato oscuro della Matrice, mentre Optimus condivide con essa un legame che lo ha reso più forte e saggio (richiamando così la Matrice del Comando della versione televisiva). E, come dicevamo in precedenza, queste rivelazioni hanno una portata enorme, in quanto premesse per sviluppi fondamentali e memorabili.
La complessa situazione che deriva da questa visione adulta e ragionata della Matrice è apparentemente senza via d’uscita, e pone dilemmi di natura morale/etica per tutti coloro che vi sono coinvolti, da Optimus Prime a Spinister, spingendoli a far emergere la loro “umanità ”, quella che li rende “veri” come persone. Il termine “umanità ” da intendersi nel senso più alto, quello intellettuale, che trascende i limiti fisici di un essere vivente: stiamo parlando dell’umanità della ragione e della conoscenza e dei dilemmi che una coscienza morale comporta, non di quella degli ormoni e delle esigenze fisiologiche (che invece resta circoscritta alla fisicità delle creature organiche di un altro pianeta, e che non può essere quindi applicata a forza su esseri dalla natura completamente diversa).
A fronte di quanto orchestrato sin ora e delle promesse (mantenute!) di ciò che sarà negli albi futuri, non si può non rimpiangere il fatto che Simon Furman non sia mai stato coinvolto nelle sceneggiature dei nuovi film dei Transformer, dato che questo albo dimostra come questo scrittore abbia capito la mitologia e l’intima essenza dei Transformer originali meglio di quasi tutti coloro che sono venuti dopo di lui.
(O forse, a ripensarci, è meglio che le cose siano andate così, se consideriamo cosa il regista dei film moderni avrebbe capito del lavoro di Furman e come lo avrebbe interpretato: sarebbero stati uno spreco e uno scempio anche peggiori).
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in quattro parti sui numeri 294, 295, 296 e 297 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Unicron, Hook, Line, Sinker, Galvatron, Matrice della Creazione, Thunderwing, Optimus Prime, Joyride, Hot Rod, Landmine, Ruckus, Spinister, Needlenose, Windsweeper, Bumblebee, Jazz, Grimlock, progenie della Matrice, Nightbeat, Hosehead, Siren, figura misteriosa, Starscream, Chromedome, Getaway, Blurr, Kup.
-Copertine-
USA #66 – Disegno di Ian Akin.
UK #294 – Disegno di Stewart Johnson.
UK #295 – Disegno di Stewart Johnson.
UK #296 – Disegno di Stephen Baskervilee.
UK # 297 - Disegno di Stephen Baskerville.
Disegnato da Geoff Senior
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jim Massara
Supervisionato da Don Daley
Supervisore capo: Tome De Falco
Pubblicato da Marvel Comics USA nel marzo 1990 – Data di copertina maggio 1990
-La storia-
Il pianeta Ghennix, abitato da sessanta milioni di meccanoidi, viene divorato da Unicron. Tre criminali locali tentano la fuga a bordo di una navicella spaziale, ma il loro tentativo non va a buon fine perché il Divoratore di Mondi abbatte il vascello e li cattura, riformattandoli. I tre diventano i suoi araldi Hook, Line e Sinker e vengono inviati nel futuro per trovare un agente adatto ai piani del famelico Dio-Macchina: questi ha infatti bisogno di qualcuno che anticipi il suo arrivo su Cybertron portando morte e distruzione.
A bordo dell'Arca, Thunderwing malmena Optimus Prime. Hot Rod, supportato da Joyride e Landmine, vorrebbe intervenire ma Prima lo blocca: non si può rischiare che la Matrice della Creazione venga danneggiata. Il Decepticon, sfruttandone il potere, ha così l'occasione per attaccare nuovamente e mettere al tappeto i propri avversari. L'unico in grado di tenergli testa è Prime, in quanto ha portato la Matrice dentro di sè per milioni di anni.
Optimus sembra ormai prossimo ad avere la peggio: Thunderwing sta per ucciderlo, incitato anche dalla Matrice stessa, quando il capo degli Autobot gli chiede di sapere cosa sia successo a Jazz, Grimlock e Bumblebee. E' solo diversivo, ma Thunderwing abbocca, raccontando che, dopo aver sconfitto la progenie della Matrice, si è gettato all'inseguimento dei tre Autobot (rallentati dalla fortissima gravità del pianeta VsQs), battendoli e recuperando così la Matrice.
Con l’arrivo dei rinforzi Autobot, ricomincia la lotta. La Matrice, preoccupata che il proprio ricettacolo venga danneggiato, si manifesta sotto forma di una vasta emanazione nera, che prende il controllo di Thunderwing. Restando fuori dallo scontro, Nightbeat, Hosehead e Siren lavorano a uno stratagemma per salvare i compagni.
Sulla Terra, nelle paludi del New Jersey, Starscream si allontana furtivamente dalla base dei Decepticon di Scorponok. E’ ignaro di essere osservato da un misterioso meccanoide appena emerso dalle acque.
I tentativi di Blurr, Chromedome e compagni di arginare gli attacchi di Thunderwing/Matrice sono infruttuosi così come il tentativo di Optimus di farlo ragionare o l'intervento di Spinister.
E’ Nightbeat a ideare un piano che potrebbe funzionare. Poco prima che Hosehead apra i portelloni dell'Arca e tolga la gravità artificiale e Siren imposti l'autodistruzione della navetta su cui si trova, egli spara un arpione nella schiena di Thunderwing/Matrice, agganciandolo. A quel punto, disattiva le ganasce di ancoraggio della navetta, così che questa viene risucchiata nello spazio aperto con Thunderwing/Matrice ancorati ad essa: poco dopo la navetta esplode, scagliando il corpo del Decepticon nel cosmo.
Poco dopo la gravità viene ripristinata a bordo dell'Arca. Mentre Hot Rod fa la conta dei danni (dieci feriti e tre disattivati tra gli Autobot), i Decepticon che erano agli ordini di Thunderwing si arrendono. Optimus Prime, nonostante la Matrice sia andata perduta, è fiducioso di poter trionfare su qualunque avversità dovranno affrontare in futuro.
-Note-
- L'albo presenta una storia di 20 pagine. In appendice vengono presentati i profili Universe di Quake e Ruckus.
- Il titolo del racconto è quasi uguale a quello scelto per G.I. Joe and The Transformers #4: in quel caso era "…All fall down".
- La conta dei danni fatta da Hot Rod lascia qualche dubbio: chi sono esattamente i dieci feriti ed i tre disattivati? Egli non cita nessuno in particolare ma, tra questi ultimi c'è sicuramente Landmine (che riapparirà in Regeneration One) mentre Chromedome ha perso una gamba. Tra gli i feriti ci sono sicuramente Joyride, Getaway, Blurr e Kup che, in ogni caso, riappariranno nei prossimi numeri ancora operativi. Infine, dopo questo racconto, Crosshairs non apparirà più né nella continuità US né in quella UK.
- I tre araldi di Unicron si chiamano Hook, Line e Sinker, ovvero amo, lenza e piombo.
-Osservazioni (a cura di MeGrimlock)-
Il capitolo finale della Cerca della Matrice si risolve con un evento tanto brutale quanto fulmineo, che lascia apparentemente perplessi: il climax della vicenda viene infatti quasi stroncato, come se l’autore avesse terminato lo spazio a disposizione. Ma l’impressione si rivela parziale, perché ciò che sembra un finale è invece un “rilancio”, una base di partenza su cui si svilupperanno eventi letteralmente cosmici che faranno la storia dei Transformer.
Per molti aspetti, questo episodio della saga US è la più efficace e lampante dimostrazione di come Simon Furman abbia progettato una vicenda di respiro veramente ampio, perché si manifesta ciò che finora era stato gestito in maniera discreta e frammentaria, quasi defilata. Nel ripensare agli eventi finora, però, i pezzi del puzzle si combinano e ci si rende conto di come Furman abbia iniziato a costruire il “momento” narrativo sin dal primo episodio della sua gestione, inanellando indizi rivelatori e fattori cruciali all’interno di storie che si presentano come brevi blocchi narrativi autoconclusivi, ma che nello stesso tempo sono anche parte di un progetto assai più vasto. Nulla sinora, neppure il risveglio di Primus e l’origine segreta dei Transformer, aveva lasciato capire che si trattasse di un affresco corale così coerente e articolato, né che fosse destinato ad agire come un’ondata di marea, che diviene sempre più alta e veloce col passare del tempo.
Con il sacrificio della Matrice, evento traumatico e del tutto inatteso che “chiude” l’angosciante battaglia finale, avviene il cambiamento che ribalta ogni cosa, e l’ondata si percepisce in tutta la sua potenza: improvvisamente gli eventi si moltiplicano, su più fronti, acquisendo letteralmente una velocità che spiazza.
La scena iniziale è forse la più emblematica dell’afflato epico-cosmico che anima la gestione attuale della saga, anche e soprattutto perchè dichiara l’intento principale di Furman: trasporre la sua più grande influenza, e cioè la vicenda di TFTM86, nel fumetto della saga G1 originale. Ma non sotto forma di possibile futuro o realtà parallela, bensì traducendone gli eventi nel presente, e rielaborandoli perché abbiano uno sviluppo più logico, coerente e “mitologico”.
Sin da “Primal Scream” è risultato chiaro come Furman abbia individuato e isolato gli elementi chiave e più iconici del film d’animazione (la Matrice, Unicron) e li abbia reinterpretati e ripensati in una visione coesa, epica ed epocale, connettendo ciò che nessuno aveva mai pensato di collegare (con l’eccezione di “Call Of The Primitives”, nonostante tutti i suoi limiti).
Sul versante “Divoratore di Mondi”, la capacità di Furman di cogliere il valore delle idee di TFTM86 e di rinarrarle in toni drammatici e memorabili si palesa nella fine di Ghennix e nel nuovo inizio che ne consegue: nel film, i Lithone in fuga muoiono-e-basta o fanno una fine ridicola; nel fumetto, divengono Araldi destinati a giocare un ruolo cruciale nell’arazzo delle realtà future e della genesi di Galvatron.
Sul versante “Matrice della Creazione”, Furman sfrutta il conflitto tra Capi Cybertroniani (Optimus e Thunderwing) in un modo che TFTM86 neanche si sarebbe potuto sognare: la Matrice è ben altro che un oggetto mitico da passarsi a vicenda tipo staffa, o da tenere appeso al collo finchè qualcuno non lo usa come Deus Ex Machina (senza spiegazioni!); è una forza creatrice, è senziente, è a-morale (e quindi capace anche di compiere il Male senza remore) e influenza e cambia le vite e le menti di coloro con cui viene a contatto. Thunderwing impazzisce, avvelenato dal lato oscuro della Matrice, mentre Optimus condivide con essa un legame che lo ha reso più forte e saggio (richiamando così la Matrice del Comando della versione televisiva). E, come dicevamo in precedenza, queste rivelazioni hanno una portata enorme, in quanto premesse per sviluppi fondamentali e memorabili.
La complessa situazione che deriva da questa visione adulta e ragionata della Matrice è apparentemente senza via d’uscita, e pone dilemmi di natura morale/etica per tutti coloro che vi sono coinvolti, da Optimus Prime a Spinister, spingendoli a far emergere la loro “umanità ”, quella che li rende “veri” come persone. Il termine “umanità ” da intendersi nel senso più alto, quello intellettuale, che trascende i limiti fisici di un essere vivente: stiamo parlando dell’umanità della ragione e della conoscenza e dei dilemmi che una coscienza morale comporta, non di quella degli ormoni e delle esigenze fisiologiche (che invece resta circoscritta alla fisicità delle creature organiche di un altro pianeta, e che non può essere quindi applicata a forza su esseri dalla natura completamente diversa).
A fronte di quanto orchestrato sin ora e delle promesse (mantenute!) di ciò che sarà negli albi futuri, non si può non rimpiangere il fatto che Simon Furman non sia mai stato coinvolto nelle sceneggiature dei nuovi film dei Transformer, dato che questo albo dimostra come questo scrittore abbia capito la mitologia e l’intima essenza dei Transformer originali meglio di quasi tutti coloro che sono venuti dopo di lui.
(O forse, a ripensarci, è meglio che le cose siano andate così, se consideriamo cosa il regista dei film moderni avrebbe capito del lavoro di Furman e come lo avrebbe interpretato: sarebbero stati uno spreco e uno scempio anche peggiori).
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in quattro parti sui numeri 294, 295, 296 e 297 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Unicron, Hook, Line, Sinker, Galvatron, Matrice della Creazione, Thunderwing, Optimus Prime, Joyride, Hot Rod, Landmine, Ruckus, Spinister, Needlenose, Windsweeper, Bumblebee, Jazz, Grimlock, progenie della Matrice, Nightbeat, Hosehead, Siren, figura misteriosa, Starscream, Chromedome, Getaway, Blurr, Kup.
-Copertine-
USA #66 – Disegno di Ian Akin.
UK #294 – Disegno di Stewart Johnson.
UK #295 – Disegno di Stewart Johnson.
UK #296 – Disegno di Stephen Baskervilee.
UK # 297 - Disegno di Stephen Baskerville.









