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Località: Terra-616
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#63 - Kings of the Wild Frontier (Matrix Quest pt 2)
TRANSFORMERS USA #63
KINGS OF THE WILD FROTNIER - Matrix Quest part 2
[I RE DELLA FRONTIERA SELVAGGIA - Alla ricerca della Matrice parte 2]

KINGS OF THE WILD FROTNIER - Matrix Quest part 2
[I RE DELLA FRONTIERA SELVAGGIA - Alla ricerca della Matrice parte 2]

Scritto da Simon Furman
Disegnato da Josè Delbo
Inchiostrato da Dave Hunt
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jim Massara
Supervisionato da Don Daley
Supervisore capo: Tome De Falco
Pubblicato da Marvel Comics USA nel dicembre 1989 – Data di copertina febbraio 1990
-La storia-
Nei deserti del pianeta Cheyene, gli Autobot Override, Dogfight e Backstreet sono alla ricerca della Matrice quando si imbattono in un gruppo di indigeni armati che da la caccia ad un bambino per ucciderlo. I tre sono lesti ad intervenire in difesa del piccolo, sotto gli occhi dei suoi genitori, ed allontanano gli assalitori nonostante questi sostengano che il piccolo non è ciò che appare. Per ringraziarli del loro intervento gli abitanti del villaggio a cui appartiene il piccoli li invitano a fermarsi un po’ con loro, promettendo in cambio di ripulirli dalle polveri desertiche.
Altrove, su una navicella spaziale e grazie ad un potente macchinario, Thunderwing sta interrogando Hosehead, Nightbeat e Siren. Nonostante la resistenza che incontra, scopre che sono alla ricerca della Matrice e che le squadre Autobot impegnate nell'operazione sono quattro. Ma Ruckus entra nella stanza per avvertire che sono giunti nell'orbita di Cheyene.
Intanto gli Autobot, dopo aver appreso la storia degli indigeni che stanno lottando per difendere la propria fattoria e sorgente dalle mire espansionistiche degli abitanti di Osaplam ed aver notato una strana creatura che li osserva di sfuggita, decidono di restare anche quella notte come ospiti di colori i quali hanno salvato.
Intanto Optimus Prime, che non si è mai sentito a proprio agio con il lato mistico della Matrice della Creazione, si sente angosciato per l'imminente arrivo di Unicron. Egli è spaventato dal fatto che il prezioso manufatto sia stato contaminato dal male tanto che per i Transformer prevede che sia in arrivo l'oblio…
Su Cheyene, Override e Backstreet aiutano gli indigeni nelle faccende della fattoria anche se sembrano mentalmente confusi. Dogfight, invece, accompagna in città uno di essi. E' proprio in quest'occasione che incontra Thunderwing e compagni. Dopo un breve tafferuglio, il Decepticon lo interroga ma l'Autobot è confuso e fa fatica a ricordare perché si trova in quel luogo e cosa sia la Matrice. Così Thundewing e compagnia lo lasciano indietro e se ne vanno mentre Dogfight, in stato confusionale, viene avvicinato dagli abitanti di Osaplam che gli ribadiscono che le creature che ha aiutato non sono ciò che sembrano.
L'Autobot torna così alla fattoria per recuperare i compagni, ancora sotto il controllo mentale dei coloni, ed invita questi ultimi a rivelara cosa sono in realtà. Questi mutano di forma, diventando mostruosi, e rivelando che sono dei vampiri psichici vrobiani che uccidono le proprie vittime nutrendosi delle loro emozioni.
Lo scontro che ne consegue causa la morte dei vrobiani ed i tre Autobot, rimasti soli, affrontano le conseguenze della loro lotta. Si interrogano sul fatto che loro, che anelavano la lotta, ora che l'hanno avuta (e che ha causato delle vittime) non sono poi così felici. E si domandano dove può portare la guerra, anche la più giusta che si possa immaginare.
-Note-
- L'intero racconto, già a partire dal titolo, è un chiaro omaggio ai classici film western. In particolare sembra che la maggior ispirazione provenga da Shane, conosciuto in Italia come "Il cavaliere della valle solitaria"..
- La copertina viene disegnata da Ian Akin. Fatto piuttosto raro dato che normalmente si occupava solo delle chine, spesso in coppia con Brian Garvey. Attualmente non lavora più nel mondo dei fumetti ma fa il web designer.
- Nella citata copertina appare anche Crankcase nonostante esso non ci sia tra i protagonisti del racconto.
- Per indicare gli abitanti organici di Cheyene, Thunderwing non usa l'ormai classico "carni" usato dai Decepticon nei confronti degli umani ma li chiama "organismi".
- Optimus Prime medita di fronte ad un altare. E' la prima volta che se ne vede uno all'interno dell'Arca.
- Ci sono 20 tavole di disegni. per giungere alle canoniche 22 sono stati inseriti i profili Universe di Dogfight e Override.
-Osservazioni-
Simon Furman continua la sua opera di citazione dei grandi classici della filmografia ambientando le avventure dei Transformer su un pianeta tipicamente western.
Lo scrittore è abile ad intessere una storia citazionista ma, al contempo, non tralascia di tratteggiare il carattere dei protagonisti sia per mezzo delle loro azioni che attraverso i dialoghi. Questi ultimi sono variegati ed adatti ai protagonisti: abbiamo, ad esempio, i discorsi rabbiosi di Dogfiht contrapposti al parlato più aulico di Thunderwing.
Il motore di tutta la vicenda, come anche della mini-saga che stiamo leggendo, è la ricerca della Matrice ma essa non è poi così centrale nel racconto. Infatti la divagazione da far west ci permette di vedere i Transformer anche in un contesto diverso dal solito e devo dire che il tutto funziona a meraviglia.
I Re della Frontiera Selvaggia sembra uno di quei classici senza tempo che, nonostante sia stato realizzato quasi un quarto di secolo fa, non ha nulla di antiquato o di ingenuo. Anzi sembra una storia perfettamente attuale.
Nel leggerlo mi è venuto subito alla mente il paragone con un racconto più recente nel quale, per certi versi, ci sono molti tratti in comune: l'approdo Autobot su un pianeta sconosciuto, l'arrivo di una squadra Decepticon, le fattorie, i coloni, un "bambino" da salvare… Sto parlando di SL Cliffjumper. Ma che differenza rispetto al basilare racconto di McCarthy, nel quale violenza, civiltà aliene e drammi psicologici vengono solo accennati ad un livello superficiale, senza che l'autore sia in grado di padroneggiarne i concetti e ritrasmetterli al lettore.
Pregevole anche la pagina finale, una sorta di "morale conclusiva" come spesso accadeva nelle produzioni animate o fumettistiche dell'epoca, ma che anche in questo caso si discosta dai semplici concetti di bene e male e va ad esplorare nel profondo ed in maniera adulta gli aspetti della guerra, interrogandosi sulla valenza della stessa.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in quattro parti sui numeri 282, 283, 284 e 285 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Override, Dogfight, Backstreet, Junior, Hud, Jed, Joe, vrobiani, Nightbeat, Thunderwing, Hosehead, Siren, Ruckus, Spinister, Needlenose, Fatale, Windsweeper, Optimus Prime, Unicron.
-Copertine-
USA #63 – Disegno di Ian Akin.
UK #262 – Disegno di John Marshall e Peter Venters.
UK #283 – Disegno di Robin Smith.
UK #284 – Disegno di Kirk Etienne.
UK # 285 - Disegno di Stewart Johnson.
Disegnato da Josè Delbo
Inchiostrato da Dave Hunt
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jim Massara
Supervisionato da Don Daley
Supervisore capo: Tome De Falco
Pubblicato da Marvel Comics USA nel dicembre 1989 – Data di copertina febbraio 1990
-La storia-
Nei deserti del pianeta Cheyene, gli Autobot Override, Dogfight e Backstreet sono alla ricerca della Matrice quando si imbattono in un gruppo di indigeni armati che da la caccia ad un bambino per ucciderlo. I tre sono lesti ad intervenire in difesa del piccolo, sotto gli occhi dei suoi genitori, ed allontanano gli assalitori nonostante questi sostengano che il piccolo non è ciò che appare. Per ringraziarli del loro intervento gli abitanti del villaggio a cui appartiene il piccoli li invitano a fermarsi un po’ con loro, promettendo in cambio di ripulirli dalle polveri desertiche.
Altrove, su una navicella spaziale e grazie ad un potente macchinario, Thunderwing sta interrogando Hosehead, Nightbeat e Siren. Nonostante la resistenza che incontra, scopre che sono alla ricerca della Matrice e che le squadre Autobot impegnate nell'operazione sono quattro. Ma Ruckus entra nella stanza per avvertire che sono giunti nell'orbita di Cheyene.
Intanto gli Autobot, dopo aver appreso la storia degli indigeni che stanno lottando per difendere la propria fattoria e sorgente dalle mire espansionistiche degli abitanti di Osaplam ed aver notato una strana creatura che li osserva di sfuggita, decidono di restare anche quella notte come ospiti di colori i quali hanno salvato.
Intanto Optimus Prime, che non si è mai sentito a proprio agio con il lato mistico della Matrice della Creazione, si sente angosciato per l'imminente arrivo di Unicron. Egli è spaventato dal fatto che il prezioso manufatto sia stato contaminato dal male tanto che per i Transformer prevede che sia in arrivo l'oblio…
Su Cheyene, Override e Backstreet aiutano gli indigeni nelle faccende della fattoria anche se sembrano mentalmente confusi. Dogfight, invece, accompagna in città uno di essi. E' proprio in quest'occasione che incontra Thunderwing e compagni. Dopo un breve tafferuglio, il Decepticon lo interroga ma l'Autobot è confuso e fa fatica a ricordare perché si trova in quel luogo e cosa sia la Matrice. Così Thundewing e compagnia lo lasciano indietro e se ne vanno mentre Dogfight, in stato confusionale, viene avvicinato dagli abitanti di Osaplam che gli ribadiscono che le creature che ha aiutato non sono ciò che sembrano.
L'Autobot torna così alla fattoria per recuperare i compagni, ancora sotto il controllo mentale dei coloni, ed invita questi ultimi a rivelara cosa sono in realtà. Questi mutano di forma, diventando mostruosi, e rivelando che sono dei vampiri psichici vrobiani che uccidono le proprie vittime nutrendosi delle loro emozioni.
Lo scontro che ne consegue causa la morte dei vrobiani ed i tre Autobot, rimasti soli, affrontano le conseguenze della loro lotta. Si interrogano sul fatto che loro, che anelavano la lotta, ora che l'hanno avuta (e che ha causato delle vittime) non sono poi così felici. E si domandano dove può portare la guerra, anche la più giusta che si possa immaginare.
-Note-
- L'intero racconto, già a partire dal titolo, è un chiaro omaggio ai classici film western. In particolare sembra che la maggior ispirazione provenga da Shane, conosciuto in Italia come "Il cavaliere della valle solitaria"..
- La copertina viene disegnata da Ian Akin. Fatto piuttosto raro dato che normalmente si occupava solo delle chine, spesso in coppia con Brian Garvey. Attualmente non lavora più nel mondo dei fumetti ma fa il web designer.
- Nella citata copertina appare anche Crankcase nonostante esso non ci sia tra i protagonisti del racconto.
- Per indicare gli abitanti organici di Cheyene, Thunderwing non usa l'ormai classico "carni" usato dai Decepticon nei confronti degli umani ma li chiama "organismi".
- Optimus Prime medita di fronte ad un altare. E' la prima volta che se ne vede uno all'interno dell'Arca.
- Ci sono 20 tavole di disegni. per giungere alle canoniche 22 sono stati inseriti i profili Universe di Dogfight e Override.
-Osservazioni-
Simon Furman continua la sua opera di citazione dei grandi classici della filmografia ambientando le avventure dei Transformer su un pianeta tipicamente western.
Lo scrittore è abile ad intessere una storia citazionista ma, al contempo, non tralascia di tratteggiare il carattere dei protagonisti sia per mezzo delle loro azioni che attraverso i dialoghi. Questi ultimi sono variegati ed adatti ai protagonisti: abbiamo, ad esempio, i discorsi rabbiosi di Dogfiht contrapposti al parlato più aulico di Thunderwing.
Il motore di tutta la vicenda, come anche della mini-saga che stiamo leggendo, è la ricerca della Matrice ma essa non è poi così centrale nel racconto. Infatti la divagazione da far west ci permette di vedere i Transformer anche in un contesto diverso dal solito e devo dire che il tutto funziona a meraviglia.
I Re della Frontiera Selvaggia sembra uno di quei classici senza tempo che, nonostante sia stato realizzato quasi un quarto di secolo fa, non ha nulla di antiquato o di ingenuo. Anzi sembra una storia perfettamente attuale.
Nel leggerlo mi è venuto subito alla mente il paragone con un racconto più recente nel quale, per certi versi, ci sono molti tratti in comune: l'approdo Autobot su un pianeta sconosciuto, l'arrivo di una squadra Decepticon, le fattorie, i coloni, un "bambino" da salvare… Sto parlando di SL Cliffjumper. Ma che differenza rispetto al basilare racconto di McCarthy, nel quale violenza, civiltà aliene e drammi psicologici vengono solo accennati ad un livello superficiale, senza che l'autore sia in grado di padroneggiarne i concetti e ritrasmetterli al lettore.
Pregevole anche la pagina finale, una sorta di "morale conclusiva" come spesso accadeva nelle produzioni animate o fumettistiche dell'epoca, ma che anche in questo caso si discosta dai semplici concetti di bene e male e va ad esplorare nel profondo ed in maniera adulta gli aspetti della guerra, interrogandosi sulla valenza della stessa.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in quattro parti sui numeri 282, 283, 284 e 285 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Override, Dogfight, Backstreet, Junior, Hud, Jed, Joe, vrobiani, Nightbeat, Thunderwing, Hosehead, Siren, Ruckus, Spinister, Needlenose, Fatale, Windsweeper, Optimus Prime, Unicron.
-Copertine-
USA #63 – Disegno di Ian Akin.
UK #262 – Disegno di John Marshall e Peter Venters.
UK #283 – Disegno di Robin Smith.
UK #284 – Disegno di Kirk Etienne.
UK # 285 - Disegno di Stewart Johnson.











