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#56 - Back from the Dead [Ritorno dalla morte]
TRANSFORMERS USA #56
BACK FROM THE DEAD
[RITORNO DALLA MORTE]

BACK FROM THE DEAD
[RITORNO DALLA MORTE]

Scritto da Simon Furman
Disegnato da Josè Delbo
Inchiostrato da Dave Hunt
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jim Massara
Supervisionato da Don Daley
Supervisore capo: Tom De Falco
Pubblicato da Marvel Comics USA nel maggio 1989 – Data di copertina settembre 1989
-La storia-
Sull’Arca, all’interno del suo laboratorio, Ratchet viene attaccato da Jazz, Grimlock, Blaster e Omega Supreme, che gli rinfacciano il fatto di non essere stato in grado di ripararli. Il chirurgo Autobot, sentendosi colpevole di questo fallimento, sta per essere fatto a pezzi dai suoi compagni quando Optimus Prime lo fa ridestare: si trattava solo di un incubo. Prime, preoccupato per la sanità mentale del medico, gli ordina di riposarsi nonostante abbia un disperato bisogno di soldati operati per contrastare i Decpticon. Tuttavia Ratchet non sembra molto propenso ad obbedire e, anzi, si cruccia per il fatto di non avere a disposizione la necessaria attrezzatura medica cybetroniana che possa supportare i suoi sforzi.
Nel frattempo, proprio su Cybertron, la Sports Car Patrol composta da Detour, Hyperdrive, Road Hugger e Blackjack viene invitata da un misterioso comandante a camuffare la propria insegna Decepticon sostituendola con una Autobot mentre questi comanda anche i suoi agenti sulla Terra, ovvero la Air Strike Patrol per coordinare la loro missione congiunta.
Frattanto in Florida, alla MacDill Air Force Base, il Generale James Campbell, sta presentando ad un gruppo di giornalisti il B-204, un nuovo aereo creato per eseguire rifornimenti aerei di carburante. Ma, a sorpresa, la Air Strike Patrol attacca e distrugge svariati caccia, dichiarando altresì il possesso della base. Infine i quattro Decepticon chiedono che entro un'ora venga loro portato un pilota in grado di condurre il B-204. In caso di inadempienza minacciano di fare una carneficina di tutti i presenti.
Intanto, grazie ad nuovo sistema di sorveglianza della Terra, Hot Rod e Getaway mostrano ad Optimus Prime l'attacco della Air Strike Patrol e le loro richieste. Il capo degli Autobot non ha alcun dubbio ad intervenire per salvare gli umani, in compagnia di tutti gli Autobot che occupano l'Arca.
Intanto l'unico che non partecipa all'operazione di salvataggio è Ratchet, sempre più esausto dai suoi infruttuosi tentativi di riparare i compagni, che viene attirato da uno strano bagliore localizzato in una delle stanze dell'Arca. Si tratto solo di un diversivo della Sports Car Patrol, teletrasportata all'interno del velivolo, che approfitta della situazione per manomettere il computer principale che gestisce l'area riparazioni. Ed è così che i corpi degli Autobot non operativi attaccano (questa volta sul serio) Ratchet. Il medico, per salvarsi la vita, sembra pronto a disattivare permanentemente i suoi compagni ma si blocca: reputa infatti di non poter privare della vita gli altri ma di essere lui stesso quello sacrificabile.
Ma questi non sono i piani che la Sports Car Patrol aveva in serbo. Così i quattro sospendono l'attacco e si presentano a Ratchet, spacciandosi per Autobot e invitandolo ad andare con loro su Cybertron dove potrebbe usare dei moderni macchinari di riparazione. Ratchet non è totalmente convinto della cosa e prova a chiamare Optimus Prime ma alcune interferenze impediscono il dialogo.
Tuttavia, mentre i quattro finti Autobot lo stanno avvisando che sono ormai in partenza per il loro pianeta natale, il medico accetta di andare con loro portandosi dietro i corpi di Goldbug, Jazz e Ratchet. Una volta che il teletrasporto è completato i quattro piccoli Transformer gli rivelano di essere in realtà dei Decepticon e, poco dopo, anche il misterioso mandante si rivela: egli è Megatron!
-Note-
- Questo albo presenta solo 16 pagine di fumetti. Per arrivare alle canoniche 22 vengono inseriti i profili Universe di Battletrap, Blot, Cutthroat, Rollbar, Goldbug e Wide Load.
- Oltre all'esordio di Simon Furman come scrittore della testata, c'è da segnalare anche quello di Dan Reed, autore della copertina, che è il primo disegnatore inglese a dare un contributo alla testata US.
- L’Arca è stabilmente in orbita attorno alla Terra. Era stata riparata e aveva ripreso la sua funzionalità di volo sotto la guida di Grimlock.
- In questo racconto vediamo uno dei rari esempi di sogno - o meglio, di incubo - da parte dei Transformer. Questo è un tema non completamente chiaro dato che in G2 #5 Kup affermerà che i Transformer non dormono mentre, invece, in US #22 Finkelberg afferma che gli umani necessitano del sonno per riposarsi e Skids ribatte che anche loro hanno una modalità similare per risparmiare carburante. Nel profilo Universe di Trailbreaker viene inoltre detto che questi ha fatto unno scherzo a Huffer mentre quest'ultimo era in "modalità di riposo". Successivamente, nell'universo di Beast Wars, divverrà esplicito che i Transformer possono sia dormire che sognare. Ma questo è forse dovuto al fatto che abbiano acquisito componenti organiche.
- Questo episodio segna l'esordio della Sports Car Patrol, gruppo di 4 modellini messi in commercio da Hasbro durante il 1989. Molti anni dopo Furman si ricorderà di loro, riutilizzandoli negli Spotlight di Nightbeat e Hardhead.
- Gli Autobot che attaccano Ratchet in sogno sono stati fatti a pezzi da Starscream nell’epico US #50.
- La Sports Car Patrol cambia le proprie insegne da Decepticon ad Autobot come fecero i Predacon nel mitico US #25. E' curioso notare come nella prima occasione Megatron fosse vittima di questo raggiro mentre ora ne è l'artefice.
- La MacDill Air Force Base esiste davvero in Florida e si trova a sud di Tampa. L'aereo B-204 è invece stato creato ad hoc per l'occasione ed è disegnato come una sorta di mix dell'aspetto che hanno alcuni aerei realmente esistenti all'epoca.
- Avevamo visto che la Air Strike Patrol aveva un piano nello scorso numero. Evidentemente Furman e Budiansky erano entrati in contatto per delineare questo elemento.
- Il tentativo di Ratchet di contattare Optimus Prime verrà mostrato dalla prospettiva di quest'ultimo nel prossimo albo.
- Nella parte superiore di pagina 1 appare, per la prima volta nella storia della collana US, un breve testo di presentazione della serie (elemento caratteristico delle altre testate Marvel). Il trafiletto recita: "Quattro milioni di anni fa giunsero da Cybertron, un mondo composto interamente di macchine… un mondo straziato da una millenaria guerra tra gli eroici Autobot ed i malvagi Decepticon. Questi malvagi robot dall'incredibile forza, capaci di convertirsi in veicoli di terra e aria, armi e altre forme meccaniche, continuano il loro conflitto qui sulla Terra. Sono… i Transformers"
-Osservazioni-
Ci siamo! Finalmente arriva l'esordio di Simon Furman sulla collana principale, per di più suggerito da Bob Budinasky, il precedente scrittore. E il buon Simon non delude affatto.
Budiansky era apparso un po’ fuori forma dopo la saga dell'Omnibase e questo appare in netto contrasto con l'esordio scoppiettante dell'autore inglese. Partiamo subito con un elemento inusuale nel mondo dei Transformer, ovvero quello dei sogni . E subito abbiamo la dimostrazione della fantasia di Furman, pronto a calarsi subito in nuove situazioni. La scena è angosciante, anche grazie ai disegni di Josè Delbo che mostra da un lato il corpo di Blaster, e dall'altro la sua testa, attaccata ad un sopporto metallico, che addirittura parla!
L'albo è ben realizzato dal punto di vista del ritmo narrativo, con un crescendo nella tensione che arriva fino alla pagina finale, rivelatrice del misterioso personaggio che sta segretamente ordendo le sue trame. E se negli ultimi racconti di Budiansky la sensazione era quella di trovarsi davanti a trame dalla breve gittata, qui traspare subito l'idea di trovarsi di fronte a qualcosa di già pianificato sulla lunga distanza e che porterà ad eventi importanti. Siamo certi di trovarci di fronte alla nascita di qualcosa di memorabile.
Il ruolo da grande protagonista di Ratchet - addirittura disposto a sacrificare se stesso in favore dei compagni che non si sente colpevolmente in grado di riparare - è anche un preludio all'importanza che egli avrà in futuro all'interno della serie, e l'apparizione finale proprio di Megatron non può che essere un sinistro presagio… almeno per noi che abbiamo già letto gli albi successivi. E' anche curioso notare come alcuni dei protagonisti di questo racconto (e pure dell'incubo!) saranno anche protagonisti molti anni dopo nella serie Regeneration One.
I dialoghi dei protagonisti cambiano visibilmente rispetto a quando erano scritti da Budiansky e ricordano un po’ quelli di Chris Claremont, autore che successivamente Furman indicherà come una delle sue fonti di ispirazione. Proprio nei dialoghi appare qualche piccola sbandata da parte dell'autore, che sembra non essersi sincronizzato bene con i disegni. per esempio quando Ratchet viene teletrasportato assieme alla Sports Car Patrol e si domanda "Perché non stanno venendo con noi?" non è ben chiaro a chi si stia riferendo. Non si tratta di Blackjack, che è l'unico a non apparire tra i teletrasportati e nemmeno ai suoi compagni Autobot che effettivamente viaggiano con lui verso Cybertron ma che, in realtà non verranno mostrati esplicitamente nelle vignette successive.
Lo stacco con le trame del passato appare evidente con il ritorno in azione, per ora senza alcuna spiegazione, di Megatron che era assente ormai da una trentina di numeri. Inoltre quando la Sports Car Patrol arriva sull'Arca, c'è un dialogo di Hyperdrive in cui questi afferma che il nuovo tipo di viaggio attraverso il portale dimensionale trans-temporale non arriva nemmeno lontanamente a scuotere i circuiti come invece faceva il ponte spaziale. E' forse un riferimento ironico di Furman al fatto che questa nuova tecnologia sia decisamente migliore rispetto a quella immaginata dai suoi predecessori in passato? Ed una implicita e parzialmente nascosta (e pure sbruffona!) allusione al fatto che sarebbe stato più intelligente usare questo metodo di trasporto fin da subito? Non ci è dato saperlo e forse è solo una mia congettura.
Altro tema caro a Furman è quello della circolarità degli eventi. Qui ne abbiamo un esempio lampante in riferimento sempre al solito Ratchet. L'albo si apre infatti con un attacco che egli subisce in sogno da parte di alcuni suoi compagni e, verso la fine del racconto, questi sarà nuovamente attaccato dagli stessi amici. Ma questa volta succede nella realtà e per mano di alcuni nemici che li controllano. Ecco qua, già all'esordio sulla collana, uno dei temi ricorrenti di questo scrittore.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in tre parti sui numeri 240, 241 e 242 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Jazz, Blaster, Grimlock, Goldbug, Omega Supreme, Ratchet, Optimus Prime, Perceptor, Sludge, Megatron, Detour, Hyperdrive, Blackjack, Road Hugger, Tailwind, Whisper, Nightflight, Storm Cloud, Generale James Campbell, Hot Rod, Getaway.
-Copertine-
USA #56 – Disegno di Dan Reed.
UK #240 – Disegno di Andrew Wildman.
UK #241 – Disegno di Geoff Senior.
UK #242 – Disegno di Jeff Anderson.
Disegnato da Josè Delbo
Inchiostrato da Dave Hunt
Colorato da Nel Yomtov
Letterato da Jim Massara
Supervisionato da Don Daley
Supervisore capo: Tom De Falco
Pubblicato da Marvel Comics USA nel maggio 1989 – Data di copertina settembre 1989
-La storia-
Sull’Arca, all’interno del suo laboratorio, Ratchet viene attaccato da Jazz, Grimlock, Blaster e Omega Supreme, che gli rinfacciano il fatto di non essere stato in grado di ripararli. Il chirurgo Autobot, sentendosi colpevole di questo fallimento, sta per essere fatto a pezzi dai suoi compagni quando Optimus Prime lo fa ridestare: si trattava solo di un incubo. Prime, preoccupato per la sanità mentale del medico, gli ordina di riposarsi nonostante abbia un disperato bisogno di soldati operati per contrastare i Decpticon. Tuttavia Ratchet non sembra molto propenso ad obbedire e, anzi, si cruccia per il fatto di non avere a disposizione la necessaria attrezzatura medica cybetroniana che possa supportare i suoi sforzi.
Nel frattempo, proprio su Cybertron, la Sports Car Patrol composta da Detour, Hyperdrive, Road Hugger e Blackjack viene invitata da un misterioso comandante a camuffare la propria insegna Decepticon sostituendola con una Autobot mentre questi comanda anche i suoi agenti sulla Terra, ovvero la Air Strike Patrol per coordinare la loro missione congiunta.
Frattanto in Florida, alla MacDill Air Force Base, il Generale James Campbell, sta presentando ad un gruppo di giornalisti il B-204, un nuovo aereo creato per eseguire rifornimenti aerei di carburante. Ma, a sorpresa, la Air Strike Patrol attacca e distrugge svariati caccia, dichiarando altresì il possesso della base. Infine i quattro Decepticon chiedono che entro un'ora venga loro portato un pilota in grado di condurre il B-204. In caso di inadempienza minacciano di fare una carneficina di tutti i presenti.
Intanto, grazie ad nuovo sistema di sorveglianza della Terra, Hot Rod e Getaway mostrano ad Optimus Prime l'attacco della Air Strike Patrol e le loro richieste. Il capo degli Autobot non ha alcun dubbio ad intervenire per salvare gli umani, in compagnia di tutti gli Autobot che occupano l'Arca.
Intanto l'unico che non partecipa all'operazione di salvataggio è Ratchet, sempre più esausto dai suoi infruttuosi tentativi di riparare i compagni, che viene attirato da uno strano bagliore localizzato in una delle stanze dell'Arca. Si tratto solo di un diversivo della Sports Car Patrol, teletrasportata all'interno del velivolo, che approfitta della situazione per manomettere il computer principale che gestisce l'area riparazioni. Ed è così che i corpi degli Autobot non operativi attaccano (questa volta sul serio) Ratchet. Il medico, per salvarsi la vita, sembra pronto a disattivare permanentemente i suoi compagni ma si blocca: reputa infatti di non poter privare della vita gli altri ma di essere lui stesso quello sacrificabile.
Ma questi non sono i piani che la Sports Car Patrol aveva in serbo. Così i quattro sospendono l'attacco e si presentano a Ratchet, spacciandosi per Autobot e invitandolo ad andare con loro su Cybertron dove potrebbe usare dei moderni macchinari di riparazione. Ratchet non è totalmente convinto della cosa e prova a chiamare Optimus Prime ma alcune interferenze impediscono il dialogo.
Tuttavia, mentre i quattro finti Autobot lo stanno avvisando che sono ormai in partenza per il loro pianeta natale, il medico accetta di andare con loro portandosi dietro i corpi di Goldbug, Jazz e Ratchet. Una volta che il teletrasporto è completato i quattro piccoli Transformer gli rivelano di essere in realtà dei Decepticon e, poco dopo, anche il misterioso mandante si rivela: egli è Megatron!
-Note-
- Questo albo presenta solo 16 pagine di fumetti. Per arrivare alle canoniche 22 vengono inseriti i profili Universe di Battletrap, Blot, Cutthroat, Rollbar, Goldbug e Wide Load.
- Oltre all'esordio di Simon Furman come scrittore della testata, c'è da segnalare anche quello di Dan Reed, autore della copertina, che è il primo disegnatore inglese a dare un contributo alla testata US.
- L’Arca è stabilmente in orbita attorno alla Terra. Era stata riparata e aveva ripreso la sua funzionalità di volo sotto la guida di Grimlock.
- In questo racconto vediamo uno dei rari esempi di sogno - o meglio, di incubo - da parte dei Transformer. Questo è un tema non completamente chiaro dato che in G2 #5 Kup affermerà che i Transformer non dormono mentre, invece, in US #22 Finkelberg afferma che gli umani necessitano del sonno per riposarsi e Skids ribatte che anche loro hanno una modalità similare per risparmiare carburante. Nel profilo Universe di Trailbreaker viene inoltre detto che questi ha fatto unno scherzo a Huffer mentre quest'ultimo era in "modalità di riposo". Successivamente, nell'universo di Beast Wars, divverrà esplicito che i Transformer possono sia dormire che sognare. Ma questo è forse dovuto al fatto che abbiano acquisito componenti organiche.
- Questo episodio segna l'esordio della Sports Car Patrol, gruppo di 4 modellini messi in commercio da Hasbro durante il 1989. Molti anni dopo Furman si ricorderà di loro, riutilizzandoli negli Spotlight di Nightbeat e Hardhead.
- Gli Autobot che attaccano Ratchet in sogno sono stati fatti a pezzi da Starscream nell’epico US #50.
- La Sports Car Patrol cambia le proprie insegne da Decepticon ad Autobot come fecero i Predacon nel mitico US #25. E' curioso notare come nella prima occasione Megatron fosse vittima di questo raggiro mentre ora ne è l'artefice.
- La MacDill Air Force Base esiste davvero in Florida e si trova a sud di Tampa. L'aereo B-204 è invece stato creato ad hoc per l'occasione ed è disegnato come una sorta di mix dell'aspetto che hanno alcuni aerei realmente esistenti all'epoca.
- Avevamo visto che la Air Strike Patrol aveva un piano nello scorso numero. Evidentemente Furman e Budiansky erano entrati in contatto per delineare questo elemento.
- Il tentativo di Ratchet di contattare Optimus Prime verrà mostrato dalla prospettiva di quest'ultimo nel prossimo albo.
- Nella parte superiore di pagina 1 appare, per la prima volta nella storia della collana US, un breve testo di presentazione della serie (elemento caratteristico delle altre testate Marvel). Il trafiletto recita: "Quattro milioni di anni fa giunsero da Cybertron, un mondo composto interamente di macchine… un mondo straziato da una millenaria guerra tra gli eroici Autobot ed i malvagi Decepticon. Questi malvagi robot dall'incredibile forza, capaci di convertirsi in veicoli di terra e aria, armi e altre forme meccaniche, continuano il loro conflitto qui sulla Terra. Sono… i Transformers"
-Osservazioni-
Ci siamo! Finalmente arriva l'esordio di Simon Furman sulla collana principale, per di più suggerito da Bob Budinasky, il precedente scrittore. E il buon Simon non delude affatto.
Budiansky era apparso un po’ fuori forma dopo la saga dell'Omnibase e questo appare in netto contrasto con l'esordio scoppiettante dell'autore inglese. Partiamo subito con un elemento inusuale nel mondo dei Transformer, ovvero quello dei sogni . E subito abbiamo la dimostrazione della fantasia di Furman, pronto a calarsi subito in nuove situazioni. La scena è angosciante, anche grazie ai disegni di Josè Delbo che mostra da un lato il corpo di Blaster, e dall'altro la sua testa, attaccata ad un sopporto metallico, che addirittura parla!
L'albo è ben realizzato dal punto di vista del ritmo narrativo, con un crescendo nella tensione che arriva fino alla pagina finale, rivelatrice del misterioso personaggio che sta segretamente ordendo le sue trame. E se negli ultimi racconti di Budiansky la sensazione era quella di trovarsi davanti a trame dalla breve gittata, qui traspare subito l'idea di trovarsi di fronte a qualcosa di già pianificato sulla lunga distanza e che porterà ad eventi importanti. Siamo certi di trovarci di fronte alla nascita di qualcosa di memorabile.
Il ruolo da grande protagonista di Ratchet - addirittura disposto a sacrificare se stesso in favore dei compagni che non si sente colpevolmente in grado di riparare - è anche un preludio all'importanza che egli avrà in futuro all'interno della serie, e l'apparizione finale proprio di Megatron non può che essere un sinistro presagio… almeno per noi che abbiamo già letto gli albi successivi. E' anche curioso notare come alcuni dei protagonisti di questo racconto (e pure dell'incubo!) saranno anche protagonisti molti anni dopo nella serie Regeneration One.
I dialoghi dei protagonisti cambiano visibilmente rispetto a quando erano scritti da Budiansky e ricordano un po’ quelli di Chris Claremont, autore che successivamente Furman indicherà come una delle sue fonti di ispirazione. Proprio nei dialoghi appare qualche piccola sbandata da parte dell'autore, che sembra non essersi sincronizzato bene con i disegni. per esempio quando Ratchet viene teletrasportato assieme alla Sports Car Patrol e si domanda "Perché non stanno venendo con noi?" non è ben chiaro a chi si stia riferendo. Non si tratta di Blackjack, che è l'unico a non apparire tra i teletrasportati e nemmeno ai suoi compagni Autobot che effettivamente viaggiano con lui verso Cybertron ma che, in realtà non verranno mostrati esplicitamente nelle vignette successive.
Lo stacco con le trame del passato appare evidente con il ritorno in azione, per ora senza alcuna spiegazione, di Megatron che era assente ormai da una trentina di numeri. Inoltre quando la Sports Car Patrol arriva sull'Arca, c'è un dialogo di Hyperdrive in cui questi afferma che il nuovo tipo di viaggio attraverso il portale dimensionale trans-temporale non arriva nemmeno lontanamente a scuotere i circuiti come invece faceva il ponte spaziale. E' forse un riferimento ironico di Furman al fatto che questa nuova tecnologia sia decisamente migliore rispetto a quella immaginata dai suoi predecessori in passato? Ed una implicita e parzialmente nascosta (e pure sbruffona!) allusione al fatto che sarebbe stato più intelligente usare questo metodo di trasporto fin da subito? Non ci è dato saperlo e forse è solo una mia congettura.
Altro tema caro a Furman è quello della circolarità degli eventi. Qui ne abbiamo un esempio lampante in riferimento sempre al solito Ratchet. L'albo si apre infatti con un attacco che egli subisce in sogno da parte di alcuni suoi compagni e, verso la fine del racconto, questi sarà nuovamente attaccato dagli stessi amici. Ma questa volta succede nella realtà e per mano di alcuni nemici che li controllano. Ecco qua, già all'esordio sulla collana, uno dei temi ricorrenti di questo scrittore.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in tre parti sui numeri 240, 241 e 242 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Jazz, Blaster, Grimlock, Goldbug, Omega Supreme, Ratchet, Optimus Prime, Perceptor, Sludge, Megatron, Detour, Hyperdrive, Blackjack, Road Hugger, Tailwind, Whisper, Nightflight, Storm Cloud, Generale James Campbell, Hot Rod, Getaway.
-Copertine-
USA #56 – Disegno di Dan Reed.
UK #240 – Disegno di Andrew Wildman.
UK #241 – Disegno di Geoff Senior.
UK #242 – Disegno di Jeff Anderson.












L'ho ipotizzato ripensando un pò a Beast machines, ad esempio la scena della distruzione della statua in cui gli autori hanno poi detto di aver fatto in segno di rottura rispetto ai lavori dei predecessori.