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LocalitĂ : Terra-616
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#61 - The Primal Scream [L'urlo primigeno]
TRANSFORMERS USA #61
THE PRIMAL SCREAM
[L'URLO PRIMIGENO]

Grazie a MeGrimlock per il commento e la revisione dei miei testi.
THE PRIMAL SCREAM
[L'URLO PRIMIGENO]

Simon Furman Maximus: storia
Geoffire Senior: arte
Shrapnel Yomtov: colori
Jim Lock Massara: lettering
Megadon Daley: supervisore
Double Dealer De Falco: capo supervisore
Pubblicato da Marvel Comics USA nell'ottobre 1989 – Data di copertina metà dicembre 1989
-La storia-
In seguito a un attacco dei Decepticon di Bludgeon, che interferisce con una operazione di teletrasporto della Resistenza Autobot su Cybertron, i Pretender Autobot Grimlock, Jazz e Bumblebee assieme alla Rescue Patrol Micromaster, invece di arrivare sulla Terra si ritrovano nel cuore di Cybertron, addirittura al cospetto di Primus!
Indifferente alle invettive del Custode di Primus, che ordina loro di prostrarsi di fronte all’immanenza fisica del Creatore, Grimlock resta scettico (a differenza dei suoi compagni), spingendo il Guardiano di Primus a narrare (e visualizzare) l’origine ancestrale dei Transformer.
Nell’Autobase, Emirate Xaaron si angustia per il fato della squadra di Grimlock, mentre Doubleheader e la sua squadra procede con i lavori di riparazione del portale dimensionale trans-temporale: Optimus Prime ha comunicato il fallito arrivo sulla Terra di Grimlock e soci, il che rende necessario che il macchinario venga riparato il prima possibile, per permettere loro di completare il viaggio.
Bludgeon, Octopunch e Strangehold stanno per raggiungere gli Autobot dispersi, mentre il Custode narra il suo racconto.
Verso la fine dell'era degli Dei della Luce e dell'OscuritĂ , la vita si stava diffondendo ormai in tutto il cosmo. A Primus era rimasto un ultimo compito prima di entrare a far parte della Matrice Onniversale: distruggere l'ultimo degli Dei Oscuri, ovvero Unicron, il Portatore di Caos.
Nonostante le sue grandi capacitĂ , Primus non si trovava in difficoltĂ contro l'avversario, nemmeno anche dopo aver spostato la battaglia sul piano astrale. Come azzardo finale, decise di tornare nel mondo reale, tendendo una trappola che avrebbe condannato anche se stesso: fece infatti in modo che la propria essenza vitale, come anche quella di Unicron, finisse imprigionata per l'eternitĂ all'interno di due asteroidi privi di vita.
Nel tempo, Primus comprese anche la minaccia di Unicron non era estinta e, a imitazione di quest’ultimo, plasmò psionicamente la propria “prigione metallica”, facendola evolvere nel pianeta Cybertron.
Mentre Unicron ricavava un nuovo corpo dal proprio asteroide, Primus invece decisi di creare la sua ultima linea di difesa, ovvero esseri senzienti in grado di trasformarsi in armi, macchinari eccetera chiamati Transformer. Nella speranza che un giorno essi sarebbero diventati così potenti da distruggere definitivamente il suo avversario, egli instillò in essi la sua essenza vitale attraverso la Matrice Genetica".
Bumblebee capisce che la Matrice genetica non è altro che la ben nota Matrice della Creazione in possesso di Optimus Prime. Il Custode rivela che Unicron ha un legame psichico inscindibile con Primus, dato che essi sono destinati a giungere a un confronto definitivo che porterà all'eliminazione di almeno uno dei due. Mentre Unicron vaga nell'universo, in cerca dell'avversario e nutrendosi dei pianeti che incontra, Primus si cela alla sua vista, continuando a “dormire” finché non avrà giudicato le proprie creature pronte allo scontro finale.
Mentre il Custode si sposta sulla necessità di porre fine alla Guerra Civile tra le creature di Primus, la squadra di Bludgeon irrompe sulla scena, ferendolo mortalmente: con le sue ultime parole, il Custode diffida gli Autobot dal risvegliare il Creatore, ma non ha tempo per spiegare quale orribile conseguenza ciò comporterebbe. Indifferente al monito, nonostante venga ribadito da Bumblebee, Grimlock è pronto a dare battaglia agli avversari.
Sulla Terra, sotto una collina del New Jersey che fa da base ai Decepticon locali, Scorponok affronta l’ira dei suoi sottoposti per il fatto che egli abbia accolte tra le proprie fila Starscream, nonostante questi abbia cercato di annientare i Decepticon per ben due volte. L'Headmaster, ignaro che l'interessato è segretamente all'ascolto, afferma di tenerlo sotto controllo in attesa che arrivino rinforzi da Cybertron.
Su Cybertron, i Decepticon mettono in difficiltĂ gli Autobot. Bumblebee, dopo aver interrogato inutilmente Primus sul fatto che egli sia il genere di dio che esige dei sacrifici, decide di combattere senza remore. In accordo con Seawatch attira Bludgeon in un tranello: il primo, sotto forma di vascello, arpiona il secondo e lo trascina all'interno di una tubatura mentre Grimlock, Stakeout e Red Hot scaraventano Octopunch giĂą da un dirupo e infine Jazz fa schiantare Strangehold contro una parete.
Tutto sembra andare per il meglio, fino a che Octopunch, uscito dal suo involucro Pretender, spara a Grimlock. Il colpo non è abbastanza potente da ferire l'Autobot ma rimbalza sulla sua schiena e va a colpire il volto di Primus, risvegliandolo da un sonno che durava da eoni!
Mentre il dio grida, emettendo un gemito primigenio che scuote l’intero Cybertron, la squadra di Emirate Xaaron completa la riparazione del macchinario per il teletrasporto, permettendo così a Grimlock e compagni di giungere sulla Terra, seppure ignari del fato del loro pianeta natale.
All'altro capo dell'universo, Unicron ode l'urlo primordiale di Primus e, finalmente, localizza l’avversario. La sua forma planetaria si incammina verso Cybertron, pronto a scatenare la bramosa furia del Distruttore di Mondi.
-Note-
- Nello spazio per i credits gli autori vengono indicati con "varianti cybertroniane" dei loro nomi.
- Nell'albo sono presenti solo 18 pagine di fumetti. Per raggiungere le canoniche 22 pagine vengono inserite le schede di Triggerhappy, Landfill, Quickmix e Scoop.
- Mindwipe fa riferimento agli attacchi lanciati da Starscream in US #50 e #59.
- Nella scheda di Doubleheader si afferma che solo la sua testa sinistra è in grado di parlare ma in realtà , durante il racconto, i balloon vengono attribuiti ad entrambe.
- I tecnici Autobot che riparano il portale dimensionale trans-temporale sotto gli occhi di Xaaron non vengono chiamati per nome.
- Il liquido nel quale naviga Seawatch non è acqua (in quanto non esistente su Cybertron) bensì elio allo stato liquido, come spiegato nella pagina della posta di UK #303.
- E' l'ultima occasione in cui viene nominato il guscio Pretender di Starscream. Quando questi abbandonerĂ i Decepticon in US #66 non se lo porterĂ dietro, lasciandone sconosciuto il destino.
- Questa è la prima storia US ad essere disegnata (e inchiostrata) da un autore UK: Geoff Senior.
- E' anche l'ultimo racconto a presentare qualcosa, ovvero la copertina, realizzato da Don Perlin. E' una vecchia conoscenza della serie dato che cominciò a lavorarci già su US #13.
- Il colpo inferto da Octopunch a Primus, anche se involontariamente, scatenerĂ eventi cataclismatici.
- Bumblebee dice di essere morto e tornato in vita, probabilmente riferendosi a quanto successogli sotto forma di Goldbug in US #50. Da notare che era anche morto durante il crossover con i G.I. Joe (oppure per mano di Death's Head nella continuitĂ UK!).
-Il commento, a cura di MeGrimlock-
Come nelle più note mitologie dell’umanità , anche il racconto della genesi dei Transformer presenta più varianti: nella saga Marvel, Simon Furman ne fornisce tre, influenzate ogni volta dall’ottica di un narratore diverso (la seconda è la presente, fornita dal Custode, mentre la terza sarà data da Primus stesso).
Già da tempo (nell’albo UK #150), i fan britannici avevano appreso della battaglia tra Primus e Unicron direttamente dai ricordi del distruttore di Mondi, in una manovra narrativa senza precedenti in cui la sussidiaria Marvel UK stabiliva un enorme elemento di continuità autonomamente dalla madre Marvel US, avendo contemporaneamente cura di inglobare concetti definiti nella serie animata (o, per meglio dire, di TFTM86, il film d’animazione i cui aspetti più importanti avevano avuto un impatto profondo sull’opera a fumetti di Furman per la Marvel UK).
Pur ignorando certe rivelazioni della Stagione 3 animata, la mitologia delle origini stabilita da Furman si impone come quella definitiva, e resiste per qualcosa come trenta anni di storia dei Transformer, influenzando in continuazione e in diversi modi tutte le serie e le generazioni che verranno. Qualcuno ne ha colto lo spirito in maniera fedele e intelligente, come per esempio ha fatto Beast Wars che ha arricchito il mito col Covenant Of Primus, oppure i fumetti prodotti dai fanclub ufficiali dei Transformers susseguitisi negli anni (Botcon, 3HEnterprises, OTCC, TFCC, eccetera), dove con una certa linearità è stata svolta un’operazione di innesto del mito Primus/Unicron nella scarna storia primordiale della serie animata G1; altri hanno desolantemente banalizzato questo conflitto (Energon e Cybertron).
Lo stesso Furman rilancia e approfondisce il concetto all’inizio degli anni 2000, tramite la casa editrice Dreamwave, con gli eventi della guerra civile narrati in diretta in The War Within: The Dark Ages e l’introduzione del concetto dei Primi Tredici Transformer e del traditore The Fallen che si mise proprio al servizio di Unicron (in quell’epoca, Don Figueroa realizzò il primo progetto grafico della versione robotica/Cybertroniana di Primus, la cui forza cosmica celata nel nucleo di Cybertron si manifesta ai lettori proprio nella miniserie appena citata). E’ anche possibile che il Dead Universe della saga -Ation di Furman per la IDW fosse un’ulteriore espansione di questa mitologia, ma il cambio di rotta editoriale ci ha impedito di scoprirlo.
In ogni caso, ciò che risalta in ognuna di queste occasioni è l’importanza del contributo originale, divenuto ormai un concetto senza tempo, grazie alle capacità di Furman e Geoff Senior: una narrazione essenziale, ma audace ed epica, incentrata su un concetto generazionale completamente alieno; una grafica geometrica e apparentemente semplice, ma in realtà studiata con grande intelligenza per rendere pienamente i volumi, le masse, la potenza di questi robot e delle architetture metalliche di Cybertron.
Anche la scelta del cast sembra preludere a futuri eventi: Grimlock è destinato non solo a essere il primo leader Autobot privo della Matrice della Creazione, ma anche il ricettacolo dell’AntiPrimus, nel futuro qui ancora remoto di Regeneration One. Bumblebee non giocherà un ruolo rilevante, invece, ma i suoi dubbi saranno echeggiati da quelli di Optimus Prime, che dovrà venire a patti con le vere intenzioni di Primus e comprendere il vero scopo dei Transformer. Bludgeon rappresenterà sempre e comunque la negazione del piano di Primus, rifiutandone le intenzioni e le creature (l’Ultimo Autobot sarà per Bludgeon solo un Guerriero Definitivo; la capacità creatrice della Matrice diverrà solo un mezzo per creare strumenti di morte, sia nella G2 che in Regeneration One). Emirate Xaaron stesso, sebbene non presente al risveglio del Dio, giocherà un ruolo cruciale nell’incarnazione di quest’ultimo e nella realizzazione della profezia del “Till All Are One”.
In questa narrazione cosmica, di afflato epico ancora ineguagliato (in un’epoca, questa in cui scrivo, dove dominano le narrazioni emotive minimaliste, incentrate su meschini drammi tipici degli adolescenti umani o dei serial killer umani, invece che di robot alieni), resta infine solo un mistero che non viene risolto, e che solo i lettori della serie Marvel UK hanno potuto effettivamente percepire: per quale motivo il primigenio corpo (astrale e non) di Primus somiglia tanto a Rodimus Prime, il leader del futuro alternativo del 2006 che non è mai comparso nella continuità Marvel principale? Curiosamente echeggiato anche nella serie animata (in Five Faces Of Darkness compaiono immagini di leader antecedenti a Rodimus Prime che gli somigliano in modo inquietante), questo enigma sarà sciolto solo trent’anni dopo, nel finale di Regeneration One, che porterà gli eventi a full circle (come ama dire Furman), chiudendo epicamente un altro cerchio della vera storia dei Transformer (quella che lascia il segno destinato a restare negli anni) e nello stesso tempo affermando con forza multiversale che it never ends.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in tre parti sui numeri 259, 260 e 261 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Guardiano, Primus, Bumblebee, Jazz, Grimlock, Stakeout, Fixit, Xaaron, Doubleheader, Stranglehold, Octopunch, Bludgeon, Unicron, Prima, Scorponok, Misfire, Slugslinger, Mindwipe, Starscream, Soundwave, Snapdragon, Apeface, Seawatch, Red Hot.
-Copertine-
USA #61 – Disegno di Don Perlin.
UK #259 – Disegno di Andrew Wildman.
UK #260 – Disegno di Geoff Senior.
UK #261 – Disegno di Stephen Baskerville.
Geoffire Senior: arte
Shrapnel Yomtov: colori
Jim Lock Massara: lettering
Megadon Daley: supervisore
Double Dealer De Falco: capo supervisore
Pubblicato da Marvel Comics USA nell'ottobre 1989 – Data di copertina metà dicembre 1989
-La storia-
In seguito a un attacco dei Decepticon di Bludgeon, che interferisce con una operazione di teletrasporto della Resistenza Autobot su Cybertron, i Pretender Autobot Grimlock, Jazz e Bumblebee assieme alla Rescue Patrol Micromaster, invece di arrivare sulla Terra si ritrovano nel cuore di Cybertron, addirittura al cospetto di Primus!
Indifferente alle invettive del Custode di Primus, che ordina loro di prostrarsi di fronte all’immanenza fisica del Creatore, Grimlock resta scettico (a differenza dei suoi compagni), spingendo il Guardiano di Primus a narrare (e visualizzare) l’origine ancestrale dei Transformer.
Nell’Autobase, Emirate Xaaron si angustia per il fato della squadra di Grimlock, mentre Doubleheader e la sua squadra procede con i lavori di riparazione del portale dimensionale trans-temporale: Optimus Prime ha comunicato il fallito arrivo sulla Terra di Grimlock e soci, il che rende necessario che il macchinario venga riparato il prima possibile, per permettere loro di completare il viaggio.
Bludgeon, Octopunch e Strangehold stanno per raggiungere gli Autobot dispersi, mentre il Custode narra il suo racconto.
Verso la fine dell'era degli Dei della Luce e dell'OscuritĂ , la vita si stava diffondendo ormai in tutto il cosmo. A Primus era rimasto un ultimo compito prima di entrare a far parte della Matrice Onniversale: distruggere l'ultimo degli Dei Oscuri, ovvero Unicron, il Portatore di Caos.
Nonostante le sue grandi capacitĂ , Primus non si trovava in difficoltĂ contro l'avversario, nemmeno anche dopo aver spostato la battaglia sul piano astrale. Come azzardo finale, decise di tornare nel mondo reale, tendendo una trappola che avrebbe condannato anche se stesso: fece infatti in modo che la propria essenza vitale, come anche quella di Unicron, finisse imprigionata per l'eternitĂ all'interno di due asteroidi privi di vita.
Nel tempo, Primus comprese anche la minaccia di Unicron non era estinta e, a imitazione di quest’ultimo, plasmò psionicamente la propria “prigione metallica”, facendola evolvere nel pianeta Cybertron.
Mentre Unicron ricavava un nuovo corpo dal proprio asteroide, Primus invece decisi di creare la sua ultima linea di difesa, ovvero esseri senzienti in grado di trasformarsi in armi, macchinari eccetera chiamati Transformer. Nella speranza che un giorno essi sarebbero diventati così potenti da distruggere definitivamente il suo avversario, egli instillò in essi la sua essenza vitale attraverso la Matrice Genetica".
Bumblebee capisce che la Matrice genetica non è altro che la ben nota Matrice della Creazione in possesso di Optimus Prime. Il Custode rivela che Unicron ha un legame psichico inscindibile con Primus, dato che essi sono destinati a giungere a un confronto definitivo che porterà all'eliminazione di almeno uno dei due. Mentre Unicron vaga nell'universo, in cerca dell'avversario e nutrendosi dei pianeti che incontra, Primus si cela alla sua vista, continuando a “dormire” finché non avrà giudicato le proprie creature pronte allo scontro finale.
Mentre il Custode si sposta sulla necessità di porre fine alla Guerra Civile tra le creature di Primus, la squadra di Bludgeon irrompe sulla scena, ferendolo mortalmente: con le sue ultime parole, il Custode diffida gli Autobot dal risvegliare il Creatore, ma non ha tempo per spiegare quale orribile conseguenza ciò comporterebbe. Indifferente al monito, nonostante venga ribadito da Bumblebee, Grimlock è pronto a dare battaglia agli avversari.
Sulla Terra, sotto una collina del New Jersey che fa da base ai Decepticon locali, Scorponok affronta l’ira dei suoi sottoposti per il fatto che egli abbia accolte tra le proprie fila Starscream, nonostante questi abbia cercato di annientare i Decepticon per ben due volte. L'Headmaster, ignaro che l'interessato è segretamente all'ascolto, afferma di tenerlo sotto controllo in attesa che arrivino rinforzi da Cybertron.
Su Cybertron, i Decepticon mettono in difficiltĂ gli Autobot. Bumblebee, dopo aver interrogato inutilmente Primus sul fatto che egli sia il genere di dio che esige dei sacrifici, decide di combattere senza remore. In accordo con Seawatch attira Bludgeon in un tranello: il primo, sotto forma di vascello, arpiona il secondo e lo trascina all'interno di una tubatura mentre Grimlock, Stakeout e Red Hot scaraventano Octopunch giĂą da un dirupo e infine Jazz fa schiantare Strangehold contro una parete.
Tutto sembra andare per il meglio, fino a che Octopunch, uscito dal suo involucro Pretender, spara a Grimlock. Il colpo non è abbastanza potente da ferire l'Autobot ma rimbalza sulla sua schiena e va a colpire il volto di Primus, risvegliandolo da un sonno che durava da eoni!
Mentre il dio grida, emettendo un gemito primigenio che scuote l’intero Cybertron, la squadra di Emirate Xaaron completa la riparazione del macchinario per il teletrasporto, permettendo così a Grimlock e compagni di giungere sulla Terra, seppure ignari del fato del loro pianeta natale.
All'altro capo dell'universo, Unicron ode l'urlo primordiale di Primus e, finalmente, localizza l’avversario. La sua forma planetaria si incammina verso Cybertron, pronto a scatenare la bramosa furia del Distruttore di Mondi.
-Note-
- Nello spazio per i credits gli autori vengono indicati con "varianti cybertroniane" dei loro nomi.
- Nell'albo sono presenti solo 18 pagine di fumetti. Per raggiungere le canoniche 22 pagine vengono inserite le schede di Triggerhappy, Landfill, Quickmix e Scoop.
- Mindwipe fa riferimento agli attacchi lanciati da Starscream in US #50 e #59.
- Nella scheda di Doubleheader si afferma che solo la sua testa sinistra è in grado di parlare ma in realtà , durante il racconto, i balloon vengono attribuiti ad entrambe.
- I tecnici Autobot che riparano il portale dimensionale trans-temporale sotto gli occhi di Xaaron non vengono chiamati per nome.
- Il liquido nel quale naviga Seawatch non è acqua (in quanto non esistente su Cybertron) bensì elio allo stato liquido, come spiegato nella pagina della posta di UK #303.
- E' l'ultima occasione in cui viene nominato il guscio Pretender di Starscream. Quando questi abbandonerĂ i Decepticon in US #66 non se lo porterĂ dietro, lasciandone sconosciuto il destino.
- Questa è la prima storia US ad essere disegnata (e inchiostrata) da un autore UK: Geoff Senior.
- E' anche l'ultimo racconto a presentare qualcosa, ovvero la copertina, realizzato da Don Perlin. E' una vecchia conoscenza della serie dato che cominciò a lavorarci già su US #13.
- Il colpo inferto da Octopunch a Primus, anche se involontariamente, scatenerĂ eventi cataclismatici.
- Bumblebee dice di essere morto e tornato in vita, probabilmente riferendosi a quanto successogli sotto forma di Goldbug in US #50. Da notare che era anche morto durante il crossover con i G.I. Joe (oppure per mano di Death's Head nella continuitĂ UK!).
-Il commento, a cura di MeGrimlock-
Come nelle più note mitologie dell’umanità , anche il racconto della genesi dei Transformer presenta più varianti: nella saga Marvel, Simon Furman ne fornisce tre, influenzate ogni volta dall’ottica di un narratore diverso (la seconda è la presente, fornita dal Custode, mentre la terza sarà data da Primus stesso).
Già da tempo (nell’albo UK #150), i fan britannici avevano appreso della battaglia tra Primus e Unicron direttamente dai ricordi del distruttore di Mondi, in una manovra narrativa senza precedenti in cui la sussidiaria Marvel UK stabiliva un enorme elemento di continuità autonomamente dalla madre Marvel US, avendo contemporaneamente cura di inglobare concetti definiti nella serie animata (o, per meglio dire, di TFTM86, il film d’animazione i cui aspetti più importanti avevano avuto un impatto profondo sull’opera a fumetti di Furman per la Marvel UK).
Pur ignorando certe rivelazioni della Stagione 3 animata, la mitologia delle origini stabilita da Furman si impone come quella definitiva, e resiste per qualcosa come trenta anni di storia dei Transformer, influenzando in continuazione e in diversi modi tutte le serie e le generazioni che verranno. Qualcuno ne ha colto lo spirito in maniera fedele e intelligente, come per esempio ha fatto Beast Wars che ha arricchito il mito col Covenant Of Primus, oppure i fumetti prodotti dai fanclub ufficiali dei Transformers susseguitisi negli anni (Botcon, 3HEnterprises, OTCC, TFCC, eccetera), dove con una certa linearità è stata svolta un’operazione di innesto del mito Primus/Unicron nella scarna storia primordiale della serie animata G1; altri hanno desolantemente banalizzato questo conflitto (Energon e Cybertron).
Lo stesso Furman rilancia e approfondisce il concetto all’inizio degli anni 2000, tramite la casa editrice Dreamwave, con gli eventi della guerra civile narrati in diretta in The War Within: The Dark Ages e l’introduzione del concetto dei Primi Tredici Transformer e del traditore The Fallen che si mise proprio al servizio di Unicron (in quell’epoca, Don Figueroa realizzò il primo progetto grafico della versione robotica/Cybertroniana di Primus, la cui forza cosmica celata nel nucleo di Cybertron si manifesta ai lettori proprio nella miniserie appena citata). E’ anche possibile che il Dead Universe della saga -Ation di Furman per la IDW fosse un’ulteriore espansione di questa mitologia, ma il cambio di rotta editoriale ci ha impedito di scoprirlo.
In ogni caso, ciò che risalta in ognuna di queste occasioni è l’importanza del contributo originale, divenuto ormai un concetto senza tempo, grazie alle capacità di Furman e Geoff Senior: una narrazione essenziale, ma audace ed epica, incentrata su un concetto generazionale completamente alieno; una grafica geometrica e apparentemente semplice, ma in realtà studiata con grande intelligenza per rendere pienamente i volumi, le masse, la potenza di questi robot e delle architetture metalliche di Cybertron.
Anche la scelta del cast sembra preludere a futuri eventi: Grimlock è destinato non solo a essere il primo leader Autobot privo della Matrice della Creazione, ma anche il ricettacolo dell’AntiPrimus, nel futuro qui ancora remoto di Regeneration One. Bumblebee non giocherà un ruolo rilevante, invece, ma i suoi dubbi saranno echeggiati da quelli di Optimus Prime, che dovrà venire a patti con le vere intenzioni di Primus e comprendere il vero scopo dei Transformer. Bludgeon rappresenterà sempre e comunque la negazione del piano di Primus, rifiutandone le intenzioni e le creature (l’Ultimo Autobot sarà per Bludgeon solo un Guerriero Definitivo; la capacità creatrice della Matrice diverrà solo un mezzo per creare strumenti di morte, sia nella G2 che in Regeneration One). Emirate Xaaron stesso, sebbene non presente al risveglio del Dio, giocherà un ruolo cruciale nell’incarnazione di quest’ultimo e nella realizzazione della profezia del “Till All Are One”.
In questa narrazione cosmica, di afflato epico ancora ineguagliato (in un’epoca, questa in cui scrivo, dove dominano le narrazioni emotive minimaliste, incentrate su meschini drammi tipici degli adolescenti umani o dei serial killer umani, invece che di robot alieni), resta infine solo un mistero che non viene risolto, e che solo i lettori della serie Marvel UK hanno potuto effettivamente percepire: per quale motivo il primigenio corpo (astrale e non) di Primus somiglia tanto a Rodimus Prime, il leader del futuro alternativo del 2006 che non è mai comparso nella continuità Marvel principale? Curiosamente echeggiato anche nella serie animata (in Five Faces Of Darkness compaiono immagini di leader antecedenti a Rodimus Prime che gli somigliano in modo inquietante), questo enigma sarà sciolto solo trent’anni dopo, nel finale di Regeneration One, che porterà gli eventi a full circle (come ama dire Furman), chiudendo epicamente un altro cerchio della vera storia dei Transformer (quella che lascia il segno destinato a restare negli anni) e nello stesso tempo affermando con forza multiversale che it never ends.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in tre parti sui numeri 259, 260 e 261 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Guardiano, Primus, Bumblebee, Jazz, Grimlock, Stakeout, Fixit, Xaaron, Doubleheader, Stranglehold, Octopunch, Bludgeon, Unicron, Prima, Scorponok, Misfire, Slugslinger, Mindwipe, Starscream, Soundwave, Snapdragon, Apeface, Seawatch, Red Hot.
-Copertine-
USA #61 – Disegno di Don Perlin.
UK #259 – Disegno di Andrew Wildman.
UK #260 – Disegno di Geoff Senior.
UK #261 – Disegno di Stephen Baskerville.
Grazie a MeGrimlock per il commento e la revisione dei miei testi.











