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Iscritto il: 18/04/2005
Località: Terra-616
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#55 - The Interplanetary Wrestling Championship!
TRANSFORMERS USA #55
THE INTERPLANETARY WRESTLING CHAMPIONSHIP!
[IL CAMPIONATO INTERPLANETARIO DI WRESTLING!]

THE INTERPLANETARY WRESTLING CHAMPIONSHIP!
[IL CAMPIONATO INTERPLANETARIO DI WRESTLING!]

Bob Budiansky: storia, schizzi pagine 1-10
Jim Fern: schizzi pagine 11-22
Mike Gustovich: chine
Nelson Yomtov: colori
Jim Massara: lettering
Don Daley: supervisione
Tom De Falco: supervisore capo
Pubblicato da Marvel Comics USA nell'aprile 1989 – Data di copertina agosto 1989
-La storia-
Sul set di New York Parla, popolare programma TV di pettegolezzi condotto da Cecilia Santiago che, dopo aver presentato Jack "Jackhammer" Jackson e Flo Roccoco introduce l'Autobot Micromaster Roadhandler.
La conduttrice lo interroga sul fatto che gli umani considerino il suo gruppo una minaccia ma l'Autobot è lesto ad indicare i recenti aiuti che hanno dato alla comunità e a dire che non ritiene di dover prendere ordini da Optimus Prime, il quale disapprova le loro tattiche.
A questo punto interviene il wrestler Jackhammer che sfida il Micromaster a combattere con lui. Questi accetta, essendo ciò previsto dalla sua programmazione. Poco dopo la fine della trasmissione è però sorpreso dal comportamento dell'umano che si complimenta con lui per quanto offerto al pubblico e non capisce che si trattava solo di una recita per aumentare l'audicence, nemmeno quando la conduttrice prova a spiegarglielo.
Il giorno seguente Roadhandler, in compagnia di Cecilia, Swindler e Freewheeler si dirige alla palestra in cui si allena Jackhammer dove, sotto gli occhi del manager Casanova Brown , i due provano alcune mosse in vista dello spettacolo.
Quando Jackhammer scaraventa pesantemente a terra Roadhandler, il manager dell'umano impazzisce di gioia e grida che i fan andranno in visibilio nel vedere quella mossa prima di assistere alla sconfitta dell'Autobot. Ma Swindler non capisce che si tratta di una finzione e aggredisce l'umano, Infine i presenti si danno appuntamento sul ring per l'incontro vero e proprio.
Giunge così la sera dell'incontro, presentato come "Il campionato interplanetario di Wrestling", a cui assiste anche un interessato Lord Zarak. L'Autobot sembra più forte dell'umano, anche quando questi prova ad attaccarlo con un martello pneumatico; al segnale concordato però Roadhandler si fa scaraventare fuori dal ring , trasformandosi in automobile per poi lanciarsi contro l'avversario e schienarlo definitivamente, poco prima di essere proclamato vincitore dell'incontro.
Dopo l'incontro Zarak si dirige ad un molo del West Side dove viene recuperato da Submarauder che lo riporta al quartier generale Decepticon. Poco dopo i due ritornano e trovano ad attenderli Bugly e Skullgrin. A questo punto Zarak ordina di fare richiesta a Cybertron per l'invio di nuovi guerrieri per affrontare Roadhandler.
Passano le settimane e Roadhandler continua vincere incontri di wrestling, vede salire la sua popolarità e non perde occasione per fare la morale al pubblico, invitando tutti ad agire in maniera corretta e seguendo la via del bene ed addirittura insegnando mosse di autodifesa ai ragazzini del suo fan club. E' proprio durante uno di questi incontri che arriva Lord Zarak, in versione umana, che si presenta come cercatore di talenti e presenta i Micromaster Decepticon, ovvero la Air Strike Patrol composta da Whisper, Storm Cloud, Tailwind e Nightfight. Viene così concordato un incontro pubblico tra Roadhandler e Storm Cloud.
Zarak non ha però intenzione di effettuare uno scontro "pulito" e fa rapire i membri del fan club di Roadhandler per costringerlo a perdere e mostrare pubblicamente che gli Autobot non sono poi così eroici. Storm Cloud ha così gioco facile sull'inerme avversario, almeno finché non arrivano High Jump e Tailspin che hanno tratto in salvo i ragazzi. Roadhandler può così scatenarsi e mettere al tappeto il Decepticon, che successivamente fuggono.
Roadhandler prende ora la parola e a sorpresa, dal microfono, si dichiara nauseato dagli umani e dal wrestling tanto da decidere di abbandonare quel mondo. Poco dopo riferisce ai propri amici che ha fatto quelle dichiarazioni perché si è reso conto che le battaglie contro i Decepticon metterebbero solo a rischio la vita di eventuali amici umani. Interrogato infine da due ragazzini, suoi accaniti fan conclude dicendo che n on devono cercare eroi in cui credere ma devono solo credere in loro stessi.
-Note-
- Il lungo ciclo di Bob Budiansky sulla collana giunge al termine. Per l'occasione l'autore, che aveva scritto quasi tutte le storie a partire da US # 5, si diletta anche nelle matite interne. Nel prossimo numerò arriverà a sostituirlo, proprio su sua indicazione, Simon Furman. Il contributo di questo scrittore al mondo dei Transformer è stato innegabile, dato cha scritto le bio dei personaggi, ha scelto quasi tutti i nomi ed ha creato importanti caratterizzazioni ed elementi della mitologia del marchio. L'unica altra occasione in cui lavorerà sui Transformers sarà nel 2006, quando scriverà un adattamento del film animato del 1986 per conto della IDW per festeggiare il ventennale dell'uscita nelle sale.
- Budiansky ha dichiarato successivamente che questa storia gli è stata ispirata dal fatto che a quel tempo andava a vedere incontri di Wrestling con altri creativi della Marvel.
- I Micromaster Autobot si sono scontrato con i Decepticon in US #54.
- Nel prossimo numero vedremo alcuni sviluppi inerenti Storm Cloud.
- Jake "The Jackhammer" Jackson si allena nella palestra "Arnie's Gym", presumibilmente un omaggio ad Arnold Schwarzenegger.
- A pagina 11 Zarak è erroneamente indicato come "Zarac".
- Quando Zarak chiede rinforzi a Cybertron, dovrebbe apparire combinato a Scorponok ma questi è erroneamente rappresentato come una versione alterata dell'armatura del nebulano.
- Uno dei fan di Roadhandler grida "Make Mine Metal!", parafrasi del celebre "Make mine Marvel",classico motto della casa editrice.
- Budiansky utilizza dei personaggi umani creati ad hoc per questo racconto, mai comparsi prima e che mai saranno ripresi in futuro: trattasi di un chiaro marchio di fabbrica di questo autore.
-Osservazioni-
La lunga epopea di Bob Budiansky giunge al termine con un racconto piuttosto fuori dagli schemi, come ci si poteva aspettare da un autore con il suo repertorio.
Ci troviamo di fronte ad un albo che si rifà ai classici cartoni animati degli anni '80, quelli che si concludevano con una morale rivolta ai ragazzini, non propriamente uno standard nel mondo dei Transformer e che lascia un po’ spiazzati. Il contesto generale, ovvero quello del mondo del wrestling, è altresì un altro simbolo di quell'epoca dove questo sport - o per meglio dire, spettacolo - godeva di una grande popolarità.
Tutto questo, e anche il fatto che i membri del fan club di Roadhandler siano dei ragazzini risulta perfettamente logico nell'ottica del target che Budiansky si era prefissato dira ggiungere, ovvero quello dei ragazzini, che hanno così ampiamente la possibilità di immedesimarsi nel racconto.
L'autore fa anche un divertissiment (o perlomeno io credo che sia così) col nome del wrestler Jack "The Jackhammer" Jackson. Ritengo sia un possibile omaggio allo Stan Lee degli anni '60 che amava creare nuovi personaggi che avessero assonanze tra il nome ed il cognome ed il cui nome di battaglia derivasse in qualche modo dal cognome stesso.
Tra gli altri temi dell'albo non si può non notare quello dell'ostilità e della diffidenza che gli umani provano verso i Transformer e della difficoltà di questi ultimi a comprendere pienamente le dinamiche che hanno gli esseri di carne. Si tratta di tematiche già affrontate in passato dall'autore ma che i suoi successori, anche in tempi recenti, non sono stati in grado di cogliere e comprendere.
Altri elementi sembrano un po’ forzati, come il fatto che Zarak, che si trova a disposizione ben quattro nuovi guerrieri, decida di sfidare gli Autobot in un match di wrestling pubblico invece di cercare di coglierli di sorpresa in un altro modo. Non ci fa esattamente la figura del genio, in questo caso.
Ed infine il fatto che Roadhandler decida di bruciare tutta la popolarità che aveva acquisito, rinunciando così anche alla sua posizione di "moralizzatore pubblico" cos'è se non un rimando alle classiche storie Marvel (e non solo) in cui ci doveva essere solo l'illusione del cambiamento salvo che poi, alla fine, tutto tornava come era all'inizio?
Budiansky si dedica anche ai disegni che, a onor del vero, non sono poi così male. Ma questa non è una sorpresa dato che aveva già dato prova delle sue qualità artistiche disegnando una manciata di copertine. La seconda parte è illustrata invece da Jim Fern che presenta un tratto più altalenante rispetto a Budiansky. Tutte le tavole sono invece state rifinite ed inchiostrate da Mike Gustovich, con colorazione del Solito Nel Yomtov.
In definitiva questo albo, seppure con qualche gradevole spunto, sembra davvero solo una pubblicità per i modellini, come lo erano tanti cartoni animati dell'epoca. Un finale poco glorioso uno scrittore in passato capace di creare racconti epici e che forse avrebbe potuto concludere all'apice del successo con US #50. Ma ormai, come saputo da interviste successive, era stanco dei continui interventi da parte di Hasbro che lo costringevano a rivedere i piani a lunga gittata e ad inserire nei suoi racconti innumerevoli nuovi personaggi nell'arco di poche pagine, per stare dietro ai nuovi giocattoli presenti sugli scaffali dei negozi.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in quattro parti sui numeri 236, 237, 238 e 239 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Jake "The Jackhammer" Jackson, Flo Roccoco, Cecilia Santiago, Roadhandler, Powertrain, Tailspin, Mudslinger, Optimus Prime, Swindler, Free Wheeler, Casanova Brown, Evan, Dwight, Zarak, Submarauder, Skullgrin, Bugly, Scorponok, Whisper, Storm Cloud, Tailwind, Nightflight, Highjump.
-Copertine-
USA #55 – Disegno di Josè Delbo.
UK #236 – Disegno di Lee Sullivan.
UK #237 – Disegno di Geoff Senior.
UK #238 – Disegno di Andrew Wildman.
UK #239 – Disegno di Geoff Senior.
Jim Fern: schizzi pagine 11-22
Mike Gustovich: chine
Nelson Yomtov: colori
Jim Massara: lettering
Don Daley: supervisione
Tom De Falco: supervisore capo
Pubblicato da Marvel Comics USA nell'aprile 1989 – Data di copertina agosto 1989
-La storia-
Sul set di New York Parla, popolare programma TV di pettegolezzi condotto da Cecilia Santiago che, dopo aver presentato Jack "Jackhammer" Jackson e Flo Roccoco introduce l'Autobot Micromaster Roadhandler.
La conduttrice lo interroga sul fatto che gli umani considerino il suo gruppo una minaccia ma l'Autobot è lesto ad indicare i recenti aiuti che hanno dato alla comunità e a dire che non ritiene di dover prendere ordini da Optimus Prime, il quale disapprova le loro tattiche.
A questo punto interviene il wrestler Jackhammer che sfida il Micromaster a combattere con lui. Questi accetta, essendo ciò previsto dalla sua programmazione. Poco dopo la fine della trasmissione è però sorpreso dal comportamento dell'umano che si complimenta con lui per quanto offerto al pubblico e non capisce che si trattava solo di una recita per aumentare l'audicence, nemmeno quando la conduttrice prova a spiegarglielo.
Il giorno seguente Roadhandler, in compagnia di Cecilia, Swindler e Freewheeler si dirige alla palestra in cui si allena Jackhammer dove, sotto gli occhi del manager Casanova Brown , i due provano alcune mosse in vista dello spettacolo.
Quando Jackhammer scaraventa pesantemente a terra Roadhandler, il manager dell'umano impazzisce di gioia e grida che i fan andranno in visibilio nel vedere quella mossa prima di assistere alla sconfitta dell'Autobot. Ma Swindler non capisce che si tratta di una finzione e aggredisce l'umano, Infine i presenti si danno appuntamento sul ring per l'incontro vero e proprio.
Giunge così la sera dell'incontro, presentato come "Il campionato interplanetario di Wrestling", a cui assiste anche un interessato Lord Zarak. L'Autobot sembra più forte dell'umano, anche quando questi prova ad attaccarlo con un martello pneumatico; al segnale concordato però Roadhandler si fa scaraventare fuori dal ring , trasformandosi in automobile per poi lanciarsi contro l'avversario e schienarlo definitivamente, poco prima di essere proclamato vincitore dell'incontro.
Dopo l'incontro Zarak si dirige ad un molo del West Side dove viene recuperato da Submarauder che lo riporta al quartier generale Decepticon. Poco dopo i due ritornano e trovano ad attenderli Bugly e Skullgrin. A questo punto Zarak ordina di fare richiesta a Cybertron per l'invio di nuovi guerrieri per affrontare Roadhandler.
Passano le settimane e Roadhandler continua vincere incontri di wrestling, vede salire la sua popolarità e non perde occasione per fare la morale al pubblico, invitando tutti ad agire in maniera corretta e seguendo la via del bene ed addirittura insegnando mosse di autodifesa ai ragazzini del suo fan club. E' proprio durante uno di questi incontri che arriva Lord Zarak, in versione umana, che si presenta come cercatore di talenti e presenta i Micromaster Decepticon, ovvero la Air Strike Patrol composta da Whisper, Storm Cloud, Tailwind e Nightfight. Viene così concordato un incontro pubblico tra Roadhandler e Storm Cloud.
Zarak non ha però intenzione di effettuare uno scontro "pulito" e fa rapire i membri del fan club di Roadhandler per costringerlo a perdere e mostrare pubblicamente che gli Autobot non sono poi così eroici. Storm Cloud ha così gioco facile sull'inerme avversario, almeno finché non arrivano High Jump e Tailspin che hanno tratto in salvo i ragazzi. Roadhandler può così scatenarsi e mettere al tappeto il Decepticon, che successivamente fuggono.
Roadhandler prende ora la parola e a sorpresa, dal microfono, si dichiara nauseato dagli umani e dal wrestling tanto da decidere di abbandonare quel mondo. Poco dopo riferisce ai propri amici che ha fatto quelle dichiarazioni perché si è reso conto che le battaglie contro i Decepticon metterebbero solo a rischio la vita di eventuali amici umani. Interrogato infine da due ragazzini, suoi accaniti fan conclude dicendo che n on devono cercare eroi in cui credere ma devono solo credere in loro stessi.
-Note-
- Il lungo ciclo di Bob Budiansky sulla collana giunge al termine. Per l'occasione l'autore, che aveva scritto quasi tutte le storie a partire da US # 5, si diletta anche nelle matite interne. Nel prossimo numerò arriverà a sostituirlo, proprio su sua indicazione, Simon Furman. Il contributo di questo scrittore al mondo dei Transformer è stato innegabile, dato cha scritto le bio dei personaggi, ha scelto quasi tutti i nomi ed ha creato importanti caratterizzazioni ed elementi della mitologia del marchio. L'unica altra occasione in cui lavorerà sui Transformers sarà nel 2006, quando scriverà un adattamento del film animato del 1986 per conto della IDW per festeggiare il ventennale dell'uscita nelle sale.
- Budiansky ha dichiarato successivamente che questa storia gli è stata ispirata dal fatto che a quel tempo andava a vedere incontri di Wrestling con altri creativi della Marvel.
- I Micromaster Autobot si sono scontrato con i Decepticon in US #54.
- Nel prossimo numero vedremo alcuni sviluppi inerenti Storm Cloud.
- Jake "The Jackhammer" Jackson si allena nella palestra "Arnie's Gym", presumibilmente un omaggio ad Arnold Schwarzenegger.
- A pagina 11 Zarak è erroneamente indicato come "Zarac".
- Quando Zarak chiede rinforzi a Cybertron, dovrebbe apparire combinato a Scorponok ma questi è erroneamente rappresentato come una versione alterata dell'armatura del nebulano.
- Uno dei fan di Roadhandler grida "Make Mine Metal!", parafrasi del celebre "Make mine Marvel",classico motto della casa editrice.
- Budiansky utilizza dei personaggi umani creati ad hoc per questo racconto, mai comparsi prima e che mai saranno ripresi in futuro: trattasi di un chiaro marchio di fabbrica di questo autore.
-Osservazioni-
La lunga epopea di Bob Budiansky giunge al termine con un racconto piuttosto fuori dagli schemi, come ci si poteva aspettare da un autore con il suo repertorio.
Ci troviamo di fronte ad un albo che si rifà ai classici cartoni animati degli anni '80, quelli che si concludevano con una morale rivolta ai ragazzini, non propriamente uno standard nel mondo dei Transformer e che lascia un po’ spiazzati. Il contesto generale, ovvero quello del mondo del wrestling, è altresì un altro simbolo di quell'epoca dove questo sport - o per meglio dire, spettacolo - godeva di una grande popolarità.
Tutto questo, e anche il fatto che i membri del fan club di Roadhandler siano dei ragazzini risulta perfettamente logico nell'ottica del target che Budiansky si era prefissato dira ggiungere, ovvero quello dei ragazzini, che hanno così ampiamente la possibilità di immedesimarsi nel racconto.
L'autore fa anche un divertissiment (o perlomeno io credo che sia così) col nome del wrestler Jack "The Jackhammer" Jackson. Ritengo sia un possibile omaggio allo Stan Lee degli anni '60 che amava creare nuovi personaggi che avessero assonanze tra il nome ed il cognome ed il cui nome di battaglia derivasse in qualche modo dal cognome stesso.
Tra gli altri temi dell'albo non si può non notare quello dell'ostilità e della diffidenza che gli umani provano verso i Transformer e della difficoltà di questi ultimi a comprendere pienamente le dinamiche che hanno gli esseri di carne. Si tratta di tematiche già affrontate in passato dall'autore ma che i suoi successori, anche in tempi recenti, non sono stati in grado di cogliere e comprendere.
Altri elementi sembrano un po’ forzati, come il fatto che Zarak, che si trova a disposizione ben quattro nuovi guerrieri, decida di sfidare gli Autobot in un match di wrestling pubblico invece di cercare di coglierli di sorpresa in un altro modo. Non ci fa esattamente la figura del genio, in questo caso.
Ed infine il fatto che Roadhandler decida di bruciare tutta la popolarità che aveva acquisito, rinunciando così anche alla sua posizione di "moralizzatore pubblico" cos'è se non un rimando alle classiche storie Marvel (e non solo) in cui ci doveva essere solo l'illusione del cambiamento salvo che poi, alla fine, tutto tornava come era all'inizio?
Budiansky si dedica anche ai disegni che, a onor del vero, non sono poi così male. Ma questa non è una sorpresa dato che aveva già dato prova delle sue qualità artistiche disegnando una manciata di copertine. La seconda parte è illustrata invece da Jim Fern che presenta un tratto più altalenante rispetto a Budiansky. Tutte le tavole sono invece state rifinite ed inchiostrate da Mike Gustovich, con colorazione del Solito Nel Yomtov.
In definitiva questo albo, seppure con qualche gradevole spunto, sembra davvero solo una pubblicità per i modellini, come lo erano tanti cartoni animati dell'epoca. Un finale poco glorioso uno scrittore in passato capace di creare racconti epici e che forse avrebbe potuto concludere all'apice del successo con US #50. Ma ormai, come saputo da interviste successive, era stanco dei continui interventi da parte di Hasbro che lo costringevano a rivedere i piani a lunga gittata e ad inserire nei suoi racconti innumerevoli nuovi personaggi nell'arco di poche pagine, per stare dietro ai nuovi giocattoli presenti sugli scaffali dei negozi.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in quattro parti sui numeri 236, 237, 238 e 239 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Jake "The Jackhammer" Jackson, Flo Roccoco, Cecilia Santiago, Roadhandler, Powertrain, Tailspin, Mudslinger, Optimus Prime, Swindler, Free Wheeler, Casanova Brown, Evan, Dwight, Zarak, Submarauder, Skullgrin, Bugly, Scorponok, Whisper, Storm Cloud, Tailwind, Nightflight, Highjump.
-Copertine-
USA #55 – Disegno di Josè Delbo.
UK #236 – Disegno di Lee Sullivan.
UK #237 – Disegno di Geoff Senior.
UK #238 – Disegno di Andrew Wildman.
UK #239 – Disegno di Geoff Senior.











