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Località: Terra-616
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#47 - Club Con! - The Underbase saga part 1
TRANSFORMERS USA #47
CLUB CON! - The Underbase Saga part 1
[CLUB CON! - La saga dell'Omnibase parte 1]

CLUB CON! - The Underbase Saga part 1
[CLUB CON! - La saga dell'Omnibase parte 1]

Scritto da Bob Budiansky
Disegni di Josè Delbo
Chine di Dave Hunt
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Bill Oakley
Supervisione di Don Daley
Pubblicato da Marvel Comics USA nel agosto 1988 – Data di copertina dicembre 1988
-La storia-
A bordo dell'Arca, in orbita attorno alla Terra, Fortress Maximus, Optimus Prime e Grimlock osservano uno spot televisivo realizzato dai Decepticon. Essi invitano gli umani a partecipare al Club Con: dopo essere stati caricati, proprio davanti a casa, da Starscream o da uno degli altri esperti, i vacanzieri vengono portati su un isola dei caraibi dove vengono accolti da uno staff di robot, possono andare in spiaggia o pranzare presso il miglior ristorante del mondo. A fare da testimonial è Buster Witwicky, per l'occasione ribattezzato "il Re". Maximus e Grimlock vorrebbero partire subito all'assalto dell'isola, ma Optimus Prime preferisce adottare misure diverse: vuole mandare in avanscoperta Blaster, in modo che si infiltri tra i nemici e scopra informazioni importanti.
Intanto, a Portland, mentre Jesse parla con Sparkplug Witwicky, improvvisamente compare una capsula volante dalla quale esce Blaster. Questi propone a Sparkplug un accordo: se l'umano gli darà modo di entrare nell'isola dei Decepticon lui cercherà di salvare suo figlio Buster. L'uomo accetta ma è Jesse a intervenire: dato che si tratta di un villaggio vacanze, un uomo maturo potrebbe dare nell'occhio mentre lei passerebbe invece più inosservata. L'accordo viene così raggiunto.
E' Ramjet a trasportare sull'isola Jesse e Ratbat, che vengono accolti da un sorridente Starscream. Nonostante gli avvertimenti di Wildrider di non allontanarsi troppo dal bordo della spiaggia quando si nuota, la ragazza si spinge oltre per fare una immersione e sul fondale marino. Scorge così i Seacon Overbite, Snaptrap, Skalor, Nautilator, Seawing e Tentakil entrare in un tunnel al di sotto dell'isola Decepticon.
Dopo aver recuperato Blaster, in modalità radio, e disubbidendo ai suoi ordini di non rischiare di compromettere la sua vita e la missione, Jesse si immerge e giunge all'interno della base nemica. Eludendo la sorveglianza dei distratti Drag Strip e Vortex, i due giungono finalmente alla stanza dove si trova Buster. Non possono però liberarlo: i Decepticon lo tengono legato con una corda in poliacciao e Blaster non può trasformarsi in modalità robotica per aiutarlo in quanto la stanza è troppo piccola.
Buster rivela quanto ha scoperto durante il suo periodo di reclusione: alcuni Autobot su Cybertron, alcune centinaia di anni prima, notarono qualcosa (ma il ragazzo non ha capito di cosa si tratta) avvicinarsi alla Terra, dove sapevano che si era schiantata l'Arca. Inviarono quindi in missione Raindance e Grandslam perché avvertissero i compagni. Ma purtroppo i due furono danneggiati durante l'entrata nell'orbita terrestre e finirono nel forziere di un pirata la cui barca, successivamente, affondò nell'oceano. Il comando Decepticon su Cybertron, avendo finalmente individuato il luogo ove si trova il relitto, lo ha comunicato a Ratbat e questi ha posizionato proprio lì vicino la sua isola, in modo da recuperare i due Autobot e prelevarne i dati. Il fatto che l'isola sia stata dichiarata nazione sovrana e sia diventata un centro vacanze è solo una copertura per non dare nell'occhio durante le ricerche sul fondale oceanico. E' Buster è tenuto in ostaggio poiché appaia come sovrano dell'isola, ma in realtà è solo un fantoccio.
Mentre Blaster e Jesse si allontano in cerca di aiuto, incrociano i Seacon di ritorno con la cassa del tesoro che contiene i due Autobot dispersi. La ragazza decide così di seguirli e, mentre Snaptrap riferisce a Ratrap della missione di recupero, ruba Raindance e Grandslam dal forziere. Ratbat capisce la situazione e ordina ai Seacon di recuperarli. Questi, non sapendo bene chi ha preso i due Autobot, iniziano ad attaccare i villeggianti sulla spiaggia. Jesse vorrebbe intervenire ma Blaster la frena: si trasforma e affronta i nemici, cercando così di dare agli umani il tempo di mettersi al riparo.
Il coraggioso Blaster, anche se contro sei avversari contemporaneamente, non è troppo in difficoltà: lo aiuto il fatto che i Seacon siano poco a proprio agio sulla terraferma. Ma, improvvisamente, un bambino entra nella mischia e gli si avvicina, scambiandolo per un gigantesco robot giocattolo. Questo consente ai Decepticon di colpirlo. L'Autobot, in difficoltà, è costretto a sputare in mare i due piccoli compagni sulle cui tracce si mettono prontamente i Seacon.
Blaster ha così il tempo di ritrasformarsi e, in compagnia di Jesse, salire sull'aereo che li riporterà sulla terraferma mentre Starscream si scusa per l'imprevista battaglia e chiede agli umani di tornare a far loro visita. L'Autobot, una volta raggiunti i compagni, potrà informarli di quanto ha scoperto.
-Note-
- Nell'albo sono presenti solo 20 pagine di fumetti, contrariamente alle consuete 22. In appendice sono pubblicate le schede di Snapdragon, Highbrow e Apeface, originariamente previste per la 2° serie del Transformers Universe, di cui fu cancellata la pubblicazione.
- Lo scambio di battute tra Grimlock, Optimus Prime e Fortress Maximus è illuminante delle loro rispettive personalità e propensioni. Il Dinobot vorrebbe attaccare immediatamente l'isola Decepticon senza avere alcun piano alle spalle. Fortress Maximus (o meglio Spike) freme dal desiderio di liberare il fratello. Per fortuna loro c'è Optimus Prime che ha le idee chiare ed è in grado di formulare un adeguata strategia.
- Clamoroso errore alle pagine 3 e 4: tra gli Autobot che si allenano con Blaster c'è anche Runamuck! E ciò è ancor più incomprensibile dato che a pagina 2 appariva tra le fila Decepticon… Inoltre, in US #71, Simon Furman ignorerà la sua presenza tra lo staff del Club Con.
- Era da US #41 che non si vedevano Autobot sulla Terra. Inoltre Fortress Maximus, Grimlock e Blaster, che precedentemente erano stati in disaccordo su chi avrebbe dovuto assumere il ruolo di leader si mettono agli ordini di Optimus Prime senza il minimo disaccordo.
- L'isola, che i Decepticon dichiarano nazione sovrana, ha un precedente similare anche nel mondo reale: il Principato di Sealand.
- I Decepticon hanno distrutto l'attività lavorativa di Sparkplug Witkicky in US #37-38. Il suo primo contatto con gli Autobot, invece, risale addirittura al mitico US #1.
- Starscream è stato fatto a pezzi in US #19. Il suo corpo è stato recuperato dai compagni in US #41 e ora, in fine, appare completamente riparato e operativo, rivestendo il ruolo di manager del Club Con. Sostiene, inoltre, di essere totalmente fedele a Ratbat.
- Ratbat fa riferimento al Quartier generale imperiale dei Decepticon come mandatario dei suoi ordini. E' l'unica volta che viene citato nella serie per cui non si sa altro.
- Blaster chiama Jesse "pellemorbida".
- Molto controversa la sequenza di flashback concernete Raindance e Grandslam, di cui si dice che avvenga qualche secolo fa. Innanzitutto la loro modalità alternativa cybertroniana è, per coincidenza, davvero molto simile alle future musicassette terrestri. E poi, tra gli Autobot che li inviano sulla terra vediamo un incredibilmente piccolo Defensor già con la sua modalità terrestre. Peccato solo che nella serie i Protectobot abbiano fatto la loro prima apparizione in US #24 quindi, presumibilmente, creati sulla Terra grazie alla Matrice. Inoltre con Defensor appaiono Sunstreaker, Perceptor e Beachcomber: gli ultimi due non danno problemi di continuità, ma il primo è impossibile che si lì in quanto si era già schiantato sulla Terra da molto tempo. E proprio qui c'è l'errore più grande: come facevano a sapere che l'Arca era finita proprio sul nostro pianeta se, dopo aver lasciato Cybertron, non c'era più stato alcun contatto per circa 4.000.000 di anni???
- Il Club con e la Fondazione Z hanno lo stesso numero di telefono [1 (800) 555-2000], nonostante tra Scorponok e Ratbat non ci sia collaborazione.
- La vignetta di Jesse che esce dall'acqua mi ha fatto venire in mente una scena simile di 007 in cui Ursula Andress esce dall'acqua, scena poi rifatta con Halle Berry anni dopo. Non so se si tratti di una effettiva citazione da parte del disegnatore o, semplicemente, un frutto della mia immaginazione.
- A pagina 15 c'è un erroneo scambio di nomi tra Tentakil and Skalor.
- E' l'ultima apparizione in questa collana per i seguenti personaggi: Outback, Thrust, Wildrider, Ramjet, Vortex e Swindle.
-Osservazioni-
Con questo racconto prende il via l'ambizioso ciclo di storie che porta a US #50. Lo scrittore Bob Budiansky non sembra completamente padrone della situazione dato che propone una storia controversa, condita da alcuni clamorosi errori che ho elencato nelle note.
E sono proprio questi errori a lasciarci in un primo momento a bocca aperta, dato che in altre occasioni lo scrittore aveva mostrato una discreta attenzione ai dettagli. Ci si chiede che ruolo/capacità abbia Don Daley, il supervisore della serie, per non notare e intervenire su questi buchi palesi.
Ad una analisi più approfondita, analizzando il lato Autobot della vicenda, non possiamo che restare un po’ stupefatti dal fatto che Fortress Maximus, Grimlock e Blaster acconsentano placidamente agli ordini di Optimus Prime. Eppure si tratta di Transformer che fino a qualche numero prima erano disposti a farsi la guerra e venire alle mani pur di assumere il comando! E lo stesso Optimus, nonostante sia stato fuori dai giochi per un po’, torna a rivestire il suo ruolo di comando (apparentemente) come se niente fosse. Inoltre Grimlock sembra quasi lobotomizzato, capace di agire con semplicistiche reazioni di causa-effetto.
Altra cosa che fa strabuzzare gli occhi è il cambio di percezione che gli umani hanno dei Transformer. Se precedentemente lo scrittore sembrava impegnarsi nel trasmetterci l'idea che gli umani fossero spaventati da queste creature, com'è possibile che ora vadano allegramente in un villaggio vacanze che essi gestiscono?
E i Decepticon appaiono piuttosto stupidi. Nessuno nota Blaster quando arriva. Nessuno lo nota ritrasformarsi alla fine della battaglia e i Seacon corrono tutti dietro alle due cassette sputate in acqua. Non c'è comunicazione tra loro: se i Seacon hanno lottato con un Autobot sull'isola, come è possibile che poco dopo i compagni riportino a casa gli occupanti della stessa senza un minimo di controllo? E se non c'è comunicazione, dove sono i membri dello staff per non notare la battaglia finale? A inizio albo sembrava ce ne fosse uno in ogni dove. E sull'isola stessa, che nell'albo in cui decollava nello spazio veniva descritta come "totalmente cablata", non ci sono videocamere o sensori di controllo? Tutto poco credibile.
Peccato per tutti questi problemi, perché la storia ha anche momenti godibili come Starscream costretto a rivestire un ruolo che disprezza o l'ottima interazione tra Jesse e Blaster.
Veramente pregevole la copertina, per l'occasione disegnata da Budiansky stesso, che richiama in qualche modo una scena degna di un thriller.
L'arte di Josè Delbo si mantiene su un livello costantemente per tutto l'albo, dimostrando una concentrazione e continuità di rendimento che non ha sempre avuto. Particolarmente pregevole la pagina con i pirati, in cui il disegnatore sembra dare il meglio di se.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 194 e 195 della collana UK.
- E' l'ultima volta che una copertina inglese viene presentata come rimaneggiamento di una americana.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Starscream, Drag Strip, Breakdown, Runamuck, Swindle, Fortress Maximus, Optimus Prime, Grimlock, Buster Witkicky, Outback, Mirage, Runamuck, Blaster, Grapple, Jazz, Sparkplug Witwicky, Jesse, Vortex, Ratbat, Ramjet, Soundwave, Wildrider, Overbite, Snaptrap, Skalor, Nautilator, Seawing, Tentakil, Defensor, Beachcomber, Perceptor, Sunstreaker, Raindance, Grandslam, Thrust.
-Copertine-
USA #47 – Disegno di Bob Budiansky e Kevin Nowlan.
UK #194 – Rimaneggiamento della copertina di Budiansky.
UK #195 – Disegno di Stephen Baskerville.
Disegni di Josè Delbo
Chine di Dave Hunt
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Bill Oakley
Supervisione di Don Daley
Pubblicato da Marvel Comics USA nel agosto 1988 – Data di copertina dicembre 1988
-La storia-
A bordo dell'Arca, in orbita attorno alla Terra, Fortress Maximus, Optimus Prime e Grimlock osservano uno spot televisivo realizzato dai Decepticon. Essi invitano gli umani a partecipare al Club Con: dopo essere stati caricati, proprio davanti a casa, da Starscream o da uno degli altri esperti, i vacanzieri vengono portati su un isola dei caraibi dove vengono accolti da uno staff di robot, possono andare in spiaggia o pranzare presso il miglior ristorante del mondo. A fare da testimonial è Buster Witwicky, per l'occasione ribattezzato "il Re". Maximus e Grimlock vorrebbero partire subito all'assalto dell'isola, ma Optimus Prime preferisce adottare misure diverse: vuole mandare in avanscoperta Blaster, in modo che si infiltri tra i nemici e scopra informazioni importanti.
Intanto, a Portland, mentre Jesse parla con Sparkplug Witwicky, improvvisamente compare una capsula volante dalla quale esce Blaster. Questi propone a Sparkplug un accordo: se l'umano gli darà modo di entrare nell'isola dei Decepticon lui cercherà di salvare suo figlio Buster. L'uomo accetta ma è Jesse a intervenire: dato che si tratta di un villaggio vacanze, un uomo maturo potrebbe dare nell'occhio mentre lei passerebbe invece più inosservata. L'accordo viene così raggiunto.
E' Ramjet a trasportare sull'isola Jesse e Ratbat, che vengono accolti da un sorridente Starscream. Nonostante gli avvertimenti di Wildrider di non allontanarsi troppo dal bordo della spiaggia quando si nuota, la ragazza si spinge oltre per fare una immersione e sul fondale marino. Scorge così i Seacon Overbite, Snaptrap, Skalor, Nautilator, Seawing e Tentakil entrare in un tunnel al di sotto dell'isola Decepticon.
Dopo aver recuperato Blaster, in modalità radio, e disubbidendo ai suoi ordini di non rischiare di compromettere la sua vita e la missione, Jesse si immerge e giunge all'interno della base nemica. Eludendo la sorveglianza dei distratti Drag Strip e Vortex, i due giungono finalmente alla stanza dove si trova Buster. Non possono però liberarlo: i Decepticon lo tengono legato con una corda in poliacciao e Blaster non può trasformarsi in modalità robotica per aiutarlo in quanto la stanza è troppo piccola.
Buster rivela quanto ha scoperto durante il suo periodo di reclusione: alcuni Autobot su Cybertron, alcune centinaia di anni prima, notarono qualcosa (ma il ragazzo non ha capito di cosa si tratta) avvicinarsi alla Terra, dove sapevano che si era schiantata l'Arca. Inviarono quindi in missione Raindance e Grandslam perché avvertissero i compagni. Ma purtroppo i due furono danneggiati durante l'entrata nell'orbita terrestre e finirono nel forziere di un pirata la cui barca, successivamente, affondò nell'oceano. Il comando Decepticon su Cybertron, avendo finalmente individuato il luogo ove si trova il relitto, lo ha comunicato a Ratbat e questi ha posizionato proprio lì vicino la sua isola, in modo da recuperare i due Autobot e prelevarne i dati. Il fatto che l'isola sia stata dichiarata nazione sovrana e sia diventata un centro vacanze è solo una copertura per non dare nell'occhio durante le ricerche sul fondale oceanico. E' Buster è tenuto in ostaggio poiché appaia come sovrano dell'isola, ma in realtà è solo un fantoccio.
Mentre Blaster e Jesse si allontano in cerca di aiuto, incrociano i Seacon di ritorno con la cassa del tesoro che contiene i due Autobot dispersi. La ragazza decide così di seguirli e, mentre Snaptrap riferisce a Ratrap della missione di recupero, ruba Raindance e Grandslam dal forziere. Ratbat capisce la situazione e ordina ai Seacon di recuperarli. Questi, non sapendo bene chi ha preso i due Autobot, iniziano ad attaccare i villeggianti sulla spiaggia. Jesse vorrebbe intervenire ma Blaster la frena: si trasforma e affronta i nemici, cercando così di dare agli umani il tempo di mettersi al riparo.
Il coraggioso Blaster, anche se contro sei avversari contemporaneamente, non è troppo in difficoltà: lo aiuto il fatto che i Seacon siano poco a proprio agio sulla terraferma. Ma, improvvisamente, un bambino entra nella mischia e gli si avvicina, scambiandolo per un gigantesco robot giocattolo. Questo consente ai Decepticon di colpirlo. L'Autobot, in difficoltà, è costretto a sputare in mare i due piccoli compagni sulle cui tracce si mettono prontamente i Seacon.
Blaster ha così il tempo di ritrasformarsi e, in compagnia di Jesse, salire sull'aereo che li riporterà sulla terraferma mentre Starscream si scusa per l'imprevista battaglia e chiede agli umani di tornare a far loro visita. L'Autobot, una volta raggiunti i compagni, potrà informarli di quanto ha scoperto.
-Note-
- Nell'albo sono presenti solo 20 pagine di fumetti, contrariamente alle consuete 22. In appendice sono pubblicate le schede di Snapdragon, Highbrow e Apeface, originariamente previste per la 2° serie del Transformers Universe, di cui fu cancellata la pubblicazione.
- Lo scambio di battute tra Grimlock, Optimus Prime e Fortress Maximus è illuminante delle loro rispettive personalità e propensioni. Il Dinobot vorrebbe attaccare immediatamente l'isola Decepticon senza avere alcun piano alle spalle. Fortress Maximus (o meglio Spike) freme dal desiderio di liberare il fratello. Per fortuna loro c'è Optimus Prime che ha le idee chiare ed è in grado di formulare un adeguata strategia.
- Clamoroso errore alle pagine 3 e 4: tra gli Autobot che si allenano con Blaster c'è anche Runamuck! E ciò è ancor più incomprensibile dato che a pagina 2 appariva tra le fila Decepticon… Inoltre, in US #71, Simon Furman ignorerà la sua presenza tra lo staff del Club Con.
- Era da US #41 che non si vedevano Autobot sulla Terra. Inoltre Fortress Maximus, Grimlock e Blaster, che precedentemente erano stati in disaccordo su chi avrebbe dovuto assumere il ruolo di leader si mettono agli ordini di Optimus Prime senza il minimo disaccordo.
- L'isola, che i Decepticon dichiarano nazione sovrana, ha un precedente similare anche nel mondo reale: il Principato di Sealand.
- I Decepticon hanno distrutto l'attività lavorativa di Sparkplug Witkicky in US #37-38. Il suo primo contatto con gli Autobot, invece, risale addirittura al mitico US #1.
- Starscream è stato fatto a pezzi in US #19. Il suo corpo è stato recuperato dai compagni in US #41 e ora, in fine, appare completamente riparato e operativo, rivestendo il ruolo di manager del Club Con. Sostiene, inoltre, di essere totalmente fedele a Ratbat.
- Ratbat fa riferimento al Quartier generale imperiale dei Decepticon come mandatario dei suoi ordini. E' l'unica volta che viene citato nella serie per cui non si sa altro.
- Blaster chiama Jesse "pellemorbida".
- Molto controversa la sequenza di flashback concernete Raindance e Grandslam, di cui si dice che avvenga qualche secolo fa. Innanzitutto la loro modalità alternativa cybertroniana è, per coincidenza, davvero molto simile alle future musicassette terrestri. E poi, tra gli Autobot che li inviano sulla terra vediamo un incredibilmente piccolo Defensor già con la sua modalità terrestre. Peccato solo che nella serie i Protectobot abbiano fatto la loro prima apparizione in US #24 quindi, presumibilmente, creati sulla Terra grazie alla Matrice. Inoltre con Defensor appaiono Sunstreaker, Perceptor e Beachcomber: gli ultimi due non danno problemi di continuità, ma il primo è impossibile che si lì in quanto si era già schiantato sulla Terra da molto tempo. E proprio qui c'è l'errore più grande: come facevano a sapere che l'Arca era finita proprio sul nostro pianeta se, dopo aver lasciato Cybertron, non c'era più stato alcun contatto per circa 4.000.000 di anni???
- Il Club con e la Fondazione Z hanno lo stesso numero di telefono [1 (800) 555-2000], nonostante tra Scorponok e Ratbat non ci sia collaborazione.
- La vignetta di Jesse che esce dall'acqua mi ha fatto venire in mente una scena simile di 007 in cui Ursula Andress esce dall'acqua, scena poi rifatta con Halle Berry anni dopo. Non so se si tratti di una effettiva citazione da parte del disegnatore o, semplicemente, un frutto della mia immaginazione.
- A pagina 15 c'è un erroneo scambio di nomi tra Tentakil and Skalor.
- E' l'ultima apparizione in questa collana per i seguenti personaggi: Outback, Thrust, Wildrider, Ramjet, Vortex e Swindle.
-Osservazioni-
Con questo racconto prende il via l'ambizioso ciclo di storie che porta a US #50. Lo scrittore Bob Budiansky non sembra completamente padrone della situazione dato che propone una storia controversa, condita da alcuni clamorosi errori che ho elencato nelle note.
E sono proprio questi errori a lasciarci in un primo momento a bocca aperta, dato che in altre occasioni lo scrittore aveva mostrato una discreta attenzione ai dettagli. Ci si chiede che ruolo/capacità abbia Don Daley, il supervisore della serie, per non notare e intervenire su questi buchi palesi.
Ad una analisi più approfondita, analizzando il lato Autobot della vicenda, non possiamo che restare un po’ stupefatti dal fatto che Fortress Maximus, Grimlock e Blaster acconsentano placidamente agli ordini di Optimus Prime. Eppure si tratta di Transformer che fino a qualche numero prima erano disposti a farsi la guerra e venire alle mani pur di assumere il comando! E lo stesso Optimus, nonostante sia stato fuori dai giochi per un po’, torna a rivestire il suo ruolo di comando (apparentemente) come se niente fosse. Inoltre Grimlock sembra quasi lobotomizzato, capace di agire con semplicistiche reazioni di causa-effetto.
Altra cosa che fa strabuzzare gli occhi è il cambio di percezione che gli umani hanno dei Transformer. Se precedentemente lo scrittore sembrava impegnarsi nel trasmetterci l'idea che gli umani fossero spaventati da queste creature, com'è possibile che ora vadano allegramente in un villaggio vacanze che essi gestiscono?
E i Decepticon appaiono piuttosto stupidi. Nessuno nota Blaster quando arriva. Nessuno lo nota ritrasformarsi alla fine della battaglia e i Seacon corrono tutti dietro alle due cassette sputate in acqua. Non c'è comunicazione tra loro: se i Seacon hanno lottato con un Autobot sull'isola, come è possibile che poco dopo i compagni riportino a casa gli occupanti della stessa senza un minimo di controllo? E se non c'è comunicazione, dove sono i membri dello staff per non notare la battaglia finale? A inizio albo sembrava ce ne fosse uno in ogni dove. E sull'isola stessa, che nell'albo in cui decollava nello spazio veniva descritta come "totalmente cablata", non ci sono videocamere o sensori di controllo? Tutto poco credibile.
Peccato per tutti questi problemi, perché la storia ha anche momenti godibili come Starscream costretto a rivestire un ruolo che disprezza o l'ottima interazione tra Jesse e Blaster.
Veramente pregevole la copertina, per l'occasione disegnata da Budiansky stesso, che richiama in qualche modo una scena degna di un thriller.
L'arte di Josè Delbo si mantiene su un livello costantemente per tutto l'albo, dimostrando una concentrazione e continuità di rendimento che non ha sempre avuto. Particolarmente pregevole la pagina con i pirati, in cui il disegnatore sembra dare il meglio di se.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 194 e 195 della collana UK.
- E' l'ultima volta che una copertina inglese viene presentata come rimaneggiamento di una americana.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è inedita in Italia.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Starscream, Drag Strip, Breakdown, Runamuck, Swindle, Fortress Maximus, Optimus Prime, Grimlock, Buster Witkicky, Outback, Mirage, Runamuck, Blaster, Grapple, Jazz, Sparkplug Witwicky, Jesse, Vortex, Ratbat, Ramjet, Soundwave, Wildrider, Overbite, Snaptrap, Skalor, Nautilator, Seawing, Tentakil, Defensor, Beachcomber, Perceptor, Sunstreaker, Raindance, Grandslam, Thrust.
-Copertine-
USA #47 – Disegno di Bob Budiansky e Kevin Nowlan.
UK #194 – Rimaneggiamento della copertina di Budiansky.
UK #195 – Disegno di Stephen Baskerville.











