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Località: Terra-616
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#38 - Trial by fire! [La prova del fuoco!]
TRANSFORMERS USA #38
TRIAL BY FIRE!
[LA PROVA DEL FUOCO!]

TRIAL BY FIRE!
[LA PROVA DEL FUOCO!]

Scritto da Bob Budiansky
Disegni di Josè Delbo
Chine di Dave Hunt
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Bill Oakley
Supervisione di Don Daley
Pubblicato da Marvel Comics USA nel novembre 1987 – Data di copertina marzo 1988
-La storia-
A bordo della nave spaziale Steelhaven, Hardhead, Brainstorm, Chromedome, Highbrow stanno riassemblando il corpo di Fortress Maximus, sotto la supervisione di Galen. Il lavoro, svolto principalmente da Brainstorm, consiste nell'aumentare le dimensioni e il potenziale bellico dell'Headmaster. Il tutto deve avvenire prima del loro arrivo a destinazione, nonostante le obiezioni dei partner nebulani Gort e Duros, sempre avulsi dalla guerra.
Nonostante tutto la trasformazione viene completata: ora Fortress Maximus è gigantesco, può trasformarsi in una stazione da battaglia e la sua testa può addirittura trasformarsi in una altro robot: Cerebros.
Intanto, a Portland, una squadra del RAAT sorveglia le macerie dell'officina dei Witwicky. Spike giunge sul posto, preoccupato della salute del padre e si mette a cercarlo. Ed è proprio in quel momento che compare il vecchio Sparkplug, vivo e vegeto. Questi gli racconto che è stato recentemente vittima di un assalto da parte dei Decepticon, capitanati da Ratbat che erano in cerca di suo fratello Buster. Quest'ultimo è andato all'Arca, la base degli Autobot in cerca di aiuto ma non è ancora tornato: Spike decide quindi di andarci. Una volta arrivato trova la base abbandonata: c'è solo un automobilina rossa per terra.
Frattanto la Steelhaven giunge nell'orbita terrestre e i suoi occupanti osservano brevemente la vita autoctona. Duros è preoccupato dal fatto che con il loro arrivo potrebbero portare la guerra sul pianeta ma Galen, ancora una volta, si dimostra irremovibile e interessato solo a rispondere alla chiamata degli Autobot. E così Duros, Gort, Stylor, Arcana e Galen, con i rispettivi partner Hardhead, Highbrow, Chromedome, Brainstorm e Cerebros/Fortress Maximus abbandonano la nave e si dirigono alle coordinate prestabilite.
I cinque giungono all'Arca, inconsapevolmente osservati da Spike, e trovano la macchinina dove Ratbat ha intrappolato il modulo cerebrale di Goldbug. Chromedome si connette ad esso e riproduce le immagini della sua recente battaglia con il Decepticon e del rapimento di Buster. Brainstorm vorrebbe correre in aiuto dell'umano ma Fortress Maximus non vuole: la sua priorità e trovare gli altri Autobot.
E' allora che Spike si fa coraggio ed esce allo scoperto, chiedendo agli Headmaster di aiutarlo a salvare il fratello. Ma la scena si ripete nuovamente: Galen si mostra all'umano e gli dice che non vuole mettere a repentaglio la sua missione per la vita di un singolo. A quel punto i cinque si allontanano in cerca degli Autobot e lasciano il ragazzo da solo.
Mentre Spike si sta riposando, anche i Decepticon Headmaster arrivano all'Arca. Si tratta di Scorponok, Apeface, Snapdragon, Mindwipe, Weirdwolf e Skullcruncher. Spike intuisce che abbiano intenzioni ostili, così lancia una richiesta di aiuto agli Autobot, che però viene recepita anche dai Decepticon.
I due gruppi di Transformer giungono così al confronto fisico. Glia Autobot, anche grazie alla superiorità di Fortress Maximus, sembrano in grado di prevalere. Così Scorponok decide di passare alle contromisure: si mette infatti sulle tracce di Spike che nel frattempo si era spinto in una galleria verso il centro del vulcano per nascondersi e lo attacca. In sua difesa interviene proprio Maximus.
Scorponok fugge all'interno di un cunicolo più piccolo in cui Fortress Maximus non può avventurasi, così questo si separa dalla sua testa che si trasforma in Cerebros e si mette all'inseguimento del nemico. Spike continua nella sua fuga e ora proprio Scorponok a non poterlo inseguire su uno stretto ponte di pietra e così, imitando il suo avversario, Lord Zarak si separa dal corpo del Decepticon per seguirlo. Similmente anche Galen si separa da Cerebros e, una volta raggiunto l'avversario, parte il confronto fisico.
Sotto gli occhi di Spike i due si malmenano ma, in quel momento, dal pungiglione di Scorponok parte un colpo che fa franare delle pietre mettendo a repentaglio la vita dell'umano. Galen si lancia per proteggerlo ma viene schiacciato dalla frana. Prima di spirare, comunque, cede il suo casco a Spike e gli chiede di fare in modo che il suo sacrificio non sia vano.
Frattanto Scorponok torna sui suoi passi e contrattacca gli Autobot, convinto che a causa della morte di Galen sia vulnerabili. Non ha fatto però i conti con Spike che prende immediatamente il controllo di Fortress Maximus e mette in fuga gli avversari. Contemporaneamente il vulcano erutta, così anche gli Autobot escono da esso e ne osservano la devastazione, considerandolo un ultimo tributo alla morte di Galen.
-Note-
- A pagina 2 Galen ricapitola brevemente quanto successo nella miniserie Headmasters.
- La richiesta di soccorso Autobot è stata trasmessa in US #37 e recepita in HM #4.
- E' la prima apparizione fumettistica di Spike Witwicky. In precedenza mai nominato, viene spiegato brevemente che non si è visto perché "era al college". La sua comparsa è presumibilmente un'imposizione da parte di Hasbro per supportare il fatto che nella confezione del giocattolo di Fortress Maximus fosse presente un Headmaster di nome Spike.
- Sono presenti i soliti errori di colorazione tipici di Yomtov. Altro errore è il fatto che Galen chiami per nome Spike dato che questi non si era mai presentato.
- Il box sulla copertina viene aggiornato: non c'è più Grimlock ma compare un'immagine di Fortress Maximus che si toglie la testa (riciclata da HM #1).
-Osservazioni-
Devo dire che questa storia di Bob Budiansky non mi piace granché. Quello che dovrebbe essere un evento importante come l'arrivo degli Headmasters e il loro inserimento nel cast dei personaggi del mensile appare come una storia realizzata in fretta e furia e imposta dall'alto.
E' proprio in questa ottica che si può vedere l'inserimento di Spike Witwicky, sbattuto in faccia ai lettori senza essere mai apparso prima, con la semplice giustificazione che "era via a studiare". E nonostante non abbia mai visto prima un Trasformer, succede che Galen, il morente leader degli Headmaster, gli passa il suo casco con il quale in un attimo si mette alla guida di Fortress Maximus e sbaraglia un gruppo di avversari comandato - nientemeno - che da Scorponok? Ma non era necessario che tra nebulani (facciamo finta di leggere umani) e Transformer dovesse essere creato un vero e proprio legame binario? E poi gli Headmaster che alla fine dicono praticamente "si vabbè, che peccato che è morto Galen ma ora ci sei tu a fare il boss!" Anche con tutta la buona volontà qui siamo anni luce oltre a quella che può essere definita sospensione dell'incredulità.
Siamo d'accordo che si tratta di fumetti che principalmente devono promuovere una linea di giocattoli (vedi nota n. 3) ma sicuramente lo scrittore, in altre occasioni, ha dimostrato di saper scrivere trame tutt'altro che banali e raffazzonate.
La storia, poi, dal punto di vista della narrazione parte con uno storytelling normale, salvo poi comprimersi a dismisura nelle concitate tavole finali, quasi che si sia cercato di far stare tutto dentro le 22 pagine accorgendosi solo alla fine che ce ne sarebbero volute di più. In questo caso è pressoché impossibile stabilire dove finiscano i demeriti di Budiansky e dove comincino quelli del disegnatore Josè Delbo. E' infetti notorio che la casa editrice adottava spesso il cosiddetto "metodo Marvel", ovvero lo scrittore dava una sceneggiatura di massima all'artista, che aveva poi il compito di suddividere le varie tavole e infine il lavoro tornava allo scrittore che metteva i dialoghi. In questo caso, non avendo a disposizione la sceneggiatura originale, è impossibile fare ipotesi in merito.
Dal punto di vista strettamente grafico, Delbo si dimostra altalenante dato che disegna a volte tavole più dettagliate mentre in latri casi sembrano quasi degli sketch non completamente finiti. Inoltre, in certi momenti, i personaggi sembrano delle fedeli riproduzioni dei modellini mentre in altri caso vengono mostrato con un look più rielaborato e personale. Analogo discorso per le dimensioni dei Transformer, che sembrano cambiare senza una logica precisa.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 156 e 157 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata nello speciale "I Transformes - Commander Power Master" edito da Play Press.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Hardhead, Fortress Maximus, Brainstorm, Chromedome, Highbrow, Galen, Grotusque, Zarak, Llyra, Gort, Duros, Cerebros, Spike Witwicky, Sparkplug Witwicky, Ratbat, Goldbug, Arcana, Stylor, Pointblank, Crosshairs, Vorath, Krunk, Scorponok, Apeface, Snapdragon, Mindwipe, Weirdwolf, Skullcruncher.
-Copertine-
USA #38 – Disegno di Frank Springer.
UK #156 – Disegno di Dougie Braithwaite.
UK #157 – Disegno di Lee Sullivan.
Disegni di Josè Delbo
Chine di Dave Hunt
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Bill Oakley
Supervisione di Don Daley
Pubblicato da Marvel Comics USA nel novembre 1987 – Data di copertina marzo 1988
-La storia-
A bordo della nave spaziale Steelhaven, Hardhead, Brainstorm, Chromedome, Highbrow stanno riassemblando il corpo di Fortress Maximus, sotto la supervisione di Galen. Il lavoro, svolto principalmente da Brainstorm, consiste nell'aumentare le dimensioni e il potenziale bellico dell'Headmaster. Il tutto deve avvenire prima del loro arrivo a destinazione, nonostante le obiezioni dei partner nebulani Gort e Duros, sempre avulsi dalla guerra.
Nonostante tutto la trasformazione viene completata: ora Fortress Maximus è gigantesco, può trasformarsi in una stazione da battaglia e la sua testa può addirittura trasformarsi in una altro robot: Cerebros.
Intanto, a Portland, una squadra del RAAT sorveglia le macerie dell'officina dei Witwicky. Spike giunge sul posto, preoccupato della salute del padre e si mette a cercarlo. Ed è proprio in quel momento che compare il vecchio Sparkplug, vivo e vegeto. Questi gli racconto che è stato recentemente vittima di un assalto da parte dei Decepticon, capitanati da Ratbat che erano in cerca di suo fratello Buster. Quest'ultimo è andato all'Arca, la base degli Autobot in cerca di aiuto ma non è ancora tornato: Spike decide quindi di andarci. Una volta arrivato trova la base abbandonata: c'è solo un automobilina rossa per terra.
Frattanto la Steelhaven giunge nell'orbita terrestre e i suoi occupanti osservano brevemente la vita autoctona. Duros è preoccupato dal fatto che con il loro arrivo potrebbero portare la guerra sul pianeta ma Galen, ancora una volta, si dimostra irremovibile e interessato solo a rispondere alla chiamata degli Autobot. E così Duros, Gort, Stylor, Arcana e Galen, con i rispettivi partner Hardhead, Highbrow, Chromedome, Brainstorm e Cerebros/Fortress Maximus abbandonano la nave e si dirigono alle coordinate prestabilite.
I cinque giungono all'Arca, inconsapevolmente osservati da Spike, e trovano la macchinina dove Ratbat ha intrappolato il modulo cerebrale di Goldbug. Chromedome si connette ad esso e riproduce le immagini della sua recente battaglia con il Decepticon e del rapimento di Buster. Brainstorm vorrebbe correre in aiuto dell'umano ma Fortress Maximus non vuole: la sua priorità e trovare gli altri Autobot.
E' allora che Spike si fa coraggio ed esce allo scoperto, chiedendo agli Headmaster di aiutarlo a salvare il fratello. Ma la scena si ripete nuovamente: Galen si mostra all'umano e gli dice che non vuole mettere a repentaglio la sua missione per la vita di un singolo. A quel punto i cinque si allontanano in cerca degli Autobot e lasciano il ragazzo da solo.
Mentre Spike si sta riposando, anche i Decepticon Headmaster arrivano all'Arca. Si tratta di Scorponok, Apeface, Snapdragon, Mindwipe, Weirdwolf e Skullcruncher. Spike intuisce che abbiano intenzioni ostili, così lancia una richiesta di aiuto agli Autobot, che però viene recepita anche dai Decepticon.
I due gruppi di Transformer giungono così al confronto fisico. Glia Autobot, anche grazie alla superiorità di Fortress Maximus, sembrano in grado di prevalere. Così Scorponok decide di passare alle contromisure: si mette infatti sulle tracce di Spike che nel frattempo si era spinto in una galleria verso il centro del vulcano per nascondersi e lo attacca. In sua difesa interviene proprio Maximus.
Scorponok fugge all'interno di un cunicolo più piccolo in cui Fortress Maximus non può avventurasi, così questo si separa dalla sua testa che si trasforma in Cerebros e si mette all'inseguimento del nemico. Spike continua nella sua fuga e ora proprio Scorponok a non poterlo inseguire su uno stretto ponte di pietra e così, imitando il suo avversario, Lord Zarak si separa dal corpo del Decepticon per seguirlo. Similmente anche Galen si separa da Cerebros e, una volta raggiunto l'avversario, parte il confronto fisico.
Sotto gli occhi di Spike i due si malmenano ma, in quel momento, dal pungiglione di Scorponok parte un colpo che fa franare delle pietre mettendo a repentaglio la vita dell'umano. Galen si lancia per proteggerlo ma viene schiacciato dalla frana. Prima di spirare, comunque, cede il suo casco a Spike e gli chiede di fare in modo che il suo sacrificio non sia vano.
Frattanto Scorponok torna sui suoi passi e contrattacca gli Autobot, convinto che a causa della morte di Galen sia vulnerabili. Non ha fatto però i conti con Spike che prende immediatamente il controllo di Fortress Maximus e mette in fuga gli avversari. Contemporaneamente il vulcano erutta, così anche gli Autobot escono da esso e ne osservano la devastazione, considerandolo un ultimo tributo alla morte di Galen.
-Note-
- A pagina 2 Galen ricapitola brevemente quanto successo nella miniserie Headmasters.
- La richiesta di soccorso Autobot è stata trasmessa in US #37 e recepita in HM #4.
- E' la prima apparizione fumettistica di Spike Witwicky. In precedenza mai nominato, viene spiegato brevemente che non si è visto perché "era al college". La sua comparsa è presumibilmente un'imposizione da parte di Hasbro per supportare il fatto che nella confezione del giocattolo di Fortress Maximus fosse presente un Headmaster di nome Spike.
- Sono presenti i soliti errori di colorazione tipici di Yomtov. Altro errore è il fatto che Galen chiami per nome Spike dato che questi non si era mai presentato.
- Il box sulla copertina viene aggiornato: non c'è più Grimlock ma compare un'immagine di Fortress Maximus che si toglie la testa (riciclata da HM #1).
-Osservazioni-
Devo dire che questa storia di Bob Budiansky non mi piace granché. Quello che dovrebbe essere un evento importante come l'arrivo degli Headmasters e il loro inserimento nel cast dei personaggi del mensile appare come una storia realizzata in fretta e furia e imposta dall'alto.
E' proprio in questa ottica che si può vedere l'inserimento di Spike Witwicky, sbattuto in faccia ai lettori senza essere mai apparso prima, con la semplice giustificazione che "era via a studiare". E nonostante non abbia mai visto prima un Trasformer, succede che Galen, il morente leader degli Headmaster, gli passa il suo casco con il quale in un attimo si mette alla guida di Fortress Maximus e sbaraglia un gruppo di avversari comandato - nientemeno - che da Scorponok? Ma non era necessario che tra nebulani (facciamo finta di leggere umani) e Transformer dovesse essere creato un vero e proprio legame binario? E poi gli Headmaster che alla fine dicono praticamente "si vabbè, che peccato che è morto Galen ma ora ci sei tu a fare il boss!" Anche con tutta la buona volontà qui siamo anni luce oltre a quella che può essere definita sospensione dell'incredulità.
Siamo d'accordo che si tratta di fumetti che principalmente devono promuovere una linea di giocattoli (vedi nota n. 3) ma sicuramente lo scrittore, in altre occasioni, ha dimostrato di saper scrivere trame tutt'altro che banali e raffazzonate.
La storia, poi, dal punto di vista della narrazione parte con uno storytelling normale, salvo poi comprimersi a dismisura nelle concitate tavole finali, quasi che si sia cercato di far stare tutto dentro le 22 pagine accorgendosi solo alla fine che ce ne sarebbero volute di più. In questo caso è pressoché impossibile stabilire dove finiscano i demeriti di Budiansky e dove comincino quelli del disegnatore Josè Delbo. E' infetti notorio che la casa editrice adottava spesso il cosiddetto "metodo Marvel", ovvero lo scrittore dava una sceneggiatura di massima all'artista, che aveva poi il compito di suddividere le varie tavole e infine il lavoro tornava allo scrittore che metteva i dialoghi. In questo caso, non avendo a disposizione la sceneggiatura originale, è impossibile fare ipotesi in merito.
Dal punto di vista strettamente grafico, Delbo si dimostra altalenante dato che disegna a volte tavole più dettagliate mentre in latri casi sembrano quasi degli sketch non completamente finiti. Inoltre, in certi momenti, i personaggi sembrano delle fedeli riproduzioni dei modellini mentre in altri caso vengono mostrato con un look più rielaborato e personale. Analogo discorso per le dimensioni dei Transformer, che sembrano cambiare senza una logica precisa.
-Note alla versione inglese-
- Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 156 e 157 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata nello speciale "I Transformes - Commander Power Master" edito da Play Press.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Hardhead, Fortress Maximus, Brainstorm, Chromedome, Highbrow, Galen, Grotusque, Zarak, Llyra, Gort, Duros, Cerebros, Spike Witwicky, Sparkplug Witwicky, Ratbat, Goldbug, Arcana, Stylor, Pointblank, Crosshairs, Vorath, Krunk, Scorponok, Apeface, Snapdragon, Mindwipe, Weirdwolf, Skullcruncher.
-Copertine-
USA #38 – Disegno di Frank Springer.
UK #156 – Disegno di Dougie Braithwaite.
UK #157 – Disegno di Lee Sullivan.









