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LocalitĂ : Terra-616
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#01 - The Transformers [I Transformer]
TRANSFORMERS USA # 01
THE TRANSFORMERS
[I TRANSFORMER]

THE TRANSFORMERS
[I TRANSFORMER]

Trama di Bill Mantlo
Testi di Ralf Macchio
Disegni di Frank Springer
Chine di Kim DeMulder
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Michael Higgins e Rick Parker
Supervisione di Bob Budiansky
Pubblicato da Marvel Comics USA l’8 maggio 1984 – Data di copertina settembre 1984
-La storia-
Cybetron è un pianeta totalmente meccanico che orbita intorno ad Alpha Centauri. La sua popolazione principale, gli Autobot, ormai privi del ricordo delle origini del pianeta, avevano creato un paradiso creando varie città che vivevano in pace tra loro.
Le cose continuarono così finchè non comparve Megatron, che creò il movimento Decepticon. Dopo aver potenziato i suoi adepti dandogli la capacità di diventare straordinarie macchine belliche, iniziò la guerra che arrivò a coinvolgere tutto il pianeta. Anche gli Autobot si potenziarono e così i due eserciti si guadagnarono il nome di Transformer.
Il piano di Megatron prevede che Cybertron sia trasformato in una imponente arma. A contrastalo interviene Optimus Prime, dalla città -stato di Iacon, che grazie alle sue incredibili capacità è in grado di contrastarlo.
La guerra continuò così finche Cybertron, alla deriva nello Spazio, non entrò in rotta di collisione con una fascia di asteroidi. Prime, accompagnato da Prowl, si reca presso il Consiglio degli Anziani e annuncia che guiderà una rischiosa missione con il compito di aprire una strada tra gli asteroidi. Gli Autobot si imbarcano sull’Arca e partono.
Ravage ha scorpeto del piano di Prime e lo riferisce ai Decepticon che così attaccano l’Arca, dopo che gli Autobot hanno aperto la via tra gli asteroidi e sono indeboliti. Megatron e suoi sembrano in grado di sconfiggere l’altra fazione ma, a quel punto, Optmus Prime decide di far schiantare l’Arca su un vicino pianeta, la Terra, in modo da sacrificarsi e portare con se i suoi avversari. L’astronave si conficca quindi dentro a una montagna terrestre dpo un poderoso impatto.
Passano quattro milioni di anni, è il 1984, e il Monte St. Hilary erutta. Questo porta alla riattivazione dell’Arca che invia un drone sensore per analizzare la zona circostante; il drone trasmette molte informazioni sulle forme meccaniche che incontra dato che non è in grad di rilevare la vita a base di carbonio.
Grazie a queste informazioni parte la procedura di riparazione degli occupanti dell’Arca, le cui forme alternative vengono adattate a quelle rilevate dal drone. Ecco quindi che oltre a Megatron e Ravage tornano operativi anche Skywarp, Thundercracker, Starscream, Frenzy, Rumble, Soundwave, Buzzasaw e Laserbeak che subito fuggono per riorganizzarsi.
Gli autobot di Optimus Prime invece sono Prowl, Ironhide, Huffer, Bumblebee, Sunstreaker, Cliffjumper, Brawn, Sideswipe, Mirage, Bluestreak, Jazz, Hound, Windcharger, Gears, Ratchet, Wheeljack e Trailbreaker che invece restano nella loro nave e si documentano sul pianeta su cui si trovano.
Successivamente Hound, Cliffjumper, Gears, Bumblebee e Prowl partono in missione di ricognizione e decidono di incontrae degli umani che stanno guardando un film in un drive-in. Il primo a voler entrare in contatto con gli umani e Bumblebbe che tampona una macchina al cui interno ci sono Buster Witwicky Jesse e ”O”. Buster, il figlio di Sparkplug Witwicky che è il proprietario della macchina, scende a vedere ma in quel momento avviene l’attacco dei Decepticon che voglio prevenire un’eventuale alleanza dei loro rivali con gli umani. Durante il conflitto gli autobot si rendono conto che i veicoli che hanno visto non sono senzienti ma sono controllati dai piccoli esseri umani; poco dopo si ritirano per andare a riferire queste informazioni al loro capo.
Bumblebee invece è stato ferito: Buster cerca di ripararlo e gli sale a bordo. A questo punto l’Autobot si mette in moto e si dirigono verso l’officina del padre dell’umano. Sparkplug, durante la notte, è sveglaito da rumori strani nell’officina e vi si reca, scoprendo che il figlio sta cercando di riparare l’auto. Ma restano esterefatti quando il mezzo meccanico dice “Aiutatemi, vi prego! Sto morendo!”.
-Note-
- Inizialmente era previsto che The Transformers fosse una miniserie di quattro numeri con periodicitĂ bimestrale.
- L’albo fu stampato su un tipo di carta chiamata Mando Paper. Si tratta di una carta di qualità superiore a quella standard dato che all’epoca la Marvel Comics stampava le miniserie su questo pregevole tipo di supporto. Il prezzo di copertina era di 75 centesimi di Dollaro.
- La seria animata e il fumetto partirono tutti e due da un nucleo comune per poi dirigersi verso strade diverse.
- A pagina 1 si afferma che Cybertron è grande quanto Saturno, un particolare che successivamente sarà tralasciato. Anche l’affermazione che si tratta di un pianeta totalmente meccanico non sarà rispettata in tutte le future continuità .
- Alpha Centauri, attorno a cui orbitava Cybertron, si trova a 4,3 anni luce dal nostro pianeta.
- La nascita della vita sul pianeta viene definita come “l’interazione di ingranaggi, leve e pulegge generatesi naturalmente che miracolosamente produsse essere senzienti”. In seguito, quando i vari autori misero mano sul passato di Cybertron, questa idea fu smentita.
- Ravage parla, una qualitĂ non sempre sfruttata di questo personaggio.
- E’difficile credere che una guerra civile, per quanto epica e con grandi forze in gioco come quella tra Autobot e Decepticon, possa davvero far uscire dalla propria orbita un pianeta come Cybertron.
- Non si sa quale fosse la popolazione iniziale di Cybertron, ma si parla di miliardi di vittime delle guerra.
- Viene subito affermata la distinzione tra Autobot = forze terrestri e Decepticon = forze aree.
- Viene presentata Iacon, la capitale Autobot.
- Autobot e Decepticon appaiono già con la loro forma robotica terrestre. Del solo Optimus è mostrata la modalità veicolare Cybertroniana, definita come l’unico veicolo bellico in grado di rivaleggiare con Megatron.
- I sensori dell’Arca non sono in grado di rilevare le forme di vita basate sul carbonio.
- La quantità di errori di disegno e colorazione è impressionante. Fra i tanti segnalo Soundwave, la cui schiena e gambe sono inizialmente colorate di rosso e Prowl che quando si presenta dall’Anziano, è giallo e blu e sembra una fedele riproduzione del giocattolo.
- Il numero di Autobot e Decepticon generici disegnati è enorme. Molti di questi, dopo qualche vignetta, si trasformano magicamente nei personaggi che tutti conosciamo salvo poi tornare a essere generici robot. Molto spesso le colorazioni sono monocromatiche, fatto che aumenta ancora maggiormente la confusione.
- A pagina 1, ultima vignetta, sulla destra appare quello che possiamo ipotizzare sia Optronix, prima che questi divenga un Prime.
- Megatron viene disegnato con una testa diversa rispetto a quella del cartone e a quella che mostrerĂ normalmente nei successivi albi.
- Come succede anche in E là giungerà … un capo!, il compagno che Megatron chiama Soundwave non ha classica testa di Soundwave.
- A pagina 7, tra i Decepticon che attaccano l’arca vediamo un Optimus Prime colorato di blu, rosso e bianco (possiamo ipotizzare sia Nemesis Prime?) e tra gli Autobot (nella stessa vignetta!) vediamo un Optimus quasi completamente colorato di rosso e privo di placche pettorali.
- Sempre a pagina 7 nessuno dei Decepticon che attaccano inizialmente l’Arca è qualcuno di coloro che vedremo nelle tavole seguenti.
- A pagina 8 vediamo Prowl privo delle sue classiche ali/portiere sulle spalle, possiamo ipotizziare sia la sua modalità cybertroniana? No, perché su Cybertron l’avevamo già visto in modalità terrestre.
- Il Monte St. Hilary, in Oregon, non esiste nella realtà . C’è però il Boring Lava Field, nei pressi di Portland, che potrebbe essere la controparte reale. L’idea del nome e dell’eruzione potrebbero essere state ispirate dal Monte St. Helens, che eruttò nel 1980 e si trova a nord-est di Portland.
- Nessuno dei robot che vediamo riparati dall’Arca a pagina 12 sembra corrispondere a personaggi noti, salvo poi diventarlo nella vignetta successiva.
- Viene citata Aunty, l’intelligenza artificiale del computer dell’Arca che ha inviato il drone e comandato la riparazione dei Transformers.
- I Transformer danneggiati vengono riparati dalle strumentazioni che equipaggiano il rimorchio del giocattolo di Optimus Prime.
- Lo schema cromaticodi Starscream è diverso da quello che avrà ufficialmente in seguito: è infatti blu e rosso.
- A pagina 13 Soundwave, in modalitĂ mangianastri, spicca il volo assieme agli altri jet.
- Da notare nelle pagine 14 e 15, che sono una presentazione degli Autobot: Sideswipe con una strana testa; anche la testa di Wheeljack è “alternativa”; Bluestreak privo di lanciamissili e portiere; Gears con un design che non corrisponde né al giocattolo né alle sue future rappresentazioni; Hound, Wheeljack, Trailbreaker e Sideswipe privi di lanciamissili; Ratchet e Ironhide sono disegnati come il i loro giocattoli, a differenza di quanto si vedrà negli albi successivi; il look di Bumblebee è un ibrido con il giocattolo.
- A pagina 19 vediamo ancora dei Decepticon generici che non dovrebbero esserci, oltre alla errata colorazione di Starscream.
- A pagina 23 Soundwave ha lo schema cromatico di Megatron.
- Questo racconto è integrato da E là giungerà … un capo!, racconto di Simon Furman pubblicato sull’Annual UK 1986 in cui si svolgono alcuni eventi paralleli. Un altro interessante retroscena, ambientato ancora prima, si trova nel racconto UK Giochi di stato.
- 27 dei 28 Transformers originali hanno modalità alternative che corrispondono a veri mezzi terrestri o accessori. Eccoli: Ravage (audio cassetta), Megatron (pistola Walther P-38), Soundwave (Walkman), Optimus Prime, Rumble (audio cassetta), Skywarp (jet F-15), Frenzy (audio cassetta), Laserbeak (audio cassetta), Starscream (jet F-15), Prowl (Datsun Fairlady Z ), Thundercracker (jet F-15), Buzzsaw (audio cassetta), Ironhide (Nissan Onebox Cherry Vanette), Cliffjumper (Porsche 924 Turbo), Sideswipe (Lamborghini Countach), Huffer, Bumblebee, Sunstreaker (Lamborghini Countach LP500S), Brawn (Toyota Land Cruiser), Mirage (ligier JS-11), Bluestreak (Datsun Fairlady Z), Jazz (Porsche 935 Turbo), Hound (Mitsubishi J59 Jeep), Windcharger (Pontiac Firebird Trans Am), Ratchet (Nissan Onebox Cherry Vanette), Wheeljack (Lancia Stratos Turbo), Trailbreaker (Toyota 4WD Hi-Lux camper). Il solo Gears è un pick up generico senza un esatto corrispettivo reale.
- Bill Mantlo, avvocato oltre che scrittore di fumetti, è noto per aver scritto anche le storie di altri personaggi legati al mondo dei giocattoli quali i Micronauti e Ron. E’ stato autore anche di alcuni cicli di Hulk, Spectacular Spider-Man e Iron Man. La sua carriera si è interrotta nel 1992 quando è stato investito da un’auto pirata. Nonostante sia uscito dal coma è rimasto affetto da danni cerebrali permanenti.
-Ralph Macchio (solo omonimo dell’attore protagonista di Karate Kid) è principalmente un editor ancora oggi in attività . Le sue produzioni in veste di scrittore sono state sporadiche.
- Frank Springer (1929-2009), vincitore di alcuni Reuben Awards, ha disegnato diverse storie per Marvel, soprattutto su serie minori (Dazzler e Nick Fury ad esempio) e solo occasionalmente per testate importanti come The Avengers, Spectacular Spider-Man e Capitan America.
- Questo albo è stato ristampato in occasione del venticinquesimo anniversario del marchio Transformers, nel 2009, e allegato alla riedizione speciale di G1 Optimus Prime.
- Una curiosità : il primo post su Usenet riguardante i Transformers, del 22 maggio 1984, definisce questo albo come “peggior fumetto dell’anno”.
-Osservazioni-
L’albo che apre l’epopea dei Transformers è a dir poco mitico. Se pensiamo che a partire da qui il marchio è stato ampliato, mitizzato, analizzato, riscritto eccetera dobbiamo considerarlo con molto rispetto.
Non è sicuramente perfetto: della carente parte grafica, realizzata dal compianto Frank Springer mi sono già espresso ampiamente nelle note. Anche per quanto riguarda la trama ci sono delle carenze, degli errori e degli elementi poco sviluppati o che saranno tralasciati e riscritti in seguito. Appare infatti evidente che dietro non c’è una pianificazione delle trame a lunghissimo termine: questo è comprensibile anche perché non dobbiamo dimenticare che inizialmente si pensava di fare una mini-serie di soli quattro numeri.
Bill Mantlo e Ralph Macchio scrivono comunque una storia degna di questo nome, con lunghe presentazioni dei personaggi come si faceva all’epoca. La supervisione è di Bob Budiansky, che presto prenderà il timone della serie scrivendo ottime storie: sarebbe interessante sapere quanti elementi derivano da sue idee.
Questo è un’albo che ogni fan dei Transformers degno di questo nome dovrebbe leggere e possedere.
-Note alla versione inglese-
Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 1 e 2 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata sul numero 1 del mensile I Transformers, edito da Play Press, nell’aprile 1986 al prezzo di copertina di Lire 1.300 con il titolo "I Transformers". Il nome della collana è Toys Press. La distribuzione è affidata a Parrini & C.
- E’ stato il primo albo in Italia ad essere pubblicato con un formato simile a quello originale: 32 pagine spillate che contengono un singolo racconto.
- I Transformers è stata ancha la prima collana Marvel a essere pubblicata regolarmente in Italia all’epoca. Dopo che l’Editoriale Corno, che deteneva i diritti Marvel nel nostro paese, fallì a inizio anni ’80 e successivamente anche la Labor Comics fallì dopo solo due mesi di pubblicazioni, sembrava che nessuno fosse più interessato a questo genere di pubblicazioni.
- La traduzione è buona anche se, in alcuni momenti, vengono visibilmente adattati e semplificati i dialoghi e le didascalie. I nomi con cui sono presentati personaggi sono quelli originali. In futuro non sarà così e Play Press si adatterà a chiamare i personaggi con i nomi Gig (usati anche nel cartone) creando non poca confusione.
- Tra le sviste dell’edizione italiana segnalo Gears che si presenta come “Sears”, un Cliffjumper che sembra scritto “Cuff Jumper” e che Cybertron, in un’occasione, viene chiamato “Cybetron”.
- Viene subito presentato il mitico Transformers Club, “associazione” a cui i lettori potevano iscriversi.
- In appendice inizia la pubblicazione delle schede dei personaggi tratte dal Transformers Universe.
- Le Edizioni Play Press esistono ancora, pubblicano magazine per ragazzi con giochi e gadget e riviste di enigmistica. All'epoca la loro sede era in Via Ferrero di Cambiano a Roma. Il direttore responsabile era Mario Ferri.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Ravage, Megatron, Soundwave, Optimus Prime, Rumble, Skywarp, Frenzy, Laserbeak, Starscream, Prowl, Thundercracker, Buzzsaw, Ironhide, Cliffjumper, Sideswipe, Huffer, Bumblebee, Sunstreaker, Brawn, Mirage, Bluestreak, Jazz, Gears, Hound, Windcharger, Ratchet, Wheljack, Trailbreaker, Buster Witwicky, Sparkplug Witwicky, Jesse, "O".
-Copertine-
USA #01 – Disegno di Bill Sinkewitz.
UK #01 – Disegno di Jerry Paris.
UK #02 – Disegno di John Ridgway.
Testi di Ralf Macchio
Disegni di Frank Springer
Chine di Kim DeMulder
Colori di Nelson Yomtov
Lettering di Michael Higgins e Rick Parker
Supervisione di Bob Budiansky
Pubblicato da Marvel Comics USA l’8 maggio 1984 – Data di copertina settembre 1984
-La storia-
Cybetron è un pianeta totalmente meccanico che orbita intorno ad Alpha Centauri. La sua popolazione principale, gli Autobot, ormai privi del ricordo delle origini del pianeta, avevano creato un paradiso creando varie città che vivevano in pace tra loro.
Le cose continuarono così finchè non comparve Megatron, che creò il movimento Decepticon. Dopo aver potenziato i suoi adepti dandogli la capacità di diventare straordinarie macchine belliche, iniziò la guerra che arrivò a coinvolgere tutto il pianeta. Anche gli Autobot si potenziarono e così i due eserciti si guadagnarono il nome di Transformer.
Il piano di Megatron prevede che Cybertron sia trasformato in una imponente arma. A contrastalo interviene Optimus Prime, dalla città -stato di Iacon, che grazie alle sue incredibili capacità è in grado di contrastarlo.
La guerra continuò così finche Cybertron, alla deriva nello Spazio, non entrò in rotta di collisione con una fascia di asteroidi. Prime, accompagnato da Prowl, si reca presso il Consiglio degli Anziani e annuncia che guiderà una rischiosa missione con il compito di aprire una strada tra gli asteroidi. Gli Autobot si imbarcano sull’Arca e partono.
Ravage ha scorpeto del piano di Prime e lo riferisce ai Decepticon che così attaccano l’Arca, dopo che gli Autobot hanno aperto la via tra gli asteroidi e sono indeboliti. Megatron e suoi sembrano in grado di sconfiggere l’altra fazione ma, a quel punto, Optmus Prime decide di far schiantare l’Arca su un vicino pianeta, la Terra, in modo da sacrificarsi e portare con se i suoi avversari. L’astronave si conficca quindi dentro a una montagna terrestre dpo un poderoso impatto.
Passano quattro milioni di anni, è il 1984, e il Monte St. Hilary erutta. Questo porta alla riattivazione dell’Arca che invia un drone sensore per analizzare la zona circostante; il drone trasmette molte informazioni sulle forme meccaniche che incontra dato che non è in grad di rilevare la vita a base di carbonio.
Grazie a queste informazioni parte la procedura di riparazione degli occupanti dell’Arca, le cui forme alternative vengono adattate a quelle rilevate dal drone. Ecco quindi che oltre a Megatron e Ravage tornano operativi anche Skywarp, Thundercracker, Starscream, Frenzy, Rumble, Soundwave, Buzzasaw e Laserbeak che subito fuggono per riorganizzarsi.
Gli autobot di Optimus Prime invece sono Prowl, Ironhide, Huffer, Bumblebee, Sunstreaker, Cliffjumper, Brawn, Sideswipe, Mirage, Bluestreak, Jazz, Hound, Windcharger, Gears, Ratchet, Wheeljack e Trailbreaker che invece restano nella loro nave e si documentano sul pianeta su cui si trovano.
Successivamente Hound, Cliffjumper, Gears, Bumblebee e Prowl partono in missione di ricognizione e decidono di incontrae degli umani che stanno guardando un film in un drive-in. Il primo a voler entrare in contatto con gli umani e Bumblebbe che tampona una macchina al cui interno ci sono Buster Witwicky Jesse e ”O”. Buster, il figlio di Sparkplug Witwicky che è il proprietario della macchina, scende a vedere ma in quel momento avviene l’attacco dei Decepticon che voglio prevenire un’eventuale alleanza dei loro rivali con gli umani. Durante il conflitto gli autobot si rendono conto che i veicoli che hanno visto non sono senzienti ma sono controllati dai piccoli esseri umani; poco dopo si ritirano per andare a riferire queste informazioni al loro capo.
Bumblebee invece è stato ferito: Buster cerca di ripararlo e gli sale a bordo. A questo punto l’Autobot si mette in moto e si dirigono verso l’officina del padre dell’umano. Sparkplug, durante la notte, è sveglaito da rumori strani nell’officina e vi si reca, scoprendo che il figlio sta cercando di riparare l’auto. Ma restano esterefatti quando il mezzo meccanico dice “Aiutatemi, vi prego! Sto morendo!”.
-Note-
- Inizialmente era previsto che The Transformers fosse una miniserie di quattro numeri con periodicitĂ bimestrale.
- L’albo fu stampato su un tipo di carta chiamata Mando Paper. Si tratta di una carta di qualità superiore a quella standard dato che all’epoca la Marvel Comics stampava le miniserie su questo pregevole tipo di supporto. Il prezzo di copertina era di 75 centesimi di Dollaro.
- La seria animata e il fumetto partirono tutti e due da un nucleo comune per poi dirigersi verso strade diverse.
- A pagina 1 si afferma che Cybertron è grande quanto Saturno, un particolare che successivamente sarà tralasciato. Anche l’affermazione che si tratta di un pianeta totalmente meccanico non sarà rispettata in tutte le future continuità .
- Alpha Centauri, attorno a cui orbitava Cybertron, si trova a 4,3 anni luce dal nostro pianeta.
- La nascita della vita sul pianeta viene definita come “l’interazione di ingranaggi, leve e pulegge generatesi naturalmente che miracolosamente produsse essere senzienti”. In seguito, quando i vari autori misero mano sul passato di Cybertron, questa idea fu smentita.
- Ravage parla, una qualitĂ non sempre sfruttata di questo personaggio.
- E’difficile credere che una guerra civile, per quanto epica e con grandi forze in gioco come quella tra Autobot e Decepticon, possa davvero far uscire dalla propria orbita un pianeta come Cybertron.
- Non si sa quale fosse la popolazione iniziale di Cybertron, ma si parla di miliardi di vittime delle guerra.
- Viene subito affermata la distinzione tra Autobot = forze terrestri e Decepticon = forze aree.
- Viene presentata Iacon, la capitale Autobot.
- Autobot e Decepticon appaiono già con la loro forma robotica terrestre. Del solo Optimus è mostrata la modalità veicolare Cybertroniana, definita come l’unico veicolo bellico in grado di rivaleggiare con Megatron.
- I sensori dell’Arca non sono in grado di rilevare le forme di vita basate sul carbonio.
- La quantità di errori di disegno e colorazione è impressionante. Fra i tanti segnalo Soundwave, la cui schiena e gambe sono inizialmente colorate di rosso e Prowl che quando si presenta dall’Anziano, è giallo e blu e sembra una fedele riproduzione del giocattolo.
- Il numero di Autobot e Decepticon generici disegnati è enorme. Molti di questi, dopo qualche vignetta, si trasformano magicamente nei personaggi che tutti conosciamo salvo poi tornare a essere generici robot. Molto spesso le colorazioni sono monocromatiche, fatto che aumenta ancora maggiormente la confusione.
- A pagina 1, ultima vignetta, sulla destra appare quello che possiamo ipotizzare sia Optronix, prima che questi divenga un Prime.
- Megatron viene disegnato con una testa diversa rispetto a quella del cartone e a quella che mostrerĂ normalmente nei successivi albi.
- Come succede anche in E là giungerà … un capo!, il compagno che Megatron chiama Soundwave non ha classica testa di Soundwave.
- A pagina 7, tra i Decepticon che attaccano l’arca vediamo un Optimus Prime colorato di blu, rosso e bianco (possiamo ipotizzare sia Nemesis Prime?) e tra gli Autobot (nella stessa vignetta!) vediamo un Optimus quasi completamente colorato di rosso e privo di placche pettorali.
- Sempre a pagina 7 nessuno dei Decepticon che attaccano inizialmente l’Arca è qualcuno di coloro che vedremo nelle tavole seguenti.
- A pagina 8 vediamo Prowl privo delle sue classiche ali/portiere sulle spalle, possiamo ipotizziare sia la sua modalità cybertroniana? No, perché su Cybertron l’avevamo già visto in modalità terrestre.
- Il Monte St. Hilary, in Oregon, non esiste nella realtà . C’è però il Boring Lava Field, nei pressi di Portland, che potrebbe essere la controparte reale. L’idea del nome e dell’eruzione potrebbero essere state ispirate dal Monte St. Helens, che eruttò nel 1980 e si trova a nord-est di Portland.
- Nessuno dei robot che vediamo riparati dall’Arca a pagina 12 sembra corrispondere a personaggi noti, salvo poi diventarlo nella vignetta successiva.
- Viene citata Aunty, l’intelligenza artificiale del computer dell’Arca che ha inviato il drone e comandato la riparazione dei Transformers.
- I Transformer danneggiati vengono riparati dalle strumentazioni che equipaggiano il rimorchio del giocattolo di Optimus Prime.
- Lo schema cromaticodi Starscream è diverso da quello che avrà ufficialmente in seguito: è infatti blu e rosso.
- A pagina 13 Soundwave, in modalitĂ mangianastri, spicca il volo assieme agli altri jet.
- Da notare nelle pagine 14 e 15, che sono una presentazione degli Autobot: Sideswipe con una strana testa; anche la testa di Wheeljack è “alternativa”; Bluestreak privo di lanciamissili e portiere; Gears con un design che non corrisponde né al giocattolo né alle sue future rappresentazioni; Hound, Wheeljack, Trailbreaker e Sideswipe privi di lanciamissili; Ratchet e Ironhide sono disegnati come il i loro giocattoli, a differenza di quanto si vedrà negli albi successivi; il look di Bumblebee è un ibrido con il giocattolo.
- A pagina 19 vediamo ancora dei Decepticon generici che non dovrebbero esserci, oltre alla errata colorazione di Starscream.
- A pagina 23 Soundwave ha lo schema cromatico di Megatron.
- Questo racconto è integrato da E là giungerà … un capo!, racconto di Simon Furman pubblicato sull’Annual UK 1986 in cui si svolgono alcuni eventi paralleli. Un altro interessante retroscena, ambientato ancora prima, si trova nel racconto UK Giochi di stato.
- 27 dei 28 Transformers originali hanno modalità alternative che corrispondono a veri mezzi terrestri o accessori. Eccoli: Ravage (audio cassetta), Megatron (pistola Walther P-38), Soundwave (Walkman), Optimus Prime, Rumble (audio cassetta), Skywarp (jet F-15), Frenzy (audio cassetta), Laserbeak (audio cassetta), Starscream (jet F-15), Prowl (Datsun Fairlady Z ), Thundercracker (jet F-15), Buzzsaw (audio cassetta), Ironhide (Nissan Onebox Cherry Vanette), Cliffjumper (Porsche 924 Turbo), Sideswipe (Lamborghini Countach), Huffer, Bumblebee, Sunstreaker (Lamborghini Countach LP500S), Brawn (Toyota Land Cruiser), Mirage (ligier JS-11), Bluestreak (Datsun Fairlady Z), Jazz (Porsche 935 Turbo), Hound (Mitsubishi J59 Jeep), Windcharger (Pontiac Firebird Trans Am), Ratchet (Nissan Onebox Cherry Vanette), Wheeljack (Lancia Stratos Turbo), Trailbreaker (Toyota 4WD Hi-Lux camper). Il solo Gears è un pick up generico senza un esatto corrispettivo reale.
- Bill Mantlo, avvocato oltre che scrittore di fumetti, è noto per aver scritto anche le storie di altri personaggi legati al mondo dei giocattoli quali i Micronauti e Ron. E’ stato autore anche di alcuni cicli di Hulk, Spectacular Spider-Man e Iron Man. La sua carriera si è interrotta nel 1992 quando è stato investito da un’auto pirata. Nonostante sia uscito dal coma è rimasto affetto da danni cerebrali permanenti.
-Ralph Macchio (solo omonimo dell’attore protagonista di Karate Kid) è principalmente un editor ancora oggi in attività . Le sue produzioni in veste di scrittore sono state sporadiche.
- Frank Springer (1929-2009), vincitore di alcuni Reuben Awards, ha disegnato diverse storie per Marvel, soprattutto su serie minori (Dazzler e Nick Fury ad esempio) e solo occasionalmente per testate importanti come The Avengers, Spectacular Spider-Man e Capitan America.
- Questo albo è stato ristampato in occasione del venticinquesimo anniversario del marchio Transformers, nel 2009, e allegato alla riedizione speciale di G1 Optimus Prime.
- Una curiosità : il primo post su Usenet riguardante i Transformers, del 22 maggio 1984, definisce questo albo come “peggior fumetto dell’anno”.
-Osservazioni-
L’albo che apre l’epopea dei Transformers è a dir poco mitico. Se pensiamo che a partire da qui il marchio è stato ampliato, mitizzato, analizzato, riscritto eccetera dobbiamo considerarlo con molto rispetto.
Non è sicuramente perfetto: della carente parte grafica, realizzata dal compianto Frank Springer mi sono già espresso ampiamente nelle note. Anche per quanto riguarda la trama ci sono delle carenze, degli errori e degli elementi poco sviluppati o che saranno tralasciati e riscritti in seguito. Appare infatti evidente che dietro non c’è una pianificazione delle trame a lunghissimo termine: questo è comprensibile anche perché non dobbiamo dimenticare che inizialmente si pensava di fare una mini-serie di soli quattro numeri.
Bill Mantlo e Ralph Macchio scrivono comunque una storia degna di questo nome, con lunghe presentazioni dei personaggi come si faceva all’epoca. La supervisione è di Bob Budiansky, che presto prenderà il timone della serie scrivendo ottime storie: sarebbe interessante sapere quanti elementi derivano da sue idee.
Questo è un’albo che ogni fan dei Transformers degno di questo nome dovrebbe leggere e possedere.
-Note alla versione inglese-
Questo racconto è stato pubblicato in due parti sui numeri 1 e 2 della collana UK.
-Note alla versione italiana-
- Questa storia è stata pubblicata sul numero 1 del mensile I Transformers, edito da Play Press, nell’aprile 1986 al prezzo di copertina di Lire 1.300 con il titolo "I Transformers". Il nome della collana è Toys Press. La distribuzione è affidata a Parrini & C.
- E’ stato il primo albo in Italia ad essere pubblicato con un formato simile a quello originale: 32 pagine spillate che contengono un singolo racconto.
- I Transformers è stata ancha la prima collana Marvel a essere pubblicata regolarmente in Italia all’epoca. Dopo che l’Editoriale Corno, che deteneva i diritti Marvel nel nostro paese, fallì a inizio anni ’80 e successivamente anche la Labor Comics fallì dopo solo due mesi di pubblicazioni, sembrava che nessuno fosse più interessato a questo genere di pubblicazioni.
- La traduzione è buona anche se, in alcuni momenti, vengono visibilmente adattati e semplificati i dialoghi e le didascalie. I nomi con cui sono presentati personaggi sono quelli originali. In futuro non sarà così e Play Press si adatterà a chiamare i personaggi con i nomi Gig (usati anche nel cartone) creando non poca confusione.
- Tra le sviste dell’edizione italiana segnalo Gears che si presenta come “Sears”, un Cliffjumper che sembra scritto “Cuff Jumper” e che Cybertron, in un’occasione, viene chiamato “Cybetron”.
- Viene subito presentato il mitico Transformers Club, “associazione” a cui i lettori potevano iscriversi.
- In appendice inizia la pubblicazione delle schede dei personaggi tratte dal Transformers Universe.
- Le Edizioni Play Press esistono ancora, pubblicano magazine per ragazzi con giochi e gadget e riviste di enigmistica. All'epoca la loro sede era in Via Ferrero di Cambiano a Roma. Il direttore responsabile era Mario Ferri.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Ravage, Megatron, Soundwave, Optimus Prime, Rumble, Skywarp, Frenzy, Laserbeak, Starscream, Prowl, Thundercracker, Buzzsaw, Ironhide, Cliffjumper, Sideswipe, Huffer, Bumblebee, Sunstreaker, Brawn, Mirage, Bluestreak, Jazz, Gears, Hound, Windcharger, Ratchet, Wheljack, Trailbreaker, Buster Witwicky, Sparkplug Witwicky, Jesse, "O".
-Copertine-
USA #01 – Disegno di Bill Sinkewitz.
UK #01 – Disegno di Jerry Paris.
UK #02 – Disegno di John Ridgway.























