Admin

Messaggi: 9.356
Iscritto il: 21/06/2004
Iscritto il: 21/06/2004
Saga of the AllSpark #4
“Saga of the AllSpark” (4)
Copertina A con modello in CGI di Optimus Prime; copertina B con modello in CGI di Starscream.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Ottobre 2008.
Ristampa le storie inedite pubblicate dalla Titan nei magazine britannici Transformers #7 e Transformers #8.
“Starscream’s Militia”
Storia: Simon Furman
Arte: Boo
Colori: Robin Smith
La storia
Nel centro di Los Angeles, alle 18.52, Optimus Prime e due Autobot (Ratchet e Ironhide), tutti reduci dallo scontro finale, devono affrontare tre Decepticon che erano stati uccisi durante la battaglia: Blackout, Barricade e Devastator. Ed è impossibile abbatterli, proprio perché sono già morti.
Poco tempo prima, alle 18.27, Starscream fuggiva dalla battaglia, dopo aver assistito alla sconfitta di Megatron.
Rimasto solo, si autonominava comandante dei Decepticon, pur non avendo nessuno da comandare.
La vista di un meccanoide sconosciuto (evoluto da un distributore di bibite), intento ad attaccare due umani, aveva attirato il suo interesse: dentro quel ridicolo meccanoide era presente un frammento di forza vitale; proprio ciò di cui aveva bisogno per tornare a far divampare i fuochi della guerra.
Alle 18.53, la battaglia contro i Decepticon zombi continua a infuriare. Anche quando vengono abbattuti, i tre guerrieri si rialzano e riprendono ad attaccare.
Ratchet, l’unico che potrebbe forse spiegare questo fenomeno, brancola nel buio. In più, viene atterrato dal suo avversario e messo temporaneamente fuori gioco.
Alle 18.39, Starscream finiva di procurarsi almeno cinque piccoli Cubi di forza vitale e, dopo aver disperso le forze di Polizia terrestri, ne innestava tre nei corpi dei compagni Decepticon caduti. L’intervento non restituiva loro la mente, ma dopotutto Starscream desiderava ottenere solo tre soldati obbedienti e inarrestabili.
Alle 18.59, i tre Autobot sono ormai a corto di energie, mentre i loro avversari continuano a combattere.
Finalmente, Ratchet ritorna nella mischia e risolve il mistero: per abbattere quegli avversari già morti, bisogna cercare nei loro corpi le tracce residue dell’energia dell’OmniScintilla e colpire quel punto.
Una volta sconfitti definitivamente i tre Decepticon, Ratchet spiega: i Cubi rossi sono congegni terrestri, animati dall’energia corrotta dell’OmniScintilla.
Resta da spiegare chi li abbia utilizzati così, ma Optimus Prime, vedendo fuggire in volo Starscream, intuisce la risposta.
Resta solo da chiedersi se sia finita.
A bordo di Starscream, ritrovano infatti almeno altri due Cubi rossi.
Note
Il titolo richiama quello di Starscream’s Brigade, episodio della serie animata G1 in cui, similmente a questa storia, Starscream organizza un proprio esercito a partire da Componenti di Personalità riciclati.
Simon Furman basa la storia su una versione della sceneggiatura di TFTM07 che non è quella definitiva. Oltre alla famosa differenza del nome di Brawl (che addirittura è giunto sul grande schermo come Devastator), ora compare anche un diverso terreno di scontro per la battaglia finale del Film del 2007: Los Angeles invece di Mission City.
Barricade compare reggendo la propria testa in una mano: oltre al riferimento all’Amleto di Shakespeare, visto almeno un paio di volte nei Transformer di Furman, può anche esserci una reminiscenza di Powerglide nell’episodio Desertion Of The Dinobots Part 1 della serie animata G1.
I tre Decepticon defunti sono colorati principalmente di grigio: non è chiaro se sia una scelta del(la?) colorista (che già nel capitolo Optimus Prime di Saga Of The AllSpark #1 usava il grigio in abbondanza) o di una indicazione della sceneggiatura (in riferimento al classico effetto G1, visto per la prima volta in The Animated Movie del 1986).
Compare una variante del Transformer “distributore di bibite Mountain Dew” visto in TFTM07 e molto atteso dai fan in forma di modellino.
Simon Furman gioca con le parole per evitare di introdurre concetti vincolanti: siccome non è chiaro se in questo universo i Transformer abbiano una Scintilla ad animarli, ecco che Starscream dichiara “in queste interiora artificialmente evolute, si trova la scintilla che mi serve per incendiare questo intero mondo.”. La frase può essere intesa tanto in senso figurato quanto in senso letterale.
La forza vitale dell’OmniScintilla si manifesta nei meccanoidi terrestri in forma di un piccolo Cubo di colore rosso, decorato con una versione semplificata degli arabeschi del Cubo originale.
Megatron è stato ucciso intorno alle 18.27.
Starscream capisce che in quei meccanoide c’è “much more than meets the eye”, in un riferimento a uno degli slogan della serie G1.
Sino a ora, Starscream è stato l’unico Transformer a interagire effettivamente con i meccanoidi della Terra portati alla vita dalle energie del Cubo dell’OmniScintilla dopo la battaglia di Mission City. Le miniserie di Preludio a Revenge Of The Fallen (cioè Alliance e Defiance[/i]) dovrebbero rimediare a questa carenza.
Collocando la storia tra la battaglia conclusiva di TFTM07 e il suo finale vero e proprio, Simon Furman abbandona la narrazione in stile Prequel, ma nello stesso tempo tenta di raccontare una vicenda che non vada a collidere con potenziali seguiti ufficiali (come il secondo film oppure una miniserie IDW).
Purtroppo, non vi riesce: anche questo episodio, infatti, si discosta dalla continuità a fumetti delineata dalla IDW per l’universo di TFTM07 (e dei suoi seguiti).
In Reign Of Starscream #1, le mosse di Starscream dopo la conclusione della battaglia di Mission City sono radicalmente diverse. Inoltre, Barricade non risulta morto, ma solo pesantemente malconcio (la scena dell’effettiva morte di Barricade, in TFTM07, è stata tagliata per consentire un ritorno del personaggio).
L’arte di Boo, un singolare artista attivo anche su Mosaic, risulta un po’ troppo stilizzata e caricaturale per l’universo di TFTM07. In compenso, il suo tratto sembra invece molto adatto ad Animated: non sembra quindi un caso che sia tra gli artisti che hanno illustrato la miniserie IDW di Animated: The Arrival.
Ancora una volta, la fattura generale della storia è indicativa del tipo di pubblico molto giovane a cui il magazine della Titan era indirizzato. Nonostante questo, Simon Furman non resiste a rimescolare le carte, indagando sulla forza che anima i Transformer di questo universo e adottando una narrazione intrecciata a rapidi flasbhack, che discosta questo racconto dal semplice prodotto per bambini.
Con la scelta di far combattere Starscream contro un distributore automatico di bibite, Simon Furman sembra volerci ricordare che, per quanto debole, questa storia è comunque in linea con la trama pressoché inesistente di TFTM07 stesso, con il suo eccesso di situazioni demenziali a discapito di intreccio, logica narrativa e caratterizzazione dei Transformer.
Lo schema cromatico di Starscream varia durante la storia e presenta vistosi dettagli rossi assenti in TFTM07, come se il colorista stesse cercando di creare un ibrido con il G1.
Starscream sembra considerare i Transformer nati sulla Terra come troppo rozzi o primitivi, per essere utilizzati come guerrieri. Non viene inoltre preso in considerazione Frenzy (che in ogni caso non vale molto, vista la fine fatta in TFTM07).
Altri notevoli assenti della storia sono Bumblebee, Sam, Mikaela e il Captain Lennox (non che l’assenza dei numerosi e stereotipati personaggi umani di TFTM07 sia un male).
“Scorpion Sting”
Storia: Simon Furman
Arte: Staz Johnson
Colori: Kris Karter
La storia
Nel paese mediorientale del Qatar, alla base dell’aviazione di Al Voeid, Ironhide si unisce a una squadra di sei militari statunitensi, comandata dal capitano Cartwright.
Quest’ultimo sostituisce il capitano Lennox, che è stato rassegnato a un altro incarico.
Lo scopo della loro missione in collaborazione è braccare e stanare Scorponok.
Ironhide guida un convoglio di tre veicoli corazzati nel deserto, dove una serie di segnali fantasma lo spinge a trasformarsi in robot, per indagare a fondo.
L’avvertimento di Cartwright arriva troppo tardi e la trappola Decepticon scatta: Scorponok emerge dalle sabbie in cui si era nascosto e balza sulla schiena di Ironhide; dalle fauci emette un filamento con punta perforante che affonda nel collo di Ironhide, assumendo il controllo delle sue funzioni motorie.
Comandato da Scorponok, Ironhide scatena tutta la sua potenza contro i veicoli militari. Gli umani contrattaccano, tentando di bloccarlo senza ucciderlo, ma i proiettili Sabot non hanno effetto su di lui.
Ironhide/Scorponok distrugge la torretta del carro armato e devasta il veicolo L.A.V..
Il capitano Cartwright improvvisa un piano. Insieme ad altri dei suoi uomini, batte in apparente ritirata, attirando su di sé l’attenzione di Ironhide/Scorponok.
Il soldato Darius Gale si apposta e usa una carabina XM8 con proiettili perforanti per sparare al filamento di connessione di Scorponok, tranciando in due.
Di nuovo padrone delle proprie azioni, Ironhide afferra Scorponok per la coda e lo scaglia violentemente al suolo, mettendolo fuori gioco.
Anche questo superstite Decepticon è stato finalmente neutralizzato.
Note
Come per il capitolo precedente, anche questa storia si caratterizza per essere incentrata su una specifica scena d’azione.
L’artista Stewart “Staz” johnson è una firma storica per i Transformer: ha infatti mosso i primi passi nel mondo del fumetto proprio con la serie G1 Marvel UK.
Il suo lavoro per questo albo è di una qualità veramente elevata, che però viene paradossalmente sminuita dall’aggiunta della colorazione e degli effetti digitali di sfumature per il movimento.
Come molti fan hanno auspicato, questa storia meriterebbe una ristampa in bianco e nero, che dia la giusta visibilitĂ al lavoro di Johnson.
Per un’ultima volta, Simon Furman tenta di realizzare una storia autoconclusiva che non crei conflitti con potenziali seguiti di TFTM07: il risultato è però abbastanza debole, come era prevedibile e ovvio.
Con vincoli come il fatto che nulla debba cambiare o essere aggiunto, per evitare contraddizioni, è chiaro che non si può andare molto lontano.
Per questo motivo, col numero #9 della serie Titan, Furman cambia strada, dando inizio a una saga in più parti ambientata in un universo parallelo in cui TFTM07 si è concluso con il trionfo di Megatron e l’apparente morte di Sam.
Nonostante questo capitolo e il precedente siano storie tutto sommato dimenticabili, nella loro realizzazione spicca comunque la pregevole fattura dei dialoghi: brillanti, puntuali, efficaci, perfettamente sincronizzati con la narrazione e le illustrazioni, sono il puntuale esempio della perizia di Simon Furman.
Questa storia è finora l’unica collocata cronologicamente dopo la conclusione di TFTM07.
Dai dialoghi risulta che, nella battaglia contro Scorponok avvenuta in TFTM07, solo uno degli uomini di Lennox è morto: ne segue che Figueroa, per quanto gravemente ferito, sia sopravvissuto (a dire il vero, la sua morte era in una delle scene tagliate).
Il Qatar è una nazione del mondo reale, e non una delle abituali invenzioni tanto care a Hollywood.
La grafia del nome di Scorponok è stata proposta in più varianti. In questo caso, Simon Furman adotta quella del modellino.
Ironhide, a differenza degli altri Transformer, può resistere ai proiettili Sabot. Non ci stupisce, date le caratteristiche storiche e tecniche del tenace “Scorza di Ferro”.
Non è chiaro per quale motivo Lennox non sia stato incluso nella storia: può darsi che non ci fosse il tempo per ottenere l’approvazione dell’attore (che ha il diritto di porre vincoli su come viene reso il proprio aspetto in un fumetto).
Cosa avrà fatto Scorponok sino a ora? Forse si è limitato a vagare nel deserto, cercando di ripararsi alla meno peggio. In un paio di inquadrature, è chiaro che la sua coda è ancora mutilata.
Su Scorponok vengono fornite più informazioni qui che in tutto TFTM07: il personaggio ha un intelletto rudimentale, ma è guidato soprattutto dall’istinto; anche senza il pungiglione, è in grado di aggredire il nemico, sebbene con un metodo assai diverso (una sorta di filamento che esce dalle fauci e si connette col Metaprocessore della vittima); è in grado di controllare le funzioni motorie di altri Transformer, molto più evoluti; è in grado di generare segnali fantasma di se stesso e di impiegarle per confondere gli strumenti radar e attuare efficaci tattiche diversive.
Copertina e tavole di anteprima per l’edizione originale: Copertina UK, Tavola 6 in b/n, Tavola 7 in b/n, Tavola 8 in b/n, Tavola 5 a colori, Tavola 6 a colori.
Copertina A con modello in CGI di Optimus Prime; copertina B con modello in CGI di Starscream.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Ottobre 2008.
Ristampa le storie inedite pubblicate dalla Titan nei magazine britannici Transformers #7 e Transformers #8.
“Starscream’s Militia”
Storia: Simon Furman
Arte: Boo
Colori: Robin Smith
La storia
Nel centro di Los Angeles, alle 18.52, Optimus Prime e due Autobot (Ratchet e Ironhide), tutti reduci dallo scontro finale, devono affrontare tre Decepticon che erano stati uccisi durante la battaglia: Blackout, Barricade e Devastator. Ed è impossibile abbatterli, proprio perché sono già morti.
Poco tempo prima, alle 18.27, Starscream fuggiva dalla battaglia, dopo aver assistito alla sconfitta di Megatron.
Rimasto solo, si autonominava comandante dei Decepticon, pur non avendo nessuno da comandare.
La vista di un meccanoide sconosciuto (evoluto da un distributore di bibite), intento ad attaccare due umani, aveva attirato il suo interesse: dentro quel ridicolo meccanoide era presente un frammento di forza vitale; proprio ciò di cui aveva bisogno per tornare a far divampare i fuochi della guerra.
Alle 18.53, la battaglia contro i Decepticon zombi continua a infuriare. Anche quando vengono abbattuti, i tre guerrieri si rialzano e riprendono ad attaccare.
Ratchet, l’unico che potrebbe forse spiegare questo fenomeno, brancola nel buio. In più, viene atterrato dal suo avversario e messo temporaneamente fuori gioco.
Alle 18.39, Starscream finiva di procurarsi almeno cinque piccoli Cubi di forza vitale e, dopo aver disperso le forze di Polizia terrestri, ne innestava tre nei corpi dei compagni Decepticon caduti. L’intervento non restituiva loro la mente, ma dopotutto Starscream desiderava ottenere solo tre soldati obbedienti e inarrestabili.
Alle 18.59, i tre Autobot sono ormai a corto di energie, mentre i loro avversari continuano a combattere.
Finalmente, Ratchet ritorna nella mischia e risolve il mistero: per abbattere quegli avversari già morti, bisogna cercare nei loro corpi le tracce residue dell’energia dell’OmniScintilla e colpire quel punto.
Una volta sconfitti definitivamente i tre Decepticon, Ratchet spiega: i Cubi rossi sono congegni terrestri, animati dall’energia corrotta dell’OmniScintilla.
Resta da spiegare chi li abbia utilizzati così, ma Optimus Prime, vedendo fuggire in volo Starscream, intuisce la risposta.
Resta solo da chiedersi se sia finita.
A bordo di Starscream, ritrovano infatti almeno altri due Cubi rossi.
Note
Il titolo richiama quello di Starscream’s Brigade, episodio della serie animata G1 in cui, similmente a questa storia, Starscream organizza un proprio esercito a partire da Componenti di Personalità riciclati.
Simon Furman basa la storia su una versione della sceneggiatura di TFTM07 che non è quella definitiva. Oltre alla famosa differenza del nome di Brawl (che addirittura è giunto sul grande schermo come Devastator), ora compare anche un diverso terreno di scontro per la battaglia finale del Film del 2007: Los Angeles invece di Mission City.
Barricade compare reggendo la propria testa in una mano: oltre al riferimento all’Amleto di Shakespeare, visto almeno un paio di volte nei Transformer di Furman, può anche esserci una reminiscenza di Powerglide nell’episodio Desertion Of The Dinobots Part 1 della serie animata G1.
I tre Decepticon defunti sono colorati principalmente di grigio: non è chiaro se sia una scelta del(la?) colorista (che già nel capitolo Optimus Prime di Saga Of The AllSpark #1 usava il grigio in abbondanza) o di una indicazione della sceneggiatura (in riferimento al classico effetto G1, visto per la prima volta in The Animated Movie del 1986).
Compare una variante del Transformer “distributore di bibite Mountain Dew” visto in TFTM07 e molto atteso dai fan in forma di modellino.
Simon Furman gioca con le parole per evitare di introdurre concetti vincolanti: siccome non è chiaro se in questo universo i Transformer abbiano una Scintilla ad animarli, ecco che Starscream dichiara “in queste interiora artificialmente evolute, si trova la scintilla che mi serve per incendiare questo intero mondo.”. La frase può essere intesa tanto in senso figurato quanto in senso letterale.
La forza vitale dell’OmniScintilla si manifesta nei meccanoidi terrestri in forma di un piccolo Cubo di colore rosso, decorato con una versione semplificata degli arabeschi del Cubo originale.
Megatron è stato ucciso intorno alle 18.27.
Starscream capisce che in quei meccanoide c’è “much more than meets the eye”, in un riferimento a uno degli slogan della serie G1.
Sino a ora, Starscream è stato l’unico Transformer a interagire effettivamente con i meccanoidi della Terra portati alla vita dalle energie del Cubo dell’OmniScintilla dopo la battaglia di Mission City. Le miniserie di Preludio a Revenge Of The Fallen (cioè Alliance e Defiance[/i]) dovrebbero rimediare a questa carenza.
Collocando la storia tra la battaglia conclusiva di TFTM07 e il suo finale vero e proprio, Simon Furman abbandona la narrazione in stile Prequel, ma nello stesso tempo tenta di raccontare una vicenda che non vada a collidere con potenziali seguiti ufficiali (come il secondo film oppure una miniserie IDW).
Purtroppo, non vi riesce: anche questo episodio, infatti, si discosta dalla continuità a fumetti delineata dalla IDW per l’universo di TFTM07 (e dei suoi seguiti).
In Reign Of Starscream #1, le mosse di Starscream dopo la conclusione della battaglia di Mission City sono radicalmente diverse. Inoltre, Barricade non risulta morto, ma solo pesantemente malconcio (la scena dell’effettiva morte di Barricade, in TFTM07, è stata tagliata per consentire un ritorno del personaggio).
L’arte di Boo, un singolare artista attivo anche su Mosaic, risulta un po’ troppo stilizzata e caricaturale per l’universo di TFTM07. In compenso, il suo tratto sembra invece molto adatto ad Animated: non sembra quindi un caso che sia tra gli artisti che hanno illustrato la miniserie IDW di Animated: The Arrival.
Ancora una volta, la fattura generale della storia è indicativa del tipo di pubblico molto giovane a cui il magazine della Titan era indirizzato. Nonostante questo, Simon Furman non resiste a rimescolare le carte, indagando sulla forza che anima i Transformer di questo universo e adottando una narrazione intrecciata a rapidi flasbhack, che discosta questo racconto dal semplice prodotto per bambini.
Con la scelta di far combattere Starscream contro un distributore automatico di bibite, Simon Furman sembra volerci ricordare che, per quanto debole, questa storia è comunque in linea con la trama pressoché inesistente di TFTM07 stesso, con il suo eccesso di situazioni demenziali a discapito di intreccio, logica narrativa e caratterizzazione dei Transformer.
Lo schema cromatico di Starscream varia durante la storia e presenta vistosi dettagli rossi assenti in TFTM07, come se il colorista stesse cercando di creare un ibrido con il G1.
Starscream sembra considerare i Transformer nati sulla Terra come troppo rozzi o primitivi, per essere utilizzati come guerrieri. Non viene inoltre preso in considerazione Frenzy (che in ogni caso non vale molto, vista la fine fatta in TFTM07).
Altri notevoli assenti della storia sono Bumblebee, Sam, Mikaela e il Captain Lennox (non che l’assenza dei numerosi e stereotipati personaggi umani di TFTM07 sia un male).
“Scorpion Sting”
Storia: Simon Furman
Arte: Staz Johnson
Colori: Kris Karter
La storia
Nel paese mediorientale del Qatar, alla base dell’aviazione di Al Voeid, Ironhide si unisce a una squadra di sei militari statunitensi, comandata dal capitano Cartwright.
Quest’ultimo sostituisce il capitano Lennox, che è stato rassegnato a un altro incarico.
Lo scopo della loro missione in collaborazione è braccare e stanare Scorponok.
Ironhide guida un convoglio di tre veicoli corazzati nel deserto, dove una serie di segnali fantasma lo spinge a trasformarsi in robot, per indagare a fondo.
L’avvertimento di Cartwright arriva troppo tardi e la trappola Decepticon scatta: Scorponok emerge dalle sabbie in cui si era nascosto e balza sulla schiena di Ironhide; dalle fauci emette un filamento con punta perforante che affonda nel collo di Ironhide, assumendo il controllo delle sue funzioni motorie.
Comandato da Scorponok, Ironhide scatena tutta la sua potenza contro i veicoli militari. Gli umani contrattaccano, tentando di bloccarlo senza ucciderlo, ma i proiettili Sabot non hanno effetto su di lui.
Ironhide/Scorponok distrugge la torretta del carro armato e devasta il veicolo L.A.V..
Il capitano Cartwright improvvisa un piano. Insieme ad altri dei suoi uomini, batte in apparente ritirata, attirando su di sé l’attenzione di Ironhide/Scorponok.
Il soldato Darius Gale si apposta e usa una carabina XM8 con proiettili perforanti per sparare al filamento di connessione di Scorponok, tranciando in due.
Di nuovo padrone delle proprie azioni, Ironhide afferra Scorponok per la coda e lo scaglia violentemente al suolo, mettendolo fuori gioco.
Anche questo superstite Decepticon è stato finalmente neutralizzato.
Note
Come per il capitolo precedente, anche questa storia si caratterizza per essere incentrata su una specifica scena d’azione.
L’artista Stewart “Staz” johnson è una firma storica per i Transformer: ha infatti mosso i primi passi nel mondo del fumetto proprio con la serie G1 Marvel UK.
Il suo lavoro per questo albo è di una qualità veramente elevata, che però viene paradossalmente sminuita dall’aggiunta della colorazione e degli effetti digitali di sfumature per il movimento.
Come molti fan hanno auspicato, questa storia meriterebbe una ristampa in bianco e nero, che dia la giusta visibilitĂ al lavoro di Johnson.
Per un’ultima volta, Simon Furman tenta di realizzare una storia autoconclusiva che non crei conflitti con potenziali seguiti di TFTM07: il risultato è però abbastanza debole, come era prevedibile e ovvio.
Con vincoli come il fatto che nulla debba cambiare o essere aggiunto, per evitare contraddizioni, è chiaro che non si può andare molto lontano.
Per questo motivo, col numero #9 della serie Titan, Furman cambia strada, dando inizio a una saga in più parti ambientata in un universo parallelo in cui TFTM07 si è concluso con il trionfo di Megatron e l’apparente morte di Sam.
Nonostante questo capitolo e il precedente siano storie tutto sommato dimenticabili, nella loro realizzazione spicca comunque la pregevole fattura dei dialoghi: brillanti, puntuali, efficaci, perfettamente sincronizzati con la narrazione e le illustrazioni, sono il puntuale esempio della perizia di Simon Furman.
Questa storia è finora l’unica collocata cronologicamente dopo la conclusione di TFTM07.
Dai dialoghi risulta che, nella battaglia contro Scorponok avvenuta in TFTM07, solo uno degli uomini di Lennox è morto: ne segue che Figueroa, per quanto gravemente ferito, sia sopravvissuto (a dire il vero, la sua morte era in una delle scene tagliate).
Il Qatar è una nazione del mondo reale, e non una delle abituali invenzioni tanto care a Hollywood.
La grafia del nome di Scorponok è stata proposta in più varianti. In questo caso, Simon Furman adotta quella del modellino.
Ironhide, a differenza degli altri Transformer, può resistere ai proiettili Sabot. Non ci stupisce, date le caratteristiche storiche e tecniche del tenace “Scorza di Ferro”.
Non è chiaro per quale motivo Lennox non sia stato incluso nella storia: può darsi che non ci fosse il tempo per ottenere l’approvazione dell’attore (che ha il diritto di porre vincoli su come viene reso il proprio aspetto in un fumetto).
Cosa avrà fatto Scorponok sino a ora? Forse si è limitato a vagare nel deserto, cercando di ripararsi alla meno peggio. In un paio di inquadrature, è chiaro che la sua coda è ancora mutilata.
Su Scorponok vengono fornite più informazioni qui che in tutto TFTM07: il personaggio ha un intelletto rudimentale, ma è guidato soprattutto dall’istinto; anche senza il pungiglione, è in grado di aggredire il nemico, sebbene con un metodo assai diverso (una sorta di filamento che esce dalle fauci e si connette col Metaprocessore della vittima); è in grado di controllare le funzioni motorie di altri Transformer, molto più evoluti; è in grado di generare segnali fantasma di se stesso e di impiegarle per confondere gli strumenti radar e attuare efficaci tattiche diversive.
Copertina e tavole di anteprima per l’edizione originale: Copertina UK, Tavola 6 in b/n, Tavola 7 in b/n, Tavola 8 in b/n, Tavola 5 a colori, Tavola 6 a colori.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








