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Iscritto il: 21/06/2004
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Movie Sequel: The Reign Of Starscream (2 di 5)
“Movie Sequel: The Reign Of Starscream” (2 di 5)
Storia di Chris Mowry e Chris Ryall
Arte: Alex Milne
Colori: Josh Perez
Copertine di Alex Milne e James Raiz
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Maggio 2008 (uscita effettiva slittata a Giugno).
La storia
Alla Diga Hoover, Starscream viene attaccato dalle forze del Settore Sette. Dato che all’aperto si trova in svantaggio e che il suo obiettivo è il corpo di Frenzy, Starscream si trasforma ed entra in un condotto d’accesso alle strutture della diga.
Altra resistenza armata degli umani gli impedisce di rintracciare il segnale di Frenzy e Starscream, diventano nuovamente robot, deve per forza sterminarli.
I tunnel interni diventano sempre più stretti, ma la sua adattabilità di Cybertroniano gli permette di avanzare, anche se deve strisciare e sfoderare letteralmente gli artigli.
Una divisione del Settore Sette mai vista prima si avvicina alla Diga. Il suo comandante, l’Agente Salazar, si assicura che Simmons, la Banachek e Keller siano lontani dall’area, prima di prepararsi ad affrontare la N.B.E.-3 (Non Biological Entity). Uno degli uomini che lo accompagna gli rivela che questo robot dichiara di chiamarsi Starscream.
Estendendo un artiglio oltre una porta, Starscream recupera finalmente Frenzy, insieme a due tecnici che se ne stavano occupando. Non interessato ad altre uccisioni non necessarie, Starscream ottiene con le buone (minacce) che i due umani gli consegnino i resti el suo collega.
Alloggiati questi ultimi nella cabina, Starscream consiglia gli umani di fuggire in fretta. Poi accede i motori senza trasformarsi in jet e ripercorre al contrario (dolorosamente) la via da cui era entrato.
All’esterno, la divisione del Settore Sette lo affronta, rivelandogli di conoscere il suo nome e lasciandolo stupito.
Il tentativo di impiegare l’unità LM-1 (un veicolo che tenta di trasformarsi in robot, ma si blocca a metà dell’alterazione) fallisce, ma Starscream è incuriosito e abbassa la guardia: i soldati lo attaccano.
Le sue risorse di munizioni e di energia sono agli sgoccioli e non hanno ancora avuto modo di rigenerarsi. Starscream decide di fuggire, ma non senza prima aver catturato Salazar.
Giunto ad alta quota, sopra le nubi, Starscream fa una pausa per rigenerarsi e interrogare Salazar. Questi oppone resistenza, nonostante Starscream lo terrorizzi facendolo precipitare nel vuoto, per poi recuperarlo.
Altri caccia jet lo rintracciano per attaccarlo. Ormai allo stremo, Starscream diventa a sua volta jet e lascia l’atmosfera terrestre: non ha l’energia per passare a una modalità più adatta, ma ritiene che persino in quella formagli sarà possibile raggiungere Marte.
L’umano, purtroppo, non è costruito per resistere allo spazio ed esplode dentro la cabina di Starscream, prima di potergli rivelare ciò che sapeva.
In orbita intorno a Marte, Cosmos lo vede arrivare e avverte la squadra Autobot di terra, comandata da Arcee e costituita da Cliffjumper, Camshaft, Air Raid e Smokescreen.
Starscream riesce a tornare all’accampamento Decepticon su Marte, dove viene accolto dai droni Decepticon, che si occupano della sua rigenerazione. Per quanto indebolito, Starscream annuncia di essere ora Lord, a causa della sconfitta e della morte di Megatron.
Una volta ripresosi, conferisce con Thundercracker, che lo aggiorna sulle attività dell’accampamento: il terminale del Ponte Spaziale è stato completato e la sequenza di Ponti distribuita nella galassia permetterà loro di tornare su Cybertron in ogni momento.
Starscream svela il proprio bottino, e cioè i resti di Frenzy, che contengono tutte le informazioni che gli umani hanno raccolto in decenni di studi sull’OmniScintilla.
Starscream ordina che questi dati vengano inviati su Cybertron, nel tempio della città di Simfur, che un tempo ospitava l’OmniScintilla. Presto sarà possibile dare vita a un nuovo Cubo e, con l’assenza degli Autobot, la conquista del pianeta sarà solo questione di tempo.
Un breve esame dei dati di Frenzy rivela la presenza di informazioni su LM-1, ma anche su Wreckage: a quanto pare, il suo corpo è in mano al Settore Sette.
Non c’è tempo di approfondire: dall’esterno, Hardtop li contatta e li avverte che una squadra Autobot guidata da Arcee sta per attaccare l’accampamento.
Note
Le unità di spionaggio come Frenzy dispongono di un congegno di rilevamento, che permetta di recuperarle in caso di danni paralizzanti o morte.
L’artiglio dispiegato da Starscream durante l’avanzata nel tunnel è un riferimento all’accessorio della versione Fast Action Battler del suo modellino.
La motrice che trasporta LM-1 è basata sulla modalità veicolare di camion “a naso piatto” del G1 Optimus Prime.
La sigla di LM-1 deriva da Landmine, cioè il nome del modellino che corrisponde al veicolo trasformabile del Settore Sette.
La Bio del personaggio recita in effetti:
“Portato in vita dall'onda d'impulso dell'Omniscintilla rilasciata durante la battaglia finale contro Megatron, Landmine sta ancora imparando cosa significhi essere un Autobot.
E' contento, comunque, di continuare il suo lavoro con gli umani del Settore 7, anche mentre Ironhide lo addestra sui punti più sottili del combattimento robotico.
Si gode l'eccitazione e l'intrigo di lavorare con un agente in un'organizzazione ultrasegreta.
Sapere che ciò che fa non solo tiene al sicuro gli umani, ma protegge anche i suoi compagni Autobot, gli dà enorme gratificazione.”
La squadra Autobot è stata riprogettata graficamente per avere l’aspetto pre-formattazione Terrestre.
Cliffjumper è un Repaint di Bumblebee.
Camshaft è un Repaint di Swindle. Un brano della sua Bio recita: “Impiegato come parte di una squadra ricognitiva operativa per i punti più caldi della galassia, l'Autobot Camshaft è abituato ai guai.”
Air Raid è uno dei Repaint della linea Energon esclusivi di Target.
Smokescreen è un Repaint di F.A.B. Jazz (cioè appartenente alla sotto-linea Fast Action Battler).
Hardtop dei Decepticon è un Repaint della linea Cybertron esclusivo di Target. La sua Bio lo qualifica come “segugio e spia d'elite per i Decepticon”.
La città dove avviene la battaglia finale di TFTM07 è Mission City.
La morte dell'Agente Salazar nello spazio rimanda a un altro celebre viaggio interplanetario di Starscream, quello compiuto col Dottor Arkeville nell'episodio Countdown To Extinction della serie animata G1.
Lo scrittore principale dell’albo, Chris Mowry, ha fornito molti dettagli sull’opera, in ogni suo aspetto. Sul suo blog saranno progressivamente resi noti sempre più dettagli.
L’immagine mancante della seconda di copertina è visibile a questo link (e molto probabilmente comparirà nell’edizione in Trade Paperback della miniserie Reign Of Starscream).
Mowry sta cercando di dare un senso al termine Seeker (letteralmente, Cercatore), che nella G1 era immotivatamente attribuito a Starscream e compagni.
I Seeker di TFTM07 sono, nell’ottica di Mowry, l’unità d’assalto dei Decepticon; una sorta di squadra SEAL, che può svolgere certi compiti meglio di chiunque altro e che dispone di enormi e ineguagliate capacità di fuoco, di rilevazione e di rintracciamento
Per questo, essi non sono in grado di analizzare dati e gestire informazioni come sanno invece fare i Decepticon dello spionaggio (Blackout, Barricade, Frenzy).
Oltre ai due Seeker gia visti (Starscream e Thundercracker), ne apparirà almeno un altro.
Mowry non affronterò la faccenda del genere, ma Arcee è senza dubbio una “lei”.
Dopo aver spiegato che l’Energon si rigenera durante l’inattività corporea dei Cybertroniani (processo che l’OmniScintilla accelerava), Mowry intende spiegare anche perché i personaggi di TFTM07 non esauriscano mai le munizioni.
Come visto in Reign Of Starscream #1, la vicenda prende il via subito dopo la morte di Megatron. L’intenzione di Mowry è di circoscriverla comunque a TFTM07: la scena finale del Film in cui Starscream lascia l’atmosfera terrestre dovrebbe coincidere anche con la conclusione della miniserie a fumetti e condurre all’effettivo seguito del Film previsto per il 2009 (e intitolato Revenge Of The Fallen).
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Il giudizio positivo dato per Reign Of Starscream #1 viene rinnovato per il #2 e, addirittura, sale ancora di grado. C’è una sola rettifica da apportare: dei due Chris, il vero architetto di questa ottima saga fantascientifica è Chris Mowry, che avevamo conosciuto finora solo come autore di lettering.
Distaccandosi dalla desolante piattezza e assenza totale di caratterizzazione dei robot di TFTM07, Mowry sceglie di scolpire uno Starscream tridimensionale e grandioso come mai lo si era visto.
Il primo passo di quest’opera è resistere alla faciloneria di cui cadono spesso preda gli scrittori esordienti: cosa c’è di più “fico” che un malvagio che ammazza tutti inarrestabilmente? E, da questa premessa, pagine e pagine di violenza e stragi autocompaciute, che nulla aggiungono alla vicenda in atto.
Mowry inizialmente ci inganna, facendoci credere di aver adottato proprio questo stile, ma subito dopo se ne allontana in modo quasi brusco, spiazzandoci completamente.
Starscream ambisce al potere a ogni costo e uccide ogni qualvolta sia necessario, ma non è un sadico demente e sanguinario; se gli è possibile ottenere ciò che vuole con mezzi meno violenti ed energonomicamente più efficienti (come le minacce), sceglie questa strada. La sopravvivenza dei due tecnici del Settore Sette ne è una prova.
Ma, attenzione, non bisogna commettere l’errore di scambiare questo Starscream per una sorta di versione occidentale dell’imbarazzante personaggio di Armada. E’ vero che lo Starscream di TFTM07 non è un dozzinale e decerebrato serial killer alla Megatron: Origin, ma non è neanche un’improbabile specie di “buono” incompreso, dotato di nobiltà e sensibilità.
E’ semplicemente la versione realistica del suo personaggio G1: determinato, ma non perverso; ambizioso, ma non tanto da essere così cieco da rovinarsi da solo commettendo clamorosi errori; e, soprattutto, intelligente in modo coerente.
Fedelmente al titolo della saga, l‘intera narrazione ruota intorno a Starscream, dimostrando una volta per tutte che è effettivamente possibile scrivere una saga incentrata sui Decepticon che, invece che indugiare semplicemente in scene di brutalità e violenza fini a se stesse, abbia un considerevole spessore e valore narrativo.
Un’altra sorpresa, finalmente in positivo, è data dall’arte di Alex Milne. Più e più volte abbiamo noiosamente criticato il suo stile barocco, ridondante, eccessivo e, in linea di massima, incomprensibile.
Finalmente, lo stesso Milne sembra essersene reso conto: in questo Reign Of Starscream #2, infatti, il suo stile si evolve sensibilmente verso una maggiore chiarezza espositiva, concentrandosi maggiormente sui personaggi principali della scena e impiegando una ridotta quantità di arabeschi per gli sfondi.
Certo, si tratta pur sempre di Alex Milne e il concetto di “semplificazione” è quindi relativo, ma sicuramente quest’albo è un passo sulla buona strada. Per inciso, lo stesso cambiamento si è visto nel fumetto Transtech del TransformersClub: non è che per caso Milne ha semplicemente meno tempo da dedicare alle singole tavole?
La colorazione di Josh Perez continua a essere di dubbio valore ed è forse l’unico neo di un albo altrimenti ottimo. Per qualche bizzarro motivo, nei suoi lavori ogni cosa sembra essere della stessa sfumatura, non importa di che si tratti: se i camici degli umani sono azzurrognoli, allora lo è anche l’artiglio di Starscream e le pareti sullo sfondo; se Starscream è marroncino, allora lo sono anche le rocce, il cemento e le strade. Purtroppo, questo stile ha l’effetto di appiattire spaventosamente l’arte di Milne, e ha costantemente contribuito a renderne ostica la fruizione.
Recensione di M3Gr1ml0ck
Ha contribuito Jazzluca
Storia di Chris Mowry e Chris Ryall
Arte: Alex Milne
Colori: Josh Perez
Copertine di Alex Milne e James Raiz
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Maggio 2008 (uscita effettiva slittata a Giugno).
La storia
Alla Diga Hoover, Starscream viene attaccato dalle forze del Settore Sette. Dato che all’aperto si trova in svantaggio e che il suo obiettivo è il corpo di Frenzy, Starscream si trasforma ed entra in un condotto d’accesso alle strutture della diga.
Altra resistenza armata degli umani gli impedisce di rintracciare il segnale di Frenzy e Starscream, diventano nuovamente robot, deve per forza sterminarli.
I tunnel interni diventano sempre più stretti, ma la sua adattabilità di Cybertroniano gli permette di avanzare, anche se deve strisciare e sfoderare letteralmente gli artigli.
Una divisione del Settore Sette mai vista prima si avvicina alla Diga. Il suo comandante, l’Agente Salazar, si assicura che Simmons, la Banachek e Keller siano lontani dall’area, prima di prepararsi ad affrontare la N.B.E.-3 (Non Biological Entity). Uno degli uomini che lo accompagna gli rivela che questo robot dichiara di chiamarsi Starscream.
Estendendo un artiglio oltre una porta, Starscream recupera finalmente Frenzy, insieme a due tecnici che se ne stavano occupando. Non interessato ad altre uccisioni non necessarie, Starscream ottiene con le buone (minacce) che i due umani gli consegnino i resti el suo collega.
Alloggiati questi ultimi nella cabina, Starscream consiglia gli umani di fuggire in fretta. Poi accede i motori senza trasformarsi in jet e ripercorre al contrario (dolorosamente) la via da cui era entrato.
All’esterno, la divisione del Settore Sette lo affronta, rivelandogli di conoscere il suo nome e lasciandolo stupito.
Il tentativo di impiegare l’unità LM-1 (un veicolo che tenta di trasformarsi in robot, ma si blocca a metà dell’alterazione) fallisce, ma Starscream è incuriosito e abbassa la guardia: i soldati lo attaccano.
Le sue risorse di munizioni e di energia sono agli sgoccioli e non hanno ancora avuto modo di rigenerarsi. Starscream decide di fuggire, ma non senza prima aver catturato Salazar.
Giunto ad alta quota, sopra le nubi, Starscream fa una pausa per rigenerarsi e interrogare Salazar. Questi oppone resistenza, nonostante Starscream lo terrorizzi facendolo precipitare nel vuoto, per poi recuperarlo.
Altri caccia jet lo rintracciano per attaccarlo. Ormai allo stremo, Starscream diventa a sua volta jet e lascia l’atmosfera terrestre: non ha l’energia per passare a una modalità più adatta, ma ritiene che persino in quella formagli sarà possibile raggiungere Marte.
L’umano, purtroppo, non è costruito per resistere allo spazio ed esplode dentro la cabina di Starscream, prima di potergli rivelare ciò che sapeva.
In orbita intorno a Marte, Cosmos lo vede arrivare e avverte la squadra Autobot di terra, comandata da Arcee e costituita da Cliffjumper, Camshaft, Air Raid e Smokescreen.
Starscream riesce a tornare all’accampamento Decepticon su Marte, dove viene accolto dai droni Decepticon, che si occupano della sua rigenerazione. Per quanto indebolito, Starscream annuncia di essere ora Lord, a causa della sconfitta e della morte di Megatron.
Una volta ripresosi, conferisce con Thundercracker, che lo aggiorna sulle attività dell’accampamento: il terminale del Ponte Spaziale è stato completato e la sequenza di Ponti distribuita nella galassia permetterà loro di tornare su Cybertron in ogni momento.
Starscream svela il proprio bottino, e cioè i resti di Frenzy, che contengono tutte le informazioni che gli umani hanno raccolto in decenni di studi sull’OmniScintilla.
Starscream ordina che questi dati vengano inviati su Cybertron, nel tempio della città di Simfur, che un tempo ospitava l’OmniScintilla. Presto sarà possibile dare vita a un nuovo Cubo e, con l’assenza degli Autobot, la conquista del pianeta sarà solo questione di tempo.
Un breve esame dei dati di Frenzy rivela la presenza di informazioni su LM-1, ma anche su Wreckage: a quanto pare, il suo corpo è in mano al Settore Sette.
Non c’è tempo di approfondire: dall’esterno, Hardtop li contatta e li avverte che una squadra Autobot guidata da Arcee sta per attaccare l’accampamento.
Note
Le unità di spionaggio come Frenzy dispongono di un congegno di rilevamento, che permetta di recuperarle in caso di danni paralizzanti o morte.
L’artiglio dispiegato da Starscream durante l’avanzata nel tunnel è un riferimento all’accessorio della versione Fast Action Battler del suo modellino.
La motrice che trasporta LM-1 è basata sulla modalità veicolare di camion “a naso piatto” del G1 Optimus Prime.
La sigla di LM-1 deriva da Landmine, cioè il nome del modellino che corrisponde al veicolo trasformabile del Settore Sette.
La Bio del personaggio recita in effetti:
“Portato in vita dall'onda d'impulso dell'Omniscintilla rilasciata durante la battaglia finale contro Megatron, Landmine sta ancora imparando cosa significhi essere un Autobot.
E' contento, comunque, di continuare il suo lavoro con gli umani del Settore 7, anche mentre Ironhide lo addestra sui punti più sottili del combattimento robotico.
Si gode l'eccitazione e l'intrigo di lavorare con un agente in un'organizzazione ultrasegreta.
Sapere che ciò che fa non solo tiene al sicuro gli umani, ma protegge anche i suoi compagni Autobot, gli dà enorme gratificazione.”
La squadra Autobot è stata riprogettata graficamente per avere l’aspetto pre-formattazione Terrestre.
Cliffjumper è un Repaint di Bumblebee.
Camshaft è un Repaint di Swindle. Un brano della sua Bio recita: “Impiegato come parte di una squadra ricognitiva operativa per i punti più caldi della galassia, l'Autobot Camshaft è abituato ai guai.”
Air Raid è uno dei Repaint della linea Energon esclusivi di Target.
Smokescreen è un Repaint di F.A.B. Jazz (cioè appartenente alla sotto-linea Fast Action Battler).
Hardtop dei Decepticon è un Repaint della linea Cybertron esclusivo di Target. La sua Bio lo qualifica come “segugio e spia d'elite per i Decepticon”.
La città dove avviene la battaglia finale di TFTM07 è Mission City.
La morte dell'Agente Salazar nello spazio rimanda a un altro celebre viaggio interplanetario di Starscream, quello compiuto col Dottor Arkeville nell'episodio Countdown To Extinction della serie animata G1.
Lo scrittore principale dell’albo, Chris Mowry, ha fornito molti dettagli sull’opera, in ogni suo aspetto. Sul suo blog saranno progressivamente resi noti sempre più dettagli.
L’immagine mancante della seconda di copertina è visibile a questo link (e molto probabilmente comparirà nell’edizione in Trade Paperback della miniserie Reign Of Starscream).
Mowry sta cercando di dare un senso al termine Seeker (letteralmente, Cercatore), che nella G1 era immotivatamente attribuito a Starscream e compagni.
I Seeker di TFTM07 sono, nell’ottica di Mowry, l’unità d’assalto dei Decepticon; una sorta di squadra SEAL, che può svolgere certi compiti meglio di chiunque altro e che dispone di enormi e ineguagliate capacità di fuoco, di rilevazione e di rintracciamento
Per questo, essi non sono in grado di analizzare dati e gestire informazioni come sanno invece fare i Decepticon dello spionaggio (Blackout, Barricade, Frenzy).
Oltre ai due Seeker gia visti (Starscream e Thundercracker), ne apparirà almeno un altro.
Mowry non affronterò la faccenda del genere, ma Arcee è senza dubbio una “lei”.
Dopo aver spiegato che l’Energon si rigenera durante l’inattività corporea dei Cybertroniani (processo che l’OmniScintilla accelerava), Mowry intende spiegare anche perché i personaggi di TFTM07 non esauriscano mai le munizioni.
Come visto in Reign Of Starscream #1, la vicenda prende il via subito dopo la morte di Megatron. L’intenzione di Mowry è di circoscriverla comunque a TFTM07: la scena finale del Film in cui Starscream lascia l’atmosfera terrestre dovrebbe coincidere anche con la conclusione della miniserie a fumetti e condurre all’effettivo seguito del Film previsto per il 2009 (e intitolato Revenge Of The Fallen).
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Il giudizio positivo dato per Reign Of Starscream #1 viene rinnovato per il #2 e, addirittura, sale ancora di grado. C’è una sola rettifica da apportare: dei due Chris, il vero architetto di questa ottima saga fantascientifica è Chris Mowry, che avevamo conosciuto finora solo come autore di lettering.
Distaccandosi dalla desolante piattezza e assenza totale di caratterizzazione dei robot di TFTM07, Mowry sceglie di scolpire uno Starscream tridimensionale e grandioso come mai lo si era visto.
Il primo passo di quest’opera è resistere alla faciloneria di cui cadono spesso preda gli scrittori esordienti: cosa c’è di più “fico” che un malvagio che ammazza tutti inarrestabilmente? E, da questa premessa, pagine e pagine di violenza e stragi autocompaciute, che nulla aggiungono alla vicenda in atto.
Mowry inizialmente ci inganna, facendoci credere di aver adottato proprio questo stile, ma subito dopo se ne allontana in modo quasi brusco, spiazzandoci completamente.
Starscream ambisce al potere a ogni costo e uccide ogni qualvolta sia necessario, ma non è un sadico demente e sanguinario; se gli è possibile ottenere ciò che vuole con mezzi meno violenti ed energonomicamente più efficienti (come le minacce), sceglie questa strada. La sopravvivenza dei due tecnici del Settore Sette ne è una prova.
Ma, attenzione, non bisogna commettere l’errore di scambiare questo Starscream per una sorta di versione occidentale dell’imbarazzante personaggio di Armada. E’ vero che lo Starscream di TFTM07 non è un dozzinale e decerebrato serial killer alla Megatron: Origin, ma non è neanche un’improbabile specie di “buono” incompreso, dotato di nobiltà e sensibilità.
E’ semplicemente la versione realistica del suo personaggio G1: determinato, ma non perverso; ambizioso, ma non tanto da essere così cieco da rovinarsi da solo commettendo clamorosi errori; e, soprattutto, intelligente in modo coerente.
Fedelmente al titolo della saga, l‘intera narrazione ruota intorno a Starscream, dimostrando una volta per tutte che è effettivamente possibile scrivere una saga incentrata sui Decepticon che, invece che indugiare semplicemente in scene di brutalità e violenza fini a se stesse, abbia un considerevole spessore e valore narrativo.
Un’altra sorpresa, finalmente in positivo, è data dall’arte di Alex Milne. Più e più volte abbiamo noiosamente criticato il suo stile barocco, ridondante, eccessivo e, in linea di massima, incomprensibile.
Finalmente, lo stesso Milne sembra essersene reso conto: in questo Reign Of Starscream #2, infatti, il suo stile si evolve sensibilmente verso una maggiore chiarezza espositiva, concentrandosi maggiormente sui personaggi principali della scena e impiegando una ridotta quantità di arabeschi per gli sfondi.
Certo, si tratta pur sempre di Alex Milne e il concetto di “semplificazione” è quindi relativo, ma sicuramente quest’albo è un passo sulla buona strada. Per inciso, lo stesso cambiamento si è visto nel fumetto Transtech del TransformersClub: non è che per caso Milne ha semplicemente meno tempo da dedicare alle singole tavole?
La colorazione di Josh Perez continua a essere di dubbio valore ed è forse l’unico neo di un albo altrimenti ottimo. Per qualche bizzarro motivo, nei suoi lavori ogni cosa sembra essere della stessa sfumatura, non importa di che si tratti: se i camici degli umani sono azzurrognoli, allora lo è anche l’artiglio di Starscream e le pareti sullo sfondo; se Starscream è marroncino, allora lo sono anche le rocce, il cemento e le strade. Purtroppo, questo stile ha l’effetto di appiattire spaventosamente l’arte di Milne, e ha costantemente contribuito a renderne ostica la fruizione.
Recensione di M3Gr1ml0ck
Ha contribuito Jazzluca

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








