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Iscritto il: 21/06/2004
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Movie Prequel 2
“Movie Prequel” (2 di 4)
Storia di Simon Furman e Chris Ryall
Arte: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Copertina A di Don Figueroa
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2007.
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/9051-2/TF_Prequel02-cvrA.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/9053-2/TF_Prequel_CVR_B.jpg[/img2]
La storia
Dopo aver inseguito l’OmniScintilla (AllSpark) attraverso intere galassie, Megatron entra nel sistema solare della Terra, dove il Cubo è precipitato.
Mentre supera Giove, rivive gli eventi che lo hanno condotto lì: su Cybertron, Optimus Prime è giunto a condannare lo stesso pianeta a una morte lenta, privandolo dell’OmniScintilla, pur di non lasciarla a Megatron. Megatron, che era disposto ad annientare il suo stesso pianeta natio pur di averla, non vede poi tante differenze tra se stesso e Optimus.
Mentre entra nell’atmosfera terrestre, un punto cieco di radiazione gli fa perdere il contatto diretto con l’OmniScintilla. Gli scudi per schermarlo dall’attrito del rientro consumano le sue ultime riserve di Energon.
Ma la bramosia che lo possiede lo spinge a proseguire imperterrito. Quando atterra, non riconosce la materia ignota di cui è composto il suolo. Troppo tardi si rende conto di essere talmente arroventato che quella materia (ghiaccio polare) non può reggerlo. Essa si spacca e Megatron piomba nelle acque gelide: nella sua condizione indebolita, non riesce a reagire in tempo e i suoi sistemi si disattivano uno dopo l’altro, mentre il ghiaccio si chiude sulla sua forma inerte.
1897. Una spedizione artica giunge sopra la banchisa che imprigiona Megatron. La paura è diffusa tra gli uomini e i loro cani, che ne hanno scorto la confusa forma intrappolata.
Ma l’occhialuto capitano Witwicky non è giunto sin lì per rinunciare: con un piccone, inizia a scavare.
1898. Il capitano Witwicky è ricoverato in un manicomio di Boston, dove due Uomini In Nero lo interrogano sulla sua esperienza. Witwicky, che per un certo periodo ha sofferto di disturbi alla vista e ha riempito centosettanta sei fogli di enigmatici geroglifici, racconta in modo folle che quella cosa sotto i ghiacci ha scrutato nella sua anima e lo ha posseduto.
I due Uomini In Nero fanno parte di una società anonima che indaga sui fenomeni più bizzarri e insoliti: ritornati in sede, si apprestano a screditare il capitano e chiunque facesse parte della spedizione, per tenere nascosto ciò che ha trovato.
Gli oggetti personali del capitano, tra cui un diario e i suoi occhiali, saranno comunque restituiti alla famiglia.
La Legislatura ha concesso i finanziamenti necessari e i due Uomini In Nero si apprestano a partire per una lunga spedizione nell’Artico.
1899. Nell’Artico, una stazione con cupola ambientale è stata costruita sopra lo scavo che è sceso fino a portare alla luce testa e braccia del corpo immobile di Megatron. Per uno dei due Uomini In Nero, questo Mega-Uomo (Mega-Man) è ormai davvero un’ossessione, tanto che scende in continuazione nel pozzo a parlare con esso.
1902. Nel Colorado, sul fondo di un lago, viene trovato un oggetto che emana piĂą energia della stessa Chicago e che porta incisi sulla superficie i geroglifici che il capitano Witwicky aveva disegnato.
2003. Il telescopio Hubble ritrasmette alla stazione di monitoraggio in Colorado le immagini di un impatto meteorico negli USA, che a loro volta vengono ritrasmesse a un alto comando, i cui responsabili sono gli eredi degli Uomini In Nero ottocenteschi.
Dalle immagini, risulta che la meteora giunta sulla Terra, all’impatto, si è trasformata in un robot umanoide: gli Uomini In Nero ipotizzano che la sua specie sia la stessa dell’esemplare in loro possesso, e già pregustano la possibilità di mettere le mani su altra materia prima per i loro studi ed esperimenti.
Note
Witwicky è il cognome della prima famiglia umana che abbia mai avuto a che fare con i Transformer, negli storici albi G1 Marvel USA del 1984. Gli stessi umani apparivano, rielaborati e senza cognome, anche nella serie animata G1, come Spike e Sparklplug.
Gli “Uomini In Nero” non sono veramente vestiti di nero: si tratta di una definizione di comodo per sopperire all’assenza dei loro nomi e rendere l’idea del loro modus operandi.
La società di cui fanno parte, le sue attività nel campo del bizzarro e l’ambientazione lussuosa ricordano abbastanza l’organizzazione di Altrove dei fumetti Bonelli.
Come sa chi ha seguito le notizie sul Film del 2007, gli occhiali del capitano Witwicky sono un elemento narrativo cruciale: in essi, Megatron ha inciso col laser certe informazioni (facendo nel contempo impazzire il capitano stesso).
Sempre per gli stessi ben informati, la società ottocentesca che cattura Megatron è l’antenata della moderna organizzazione Sector 7, che ha tratto enormi benefici dalla tecnologia del Mega-Uomo in suo possesso. Il collegamento è esplicitato dal numero 7 che campeggia sulla porta del palazzo in cui essa ha sede.
Nella raccolta di oggetti insoliti della societĂ ottocentesca si nota:
- un teschio con tre cavitĂ oculari
- quello che potrebbe essere un frammento del Golden Disk (vedi Beast Wars, Stagione 2);
- un frammento di Kryptonite rossa;
- un disegno di un disco volante.
L’uomo ossessionato dal Mega-Man è presumibilmente il Simmons i cui discendenti occuperanno posti di rilievo nel Settore 7, almeno fino al 2007.
Il finale rivela che il primo Transformer a giungere sulla Terra, dopo Megatron, è Bumblebee.
[errata corrige: inizialmente lo si era scambiato per un atterraggio su Marte, causa influenza del primo trailer relativo al Film]
Nelle pagine promozionali in coda, la IDW annuncia (in due pagine collegate) l’adattamento al Film, una miniserie in quattro numeri che uscirà settimanalmente a giugno 2007.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Se in Movie Prequel #1 l’attenzione era puntata su Bumblebee, questa volta invece Chris Ryall volge i riflettori su Megatron, ma l’effetto Spotlight è ristretto solo alle prime nove pagine, che peraltro riepilogano in modo abbastanza ridondante fatti ormai ben noti. Il resto della storia, pur ruotando costantemente intorno alla presenza inerte di Megatron, dà ampio spazio alle reazioni dell’umanità nei confronti del Mega-Uomo, scadendo con un passo molto rapido più di un secolo di storia.
Lo stile passa quindi da quello soggettivo degli Spotlight a quello impersonale e freddo di Infiltration (lasciando quindi sospettare che la mano di Ryall sia fortemente presente in entrambe le serie) e, finché si mantiene focalizzato sull’ambientazione ottocentesca, il suggestivo effetto d’epoca crea un’atmosfera intrigante che riesce a catturare il lettore. Ma il repentino salto di ben cento anni, con conseguente abbandono di personaggi appena abbozzati che sembravano comunque molto promettenti, fa sembrare la storia incompleta: a ciò contribuisce anche l’irritante assenza di nomi di tutti loro (con l’eccezione ovvia del capitano).
Il fascino dell’impresa epica dei semplici uomini dell’ottocento, che si trovano davanti a qualcosa di immenso e incomprensibile, svanisce poi quando la cornice d’epoca, con le sue pittoresche ambientazioni, viene sostituita dagli scenari moderni ad alta tecnologia dominati dal gruppo d’elite segreto, concetti estremamente noiosi e dozzinali, già visti un’infinità di volte.
Non aiuta nemmeno il fatto che ormai siamo alla terza iterazione del concetto de “gli umani recuperano un Transformer inattivo e lo sfruttano per i loro fini”: oltre al Film, contiamo il banale esordio della G1 Dreamwave e la stessa saga Infiltration/Escalation della IDW (la quale, tra tutte e tre, promette di essere quella che svilupperà il tema nel modo più originale e intrigante, come si vede in Escalation #5).
Risulta chiaramente evidente, anche dall’esperienza dell’albo precedente, che le scelte narrative di Ryall sono purtroppo obbligate e derivano dagli innumerevoli vincoli imposti dal Film: le premesse esistono già e sono note, ma è impossibile svilupparle più di tanto, proprio per evitare di entrare in conflitto con la storia del Film stesso.
L’arte di Don Figueroa ci offre momenti grafici di rara potenza, come il transito di Megatron davanti a Giove, il suo atterraggio ad alta temperatura e l’interno dello scavo al circolo polare artico. Con un certo sollievo, scopriamo anche che Figueroa è in grado di disegnare gli umani assai meglio di quanto sembrava all’epoca Dreamwave. Continua anche l’omaggio (o l’ispirazione prolungata?) allo stile di Frank Miller.
Ha collaborato Jazzuca
Storia di Simon Furman e Chris Ryall
Arte: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Copertina A di Don Figueroa
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2007.
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/9051-2/TF_Prequel02-cvrA.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/9053-2/TF_Prequel_CVR_B.jpg[/img2]
La storia
Dopo aver inseguito l’OmniScintilla (AllSpark) attraverso intere galassie, Megatron entra nel sistema solare della Terra, dove il Cubo è precipitato.
Mentre supera Giove, rivive gli eventi che lo hanno condotto lì: su Cybertron, Optimus Prime è giunto a condannare lo stesso pianeta a una morte lenta, privandolo dell’OmniScintilla, pur di non lasciarla a Megatron. Megatron, che era disposto ad annientare il suo stesso pianeta natio pur di averla, non vede poi tante differenze tra se stesso e Optimus.
Mentre entra nell’atmosfera terrestre, un punto cieco di radiazione gli fa perdere il contatto diretto con l’OmniScintilla. Gli scudi per schermarlo dall’attrito del rientro consumano le sue ultime riserve di Energon.
Ma la bramosia che lo possiede lo spinge a proseguire imperterrito. Quando atterra, non riconosce la materia ignota di cui è composto il suolo. Troppo tardi si rende conto di essere talmente arroventato che quella materia (ghiaccio polare) non può reggerlo. Essa si spacca e Megatron piomba nelle acque gelide: nella sua condizione indebolita, non riesce a reagire in tempo e i suoi sistemi si disattivano uno dopo l’altro, mentre il ghiaccio si chiude sulla sua forma inerte.
1897. Una spedizione artica giunge sopra la banchisa che imprigiona Megatron. La paura è diffusa tra gli uomini e i loro cani, che ne hanno scorto la confusa forma intrappolata.
Ma l’occhialuto capitano Witwicky non è giunto sin lì per rinunciare: con un piccone, inizia a scavare.
1898. Il capitano Witwicky è ricoverato in un manicomio di Boston, dove due Uomini In Nero lo interrogano sulla sua esperienza. Witwicky, che per un certo periodo ha sofferto di disturbi alla vista e ha riempito centosettanta sei fogli di enigmatici geroglifici, racconta in modo folle che quella cosa sotto i ghiacci ha scrutato nella sua anima e lo ha posseduto.
I due Uomini In Nero fanno parte di una società anonima che indaga sui fenomeni più bizzarri e insoliti: ritornati in sede, si apprestano a screditare il capitano e chiunque facesse parte della spedizione, per tenere nascosto ciò che ha trovato.
Gli oggetti personali del capitano, tra cui un diario e i suoi occhiali, saranno comunque restituiti alla famiglia.
La Legislatura ha concesso i finanziamenti necessari e i due Uomini In Nero si apprestano a partire per una lunga spedizione nell’Artico.
1899. Nell’Artico, una stazione con cupola ambientale è stata costruita sopra lo scavo che è sceso fino a portare alla luce testa e braccia del corpo immobile di Megatron. Per uno dei due Uomini In Nero, questo Mega-Uomo (Mega-Man) è ormai davvero un’ossessione, tanto che scende in continuazione nel pozzo a parlare con esso.
1902. Nel Colorado, sul fondo di un lago, viene trovato un oggetto che emana piĂą energia della stessa Chicago e che porta incisi sulla superficie i geroglifici che il capitano Witwicky aveva disegnato.
2003. Il telescopio Hubble ritrasmette alla stazione di monitoraggio in Colorado le immagini di un impatto meteorico negli USA, che a loro volta vengono ritrasmesse a un alto comando, i cui responsabili sono gli eredi degli Uomini In Nero ottocenteschi.
Dalle immagini, risulta che la meteora giunta sulla Terra, all’impatto, si è trasformata in un robot umanoide: gli Uomini In Nero ipotizzano che la sua specie sia la stessa dell’esemplare in loro possesso, e già pregustano la possibilità di mettere le mani su altra materia prima per i loro studi ed esperimenti.
Note
Witwicky è il cognome della prima famiglia umana che abbia mai avuto a che fare con i Transformer, negli storici albi G1 Marvel USA del 1984. Gli stessi umani apparivano, rielaborati e senza cognome, anche nella serie animata G1, come Spike e Sparklplug.
Gli “Uomini In Nero” non sono veramente vestiti di nero: si tratta di una definizione di comodo per sopperire all’assenza dei loro nomi e rendere l’idea del loro modus operandi.
La società di cui fanno parte, le sue attività nel campo del bizzarro e l’ambientazione lussuosa ricordano abbastanza l’organizzazione di Altrove dei fumetti Bonelli.
Come sa chi ha seguito le notizie sul Film del 2007, gli occhiali del capitano Witwicky sono un elemento narrativo cruciale: in essi, Megatron ha inciso col laser certe informazioni (facendo nel contempo impazzire il capitano stesso).
Sempre per gli stessi ben informati, la società ottocentesca che cattura Megatron è l’antenata della moderna organizzazione Sector 7, che ha tratto enormi benefici dalla tecnologia del Mega-Uomo in suo possesso. Il collegamento è esplicitato dal numero 7 che campeggia sulla porta del palazzo in cui essa ha sede.
Nella raccolta di oggetti insoliti della societĂ ottocentesca si nota:
- un teschio con tre cavitĂ oculari
- quello che potrebbe essere un frammento del Golden Disk (vedi Beast Wars, Stagione 2);
- un frammento di Kryptonite rossa;
- un disegno di un disco volante.
L’uomo ossessionato dal Mega-Man è presumibilmente il Simmons i cui discendenti occuperanno posti di rilievo nel Settore 7, almeno fino al 2007.
Il finale rivela che il primo Transformer a giungere sulla Terra, dopo Megatron, è Bumblebee.
[errata corrige: inizialmente lo si era scambiato per un atterraggio su Marte, causa influenza del primo trailer relativo al Film]
Nelle pagine promozionali in coda, la IDW annuncia (in due pagine collegate) l’adattamento al Film, una miniserie in quattro numeri che uscirà settimanalmente a giugno 2007.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Se in Movie Prequel #1 l’attenzione era puntata su Bumblebee, questa volta invece Chris Ryall volge i riflettori su Megatron, ma l’effetto Spotlight è ristretto solo alle prime nove pagine, che peraltro riepilogano in modo abbastanza ridondante fatti ormai ben noti. Il resto della storia, pur ruotando costantemente intorno alla presenza inerte di Megatron, dà ampio spazio alle reazioni dell’umanità nei confronti del Mega-Uomo, scadendo con un passo molto rapido più di un secolo di storia.
Lo stile passa quindi da quello soggettivo degli Spotlight a quello impersonale e freddo di Infiltration (lasciando quindi sospettare che la mano di Ryall sia fortemente presente in entrambe le serie) e, finché si mantiene focalizzato sull’ambientazione ottocentesca, il suggestivo effetto d’epoca crea un’atmosfera intrigante che riesce a catturare il lettore. Ma il repentino salto di ben cento anni, con conseguente abbandono di personaggi appena abbozzati che sembravano comunque molto promettenti, fa sembrare la storia incompleta: a ciò contribuisce anche l’irritante assenza di nomi di tutti loro (con l’eccezione ovvia del capitano).
Il fascino dell’impresa epica dei semplici uomini dell’ottocento, che si trovano davanti a qualcosa di immenso e incomprensibile, svanisce poi quando la cornice d’epoca, con le sue pittoresche ambientazioni, viene sostituita dagli scenari moderni ad alta tecnologia dominati dal gruppo d’elite segreto, concetti estremamente noiosi e dozzinali, già visti un’infinità di volte.
Non aiuta nemmeno il fatto che ormai siamo alla terza iterazione del concetto de “gli umani recuperano un Transformer inattivo e lo sfruttano per i loro fini”: oltre al Film, contiamo il banale esordio della G1 Dreamwave e la stessa saga Infiltration/Escalation della IDW (la quale, tra tutte e tre, promette di essere quella che svilupperà il tema nel modo più originale e intrigante, come si vede in Escalation #5).
Risulta chiaramente evidente, anche dall’esperienza dell’albo precedente, che le scelte narrative di Ryall sono purtroppo obbligate e derivano dagli innumerevoli vincoli imposti dal Film: le premesse esistono già e sono note, ma è impossibile svilupparle più di tanto, proprio per evitare di entrare in conflitto con la storia del Film stesso.
L’arte di Don Figueroa ci offre momenti grafici di rara potenza, come il transito di Megatron davanti a Giove, il suo atterraggio ad alta temperatura e l’interno dello scavo al circolo polare artico. Con un certo sollievo, scopriamo anche che Figueroa è in grado di disegnare gli umani assai meglio di quanto sembrava all’epoca Dreamwave. Continua anche l’omaggio (o l’ispirazione prolungata?) allo stile di Frank Miller.
Ha collaborato Jazzuca

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








