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Iscritto il: 21/06/2004
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Movie Prequel 1
“Movie Prequel” (1 di 4)
Storia: Chris Ryall
Testi: Simon Furman e Chris Ryall
Arte: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel febbraio 2007 (in una versione con la tavola 5 errata; edizione corretta slittata a inizio marzo).
La storia
La storia inizia dalla fine: in modalità di meteora, Bumblebee parte da Cybertron, alla ricerca dell’OmniScintilla (AllSpark): se essa non sarà riportata sul pianeta, Cybertron, divorato dalla guerra, ne verrà distrutto. E Bumblebee è tormentato dal non aver saputo fare abbastanza per evitare questo infausto destino per la sua razza.
I suoi ricordi ripercorrono gli eventi chiave della vicenda.
Nessuno conosce le vere origini dell’OmniScintilla: semplicemente, esso era la fonte di ogni vita e delle energie che sostenevano Cybertron, e i Transformer se ne prendevano cura con estrema devozione.
Grazie alla prosperità che l’OmniScintilla garantiva, il pianeta fioriva, senza conoscere guerra o ingiustizia. La guida illuminata del popolo dei Transformer era affidata al loro capo, Optimus Prime, e al Lord Alto Protettore (Lord High Protector) Megatron, l’uno giusto e l’altro fermo. Ma qualcosa cambiò in Megatron, che cominciò a bramare di possedere esclusivamente l’OmniScintilla: per questo motivo, assemblò in segreto un esercito di separatisti, e diede origine alla guerra civile.
L’OmniScintilla fu nascosta nella regione di Tyger Pax: una posizione segreta nota solo a pochi. Ma Megatron, come guidato da un segnale, si stava avvicinando a quella città .
Bumblebee, a capo di una squadra di Autobot (tra cui Arcee), sta difendendo questo avamposto, ma solo Bumblebee conosce la verità sull’OmniScintilla: i suoi compagni credono invece che essa sia nascosta nella città di Simfur, difesa dalle forze di Optimus Prime. La battaglia peggiora quando in cielo giunge la forma di jet interstellare di Megatron, che paracaduta su di loro uno stormo di guerrieri monocoli volanti (tutti “gemelli” di Dreadwing).
Durante il bombardamento dall’alto, il suolo cede e la squadra di Bumblebee sprofonda nel sottosuolo, a pochi passi dall’OmniScintilla. Bumblebee se ne rende subito conto e, in una mossa disperata, attira in direzione opposta la squadra di Decepticon.
Il suo ultimo ordine alla propria squadra è quello di far crollare su tutti loro l’intera sala in cui hanno trovato rifugio, portando con loro il maggior numero di nemici possibile. Nessuno esita; Arcee chiede solamente di essere rassicurata sul fatto che questo gesto suicida farà davvero la differenza, nella guerra in corso.
Ma gli Autobot sopravvivono al crollo che segue, per essere catturati da due guerrieri monocoli (Swindle e probabilmente Dropkick), che li torturano per strappare loro il segreto della posizione dell’OmniScintilla. Megatron, infatti, non è caduto nel tranello di Simfur, perché è in grado di “sentire” dove l’OmniScintilla si trovi davvero.
Mentre Swindle tortura uno degli Autobot, Bumblebee ripensa al segreto del piano di Optimus Prime: Prime progetta di mettere al sicuro nello spazio l’OmniScintilla, per sottrarla alle brame di Megatron e per garantire che la sua energia possa continuare a portare la vita anche altrove.
Megatron entra in scena dopo che Swindle ha ucciso, invano, l’Autobot che stavano torturando. Promettendo loro una morte analogamente dolorosa per il fallimento, si appresta a interrogare personalmente Bumblebee e inizia strappandogli un braccio, tanto per dimostrare di non aver bisogno di ricorrere a vuote minacce.
Il terreno viene scosso da un violento tremito e, poco lontano, l’OmniScintilla decolla per lo spazio.
Megatron comprende il piano di Optimus Prime e si appresta a trasformarsi in jet interstellare, per raggiungere l’OmniScintilla prima che essa entri nel wormhole (un tunnel spaziale).
Ma Bumblebee, libero dai vincoli che lo immobilizzavano, gli si getta addosso, facendogli perdere secondi preziosi.
Per la rabbia, Megatron gli distrugge irreparabilmente il processore vocale, rendendolo muto.
Poi si trasforma e parte per lo spazio, alla ricerca dell’OmniScintilla, ormai finita chissà dove.
Bumblebee e Arcee vengono finalmente soccorsi dai loro compagni. Bumblebee, riverito come un eroe, ritiene di aver fatto solo il suo dovere: dopo essersi fatto riparare il minimo indispensabile e aver comunicato con mezzi non vocali cosa è accaduto, è il primo a offrirsi volontario per partire da Cybertron alla ricerca dell’OmniScintilla, in una gara contro il tempo per precedere Megatron.
E, mentre la storia si riconnette con le scene iniziali, Bumblebee sfreccia in forma di meteora nello spazio, tormentato dai dubbi. E’ davvero un eroe? Certo, ha impedito a Megatron di mettere le mani sull’OmniScintilla.
Ma quello stesso gesto non ha forse anche contribuito a diffondere la guerra dei cybertroniani su altri mondi innocenti?
Note
L’OmniScintilla, il cui concetto deriva dal classico Cubo di Energon, ricorda nell’aspetto i Cubi Borg delle serie di Star Trek (Next Generation e Voyager in primis).
OmniScintilla è però anche il nome che, nella serie Beast Machines, indica l’insieme di tutte le Scintille (Spark) dei Transformer passati, presenti e futuri, radunate nella dimensione della Matrice (introdotta invece in Beast Wars). A tutti gli effetti, rappresenta quindi anche il dio dei Transformer, Primus).
I flashback in bianco e nero sono realizzati con uno stile alla Frank Miller, pesantemente basato su luci e ombre, ma non possono non rievocare anche lo stile del flashback dell’episodio Bad Spark della Stagione 2 di Beast Wars, che sfruttava una tecnica molto simile per non mostrare apertamente l’aspetto cybertroniano dei personaggi in scena.
Don Figueroa, grande appassionato sia di Miller che di Beast Wars, fonde qui i due elementi per omaggiare entrambi.
Di questo albo esiste una prima stampa errata: la tavola 5 riporta infatti le didascalie della tavola 2. La IDW ha tentato di fermare la distribuzione di questo primo lotto, ma la DiamondComics aveva già inviato il materiale ai rivenditori. E’ stato quindi distribuito un secondo lotto, con l’errore rettificato.
Per chi ha ricevuto la versione errata, la IDW ha comunque messo a disposizione la scansione in grande formato della tavola 5 corretta: Tavola 5 di Movie Prequel #1.
Tyger Pax è una regione cybertroniana che iene nominata per la prima volta in War Within: The Age Of Wrath.
Arcee ha un’arma e una struttura corporea che richiama quella del modellino di Energon Arcee. Inizialmente, il suo personaggio sarebbe dovuto apparire in TFTM07 (Transformers: The Movie 2007, alias il Film del 2007) e trasformarsi in una motocicletta.
Nella linea dei modellini di TFTM07 è comunque prevista una Arcee di classe Deluxe, sulla quale è stato basato il personaggio di questo fumetto.
La cittĂ di Simfur deriva il suo nome da quello di Simon Furman.
I guerrieri monocoli volanti al servizio di Megatron sono una via di mezzo tra i classici Seeker (stile Starscream) e Shockwave (di cui riprendono la testa e il braccio-cannone). La loro modalità alternativa è presumibilmente quella di jet.
Il modellino su cui sono basati è quello di Dreadwing (classe Deluxe), personaggio realizzato per il videogioco di TFTM07.
I due guerrieri monocoli che torturano la squadra Autobot hanno una struttura corporea che annuncia come modalità alternativa un’automobile.
Sebbene, per esigenze relative alla trama di TFTM07, non vengano fatti nomi (come per tutti gli altri personaggi, esclusi Arcee, Optimus Prime e Megatron), il monocolo rosso è sicuramente basato sul modellino di Swindle, altro personaggio di classe Deluxe, realizzato per il videogioco di TFTM07.
E’ possibile, ma non certo, che l’altro monocolo sia Dropkick.
Per quale motivo Chris Ryall ha scelto di utilizzare per questa storia ben tre personaggi che in TFTM07 non appariranno nemmeno? E perché le fila dei Decepticon sono composte da innumerevoli copie di due modelli di base?
E’ probabile che Ryall abbia scelto questi personaggi per evitare il più possibile conflitti grafici con TFTM07, dato che, al tempo della realizzazione di Movie Prequel #1, il look definitivo dei personaggi del Film non era ancora stato stabilito con assoluta chiarezza.
Megatron sostiene che l’OmniScintilla lo chiama, lo attira a sé irresistibilmente. Parole analoghe venivano usate nei fumetti G1 Marvel da Lord Thunderwing, un Decepticon nato con un’affinità con la Matrice e capace di udirne il richiamo.
Il piano di catapultare nello spazio l’OmniScintilla per sottrarla alle grinfie di Megatron ricorda l’analogo destino dell’Omnibase (Underbase) che, nei fumetti G1 Marvel, Optimus Prime scagliò nello spazio per analoghi motivi.
E anche l’Omnibase finì per raggiungere il sistema solare della Terra, scatenando una guerra per il suo possesso.
Il grosso Autobot che, nella tavola 21, si unisce ai soccorsi portati a Bumblebee è, molto probabilmente, Ratchet.
La storia spiega perché, in TFTM07, Bumblebee sia muto. Resta un po’ difficile credere che un processore vocale possa essere stato danneggiato tanto da non poter essere riparato o sostituito: si può ipotizzare che non vi sia semplicemente stato tempo per eseguire la riparazione, perché Bumblebee, da classico stereotipo dell’eroe, ha preferito partire per lo spazio il prima possibile, senza nemmeno aspettare di essere completamente guarito dalle ferite di guerra.
Curiosamente, sebbene questo albo sia stato approvato dalla Hasbro, esiste anche un’ulteriore versione dell’origine del mutismo di Bumblebee: la Bio del modellino di Hardtop (un’esclusiva dei negozi Target, di classe Scout) recita infatti che, essendo questi una spia Decepticon in perenne conflitto col suo omologo Autobot, “fu un colpo sparato da Hardtop a togliere al suo nemico Autobot la capacità di parlare senza provare dolore”.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Chris Ryall, al suo esordio come scrittore, realizza una storia di Transformer pensata per gli iniziati. Ben poco viene spiegato, infatti, per permettere a un neofita di orientarsi; e, anzi, orientarsi risulta difficile anche per un fan abituato ai personaggi classici e non informato sulle modalità di meteore o sull’aspetto estremamente alieno dei robot di questa nuova incarnazione dei Transformer. Oppure, ancora, sugli eventi del Film stesso, dato che questo Prequel ambisce a gettare le basi per alcuni elementi (o a spiegare certe stranezze) già trapelati in rete da tempo grazie alla diffusione della presunta sceneggiatura del Film.
Se a ciò si aggiunge la non linearità degli eventi e lo stile abbastanza criptico delle didascalie delle prime tre tavole, lo smarrimento iniziale diventa inevitabile.
Ma, una volta superato questo scoglio (una selezione volontaria del lettore ideale?), la storia si rivela essere un piacevole ed elegante racconto nello stile dei migliori Spotlight: quasi autoconclusivo, nitidamente narrato da un punto di vista esclusivo di un amato personaggio storico e ottimamente bilanciato tra la caratterizzazione di quest’ultimo (corredata di immancabile dilemma morale) e la narrazione di eventi in scala epica e cosmica.
Oltre a Bumblebee, solo Megatron gode di una discreta caratterizzazione, che è quella, ormai consolidata da tempo, di malvagio veramente malvagio (se si eccettua la scena un po’ goffa in cui spiega il suo piano di raggiungere l’OmniScintilla ed esita a metterlo in pratica quel tanto che basta a Bumblebee per fermarlo). E' una sorta di passaggio del testimone, dato che il #2 sarà raccontato dalla prospettiva dello stesso Megatron.
Nel filone della “storia per iniziati” rientra anche l’aspetto della trasformazione dei personaggi, che gode di pochissimo spazio. In sostanza, si limita al solo Megatron (la cui modalità alternativa è mostrata quasi sempre nell’ombra), che effettua l’azione sotto gli occhi di tutti; Bumblebee appare come robot e come meteora, ma la trasformazione non viene mostrata (e non è neppure chiaro se questa sia la sua modalità cybertroniana o meno: probabilmente Chris Ryall ha organizzato le cose in questo modo proprio per evitare di mostrare modalità cybertroniane che magari saranno smentite nel Film o nei suoi seguiti).
Risulta infine un po’ ridondante nei dialoghi il riferimento all’OmniScintilla, che viene citata in modo decisamente eccessivo: l’apporto di Simon Furman purtroppo non sembra aver contribuito a smussare questo spigolo.
La parte grafica del classico Don Figueroa ci propone il suo Cybertron tipico di serie come War Within o Stormbringer (ricco di cupole, picchi e torri, geometrie angolose, superfici frastagliate), accompagnato da atmosfera forse più cupe del solito. Ma è la sua accurata resa del look alieno ed esasperato di questi nuovi Transformer del Film a spiccare maggiormente, ebbene sembri emergere una qualche differenza tra i personaggi chiaramente basati sul design in CGI e quelli con struttura cybertroniana presumibilmente elaborata appositamente per il fumetto: questi ultimi, benché più elaborati, presentano comunque un insieme più omogeneo e facilmente identificabile, che non affatica l’occhio nel tentativo di decifrarlo.
A parte qualche sequenza minore un po’ legnosa, l’albo è sicuramente una lettura molto gradevole e inaspettatamente classicheggiante, sebbene lasci un po’ delusi il fatto che solo questo primo capitolo sia ambientato su Cybertron (dato che l’annuncio prevede che già nel prossimo numero i Transformer giungeranno sulla Terra). Questo fatto sembra derivare dai forti vincoli imposti da TFTM07 stesso alla narrazione: probabilmente Chris Ryall non ha la libertà di esplorare luoghi, personaggi ed eventi come vorrebbe, perché deve evitare di creare contrasti con quanto verrà narrato nel Film stesso (e nei suoi probabili seguiti).
Ha collaborato Jazzluca
Storia: Chris Ryall
Testi: Simon Furman e Chris Ryall
Arte: Don Figueroa
Colori: Josh Burcham
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel febbraio 2007 (in una versione con la tavola 5 errata; edizione corretta slittata a inizio marzo).
La storia
La storia inizia dalla fine: in modalità di meteora, Bumblebee parte da Cybertron, alla ricerca dell’OmniScintilla (AllSpark): se essa non sarà riportata sul pianeta, Cybertron, divorato dalla guerra, ne verrà distrutto. E Bumblebee è tormentato dal non aver saputo fare abbastanza per evitare questo infausto destino per la sua razza.
I suoi ricordi ripercorrono gli eventi chiave della vicenda.
Nessuno conosce le vere origini dell’OmniScintilla: semplicemente, esso era la fonte di ogni vita e delle energie che sostenevano Cybertron, e i Transformer se ne prendevano cura con estrema devozione.
Grazie alla prosperità che l’OmniScintilla garantiva, il pianeta fioriva, senza conoscere guerra o ingiustizia. La guida illuminata del popolo dei Transformer era affidata al loro capo, Optimus Prime, e al Lord Alto Protettore (Lord High Protector) Megatron, l’uno giusto e l’altro fermo. Ma qualcosa cambiò in Megatron, che cominciò a bramare di possedere esclusivamente l’OmniScintilla: per questo motivo, assemblò in segreto un esercito di separatisti, e diede origine alla guerra civile.
L’OmniScintilla fu nascosta nella regione di Tyger Pax: una posizione segreta nota solo a pochi. Ma Megatron, come guidato da un segnale, si stava avvicinando a quella città .
Bumblebee, a capo di una squadra di Autobot (tra cui Arcee), sta difendendo questo avamposto, ma solo Bumblebee conosce la verità sull’OmniScintilla: i suoi compagni credono invece che essa sia nascosta nella città di Simfur, difesa dalle forze di Optimus Prime. La battaglia peggiora quando in cielo giunge la forma di jet interstellare di Megatron, che paracaduta su di loro uno stormo di guerrieri monocoli volanti (tutti “gemelli” di Dreadwing).
Durante il bombardamento dall’alto, il suolo cede e la squadra di Bumblebee sprofonda nel sottosuolo, a pochi passi dall’OmniScintilla. Bumblebee se ne rende subito conto e, in una mossa disperata, attira in direzione opposta la squadra di Decepticon.
Il suo ultimo ordine alla propria squadra è quello di far crollare su tutti loro l’intera sala in cui hanno trovato rifugio, portando con loro il maggior numero di nemici possibile. Nessuno esita; Arcee chiede solamente di essere rassicurata sul fatto che questo gesto suicida farà davvero la differenza, nella guerra in corso.
Ma gli Autobot sopravvivono al crollo che segue, per essere catturati da due guerrieri monocoli (Swindle e probabilmente Dropkick), che li torturano per strappare loro il segreto della posizione dell’OmniScintilla. Megatron, infatti, non è caduto nel tranello di Simfur, perché è in grado di “sentire” dove l’OmniScintilla si trovi davvero.
Mentre Swindle tortura uno degli Autobot, Bumblebee ripensa al segreto del piano di Optimus Prime: Prime progetta di mettere al sicuro nello spazio l’OmniScintilla, per sottrarla alle brame di Megatron e per garantire che la sua energia possa continuare a portare la vita anche altrove.
Megatron entra in scena dopo che Swindle ha ucciso, invano, l’Autobot che stavano torturando. Promettendo loro una morte analogamente dolorosa per il fallimento, si appresta a interrogare personalmente Bumblebee e inizia strappandogli un braccio, tanto per dimostrare di non aver bisogno di ricorrere a vuote minacce.
Il terreno viene scosso da un violento tremito e, poco lontano, l’OmniScintilla decolla per lo spazio.
Megatron comprende il piano di Optimus Prime e si appresta a trasformarsi in jet interstellare, per raggiungere l’OmniScintilla prima che essa entri nel wormhole (un tunnel spaziale).
Ma Bumblebee, libero dai vincoli che lo immobilizzavano, gli si getta addosso, facendogli perdere secondi preziosi.
Per la rabbia, Megatron gli distrugge irreparabilmente il processore vocale, rendendolo muto.
Poi si trasforma e parte per lo spazio, alla ricerca dell’OmniScintilla, ormai finita chissà dove.
Bumblebee e Arcee vengono finalmente soccorsi dai loro compagni. Bumblebee, riverito come un eroe, ritiene di aver fatto solo il suo dovere: dopo essersi fatto riparare il minimo indispensabile e aver comunicato con mezzi non vocali cosa è accaduto, è il primo a offrirsi volontario per partire da Cybertron alla ricerca dell’OmniScintilla, in una gara contro il tempo per precedere Megatron.
E, mentre la storia si riconnette con le scene iniziali, Bumblebee sfreccia in forma di meteora nello spazio, tormentato dai dubbi. E’ davvero un eroe? Certo, ha impedito a Megatron di mettere le mani sull’OmniScintilla.
Ma quello stesso gesto non ha forse anche contribuito a diffondere la guerra dei cybertroniani su altri mondi innocenti?
Note
L’OmniScintilla, il cui concetto deriva dal classico Cubo di Energon, ricorda nell’aspetto i Cubi Borg delle serie di Star Trek (Next Generation e Voyager in primis).
OmniScintilla è però anche il nome che, nella serie Beast Machines, indica l’insieme di tutte le Scintille (Spark) dei Transformer passati, presenti e futuri, radunate nella dimensione della Matrice (introdotta invece in Beast Wars). A tutti gli effetti, rappresenta quindi anche il dio dei Transformer, Primus).
I flashback in bianco e nero sono realizzati con uno stile alla Frank Miller, pesantemente basato su luci e ombre, ma non possono non rievocare anche lo stile del flashback dell’episodio Bad Spark della Stagione 2 di Beast Wars, che sfruttava una tecnica molto simile per non mostrare apertamente l’aspetto cybertroniano dei personaggi in scena.
Don Figueroa, grande appassionato sia di Miller che di Beast Wars, fonde qui i due elementi per omaggiare entrambi.
Di questo albo esiste una prima stampa errata: la tavola 5 riporta infatti le didascalie della tavola 2. La IDW ha tentato di fermare la distribuzione di questo primo lotto, ma la DiamondComics aveva già inviato il materiale ai rivenditori. E’ stato quindi distribuito un secondo lotto, con l’errore rettificato.
Per chi ha ricevuto la versione errata, la IDW ha comunque messo a disposizione la scansione in grande formato della tavola 5 corretta: Tavola 5 di Movie Prequel #1.
Tyger Pax è una regione cybertroniana che iene nominata per la prima volta in War Within: The Age Of Wrath.
Arcee ha un’arma e una struttura corporea che richiama quella del modellino di Energon Arcee. Inizialmente, il suo personaggio sarebbe dovuto apparire in TFTM07 (Transformers: The Movie 2007, alias il Film del 2007) e trasformarsi in una motocicletta.
Nella linea dei modellini di TFTM07 è comunque prevista una Arcee di classe Deluxe, sulla quale è stato basato il personaggio di questo fumetto.
La cittĂ di Simfur deriva il suo nome da quello di Simon Furman.
I guerrieri monocoli volanti al servizio di Megatron sono una via di mezzo tra i classici Seeker (stile Starscream) e Shockwave (di cui riprendono la testa e il braccio-cannone). La loro modalità alternativa è presumibilmente quella di jet.
Il modellino su cui sono basati è quello di Dreadwing (classe Deluxe), personaggio realizzato per il videogioco di TFTM07.
I due guerrieri monocoli che torturano la squadra Autobot hanno una struttura corporea che annuncia come modalità alternativa un’automobile.
Sebbene, per esigenze relative alla trama di TFTM07, non vengano fatti nomi (come per tutti gli altri personaggi, esclusi Arcee, Optimus Prime e Megatron), il monocolo rosso è sicuramente basato sul modellino di Swindle, altro personaggio di classe Deluxe, realizzato per il videogioco di TFTM07.
E’ possibile, ma non certo, che l’altro monocolo sia Dropkick.
Per quale motivo Chris Ryall ha scelto di utilizzare per questa storia ben tre personaggi che in TFTM07 non appariranno nemmeno? E perché le fila dei Decepticon sono composte da innumerevoli copie di due modelli di base?
E’ probabile che Ryall abbia scelto questi personaggi per evitare il più possibile conflitti grafici con TFTM07, dato che, al tempo della realizzazione di Movie Prequel #1, il look definitivo dei personaggi del Film non era ancora stato stabilito con assoluta chiarezza.
Megatron sostiene che l’OmniScintilla lo chiama, lo attira a sé irresistibilmente. Parole analoghe venivano usate nei fumetti G1 Marvel da Lord Thunderwing, un Decepticon nato con un’affinità con la Matrice e capace di udirne il richiamo.
Il piano di catapultare nello spazio l’OmniScintilla per sottrarla alle grinfie di Megatron ricorda l’analogo destino dell’Omnibase (Underbase) che, nei fumetti G1 Marvel, Optimus Prime scagliò nello spazio per analoghi motivi.
E anche l’Omnibase finì per raggiungere il sistema solare della Terra, scatenando una guerra per il suo possesso.
Il grosso Autobot che, nella tavola 21, si unisce ai soccorsi portati a Bumblebee è, molto probabilmente, Ratchet.
La storia spiega perché, in TFTM07, Bumblebee sia muto. Resta un po’ difficile credere che un processore vocale possa essere stato danneggiato tanto da non poter essere riparato o sostituito: si può ipotizzare che non vi sia semplicemente stato tempo per eseguire la riparazione, perché Bumblebee, da classico stereotipo dell’eroe, ha preferito partire per lo spazio il prima possibile, senza nemmeno aspettare di essere completamente guarito dalle ferite di guerra.
Curiosamente, sebbene questo albo sia stato approvato dalla Hasbro, esiste anche un’ulteriore versione dell’origine del mutismo di Bumblebee: la Bio del modellino di Hardtop (un’esclusiva dei negozi Target, di classe Scout) recita infatti che, essendo questi una spia Decepticon in perenne conflitto col suo omologo Autobot, “fu un colpo sparato da Hardtop a togliere al suo nemico Autobot la capacità di parlare senza provare dolore”.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Chris Ryall, al suo esordio come scrittore, realizza una storia di Transformer pensata per gli iniziati. Ben poco viene spiegato, infatti, per permettere a un neofita di orientarsi; e, anzi, orientarsi risulta difficile anche per un fan abituato ai personaggi classici e non informato sulle modalità di meteore o sull’aspetto estremamente alieno dei robot di questa nuova incarnazione dei Transformer. Oppure, ancora, sugli eventi del Film stesso, dato che questo Prequel ambisce a gettare le basi per alcuni elementi (o a spiegare certe stranezze) già trapelati in rete da tempo grazie alla diffusione della presunta sceneggiatura del Film.
Se a ciò si aggiunge la non linearità degli eventi e lo stile abbastanza criptico delle didascalie delle prime tre tavole, lo smarrimento iniziale diventa inevitabile.
Ma, una volta superato questo scoglio (una selezione volontaria del lettore ideale?), la storia si rivela essere un piacevole ed elegante racconto nello stile dei migliori Spotlight: quasi autoconclusivo, nitidamente narrato da un punto di vista esclusivo di un amato personaggio storico e ottimamente bilanciato tra la caratterizzazione di quest’ultimo (corredata di immancabile dilemma morale) e la narrazione di eventi in scala epica e cosmica.
Oltre a Bumblebee, solo Megatron gode di una discreta caratterizzazione, che è quella, ormai consolidata da tempo, di malvagio veramente malvagio (se si eccettua la scena un po’ goffa in cui spiega il suo piano di raggiungere l’OmniScintilla ed esita a metterlo in pratica quel tanto che basta a Bumblebee per fermarlo). E' una sorta di passaggio del testimone, dato che il #2 sarà raccontato dalla prospettiva dello stesso Megatron.
Nel filone della “storia per iniziati” rientra anche l’aspetto della trasformazione dei personaggi, che gode di pochissimo spazio. In sostanza, si limita al solo Megatron (la cui modalità alternativa è mostrata quasi sempre nell’ombra), che effettua l’azione sotto gli occhi di tutti; Bumblebee appare come robot e come meteora, ma la trasformazione non viene mostrata (e non è neppure chiaro se questa sia la sua modalità cybertroniana o meno: probabilmente Chris Ryall ha organizzato le cose in questo modo proprio per evitare di mostrare modalità cybertroniane che magari saranno smentite nel Film o nei suoi seguiti).
Risulta infine un po’ ridondante nei dialoghi il riferimento all’OmniScintilla, che viene citata in modo decisamente eccessivo: l’apporto di Simon Furman purtroppo non sembra aver contribuito a smussare questo spigolo.
La parte grafica del classico Don Figueroa ci propone il suo Cybertron tipico di serie come War Within o Stormbringer (ricco di cupole, picchi e torri, geometrie angolose, superfici frastagliate), accompagnato da atmosfera forse più cupe del solito. Ma è la sua accurata resa del look alieno ed esasperato di questi nuovi Transformer del Film a spiccare maggiormente, ebbene sembri emergere una qualche differenza tra i personaggi chiaramente basati sul design in CGI e quelli con struttura cybertroniana presumibilmente elaborata appositamente per il fumetto: questi ultimi, benché più elaborati, presentano comunque un insieme più omogeneo e facilmente identificabile, che non affatica l’occhio nel tentativo di decifrarlo.
A parte qualche sequenza minore un po’ legnosa, l’albo è sicuramente una lettura molto gradevole e inaspettatamente classicheggiante, sebbene lasci un po’ delusi il fatto che solo questo primo capitolo sia ambientato su Cybertron (dato che l’annuncio prevede che già nel prossimo numero i Transformer giungeranno sulla Terra). Questo fatto sembra derivare dai forti vincoli imposti da TFTM07 stesso alla narrazione: probabilmente Chris Ryall non ha la libertà di esplorare luoghi, personaggi ed eventi come vorrebbe, perché deve evitare di creare contrasti con quanto verrà narrato nel Film stesso (e nei suoi probabili seguiti).
Ha collaborato Jazzluca

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








