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Iscritto il: 18/04/2005
LocalitĂ : Terra-616
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Ongoing #30 - Chaos Part 4: Genesis
TRANSFORMERS ONGOING # 30
CHAOS Part 4: GENESIS
CAOS Parte 4: GENESI
Scritto da James Roberts e Mike Costa
Arte di Livio Ramondelli
Lettering di Chris Mowry
Supervisione di Carlos Guzman
Pubblicato da IDW il 16 novembre 2011
-La storia-
Nei cieli di Cybertron, Arcee e Hardhead raggiungono Brainstorm, Chromedome e gli altri Autobot e spiegano loro la situazione: il Cuore dell’Oscurità è stato usato da Galvatron per crearsi un esercito e usarlo su Cybertron per difendersi da D-Void. Ma il Cuore dell’Oscurità è invece un’emanazione di D-Void che gli serve per prendere controllo di Cybertron. Dato che questo è un pianeta defunto lo sfrutterebbe come portale per uscire dall’Universo Morto e distruggere tutto. Solo che per poter fare questo ha bisogno che Galvatron fonda il Cuore dell’Oscurità con il nucleo del pianeta: pensando di salvare l’universo ciò porterebbe invece alla sua distruzione.
Sul pianeta, Megatron continua la sua lotta disperata contro il Deceptigod, mentre alcuni Autobot lo osservano convinti che non ce la farĂ .
Nel centro del pianeta, Ironhide dice a Optimus Prime che Drift morirà se viene abbandonato. Rodimus racconta ai compagni ciò che sente, ovvero che Galvatron vuole mettere il Cuore dell’oscurità in Vector Sigma, ovvero la Fonte Primaria facendo così, inconsapevolmente, il gioco di D-Void. Anche Optimus dice di saperlo grazie alla Matrice. Ironhide, infine, viene convinto a riportare Drift in superficie per salvarlo.
Megatron, che non mostra problemi a resistere all’influenza del Deceptigod, lo colpisce in maniera decisiva. Galvatron sente che l’emanazione è in difficoltà quando viene raggiunto da Optimus Prime e Rodimus: ma egli ha già aperto e messo il Cuore dell’Oscurità nel nucleo di Cybertron.
La navetta di Arcee entra nell’atmosfera di Cybertron, senza che gli strumenti siano più in grado di rilevare il pianeta, ora sconquassato da una gigantesca tempesta. Mentre Galvatron si sta vantando di aver salvato tutti Hardhead si schianta su di lui con la sua astronave. Appena si rialza, lui e Arcee iniziano a combatterlo.
Rodimus sente che l’Universo Morto è ormai incombente mentre gli Sweep sopravvissuti iniziano a disgregarsi. Rodimus pensa che l’unico modo di salvare Cybertron sia di unire la Matrice a Vector Sigma ma Optimus crede invece che non ci sia più niente da fare e vorrebbe preservare almeno i manufatto che porta nel petto. Ma ecco che Galvatron li colpisce alle spalle: vuole uccidere Optimus Prime e unificare Autobot e Decepticon.
Appena prima di sferrare il colpo decisivo viene però rallentato da Cyclonus, ora libero dall’influenza del suo ex leader, che vuole il bene di Cybertron.
A questo punto anche Galvatron inizia a disgregarsi e Optimus Prime, spronato da Rodimus, si getta in Vector Sigma con la Matrice tra le mani.
Dopo un’abbagliante luce bianca Optimus Prime si risveglia su un pianeta apparentemente organico, coma la Matrice vuota e divisa in due parti.
-Note-
- Arecee e Harhead hanno incontrato Galvatron e i suoi sottoposti nella miniserie Heart of Darkness.
- Megatron ripete la frase “I am Megatron” , cosa già fatta in TFTM07 e AHM.
- Come giĂ accennato in Ongoing #23, Rodimus sembra avere un feeling maggiore con la Matrice rispetto a Optimus Prime.
- Il fatto che Cyclonus fosse un fervente patriota cybertroniano era giĂ stato visto nel suo Spotlight.
- L’idea della Matrice vuota che si vede nell’ultima pagina è di James Roberts.
- Il titolo di questo albo cita il Libro della Genesi, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. Questo testo contiene la descrizione della cosiddetta "preistoria biblica" (creazione, peccato originale, diluvio universale), e delle vite dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele e Giuseppe.
-Osservazioni-
Eccoci giunti al gran finale della tanto decantata Caos, possiamo finalmente tirare le somme dell’intera operazione.
L’idea alla base di questa storia è partita con Transformers: Infestation #1 e #2, albi che già allora non convincevano sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi che per i concetti trattati. Lo sviluppo è poi proseguito con la miniserie Heart of Darkness, un racconto che definirei piuttosto dimenticabile ma che aveva lo scopo di impaurirci tutti di fronte alla gigantesca minaccia del D-Void e creare un certo hype, lasciandoci con la consapevolezza che Galvatron sarebbe tornato protagonista sull’Ongoing.
Ecco, appunto, Galvatron: ovviamente poco rimane del personaggio inizialmente caratterizzato da Simon Furman, ne vengono ripresi alcuni elementi in maniera becera e altri vengono modificati a piacimento (vedi il Cuore dell’Oscurità ). La caratterizzazione attuale è quella di un robot ossessionato da D-Void, dato che parla di questa minaccia praticamente in ogni suo dialogo. Ma non è finita dato che egli è incredibilmente duro di comprendonio: quante volte deve sentirsi dire di no dagli Autobot quando gli chiede di unirsi a lui prima di afferrare il concetto? E ottuso deve esserlo davvero dato che in queste pagine dimostra di riuscire autonomamente a compiere il suo obiettivo, ovvero gettare il Cuore dell’Oscurità nel nucleo di Cybertron. Allora perché ha cercato la collaborazione degli Autobot? Poteva benissimo farlo senza coinvolgerli.
Alcune scene a cui abbiamo assistito avevano forse la pretesa di essere epiche ma risultano al limite del ridicolo: Sunstreaker che va ad affrontare Devastator viaggiando su un trono zeppo di esplosivo. Lo stesso Devastator che si combina con un componente morto che si comporta come uno zoppo. Shockwave relegato a macchietta, come altri gloriosi Decepticon, che si vedono in un paio di vignette senza neanche pronunciare battute. Drift, fin dagli albori dipinto come un super ninja che fa tutto a pezzi ma che neanche riesce a suicidarsi. Wheelie, in una sorta di clone del Perceptor killer-lobotomizzato visto in AHM, che ammazza Sweep come facevano Rambo o Schwarzenegger nei film degli anni ’80. Il fatto che il plot della storia venga ricapitolato da alcuni Autobot all’inizio dell’ultimo albo e gli altri debbano farselo ripetere più e più volte per capire (ben sei volte!). E potrei proseguire ancora…
Altra nota negativa, a mio parere, che avevo già evidenziato in passato è che tutto viene umanizzato. Megatron e Optimus parlano dei loro sottoposto come “miei uomini” e usano misure di tempo umane. Una scelta che non condivido assolutamente.
Altra cosa non chiara è il Deceptigod, ovvero l’incarnazione del tanto citato D-Void. Se è tanto arguto da sfruttare inconsapevolmente Galvatron per i suoi interessi, come mai una volta che si è manifestato dice solo una parola (“destroy”)? Non dà certo l’idea di intelligenza… E da notare anche che per manifestarsi usa il corpo degli Sweep ricreati grazie al Cuore dell’Oscurità , e fin qui ci siamo. Ma perché anche i Decepticon vanno a comporlo? Qual è il nesso? Se ingloba tutti, anche gli ex come Drift, che a stento riesce a trattenersi, non dovrebbe farlo anche con Megatron? Perchè loro due riescono a controllarsi?
Ci sono però anche degli aspetti positivi. Si ritorna sul fatto che Rodimus sia più in sintonia con la Matrice rispetto ad Optimus Prime e questo è uno spunto sicuramente innovativo ed interessante. La contrapposizione tra i due è ben riuscita.
I disegni di Livio Ramondelli sono altalenanti: in alcune vignette statiche sono pregevoli in quanto dimostra ottime qualitĂ di illustratore mentre nelle scene in cui compaiono piĂą personaggi la situazione si fa confusa: spesso non si riesce a capire se si tratta di robot generici o personaggi storici impossibili da identificare. Veramente pregevoli le sue copertine RI, realizzate in bianco e nero.
La storia di Mike Costa e James Roberts, in definitiva, mi sembra che si accosti a molti dei recenti film hollywoodiani. Sicuramente c’è un’idea e una trama alle spalle ma questa ha dei buchi e spesso viene mal sviluppata. Però la parte visiva è a tratti spettacolare. Consiglio di leggere questi albi solo se si vuole avere idea delle basi da cui partiranno i futuri mensili.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Arcee, Hardhead, Rewind, Slamdance, Chromedome, Brainstorm, Sureshot, Jackpot, Mainframe, Rad, Swerve, Crosshairs, Silverstreak, Wheelie, Sideswipe, Cliffjumper, Sweep, Megatron, Deceptigod/D-Void, Rodimus, Optimus Prime, Ironhide, Drift, Jhiaxus, Galvatron, Cyclonus.
-Copertine-
Copertine A, B e RI disegnate da Livio Ramondelli.
CHAOS Part 4: GENESIS
CAOS Parte 4: GENESI
Scritto da James Roberts e Mike Costa
Arte di Livio Ramondelli
Lettering di Chris Mowry
Supervisione di Carlos Guzman
Pubblicato da IDW il 16 novembre 2011
-La storia-
Nei cieli di Cybertron, Arcee e Hardhead raggiungono Brainstorm, Chromedome e gli altri Autobot e spiegano loro la situazione: il Cuore dell’Oscurità è stato usato da Galvatron per crearsi un esercito e usarlo su Cybertron per difendersi da D-Void. Ma il Cuore dell’Oscurità è invece un’emanazione di D-Void che gli serve per prendere controllo di Cybertron. Dato che questo è un pianeta defunto lo sfrutterebbe come portale per uscire dall’Universo Morto e distruggere tutto. Solo che per poter fare questo ha bisogno che Galvatron fonda il Cuore dell’Oscurità con il nucleo del pianeta: pensando di salvare l’universo ciò porterebbe invece alla sua distruzione.
Sul pianeta, Megatron continua la sua lotta disperata contro il Deceptigod, mentre alcuni Autobot lo osservano convinti che non ce la farĂ .
Nel centro del pianeta, Ironhide dice a Optimus Prime che Drift morirà se viene abbandonato. Rodimus racconta ai compagni ciò che sente, ovvero che Galvatron vuole mettere il Cuore dell’oscurità in Vector Sigma, ovvero la Fonte Primaria facendo così, inconsapevolmente, il gioco di D-Void. Anche Optimus dice di saperlo grazie alla Matrice. Ironhide, infine, viene convinto a riportare Drift in superficie per salvarlo.
Megatron, che non mostra problemi a resistere all’influenza del Deceptigod, lo colpisce in maniera decisiva. Galvatron sente che l’emanazione è in difficoltà quando viene raggiunto da Optimus Prime e Rodimus: ma egli ha già aperto e messo il Cuore dell’Oscurità nel nucleo di Cybertron.
La navetta di Arcee entra nell’atmosfera di Cybertron, senza che gli strumenti siano più in grado di rilevare il pianeta, ora sconquassato da una gigantesca tempesta. Mentre Galvatron si sta vantando di aver salvato tutti Hardhead si schianta su di lui con la sua astronave. Appena si rialza, lui e Arcee iniziano a combatterlo.
Rodimus sente che l’Universo Morto è ormai incombente mentre gli Sweep sopravvissuti iniziano a disgregarsi. Rodimus pensa che l’unico modo di salvare Cybertron sia di unire la Matrice a Vector Sigma ma Optimus crede invece che non ci sia più niente da fare e vorrebbe preservare almeno i manufatto che porta nel petto. Ma ecco che Galvatron li colpisce alle spalle: vuole uccidere Optimus Prime e unificare Autobot e Decepticon.
Appena prima di sferrare il colpo decisivo viene però rallentato da Cyclonus, ora libero dall’influenza del suo ex leader, che vuole il bene di Cybertron.
A questo punto anche Galvatron inizia a disgregarsi e Optimus Prime, spronato da Rodimus, si getta in Vector Sigma con la Matrice tra le mani.
Dopo un’abbagliante luce bianca Optimus Prime si risveglia su un pianeta apparentemente organico, coma la Matrice vuota e divisa in due parti.
-Note-
- Arecee e Harhead hanno incontrato Galvatron e i suoi sottoposti nella miniserie Heart of Darkness.
- Megatron ripete la frase “I am Megatron” , cosa già fatta in TFTM07 e AHM.
- Come giĂ accennato in Ongoing #23, Rodimus sembra avere un feeling maggiore con la Matrice rispetto a Optimus Prime.
- Il fatto che Cyclonus fosse un fervente patriota cybertroniano era giĂ stato visto nel suo Spotlight.
- L’idea della Matrice vuota che si vede nell’ultima pagina è di James Roberts.
- Il titolo di questo albo cita il Libro della Genesi, testo contenuto nella Bibbia ebraica e cristiana. Questo testo contiene la descrizione della cosiddetta "preistoria biblica" (creazione, peccato originale, diluvio universale), e delle vite dei patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe-Israele e Giuseppe.
-Osservazioni-
Eccoci giunti al gran finale della tanto decantata Caos, possiamo finalmente tirare le somme dell’intera operazione.
L’idea alla base di questa storia è partita con Transformers: Infestation #1 e #2, albi che già allora non convincevano sia per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi che per i concetti trattati. Lo sviluppo è poi proseguito con la miniserie Heart of Darkness, un racconto che definirei piuttosto dimenticabile ma che aveva lo scopo di impaurirci tutti di fronte alla gigantesca minaccia del D-Void e creare un certo hype, lasciandoci con la consapevolezza che Galvatron sarebbe tornato protagonista sull’Ongoing.
Ecco, appunto, Galvatron: ovviamente poco rimane del personaggio inizialmente caratterizzato da Simon Furman, ne vengono ripresi alcuni elementi in maniera becera e altri vengono modificati a piacimento (vedi il Cuore dell’Oscurità ). La caratterizzazione attuale è quella di un robot ossessionato da D-Void, dato che parla di questa minaccia praticamente in ogni suo dialogo. Ma non è finita dato che egli è incredibilmente duro di comprendonio: quante volte deve sentirsi dire di no dagli Autobot quando gli chiede di unirsi a lui prima di afferrare il concetto? E ottuso deve esserlo davvero dato che in queste pagine dimostra di riuscire autonomamente a compiere il suo obiettivo, ovvero gettare il Cuore dell’Oscurità nel nucleo di Cybertron. Allora perché ha cercato la collaborazione degli Autobot? Poteva benissimo farlo senza coinvolgerli.
Alcune scene a cui abbiamo assistito avevano forse la pretesa di essere epiche ma risultano al limite del ridicolo: Sunstreaker che va ad affrontare Devastator viaggiando su un trono zeppo di esplosivo. Lo stesso Devastator che si combina con un componente morto che si comporta come uno zoppo. Shockwave relegato a macchietta, come altri gloriosi Decepticon, che si vedono in un paio di vignette senza neanche pronunciare battute. Drift, fin dagli albori dipinto come un super ninja che fa tutto a pezzi ma che neanche riesce a suicidarsi. Wheelie, in una sorta di clone del Perceptor killer-lobotomizzato visto in AHM, che ammazza Sweep come facevano Rambo o Schwarzenegger nei film degli anni ’80. Il fatto che il plot della storia venga ricapitolato da alcuni Autobot all’inizio dell’ultimo albo e gli altri debbano farselo ripetere più e più volte per capire (ben sei volte!). E potrei proseguire ancora…
Altra nota negativa, a mio parere, che avevo già evidenziato in passato è che tutto viene umanizzato. Megatron e Optimus parlano dei loro sottoposto come “miei uomini” e usano misure di tempo umane. Una scelta che non condivido assolutamente.
Altra cosa non chiara è il Deceptigod, ovvero l’incarnazione del tanto citato D-Void. Se è tanto arguto da sfruttare inconsapevolmente Galvatron per i suoi interessi, come mai una volta che si è manifestato dice solo una parola (“destroy”)? Non dà certo l’idea di intelligenza… E da notare anche che per manifestarsi usa il corpo degli Sweep ricreati grazie al Cuore dell’Oscurità , e fin qui ci siamo. Ma perché anche i Decepticon vanno a comporlo? Qual è il nesso? Se ingloba tutti, anche gli ex come Drift, che a stento riesce a trattenersi, non dovrebbe farlo anche con Megatron? Perchè loro due riescono a controllarsi?
Ci sono però anche degli aspetti positivi. Si ritorna sul fatto che Rodimus sia più in sintonia con la Matrice rispetto ad Optimus Prime e questo è uno spunto sicuramente innovativo ed interessante. La contrapposizione tra i due è ben riuscita.
I disegni di Livio Ramondelli sono altalenanti: in alcune vignette statiche sono pregevoli in quanto dimostra ottime qualitĂ di illustratore mentre nelle scene in cui compaiono piĂą personaggi la situazione si fa confusa: spesso non si riesce a capire se si tratta di robot generici o personaggi storici impossibili da identificare. Veramente pregevoli le sue copertine RI, realizzate in bianco e nero.
La storia di Mike Costa e James Roberts, in definitiva, mi sembra che si accosti a molti dei recenti film hollywoodiani. Sicuramente c’è un’idea e una trama alle spalle ma questa ha dei buchi e spesso viene mal sviluppata. Però la parte visiva è a tratti spettacolare. Consiglio di leggere questi albi solo se si vuole avere idea delle basi da cui partiranno i futuri mensili.
-Personaggi (in ordine di apparizione)-
Arcee, Hardhead, Rewind, Slamdance, Chromedome, Brainstorm, Sureshot, Jackpot, Mainframe, Rad, Swerve, Crosshairs, Silverstreak, Wheelie, Sideswipe, Cliffjumper, Sweep, Megatron, Deceptigod/D-Void, Rodimus, Optimus Prime, Ironhide, Drift, Jhiaxus, Galvatron, Cyclonus.
-Copertine-
Copertine A, B e RI disegnate da Livio Ramondelli.














