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Iscritto il: 18/04/2005
Località: Terra-616
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Spotlight (24): Metroplex
“Spotlight: Metroplex”
Storia: Andy Schmidt
Arte: Marcelo Matere
Colori: Priscilla Tramontano
Supervisione: Denton J. Tipton
Copertine di Marcelo Matere e Guido Guidi
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel luglio 2009.
Storia: Andy Schmidt
Arte: Marcelo Matere
Colori: Priscilla Tramontano
Supervisione: Denton J. Tipton
Copertine di Marcelo Matere e Guido Guidi
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel luglio 2009.
INTRODUZIONE
Dormiente e vigilante. La sua gigantesca stazza è oscurata solo dal suo senso del dovere, impegno ed onore. La sua origine è un mistero, il suo arrivo una maledizione per quelli che cercano di fare del male ai suoi amici… …lui è METROPLEX!
LA STORIA
Sulla Base Orvus, orbitante intorno al pianeta Salwatan IV i Throttlebots stanno conducendo degli esperimenti molto importanti.
L’attacco di Sixshot li coglie impreparati e gli unici che riescono a sopravvivere sono Chase, Searchlight, Freeway, Goldbug, Rollbar e Wideload. Inseguiti da Sixshot riescono comunque ad arrivare su Salwatan VIII che, stranamente, sembra avere segni di vita cybertroniana.
La città è deserta e mentre gli Autobots si stanno rifocillando di Energon, ecco arrivare Sixshot che propone loro di arrendersi e di dargli informazioni utili in cambio di una morte priva di dolore. L’invito viene rifiutato e i 6 robottini decidono di scappare. Il primo a essere neutralizzato è Freeway e appena dopo cade Chase ma gli altri non vogliono cedere.
Dopo un accenno all’affare Jhiaxus è la volta di Wide Load di finire ko, presto seguito da Goldbug.
Durante la lotta viene sfondata una parete e si attiva l’allarme di intrusione. Mente Sixshot sta per finire Searchlight, l’unico tra loro che già lo conosceva, comincia la trasformazione della città e un gigantesco pugno colpisce il Decepticon: è Metroplex! Ma questo non basta ed ecco che il gigante lo schiaccia con il suo piede mettendolo momentaneamente ko.
I Throttlebots si stanno riprendendo e chiedono a Metroplex di aiutarli nella loro guerra contro i Decepticon ma questi rifiuta e, dicendo che deve trovarsi un nuovo nascondiglio, li invita ad andarsene usando una sua navetta spaziale. Si trasforma così in modalità stazione da battaglia e se ne va dal pianeta volando.
Searchlight, Goldbug, e Rollbar si mettono alla ricerca degli altri tre, domandandosi quale sia la missione di Metroplex che gli impedisce di dare una mano ai suoi compagni Autobot. Sixshot, nonstante i danni, non è morto e lo vediamo stringere il pugno.
NOTE
- Questa storia è ambientata tra Spotlight Revelation e All Hail Megatron.
- A differenza della G1 originale Goldbug e Bumblebee sono due personaggi diversi.
- Il look di Searchlight è visibilmente diverso rispetto a quanto visto in Stormbringer dove assomigliava maggiormente alla sua controparte G1.
-A pag 4 Golbug si riferisce a Chase chiamandolo erroneamente “Freeway”. (Errore poi corretto nel TPB)
- Sempre a pagina 4 vediamo, lungo la strada, un lampione che ricorda la forma alternativa cybertroniana di Soundwave vista nel primo episodio della S1 G1.
- Jhiaxus viene erroneamente chiamato "Jiaxus”. (Errore poi corretto nel TPB)
- Tra le vittime di Sixshot sulla Base Orvus vediamo Scrounge, personaggio G1 che già nella sua prima incarnazione morì: erano gli storici albi Transformers #17 e #18.
- Searchlight ha visto Sixshot ridotto a zombie in Spotlight Revelation. Quest’ultimo è tornato normale dopo aver ceduto a Megatron la tecnologia di Jhiaxus inerente i ponti spaziali.
- La copertina B, di Guido Guidi, è un omaggio a quella di Transformers UK #186.
- La missione segreta di Metroplex è stata successivamente rivelata nella miniserie Ironhide.
- Esclusa la prima e l’ultima tavola che sono singole, tutte le altre sono doppie.
PERSONAGGI (in ordine di apparizione)
Scrounge, Sixshot, Chase, Searchlight, Freeway, Goldbug, Rollbar, Wide Load, Metroplex.
OSSERVAZIONI
“E venne un giorno, un giorno diverso dagli altri, il giorno in cui due pessimi editor si unirono contro uno storico marchio. Quello fu il giorno in cui affossarono i Transformers, per deturpare un universo narrativo come nessun editor, da solo, avrebbe mai potuto fare!”
C’era una volta una casa editrice minore che acquistò i diritti di un marchio che, nella storia dei fumetti, aveva avuto importanti precedenti. Affidò il lavoro ad uno scrittore che sapeva interpretare alla perfezione i personaggi di cui scriveva le gesta e lo fece supervisionare da un discreto editor. I fan, ignari di quanto sarebbe stato effimero quel periodo, si ponevano interrogativi come “Si vede che Furman ha scritto le storie come se fosse un mensile regolare e invece gliele pubblicano divise per miniserie.” o ancora “Per me Revelation è stata pensata per essere pubblicata in sei albi, è palese che Ryall gliela ha fatta condensare in sole quattro uscite.” Al posto di quel supervisore arrivarono prima Tipton e poi Schmidt, a scrivere le storie arrivarono McCarthy e altri: ciò che fecero fu distruggere l’universo G1 pensato da Furman con storie banali, inutili, brutte, pessime e via discorrendo.
Qui siamo addirittura di fronte a una storia scritta da Schmidt e supervisionata da Tipton. Cosa ne esce fuori? Una storiella sulla falsariga dello Spotlight Jazz, un racconto autoconclusivo che non porta da nessuna parte. Matroplex è ancora meno protagonista rispetto a Jazz (e dire che è il titolare dell’albo): praticamente si trasforma, tira un pugno e un calcio, dice che ha una missione segreta e se ne va. Decisamente poco per giustificare un albo di 3,99 Dollari, che è poco meno di un prologo all’apparizione di Metroplex in Transformers: Ironhide. La caratterizzazione del protagonista è praticamente nulla, i dialoghi sono banali, Sixshot che sfrutta le sue modalità per combattere i robottini è uno scimmiottamento di quanto visto in Spotlight: Sixshot. La magistrale caratterizzazione di Furman in quel racconto è da dimenticare: qui il è solo una macchina per uccidere senza il minimo approfondimento.
Metroplex è stato un personaggio poco approfondito nelle precedenti serie a fumetti dei TF, un vero peccato che in una storia a lui dedicata non si scopra niente di lui.
I disegni di Marcelo Matere mi sono piaciuti, è una delle sue migliori prove. Le tavole doppie sono illustrate molto bene; qualche volte lo storytelling non è il massimo ma credo dipenda dalla sceneggiatura. Anche la colorazione è buona.
L’unica cosa per cui, forse, qualcuno ricorderà questo albo è per il fatto che quasi tutte le tavole sono doppie. Ma qui non giurerei sulla totale genuinità dell’idea. Ricordo infatti che ci fu una storia di Hulk pubblicata su Marvel Fanfare # 29 del 1986, scritta e disegnata da John Byrne (da noi su Starmagazine Oro #1): lì erano tutte splash pages e forse è da lì che è stata presa e ampliata l’idea. Ma lì c’erano anche storia e dialoghi, qui c’è lo scopiazza mento delle idee altrui con conseguente banalissimo e vuoto riciclo.
Dormiente e vigilante. La sua gigantesca stazza è oscurata solo dal suo senso del dovere, impegno ed onore. La sua origine è un mistero, il suo arrivo una maledizione per quelli che cercano di fare del male ai suoi amici… …lui è METROPLEX!
LA STORIA
Sulla Base Orvus, orbitante intorno al pianeta Salwatan IV i Throttlebots stanno conducendo degli esperimenti molto importanti.
L’attacco di Sixshot li coglie impreparati e gli unici che riescono a sopravvivere sono Chase, Searchlight, Freeway, Goldbug, Rollbar e Wideload. Inseguiti da Sixshot riescono comunque ad arrivare su Salwatan VIII che, stranamente, sembra avere segni di vita cybertroniana.
La città è deserta e mentre gli Autobots si stanno rifocillando di Energon, ecco arrivare Sixshot che propone loro di arrendersi e di dargli informazioni utili in cambio di una morte priva di dolore. L’invito viene rifiutato e i 6 robottini decidono di scappare. Il primo a essere neutralizzato è Freeway e appena dopo cade Chase ma gli altri non vogliono cedere.
Dopo un accenno all’affare Jhiaxus è la volta di Wide Load di finire ko, presto seguito da Goldbug.
Durante la lotta viene sfondata una parete e si attiva l’allarme di intrusione. Mente Sixshot sta per finire Searchlight, l’unico tra loro che già lo conosceva, comincia la trasformazione della città e un gigantesco pugno colpisce il Decepticon: è Metroplex! Ma questo non basta ed ecco che il gigante lo schiaccia con il suo piede mettendolo momentaneamente ko.
I Throttlebots si stanno riprendendo e chiedono a Metroplex di aiutarli nella loro guerra contro i Decepticon ma questi rifiuta e, dicendo che deve trovarsi un nuovo nascondiglio, li invita ad andarsene usando una sua navetta spaziale. Si trasforma così in modalità stazione da battaglia e se ne va dal pianeta volando.
Searchlight, Goldbug, e Rollbar si mettono alla ricerca degli altri tre, domandandosi quale sia la missione di Metroplex che gli impedisce di dare una mano ai suoi compagni Autobot. Sixshot, nonstante i danni, non è morto e lo vediamo stringere il pugno.
NOTE
- Questa storia è ambientata tra Spotlight Revelation e All Hail Megatron.
- A differenza della G1 originale Goldbug e Bumblebee sono due personaggi diversi.
- Il look di Searchlight è visibilmente diverso rispetto a quanto visto in Stormbringer dove assomigliava maggiormente alla sua controparte G1.
-A pag 4 Golbug si riferisce a Chase chiamandolo erroneamente “Freeway”. (Errore poi corretto nel TPB)
- Sempre a pagina 4 vediamo, lungo la strada, un lampione che ricorda la forma alternativa cybertroniana di Soundwave vista nel primo episodio della S1 G1.
- Jhiaxus viene erroneamente chiamato "Jiaxus”. (Errore poi corretto nel TPB)
- Tra le vittime di Sixshot sulla Base Orvus vediamo Scrounge, personaggio G1 che già nella sua prima incarnazione morì: erano gli storici albi Transformers #17 e #18.
- Searchlight ha visto Sixshot ridotto a zombie in Spotlight Revelation. Quest’ultimo è tornato normale dopo aver ceduto a Megatron la tecnologia di Jhiaxus inerente i ponti spaziali.
- La copertina B, di Guido Guidi, è un omaggio a quella di Transformers UK #186.
- La missione segreta di Metroplex è stata successivamente rivelata nella miniserie Ironhide.
- Esclusa la prima e l’ultima tavola che sono singole, tutte le altre sono doppie.
PERSONAGGI (in ordine di apparizione)
Scrounge, Sixshot, Chase, Searchlight, Freeway, Goldbug, Rollbar, Wide Load, Metroplex.
OSSERVAZIONI
“E venne un giorno, un giorno diverso dagli altri, il giorno in cui due pessimi editor si unirono contro uno storico marchio. Quello fu il giorno in cui affossarono i Transformers, per deturpare un universo narrativo come nessun editor, da solo, avrebbe mai potuto fare!”
C’era una volta una casa editrice minore che acquistò i diritti di un marchio che, nella storia dei fumetti, aveva avuto importanti precedenti. Affidò il lavoro ad uno scrittore che sapeva interpretare alla perfezione i personaggi di cui scriveva le gesta e lo fece supervisionare da un discreto editor. I fan, ignari di quanto sarebbe stato effimero quel periodo, si ponevano interrogativi come “Si vede che Furman ha scritto le storie come se fosse un mensile regolare e invece gliele pubblicano divise per miniserie.” o ancora “Per me Revelation è stata pensata per essere pubblicata in sei albi, è palese che Ryall gliela ha fatta condensare in sole quattro uscite.” Al posto di quel supervisore arrivarono prima Tipton e poi Schmidt, a scrivere le storie arrivarono McCarthy e altri: ciò che fecero fu distruggere l’universo G1 pensato da Furman con storie banali, inutili, brutte, pessime e via discorrendo.
Qui siamo addirittura di fronte a una storia scritta da Schmidt e supervisionata da Tipton. Cosa ne esce fuori? Una storiella sulla falsariga dello Spotlight Jazz, un racconto autoconclusivo che non porta da nessuna parte. Matroplex è ancora meno protagonista rispetto a Jazz (e dire che è il titolare dell’albo): praticamente si trasforma, tira un pugno e un calcio, dice che ha una missione segreta e se ne va. Decisamente poco per giustificare un albo di 3,99 Dollari, che è poco meno di un prologo all’apparizione di Metroplex in Transformers: Ironhide. La caratterizzazione del protagonista è praticamente nulla, i dialoghi sono banali, Sixshot che sfrutta le sue modalità per combattere i robottini è uno scimmiottamento di quanto visto in Spotlight: Sixshot. La magistrale caratterizzazione di Furman in quel racconto è da dimenticare: qui il è solo una macchina per uccidere senza il minimo approfondimento.
Metroplex è stato un personaggio poco approfondito nelle precedenti serie a fumetti dei TF, un vero peccato che in una storia a lui dedicata non si scopra niente di lui.
I disegni di Marcelo Matere mi sono piaciuti, è una delle sue migliori prove. Le tavole doppie sono illustrate molto bene; qualche volte lo storytelling non è il massimo ma credo dipenda dalla sceneggiatura. Anche la colorazione è buona.
L’unica cosa per cui, forse, qualcuno ricorderà questo albo è per il fatto che quasi tutte le tavole sono doppie. Ma qui non giurerei sulla totale genuinità dell’idea. Ricordo infatti che ci fu una storia di Hulk pubblicata su Marvel Fanfare # 29 del 1986, scritta e disegnata da John Byrne (da noi su Starmagazine Oro #1): lì erano tutte splash pages e forse è da lì che è stata presa e ampliata l’idea. Ma lì c’erano anche storia e dialoghi, qui c’è lo scopiazza mento delle idee altrui con conseguente banalissimo e vuoto riciclo.














