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Iscritto il: 18/04/2005
LocalitĂ : Terra-616
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Spotlight (20): Blurr
“Spotlight: Blurr”
Storia: Shane Mc Carthy
Arte: Casey Coller
Colori: Joana Lafuente
Supervisione: Denton J. Tipton
Copertine di Casey Collier, Trevor Hutchinson e Guido Guidi.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel novembre 2008.
Storia: Shane Mc Carthy
Arte: Casey Coller
Colori: Joana Lafuente
Supervisione: Denton J. Tipton
Copertine di Casey Collier, Trevor Hutchinson e Guido Guidi.
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel novembre 2008.
INTRODUZIONE
E’ il più veloce Cybertroniano vivente. E’ glorioso, imbattuto e adorato dalle folle. La sua capacità di vincere è uguagliata solo dal suo sopraffacente senso di autostima e dal suo smisurato ego. La sua popolarità minaccia di raggiungere vette mai viste prima. Ma, nel profondo, è afflitto dal bisogno di qualcosa di più. Il suo nome è BLURR.
LA STORIA
In una stanza buia Blurr viene preparato per una gara; affronta il percorso e vince senza problemi, stabilendo ancora una volta un nuovo record. La folla lo adora.
Dopo la gara la sua squadra gli propone di celebrare la vittoria e lui li invita nell’ esclusivo Circolo. Anche qui Blurr è la star acclamata da tutti e, a precisa domanda di un giornalista, dice di non avere alcun interesse verso l’attuale situazione politica. Dentro al locale fa baldoria con i compagni di scuderia Fasttrack e Piston.
Un’arena viene distrutta da un’esplosione e causa di questo un robot che si trova in un ufficio (presumo il suo manager)comunica a Blurr che Zeta Prime ha deciso, per motivi di sicurezza, di sospendere tutte le gare.
Successivamente Piston lo avvicina e, mostrandogli un simbolo Autobot, cerca di convincerlo che allearsi con loro è la scelta giusta. Ma il nostro eroe dice che non è interessato e preferisce continuare ad andare alle feste. Si reca cosi al Circolo ma lo trova vuoto. L’unico a comparire sulla scena è Starscream che è interessato ad arruolarlo per la sua causa. Ma Blurr, scambiandolo per un Autobot, ribadisce che i suoi interessi sono le gare, la popolarità ecc. Starscream se ne va lasciandogli un insegna Decepticon.
Blurr se ne va ma poco dopo viene salvato da un’espolosione da parte di Ironhide. E’ infatti in corso una battaglia tra Autobot e Decepticons in cui sono stati uccisi (sorpresa!) Fasttrack e Piston, i cui corpi giacciono a terra. Optimus inizia a parlare con Blurr per convincerlo ad abbracciare la loro causa ma interviene Kup che sostiene sia una perdita di tempo. Allontanatosi quest’ultimo Optimus prosegue spiegando che i Decepticons voglio eliminare Zeta Prime e che solo grazie alla sua velocità lo si potrà salvare.
Blurr accetta e parte velocissimo alla volta del palazzo di Zeta Prime, investendo e superando la squadra Decepticon che camminava (!) per strada.
NOTE
- Questa storia è ambientata alla fine dell’Età dell’oro su Cybertron.
- La prima apparizione targata IDW di Blurr è avvenuta in AHM.
- Le alette sulla testa di Blurr sono palesemente ispirate a quelle del Flash della DC. Curiosamente l’azzurro è anche il colore di un altro velocista: Quicksilver della Marvel Comics.
- L’unico Transformer che si trasforma è Blurr.
- Zeta Prime è apparso originariamente in “Le cinque facce dell’oscurità ” come nuovo narratore. Non è apparso tra i Prime di Spotlight Optimus Prime ed è stato nominato su Animated: The AllSpark Almanac 2.
- L’automezzo che Blurr usa in un paio di occasioni è un chiaro richiamo alla modalità veicolare di Animated Bulkhead.
- Il design di Optimus ricorda quello di Orion Pax.
- Le insegne Autobot/Decepticon paiono in grado di materializzarsi dal nulla nelle mani dei Transformer; sembrano dei biglietti da visita.
PERSONAGGI (in ordine di apparizione)
Blurr, Piston, Fasttrack, Starscream, Ironhide, Optimus, Kup, Skywarp.
OSSERVAZIONI
Shane Mc Carthy continua a rovinare il buon nome del marchio Transformers (e in particolare il fiore all’occhiello che sono sempre stati i fumetti) realizzando una “storia” incredibilmente insulsa e ridicolizzando un grande personaggio come Blurr.
Copiato senza nessuna finezza o ritegno dai velocisti Marvel e DC Comics (tanto che sembra di sentire un’eco del Quicksilver di Peter David, nella caratterizzazione TEORICA), Blurr si ritrova nella pratica ad essere talmente tardo di comprendonio da sembrare mentalmente svantaggiato. Prima che capisca che c’è una guerra in corso e che il suo mondo è finito, deve succedere di tutto. I tifosi spariscono, i suoi amici vanno a combattere, il governo gli cancella le gare, gli stadi saltano in aria, eccetera. Manca solo che compaia un gruppo di Decepticon a cantargli “c’è una guerra in corso” sulle note di It’s raining men. Be’, a dire il vero è praticamente ciò che accade. Il proto-Optimus, però, si esibisce in un improbabile elogio del Blurr super velocista che, in quanto tale, è troppo avanti rispetto ai comuni Cybertroniani: evidentemente, anche proto-Optimus non ha letto le pagine precedenti a quelle con la sua apparizione. Probabilmente ha pensato che non fosse il caso di perdere tempo leggendo una storia ripresa pari pari da Cars (tanto che avrebbe potuto benissimo intitolarsi Spotlight: Saetta McQueen).
Ciliegina sulla torta, l’intelletto di Blurr è eguagliato da quello dei Decepticon: ecco quindi che un gruppo di assassini si reca ad assassinare Termozeta Prime A PIEDI, sebbene alcuni di loro siano chiaramente jet. Una cortesia tra gentil-meccanoidi: come avrebbe potuto Blurr giocare un ruolo chiave nella guerra, se quei disgraziati avessero preso il volo impedendogli di investirli eroicamente?
Aggiungo ancora che questo “scrittore” non è in grado proporre una storia che non abbia compresi traumi per i protagonisti. Anche questa volta ci vogliono i cadaveri di due amici per poter giustificare la decisione di Blurr di aiutare i nascenti Autobot.
Anche il fatto che alla fine si veda Blurr che corre verso Zeta Prime senza che poi sia raccontato ciò che succede ha solo l'effetto di dare ancora un maggiore senso di incompiutezza a questa vicenda.
L’arte di Casey Coller, colorata da Joana La Fuente, è discreta pur presentando occasionali incertezze. Il design di Blurr è ottimamente realizzato. Particolare nota di demerito va al look di Optimus e Starscream che appaiono scialbi e poco azzeccati per l’epoca in cui questo racconto è ambientato. Addirittura rimpiango quello visto in Megatron Origins. Inoltre gli sfondi "cybertroniani" degenerano in architetture che sono palesemente terrestri e alquanto svogliate, nelle ultime tavole.
In conclusione un racconto veramente ridicolo che, per il vostro bene, vi sconsiglio di leggere. Augurandoci che questo uomo non scriva piĂą niente per il nostro amato brand.
Ringrazio MeGrimlock che mi ha suggerito di fare questa recensione e che ha scritto buona parte delle osservazioni.
E’ il più veloce Cybertroniano vivente. E’ glorioso, imbattuto e adorato dalle folle. La sua capacità di vincere è uguagliata solo dal suo sopraffacente senso di autostima e dal suo smisurato ego. La sua popolarità minaccia di raggiungere vette mai viste prima. Ma, nel profondo, è afflitto dal bisogno di qualcosa di più. Il suo nome è BLURR.
LA STORIA
In una stanza buia Blurr viene preparato per una gara; affronta il percorso e vince senza problemi, stabilendo ancora una volta un nuovo record. La folla lo adora.
Dopo la gara la sua squadra gli propone di celebrare la vittoria e lui li invita nell’ esclusivo Circolo. Anche qui Blurr è la star acclamata da tutti e, a precisa domanda di un giornalista, dice di non avere alcun interesse verso l’attuale situazione politica. Dentro al locale fa baldoria con i compagni di scuderia Fasttrack e Piston.
Un’arena viene distrutta da un’esplosione e causa di questo un robot che si trova in un ufficio (presumo il suo manager)comunica a Blurr che Zeta Prime ha deciso, per motivi di sicurezza, di sospendere tutte le gare.
Successivamente Piston lo avvicina e, mostrandogli un simbolo Autobot, cerca di convincerlo che allearsi con loro è la scelta giusta. Ma il nostro eroe dice che non è interessato e preferisce continuare ad andare alle feste. Si reca cosi al Circolo ma lo trova vuoto. L’unico a comparire sulla scena è Starscream che è interessato ad arruolarlo per la sua causa. Ma Blurr, scambiandolo per un Autobot, ribadisce che i suoi interessi sono le gare, la popolarità ecc. Starscream se ne va lasciandogli un insegna Decepticon.
Blurr se ne va ma poco dopo viene salvato da un’espolosione da parte di Ironhide. E’ infatti in corso una battaglia tra Autobot e Decepticons in cui sono stati uccisi (sorpresa!) Fasttrack e Piston, i cui corpi giacciono a terra. Optimus inizia a parlare con Blurr per convincerlo ad abbracciare la loro causa ma interviene Kup che sostiene sia una perdita di tempo. Allontanatosi quest’ultimo Optimus prosegue spiegando che i Decepticons voglio eliminare Zeta Prime e che solo grazie alla sua velocità lo si potrà salvare.
Blurr accetta e parte velocissimo alla volta del palazzo di Zeta Prime, investendo e superando la squadra Decepticon che camminava (!) per strada.
NOTE
- Questa storia è ambientata alla fine dell’Età dell’oro su Cybertron.
- La prima apparizione targata IDW di Blurr è avvenuta in AHM.
- Le alette sulla testa di Blurr sono palesemente ispirate a quelle del Flash della DC. Curiosamente l’azzurro è anche il colore di un altro velocista: Quicksilver della Marvel Comics.
- L’unico Transformer che si trasforma è Blurr.
- Zeta Prime è apparso originariamente in “Le cinque facce dell’oscurità ” come nuovo narratore. Non è apparso tra i Prime di Spotlight Optimus Prime ed è stato nominato su Animated: The AllSpark Almanac 2.
- L’automezzo che Blurr usa in un paio di occasioni è un chiaro richiamo alla modalità veicolare di Animated Bulkhead.
- Il design di Optimus ricorda quello di Orion Pax.
- Le insegne Autobot/Decepticon paiono in grado di materializzarsi dal nulla nelle mani dei Transformer; sembrano dei biglietti da visita.
PERSONAGGI (in ordine di apparizione)
Blurr, Piston, Fasttrack, Starscream, Ironhide, Optimus, Kup, Skywarp.
OSSERVAZIONI
Shane Mc Carthy continua a rovinare il buon nome del marchio Transformers (e in particolare il fiore all’occhiello che sono sempre stati i fumetti) realizzando una “storia” incredibilmente insulsa e ridicolizzando un grande personaggio come Blurr.
Copiato senza nessuna finezza o ritegno dai velocisti Marvel e DC Comics (tanto che sembra di sentire un’eco del Quicksilver di Peter David, nella caratterizzazione TEORICA), Blurr si ritrova nella pratica ad essere talmente tardo di comprendonio da sembrare mentalmente svantaggiato. Prima che capisca che c’è una guerra in corso e che il suo mondo è finito, deve succedere di tutto. I tifosi spariscono, i suoi amici vanno a combattere, il governo gli cancella le gare, gli stadi saltano in aria, eccetera. Manca solo che compaia un gruppo di Decepticon a cantargli “c’è una guerra in corso” sulle note di It’s raining men. Be’, a dire il vero è praticamente ciò che accade. Il proto-Optimus, però, si esibisce in un improbabile elogio del Blurr super velocista che, in quanto tale, è troppo avanti rispetto ai comuni Cybertroniani: evidentemente, anche proto-Optimus non ha letto le pagine precedenti a quelle con la sua apparizione. Probabilmente ha pensato che non fosse il caso di perdere tempo leggendo una storia ripresa pari pari da Cars (tanto che avrebbe potuto benissimo intitolarsi Spotlight: Saetta McQueen).
Ciliegina sulla torta, l’intelletto di Blurr è eguagliato da quello dei Decepticon: ecco quindi che un gruppo di assassini si reca ad assassinare Termozeta Prime A PIEDI, sebbene alcuni di loro siano chiaramente jet. Una cortesia tra gentil-meccanoidi: come avrebbe potuto Blurr giocare un ruolo chiave nella guerra, se quei disgraziati avessero preso il volo impedendogli di investirli eroicamente?
Aggiungo ancora che questo “scrittore” non è in grado proporre una storia che non abbia compresi traumi per i protagonisti. Anche questa volta ci vogliono i cadaveri di due amici per poter giustificare la decisione di Blurr di aiutare i nascenti Autobot.
Anche il fatto che alla fine si veda Blurr che corre verso Zeta Prime senza che poi sia raccontato ciò che succede ha solo l'effetto di dare ancora un maggiore senso di incompiutezza a questa vicenda.
L’arte di Casey Coller, colorata da Joana La Fuente, è discreta pur presentando occasionali incertezze. Il design di Blurr è ottimamente realizzato. Particolare nota di demerito va al look di Optimus e Starscream che appaiono scialbi e poco azzeccati per l’epoca in cui questo racconto è ambientato. Addirittura rimpiango quello visto in Megatron Origins. Inoltre gli sfondi "cybertroniani" degenerano in architetture che sono palesemente terrestri e alquanto svogliate, nelle ultime tavole.
In conclusione un racconto veramente ridicolo che, per il vostro bene, vi sconsiglio di leggere. Augurandoci che questo uomo non scriva piĂą niente per il nostro amato brand.
Ringrazio MeGrimlock che mi ha suggerito di fare questa recensione e che ha scritto buona parte delle osservazioni.













