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Iscritto il: 21/06/2004
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AHM Coda #1 (AHM #13)
"All Hail Megatron Coda" (#1 di 4) (#13 in quanto prosegue la numerazione di AHM)
Copertine di Casey Coller e Trevor Hutchinson
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Giugno 2009.
Le storie
"Old Ways"
Storia: Simon Furman
Arte: Don Fugueroa
Colori: James Brown
Parlando con Optimus Prime, Ironhide dichiara di aver chiuso con la guerra e di volersi ritirare: è vecchio e stanco; le battagli per lui sono diventate tutte uguali e gli fanno credere di aver perduto ciò che lui era.
Optimus rispetta il suo giudizio: il mondo è cambiato e così anche le sfide che gli Autobot affrontano.
A causa dell'incidente con Mirage, Ironhide non si fida più della propria capacità di giudizio, e Optimus gli ricorda che questo non è mai stato il suo punto forte.
Quando Optimus era appena divenuto Prime, Ironhide lo aveva contestato con forza, convinto che un simile pivello senza alcuna esperienza non avesse il diritto di assumere il comando degli Autobot.
I due ricordano come, a quei tempi, Optimus avesse ascoltato le critiche del soldato Ironhide (cancellando l'ordine di Kup, che invece voleva zittirlo) e gli avesse chiesto di insegnargli ad essere il comandante che doveva essere.
Ironhide ingerisce un liquido a base di isotopo radioattivo, simile all'Energon ma instabile. Optimus condivide la bevuta. Poi, riconosce che Optimus non solo lo ha rispettato per le sue opinioni, ma spesso si è mostrato più avveduto di lui (smentendo le sue fosche previsioni).
Ironhide ricorda per esempio una missione in cui Optimus fu l'unico a comprendere che l'apparente via sicura, che avrebbe permesso al loro battaglione di fuggire dal campo di battaglia dove i Decepticon stavano trionfando, era in realtà una trappola tesa da Trypticon.
Optimus riconosce a Ironhide di aver sviluppato i propri talenti grazie agli insegnamenti che Ironhide ha saputo trasmettergli. Ma, se Ironhide affronta tutto a testa alta, è anche vero che Optimys a volte è fin troppo inflessibile.
E' una inflessibilità che però li ha salvati più di una volta: ci fu un'occasione in cui i due caddero in una trappola Decepticon che stava per segnare la morte di Ironhide; ma Optimus rischiò la propria vita e gli evitò la caduta fatale in un crepaccio dove i suono diventavano armi mortali.
Optimus conclude il discorso facendo presente come Ironhide sia un'importante guida per ogni giovane guerriero Autobot... e come gli mancherebbe non solo il suo supporto tattico, ma anche la sua amicizia.
Ironhide ammette di essere stato superato in strategia dal suo stesso allievo e ritira le dimissioni.
"Uneasy Lies The Head"
Storia: Mike Costa
Arte: Chee Yang Ong
Colori: Moose Baumann
Astrotrain, in forma di space shuttle, sta fuggendo dalla Terra con i Decepticon a bordo.
Starscream vorrebbe assumere il comando, ma Megatron non è ancora morto, anzi. Sorvegliato da Soundwave e dalle sue Cassette, Megatron sta recuperando attività cerebrale.
Starscream vorrebbe lasciar morire Megatron e usare l'Energon residuo (ormai scarso) per gli altri guerrieri, ma Soundwave rifiuta.
Bombshell gli suggerisce l'assassinio, ma Starscream è certo che Megatron tornerebbe, ancora più potente.
Riflettendo su come ora stiano per scatenarsi guerre di potere con altri Decepticon, tipo Razorclaw, Starscream decide di distruggere l'oggetto che li ha condotti al disastro: la Matrice del Comando.
Convinto che sia solo un simbolo senza valore, sta per gettarla nello spazio, ma Shrapnel lo vede con la Matrice e resta stupito: essa è l'oggetto che sceglie il nuovo Prime.
Rendendosi conto del timore superstizioso che circonda la Matrice, Starscream si riscuote dal torpore che lo aveva invaso (come se una forza esterna lo stesse manipolando) e dichiara di esserne stato scelto e di poterne brandire il potere.
I Decepticon lo salutano come nuovo capo, ma Starscream ha poco di cui gioire: il suo potere si basa solo su un oggetto in apparenza privo di potere.
Note
La miniserie AHM Coda apre le danze svolgendo il compito opposto a quello dichiarato ufficialmente: invece che rimediare alle carenze, agli errori e alle inconsistenze di AHM, ne rinnega alcuni elementi.
In questo albo, si contraddice Spotlight: Blurr, dove Ironhide e pre-Optimus avevano militato insieme agli ordini di Kup.
E si rinnega anche AHM #4 dove Ironhide dichiara che sarebbe stato disposto a morire per Optimus sin dal primo giorno del loro primo incontro (ma questa contraddizione è in realtà tratta dagli ultimi albi di AHM, dove Ironhide dichiara di aver odiato Optimus agli inizi).
In "Old Ways", Don Figueroa ci allieta con nuove versioni Cybertroniane dei personaggi G1: Hubcap, Tracks, Undertow, Brainstorm, Tempest, Motorhead, Crosshairs, Boxcar e Springer.
Alcuni sono plausibilmente sue creazioni.
Don Figueroa ha cambiato stile e si ispira ora pesantemente a quello di TFTM07 e RotF. Ciò che sembra un capriccio di un autore molto popolare è in realtà un'anticipazione dello stile della serie regolare che esordisce a novembre 2009: sembra di capire che la IDW punti ad aumentare il pubblico imitando lo stile grafico dei due film di Michael Bay, che hanno avuto un grande successo di botteghino.
"Old Ways" fa presumibilmente parte della pianificazione di Denton Tipton per gli Spotlight derivati da AHM, visto che la "sottotrama" relativa viene introdotta in AHM #10 (circa). Si può ipotizzare che stata ricondotta a una storia di 11 pagine in Coda dopo che la IDW ha deciso di chiudere l'esperienza AHM e di passare a un altro reboot (come accaduto con Revelation e Maximum Dinobots).
Anche i successivi capitoli dedicati a Sunstreaker, Perceptor e Spike fanno pensare a un gruppo di Spotlight abortiti. Ovviamente si tratta di ipotesi, suffragate dal gran numero di inconsistenze che AHM Coda aggiunge a quelle che avrebbe dovuto invece ridurre.
La piastra facciale di Optimus Prime può ritrarsi, come accade all'Optimus di TFTM07/RotF.
La scena in cui Optimus annulla l’ordine di Kup, senza degnarlo nemmeno di una parola (o di uno sguardo) può avere una seconda chiave di lettura, nella quale Simon Furman esprime la sua scarsa considerazione per l’orrenda rielaborazione cool che McCarthy ha dato del personaggio di Kup.
In "Uneasy Lies The Head" compare ancora Rumble. AHM Coda, se non altro, è coerente con AHM nel contraddire gli eventi di AHM: Rumble era infatti morto tra le braccia di Soundwave in una scena straziante (?), solo per ricomparire nell'albo successivo e militare nella fazione avversa a quella di Soundwave.
Proseguendo con le retcon degli eventi di un mese prima, Starscream cerca ora un modo per eliminare subdolamente Megatron, mentre in AHM #12, Starscream svolge il suo dovere proteggendo un Megatron ferito e dichiarando che il comando va conquistato.
"Uneasy Lies The Head" porta avanti anche la poco felice scelta di imitare la vecchia serie animata G1 con tutte le sue ingenuità, invece che proseguire un discorso di riscrittura moderna e plausibile, Ecco quindi che Astrotrain trasporta via dalla Terra un gruppo di Decepticon "sconfitti", mentre Starscream tenta di prendere il potere sbarazzandosi di un Megatron gravemente ferito (e "curato" da Soundwave).
Blitzwing sfoggia il suo look G1, senza motivo. Starscream non ha più la sua forma Masterpiece. Questi due dettagli sono semplicemente imputabili allo stile artistico.
Non vale lo stesso discorso per le capacità di dislocazione di massa di Astrotrain, mai menzionate o manifestate sinora (specialmente coi Decepticon a corto di Energon).
Starscream sembra essere stato influenzato subliminalmente dalla Matrice, come gli accadeva nella serie G2 della Marvel US.
Curiosamente, quanto annunciato riguardo ai contenuti dell'albo non mantiene le promesse.
Per il primo racconto, "Ironhide and Optimus Prime deal with the fallout of last issue!" è quanto meno fuorviante, dato che Ironhide vuole mollare sin da quando ha pestato Mirage... e comunque è solo una scusa per dare avvio a una conversazione che nulla c'azzecca con le vicende AHM.
Per il secondo racconto, "the Decepticons begin to probe the mysteries of the Autobot Matrix of leadership" è quanto di più falso possa essere detto, dato che nessun Decepticon sonda assolutamente nulla della Matrice. Anzi, è vero il contrario: l'ignoranza dei Decepticon riguardo alla Matrice aumenta.
Osservazioni
Old Ways mescola aspetti ottimi ad altri veramente negativi.
La sua idea di fondo deriva purtroppo dal calderone di AHM ed è a livello delle confessioni intime tra personaggi di un reality show (un elemento ricorrente in AHM, che suona sempre falso come una banconota da undici euro).
Per fortuna, però, a prendere in mano la storia è un signor scrittore come Simon Furman, che sulla base di questa debole premessa realizza un confronto adulto e meditato tra due veterani di guerra che, nei milioni di anni della loro esistenza, hanno avuto modo di vivere innumerevoli esperienze e dispongono ora di un'enorme maturità emotiva e intellettuale. Il loro legame è un legame di rispetto, amicizia, comprensione e visione smaliziata e disincantata dei reciproci pregi e difetti.
E' su questa base che avviene il già citato confronto, che è ottimamente strutturato sia a livello di contenuti e dialoghi, sia a livello di struttura narrativa, grazie alle simmetrie tra conversazione e flashback. Che differenza abissale rispetto alla gestione adolescenziale di Shane McCarthy, che ha saputo solo mettere in bocca a Ironhide frasi come "All'inizio ti odiavo": dove McCarthy gestisce superficialmente i personaggi come improbabili ragazzini in preda a tempeste ormonali e pretenziose emorragie verbali, Furman scende invece in profondità, scolpendo personalità e caratteri dalle numerose sfaccettature tramite ogni singola frase pronunciata.
La storia non offre nessuna rilevante evoluzione della continuità: ma, se la cosa non è una novità, dopo 12 numeri di AHM, è anche vero che, con queste premesse, un altro autore avrebbe prodotto un fill-in destinato al dimenticatoio, mentre Furman sfrutta l'occasione per delineare l'epica portata del conflitto in atto da milioni di anni e la grandezza dei suoi personaggi quasi mitologici nella loro esistenza (in opposizione al piattume bidimensionale di chi invece li ha scritti come se la guerra fosse iniziata sei settimane prima e non avesse insegnato nulla a nessuno di loro).
Un altro esempio di come Furman sappia intervenire per rimediare alle trovate più becere è dato dall'ubriacatura di Ironhide: l'idea che un Transformer si ubriachi poteva andar bene per le storie ingenue e kitsch degli anni 1980, ma ora come ora essa rischia di degenerare in una pedissequa e insensata imitazione della società terrestre (come in Spotlight: Blurr, dove i night club di Cybertron sono squallidamente identici a quelli della Terra, salvo che ci sono clienti robot); a Furman, però, basta qualche piccolo tocco fantascientifico (come usare un isotopo instabile da cogliere nel mezzo della sua vita fissile) per dare al concetto una patina di "alienità" cibernetica che lo renda plausibile (qualcun altro avrebbe usato l'Energon liquido nei cubi, come in un episodio dei vecchi cartoni).
A livello artistico, Don Figueroa segna la prima novità dopo dodici mesi di gestione grafico/artistica sin troppo uniforme.
Dispiace un po' vedere che un autore come Figueroa, che si è sempre distinto per la sua capacità di rielaborare graficamente i Transformer in modo personale e originale, aprendo sempre nuovi orizzonti, sia ora ridotto a imitare le soluzioni grafiche altrui: viene da chiedersi se sia una sua scelta (come mai ha smesso di innovare? ha esaurito le idee?) o se invece si tratti di un assaggio della nuova linea editoriale della IDW.
Sappiamo che la serie regolare che inizia a Novembre avrà proprio questa linea grafica e sappiamo anche che la IDW vuole aumentare le vendite a tutti i costi (da qui il secondo Reboot in due anni): sembra quindi probabile che la IDW, dopo aver cercato inutilmente di cavalcare l'onda della nostalgia dei cartoni anni 1980, voglia imitare lo stile di TFTM07/RotF, nella speranza di ottenere una piccola parte del suo successo al botteghino.
Se non altro, l’adozione di questo nuovo stile così elaborato ottiene l’inatteso e involontario effetto di riportare, almeno in parte, il lato artistico dei fumetti IDW ai felici tempi della raffinatezza “meccanografica” introdotta da EJ Su.
Anche in "Uneasy Lies The Head" si scontrano le due facce della schizofrenia editoriale che ha investito la IDW. Da un lato, con un certo sollievo, si inizia a rinnegare AHM (contraddicendo il comportamento dei personaggi e preparando la strada al reboot di Novembre 2009). Dall'altro, si continua con la deprimente direzione dell'imitazione dei cartoni animati G1: poco importa che gli eventi prendano una piega diversa (per altro fin troppo simile a certi sviluppi dell'universo alternativo di TFTM07 della Titan, o anche a Reign Of Starscream), il sapore di minestra riscaldata ha comunque il sopravvento.
C'è sicuramente un miglioramento a livello di dialoghi e narrazione (queste undici pagine valgono da sole i primi tre albi di AHM): Mike Costa abbandona finalmente la strada di voler presentare ogni cosa e ogni personaggio come "cool" e/o drammatico e/o violento tutti i costi, lasciando questo sensazionalismo alle fanfiction scritte dagli adolescenti inesperti.
In generale, però, permane un'atmosfera di superficialità e di ingenuità poco incoraggiante, in termini di caratterizzazione e meccaniche: possibile che i Decepticon si lascino abbindolare dalla superstizione e si bevano la ridicola scena della Matrice, come se fossero nati ieri? L'impressione è che Costa stia cercando di scrivere dialoghi consistenti per una trama estratta comunque dalla serie animata G1 degli anni 1980.
Se Figueroa innova, Chee Yang Ong lascia invece abbastanza freddi, almeno alla prima impressione. Come nel caso della trama, la storia dà la sensazione di aver tentato di ridisegnare in chiave più "moderna" i modelli classici della serie animata G1. Forse sarebbe necessaria una seconda lettura, per valutare e studiare meglio l'arte, ma la storia non riesce a dare lo stimolo necessario.
AHM Coda inizia quindi in modo assai conflittuale, contrapponendo materiale d'autore ad altro decisamente molto più grossolano, smantellando la "nuova" continuità che era stata introdotta solo un anno fa (con un reboot delicato quanto una picconata) e gettando le basi per vicende che poi però affronteranno tre anni (narrativi) di vuoto, a causa del reboot di Novembre 2009. Con le ulteriori (e inutili) retcon in arrivo in AHM Coda #14, ce n'è più che a sufficienza per accontentarsi di leggere queste storie in formato Trade Paperback.
Ha contribuito Xed
Copertine di Casey Coller e Trevor Hutchinson
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Giugno 2009.
Le storie
"Old Ways"
Storia: Simon Furman
Arte: Don Fugueroa
Colori: James Brown
Parlando con Optimus Prime, Ironhide dichiara di aver chiuso con la guerra e di volersi ritirare: è vecchio e stanco; le battagli per lui sono diventate tutte uguali e gli fanno credere di aver perduto ciò che lui era.
Optimus rispetta il suo giudizio: il mondo è cambiato e così anche le sfide che gli Autobot affrontano.
A causa dell'incidente con Mirage, Ironhide non si fida più della propria capacità di giudizio, e Optimus gli ricorda che questo non è mai stato il suo punto forte.
Quando Optimus era appena divenuto Prime, Ironhide lo aveva contestato con forza, convinto che un simile pivello senza alcuna esperienza non avesse il diritto di assumere il comando degli Autobot.
I due ricordano come, a quei tempi, Optimus avesse ascoltato le critiche del soldato Ironhide (cancellando l'ordine di Kup, che invece voleva zittirlo) e gli avesse chiesto di insegnargli ad essere il comandante che doveva essere.
Ironhide ingerisce un liquido a base di isotopo radioattivo, simile all'Energon ma instabile. Optimus condivide la bevuta. Poi, riconosce che Optimus non solo lo ha rispettato per le sue opinioni, ma spesso si è mostrato più avveduto di lui (smentendo le sue fosche previsioni).
Ironhide ricorda per esempio una missione in cui Optimus fu l'unico a comprendere che l'apparente via sicura, che avrebbe permesso al loro battaglione di fuggire dal campo di battaglia dove i Decepticon stavano trionfando, era in realtà una trappola tesa da Trypticon.
Optimus riconosce a Ironhide di aver sviluppato i propri talenti grazie agli insegnamenti che Ironhide ha saputo trasmettergli. Ma, se Ironhide affronta tutto a testa alta, è anche vero che Optimys a volte è fin troppo inflessibile.
E' una inflessibilità che però li ha salvati più di una volta: ci fu un'occasione in cui i due caddero in una trappola Decepticon che stava per segnare la morte di Ironhide; ma Optimus rischiò la propria vita e gli evitò la caduta fatale in un crepaccio dove i suono diventavano armi mortali.
Optimus conclude il discorso facendo presente come Ironhide sia un'importante guida per ogni giovane guerriero Autobot... e come gli mancherebbe non solo il suo supporto tattico, ma anche la sua amicizia.
Ironhide ammette di essere stato superato in strategia dal suo stesso allievo e ritira le dimissioni.
"Uneasy Lies The Head"
Storia: Mike Costa
Arte: Chee Yang Ong
Colori: Moose Baumann
Astrotrain, in forma di space shuttle, sta fuggendo dalla Terra con i Decepticon a bordo.
Starscream vorrebbe assumere il comando, ma Megatron non è ancora morto, anzi. Sorvegliato da Soundwave e dalle sue Cassette, Megatron sta recuperando attività cerebrale.
Starscream vorrebbe lasciar morire Megatron e usare l'Energon residuo (ormai scarso) per gli altri guerrieri, ma Soundwave rifiuta.
Bombshell gli suggerisce l'assassinio, ma Starscream è certo che Megatron tornerebbe, ancora più potente.
Riflettendo su come ora stiano per scatenarsi guerre di potere con altri Decepticon, tipo Razorclaw, Starscream decide di distruggere l'oggetto che li ha condotti al disastro: la Matrice del Comando.
Convinto che sia solo un simbolo senza valore, sta per gettarla nello spazio, ma Shrapnel lo vede con la Matrice e resta stupito: essa è l'oggetto che sceglie il nuovo Prime.
Rendendosi conto del timore superstizioso che circonda la Matrice, Starscream si riscuote dal torpore che lo aveva invaso (come se una forza esterna lo stesse manipolando) e dichiara di esserne stato scelto e di poterne brandire il potere.
I Decepticon lo salutano come nuovo capo, ma Starscream ha poco di cui gioire: il suo potere si basa solo su un oggetto in apparenza privo di potere.
Note
La miniserie AHM Coda apre le danze svolgendo il compito opposto a quello dichiarato ufficialmente: invece che rimediare alle carenze, agli errori e alle inconsistenze di AHM, ne rinnega alcuni elementi.
In questo albo, si contraddice Spotlight: Blurr, dove Ironhide e pre-Optimus avevano militato insieme agli ordini di Kup.
E si rinnega anche AHM #4 dove Ironhide dichiara che sarebbe stato disposto a morire per Optimus sin dal primo giorno del loro primo incontro (ma questa contraddizione è in realtà tratta dagli ultimi albi di AHM, dove Ironhide dichiara di aver odiato Optimus agli inizi).
In "Old Ways", Don Figueroa ci allieta con nuove versioni Cybertroniane dei personaggi G1: Hubcap, Tracks, Undertow, Brainstorm, Tempest, Motorhead, Crosshairs, Boxcar e Springer.
Alcuni sono plausibilmente sue creazioni.
Don Figueroa ha cambiato stile e si ispira ora pesantemente a quello di TFTM07 e RotF. Ciò che sembra un capriccio di un autore molto popolare è in realtà un'anticipazione dello stile della serie regolare che esordisce a novembre 2009: sembra di capire che la IDW punti ad aumentare il pubblico imitando lo stile grafico dei due film di Michael Bay, che hanno avuto un grande successo di botteghino.
"Old Ways" fa presumibilmente parte della pianificazione di Denton Tipton per gli Spotlight derivati da AHM, visto che la "sottotrama" relativa viene introdotta in AHM #10 (circa). Si può ipotizzare che stata ricondotta a una storia di 11 pagine in Coda dopo che la IDW ha deciso di chiudere l'esperienza AHM e di passare a un altro reboot (come accaduto con Revelation e Maximum Dinobots).
Anche i successivi capitoli dedicati a Sunstreaker, Perceptor e Spike fanno pensare a un gruppo di Spotlight abortiti. Ovviamente si tratta di ipotesi, suffragate dal gran numero di inconsistenze che AHM Coda aggiunge a quelle che avrebbe dovuto invece ridurre.
La piastra facciale di Optimus Prime può ritrarsi, come accade all'Optimus di TFTM07/RotF.
La scena in cui Optimus annulla l’ordine di Kup, senza degnarlo nemmeno di una parola (o di uno sguardo) può avere una seconda chiave di lettura, nella quale Simon Furman esprime la sua scarsa considerazione per l’orrenda rielaborazione cool che McCarthy ha dato del personaggio di Kup.
In "Uneasy Lies The Head" compare ancora Rumble. AHM Coda, se non altro, è coerente con AHM nel contraddire gli eventi di AHM: Rumble era infatti morto tra le braccia di Soundwave in una scena straziante (?), solo per ricomparire nell'albo successivo e militare nella fazione avversa a quella di Soundwave.
Proseguendo con le retcon degli eventi di un mese prima, Starscream cerca ora un modo per eliminare subdolamente Megatron, mentre in AHM #12, Starscream svolge il suo dovere proteggendo un Megatron ferito e dichiarando che il comando va conquistato.
"Uneasy Lies The Head" porta avanti anche la poco felice scelta di imitare la vecchia serie animata G1 con tutte le sue ingenuità, invece che proseguire un discorso di riscrittura moderna e plausibile, Ecco quindi che Astrotrain trasporta via dalla Terra un gruppo di Decepticon "sconfitti", mentre Starscream tenta di prendere il potere sbarazzandosi di un Megatron gravemente ferito (e "curato" da Soundwave).
Blitzwing sfoggia il suo look G1, senza motivo. Starscream non ha più la sua forma Masterpiece. Questi due dettagli sono semplicemente imputabili allo stile artistico.
Non vale lo stesso discorso per le capacità di dislocazione di massa di Astrotrain, mai menzionate o manifestate sinora (specialmente coi Decepticon a corto di Energon).
Starscream sembra essere stato influenzato subliminalmente dalla Matrice, come gli accadeva nella serie G2 della Marvel US.
Curiosamente, quanto annunciato riguardo ai contenuti dell'albo non mantiene le promesse.
Per il primo racconto, "Ironhide and Optimus Prime deal with the fallout of last issue!" è quanto meno fuorviante, dato che Ironhide vuole mollare sin da quando ha pestato Mirage... e comunque è solo una scusa per dare avvio a una conversazione che nulla c'azzecca con le vicende AHM.
Per il secondo racconto, "the Decepticons begin to probe the mysteries of the Autobot Matrix of leadership" è quanto di più falso possa essere detto, dato che nessun Decepticon sonda assolutamente nulla della Matrice. Anzi, è vero il contrario: l'ignoranza dei Decepticon riguardo alla Matrice aumenta.
Osservazioni
Old Ways mescola aspetti ottimi ad altri veramente negativi.
La sua idea di fondo deriva purtroppo dal calderone di AHM ed è a livello delle confessioni intime tra personaggi di un reality show (un elemento ricorrente in AHM, che suona sempre falso come una banconota da undici euro).
Per fortuna, però, a prendere in mano la storia è un signor scrittore come Simon Furman, che sulla base di questa debole premessa realizza un confronto adulto e meditato tra due veterani di guerra che, nei milioni di anni della loro esistenza, hanno avuto modo di vivere innumerevoli esperienze e dispongono ora di un'enorme maturità emotiva e intellettuale. Il loro legame è un legame di rispetto, amicizia, comprensione e visione smaliziata e disincantata dei reciproci pregi e difetti.
E' su questa base che avviene il già citato confronto, che è ottimamente strutturato sia a livello di contenuti e dialoghi, sia a livello di struttura narrativa, grazie alle simmetrie tra conversazione e flashback. Che differenza abissale rispetto alla gestione adolescenziale di Shane McCarthy, che ha saputo solo mettere in bocca a Ironhide frasi come "All'inizio ti odiavo": dove McCarthy gestisce superficialmente i personaggi come improbabili ragazzini in preda a tempeste ormonali e pretenziose emorragie verbali, Furman scende invece in profondità, scolpendo personalità e caratteri dalle numerose sfaccettature tramite ogni singola frase pronunciata.
La storia non offre nessuna rilevante evoluzione della continuità: ma, se la cosa non è una novità, dopo 12 numeri di AHM, è anche vero che, con queste premesse, un altro autore avrebbe prodotto un fill-in destinato al dimenticatoio, mentre Furman sfrutta l'occasione per delineare l'epica portata del conflitto in atto da milioni di anni e la grandezza dei suoi personaggi quasi mitologici nella loro esistenza (in opposizione al piattume bidimensionale di chi invece li ha scritti come se la guerra fosse iniziata sei settimane prima e non avesse insegnato nulla a nessuno di loro).
Un altro esempio di come Furman sappia intervenire per rimediare alle trovate più becere è dato dall'ubriacatura di Ironhide: l'idea che un Transformer si ubriachi poteva andar bene per le storie ingenue e kitsch degli anni 1980, ma ora come ora essa rischia di degenerare in una pedissequa e insensata imitazione della società terrestre (come in Spotlight: Blurr, dove i night club di Cybertron sono squallidamente identici a quelli della Terra, salvo che ci sono clienti robot); a Furman, però, basta qualche piccolo tocco fantascientifico (come usare un isotopo instabile da cogliere nel mezzo della sua vita fissile) per dare al concetto una patina di "alienità" cibernetica che lo renda plausibile (qualcun altro avrebbe usato l'Energon liquido nei cubi, come in un episodio dei vecchi cartoni).
A livello artistico, Don Figueroa segna la prima novità dopo dodici mesi di gestione grafico/artistica sin troppo uniforme.
Dispiace un po' vedere che un autore come Figueroa, che si è sempre distinto per la sua capacità di rielaborare graficamente i Transformer in modo personale e originale, aprendo sempre nuovi orizzonti, sia ora ridotto a imitare le soluzioni grafiche altrui: viene da chiedersi se sia una sua scelta (come mai ha smesso di innovare? ha esaurito le idee?) o se invece si tratti di un assaggio della nuova linea editoriale della IDW.
Sappiamo che la serie regolare che inizia a Novembre avrà proprio questa linea grafica e sappiamo anche che la IDW vuole aumentare le vendite a tutti i costi (da qui il secondo Reboot in due anni): sembra quindi probabile che la IDW, dopo aver cercato inutilmente di cavalcare l'onda della nostalgia dei cartoni anni 1980, voglia imitare lo stile di TFTM07/RotF, nella speranza di ottenere una piccola parte del suo successo al botteghino.
Se non altro, l’adozione di questo nuovo stile così elaborato ottiene l’inatteso e involontario effetto di riportare, almeno in parte, il lato artistico dei fumetti IDW ai felici tempi della raffinatezza “meccanografica” introdotta da EJ Su.
Anche in "Uneasy Lies The Head" si scontrano le due facce della schizofrenia editoriale che ha investito la IDW. Da un lato, con un certo sollievo, si inizia a rinnegare AHM (contraddicendo il comportamento dei personaggi e preparando la strada al reboot di Novembre 2009). Dall'altro, si continua con la deprimente direzione dell'imitazione dei cartoni animati G1: poco importa che gli eventi prendano una piega diversa (per altro fin troppo simile a certi sviluppi dell'universo alternativo di TFTM07 della Titan, o anche a Reign Of Starscream), il sapore di minestra riscaldata ha comunque il sopravvento.
C'è sicuramente un miglioramento a livello di dialoghi e narrazione (queste undici pagine valgono da sole i primi tre albi di AHM): Mike Costa abbandona finalmente la strada di voler presentare ogni cosa e ogni personaggio come "cool" e/o drammatico e/o violento tutti i costi, lasciando questo sensazionalismo alle fanfiction scritte dagli adolescenti inesperti.
In generale, però, permane un'atmosfera di superficialità e di ingenuità poco incoraggiante, in termini di caratterizzazione e meccaniche: possibile che i Decepticon si lascino abbindolare dalla superstizione e si bevano la ridicola scena della Matrice, come se fossero nati ieri? L'impressione è che Costa stia cercando di scrivere dialoghi consistenti per una trama estratta comunque dalla serie animata G1 degli anni 1980.
Se Figueroa innova, Chee Yang Ong lascia invece abbastanza freddi, almeno alla prima impressione. Come nel caso della trama, la storia dà la sensazione di aver tentato di ridisegnare in chiave più "moderna" i modelli classici della serie animata G1. Forse sarebbe necessaria una seconda lettura, per valutare e studiare meglio l'arte, ma la storia non riesce a dare lo stimolo necessario.
AHM Coda inizia quindi in modo assai conflittuale, contrapponendo materiale d'autore ad altro decisamente molto più grossolano, smantellando la "nuova" continuità che era stata introdotta solo un anno fa (con un reboot delicato quanto una picconata) e gettando le basi per vicende che poi però affronteranno tre anni (narrativi) di vuoto, a causa del reboot di Novembre 2009. Con le ulteriori (e inutili) retcon in arrivo in AHM Coda #14, ce n'è più che a sufficienza per accontentarsi di leggere queste storie in formato Trade Paperback.
Ha contribuito Xed

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.













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