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Iscritto il: 14/08/2007
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All Hail Megatron (#9 di 12)
"All Hail Megatron" (#9 di 12)
Storia: Shane McCarthy
Arte: Robert Deas e Emiliano Santalucia
Colori: Josh Burcham e Robert Deas
Copertine di Guido Guidi, Trevor Hutchinson e Don Perlin
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2009.
Storia
Doverosa premessa: Chiunque pensi che questo riassunto sia troppo ironico o che stia inventando io alcune parti è invitato a procurarsi il fumetto originale, dato che, purtroppo, mi sto limitando a riscrivere fedelmente gli avvenimenti dell'albo.
A New York, sotto una fitta pioggia, Bridge e Sarah stanno svaligiando un grande magazzino, presumibilmente alla ricerca di vestiario e provviste. Mentre discutono sulla loro situazione e se Bridge debba essere o meno il leader del gruppo, nella sala irrompe Spike, mezzo nudo, ammiccando con il ghigno di un potenziale stupratore e scherzando sul fatto che non è in grado di allacciarsi i pantaloni, proprio di fronte ad uno specchio che ci permette di ammirare meglio la sua schiena e il suo posteriore.
Subito dopo questa simpaticissima reintroduzione del personaggio, lo vediamo, stavolta purtroppo vestito, discutere con Sarah per convincere lei e Bridge a coprirgli le spalle mentre recupera la misteriosa arma finale che gli permetterà di sconfiggere Megatron (solo e soltanto Megatron, non gli altri), cosa che apparentemente dovrebbe spingere tutte le truppe Decepticon in ritirata.
Mentre i tre sprecano altro tempo a discutere su chi sia il capo, nel resto della città i robot giganti continuano ad uccidere migliaia di persone.
Nella stanza entra Charles, un ex militare nero e palestrato con una maglietta super aderente, che informa gli altri di un deposito di armi pesanti che aveva confiscato tempo addietro, perché, apparentemente, ha dei conti in sospeso con Rumble, che pattuglia frequentemente quest’area.
Su Cybertron, Ironhide cerca di scusarsi con Mirage, ma questi lo scaccia in modo rude e gli intima di non rivolgergli mai più la parola. Contemporaneamente, Kup e Ratchet discutono della salute di Optimus Prime, e Ratchet lo dà praticamente per spacciato.
Sulla Terra, Spike recupera la misteriosa arma finale: un enorme Nintendo Zapper di inequivocabile forma fallica che, a quanto pare, è stata ricavata dal fucile “da braccio” di Shockwave. Se i primi prototipi erano grandi quanto una casa, grazie ad un recente "aiuto esterno" è stato possibile ridurre le sue dimensioni (tranquilli, questa sottotrama non sarà mai esplorata).
Usciti dalla sala (non viene mai specificato dove si trova, apparentemente l'arma militare segreta era nascosta in un comune condominio), i quattro umani vengono attaccati da Rumble. Spike prova a distrarlo volando fuori da una finestra in motocicletta, anche se non è chiaro come abbia trovato una motocicletta al terzo piano di un palazzo.
Rumble riesce a farlo cadere dalla moto, ma viene colpito subito dopo da un razzo lanciato da Charles, che ha vendicato così la morte di suo figlio (mai raccontata sinora).
Su Cybertron, gli Autobot discutono su quale utilità possa avere continuare a combattere lo Sciame (che comunque non sembra costituire una vera minaccia: l’unica vittima nelle loro fila si è fatta esplodere da sola inutilmente): in ogni caso, infatti, non c'è modo di fuggire da Cybertron.
Drift dice che continueranno a combattere perché "sono quelli che sono", e Bumblebee, dando voce alle impressioni del lettore, dice a Drift che non dovrebbe parlare perché non ha alcun diritto di essere lì con loro. Blaster cerca di fermare la discussione ripetendo lo stesso identico discorso che Sideswipe aveva fatto a Sunstreaker due numeri fa, quando nella sala irrompe lo stesso Sideswipe, in totale disaccordo con il discorso di Blaster (che è lo stesso che aveva fatto lui, si noti bene). Sideswipe sostiene che Sunstreaker si è suicidato perché ha capito che non c'era modo di uscire da quella situazione, e che in fondo tutti loro meritano di morire.
Sulla terra, Soundwave è apparentemente talmente traumatizzato dalla morte di Rumble (in contraddizione con tutto ciò che è stato scritto sul personaggio, prima, durante e dopo AHM) che disattiva per sbaglio il blocco radio sulla città, permettendo a Spike di contattare suo padre (punto importantissimo della trama che avviene, chiaramente, fuori scena).
Su Cybertron, Sideswipe sta continuando il suo discorso su quanto la vita faccia schifo e vorrebbe morire, visibilmente influenzato dalla cultura terrestre degli Emo, quando improvvisamente viene interrotto da Optimus Prime. Il capo degli Autobot compare in piedi, perfettamente in salute, senza alcuna spiegazione su come sia risorto e dopo che poche pagine fa l'avevano dato per morto.
Forse invidioso della ridondanza delle filippiche di Sideswipe, Optimus si esibisce a sua volta in una interminabile tirata su come gli Autobot vinceranno questa guerra, perché sono meglio dei Decepticon. La potenza del suo discorso è tale che da questo numero in poi tutti gli altri Autobot perderanno qualsiasi linea di dialogo.
Sulla terra, Spike, dopo la conversazione fuori scena con suo padre, informa gli altri due che le altre nazioni (quelle cattive e stupide, non come gli USA) hanno deciso di sganciare la bomba nucleare contro i Decepticon, invece di fidarsi del suo piano di sparare al capo con la Nintendo Zapper e sperare che di conseguenza tutti vadano via.
Note
Questo è il primo numero della serie a non avere alcuna tavola disegnata da Guido Guidi.
La resurrezione di Optimus Prime, avvenuta subito dopo che Ratchet l'aveva dato per incurabile, non viene spiegata né in questo numero né in nessun'altro numero successivo, e sembra che non sarà spiegata neanche in AHM Coda.
Hound ha ora una forma più simile a quella del suo giocattolo nella serie Universe (Classics 2.0).
Dopo quattro albi di silenzio, la sottotrama degli umani viene ripresa. Ogni singola linea di dialogo tra Spike e compagni è così agghiacciante da far digrignare i denti.
Il terzetto di umani si muove con una facilità impressionante nella New York occupata dai Decepticon.
Rumble viene ucciso con un’arma convenzionale.
Sembra che il proposito di AHM, che doveva mostrare di cosa fossero davvero capaci i Decepticon, si sia un po’ perso per strada.
La trama è un disastro: i passaggi cruciali della comunicazione tra Spike e suo padre avvengono fuori scena, mentre le tavole vengono sprecate per introdurre Charles e la sua storia personale (che viene risolta immediatamente, come se fosse un riempitivo per tirare tavola 22).
L’albo si conclude con lo stesso identico cliffhangher del numero 6.
Bumblebee implica che Drift possa avere un passato oscuro, che verrà esplorato più dettagliatamente nel suo Spotlight.
Il centro di New York sembra non essere stato neanche sfiorato dalla grande ricostruzione che i Decepticon avevano accennato numeri addietro.
Spike capisce che i contatti radio sono tornati perché sente squillare dei telefoni, ma chi è che sta telefonando in città dopo tutto questo tempo che è stata isolata?
Il discorso di Sideswipe può essere letto come una critica alla interpretazione narrativa in stile “guerra fredda” del conflitto tra Autobot e Decepticon vista durante Infiltration ed Escalation: uno degli scopi di AHM sembra infatti essere quello di riportare ogni cosa alla semplicità in bianco e nero della serie animata G1, cancellando ogni sfumatura di grigio e dipingendo una versione manichea e rassicurante del conflitto tra “buoni” e “cattivi”.
La reazione di Soundwave alla morte di Rumble, ovvero la crisi emotiva di dolore che fa cadere il blocco delle comunicazioni, è incoerente con qualsiasi caratterizzazione mai data al personaggio, non solo nel suo Spotlight, ma anche e soprattutto in AHM.
In più, come mai Soundwave non intercetta neanche la chiamata di Spike al padre?
Osservazioni
Non dovrebbe esserci bisogno di alcuna osservazione, dato che qualsiasi persona di buona coscienza avrà già deciso di non leggere l'albo dal riassunto.
Chiariamo immediatamente che non ho pregiudizi contro gli omosessuali, ma comprare un albo dei Transformer e trovarmi tra le mani un mucchio di militari palestrati e mezzi nudi mi ha creato non poco disagio. Credo che qualsiasi minorenne che ha acquistato quest'albo l'abbia bruciato o nascosto per paura che i suoi genitori sviluppassero dei dubbi sul suo orientamento sessuale. O All Hail Megatron è per caso una serie pensata per le donne? Non lo so, non so più a cosa credere ormai.
Gli Autobot e i Decepticon cambiano caratterizzazione ogni 5 minuti: Sideswipe non è d’accordo con un discorso identico a quello tenuto da lui due numeri fa, e si lamenta delle crudeltà della guerra quando fino a poco fa era il primo a saltare addosso ad ogni Decepticon che vedeva, anche senza motivo. Bumblebee ora è rabbioso quanto chiunque altro. Soundwave a quanto pare è di nuovo lobotomizzato come nel cartone G1, eppure cede all’emozione (cos’è, affetto paterno?) e fa crollare l'intero piano quando vede il corpo esanime di Rumble. Dovremmo concluderne che in realtà è un gigante buono? Ci interessa?
Questo potrebbe essere il peggior singolo albo mai scritto nella storia dei Transformer, e solo per essere gentili. Il punto della serie fino ad oggi è stato che gli Autobot sono depressi perché Optimus Prime è moribondo, ma l’autore non sviluppa la cosa facendoli crescere per imparare a vivere senza di lui. No, preferisce invece riportarli al loro stadio di infanzia inerte, sfruttando il più scontato dei deus ex machina: Optimus Prime resuscita improvvisamente e senza alcuna spiegazione e tutti gli Autobot che fino a poco fa erano i protagonisti della serie scompaiono di nuovo nello sfondo. Evidentemente il character development è qualcosa di totalmente sconosciuto a McCarthy, come d'altronde la costruzione di una trama, la coerenza nelle caratterizzazioni, l’impostazione dignitosa di una scena d'azione, le donne e così via.
Questo albo non è neanche salvato dall'arte, che nei numeri precedenti era stata più che sufficiente.
Provo vergogna a trovarmi nella stessa stanza con questo abominio, e non ho altro da aggiungere.
Storia: Shane McCarthy
Arte: Robert Deas e Emiliano Santalucia
Colori: Josh Burcham e Robert Deas
Copertine di Guido Guidi, Trevor Hutchinson e Don Perlin
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2009.
Storia
Doverosa premessa: Chiunque pensi che questo riassunto sia troppo ironico o che stia inventando io alcune parti è invitato a procurarsi il fumetto originale, dato che, purtroppo, mi sto limitando a riscrivere fedelmente gli avvenimenti dell'albo.
A New York, sotto una fitta pioggia, Bridge e Sarah stanno svaligiando un grande magazzino, presumibilmente alla ricerca di vestiario e provviste. Mentre discutono sulla loro situazione e se Bridge debba essere o meno il leader del gruppo, nella sala irrompe Spike, mezzo nudo, ammiccando con il ghigno di un potenziale stupratore e scherzando sul fatto che non è in grado di allacciarsi i pantaloni, proprio di fronte ad uno specchio che ci permette di ammirare meglio la sua schiena e il suo posteriore.
Subito dopo questa simpaticissima reintroduzione del personaggio, lo vediamo, stavolta purtroppo vestito, discutere con Sarah per convincere lei e Bridge a coprirgli le spalle mentre recupera la misteriosa arma finale che gli permetterà di sconfiggere Megatron (solo e soltanto Megatron, non gli altri), cosa che apparentemente dovrebbe spingere tutte le truppe Decepticon in ritirata.
Mentre i tre sprecano altro tempo a discutere su chi sia il capo, nel resto della città i robot giganti continuano ad uccidere migliaia di persone.
Nella stanza entra Charles, un ex militare nero e palestrato con una maglietta super aderente, che informa gli altri di un deposito di armi pesanti che aveva confiscato tempo addietro, perché, apparentemente, ha dei conti in sospeso con Rumble, che pattuglia frequentemente quest’area.
Su Cybertron, Ironhide cerca di scusarsi con Mirage, ma questi lo scaccia in modo rude e gli intima di non rivolgergli mai più la parola. Contemporaneamente, Kup e Ratchet discutono della salute di Optimus Prime, e Ratchet lo dà praticamente per spacciato.
Sulla Terra, Spike recupera la misteriosa arma finale: un enorme Nintendo Zapper di inequivocabile forma fallica che, a quanto pare, è stata ricavata dal fucile “da braccio” di Shockwave. Se i primi prototipi erano grandi quanto una casa, grazie ad un recente "aiuto esterno" è stato possibile ridurre le sue dimensioni (tranquilli, questa sottotrama non sarà mai esplorata).
Usciti dalla sala (non viene mai specificato dove si trova, apparentemente l'arma militare segreta era nascosta in un comune condominio), i quattro umani vengono attaccati da Rumble. Spike prova a distrarlo volando fuori da una finestra in motocicletta, anche se non è chiaro come abbia trovato una motocicletta al terzo piano di un palazzo.
Rumble riesce a farlo cadere dalla moto, ma viene colpito subito dopo da un razzo lanciato da Charles, che ha vendicato così la morte di suo figlio (mai raccontata sinora).
Su Cybertron, gli Autobot discutono su quale utilità possa avere continuare a combattere lo Sciame (che comunque non sembra costituire una vera minaccia: l’unica vittima nelle loro fila si è fatta esplodere da sola inutilmente): in ogni caso, infatti, non c'è modo di fuggire da Cybertron.
Drift dice che continueranno a combattere perché "sono quelli che sono", e Bumblebee, dando voce alle impressioni del lettore, dice a Drift che non dovrebbe parlare perché non ha alcun diritto di essere lì con loro. Blaster cerca di fermare la discussione ripetendo lo stesso identico discorso che Sideswipe aveva fatto a Sunstreaker due numeri fa, quando nella sala irrompe lo stesso Sideswipe, in totale disaccordo con il discorso di Blaster (che è lo stesso che aveva fatto lui, si noti bene). Sideswipe sostiene che Sunstreaker si è suicidato perché ha capito che non c'era modo di uscire da quella situazione, e che in fondo tutti loro meritano di morire.
Sulla terra, Soundwave è apparentemente talmente traumatizzato dalla morte di Rumble (in contraddizione con tutto ciò che è stato scritto sul personaggio, prima, durante e dopo AHM) che disattiva per sbaglio il blocco radio sulla città, permettendo a Spike di contattare suo padre (punto importantissimo della trama che avviene, chiaramente, fuori scena).
Su Cybertron, Sideswipe sta continuando il suo discorso su quanto la vita faccia schifo e vorrebbe morire, visibilmente influenzato dalla cultura terrestre degli Emo, quando improvvisamente viene interrotto da Optimus Prime. Il capo degli Autobot compare in piedi, perfettamente in salute, senza alcuna spiegazione su come sia risorto e dopo che poche pagine fa l'avevano dato per morto.
Forse invidioso della ridondanza delle filippiche di Sideswipe, Optimus si esibisce a sua volta in una interminabile tirata su come gli Autobot vinceranno questa guerra, perché sono meglio dei Decepticon. La potenza del suo discorso è tale che da questo numero in poi tutti gli altri Autobot perderanno qualsiasi linea di dialogo.
Sulla terra, Spike, dopo la conversazione fuori scena con suo padre, informa gli altri due che le altre nazioni (quelle cattive e stupide, non come gli USA) hanno deciso di sganciare la bomba nucleare contro i Decepticon, invece di fidarsi del suo piano di sparare al capo con la Nintendo Zapper e sperare che di conseguenza tutti vadano via.
Note
Questo è il primo numero della serie a non avere alcuna tavola disegnata da Guido Guidi.
La resurrezione di Optimus Prime, avvenuta subito dopo che Ratchet l'aveva dato per incurabile, non viene spiegata né in questo numero né in nessun'altro numero successivo, e sembra che non sarà spiegata neanche in AHM Coda.
Hound ha ora una forma più simile a quella del suo giocattolo nella serie Universe (Classics 2.0).
Dopo quattro albi di silenzio, la sottotrama degli umani viene ripresa. Ogni singola linea di dialogo tra Spike e compagni è così agghiacciante da far digrignare i denti.
Il terzetto di umani si muove con una facilità impressionante nella New York occupata dai Decepticon.
Rumble viene ucciso con un’arma convenzionale.
Sembra che il proposito di AHM, che doveva mostrare di cosa fossero davvero capaci i Decepticon, si sia un po’ perso per strada.
La trama è un disastro: i passaggi cruciali della comunicazione tra Spike e suo padre avvengono fuori scena, mentre le tavole vengono sprecate per introdurre Charles e la sua storia personale (che viene risolta immediatamente, come se fosse un riempitivo per tirare tavola 22).
L’albo si conclude con lo stesso identico cliffhangher del numero 6.
Bumblebee implica che Drift possa avere un passato oscuro, che verrà esplorato più dettagliatamente nel suo Spotlight.
Il centro di New York sembra non essere stato neanche sfiorato dalla grande ricostruzione che i Decepticon avevano accennato numeri addietro.
Spike capisce che i contatti radio sono tornati perché sente squillare dei telefoni, ma chi è che sta telefonando in città dopo tutto questo tempo che è stata isolata?
Il discorso di Sideswipe può essere letto come una critica alla interpretazione narrativa in stile “guerra fredda” del conflitto tra Autobot e Decepticon vista durante Infiltration ed Escalation: uno degli scopi di AHM sembra infatti essere quello di riportare ogni cosa alla semplicità in bianco e nero della serie animata G1, cancellando ogni sfumatura di grigio e dipingendo una versione manichea e rassicurante del conflitto tra “buoni” e “cattivi”.
La reazione di Soundwave alla morte di Rumble, ovvero la crisi emotiva di dolore che fa cadere il blocco delle comunicazioni, è incoerente con qualsiasi caratterizzazione mai data al personaggio, non solo nel suo Spotlight, ma anche e soprattutto in AHM.
In più, come mai Soundwave non intercetta neanche la chiamata di Spike al padre?
Osservazioni
Non dovrebbe esserci bisogno di alcuna osservazione, dato che qualsiasi persona di buona coscienza avrà già deciso di non leggere l'albo dal riassunto.
Chiariamo immediatamente che non ho pregiudizi contro gli omosessuali, ma comprare un albo dei Transformer e trovarmi tra le mani un mucchio di militari palestrati e mezzi nudi mi ha creato non poco disagio. Credo che qualsiasi minorenne che ha acquistato quest'albo l'abbia bruciato o nascosto per paura che i suoi genitori sviluppassero dei dubbi sul suo orientamento sessuale. O All Hail Megatron è per caso una serie pensata per le donne? Non lo so, non so più a cosa credere ormai.
Gli Autobot e i Decepticon cambiano caratterizzazione ogni 5 minuti: Sideswipe non è d’accordo con un discorso identico a quello tenuto da lui due numeri fa, e si lamenta delle crudeltà della guerra quando fino a poco fa era il primo a saltare addosso ad ogni Decepticon che vedeva, anche senza motivo. Bumblebee ora è rabbioso quanto chiunque altro. Soundwave a quanto pare è di nuovo lobotomizzato come nel cartone G1, eppure cede all’emozione (cos’è, affetto paterno?) e fa crollare l'intero piano quando vede il corpo esanime di Rumble. Dovremmo concluderne che in realtà è un gigante buono? Ci interessa?
Questo potrebbe essere il peggior singolo albo mai scritto nella storia dei Transformer, e solo per essere gentili. Il punto della serie fino ad oggi è stato che gli Autobot sono depressi perché Optimus Prime è moribondo, ma l’autore non sviluppa la cosa facendoli crescere per imparare a vivere senza di lui. No, preferisce invece riportarli al loro stadio di infanzia inerte, sfruttando il più scontato dei deus ex machina: Optimus Prime resuscita improvvisamente e senza alcuna spiegazione e tutti gli Autobot che fino a poco fa erano i protagonisti della serie scompaiono di nuovo nello sfondo. Evidentemente il character development è qualcosa di totalmente sconosciuto a McCarthy, come d'altronde la costruzione di una trama, la coerenza nelle caratterizzazioni, l’impostazione dignitosa di una scena d'azione, le donne e così via.
Questo albo non è neanche salvato dall'arte, che nei numeri precedenti era stata più che sufficiente.
Provo vergogna a trovarmi nella stessa stanza con questo abominio, e non ho altro da aggiungere.
Ha contribuito MeGrimlock
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