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Iscritto il: 21/06/2004
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Maximus Dinobots #2 (di 5)
“Maximus Dinobots #2 (di 5)”
Storia: Simon Furman
Arte: Nick Roche
Colori: Josh Burcham
Copertine di Nick Roche e Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Gennaio 2008.
La storia
A Dallas, in Texas, Scorponok ha appena finito di ridurre a mal partito Hot Rod, ma non lo ha ucciso. Scorponok vuole infatti che l’Autobot sia testimone del suo grande piano, ormai prossimo a raggiungere il culmine.
E’ un piano che ha avuto origine molto tempo prima, sul pianeta Nebulos, e che a breve porterà alla rovina dei Dynobot e all’ascesa dell’impero della Machination.
Nelle strade della cittadina di Fallon, in Nevada, Grimlock si appresta ad affrontare qualunque cosa Scorponok gli voglia scagliare contro. Per quanto feroce e brutale, questo Grimlock non è uno stupido e Scorponok non intende sottovalutarlo.
Senza sapere dell’interferenza della Machination, le forze dell’agenzia governativa Skywatch scaricano le loro quattro pedine: Slag, Sludge, Snarl e Swoop.
A ovest di Nashville, nel Tennessee, Sunstreaker sfreccia verso il Texas. Hunter O’Nion, il suo compagno Headmaster, vorrebbe intervenire nel massacro di Fallon, ma Sunstreaker gli spiega cinicamente che per fermare gli Headmaster della Machination è necessario agire all’origine: ogni altra faccenda è semplicemente un danno collaterale.
Grimlock riconosce con un certo stupore i suoi compagni Dynobot e ne subisce l’assalto frontale.
A Reno, in Nevada, l’agente Red della Skywatch conclude ormai senza ombra di dubbio che un’agenzia nemica sta manipolando la Skywatch e decide di fare qualcosa che ha rinviato troppo a lungo.
Grimlock reagisce all’attacco dei Dynobot, contrattaccando e cercando di risvegliare le loro personalità con le proprie parole. Si assume la colpa del disastro attuale e rievoca come lui e Slag si siano conosciuti durante la guerra e abbiano finito con l’essere messi entrambi in cella per aver contestato un superiore. Slag aveva addirittura colpito un ufficiale alle spalle, solo per fargli capire che la manovra tattica in corso stava concedendo la vittoria al nemico.
Senza risultato.
Un attacco di Slag fa esplodere una stazione di servizio, travolgendo tutti loro.
Scorponok spiega il suo piano: quando sarĂ stato reso pubblico che la Skywatch ha causato il disastro di Fallon, gli Headmaster della Machination (camuffata da Epsilon Holdings) salveranno la situazione.
Di conseguenza, la Machination subentrerà alla Skywatch come agenzia statunitense per la difesa della Terra da minacce aliene. E da lì, Scorponok inizierà un’ascesa inarrestabile.
Una navetta spaziale atterra al ghiacciaio Franz Josef della Nuova Zelanda. A bordo, tre Transformer riconoscono l’astronave Skyfire incastonata nei ghiacci, ma non trovano traccia di coloro che li ha convocati su quel pianeta: Grimlock.
Il capo del terzetto non vuole andarsene a mani vuote e ordina ai suoi di rintracciarlo, ovunque sia.
Incuriosito dalle parole di Grimlock, Scorponok ordina che gli attenuatori neurali dei Dynobot vengano smorzati quel che basta per far emergere le loro personalità : a quanto pare, l’astio che essi dovrebbero provare per Grimlock è persino maggiore di quello che potrebbe essere indotto artificialmente dalla Machination.
Grimlock si accorge che un umano sta per morire bruciato all’interno di un ristorante di cui è rimasto prigioniero. Pur disprezzando le mediocri forme di vita locali, Grimlock decide di tentare di salvarlo, quasi mosso da una malsana curiosità .
Slag (ora robot) attacca Grimlock con una raffica della sua spada, recuperando l’uso della parola e accusandolo di aver tradito i suoi compagni.
Grimlock trova comica la reazione dei Dynobot, soprattutto perché proviene da Slag. Quando venne fondato il gruppo dei Dynobot, infatti, Slag fu il primo a dichiarare che per loro non sarebbero valse regole di alcun tipo: niente convenzioni, niente precedenti, niente concetto di unità .
A tutti gli effetti, le azioni compiute da Grimlock erano perfettamente coerenti con il loro spirito di non-gruppo.
I quattro Dynobot restano ammutoliti dalla logica inespugnabile di questa conclusione.
Scorponok, un po’ deluso, prende questo sviluppo con filosofia e manda in scena i suoi Headmaster, che annientano il cordone di isolamento dei soldati della Skywatch ed irrompono a Fallon.
A Salt Lake City, nello Utah, l’agente Red si prepara a giocare la sua ultima carta: Shockwave.
Note
Grimlock rievoca parte degli eventi di Spotlight: Shockwave e di Spotlight: Grimlock.
Grimlock e Slag si sono conosciuti durante una guerra su Cybertron: se si tratta della Guerra Civile, allora questo dettaglio è un altro elemento che contribuisce a rimuovere Megatron: Origin dalla continuità ufficiale della IDW. In quella miniserie, infatti, Grimlock e Slag si sarebbero conosciuti nelle lotte delle Arene, prima dell’inizio della guerra civile.
C’è ovviamente anche un’altra interpretazione: Grimlock e Slag potrebbero essersi conosciuti in una guerra antecedente all’epoca delle Arene; una guerra combattuta contro un nemico non Cybertroniano (e magari anche su un altro pianeta).
Sunstreaker corregge in “Dynobot” il nome “Dinobot” pronunciato da Hunter: come ha colto la differenza, se i due nomi si pronunciano allo stesso modo in inglese?
La risposta è semplice: Hunter e Sunstreaker sono connessi mentalmente, per cui la loro comunicazione avviene a un livello più complesso di quello vocale.
L’esplosione della stazione di servizio a tavola 13 è una citazione grafica dell’esplosione illustrata da Geoff Senior nello storico albo G1 Marvel Uk #86.
La battaglia tra i Dinobot cita l’analogo scontro dell’ albo G1 Marvel Uk #50, ma fornisce una versione moderna e molto diversa di ogni singolo aspetto, tra cui: cause, sviluppi, effetti e risoluzione.
I tre Transformer di pagina 15, sebbene non identificati con certezza assoluta, sono i Monsterbot. E pare che Repugnus sia il loro comandante.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Ancora un eccellente capitolo per questa ottima saga.
A livello generale, Simon Furman dimostra ancora una volta di saper gestire tecnicamente una solida narrazione su piĂą livelli: sottotrame, caratterizzazioni inedite e affilate, dialoghi raffinati, brillanti interazioni tra i personaggi, azione, colpi di scena e mistero.
Il personaggio di Grimlock viene ancora una volta portato verso una nuova direzione, che resta comunque coerente con l’idea del personaggio: disincantato e sprezzante verso l’umanità , ma anche capace di compassione; violento e brutale, ma dotato di un’intelligenza riconosciuta dai suoi stessi nemici.
In coppia con Sunsteaker, contribuisce nel giro di poche pagine a delineare una visione degli Autobot che è molto più cinica e fredda di quanto siano riusciti a fare gli sproloqui fluviali di certe pretenziose e imbarazzantemente inadeguate produzioni recenti, sia sul grande schermo che a fumetti.
E’ una visione semplicemente logica nella sua gelida precisione chirurgica: questi Autobot, in guerra da milioni di anni, hanno viaggiato per tutta la galassia e hanno visto cadere innumerevoli mondi sotto la scure dell’avidità Decepticon; perché la Terra o i terrestri dovrebbero apparire in qualche modo diversi dagli altri, ai loro sensori ottici?
E’ un peccato che altri autori non siano stati in grado di afferrare un concetto così fondamentale per la narrazione di una vera epopea fantascientifica quale la saga dei Transformer dovrebbe essere.
L’accoppiata di investigatori dilettanti Sunstreaker/Hunter è a dir poco affascinante: ogni loro interazione, per quanto breve, è il modello esemplare di come dovrebbe essere improntata ogni relazione Headmaster. In quest’ottica, è un vero delitto che la IDW abbia scelto di abbandonare questa evoluzione e far regredire Sunstreaker al suo stato iniziale.
Altro personaggio brillante nel suo approccio che unisce ambizione e ironia è Scorponok: molti fan lo avevano trovato inquietantemente simile a un malvagio dei film di James Bond. In questo albo, la conferma arriva dallo stesso Simon Furman, che cita apertamente una frase di Ian Fleming.
Ultimo, ma non meno importante, è il personaggio di Slag: per la prima volta in tutta la sua esistenza (dal 1984), questo personaggio riceve una qualche attenzione (se si esclude il comico albo G1 Marvel Uk #280) e diventa nientemeno che il principale fautore della genesi dei Dynobot. E’ un ruolo che, in qualche modo, sembra calzargli perfettamente: è come se Furman avesse da sempre conosciuto questo aspetto della sua vita e, adesso che ce lo ha rivelato, a noi sembra altrettanto naturale.
L’arte di Nick Roche è più dettagliata e minuziosa che mai: nelle tavole d’azione, certi scontri tra i Dynobot sono così complessi che devono essere studiati a lungo, per poter essere decifrati. Come ben noto, i disegnatori realizzano le loro tavole su scala ben più grande, perché poi vengano ridotte per la stampa: in questo caso, sarebbe davvero auspicabile che la IDW scegliesse di ristampare Maximum Dinobots in un vero formato da Graphic Novel, a fine saga, per rendere giustizia a cotanta arte.
Il lavoro di Roche non si ferma qui. Oltre alla sapiente citazione dei grandi classici Marvel, oltre alla grinta e all’energia che profonde abitualmente nelle sue opere, in questo albo compare anche un contributo grafico fondamentale per l’evoluzione del concetto di Transformer: la riprogettazione dei Dinobot, riletti in chiave Beast Wars, nel caso di Swoop ha dato origine a un robot dall’aspetto veramente inquietante.
Per chi se ne fosse chiesto il motivo, ecco la spiegazione: Roche ha voluto unire la minore massa di Swoop (che, dopotutto, è una creatura volante) alla bizzarra frase del profilo Marvel originale, che descriveva l’aspetto di Swoop come incredibilmente spaventoso. Quella frase, ovviamente, all’epoca non aveva senso né per il modellino né per la sua versione animata, ma non poteva sfuggire a un fan dalla mente vivace e inquisitiva come Roche, che ora ha trovato il modo di darle un significato e coniugarla alla evoluzione più intelligente dell’intera saga dei Transformer.
Sottotono, rispetto alle prestazioni di scrittore e disegnatore, sono la colorazione di Josh Burchan (le scene di battaglia tra Dynobot sono difficilissime da decifrare) e il lettering di Chris Mowry (che in certi casi produce ballon inutilmente larghi che coprono parti del personaggio che parla oppure componenti cruciali della narrazione).
A parte questi aspetti minori, Maximum Dinobots ha due difetti principali: il primo è che il titolo non basta nemmeno lontanamente per descrivere la ricchezza dei suoi abbondanti contenuti; il secondo è che la miniserie ha durata troppo breve.
Di un prodotto così fresco e intrigante, che coniuga il respiro delle precedenti saghe –Ation all’incisività degli Spotlight, ci piacerebbe infatti poter gustare una pubblicazione regolare a lunga durata.
Storia: Simon Furman
Arte: Nick Roche
Colori: Josh Burcham
Copertine di Nick Roche e Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Gennaio 2008.
La storia
A Dallas, in Texas, Scorponok ha appena finito di ridurre a mal partito Hot Rod, ma non lo ha ucciso. Scorponok vuole infatti che l’Autobot sia testimone del suo grande piano, ormai prossimo a raggiungere il culmine.
E’ un piano che ha avuto origine molto tempo prima, sul pianeta Nebulos, e che a breve porterà alla rovina dei Dynobot e all’ascesa dell’impero della Machination.
Nelle strade della cittadina di Fallon, in Nevada, Grimlock si appresta ad affrontare qualunque cosa Scorponok gli voglia scagliare contro. Per quanto feroce e brutale, questo Grimlock non è uno stupido e Scorponok non intende sottovalutarlo.
Senza sapere dell’interferenza della Machination, le forze dell’agenzia governativa Skywatch scaricano le loro quattro pedine: Slag, Sludge, Snarl e Swoop.
A ovest di Nashville, nel Tennessee, Sunstreaker sfreccia verso il Texas. Hunter O’Nion, il suo compagno Headmaster, vorrebbe intervenire nel massacro di Fallon, ma Sunstreaker gli spiega cinicamente che per fermare gli Headmaster della Machination è necessario agire all’origine: ogni altra faccenda è semplicemente un danno collaterale.
Grimlock riconosce con un certo stupore i suoi compagni Dynobot e ne subisce l’assalto frontale.
A Reno, in Nevada, l’agente Red della Skywatch conclude ormai senza ombra di dubbio che un’agenzia nemica sta manipolando la Skywatch e decide di fare qualcosa che ha rinviato troppo a lungo.
Grimlock reagisce all’attacco dei Dynobot, contrattaccando e cercando di risvegliare le loro personalità con le proprie parole. Si assume la colpa del disastro attuale e rievoca come lui e Slag si siano conosciuti durante la guerra e abbiano finito con l’essere messi entrambi in cella per aver contestato un superiore. Slag aveva addirittura colpito un ufficiale alle spalle, solo per fargli capire che la manovra tattica in corso stava concedendo la vittoria al nemico.
Senza risultato.
Un attacco di Slag fa esplodere una stazione di servizio, travolgendo tutti loro.
Scorponok spiega il suo piano: quando sarĂ stato reso pubblico che la Skywatch ha causato il disastro di Fallon, gli Headmaster della Machination (camuffata da Epsilon Holdings) salveranno la situazione.
Di conseguenza, la Machination subentrerà alla Skywatch come agenzia statunitense per la difesa della Terra da minacce aliene. E da lì, Scorponok inizierà un’ascesa inarrestabile.
Una navetta spaziale atterra al ghiacciaio Franz Josef della Nuova Zelanda. A bordo, tre Transformer riconoscono l’astronave Skyfire incastonata nei ghiacci, ma non trovano traccia di coloro che li ha convocati su quel pianeta: Grimlock.
Il capo del terzetto non vuole andarsene a mani vuote e ordina ai suoi di rintracciarlo, ovunque sia.
Incuriosito dalle parole di Grimlock, Scorponok ordina che gli attenuatori neurali dei Dynobot vengano smorzati quel che basta per far emergere le loro personalità : a quanto pare, l’astio che essi dovrebbero provare per Grimlock è persino maggiore di quello che potrebbe essere indotto artificialmente dalla Machination.
Grimlock si accorge che un umano sta per morire bruciato all’interno di un ristorante di cui è rimasto prigioniero. Pur disprezzando le mediocri forme di vita locali, Grimlock decide di tentare di salvarlo, quasi mosso da una malsana curiosità .
Slag (ora robot) attacca Grimlock con una raffica della sua spada, recuperando l’uso della parola e accusandolo di aver tradito i suoi compagni.
Grimlock trova comica la reazione dei Dynobot, soprattutto perché proviene da Slag. Quando venne fondato il gruppo dei Dynobot, infatti, Slag fu il primo a dichiarare che per loro non sarebbero valse regole di alcun tipo: niente convenzioni, niente precedenti, niente concetto di unità .
A tutti gli effetti, le azioni compiute da Grimlock erano perfettamente coerenti con il loro spirito di non-gruppo.
I quattro Dynobot restano ammutoliti dalla logica inespugnabile di questa conclusione.
Scorponok, un po’ deluso, prende questo sviluppo con filosofia e manda in scena i suoi Headmaster, che annientano il cordone di isolamento dei soldati della Skywatch ed irrompono a Fallon.
A Salt Lake City, nello Utah, l’agente Red si prepara a giocare la sua ultima carta: Shockwave.
Note
Grimlock rievoca parte degli eventi di Spotlight: Shockwave e di Spotlight: Grimlock.
Grimlock e Slag si sono conosciuti durante una guerra su Cybertron: se si tratta della Guerra Civile, allora questo dettaglio è un altro elemento che contribuisce a rimuovere Megatron: Origin dalla continuità ufficiale della IDW. In quella miniserie, infatti, Grimlock e Slag si sarebbero conosciuti nelle lotte delle Arene, prima dell’inizio della guerra civile.
C’è ovviamente anche un’altra interpretazione: Grimlock e Slag potrebbero essersi conosciuti in una guerra antecedente all’epoca delle Arene; una guerra combattuta contro un nemico non Cybertroniano (e magari anche su un altro pianeta).
Sunstreaker corregge in “Dynobot” il nome “Dinobot” pronunciato da Hunter: come ha colto la differenza, se i due nomi si pronunciano allo stesso modo in inglese?
La risposta è semplice: Hunter e Sunstreaker sono connessi mentalmente, per cui la loro comunicazione avviene a un livello più complesso di quello vocale.
L’esplosione della stazione di servizio a tavola 13 è una citazione grafica dell’esplosione illustrata da Geoff Senior nello storico albo G1 Marvel Uk #86.
La battaglia tra i Dinobot cita l’analogo scontro dell’ albo G1 Marvel Uk #50, ma fornisce una versione moderna e molto diversa di ogni singolo aspetto, tra cui: cause, sviluppi, effetti e risoluzione.
I tre Transformer di pagina 15, sebbene non identificati con certezza assoluta, sono i Monsterbot. E pare che Repugnus sia il loro comandante.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Ancora un eccellente capitolo per questa ottima saga.
A livello generale, Simon Furman dimostra ancora una volta di saper gestire tecnicamente una solida narrazione su piĂą livelli: sottotrame, caratterizzazioni inedite e affilate, dialoghi raffinati, brillanti interazioni tra i personaggi, azione, colpi di scena e mistero.
Il personaggio di Grimlock viene ancora una volta portato verso una nuova direzione, che resta comunque coerente con l’idea del personaggio: disincantato e sprezzante verso l’umanità , ma anche capace di compassione; violento e brutale, ma dotato di un’intelligenza riconosciuta dai suoi stessi nemici.
In coppia con Sunsteaker, contribuisce nel giro di poche pagine a delineare una visione degli Autobot che è molto più cinica e fredda di quanto siano riusciti a fare gli sproloqui fluviali di certe pretenziose e imbarazzantemente inadeguate produzioni recenti, sia sul grande schermo che a fumetti.
E’ una visione semplicemente logica nella sua gelida precisione chirurgica: questi Autobot, in guerra da milioni di anni, hanno viaggiato per tutta la galassia e hanno visto cadere innumerevoli mondi sotto la scure dell’avidità Decepticon; perché la Terra o i terrestri dovrebbero apparire in qualche modo diversi dagli altri, ai loro sensori ottici?
E’ un peccato che altri autori non siano stati in grado di afferrare un concetto così fondamentale per la narrazione di una vera epopea fantascientifica quale la saga dei Transformer dovrebbe essere.
L’accoppiata di investigatori dilettanti Sunstreaker/Hunter è a dir poco affascinante: ogni loro interazione, per quanto breve, è il modello esemplare di come dovrebbe essere improntata ogni relazione Headmaster. In quest’ottica, è un vero delitto che la IDW abbia scelto di abbandonare questa evoluzione e far regredire Sunstreaker al suo stato iniziale.
Altro personaggio brillante nel suo approccio che unisce ambizione e ironia è Scorponok: molti fan lo avevano trovato inquietantemente simile a un malvagio dei film di James Bond. In questo albo, la conferma arriva dallo stesso Simon Furman, che cita apertamente una frase di Ian Fleming.
Ultimo, ma non meno importante, è il personaggio di Slag: per la prima volta in tutta la sua esistenza (dal 1984), questo personaggio riceve una qualche attenzione (se si esclude il comico albo G1 Marvel Uk #280) e diventa nientemeno che il principale fautore della genesi dei Dynobot. E’ un ruolo che, in qualche modo, sembra calzargli perfettamente: è come se Furman avesse da sempre conosciuto questo aspetto della sua vita e, adesso che ce lo ha rivelato, a noi sembra altrettanto naturale.
L’arte di Nick Roche è più dettagliata e minuziosa che mai: nelle tavole d’azione, certi scontri tra i Dynobot sono così complessi che devono essere studiati a lungo, per poter essere decifrati. Come ben noto, i disegnatori realizzano le loro tavole su scala ben più grande, perché poi vengano ridotte per la stampa: in questo caso, sarebbe davvero auspicabile che la IDW scegliesse di ristampare Maximum Dinobots in un vero formato da Graphic Novel, a fine saga, per rendere giustizia a cotanta arte.
Il lavoro di Roche non si ferma qui. Oltre alla sapiente citazione dei grandi classici Marvel, oltre alla grinta e all’energia che profonde abitualmente nelle sue opere, in questo albo compare anche un contributo grafico fondamentale per l’evoluzione del concetto di Transformer: la riprogettazione dei Dinobot, riletti in chiave Beast Wars, nel caso di Swoop ha dato origine a un robot dall’aspetto veramente inquietante.
Per chi se ne fosse chiesto il motivo, ecco la spiegazione: Roche ha voluto unire la minore massa di Swoop (che, dopotutto, è una creatura volante) alla bizzarra frase del profilo Marvel originale, che descriveva l’aspetto di Swoop come incredibilmente spaventoso. Quella frase, ovviamente, all’epoca non aveva senso né per il modellino né per la sua versione animata, ma non poteva sfuggire a un fan dalla mente vivace e inquisitiva come Roche, che ora ha trovato il modo di darle un significato e coniugarla alla evoluzione più intelligente dell’intera saga dei Transformer.
Sottotono, rispetto alle prestazioni di scrittore e disegnatore, sono la colorazione di Josh Burchan (le scene di battaglia tra Dynobot sono difficilissime da decifrare) e il lettering di Chris Mowry (che in certi casi produce ballon inutilmente larghi che coprono parti del personaggio che parla oppure componenti cruciali della narrazione).
A parte questi aspetti minori, Maximum Dinobots ha due difetti principali: il primo è che il titolo non basta nemmeno lontanamente per descrivere la ricchezza dei suoi abbondanti contenuti; il secondo è che la miniserie ha durata troppo breve.
Di un prodotto così fresco e intrigante, che coniuga il respiro delle precedenti saghe –Ation all’incisività degli Spotlight, ci piacerebbe infatti poter gustare una pubblicazione regolare a lunga durata.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








