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Iscritto il: 21/06/2004
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Maximus Dinobots #1 (di 5)
“Maximus Dinobots #1 (di 5)”
Storia: Simon Furman
Arte: Nick Roche
Colori: Josh Burcham
Copertine di Nick Roche e Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Dicembre 2008.
La storia
Nel ghiacciaio Franz Josef della Nuova Zelanda, Grimlock riporta alla luce l’astronave Skyfire, la stessa che migliaia di anni fa aveva condotto lui e il resto dei Dynobot sulla Terra.
Grimlock ripensa alle missioni della sua squadra su Cybetrtron: i Dynobot erano un’unità semiautonoma e dall’approccio ribelle, che però portava sempre a termine con efficacia i propri incarichi.
Ora, tutto è cambiato. Su quell’insignificante pianeta che è la Terra, Grimlock è solo e braccato da tutti: da Scorponok, che si sta costruendo un impero tecnologico privato; dagli Autobot, che lo hanno marchiato come un traditore. E c’è pure la minaccia dell’esercito di Megatron.
Nel Big Trex Skyride, un parco tematico a Reno, nel Nevada, l’agente Red della Skywatch assiste a una dimostrazione del potere dei quattro Dynobot.
Sludge, Slag, Swoop e Snarl sono devastanti ora (mentre demoliscono veicoli senza personale come un carro armato, un locomotore ferroviario e un aereo a elica) come lo erano un tempo, su Cybertron.
Il dottor Weston è fiero del risultato: la tecnologia Skywatch è infatti riuscita a prendere il controllo completo delle menti delle quattro Thunder Lizard. Tutti i bachi del software manifestatisi in precedenza sembrano essersi risolti da soli.
A Dallas, in Texas, Abraham Dante segue i progressi della Skywatch tramite Kloss, un suo uomo infiltrato nello loro organizzazione.
Dante, oltre a essere il CEO della Epsilon Holding, è anche il compagno Headmaster di Scorponok, ed è stato il suo aiuto occulto a concedere un temporaneo e illusorio successo alla Skywatch.
I piani di Scorponok sono audaci: usando un esercito di Headmaster clonati da Sunstreaker, la sua organizzazione prenderà presto il controllo della Terra. Sottomettendo discretamente politici e generali, la Machination fonderà così il suo impero.
A Northampton, nel Massachussets, Sunstreaker causa l’esplosione di alcuni capannoni appartenenti a un’azienda collegata alla Machination. Il suo scopo è recuperare la sua testa originale, sottrattagli dalla Machination: per ora, non ha ancora trovato nessuna informazione utile.
Mentre polizia e vigili del fuoco accorrono, Sunstreaker si allontana ed esamina ciò che ha trovato insieme alla proiezione olografica del suo compagno Headmaster, Hunter O’Nion.
Lo shadow drive sottratto contiene dati sui prossimi piani della Machination, che contemplano i Dinobot. Il duo decide quindi di recarsi a Dallas e indagare.
Non potendo riparare la Skyfire, Grimlock invia un messaggio nello spazio, usandone le ultime riserve di energia. Certi mercenari suoi amici saranno piĂą che felici di aiutarlo, al giusto prezzo.
La sorveglianza satellitare della Machination individua la Skyfire e Dante dĂ ordine di attaccarla.
Tramite una tecnologia di distorsione, sei Headmaster bianchi piombano in Nuova Zelanda e attaccano la Skyfire.
Ma l’imboscata si ritorce contro il gruppo, quando Grimlock emerge dal ghiaccio alle loro spalle e li assale.
Grimlock annienta quattro degli avversari, ma gli ultimi due riescono a prenderlo alle spalle con una manovra combinata.
Un congegno viene piazzato sulla schiena di Grimlock e un teletrasporto trasferisce il Dinobot direttamente nelle strade di Fallon, nel Nevada.
A Reno, la Skywatch apprende della comparsa di Grimlock (che sta seminando il panico).
L’agente Red riconosce la trappola, ma sa di non avere scelta: dopo aver ordinato che Fallon venga isolata (per evitare che informazioni sui Transformer trapelino), dà il via libera all’impiego delle quattro Thunder Lizard, che vengono condotte sul luogo tramite veicoli pesantemente corazzati.
A Dallas, nella sede della Machination, Drake rileva la presenza di un veicolo sospetto nel parcheggio dell’edificio: si tratta infatti di un Autobot, Hot Rod.
Dante/Scorponok decide di affrontarlo per inaugurare l’era degli Headmasters.
Note
La copertina A mostra Grimlock in modalitĂ di dinosauro, mentre azzanna il titolo della miniserie.
La copertina B mostra i Dinobot, nel loro aspetto classico G1, con i volti di Grimlock e Scorponok che li sovrastano.
La copertina Incentivo per i Distributori (Retailer Incentive) mostra Grimlock che, con un pugno, sfonda una copertina di All Hail Megatron, come se fosse una parete.
Nel monologo di Grimlock compare una frase (“Me, Grimlock”) che è sia un omaggio al personaggio G1 (molto caro a Simon Furman) sia una metafora dell’approccio dello stesso Furman alla nuova incarnazione dei Transformer: Furman conosce bene il loro passato e lo tiene sempre presente, ma intende muovere la narrazione verso nuovi e inesplorati orizzonti; gli elementi storici si limitano a essere tali e non divengono la scusa per la reiterazione di schemi e stereotipi già visti un’infinità di volte.
Da questo punto di vista, Maximum Dinobots si segnala subito per l’originalità e l’ assortimento delle forze in gioco (Grimlock, Scorponok e un Sunstreaker Headmaster sono decisamente una cosa mai vista), capace di solleticare la curiosità e l’intelletto del lettore, che non può che restare affascinato dal mix e chiedersi quali sviluppi potrà avere la storia.
Il corpo di Grimlock ha subito una certa riprogettazione, di cui però viene data anche una spiegazione: è il risultato dei tentativi di liberarsi della obsoleta modalità alternativa di tirannosauro. Non avendo le risorse necessarie per un lavoro completo, Grimlock si deve accontentare di cambiamenti “cosmetici”.
Il corpo originale di Grimlock, visto nel flashback, è sostanzialmente lo stesso visto in Spotlight: Shockwave, ma ha una testa modellata sullo stile di quella dei fumetti G1 Marvel.
Nel flashback, Slag uccide un Decepticon che si era arreso. E piĂą avanti, lo si vede palleggiare con la testa di un avversario morto.
I bachi informatici a cui allude il dottor Weston sono quelli che hanno causato il risveglio e la fuga di Grimlock in Spotlight: Grimlock.
I simboli dell’alfabeto con cui Grimlock invia il suo messaggio nello spazio non sono i soliti caratteri pseudo-giapponesi cui ricorre Don Figueroa, ma una selezione di immagini stilizzate, presumibilmente ideate dallo stesso Nick Roche. Fra le altre cose, nelle immagini compare il simbolo della IDW.
La tecnologia di distorsione usata dagli Headmaster è la stessa che Scorponok ha usato per salvarsi alla fine di Spotlight: Ultra Magnus.
L’Agente Red ordina di isolare Fallon, per tenere nascosta la presenza di Grimlock ed evitare il panico nazionale. Questa mossa sembra un tentativo di coprire una delle ingenuità presenti in All Hail Megatron, dove la Machination viene liquidata come un gruppo terrorista terrestre e, ciò nonostante, i newyorkesi reagiscono giocosamente alla presenza dei Constructicon (cioè di robot controllati dai terroristi) a New York.
Ricompare Drake, un agente della Machination visto in azione in Escalation, durante il sequestro di Sunstreaker.
Hot Rod ha deciso di cercare Sunstreaker da solo in Devastation #6. Il suo arrivo alla sede della Machination è stato narrato in Spotlight: DoubleDealer.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Semplicemente favoloso. Una storia fresca, originale e stimolante, che viene amorevolmente costruita con intelligenza, sottigliezza e arguzia, ma soprattutto con equilibrio e ed eleganza. In 22 pagine, ogni elemento di un fumetto degno di questo nome trova spazio: azione, caratterizzazione, riferimenti letterari, intreccio, sorprese inattese e idee brillanti.
La lettura è coinvolgente e intrigante dalla prima all'ultima pagina; i personaggi sono brillanti e la loro complicità col lettore e con la narrazione permette una identificazione e una partecipazione che dovrebbero essere l’obiettivo di ogni fumetto; tutte le trappole del genere vengono scansate: non ci sono dialoghi ridondanti o retorici, né scene protratte artificiosamente, né sequenze autocompiacenti.
La sequenza di flashback è stata contestata per i dialoghi atroci, che tenderebbero ad adeguarsi alla nuova linea scelta dal supervisore Denton Tipton (o dalla IDW?); in realtà , pare si tratti di un abbaglio. Ammesso che questa linea esista e che Simon Furman vi si stia adeguando, questi dialoghi sono un interessante esempio di sottigliezza, che si rivela a una seconda lettura; ogni testo, per quanto becero e sguaiato, nasconde altri riferimenti, più o meno scoperti (dalla letteratura latina di Sludge alle caratterizzazioni originali di Swoop e Snarl); come se non bastasse, la sequenza è in perfino continuità con la visione storica dei Dinobot, che erano raffigurati in questo modo già ai tempi di Bob Budiansky (e hanno trovato una loro consistenza analoga in War Within: The Dark Ages). Non solo, quindi, ogni sospetto di forzatura cade, ma si ottiene addirittura il risultato di un recupero storico tra le righe, realizzato con una finezza che, paradossalmente, si muove in direzione opposta a quella apparente.
Il riepilogo narrativo che segue al flashback, pur sembrando inizialmente una pura operazione di routine, con lo scopo di elencare gli eventi a vantaggio dei nuovi lettori, assume una nuova valenza di simmetria narrativa, quando la frase conclusiva di Grimlock diventa ricorrente nella narrazione.
L'interazione tra Hunter O'Nion e Sunstreaker (che ancora una volta richiama il tema delle simmetrie, in quanto si riflette in quella di Dante e Scorponok) è brillante e arguta, nella sua apparente semplicità (e nell'ironia delle parole dello stesso Hunter). Insieme alla caratterizzazione dell'Agente Red, questo trattamento produce tre esseri umani del cui destino, come nel caso di Verity e Jimmy, al lettore importa finalmente qualcosa.
In un solo colpo, Simon Furman ottiene anche altri due risultati.
Il primo è proseguire con la sua intrigante versione moderna dei Transformer in incognito nella società umana sulla Terra: se Grimlock è vistosamente in azione, pur sfuggendo all'attenzione dei media, Sunstreaker e Scorponok sono invece perfettamente mimetizzati e camuffati; il secondo è addirittura integrato nelle strutture di potere della Terra, senza che neppure le organizzazioni governative se ne accorgano. Questi elementi riprendono ed espandono il tema di Infiltration, dimostrando come Furman avrebbe potuto continuare a tessere una vicenda affascinante, sulla Terra, senza il bisogno di portare definitivamente allo scoperto i Transformer (anzi), perdendo così ogni aura di mistero e stupore che era stata ricostruita con la sua versione IDW dei personaggi.
Il secondo risultato, molto più sottile, è un audace omaggio a una delle storie più folli della gestione di Bob Budiansky: l'albo G1 Marvel US #46, con la "Fondazione Z" diretta in incognito da Zarak e utilizzata per perseguitare gli Autobot e conquistare la Terra. La raffinatezza della citazione sta nell'aver colto il potenziale dell'idea e nell'averla messa in pratica in maniera nuova e originale, abbandonando al loro ruolo di puro elemento storico tutti gli aspetti G1 ingenui, grossolani e inaccettabili in una storia moderna.
Ancor più nascoste sono altre due citazioni G1, collegate alla saga Marvel britannica, che però si paleseranno molto probabilmente nei prossimi episodi.
Sul lato artistico, Nick Roche compie il solito piccolo miracolo: le sue tavole sviluppano una sintonia alchemica con la sceneggiatura, trasformandone l'eleganza in immagini di grande raffinatezza e dettaglio.
Il realismo della narrazione, che è sempre corredata di coordinate geografiche precisissime, si trasmette nell'arte, in un connubio che, ancora una volta, allontana i Transformer dal regno delle storie per bambini e li introduce nella fantascienza per adulti.
La colorazione di Josh Burcham è dettagliata e sobria come mai prima d'ora. Abbandonati certi effetti chiassosi e fin troppo facili, che compromettevano la fruizione dell'arte, riesce adesso a rendere nitide persino scene paradossalmente indecifrabili (come una battaglia tra gli Headmaster bianchi e un Dinobot grigio su uno sfondo innevato).
In conclusione, la presentazione dei giocatori di questa partita e le due scene di battaglia con protagonisti rispettivamente i Dinobot e gli Headmaster della Machination completano la costruzione dell'episodio, che da semplice narrazione introduttiva si trasforma in un evento epico giĂ realizzato, la cui conclusione lascia desiderosi di proseguire la lettura per ben piĂą che cinque mesi.
Storia: Simon Furman
Arte: Nick Roche
Colori: Josh Burcham
Copertine di Nick Roche e Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Dicembre 2008.
La storia
Nel ghiacciaio Franz Josef della Nuova Zelanda, Grimlock riporta alla luce l’astronave Skyfire, la stessa che migliaia di anni fa aveva condotto lui e il resto dei Dynobot sulla Terra.
Grimlock ripensa alle missioni della sua squadra su Cybetrtron: i Dynobot erano un’unità semiautonoma e dall’approccio ribelle, che però portava sempre a termine con efficacia i propri incarichi.
Ora, tutto è cambiato. Su quell’insignificante pianeta che è la Terra, Grimlock è solo e braccato da tutti: da Scorponok, che si sta costruendo un impero tecnologico privato; dagli Autobot, che lo hanno marchiato come un traditore. E c’è pure la minaccia dell’esercito di Megatron.
Nel Big Trex Skyride, un parco tematico a Reno, nel Nevada, l’agente Red della Skywatch assiste a una dimostrazione del potere dei quattro Dynobot.
Sludge, Slag, Swoop e Snarl sono devastanti ora (mentre demoliscono veicoli senza personale come un carro armato, un locomotore ferroviario e un aereo a elica) come lo erano un tempo, su Cybertron.
Il dottor Weston è fiero del risultato: la tecnologia Skywatch è infatti riuscita a prendere il controllo completo delle menti delle quattro Thunder Lizard. Tutti i bachi del software manifestatisi in precedenza sembrano essersi risolti da soli.
A Dallas, in Texas, Abraham Dante segue i progressi della Skywatch tramite Kloss, un suo uomo infiltrato nello loro organizzazione.
Dante, oltre a essere il CEO della Epsilon Holding, è anche il compagno Headmaster di Scorponok, ed è stato il suo aiuto occulto a concedere un temporaneo e illusorio successo alla Skywatch.
I piani di Scorponok sono audaci: usando un esercito di Headmaster clonati da Sunstreaker, la sua organizzazione prenderà presto il controllo della Terra. Sottomettendo discretamente politici e generali, la Machination fonderà così il suo impero.
A Northampton, nel Massachussets, Sunstreaker causa l’esplosione di alcuni capannoni appartenenti a un’azienda collegata alla Machination. Il suo scopo è recuperare la sua testa originale, sottrattagli dalla Machination: per ora, non ha ancora trovato nessuna informazione utile.
Mentre polizia e vigili del fuoco accorrono, Sunstreaker si allontana ed esamina ciò che ha trovato insieme alla proiezione olografica del suo compagno Headmaster, Hunter O’Nion.
Lo shadow drive sottratto contiene dati sui prossimi piani della Machination, che contemplano i Dinobot. Il duo decide quindi di recarsi a Dallas e indagare.
Non potendo riparare la Skyfire, Grimlock invia un messaggio nello spazio, usandone le ultime riserve di energia. Certi mercenari suoi amici saranno piĂą che felici di aiutarlo, al giusto prezzo.
La sorveglianza satellitare della Machination individua la Skyfire e Dante dĂ ordine di attaccarla.
Tramite una tecnologia di distorsione, sei Headmaster bianchi piombano in Nuova Zelanda e attaccano la Skyfire.
Ma l’imboscata si ritorce contro il gruppo, quando Grimlock emerge dal ghiaccio alle loro spalle e li assale.
Grimlock annienta quattro degli avversari, ma gli ultimi due riescono a prenderlo alle spalle con una manovra combinata.
Un congegno viene piazzato sulla schiena di Grimlock e un teletrasporto trasferisce il Dinobot direttamente nelle strade di Fallon, nel Nevada.
A Reno, la Skywatch apprende della comparsa di Grimlock (che sta seminando il panico).
L’agente Red riconosce la trappola, ma sa di non avere scelta: dopo aver ordinato che Fallon venga isolata (per evitare che informazioni sui Transformer trapelino), dà il via libera all’impiego delle quattro Thunder Lizard, che vengono condotte sul luogo tramite veicoli pesantemente corazzati.
A Dallas, nella sede della Machination, Drake rileva la presenza di un veicolo sospetto nel parcheggio dell’edificio: si tratta infatti di un Autobot, Hot Rod.
Dante/Scorponok decide di affrontarlo per inaugurare l’era degli Headmasters.
Note
La copertina A mostra Grimlock in modalitĂ di dinosauro, mentre azzanna il titolo della miniserie.
La copertina B mostra i Dinobot, nel loro aspetto classico G1, con i volti di Grimlock e Scorponok che li sovrastano.
La copertina Incentivo per i Distributori (Retailer Incentive) mostra Grimlock che, con un pugno, sfonda una copertina di All Hail Megatron, come se fosse una parete.
Nel monologo di Grimlock compare una frase (“Me, Grimlock”) che è sia un omaggio al personaggio G1 (molto caro a Simon Furman) sia una metafora dell’approccio dello stesso Furman alla nuova incarnazione dei Transformer: Furman conosce bene il loro passato e lo tiene sempre presente, ma intende muovere la narrazione verso nuovi e inesplorati orizzonti; gli elementi storici si limitano a essere tali e non divengono la scusa per la reiterazione di schemi e stereotipi già visti un’infinità di volte.
Da questo punto di vista, Maximum Dinobots si segnala subito per l’originalità e l’ assortimento delle forze in gioco (Grimlock, Scorponok e un Sunstreaker Headmaster sono decisamente una cosa mai vista), capace di solleticare la curiosità e l’intelletto del lettore, che non può che restare affascinato dal mix e chiedersi quali sviluppi potrà avere la storia.
Il corpo di Grimlock ha subito una certa riprogettazione, di cui però viene data anche una spiegazione: è il risultato dei tentativi di liberarsi della obsoleta modalità alternativa di tirannosauro. Non avendo le risorse necessarie per un lavoro completo, Grimlock si deve accontentare di cambiamenti “cosmetici”.
Il corpo originale di Grimlock, visto nel flashback, è sostanzialmente lo stesso visto in Spotlight: Shockwave, ma ha una testa modellata sullo stile di quella dei fumetti G1 Marvel.
Nel flashback, Slag uccide un Decepticon che si era arreso. E piĂą avanti, lo si vede palleggiare con la testa di un avversario morto.
I bachi informatici a cui allude il dottor Weston sono quelli che hanno causato il risveglio e la fuga di Grimlock in Spotlight: Grimlock.
I simboli dell’alfabeto con cui Grimlock invia il suo messaggio nello spazio non sono i soliti caratteri pseudo-giapponesi cui ricorre Don Figueroa, ma una selezione di immagini stilizzate, presumibilmente ideate dallo stesso Nick Roche. Fra le altre cose, nelle immagini compare il simbolo della IDW.
La tecnologia di distorsione usata dagli Headmaster è la stessa che Scorponok ha usato per salvarsi alla fine di Spotlight: Ultra Magnus.
L’Agente Red ordina di isolare Fallon, per tenere nascosta la presenza di Grimlock ed evitare il panico nazionale. Questa mossa sembra un tentativo di coprire una delle ingenuità presenti in All Hail Megatron, dove la Machination viene liquidata come un gruppo terrorista terrestre e, ciò nonostante, i newyorkesi reagiscono giocosamente alla presenza dei Constructicon (cioè di robot controllati dai terroristi) a New York.
Ricompare Drake, un agente della Machination visto in azione in Escalation, durante il sequestro di Sunstreaker.
Hot Rod ha deciso di cercare Sunstreaker da solo in Devastation #6. Il suo arrivo alla sede della Machination è stato narrato in Spotlight: DoubleDealer.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Semplicemente favoloso. Una storia fresca, originale e stimolante, che viene amorevolmente costruita con intelligenza, sottigliezza e arguzia, ma soprattutto con equilibrio e ed eleganza. In 22 pagine, ogni elemento di un fumetto degno di questo nome trova spazio: azione, caratterizzazione, riferimenti letterari, intreccio, sorprese inattese e idee brillanti.
La lettura è coinvolgente e intrigante dalla prima all'ultima pagina; i personaggi sono brillanti e la loro complicità col lettore e con la narrazione permette una identificazione e una partecipazione che dovrebbero essere l’obiettivo di ogni fumetto; tutte le trappole del genere vengono scansate: non ci sono dialoghi ridondanti o retorici, né scene protratte artificiosamente, né sequenze autocompiacenti.
La sequenza di flashback è stata contestata per i dialoghi atroci, che tenderebbero ad adeguarsi alla nuova linea scelta dal supervisore Denton Tipton (o dalla IDW?); in realtà , pare si tratti di un abbaglio. Ammesso che questa linea esista e che Simon Furman vi si stia adeguando, questi dialoghi sono un interessante esempio di sottigliezza, che si rivela a una seconda lettura; ogni testo, per quanto becero e sguaiato, nasconde altri riferimenti, più o meno scoperti (dalla letteratura latina di Sludge alle caratterizzazioni originali di Swoop e Snarl); come se non bastasse, la sequenza è in perfino continuità con la visione storica dei Dinobot, che erano raffigurati in questo modo già ai tempi di Bob Budiansky (e hanno trovato una loro consistenza analoga in War Within: The Dark Ages). Non solo, quindi, ogni sospetto di forzatura cade, ma si ottiene addirittura il risultato di un recupero storico tra le righe, realizzato con una finezza che, paradossalmente, si muove in direzione opposta a quella apparente.
Il riepilogo narrativo che segue al flashback, pur sembrando inizialmente una pura operazione di routine, con lo scopo di elencare gli eventi a vantaggio dei nuovi lettori, assume una nuova valenza di simmetria narrativa, quando la frase conclusiva di Grimlock diventa ricorrente nella narrazione.
L'interazione tra Hunter O'Nion e Sunstreaker (che ancora una volta richiama il tema delle simmetrie, in quanto si riflette in quella di Dante e Scorponok) è brillante e arguta, nella sua apparente semplicità (e nell'ironia delle parole dello stesso Hunter). Insieme alla caratterizzazione dell'Agente Red, questo trattamento produce tre esseri umani del cui destino, come nel caso di Verity e Jimmy, al lettore importa finalmente qualcosa.
In un solo colpo, Simon Furman ottiene anche altri due risultati.
Il primo è proseguire con la sua intrigante versione moderna dei Transformer in incognito nella società umana sulla Terra: se Grimlock è vistosamente in azione, pur sfuggendo all'attenzione dei media, Sunstreaker e Scorponok sono invece perfettamente mimetizzati e camuffati; il secondo è addirittura integrato nelle strutture di potere della Terra, senza che neppure le organizzazioni governative se ne accorgano. Questi elementi riprendono ed espandono il tema di Infiltration, dimostrando come Furman avrebbe potuto continuare a tessere una vicenda affascinante, sulla Terra, senza il bisogno di portare definitivamente allo scoperto i Transformer (anzi), perdendo così ogni aura di mistero e stupore che era stata ricostruita con la sua versione IDW dei personaggi.
Il secondo risultato, molto più sottile, è un audace omaggio a una delle storie più folli della gestione di Bob Budiansky: l'albo G1 Marvel US #46, con la "Fondazione Z" diretta in incognito da Zarak e utilizzata per perseguitare gli Autobot e conquistare la Terra. La raffinatezza della citazione sta nell'aver colto il potenziale dell'idea e nell'averla messa in pratica in maniera nuova e originale, abbandonando al loro ruolo di puro elemento storico tutti gli aspetti G1 ingenui, grossolani e inaccettabili in una storia moderna.
Ancor più nascoste sono altre due citazioni G1, collegate alla saga Marvel britannica, che però si paleseranno molto probabilmente nei prossimi episodi.
Sul lato artistico, Nick Roche compie il solito piccolo miracolo: le sue tavole sviluppano una sintonia alchemica con la sceneggiatura, trasformandone l'eleganza in immagini di grande raffinatezza e dettaglio.
Il realismo della narrazione, che è sempre corredata di coordinate geografiche precisissime, si trasmette nell'arte, in un connubio che, ancora una volta, allontana i Transformer dal regno delle storie per bambini e li introduce nella fantascienza per adulti.
La colorazione di Josh Burcham è dettagliata e sobria come mai prima d'ora. Abbandonati certi effetti chiassosi e fin troppo facili, che compromettevano la fruizione dell'arte, riesce adesso a rendere nitide persino scene paradossalmente indecifrabili (come una battaglia tra gli Headmaster bianchi e un Dinobot grigio su uno sfondo innevato).
In conclusione, la presentazione dei giocatori di questa partita e le due scene di battaglia con protagonisti rispettivamente i Dinobot e gli Headmaster della Machination completano la costruzione dell'episodio, che da semplice narrazione introduttiva si trasforma in un evento epico giĂ realizzato, la cui conclusione lascia desiderosi di proseguire la lettura per ben piĂą che cinque mesi.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
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