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Iscritto il: 21/06/2004
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All Hail Megatron (#2 di 12)
“All Hail Megatron” (#2 di 12)
Storia: Shane McCarthy
Arte: Guido Guidi
Colori: Josh Burcham
Copertine di Guido Guidi e Trevor Hutchinsons
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Agosto 2008.
La storia
Il colonnello Daniel Witwicky, invischiato per il bene della moglie in una festa dove è circondato da ricchi snob che lui sogna di uccidere con uno stuzzicadenti in cinque modi diversi, viene convocato d’urgenza a New York dal presidente degli Stati Uniti.
A bordo dell’elicottero venuto a prelevarlo, Witwicky deve scontrarsi verbalmente con gli agenti della CIA, che sono ossessionati dall’esigenza di mantenere il segreto sugli eventi in corso. Witwicky fa ricorso a un linguaggio aggressivo e a minacce verbali di violenza fisica per imporre il proprio punto di vista.
A New York, i Decepticon mettono a ferro e fuoco la cittĂ .
Nelle strade, il pilota dell’aviazione USA Andy Reid, dopo essere scampato alla distruzione del suo caccia jet, fugge braccato da Ravage.
Durante la fuga, Reid incappa in una donna di nome Sarah, salvandola dal pericolo incombente. Quando Ravage piomba addosso ai due, un terzo uomo (Bridge) interviene.
Ravage riceve in faccia una molotov che esplode e i tre umani si rifugiano in un magazzino, abbassando la saracinesca. Ravage scompare di scena.
Megatron si trova a Central Park insieme ad Astrotrain, Skywarp, Soundwave e alcuni Constructicon. Laserbeak riferisce dell’arrivo di un grande numero di forze di terra umane e Megatron decide di impiegare Frenzy.
Soundwave esegue, espellendo la cassetta che si trasforma in Frenzy. Questi emette una frequenza infrasonica che causa allucinazioni e fa impazzire tutti i militari umani. E lo stesso Frenzy.
Solo Soundwave è immune.
Nell’accampamento che funge da quartier generale, Witwicky continua ad aggredire verbalmente chiunque cerchi di smentire che si tratta di un attacco dei robot alieni. La vecchia faccenda della Machination era stata presentata comeuna impostura, ma questa nuova emergenza dimostra il contrario.
Reid, insieme a Bridge e a Sarah, tenta di raggiungere il quartier generale per fare rapporto: ha capito con certezza che queste macchine che attaccano la Terra sono vive ed è convinto che, riferendo questo fatto, cambierà le sorti dello scontro.
I tre Seeker attaccano il ponte di Brooklin, abbattendolo e annientando tutti i cittadini newyorkesi che tentavano di evacuare la cittĂ .
A un ordine di Megatron, i Constructicon formano Devastator. Mentre Laserbeak lo riprende e trasmette le immagini a tutto il mondo, il Gestalt entra nel fiume e con i suoi pugni sfonda i tunnel stradali che corrono sul fondale.
Note
Il nome di Daniel Witwicky è ripreso dall’omonimo personaggio figlio di Spike visto nella Stagione 3 della serie animata G1.
Ravage viene definito “cane” per ben due volte. Shane McCarthy ha lasciato apertamente capire che c’è un motivo ben preciso.
Oltre a ciò, Ravage non parla e agisce come un semplice animale. C’è quindi motivo per credere che non sia lo stesso personaggio visto in Spotlight: Soundwave.
Ravage regredisce nella sua rappresentazione alla versione animata G1. Non solo perché perde il dono della favella, ma per la facilità con cui lo si può seminare.
La sceneggiatura originale prevedeva un portale di ferro molto più massiccio della saracinesca, ma il concetto non cambia: è l’idea stessa che due esseri umani disarmati possano sfuggire a piedi a Ravage (il maestro dei segugi) che fa rientrare la scena nel novero delle più improbabili e ingenue sequenze della serie animata G1.
Ritorna l’argomento Machination: pare che la CIA abbia nascosto la verità degli eventi di un anno prima (presto sull’attesissimo Maximum Dinobots) attribuendoli a un gruppo di terroristi dotati di avanzata tecnologia.
Shane McCarthy sta quindi riutilizzando (ma quanto consapevolmente?) la vecchia trama del terrorista umano Robot-Master usata da Bob Budiansky nella serie G1 Marvel.
Sin dal 1984, nel fandom si dibatte sullo schema cromatico di Frenzy e di Rumble: rispetto ai modellini (Frenzy blu/azzurro e Rumble rosso/nero), la serie animata G1 aveva operato uno scambio di colori per i due personaggi.
All Hail Megatron presenta un Frenzy che segue lo schema cromatico del modellino.
Devastator è il secondo Gestalt a esordire nell’universo IDW. Il primo è stato Monstructor, in Spotlight: Optimus Prime. Pare quindi che i Decepticon abbiano acquisito e imparato a replicare questa tecnologia.
Dalle emissioni di energia di Devastator (colorate erratamente) se ne deriva l’impiego del mass displacement, che spiega le dimensioni smisurate del Gestalt[/i].
Un attacco Decepticon a una città USA, condotto per secondi fini e supportato da un Devastator di proporzioni smisurate, è già stato visto nella famigerata miniserie Prime Directive di Pat Lee e Chris Sarracini.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Copertina B di Klaus Scherwinski.
Osservazioni
Il primo albo della serie aveva raggiunto nel complesso la sufficienza: la trama inconsistente e i pessimi dialoghi erano compensati da un’ottima grafica e da promesse (per quanto vaghe) di sviluppi interessanti.
Il secondo albo, purtroppo, prosegue questa tendenza, fallendo quindi nel soddisfare qualunque aspettativa e scendendo ben al di sotto di una sufficienza complessiva.
La soluzione di continuità della continuità (tanto per fare un atroce gioco di parole) può anche essere considerata accantonabile e secondaria (sebbene così scompaiano gli elementi introdotti da Simon Furman, sacrificandone la freschezza e l’innovazione), ma la qualità della fattura complessiva di questo specifico albo non può essere ignorata (e non esiste più la scusante del numero d’esordio, cui pure avevamo fatto abbondantemente ricorso).
I dialoghi sono piĂą ricchi, ma sono anche stereotipati, dozzinali, ridondanti e sostanzialmente privi di qualunque interesse.
La trama presenta lo stesso problema. La presenza di esseri umani è eccessiva (supera la metà delle tavole), così come anche l’inutile “approfondimento” della loro caratterizzazione, che sfocia in una collezione imbarazzante di luoghi comuni pesantemente datati (tra cui gli agenti della CIA sistematicamente stupidi e il militare “ultra cool” che sembra partorito dalle fantasie di grandezza di un adolescente particolarmente ingenuo e romantico); le rivelazioni sono ridondanti e per di più già note; gli eventi sono paradossalmente noiosi e inutili (che i Decepticon siano potentissimi e inarrestabili lo sapevamo già ).
A peggiorare la situazione, lo sceneggiatore si affanna a imitare le facilonerie e le superficialità di TFTM07 e della serie animata G1, proponendo situazioni improbabili e contraddittorie. Ci sono quindi umani che riescono a sfuggire al segugio Ravage, dimostrandone l’inadeguatezza, nonostante la potenza presunta dei Decepticon. E ci sono i Decepticon preoccupati per l’avanzata dell’insignificante fanteria terrestre, quando abbiamo visto Megatron sostenere senza fatica gli assalti di uno Starscream potenziato dal Minerale-13 e il resto della sua squadra tenere testa ai Reaper.
Lo sceneggiatore sembra trascurare il fatto che un fumetto ha la sua forza nella combinazione di testo e immagini, oltre che in una modalità e in un tempo di fruizione assai diversi da quelli dell’animazione televisiva e del cinema.
Film e cartoni animati dispongono di elementi come ritmo narrativo incalzante, colonna sonora, animazione, recitazione dei doppiatori/attori, effetti speciali dinamici.
I fumetti dispongono invece del testo e della possibilitĂ di approfondire personaggi, situazioni, contesto e motivazioni.
Cercando di scimmiottare lo stile di un cartone animato (o di un film), AHM fallisce, perché può catturarne al massimo un solo elemento: quello più ingenuo e inattendibile. Da qui arrivano il sorpassato Soundwave telegrafico; i dialoghi “a effetto”, insignificanti e destinati al dimenticatoio immediato; il gran numero di anonimi Transformer che si limita a fare presenza sullo sfondo; e, infine, il fallimento di Ravage.
Unica trovata interessante della storia è la nuova versione di Frenzy, che è graficamente spettacolare, ma viene sprecata in una battaglia con esseri umani destinata a un esito già scontato in assenza dello stesso Frenzy.
Anche Devastator, illustrato in una sequenza evocativa e possente, viene a sua volta sprecato dai dialoghi da cartoni animati, uniti a un impiego del personaggio che sa fin troppo di giĂ visto.
Il problema principale di quest’albo è probabilmente la noia che genera a ogni pagina. A chi importa di vedere i potentissimi Decepticon affrontare l’arretrato esercito terrestre? I due possibili esiti sono già scontati: o i Decepticon trionfano, come un elefante che schiaccia una formica (esito noioso), oppure gli umani hanno la meglio grazie a eroici sacrifici e a leggi della fisica e della logica distorte ad arte (esito assurdo, che va oltre la sospensione dell’incredulità ).
E, purtroppo, abbiamo giĂ visto questi due approcci fin troppe volte. Di solito, da parte di autori che ricorrevano massicciamente a personaggi militari umani per compensare la loro mancanza di idee su come gestire e caratterizzare i Transformer (Pat Lee in primis; Kurtzmann e Orci in secundis).
Dalle solicitations, sappiamo giĂ che nei numeri successivi sono previsti alcuni eventi e colpi di scena, ma al momento ci interessano poco, se saranno narrati ancora con lo stile grossolano e adolescenziale adottato da McCarthy in questi due albi.
Il prezzo e il battage pubblicitario (che sembrava promettere meraviglie, tipo un Watchmen dei Transformer, e invece ci ha dato una scazzottata in una copia dei cartoni animati degli anni 1980) richiedevano un approccio qualitativo sin dall’inizio, ma dopo 44 tavole (e 7,98 dollari) sembra difficile che possa emergere qualcosa che giustifichi l’acquisto degli albi mensili.
I disegni di Guido Guidi sono particolarmente energici e ricchi di prospettive dinamiche che contribuiscono a spezzare la piattezza degli eventi narrati; è un peccato che siano sprecati su una storia che ha poco o nulla di interessante da offrire.
Probabilmente l'albo funzionerà meglio nell'edizione in tradepaperback (che in questo caso è divenuta anche la mia scelta), ma è per me davvero un peccato che la IDW abbia imboccato questa strada per il rilancio dei Transformer.
Storia: Shane McCarthy
Arte: Guido Guidi
Colori: Josh Burcham
Copertine di Guido Guidi e Trevor Hutchinsons
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Agosto 2008.
La storia
Il colonnello Daniel Witwicky, invischiato per il bene della moglie in una festa dove è circondato da ricchi snob che lui sogna di uccidere con uno stuzzicadenti in cinque modi diversi, viene convocato d’urgenza a New York dal presidente degli Stati Uniti.
A bordo dell’elicottero venuto a prelevarlo, Witwicky deve scontrarsi verbalmente con gli agenti della CIA, che sono ossessionati dall’esigenza di mantenere il segreto sugli eventi in corso. Witwicky fa ricorso a un linguaggio aggressivo e a minacce verbali di violenza fisica per imporre il proprio punto di vista.
A New York, i Decepticon mettono a ferro e fuoco la cittĂ .
Nelle strade, il pilota dell’aviazione USA Andy Reid, dopo essere scampato alla distruzione del suo caccia jet, fugge braccato da Ravage.
Durante la fuga, Reid incappa in una donna di nome Sarah, salvandola dal pericolo incombente. Quando Ravage piomba addosso ai due, un terzo uomo (Bridge) interviene.
Ravage riceve in faccia una molotov che esplode e i tre umani si rifugiano in un magazzino, abbassando la saracinesca. Ravage scompare di scena.
Megatron si trova a Central Park insieme ad Astrotrain, Skywarp, Soundwave e alcuni Constructicon. Laserbeak riferisce dell’arrivo di un grande numero di forze di terra umane e Megatron decide di impiegare Frenzy.
Soundwave esegue, espellendo la cassetta che si trasforma in Frenzy. Questi emette una frequenza infrasonica che causa allucinazioni e fa impazzire tutti i militari umani. E lo stesso Frenzy.
Solo Soundwave è immune.
Nell’accampamento che funge da quartier generale, Witwicky continua ad aggredire verbalmente chiunque cerchi di smentire che si tratta di un attacco dei robot alieni. La vecchia faccenda della Machination era stata presentata comeuna impostura, ma questa nuova emergenza dimostra il contrario.
Reid, insieme a Bridge e a Sarah, tenta di raggiungere il quartier generale per fare rapporto: ha capito con certezza che queste macchine che attaccano la Terra sono vive ed è convinto che, riferendo questo fatto, cambierà le sorti dello scontro.
I tre Seeker attaccano il ponte di Brooklin, abbattendolo e annientando tutti i cittadini newyorkesi che tentavano di evacuare la cittĂ .
A un ordine di Megatron, i Constructicon formano Devastator. Mentre Laserbeak lo riprende e trasmette le immagini a tutto il mondo, il Gestalt entra nel fiume e con i suoi pugni sfonda i tunnel stradali che corrono sul fondale.
Note
Il nome di Daniel Witwicky è ripreso dall’omonimo personaggio figlio di Spike visto nella Stagione 3 della serie animata G1.
Ravage viene definito “cane” per ben due volte. Shane McCarthy ha lasciato apertamente capire che c’è un motivo ben preciso.
Oltre a ciò, Ravage non parla e agisce come un semplice animale. C’è quindi motivo per credere che non sia lo stesso personaggio visto in Spotlight: Soundwave.
Ravage regredisce nella sua rappresentazione alla versione animata G1. Non solo perché perde il dono della favella, ma per la facilità con cui lo si può seminare.
La sceneggiatura originale prevedeva un portale di ferro molto più massiccio della saracinesca, ma il concetto non cambia: è l’idea stessa che due esseri umani disarmati possano sfuggire a piedi a Ravage (il maestro dei segugi) che fa rientrare la scena nel novero delle più improbabili e ingenue sequenze della serie animata G1.
Ritorna l’argomento Machination: pare che la CIA abbia nascosto la verità degli eventi di un anno prima (presto sull’attesissimo Maximum Dinobots) attribuendoli a un gruppo di terroristi dotati di avanzata tecnologia.
Shane McCarthy sta quindi riutilizzando (ma quanto consapevolmente?) la vecchia trama del terrorista umano Robot-Master usata da Bob Budiansky nella serie G1 Marvel.
Sin dal 1984, nel fandom si dibatte sullo schema cromatico di Frenzy e di Rumble: rispetto ai modellini (Frenzy blu/azzurro e Rumble rosso/nero), la serie animata G1 aveva operato uno scambio di colori per i due personaggi.
All Hail Megatron presenta un Frenzy che segue lo schema cromatico del modellino.
Devastator è il secondo Gestalt a esordire nell’universo IDW. Il primo è stato Monstructor, in Spotlight: Optimus Prime. Pare quindi che i Decepticon abbiano acquisito e imparato a replicare questa tecnologia.
Dalle emissioni di energia di Devastator (colorate erratamente) se ne deriva l’impiego del mass displacement, che spiega le dimensioni smisurate del Gestalt[/i].
Un attacco Decepticon a una città USA, condotto per secondi fini e supportato da un Devastator di proporzioni smisurate, è già stato visto nella famigerata miniserie Prime Directive di Pat Lee e Chris Sarracini.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Copertina B di Klaus Scherwinski.
Osservazioni
Il primo albo della serie aveva raggiunto nel complesso la sufficienza: la trama inconsistente e i pessimi dialoghi erano compensati da un’ottima grafica e da promesse (per quanto vaghe) di sviluppi interessanti.
Il secondo albo, purtroppo, prosegue questa tendenza, fallendo quindi nel soddisfare qualunque aspettativa e scendendo ben al di sotto di una sufficienza complessiva.
La soluzione di continuità della continuità (tanto per fare un atroce gioco di parole) può anche essere considerata accantonabile e secondaria (sebbene così scompaiano gli elementi introdotti da Simon Furman, sacrificandone la freschezza e l’innovazione), ma la qualità della fattura complessiva di questo specifico albo non può essere ignorata (e non esiste più la scusante del numero d’esordio, cui pure avevamo fatto abbondantemente ricorso).
I dialoghi sono piĂą ricchi, ma sono anche stereotipati, dozzinali, ridondanti e sostanzialmente privi di qualunque interesse.
La trama presenta lo stesso problema. La presenza di esseri umani è eccessiva (supera la metà delle tavole), così come anche l’inutile “approfondimento” della loro caratterizzazione, che sfocia in una collezione imbarazzante di luoghi comuni pesantemente datati (tra cui gli agenti della CIA sistematicamente stupidi e il militare “ultra cool” che sembra partorito dalle fantasie di grandezza di un adolescente particolarmente ingenuo e romantico); le rivelazioni sono ridondanti e per di più già note; gli eventi sono paradossalmente noiosi e inutili (che i Decepticon siano potentissimi e inarrestabili lo sapevamo già ).
A peggiorare la situazione, lo sceneggiatore si affanna a imitare le facilonerie e le superficialità di TFTM07 e della serie animata G1, proponendo situazioni improbabili e contraddittorie. Ci sono quindi umani che riescono a sfuggire al segugio Ravage, dimostrandone l’inadeguatezza, nonostante la potenza presunta dei Decepticon. E ci sono i Decepticon preoccupati per l’avanzata dell’insignificante fanteria terrestre, quando abbiamo visto Megatron sostenere senza fatica gli assalti di uno Starscream potenziato dal Minerale-13 e il resto della sua squadra tenere testa ai Reaper.
Lo sceneggiatore sembra trascurare il fatto che un fumetto ha la sua forza nella combinazione di testo e immagini, oltre che in una modalità e in un tempo di fruizione assai diversi da quelli dell’animazione televisiva e del cinema.
Film e cartoni animati dispongono di elementi come ritmo narrativo incalzante, colonna sonora, animazione, recitazione dei doppiatori/attori, effetti speciali dinamici.
I fumetti dispongono invece del testo e della possibilitĂ di approfondire personaggi, situazioni, contesto e motivazioni.
Cercando di scimmiottare lo stile di un cartone animato (o di un film), AHM fallisce, perché può catturarne al massimo un solo elemento: quello più ingenuo e inattendibile. Da qui arrivano il sorpassato Soundwave telegrafico; i dialoghi “a effetto”, insignificanti e destinati al dimenticatoio immediato; il gran numero di anonimi Transformer che si limita a fare presenza sullo sfondo; e, infine, il fallimento di Ravage.
Unica trovata interessante della storia è la nuova versione di Frenzy, che è graficamente spettacolare, ma viene sprecata in una battaglia con esseri umani destinata a un esito già scontato in assenza dello stesso Frenzy.
Anche Devastator, illustrato in una sequenza evocativa e possente, viene a sua volta sprecato dai dialoghi da cartoni animati, uniti a un impiego del personaggio che sa fin troppo di giĂ visto.
Il problema principale di quest’albo è probabilmente la noia che genera a ogni pagina. A chi importa di vedere i potentissimi Decepticon affrontare l’arretrato esercito terrestre? I due possibili esiti sono già scontati: o i Decepticon trionfano, come un elefante che schiaccia una formica (esito noioso), oppure gli umani hanno la meglio grazie a eroici sacrifici e a leggi della fisica e della logica distorte ad arte (esito assurdo, che va oltre la sospensione dell’incredulità ).
E, purtroppo, abbiamo giĂ visto questi due approcci fin troppe volte. Di solito, da parte di autori che ricorrevano massicciamente a personaggi militari umani per compensare la loro mancanza di idee su come gestire e caratterizzare i Transformer (Pat Lee in primis; Kurtzmann e Orci in secundis).
Dalle solicitations, sappiamo giĂ che nei numeri successivi sono previsti alcuni eventi e colpi di scena, ma al momento ci interessano poco, se saranno narrati ancora con lo stile grossolano e adolescenziale adottato da McCarthy in questi due albi.
Il prezzo e il battage pubblicitario (che sembrava promettere meraviglie, tipo un Watchmen dei Transformer, e invece ci ha dato una scazzottata in una copia dei cartoni animati degli anni 1980) richiedevano un approccio qualitativo sin dall’inizio, ma dopo 44 tavole (e 7,98 dollari) sembra difficile che possa emergere qualcosa che giustifichi l’acquisto degli albi mensili.
I disegni di Guido Guidi sono particolarmente energici e ricchi di prospettive dinamiche che contribuiscono a spezzare la piattezza degli eventi narrati; è un peccato che siano sprecati su una storia che ha poco o nulla di interessante da offrire.
Probabilmente l'albo funzionerà meglio nell'edizione in tradepaperback (che in questo caso è divenuta anche la mia scelta), ma è per me davvero un peccato che la IDW abbia imboccato questa strada per il rilancio dei Transformer.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.









) anche se il mass shifting è davvero colossale!!