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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight: DoubleDealer (Revelation #3 di 4)
“Spotlight: DoubleDealer” (Revelation #3 di 4)
Storia: Simon Furman
Matite: Dan Khanna
Chine: Frank Milkovich e Robert Atkins
Colori: Liam Shalloo
Copertine di E.J. Su e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Agosto 2008.
Introduzione
“Dealer ha personalità interna ed esterna completamente diverse: mostra al mondo una certa faccia e nascondi quella vera. Non lasciar entrare nessuno. Sii un’isola, autosufficiente e slegato da tutti.
Incredibilmente intelligente, grande manipolatore, (Double) Dealer ti sorride in faccia e ti pugnala alle spalle. Spesso per fare arriera o per beni materiali, ma a volte solo perché può!
Rinforza così la sua convinzione di essere totalmente superiore a coloro che lo circondano: migliore, più intelligente, più astuto.
La guerra è un mezzo per un fine, la fazione è per gli stupidi, l’amicizia è un artificio. Ma a volte un inganno può essere talmente perfetto… che si finisce per ingannarsi da soli.”
La storia
Sulla Terra, Dealer ha raggiunto Hot Rod all’ingresso di una vasta proprietà privata, dove giacciono i resti di un Headmaster della Machination, punito per aver fallito.
Dealer ricorre a tutta la sua arte menzognera e, non senza difficoltà , convince Hot Rod che l’attuale crisi richiede l’utilizzo della Magnificenza, per risolverla prima che la situazione diventi catastroficamente irreversibile. Hot Rod è ancora tormentato dal senso di colpa per il terribile esito della missione della Magnificenza, in cui morirono tre Autobot.
Dietro istruzioni di Jhiaxus, Grindcore e Straxus scavano un pozzo di Energon nello Jiangxi, in Cina, preparandosi ad assemblare un Ponte Spaziale. La fusione dei due universi richiede grandi quantità di Energon, di cui la Terra è ricca, grazie soprattutto all’opera di uno degli allievi di Jhiaxus, Shockwave.
Nella Distesa Benzuli, Galvatron invia Cyclonus a occuparsi di un intruso: è il vascello scientifico Autobot Mirror-Manifold, occupato da Cloudburst, Waverider, Landmine e Groundbreaker.
Per il momento, le difese del vascello reggono, ma la cosa non durerĂ a lungo.
Al penitenziario Autobot “Last Resort”, su Garrus-9, Optimus Prime diviene consapevole della presenza di un intruso.
Il direttore, Fortress Maximus, è scettico: l’attuale livello di sicurezza rende il penitenziario impenetrabile.
Ma Optimus ha ragione: nei livelli inferiori ha fatto irruzione Nemesis Prime. Le guardie lo affrontano e due di loro (Manta Ray e Drench) periscono al tocco letale di Nemesis.
Optimus fa richiamare le guardie e si reca ad affrontarlo personalmente.
Hot Rod conduce Dealer su Ki-Aleta, sbalordendolo. Davvero la Magnificenza è nascosta sullo stesso pianeta dove era stata recuperate? Nessuno avrebbe mai pensato di cercarla lì.
Dealer è talmente stupito da giungere quasi a tradirsi.
Hot Rod ripercorre i luoghi dove la sua missione ebbe il tragico esito ben noto, continuando a riflettere sulle incoerenze della vicenda e a tormentarsi per il senso di colpo.
Dealer ripensa al proprio tradimento: fu lui, infatti, a uccidere gli altri Autobot della squadra o a causarne indirettamente la morte. E, mentre si convince di non avere mai avuto bisogno di quegli esseri inferiori, gli viene il sospetto che Hot Rod stia solo giocando con lui.
Il vascello da carico Autobot Nightbird si dirige verso la Distesa Benzuli, trasportando i Technobot. I cinque scienziati stanno lavorando per realizzare quattro carapaci necessari per la squadra di Cloudburst. L’urgenza è enorme, ma i tempi di crescita dei carapaci non possono essere accelerati, se non si vogliono ottenere i già noti risultati dell’esperimento fallito di Bludgeon.
Optimus Prime affronta Nemesis Prime, solo per scoprire che questi ora comanda l’Oscurità . L’Oscurità è la forza polarmente opposta a quella della Matrice: nell’Universo Morto, essa ha liberato Nova Prime dai vincoli della Matrice, facendolo evolvere in Nemesis.
E, dopo la fusione dei due universi, essa garantitĂ a Nemesis il dominio su chiunque sopravviva.
Una sola raffica di OscuritĂ basta per atterrare Optimus Prime. Ma non basta: Nemesis vuole la sua morte.
Dealer e Hot Rod scalano un alto monte dalle pareti assai ripide, mentre i due continuano il loro gioco psicologico di provocazioni e insinuazioni. Sulla cima, Hot Rod porta allo scoperto la Magnificenza e Dealer lo esorta a consultarla.
Mentre Hot Rod gli dà le spalle, Dealer si appresta finalmente a ucciderlo. Il suo piano è cambiato: invece che consegnare la Magnificenza a Banzaitron, la userà per divenire onnipotente.
Ma Hot Rod chiede alla Magnificenza se Dealer lo abbia tradito. E quando questa conferma ogni cosa, Hot Rod si volta e spara a Dealer, battendolo sul tempo.
Dealer precipita dal monte e va in pezzi. IL suo desiderio di essere inaccessibile e lontano da tutti si realizza. Tanto da non saper ancora ammettere che persino lui cercava l’amicizia di qualcuno.
Hot Rod contatta Ultra Magnus e gli fornisce le spiegazioni cruciali.
Esistono tre Nega-Nuclei, situati su Corata Vaz, su Rotan e sulla quarta luna di Buhl. A sorvegliarli ci sono rispettivamente Thunderwing, Monstructor e Sixshot. I Nega-Nuclei hanno lo scopo di accelerare l’espansione dell’anomalia della Distesa Benzuli.
La fonte di energia è sulla Terra. Una rete di Ponti Spaziali connette ogni luogo e ha il suo centro su Gorlam Prime.
Jetfire ha finalmente avuto un’idea risolutiva. E’ inutile che Springer e i suoi Wrecker attacchino l’invincibile Thunderwing, quando basta utilizzare la stessa Intelaiatura d’Asse (Axis Cradle) con cui Bludgeon aveva già controllato il resuscitato Thunderwing.
Ma Jhiaxus si accorge del suo piano ed estrae il suo asso nella manica: Bludgeon stesso, di nuovo dotato del suo corpo con Involucro Pretender.
Note
La storia si apre con un primo scorcio degli eventi di Maximum Dinobots, che dovrebbe in parte svolgersi in parallelo a essa. Hot Rod si era gettato all’inseguimento dell’Headmaster in Devastation #6. Ora è giunto alla sede della Machination, apparentemente deserta.
La missione di Hot Rod in cui Download, Backbeat e Gizmo hanno perso la vita per recuperare la Magnificenza è stata narrata in Spotlight: Hot Rod.
Ancora una volta, Simon Furman presenta una relazione inedita tra Transformer che ci lascia stupiti tanto essa è contemporaneamente logica e inattesa. Come non poteva infatti Shockwave essere un allievo di Jhiaxus, visti i suoi esperimenti narrati in Spotlight: Shockwave? Ma chi mai si sarebbe immaginato che due Transformer così scollegati tra loro (nell’universo G1 originale) potessero invece essere tanto simili?
Il vascello da carico Autobot prende il nome da Nightbird, la ninja robot dell’omonimo episodio della serie animata G1.
Simon Furman continua a sterminare personaggi della G2: questa volta cadono Manta Ray e Drench.
Perché Ultra Magnus associa Bhul a un Archivio di Cartografia Stellare? Perché è lì che ha catturato Arcee, in Spotlight: Arcee, mentre la Femmina Autobot seguiva le tracce di Jhiaxus.
Bludgeon usava una Intelaiatura d’Asse per controllare Thunderwing in Stormbringer #3.
Il suo Involucro Pretender originale lo ha fatto impazzire in Stormbringer #4.
Il suo Nucleo di Scintilla era prigioniero dentro Garrus-9 in Spotlight: Arcee. Jhiaxus deve averlo in seguito recuperato (penetrando nel penitenziario con la stessa facilitĂ di Nemesis Prime).
La Magnificenza è un McGuffin dal potenziale eccessivo: Hot Rod potrebbe facilmente utilizzarla per risolvere ogni sottotrama in un istante!
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
La condensazione e l’accelerazione della saga di Revelation (che avrebbe dovuto originariamente dipanarsi in due cicli di sei albi, Revelation ed Expansion) comincia a farsi sentire davvero in questo terzo capitolo, dove la sovrapposizione con la formula Spotlight non funziona alla perfezione.
La delineazione della personalità di Doubledealer è sicuramente ben fatta, ma le sole undici pagine a essa dedicate non permettono grandi sviluppi: c’è appena il tempo per scoprire ciò che lo motiva, prima che il povero Dealer scompaia dalla scena (per sempre?).
Ignorando il titolo forzato di Spotlight, dettato da questioni commerciali, l’albo torna a essere un’esperienza intensa e travolgente, grazie al crescendo inarrestabile e alle continue sorprese/rivelazioni/sviluppi che si susseguono ogni due pagine.
Ogni tassello va al suo posto, ripagando più che pienamente la pazienza dei lettori che li hanno “raccolti” nella lettura attenta degli albi pubblicati sinora.
La scansione delle numerose sottotrame contemporanee è accompagnata da dialoghi tanto essenziali quanto certosinamente elaborati: si può dire che Furman ha raggiunto qui il culmine della sua capacità di condensare tutte le informazioni narrative necessarie nel numero minimo di parole possibile per singolo balloon.
La densità narrativa di ogni frase è così estrema che non si può evitare, durante la lettura, di tornare occasionalmente sui nostri passi, per rileggere le frasi più cruciali e godere una seconda volta della cascata di rivelazioni che contengono.
Dan Khanna è un onesto artigiano, ma anche il meno dotato degli autori a disposizione della IDW: il suo stile molto anonimo, sebbene assai dettagliato e meticoloso, risente a volte di incertezze nelle proporzioni dei personaggi e nelle prospettive dei loro corpi.
E’ palese che la IDW lo ha impiegato per completare questo albo con lo scopo di accelerare i tempi di pubblicazione di Revelation, che andava conclusa e archiviata in fretta e furia per lasciare spazio al rilancio dei fumetti dei Transformer.
Il contributo delle chine di Frank Milkovich, che aggiunge un’atmosfera “sporca”, si dimostra curiosamente efficace. Era ora che il tono cupo della vicenda trapelasse dal disegno, invece che da una colorazione infelice.
Per nostra fortuna, ai fan di Simon Furman restano ancora Maximum Dinobots e le eleganti ed epiche storie dell’universo alternativo di TFTM07 pubblicate nel magazine britannico della Titan.
Storia: Simon Furman
Matite: Dan Khanna
Chine: Frank Milkovich e Robert Atkins
Colori: Liam Shalloo
Copertine di E.J. Su e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nell’Agosto 2008.
Introduzione
“Dealer ha personalità interna ed esterna completamente diverse: mostra al mondo una certa faccia e nascondi quella vera. Non lasciar entrare nessuno. Sii un’isola, autosufficiente e slegato da tutti.
Incredibilmente intelligente, grande manipolatore, (Double) Dealer ti sorride in faccia e ti pugnala alle spalle. Spesso per fare arriera o per beni materiali, ma a volte solo perché può!
Rinforza così la sua convinzione di essere totalmente superiore a coloro che lo circondano: migliore, più intelligente, più astuto.
La guerra è un mezzo per un fine, la fazione è per gli stupidi, l’amicizia è un artificio. Ma a volte un inganno può essere talmente perfetto… che si finisce per ingannarsi da soli.”
La storia
Sulla Terra, Dealer ha raggiunto Hot Rod all’ingresso di una vasta proprietà privata, dove giacciono i resti di un Headmaster della Machination, punito per aver fallito.
Dealer ricorre a tutta la sua arte menzognera e, non senza difficoltà , convince Hot Rod che l’attuale crisi richiede l’utilizzo della Magnificenza, per risolverla prima che la situazione diventi catastroficamente irreversibile. Hot Rod è ancora tormentato dal senso di colpa per il terribile esito della missione della Magnificenza, in cui morirono tre Autobot.
Dietro istruzioni di Jhiaxus, Grindcore e Straxus scavano un pozzo di Energon nello Jiangxi, in Cina, preparandosi ad assemblare un Ponte Spaziale. La fusione dei due universi richiede grandi quantità di Energon, di cui la Terra è ricca, grazie soprattutto all’opera di uno degli allievi di Jhiaxus, Shockwave.
Nella Distesa Benzuli, Galvatron invia Cyclonus a occuparsi di un intruso: è il vascello scientifico Autobot Mirror-Manifold, occupato da Cloudburst, Waverider, Landmine e Groundbreaker.
Per il momento, le difese del vascello reggono, ma la cosa non durerĂ a lungo.
Al penitenziario Autobot “Last Resort”, su Garrus-9, Optimus Prime diviene consapevole della presenza di un intruso.
Il direttore, Fortress Maximus, è scettico: l’attuale livello di sicurezza rende il penitenziario impenetrabile.
Ma Optimus ha ragione: nei livelli inferiori ha fatto irruzione Nemesis Prime. Le guardie lo affrontano e due di loro (Manta Ray e Drench) periscono al tocco letale di Nemesis.
Optimus fa richiamare le guardie e si reca ad affrontarlo personalmente.
Hot Rod conduce Dealer su Ki-Aleta, sbalordendolo. Davvero la Magnificenza è nascosta sullo stesso pianeta dove era stata recuperate? Nessuno avrebbe mai pensato di cercarla lì.
Dealer è talmente stupito da giungere quasi a tradirsi.
Hot Rod ripercorre i luoghi dove la sua missione ebbe il tragico esito ben noto, continuando a riflettere sulle incoerenze della vicenda e a tormentarsi per il senso di colpo.
Dealer ripensa al proprio tradimento: fu lui, infatti, a uccidere gli altri Autobot della squadra o a causarne indirettamente la morte. E, mentre si convince di non avere mai avuto bisogno di quegli esseri inferiori, gli viene il sospetto che Hot Rod stia solo giocando con lui.
Il vascello da carico Autobot Nightbird si dirige verso la Distesa Benzuli, trasportando i Technobot. I cinque scienziati stanno lavorando per realizzare quattro carapaci necessari per la squadra di Cloudburst. L’urgenza è enorme, ma i tempi di crescita dei carapaci non possono essere accelerati, se non si vogliono ottenere i già noti risultati dell’esperimento fallito di Bludgeon.
Optimus Prime affronta Nemesis Prime, solo per scoprire che questi ora comanda l’Oscurità . L’Oscurità è la forza polarmente opposta a quella della Matrice: nell’Universo Morto, essa ha liberato Nova Prime dai vincoli della Matrice, facendolo evolvere in Nemesis.
E, dopo la fusione dei due universi, essa garantitĂ a Nemesis il dominio su chiunque sopravviva.
Una sola raffica di OscuritĂ basta per atterrare Optimus Prime. Ma non basta: Nemesis vuole la sua morte.
Dealer e Hot Rod scalano un alto monte dalle pareti assai ripide, mentre i due continuano il loro gioco psicologico di provocazioni e insinuazioni. Sulla cima, Hot Rod porta allo scoperto la Magnificenza e Dealer lo esorta a consultarla.
Mentre Hot Rod gli dà le spalle, Dealer si appresta finalmente a ucciderlo. Il suo piano è cambiato: invece che consegnare la Magnificenza a Banzaitron, la userà per divenire onnipotente.
Ma Hot Rod chiede alla Magnificenza se Dealer lo abbia tradito. E quando questa conferma ogni cosa, Hot Rod si volta e spara a Dealer, battendolo sul tempo.
Dealer precipita dal monte e va in pezzi. IL suo desiderio di essere inaccessibile e lontano da tutti si realizza. Tanto da non saper ancora ammettere che persino lui cercava l’amicizia di qualcuno.
Hot Rod contatta Ultra Magnus e gli fornisce le spiegazioni cruciali.
Esistono tre Nega-Nuclei, situati su Corata Vaz, su Rotan e sulla quarta luna di Buhl. A sorvegliarli ci sono rispettivamente Thunderwing, Monstructor e Sixshot. I Nega-Nuclei hanno lo scopo di accelerare l’espansione dell’anomalia della Distesa Benzuli.
La fonte di energia è sulla Terra. Una rete di Ponti Spaziali connette ogni luogo e ha il suo centro su Gorlam Prime.
Jetfire ha finalmente avuto un’idea risolutiva. E’ inutile che Springer e i suoi Wrecker attacchino l’invincibile Thunderwing, quando basta utilizzare la stessa Intelaiatura d’Asse (Axis Cradle) con cui Bludgeon aveva già controllato il resuscitato Thunderwing.
Ma Jhiaxus si accorge del suo piano ed estrae il suo asso nella manica: Bludgeon stesso, di nuovo dotato del suo corpo con Involucro Pretender.
Note
La storia si apre con un primo scorcio degli eventi di Maximum Dinobots, che dovrebbe in parte svolgersi in parallelo a essa. Hot Rod si era gettato all’inseguimento dell’Headmaster in Devastation #6. Ora è giunto alla sede della Machination, apparentemente deserta.
La missione di Hot Rod in cui Download, Backbeat e Gizmo hanno perso la vita per recuperare la Magnificenza è stata narrata in Spotlight: Hot Rod.
Ancora una volta, Simon Furman presenta una relazione inedita tra Transformer che ci lascia stupiti tanto essa è contemporaneamente logica e inattesa. Come non poteva infatti Shockwave essere un allievo di Jhiaxus, visti i suoi esperimenti narrati in Spotlight: Shockwave? Ma chi mai si sarebbe immaginato che due Transformer così scollegati tra loro (nell’universo G1 originale) potessero invece essere tanto simili?
Il vascello da carico Autobot prende il nome da Nightbird, la ninja robot dell’omonimo episodio della serie animata G1.
Simon Furman continua a sterminare personaggi della G2: questa volta cadono Manta Ray e Drench.
Perché Ultra Magnus associa Bhul a un Archivio di Cartografia Stellare? Perché è lì che ha catturato Arcee, in Spotlight: Arcee, mentre la Femmina Autobot seguiva le tracce di Jhiaxus.
Bludgeon usava una Intelaiatura d’Asse per controllare Thunderwing in Stormbringer #3.
Il suo Involucro Pretender originale lo ha fatto impazzire in Stormbringer #4.
Il suo Nucleo di Scintilla era prigioniero dentro Garrus-9 in Spotlight: Arcee. Jhiaxus deve averlo in seguito recuperato (penetrando nel penitenziario con la stessa facilitĂ di Nemesis Prime).
La Magnificenza è un McGuffin dal potenziale eccessivo: Hot Rod potrebbe facilmente utilizzarla per risolvere ogni sottotrama in un istante!
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
La condensazione e l’accelerazione della saga di Revelation (che avrebbe dovuto originariamente dipanarsi in due cicli di sei albi, Revelation ed Expansion) comincia a farsi sentire davvero in questo terzo capitolo, dove la sovrapposizione con la formula Spotlight non funziona alla perfezione.
La delineazione della personalità di Doubledealer è sicuramente ben fatta, ma le sole undici pagine a essa dedicate non permettono grandi sviluppi: c’è appena il tempo per scoprire ciò che lo motiva, prima che il povero Dealer scompaia dalla scena (per sempre?).
Ignorando il titolo forzato di Spotlight, dettato da questioni commerciali, l’albo torna a essere un’esperienza intensa e travolgente, grazie al crescendo inarrestabile e alle continue sorprese/rivelazioni/sviluppi che si susseguono ogni due pagine.
Ogni tassello va al suo posto, ripagando più che pienamente la pazienza dei lettori che li hanno “raccolti” nella lettura attenta degli albi pubblicati sinora.
La scansione delle numerose sottotrame contemporanee è accompagnata da dialoghi tanto essenziali quanto certosinamente elaborati: si può dire che Furman ha raggiunto qui il culmine della sua capacità di condensare tutte le informazioni narrative necessarie nel numero minimo di parole possibile per singolo balloon.
La densità narrativa di ogni frase è così estrema che non si può evitare, durante la lettura, di tornare occasionalmente sui nostri passi, per rileggere le frasi più cruciali e godere una seconda volta della cascata di rivelazioni che contengono.
Dan Khanna è un onesto artigiano, ma anche il meno dotato degli autori a disposizione della IDW: il suo stile molto anonimo, sebbene assai dettagliato e meticoloso, risente a volte di incertezze nelle proporzioni dei personaggi e nelle prospettive dei loro corpi.
E’ palese che la IDW lo ha impiegato per completare questo albo con lo scopo di accelerare i tempi di pubblicazione di Revelation, che andava conclusa e archiviata in fretta e furia per lasciare spazio al rilancio dei fumetti dei Transformer.
Il contributo delle chine di Frank Milkovich, che aggiunge un’atmosfera “sporca”, si dimostra curiosamente efficace. Era ora che il tono cupo della vicenda trapelasse dal disegno, invece che da una colorazione infelice.
Per nostra fortuna, ai fan di Simon Furman restano ancora Maximum Dinobots e le eleganti ed epiche storie dell’universo alternativo di TFTM07 pubblicate nel magazine britannico della Titan.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.













