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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight: Hardhead (Revelation #2 di 4)
“Spotlight: Hardhead” (Revelation #2 di 4)
Storia: Simon Furman
Arte: Nick Roche
Colori: Kris Carter
Copertine di E.J. Su e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Luglio 2008.

Introduzione
“Imperturbabile, inflessibile, ligio alle regole: il suo compito è pulire i disastri altrui e provvedere al contenimento dei danni. Dove qualcun altro può essere riluttante o tergiversare, lui interviene, pronto a fare qualunque cosa sia necessaria… a chiunque. Da realista, comprende che ‘bot come lui hanno una vita breve, che il futuro è solo un grande buco nero pronto a inghiottirlo. Il suo nome…
E’ HARDHEAD!”

La storia
Sull’Arca 32, Nightbeat convince Hardhead ad accompagnarlo alla ricerca del suo frammento di passato perduto. Nightbeat non è solo preoccupato per i ricordi perduti, ma anche perché teme di poter diventare un pericolo per gli Autobot, se la sua mente ha subito anche altre alterazioni.
Il compito di Hardhead sarà eliminarlo alla prima bizzarria.
Su Gorlam Prime, la civiltà umanoide locale sta attraversando un’evoluzione accelerata: da organica a tecnorganica. E forse, molto presto, da tecnorganica a Transformer.
Ma per ora, è come se l’intero mondo si fosse fermato.
Trasformatisi in veicoli, Nightbeat e Hardhead si dirigono al sito di scavo dove Nightbeat ha eseguito l’ultima registrazione nota delle proprie indagini. Hardhead non si preoccupa nemmeno di evitare di urtare il traffico locale e scaglia veicoli in ogni direzione.
Ciò che li attende è una nutrita schiera di Micromaster (che però nessuno chiama con questo nome), un nuovo picco evolutivo della tecnologia veicolare. Almeno dodici veicoli li aggrediscono, con velocità, agilità e assalti letali che spiazzano lo stesso Hardhead.

Quando i due Autobot si ritirano, scoprono altri dodici Micromaster che li attendono al varco. E questa volta ci sono anche mezzi volanti.
Presi tra due fuochi, non hanno altra scelta. Hardhead si tuffa dalla strada sopraelevata, per scendere al livello inferiore. Ma dentro di sé sa che, prima o poi, i luoghi dove fuggire sono destinati a esaurirsi.
Su Corata Vaz, i Wrecker di Springer e la squadra di Hound attaccano l’invincibile Thunderwing, ma invano. No c’è verso di accedere alla grotta che il mostro custodisce.
E ciò significa che è impossibile scoprire cosa sia, al suo interno, a generare un picco di energia tanto elevato.
Al Penitenziario Autobot di Garrus-9, Optimus Prime e Prowl stanno coordinando le indagini, ormai consapevoli che le cose stanno crollando.
Jetfire ha ottenuto da Omega Supreme nuove informazioni: i due misteriosi Cybertroniani con cui si è imbattuta la squadra di Hound sono Galvatron e Cyclonus. Entrambi avevano fatto parte dell’equipaggio della Prima Arca, insieme a Nova Prime.
Per Optimus la strada è chiara: bisogna recarsi della Distesa Benzuli, dove l’Arca scomparve molto tempo fa.
Nell’Universo Morto, Nemesis Prime (ex Nova Prime) e Jhiaxus si incontrano sul relitto dell’Arca, per fare il punto della situazione. Quando giunsero in questo universo “maledetto, di lacrime fossilizzate”, la loro vita cambiò per sempre. Ma ora, grazie al loro lavoro, potranno tornare indietro, all’universo di luce. Solo che si porteranno appresso l’oscurità.
Jhiaxus riferisce che i tre Nega-Nuclei sono stati attivati, come i loro guardiani. Ma purtroppo Cyclonus ha svolto il suo compito male (e probabilmente di proposito) e ora gli Autobot stanno attaccando il luogo custodito da Thunderwing. Peggio ancora, Nightbeat è tornato su Gorlam Prime.
Nemesis non vuole ancora intervenire direttamente, per cui incarica Jhiaxus di occuparsene di persona.
Su Gorlam Prime, Nightbeat e Hardhead sono ora pressati dall’aviazione Micromaster. E si tuffano disperatamente nel pozzo del sito di scavo numero 4, dove ogni cosa, dal montacarichi ai tunnel, è a misura di Cybertroniano. Per Hardhead, quel luogo lo inghiotte come un giorno farà il buco nero che è il suo futuro.
E poi, si chiede Nightbeat, quel luogo è stato disseppellito… o è emerso spontaneamente dalla crosta planetaria?
Nightbeat si volta e punta il fucile alla fronte di Hardhead. Ora, a controllarlo, è qualcun altro.
E Hardhead non ha reagito in tempo.
Chi lo controlla (Jhiaxus, ma Hardhead non lo sa) spiega che Gorlam Prime è il modello della trasformazione che attende l’universo: la specie locale viene regolata e modellata per poter resistere alle condizioni più estreme di qualunque realtà. I Micromaster sono Gorlamiani evoluti, in sostanza. E questa evoluzione presto si estenderò a tutto il cosmo, quando due universi verranno fusi insieme, sotto il comando di un’elite Cybertroniana.
Un’elite di cui Hardhead non farà parte.
Nell’Ammasso Orcibe, la spietata Arcee ha rintracciato la base del capo dello spionaggio Decepticon, Banzaitron.
Al suo interno, qualcuno ha devastato ogni cosa e fatto strage degli occupanti. Banzaitron è sopravvissuto a stento, come anche Gutcruncher e Axer.
Gli sconosciuti assalitori hanno prelevato Monstructor e sono scomparsi.
Ma Banzaitron sa come rintracciarlo, e propone ad Arcee un’alleanza. E lei, pur di mettere le mani su Jhiaxus, accetta.
Su Gorlam Prime, Nightbeat spara. E Hardhead non subisce danni. Il suo nome (“Testa Dura”) non è solo un nome.
Hardhead si trasforma e fugge; in mezzo a quelle creature, ha la penosa situazione di essere rimasto al palo mentre intorno a lui l’universo andava avanti.
Il tunnel lo conduce a una porta blindata che dà su una vastissima caverna occupata da un lago. E’ la porta per l’Universo Morto, come gli spiega Nightbeat/Jhiaxus dopo averlo inseguito sin lì.
Ciò che lo popolava un tempo è perduto per sempre. Nulla vi può vivere, eccetto la cosa che mantiene in vita Jhiaxus e gli altri.
Ad Hardhead viene offerto di morire subito dolcemente o di resistere e soffrire in eterno.
Hardhead non si è mai fatto illusioni. Uno come lui, un risolutore di problemi, il cui lavoro è talmente sporco che va tenuto nascosto, è destinato a vivere poco. Una volta finita la guerra, in ogni caso, per i vincitori (chiunque siano) lui sarà una presenza imbarazzante. E verrà senza dubbio tolto di mezzo.
Quindi, tanto vale andarsene come è vissuto.
Hardhead abbassa l’arma. Poi la risolleva e spara alla testa di Nightbeat, perforandola e uccidendolo.
I Micromaster lo tempestano di fuoco e Hardhead cade a sua volta, affondando nel lago. Non sa cosa lo attenda: morte, cambiamento o altro ancora. Ma sa che affronterà il destino a testa alta.
Nell’Universo Morto, Jhiaxus annuncia la morte dello strumento (alias Nightbeat). Nemesis Prime ha quindi perso l’agente che avrebbe dovuto assassinare Optimus Prime. Non gli resta che entrare in azione direttamente.
E qualcosa si illumina nel suo torace.
Ai confini della Distesa Benzuli, una squadra scientifica Autobot (Cloudburst, Landmine, Groundbreaker e Waverider) riferisce a Jetfire che la distesa è scomparsa, inghiottita da una anomalia: un nulla dove i sensori non trovano nulla e le sonde scompaiono.
E probabilmente anche un Transformer farebbe la stessa fine, se vi entrassero.
Jetfire comunica al quartetto che li ha scelti “come volontari”. Per cosa, non lo dice chiaramente.
Su Garrus-9, Jetfire insiste sull’urgenza di risolvere il mistero dell’Anomalia. Optimus Prime si convince e gli dà il permesso di attuare il suo progetto: un tipo di potenziamento già usato da altri, e che richiede un ciclo di crescita attualmente ridotto a sole sei ore.
Searchlight annuncia una chiamata di Dealer, che chiede di parlare con Optimus.
Dealer è certo che la situazione attuale possa essere risolta sfruttando il contenitore della conoscenza totale: la Magnificenza.
Note
La pagina con la presentazione e i credits, solitamente in seconda di copertina, è stata scissa in due.
I Credits sono ora in una pagina interna, mentre la presentazione del personaggio è a pagina 2. La pagina 1 ospita un riassunto della puntata precedente.
La storia effettiva resta comunque di 22 pagine.
Denton J. Tipton ha confermato che si tratta di una diversa gestione presente solo negli albi pubblicati a Luglio.
La storia riprende risolve quasi tutti i misteri di Spotlight: Nightbeat e Spotlight: Galvatron, oltre ovviamente a sviluppare le vicende di Spotlight: Cyclonus.
Hardhead ha già eliminato altri Autobot in passato. Questa implicazione è materiale per un potenziale Spotlight.
Omega Supreme e Monstructor sono apparsi in Spotlight: Optimus Prime.
A pagina 8, nel grafico che analizza le forme di energia della caverna di Corata-Vaz compaiono i nomi di Tipton, Su e Roche. "Roche energy", "Su waves" e così via.
Se Thunderwing è il primo guardiano, chi saranno gli altri due? Quali potentissimi Transformer sono inspiegabilmente scomparsi di scena sinora?
Due candidati sono sicuramente Sixshot, che Galvatron ha adocchiato in Devastation #6, e Monstructor, che è scomparso definitivamente in questo stesso Spotlight: Hardhead.
Viene affrontato un argomento assai elusivo nella saga dei Transformer: la durata di vita dei personaggi. Con l’eccezione di Optimus e Megatron, i comprimari della serie sono normalmente presentati più o meno sullo stesso livello. Questo Spotlight precisa invece che anche tra i soldati semplici ci sono diversi livelli.
Nick Roche ha illustrato (e a volte riprogettato) una quantità immensa di Micromaster della G1. Niente di meglio della sceneggiatura originale per identificarli tutti:
Sembrerebbe che Nemesis Prime abbia ancora con sé la Matrice. O almeno una Matrice.
Non è detto esplicitamente, ma l’unica cosa viva dell’Universo Morto che tiene in vita il gruppo di Nemesis Prime potrebbe essere la sua stessa Matrice.
La testa di Jhiaxus nel mezzo di due vignette della tavola 10 è un chiaro omaggio alla grafica della serie G2 Marvel da cui nasce il personaggio.
In base alle sue sibilline affermazioni, il progetto di Jetfire è quasi sicuramente una nuova infornata di Involucri Pretender (dato che parla di un “ciclo di crescita”, l’opzione Computron sembra da scartare).
Resta da capire se Cloudburst, Landmine, Groundbreaker e Waverider saranno i volontari di questo progetto o se Jetfire lo userà su se stesso.
Simon Furman potrebbe infatti riservarci una sorpresa nello stile dell’Headmaster Sunstreaker.
Lo scopo? Sembrerebbe che Jetfire voglia ricorrere agli Involucri Pretender per consentire ai suoi robot di entrare nell’Anomalia e continuare a funzionare.

Curiosamente, l’ultima didascalia di Hardhead è composta da due parole sole, “… head on!” (“a testa alta”), che pur essendo parte del contesto caratteriale del nuovo Hardhead, possono anche essere viste come un riferimento alla serie animata giapponese di Headmasters.
Dealer e la Magnificenza sono entrati in scena in Spotlight: Hot Rod.
Con questo Spotlight, l’introduzione apparentemente casuale di Hardhead in Escalation acquisisce un tetro significato.
Hardhead potrebbe facilmente essere sopravvissuto, dato che è “morto” tuffandosi nel varco stesso per l’Universo Morto.
Nightbeat è stato eliminato con un colpo preciso quanto un laser chirurgico, che potrebbe anche avere solo rimosso il congegno di controllo innestatogli da Jhiaxus. Forse Nightbeat non è del tutto morto e rinascerà come Headmaster.
In rete c’è chi ha teorizzato che Verity diverrà la compagna binaria di Nightbeat, in omaggio a Minerva di Masterforce.
Ma c’è anche chi risponde che Jimmy Pink sarà il compagno di Arcee, per giustificare il cognome.
Da notare che la targa di Nightbeat è proprio M1N3RV4.
Mentre l’evoluzione tecnorganica dei Gorlamiani era stata indovinata da molti, l’alleanza tra Arcee e Banzaitron è una svolta della trama che nessuno avrebbe potuto prevedere.
Siamo ormai abituati al rinnovamento originale e intelligente con cui Furman attualizza i concetti più goffi dell’universo G1: i Pretender, le Femmine Autobot, gli Insecticon, i Combiner. Ora, anche i Micromaster si rivelano parte di questa reinvenzione, che si spinge però persino oltre (dove nessun autore era mai giunto prima?).
Stupefacente la determinazione con cui Jetfire sceglie i quattro volontari. Ancora una volta, Furman ci ricorda che le ingenuità della G1 sono lontane.
Se non è una battuta, pare che Roche abbia inserito nell’arte anche un riferimento ad Anne-Marie, la sua attuale compagna.
La sceneggiatura rivela che l’autore dell’impianto nella testa di Nightbeat è Straxus, ma la mente che l’ha orchestrato è quella di Jhiaxus.
Il ruolo di problem-solver di Hardhead è un omaggio al signor Wolf del film Pulp Fiction di Quentin Tarantino.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.

Osservazioni
L’accoglienza a Spotlight: Hardhead in rete è stata così unanimemente entusiastica da non avere quasi precedenti.
E non è difficile capirne il motivo: come abbiamo già avuto occasione di dire, nei venti anni in cui Simon Furman ha scritto i Transformer, questi hanno continuato a maturare ed evolversi, divenendo sempre più raffinati e adulti. I lettori cresciuti con lui hanno quindi potuto godere di questo percorso di crescita parallelo all’evolversi dei loro stessi gusti.
Questo nuovo capitolo di Revelation, oltre a essere un’ennesima dimostrazione della grandiosità della trama intessuta da Simon Furman in questi tre anni di storie IDW, è anche l’apice (l’apoteosi?) della narrazione per adulti che è diventata la sua saga. Lo ribadiamo per l’ennesima volta: “per adulti” non nel senso di “sesso e violenza”, ma nel senso di complessità dei collegamenti e delicatezza dei temi trattati.
La storia è eccellente sotto tutti gli aspetti.
Eccellente è il bilanciamento tra la narrazione personale di Hardhead e l’avanzamento della vicenda di Revelation. Un’ulteriore prova di quanto la scelta iniziale delle miniserie di sei albi sia stata una forzatura infelice: peccato che ora siano altri a beneficiare del cambiamento di rotta.
Eccellente è la quantità di colpi di scena e sviluppi imprevisti anche per i fan più duri e puri.
Eccellente è soprattutto la caratterizzazione di Hardhead: il personaggio originale, tanto convenzionale quanto opaco, rivela ora profondità caratteriali tanto inattese quanto gradite.
Pragmatico, sobrio, triste, consapevole del proprio destino, quasi un nichilista: eppure. non rassegnato a rinunciare a se stesso.
Eccellente è la contrapposizione tra il brutale pragmatismo della sintesi dei dialoghi di Hardhead e l’amara ma nobile consapevolezza fatalista del suo monologo interiore.
E’ anche impressionante che esista un Autobot capace di uccidere i compagni a comando e con tale sangue freddo.
Memorabili le battute di Hardhead. Lo “Sure” in risposta all’elaborata richiesta speciale di Nightbeat e la sorpresa di “Hard… Head. It’s NOT just a name, you know.”.
E ancora, il suo commento sulla guerra in corso: “All this petty strife and conflict...”
Ci fermiamo qui, ma ogni singola frase di Hardhead in questo albo meriterebbe di essere analizzata, perché ognuna di esse fa emergere un lato diverso del complesso mosaico della sua personalità. E dire che Hardhead afferma di essere solo un risolutore di problemi e che in lui c’è poco altro.
Eccellente è, in quest’ultimo ambito, come Simon Furman tratteggi con efficacia e incisività il personaggio. Ogni frase è scelta e cesellata con la cura di un orafo incisore: il lessico non è mai banale; non c’è mai una parola di troppo; non c’è mai una ridondanza.
Eccellente è anche l’arte di Nick Roche, una felicissima scoperta della IDW (che la Dreamwave si fece scioccamente sfuggire).
Il suo stile corposo e astratto, quasi una versione evoluta ed estremizzata di Animated, produce visioni futuristiche e aliene con grande agilità e naturalezza, immergendovi e integrandovi impeccabilmente le sue figure tipicamente vigorose e vibranti dei Transformer. Il suo stile così personale ed energico riesce a infondere in ogni vignetta una grande quantità di dettagli, senza che questo vada mai a discapito della leggibilità dell’immagine. Anzi, più gli sfondi sono accurati, più i personaggi in primo piano sembrano risaltare.
Questa dote risplende al massimo nell’audace scelta di Simon Furman di mettere in scena così tanti Micromaster. Se esperienze precedenti di questo tipo erano sfociate nell’incomprensibilità grafica, questa volta succede l’esatto contrario. Roche illustra con attenzione e scrupolo ogni singolo Micromaster, garantendone un’immediata riconoscibilità e una fisionomia unica.
Forse Spotlight: Hardhead non sarà davvero il miglior prodotto in assoluto della IDW (dato che Spotlight: Shockwave resta sempre il nostro preferito), ma è di certo un prodotto di qualità elevatissima, dopo il quale non possiamo che attendere con enormi aspettative Maximum Dinobots, realizzato dalla stessa coppia di autori.

Hanno contribuito Jazzluca e Lastwhitelf
Storia: Simon Furman
Arte: Nick Roche
Colori: Kris Carter
Copertine di E.J. Su e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Luglio 2008.

Introduzione
“Imperturbabile, inflessibile, ligio alle regole: il suo compito è pulire i disastri altrui e provvedere al contenimento dei danni. Dove qualcun altro può essere riluttante o tergiversare, lui interviene, pronto a fare qualunque cosa sia necessaria… a chiunque. Da realista, comprende che ‘bot come lui hanno una vita breve, che il futuro è solo un grande buco nero pronto a inghiottirlo. Il suo nome…
E’ HARDHEAD!”

La storia
Sull’Arca 32, Nightbeat convince Hardhead ad accompagnarlo alla ricerca del suo frammento di passato perduto. Nightbeat non è solo preoccupato per i ricordi perduti, ma anche perché teme di poter diventare un pericolo per gli Autobot, se la sua mente ha subito anche altre alterazioni.
Il compito di Hardhead sarà eliminarlo alla prima bizzarria.
Su Gorlam Prime, la civiltà umanoide locale sta attraversando un’evoluzione accelerata: da organica a tecnorganica. E forse, molto presto, da tecnorganica a Transformer.
Ma per ora, è come se l’intero mondo si fosse fermato.
Trasformatisi in veicoli, Nightbeat e Hardhead si dirigono al sito di scavo dove Nightbeat ha eseguito l’ultima registrazione nota delle proprie indagini. Hardhead non si preoccupa nemmeno di evitare di urtare il traffico locale e scaglia veicoli in ogni direzione.
Ciò che li attende è una nutrita schiera di Micromaster (che però nessuno chiama con questo nome), un nuovo picco evolutivo della tecnologia veicolare. Almeno dodici veicoli li aggrediscono, con velocità, agilità e assalti letali che spiazzano lo stesso Hardhead.

Quando i due Autobot si ritirano, scoprono altri dodici Micromaster che li attendono al varco. E questa volta ci sono anche mezzi volanti.
Presi tra due fuochi, non hanno altra scelta. Hardhead si tuffa dalla strada sopraelevata, per scendere al livello inferiore. Ma dentro di sé sa che, prima o poi, i luoghi dove fuggire sono destinati a esaurirsi.
Su Corata Vaz, i Wrecker di Springer e la squadra di Hound attaccano l’invincibile Thunderwing, ma invano. No c’è verso di accedere alla grotta che il mostro custodisce.
E ciò significa che è impossibile scoprire cosa sia, al suo interno, a generare un picco di energia tanto elevato.
Al Penitenziario Autobot di Garrus-9, Optimus Prime e Prowl stanno coordinando le indagini, ormai consapevoli che le cose stanno crollando.
Jetfire ha ottenuto da Omega Supreme nuove informazioni: i due misteriosi Cybertroniani con cui si è imbattuta la squadra di Hound sono Galvatron e Cyclonus. Entrambi avevano fatto parte dell’equipaggio della Prima Arca, insieme a Nova Prime.
Per Optimus la strada è chiara: bisogna recarsi della Distesa Benzuli, dove l’Arca scomparve molto tempo fa.
Nell’Universo Morto, Nemesis Prime (ex Nova Prime) e Jhiaxus si incontrano sul relitto dell’Arca, per fare il punto della situazione. Quando giunsero in questo universo “maledetto, di lacrime fossilizzate”, la loro vita cambiò per sempre. Ma ora, grazie al loro lavoro, potranno tornare indietro, all’universo di luce. Solo che si porteranno appresso l’oscurità.
Jhiaxus riferisce che i tre Nega-Nuclei sono stati attivati, come i loro guardiani. Ma purtroppo Cyclonus ha svolto il suo compito male (e probabilmente di proposito) e ora gli Autobot stanno attaccando il luogo custodito da Thunderwing. Peggio ancora, Nightbeat è tornato su Gorlam Prime.
Nemesis non vuole ancora intervenire direttamente, per cui incarica Jhiaxus di occuparsene di persona.
Su Gorlam Prime, Nightbeat e Hardhead sono ora pressati dall’aviazione Micromaster. E si tuffano disperatamente nel pozzo del sito di scavo numero 4, dove ogni cosa, dal montacarichi ai tunnel, è a misura di Cybertroniano. Per Hardhead, quel luogo lo inghiotte come un giorno farà il buco nero che è il suo futuro.
E poi, si chiede Nightbeat, quel luogo è stato disseppellito… o è emerso spontaneamente dalla crosta planetaria?
Nightbeat si volta e punta il fucile alla fronte di Hardhead. Ora, a controllarlo, è qualcun altro.
E Hardhead non ha reagito in tempo.
Chi lo controlla (Jhiaxus, ma Hardhead non lo sa) spiega che Gorlam Prime è il modello della trasformazione che attende l’universo: la specie locale viene regolata e modellata per poter resistere alle condizioni più estreme di qualunque realtà. I Micromaster sono Gorlamiani evoluti, in sostanza. E questa evoluzione presto si estenderò a tutto il cosmo, quando due universi verranno fusi insieme, sotto il comando di un’elite Cybertroniana.
Un’elite di cui Hardhead non farà parte.
Nell’Ammasso Orcibe, la spietata Arcee ha rintracciato la base del capo dello spionaggio Decepticon, Banzaitron.
Al suo interno, qualcuno ha devastato ogni cosa e fatto strage degli occupanti. Banzaitron è sopravvissuto a stento, come anche Gutcruncher e Axer.
Gli sconosciuti assalitori hanno prelevato Monstructor e sono scomparsi.
Ma Banzaitron sa come rintracciarlo, e propone ad Arcee un’alleanza. E lei, pur di mettere le mani su Jhiaxus, accetta.
Su Gorlam Prime, Nightbeat spara. E Hardhead non subisce danni. Il suo nome (“Testa Dura”) non è solo un nome.
Hardhead si trasforma e fugge; in mezzo a quelle creature, ha la penosa situazione di essere rimasto al palo mentre intorno a lui l’universo andava avanti.
Il tunnel lo conduce a una porta blindata che dà su una vastissima caverna occupata da un lago. E’ la porta per l’Universo Morto, come gli spiega Nightbeat/Jhiaxus dopo averlo inseguito sin lì.
Ciò che lo popolava un tempo è perduto per sempre. Nulla vi può vivere, eccetto la cosa che mantiene in vita Jhiaxus e gli altri.
Ad Hardhead viene offerto di morire subito dolcemente o di resistere e soffrire in eterno.
Hardhead non si è mai fatto illusioni. Uno come lui, un risolutore di problemi, il cui lavoro è talmente sporco che va tenuto nascosto, è destinato a vivere poco. Una volta finita la guerra, in ogni caso, per i vincitori (chiunque siano) lui sarà una presenza imbarazzante. E verrà senza dubbio tolto di mezzo.
Quindi, tanto vale andarsene come è vissuto.
Hardhead abbassa l’arma. Poi la risolleva e spara alla testa di Nightbeat, perforandola e uccidendolo.
I Micromaster lo tempestano di fuoco e Hardhead cade a sua volta, affondando nel lago. Non sa cosa lo attenda: morte, cambiamento o altro ancora. Ma sa che affronterà il destino a testa alta.
Nell’Universo Morto, Jhiaxus annuncia la morte dello strumento (alias Nightbeat). Nemesis Prime ha quindi perso l’agente che avrebbe dovuto assassinare Optimus Prime. Non gli resta che entrare in azione direttamente.
E qualcosa si illumina nel suo torace.
Ai confini della Distesa Benzuli, una squadra scientifica Autobot (Cloudburst, Landmine, Groundbreaker e Waverider) riferisce a Jetfire che la distesa è scomparsa, inghiottita da una anomalia: un nulla dove i sensori non trovano nulla e le sonde scompaiono.
E probabilmente anche un Transformer farebbe la stessa fine, se vi entrassero.
Jetfire comunica al quartetto che li ha scelti “come volontari”. Per cosa, non lo dice chiaramente.
Su Garrus-9, Jetfire insiste sull’urgenza di risolvere il mistero dell’Anomalia. Optimus Prime si convince e gli dà il permesso di attuare il suo progetto: un tipo di potenziamento già usato da altri, e che richiede un ciclo di crescita attualmente ridotto a sole sei ore.
Searchlight annuncia una chiamata di Dealer, che chiede di parlare con Optimus.
Dealer è certo che la situazione attuale possa essere risolta sfruttando il contenitore della conoscenza totale: la Magnificenza.
Note
La pagina con la presentazione e i credits, solitamente in seconda di copertina, è stata scissa in due.
I Credits sono ora in una pagina interna, mentre la presentazione del personaggio è a pagina 2. La pagina 1 ospita un riassunto della puntata precedente.
La storia effettiva resta comunque di 22 pagine.
Denton J. Tipton ha confermato che si tratta di una diversa gestione presente solo negli albi pubblicati a Luglio.
La storia riprende risolve quasi tutti i misteri di Spotlight: Nightbeat e Spotlight: Galvatron, oltre ovviamente a sviluppare le vicende di Spotlight: Cyclonus.
Hardhead ha già eliminato altri Autobot in passato. Questa implicazione è materiale per un potenziale Spotlight.
Omega Supreme e Monstructor sono apparsi in Spotlight: Optimus Prime.
A pagina 8, nel grafico che analizza le forme di energia della caverna di Corata-Vaz compaiono i nomi di Tipton, Su e Roche. "Roche energy", "Su waves" e così via.
Se Thunderwing è il primo guardiano, chi saranno gli altri due? Quali potentissimi Transformer sono inspiegabilmente scomparsi di scena sinora?
Due candidati sono sicuramente Sixshot, che Galvatron ha adocchiato in Devastation #6, e Monstructor, che è scomparso definitivamente in questo stesso Spotlight: Hardhead.
Viene affrontato un argomento assai elusivo nella saga dei Transformer: la durata di vita dei personaggi. Con l’eccezione di Optimus e Megatron, i comprimari della serie sono normalmente presentati più o meno sullo stesso livello. Questo Spotlight precisa invece che anche tra i soldati semplici ci sono diversi livelli.
Nick Roche ha illustrato (e a volte riprogettato) una quantità immensa di Micromaster della G1. Niente di meglio della sceneggiatura originale per identificarli tutti:
ha scritto:Pagina 3 Ultima vignetta: Highjump.
Pagina 4 - Il quartetto davanti. Decepticon Sports Car Patrol. S-D: Hyperdrive, Roadhugger, Blackjack, Detour.- Seconda fila. Autobot Race Car Patrol. S-D: Swindler, Roadhandler, Freewheeler, Tailspin.- Angolo a sinistra: Autobot Construction Patrol. S-D: Crumble, Groundpounder, Takedown, Neutro.- A destra di Tailspin: Big Daddy.- Prendendo l’angolo d destra. Motorhead davanti, Rollorforce all’interno e Hub sulla destra estrema.- Sulla rampa posteriore, dal fondo in avanti: Barricade, Greaser, Groundhog.
Pagina 5 - Prima vignetta. S-D: Roadhandler, Swindler, Freewheeler e Tailspin.- Seconda vignetta: Roadhandler a sinistra e Tailspin a destra.- Ultima vignetta. S-D: Mudslinger, Powertrain, Tote, Highjump, Sidetrack, Flak, Bigshot, Dropshot, Bombshock, Grown, Tracer.
Pagina 10 Ultima vignetta: Tracer.
Pagina 11 Vignetta 5. I più vicini a Hardead: Tailwind, Whisper, Stormcloud e Nightflight.Nella seconda fila. D-S: Eagle Eye, Sky High, Blaze Master e Treadbolt.
Pagina 16 Ultima vignetta. S-D: Big Daddy, Barricade, Roadhandler, Nightflight, Flak e Crumble.
Pagina 17. - Terza Vignetta. Swindler, Tote (in piedi), Motorhead e Big Shot (gambe).- Quarta vignetta: Crumble, Neutro, Groundpounder e Takedown.
Pagina 18 Ultima vignetta. A sinistra di Nightbeat, partendo dal primo: Whisper, Takedown e Groundhog.Alla sua destra, partendo dal primo: Eagle Eye, Treadbolt. Big Daddy e Tailspin.
Sembrerebbe che Nemesis Prime abbia ancora con sé la Matrice. O almeno una Matrice.
Non è detto esplicitamente, ma l’unica cosa viva dell’Universo Morto che tiene in vita il gruppo di Nemesis Prime potrebbe essere la sua stessa Matrice.
La testa di Jhiaxus nel mezzo di due vignette della tavola 10 è un chiaro omaggio alla grafica della serie G2 Marvel da cui nasce il personaggio.
In base alle sue sibilline affermazioni, il progetto di Jetfire è quasi sicuramente una nuova infornata di Involucri Pretender (dato che parla di un “ciclo di crescita”, l’opzione Computron sembra da scartare).
Resta da capire se Cloudburst, Landmine, Groundbreaker e Waverider saranno i volontari di questo progetto o se Jetfire lo userà su se stesso.
Simon Furman potrebbe infatti riservarci una sorpresa nello stile dell’Headmaster Sunstreaker.
Lo scopo? Sembrerebbe che Jetfire voglia ricorrere agli Involucri Pretender per consentire ai suoi robot di entrare nell’Anomalia e continuare a funzionare.

Curiosamente, l’ultima didascalia di Hardhead è composta da due parole sole, “… head on!” (“a testa alta”), che pur essendo parte del contesto caratteriale del nuovo Hardhead, possono anche essere viste come un riferimento alla serie animata giapponese di Headmasters.
Dealer e la Magnificenza sono entrati in scena in Spotlight: Hot Rod.
Con questo Spotlight, l’introduzione apparentemente casuale di Hardhead in Escalation acquisisce un tetro significato.
Hardhead potrebbe facilmente essere sopravvissuto, dato che è “morto” tuffandosi nel varco stesso per l’Universo Morto.
Nightbeat è stato eliminato con un colpo preciso quanto un laser chirurgico, che potrebbe anche avere solo rimosso il congegno di controllo innestatogli da Jhiaxus. Forse Nightbeat non è del tutto morto e rinascerà come Headmaster.
In rete c’è chi ha teorizzato che Verity diverrà la compagna binaria di Nightbeat, in omaggio a Minerva di Masterforce.
Ma c’è anche chi risponde che Jimmy Pink sarà il compagno di Arcee, per giustificare il cognome.
Da notare che la targa di Nightbeat è proprio M1N3RV4.
Mentre l’evoluzione tecnorganica dei Gorlamiani era stata indovinata da molti, l’alleanza tra Arcee e Banzaitron è una svolta della trama che nessuno avrebbe potuto prevedere.
Siamo ormai abituati al rinnovamento originale e intelligente con cui Furman attualizza i concetti più goffi dell’universo G1: i Pretender, le Femmine Autobot, gli Insecticon, i Combiner. Ora, anche i Micromaster si rivelano parte di questa reinvenzione, che si spinge però persino oltre (dove nessun autore era mai giunto prima?).
Stupefacente la determinazione con cui Jetfire sceglie i quattro volontari. Ancora una volta, Furman ci ricorda che le ingenuità della G1 sono lontane.
Se non è una battuta, pare che Roche abbia inserito nell’arte anche un riferimento ad Anne-Marie, la sua attuale compagna.
La sceneggiatura rivela che l’autore dell’impianto nella testa di Nightbeat è Straxus, ma la mente che l’ha orchestrato è quella di Jhiaxus.
Il ruolo di problem-solver di Hardhead è un omaggio al signor Wolf del film Pulp Fiction di Quentin Tarantino.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.

Osservazioni
L’accoglienza a Spotlight: Hardhead in rete è stata così unanimemente entusiastica da non avere quasi precedenti.
E non è difficile capirne il motivo: come abbiamo già avuto occasione di dire, nei venti anni in cui Simon Furman ha scritto i Transformer, questi hanno continuato a maturare ed evolversi, divenendo sempre più raffinati e adulti. I lettori cresciuti con lui hanno quindi potuto godere di questo percorso di crescita parallelo all’evolversi dei loro stessi gusti.
Questo nuovo capitolo di Revelation, oltre a essere un’ennesima dimostrazione della grandiosità della trama intessuta da Simon Furman in questi tre anni di storie IDW, è anche l’apice (l’apoteosi?) della narrazione per adulti che è diventata la sua saga. Lo ribadiamo per l’ennesima volta: “per adulti” non nel senso di “sesso e violenza”, ma nel senso di complessità dei collegamenti e delicatezza dei temi trattati.
La storia è eccellente sotto tutti gli aspetti.
Eccellente è il bilanciamento tra la narrazione personale di Hardhead e l’avanzamento della vicenda di Revelation. Un’ulteriore prova di quanto la scelta iniziale delle miniserie di sei albi sia stata una forzatura infelice: peccato che ora siano altri a beneficiare del cambiamento di rotta.
Eccellente è la quantità di colpi di scena e sviluppi imprevisti anche per i fan più duri e puri.
Eccellente è soprattutto la caratterizzazione di Hardhead: il personaggio originale, tanto convenzionale quanto opaco, rivela ora profondità caratteriali tanto inattese quanto gradite.
Pragmatico, sobrio, triste, consapevole del proprio destino, quasi un nichilista: eppure. non rassegnato a rinunciare a se stesso.
Eccellente è la contrapposizione tra il brutale pragmatismo della sintesi dei dialoghi di Hardhead e l’amara ma nobile consapevolezza fatalista del suo monologo interiore.
E’ anche impressionante che esista un Autobot capace di uccidere i compagni a comando e con tale sangue freddo.
Memorabili le battute di Hardhead. Lo “Sure” in risposta all’elaborata richiesta speciale di Nightbeat e la sorpresa di “Hard… Head. It’s NOT just a name, you know.”.
E ancora, il suo commento sulla guerra in corso: “All this petty strife and conflict...”
Ci fermiamo qui, ma ogni singola frase di Hardhead in questo albo meriterebbe di essere analizzata, perché ognuna di esse fa emergere un lato diverso del complesso mosaico della sua personalità. E dire che Hardhead afferma di essere solo un risolutore di problemi e che in lui c’è poco altro.
Eccellente è, in quest’ultimo ambito, come Simon Furman tratteggi con efficacia e incisività il personaggio. Ogni frase è scelta e cesellata con la cura di un orafo incisore: il lessico non è mai banale; non c’è mai una parola di troppo; non c’è mai una ridondanza.
Eccellente è anche l’arte di Nick Roche, una felicissima scoperta della IDW (che la Dreamwave si fece scioccamente sfuggire).
Il suo stile corposo e astratto, quasi una versione evoluta ed estremizzata di Animated, produce visioni futuristiche e aliene con grande agilità e naturalezza, immergendovi e integrandovi impeccabilmente le sue figure tipicamente vigorose e vibranti dei Transformer. Il suo stile così personale ed energico riesce a infondere in ogni vignetta una grande quantità di dettagli, senza che questo vada mai a discapito della leggibilità dell’immagine. Anzi, più gli sfondi sono accurati, più i personaggi in primo piano sembrano risaltare.
Questa dote risplende al massimo nell’audace scelta di Simon Furman di mettere in scena così tanti Micromaster. Se esperienze precedenti di questo tipo erano sfociate nell’incomprensibilità grafica, questa volta succede l’esatto contrario. Roche illustra con attenzione e scrupolo ogni singolo Micromaster, garantendone un’immediata riconoscibilità e una fisionomia unica.
Forse Spotlight: Hardhead non sarà davvero il miglior prodotto in assoluto della IDW (dato che Spotlight: Shockwave resta sempre il nostro preferito), ma è di certo un prodotto di qualità elevatissima, dopo il quale non possiamo che attendere con enormi aspettative Maximum Dinobots, realizzato dalla stessa coppia di autori.

Hanno contribuito Jazzluca e Lastwhitelf

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.
















