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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight: Cyclonus (Revelation #1 di 4)
"Spotlight: Cyclonus" (Revelation #1 di 4)
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Kris Carter
Copertine di E.J. Su e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Giugno 2008.
Numerazione che prosegue quella di Devastation: #23
Introduzione
"Pur essendo così impulsivo e imprevedibile, Cyclonus brama soprattutto l'ordine. Per lui, l'universo è caotico e esasperante di natura e Cyclonus crede che, se riuscisse a imporvi struttura e
controllo, allora anche la sua personale mutevolezza diminuirebbe di conseguenza.
Il sogno di espansione di Nova Prime, il suo desiderio di imporre l'ideale Cybertroniano all'intero universo, è in perfetta sintonia con le esigenze di Cyclonus.
Fieramente e palesemente patriottico, Cyclonus crede totalmente in Cybertron (e nella razza Cybertroniana come una sorta di modello dell'esistenza): per lui, coloro che ritiene abbiano causato il declino e la caduta del pianeta sono semplicemente… il nemico!"
La storia
Cyclonus è tornato sul guscio devastato e disabitato che è Cybertron.
Non sa bene perché, ma desidera vedere in prima persona ciò che ne è stato del suo bellissimo e amatissimo pianeta. E la devastazione è colpa di coloro che lo ereditarono dopo che lui, insieme ad altri, scomparve completamente durante il misterioso viaggio della Prima Arca.
Una rabbia senza pari sboccia dentro di lui, annullando la razionalità. Qualcuno deve pagare per ciò che è accaduto al gioiello che era Cybertron.
L'Arca-12 è diretta verso Garrus-9. A bordo si trova la squadra capeggiata da Hound: Warpath, Skram, Road Rocket e Sideswipe.
Sideswipe è davvero contrariato dalla destinazione della squadra: fino a poco tempo prima, infatti, la loro missione avrebbe dovuto essere quella di recarsi sulla Terra per scoprire cosa fosse stato di Sunstreaker.
Hound cerca di fargli comprendere il concetto di priorità, ma viene interrotto da un improvviso attacco. E' Cyclonus, che li ha scelti per sfogare la propria rabbia.
Senza riuscire a identificarlo, gli Autobot prima gli intimano invano di desistere e poi lo attaccano, distruggendolo.
Lasciata una boa di segnalazione per ulteriori indagini da eseguire in un secondo tempo, riprendono la loro rotta.
Ma il misterioso jet sconosciuto torna ad attaccarli: era stato senza dubbio distrutto, ma ora è nuovamente in funzione.
Su un'altra nave spaziale, Ultra Magnus è stato a sua volta convocato da Optimus Prime. Mentre sta preparando i file relativi ai suo nuovi obiettivi, i Transformer detti Monstructor-Six (i Sei di Monstructor), riceve una richiesta di soccorso dalla nave di Hound.
Nel carcere di massima sicurezza di Garrus-9, Optimus Prime fa il punto della situazione: il carcere è stato invaso dai Decepticon di Banzaitron e, dopo un feroce scontro, i Monstructor-Six sono stati
liberati e i Decepticon sono fuggiti.
Il suo braccio destro, Prowl, riporta che un superstite Decepticon è stato ritrovato in una delle navi abbattute: o almeno, un superstite dello schianto della nave. Perché poi, qualcuno lo ha legato,
torturato e decapitato.
Optimus chiede spiegazioni, ma né il direttore del carcere (Fortress Maximus), né l'ufficiale scientifico (Jetfire) sanno dare spiegazioni.
Optimus assegna a Fortress l'incarico di rimettere in funzione il carcere, mentre Ultra Magnus userà le sue competenze per riportare sotto chiave i Monstructor-Six.
A bordo dell'Arca-32, Nightbeat ha finalmente rintracciato le registrazioni personali della sua avventura su Gorlam Prime.
L'unica nota stonata è che lui non ricorda di essere mai stato su quel pianeta. Per chiarire questo enigma, non gli resta quindi che tornarvi, ma non certo da solo: con lui andrà Hardhead.
La parte razionale di Cyclonus ha ceduto a quella più istintiva, per quanto la cosa gli dispiaccia. E nello scontro con l'Arca-12, il vantaggio che ciò che conferisce è palese.
Ma l'intervento di una seconda nave (quella di Ultra Magnus) lo costringe alla ritirata. Dopotutto, non può dimenticarsi che l'Espansione è ormai prossima e che lui ha un lavoro da fare. E poi, che importa una battaglia: quando l'Espansione avrà luogo, tutti quei Cybertroniani saranno polvere.
Magnus decide di inseguire questo Decepticon sbandato, chiunque egli sia.
E Hound, su incitazione di Sideswipe, non può essere da meno.
Sulla piattaforma bellica spaziale Zuska, appartenente ai Decepticon, un consulente del servizio segreto di Banzaitron è caduto nelle mani della Cybertroniana che sta dando la caccia ai Monstructor-Six.
E' la psicotica Arcee, che torturandolo fin quasi a ucciderlo, ottiene finalmente le informazioni che cerca: e cioè, dove Banzaitron abbia portato i sei Gestalt.
Cyclonus raggiunge lo spoglio mondo di Corata-Vaz. Deve agire rapidamente: entro un ciclo, dovrà tornare nell'Universo Morto, se non vuole dover affrontare l'oblio.
Di tutti loro, solo Galvatron sembra capace di sopportare più a lungo l'esposizione alla realtà dei vivi. E nessuno sa perché.
Il piano di Nemesis Prime (ex Nova Prime) prevede che presto tutti loro facciano comunque ritorno in questa realtà, per sempre. A questo scopo, la missione di Cyclonus su Corata-Vaz è duplice: in un
laboratorio sotterraneo, deve approntare il Nega-Nucleo (Nega-Core) e attivare il Guardiano.
Cyclonus svolge il primo compito, ma davanti al secondo esita: si tratta, dopotutto, di scatenare di nuovo l'incubo che un tempo devastò Cybertron. E un patriota come lui non può farlo: il piano di Nemesis Prime non corre comunque rischi, dato che è impossibile che qualcuno incappi per caso nel Nega-Nucleo.
Cyclonus lascia il laboratorio senza adempiere al secondo compito. Ma, all'esterno, trova Ultra Magnus e la squadra di Hound ad attenderlo. Grazie all'istigazione di Sideswipe, lo scontro divampa immediatamente. Cyclonus combatte ferocemente (e un suo raggio fa deperire in modo innaturale un braccio di Hound), ma il numero soverchiante degli avversari lo mette in difficoltà.
E finalmente, Cyclonus vede le cose con chiarezza: la sua vera natura è quella che trionfa ora, nella furia della battaglia.La verità è che Cyclonus è sempre stato un essere di istinti bestiali, mentre la sua personalità intellettuale e riflessiva era in realtà una costruzione artificiale. Una vuota facciata. Di conseguenza, lui stesso è l'elemento imperfetto e imprevedibile che Nemesis Prime, coi suoi grandi piani di perfezione, sta cercando di rimuovere dall'universo.
Compreso questo, Cyclonus agisce: sparando una singola mano, la invia all'interno del laboratorio, dove il Guardiano viene riattivato.
Gli Autobot lo scoprono quando tentano di entrarvi, perché la colossale figura di Thunderwing li respinge con una violenza spaventosa. Ma Thunderwing è ora soltanto un guardiano: non li insegue
oltre i limiti del laboratorio, ma nemmeno permetterà loro di accedervi.
Cyclonus approfitta del diversivo per fuggire e fare ritorno all'Universo Morto.
Ultra Magnus gli mette alle costole un non meglio identificato velivolo lanciato dalla sua astronave.
Optimus Prime, informato degli eventi, ordina che Corata-Vaz sia sottoposta a costante sorveglianza. A Jetfire assegna l'incarico di scoprire cosa si nasconda in quella caverna.
E a Prowl ordina di convocare i Wrecker, prima che sia troppo tardi.
Nella Distesa Benzuli, le forze dell'Universo Morto sono pronte a dare inizio al loro piano. Con grande meticolosità, ogni cosa è stata pianificata perché avvenga in impeccabile sincronia.
Nemesis Prime, Jhiaxus, Galvatron, Straxus e Grindcore si apprestano a dare inizio alla loro transizione.
Note
Le quattro copertine di E.J. Su per la miniserie di Revelation possono essere affiancate per creare un'unica immagine.
Quelle realizzate da Nick Roche hanno invece la caratteristica di essere ispirate a una versione molto elaborata e raffinata dello stile di Transformers Animated.
L'aspetto di Cyclonus è stato rielaborato per citare, nel volto, il demone Oni della tradizione giapponese e, nel corpo, l'armatura di un samurai.
La squadra di Hound ha esordito nell'albo Spotlight: Galvatron.
Sull'Arca-12, Warpath è l'ufficiale alle armi, Skram quello alle comunicazioni, Road Racket è il pilota e Sideswipe si occupa dei motori.
Gli eventi di Garrus-9 sono stati narrati in Spotlight: Arcee.
Optimus Prime ha ordinato alla squadra di Hound un cambio di rotta in Devastation #6.
Sideswipe si dimostra insofferente e irriverente nei confronti delle gerarchie sin quasi a sfiorare l'insubordinazione. Si tratta della classica ed elegante evoluzione in stile Simon Furman: è basata sulle caratteristiche effettive del personaggio G1 originale, ma ne rivela anche lati inediti.
Il grande spazio concesso a Sideswipe (e alla sua personalità) è un gustoso antipasto del quarto capitolo di questa saga, Spotlight: Sideswipe.
Hound crede che i jet assalitori siano due. Come dire: due Cyclonus. E' un possibile riferimento a The Animated Movie del 1986, dove la genesi di Cyclonus lo mostra in compagnia di un suo gemello (il famigerato Armada).
Dato che la definizione Pretender Monster non può ovviamente essere applicata per i sei Combiner, ecco che finalmente viene coniato il loro nuovo nome collettivo di Monstructor-Six.
Fortress e Jetfire sanno benissimo chi ha torturato e decapitato il Decepticon. Si tratta di Arcee, una Autobot particolarmente pericolosa che, in Spotlight: Arcee, i due hanno deliberatamente lasciato fuggire dal carcere perché dia la caccia ai Monstructor-Six.
La scena con la reazione dell'equipaggio dell'Arca-12 all'attacco di Cyclonus ha un'atmosfera davvero molto da Star Trek.
Come spiegato in Spotlight: Ultra Magnus, Ultra Magnus svolge il delicato compito di arrestare i Transformer di ogni fazione che violino gli accordi bellici super partes.
La scelta di far entrare in gioco Ultra Magnus gira intorno alla rivalità tra questo Autobot e Cyclonus, come vista in certi episodi della Stagione 3 G1 animata e nella saga G1 Marvel UK di "Obiettivo: 2006".
Nightbeat finalmente riprende la sottotrama lasciata in sospeso sin dal finale di Spotlight: Nightbeat (e riemersa in Devastation #6). Questo evento porta al successivo albo di questo ciclo: Spotlight: Hardhead.
La registrazione personale di Nightbeat mostra il suo volto in primo piano e si può notare che ha una struttura cranica diversa: ciò dipende dal fatto che all'epoca della registrazione, per muoversi liberamente su Gorlam Prime, Nightbeat si era riformattato adeguatamente.
L'anonimo Decepticon torturato da Arcee ha una singolare somiglianza strutturale con Sunstreaker, quasi fosse uno dei cloni della Machination.
Il Nega-Nucleo è stato nominato anche da Jhiaxus in Spotlight: Arcee.
Il piano di Nemesis Prime, come descritto da Cyclonus, prevede che l'intero universo divenga una macchina di perfezione, con Cybertron al suo centro per dettarne forma e funzionamento. Si tratta di una visione da fanatici della purezza razziale che ricorda molto quella dei Decepticon della Generation 2, anche se qui è ancora più vasta e letale.
Cyclonus dice inoltre "quando tutti saremo uno solo", unendo a questa visione anche una perversione del classico motto Autobot noto sin da The Animated Movie del 1986.
Il corpo inanimato Thunderwing è stato catturato dalle forze dell'Universo Morto in Spotlight: Galvatron.
Ultra Magnus dichiara di essere il massimo esperto di inseguimenti a lunga distanza. La sonda/drone che mette alle calcagna di Cyclonus ne è la prova.
Esistono più "punti di transizione" tra questo universo e l'Universo Morto.
Un amatissimo Decepticon della serie G1 Marvel ricompare dopo moltissimi anni: è Straxus, il tiranno di Polyhex visto per la prima volta negli albi Marvel US #17-18.
Grindcore è invece un personaggio completamente nuovo.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Sebbene non sia mai stato detto a chiare lettere, l'arco narrativo di Revelation è stato trasformato in un quartetto di Spotlight nel tentativo di migliorare le vendite, che per gli archi di Infiltration/Escalation/Devastation erano andate in calando.
Sicuramente a questa diminuzione delle vendite ha influito l'infelice scelta editoriale di farne tre miniserie di sei albi l'una, quando Simon Furman stava palesemente scrivendo la storia come se fosse una serie mensile regolare. I lettori si sono resi conto presto di come le sottotrame venissero allungate o compresse per rispettare i limiti dei sei albi e hanno rivolto le loro attenzioni ad altri prodotti, come gli Spotlight, che nella loro natura semi-autonoma sono molto più appaganti: pur portando avanti una saga più ampia, ognuno di essi è infatti strutturato per funzionare anche come racconto autonomo.
E non c'è nulla che dia più soddisfazione che giungere all'ultima pagina di una storia e leggere un finale che sia veramente tale.
Ma il risultato di questo cambio di rotta è uno Spotlight effettivo?
Sicuramente la figura rinnovata di Cyclonus è dipinta con l'abituale bravura di Simon Furman, che lo trasforma senza stravolgerlo. La fedeltà cieca a Galvatron del personaggio originale si trasforma qui nell'amore patriottico assoluto verso Cybertron; il conflitto vissuto da Cyclonus della serie animata G1, tra la fedeltà a Galvatron e l'esigenza di placare la sua follia per il bene dei Decepticon sublima qui in un conflitto interiore tra razionalità e istinto bestiale.
Il percorso personale di Cyclonus si compie pienamente e alla fine dell'albo la sua vera natura gli è ormai chiara: curiosamente, però, l'accettazione del proprio essere caotico e irrazionale è descritta
con un nitore intellettuale e cristallino, come se in realtà Cyclonus avesse trovato una mediazione tra i due aspetti della sua natura conflittuale, prendendo il meglio da entrambi ed evolvendosi in qualcosa di nuovo.
Non è un caso: come spiegato esplicitamente in Spotlight: Wheelie, i Transformer vivono solo finché continuano a cambiare.
Lo spazio per l'esposizione di questa evoluzione risulta però un po' angusto. Le numerose sottotrame della componente originale di questa saga (che era stata pensata in altra forma, da cui il titolo complessivo di Revelation) si impongono con forza, rubando moltissimo spazio al protagonista ufficiale della storia.
E' però solamente un vizio di forma, che non compromette l'ottima qualità dell'albo: basta non considerare la dicitura Spotlight e leggerlo come storia corale, per godersi con piena soddisfazione l'intensità della narrazione, le numerose trame convergenti e l'inebriante abbondanza di personaggi.
Anzi, l'esigenza combinata di condensare la narrazione in "soli" quattro capitoli e di dare voce alla prospettiva di uno dei protagonisti ha fatto solo bene a questa storia.
Paradossalmente (e involontariamente), questo cambio di rotta corregge il difetto principale delle saghe di Infiltration/Escalation/Devastation, che era quello di non esplorare mai la psicologia dei personaggi tramite il discorso diretto.
Una scelta stilistica che a molti è sempre parsa insolita, perché lo stesso Simon Furman l'ha utilizzata con grande maestria negli Spotlight e in Stormbringer. Il sospetto è che si sia trattato di una poco felice decisione editoriale, imposta a Furman dai supervisori dell'epoca. Ciò parrebbe appunto confermato dalle scelte compiute per Revelation, che coincidono con l'azione di un nuovo supervisore.
All'eccellente qualità narrativa corrisponde una equivalente fattura artistica. L'arte di E.J. Su sembra raggiungere nuove vette di chiarezza e ricchezza di dettagli. Nonostante la presenza di una mole enorme di personaggi, l'artista ha il completo controllo della situazione e della narrazione grafica: ogni singolo Transformer è illustrato con grande cura, meticolosità e precisione.
E' davvero un sollievo poter osservare e comprendere finalmente la figura di Fortress Maximus, dopo il suo esordio quasi indecifrabile in Spotlight: Arcee!
Allo splendore della componente artistica contribuisce anche la colorazione di Kris Carter: nitida, brillante, precisa e in perfetta sintonia con gli intenti dell'artista (tanto che le stesse onomatopeedisegnate a mano da E.J. Su vengono esaltate dal colore).
In conclusione, ci dispiace un po' che Revelation sia stata relegata a prodotto minore circoscritto a quattro albi, ma nello stesso tempo l'impeccabile fattura di questo primo capitolo è anche il miglior premio per la pazienza di aver seguito fedelmente il lavoro di preparazione eseguito da Simon Furman in questi tre anni.
A proposito del numero di capitoli: quattro albi è anche la lunghezza dell'altro capolavoro di Simon Furman per la IDW, la celebrata Stormbringer. Probabilmente non è un caso.
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Kris Carter
Copertine di E.J. Su e Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Giugno 2008.
Numerazione che prosegue quella di Devastation: #23
Introduzione
"Pur essendo così impulsivo e imprevedibile, Cyclonus brama soprattutto l'ordine. Per lui, l'universo è caotico e esasperante di natura e Cyclonus crede che, se riuscisse a imporvi struttura e
controllo, allora anche la sua personale mutevolezza diminuirebbe di conseguenza.
Il sogno di espansione di Nova Prime, il suo desiderio di imporre l'ideale Cybertroniano all'intero universo, è in perfetta sintonia con le esigenze di Cyclonus.
Fieramente e palesemente patriottico, Cyclonus crede totalmente in Cybertron (e nella razza Cybertroniana come una sorta di modello dell'esistenza): per lui, coloro che ritiene abbiano causato il declino e la caduta del pianeta sono semplicemente… il nemico!"
La storia
Cyclonus è tornato sul guscio devastato e disabitato che è Cybertron.
Non sa bene perché, ma desidera vedere in prima persona ciò che ne è stato del suo bellissimo e amatissimo pianeta. E la devastazione è colpa di coloro che lo ereditarono dopo che lui, insieme ad altri, scomparve completamente durante il misterioso viaggio della Prima Arca.
Una rabbia senza pari sboccia dentro di lui, annullando la razionalità. Qualcuno deve pagare per ciò che è accaduto al gioiello che era Cybertron.
L'Arca-12 è diretta verso Garrus-9. A bordo si trova la squadra capeggiata da Hound: Warpath, Skram, Road Rocket e Sideswipe.
Sideswipe è davvero contrariato dalla destinazione della squadra: fino a poco tempo prima, infatti, la loro missione avrebbe dovuto essere quella di recarsi sulla Terra per scoprire cosa fosse stato di Sunstreaker.
Hound cerca di fargli comprendere il concetto di priorità, ma viene interrotto da un improvviso attacco. E' Cyclonus, che li ha scelti per sfogare la propria rabbia.
Senza riuscire a identificarlo, gli Autobot prima gli intimano invano di desistere e poi lo attaccano, distruggendolo.
Lasciata una boa di segnalazione per ulteriori indagini da eseguire in un secondo tempo, riprendono la loro rotta.
Ma il misterioso jet sconosciuto torna ad attaccarli: era stato senza dubbio distrutto, ma ora è nuovamente in funzione.
Su un'altra nave spaziale, Ultra Magnus è stato a sua volta convocato da Optimus Prime. Mentre sta preparando i file relativi ai suo nuovi obiettivi, i Transformer detti Monstructor-Six (i Sei di Monstructor), riceve una richiesta di soccorso dalla nave di Hound.
Nel carcere di massima sicurezza di Garrus-9, Optimus Prime fa il punto della situazione: il carcere è stato invaso dai Decepticon di Banzaitron e, dopo un feroce scontro, i Monstructor-Six sono stati
liberati e i Decepticon sono fuggiti.
Il suo braccio destro, Prowl, riporta che un superstite Decepticon è stato ritrovato in una delle navi abbattute: o almeno, un superstite dello schianto della nave. Perché poi, qualcuno lo ha legato,
torturato e decapitato.
Optimus chiede spiegazioni, ma né il direttore del carcere (Fortress Maximus), né l'ufficiale scientifico (Jetfire) sanno dare spiegazioni.
Optimus assegna a Fortress l'incarico di rimettere in funzione il carcere, mentre Ultra Magnus userà le sue competenze per riportare sotto chiave i Monstructor-Six.
A bordo dell'Arca-32, Nightbeat ha finalmente rintracciato le registrazioni personali della sua avventura su Gorlam Prime.
L'unica nota stonata è che lui non ricorda di essere mai stato su quel pianeta. Per chiarire questo enigma, non gli resta quindi che tornarvi, ma non certo da solo: con lui andrà Hardhead.
La parte razionale di Cyclonus ha ceduto a quella più istintiva, per quanto la cosa gli dispiaccia. E nello scontro con l'Arca-12, il vantaggio che ciò che conferisce è palese.
Ma l'intervento di una seconda nave (quella di Ultra Magnus) lo costringe alla ritirata. Dopotutto, non può dimenticarsi che l'Espansione è ormai prossima e che lui ha un lavoro da fare. E poi, che importa una battaglia: quando l'Espansione avrà luogo, tutti quei Cybertroniani saranno polvere.
Magnus decide di inseguire questo Decepticon sbandato, chiunque egli sia.
E Hound, su incitazione di Sideswipe, non può essere da meno.
Sulla piattaforma bellica spaziale Zuska, appartenente ai Decepticon, un consulente del servizio segreto di Banzaitron è caduto nelle mani della Cybertroniana che sta dando la caccia ai Monstructor-Six.
E' la psicotica Arcee, che torturandolo fin quasi a ucciderlo, ottiene finalmente le informazioni che cerca: e cioè, dove Banzaitron abbia portato i sei Gestalt.
Cyclonus raggiunge lo spoglio mondo di Corata-Vaz. Deve agire rapidamente: entro un ciclo, dovrà tornare nell'Universo Morto, se non vuole dover affrontare l'oblio.
Di tutti loro, solo Galvatron sembra capace di sopportare più a lungo l'esposizione alla realtà dei vivi. E nessuno sa perché.
Il piano di Nemesis Prime (ex Nova Prime) prevede che presto tutti loro facciano comunque ritorno in questa realtà, per sempre. A questo scopo, la missione di Cyclonus su Corata-Vaz è duplice: in un
laboratorio sotterraneo, deve approntare il Nega-Nucleo (Nega-Core) e attivare il Guardiano.
Cyclonus svolge il primo compito, ma davanti al secondo esita: si tratta, dopotutto, di scatenare di nuovo l'incubo che un tempo devastò Cybertron. E un patriota come lui non può farlo: il piano di Nemesis Prime non corre comunque rischi, dato che è impossibile che qualcuno incappi per caso nel Nega-Nucleo.
Cyclonus lascia il laboratorio senza adempiere al secondo compito. Ma, all'esterno, trova Ultra Magnus e la squadra di Hound ad attenderlo. Grazie all'istigazione di Sideswipe, lo scontro divampa immediatamente. Cyclonus combatte ferocemente (e un suo raggio fa deperire in modo innaturale un braccio di Hound), ma il numero soverchiante degli avversari lo mette in difficoltà.
E finalmente, Cyclonus vede le cose con chiarezza: la sua vera natura è quella che trionfa ora, nella furia della battaglia.La verità è che Cyclonus è sempre stato un essere di istinti bestiali, mentre la sua personalità intellettuale e riflessiva era in realtà una costruzione artificiale. Una vuota facciata. Di conseguenza, lui stesso è l'elemento imperfetto e imprevedibile che Nemesis Prime, coi suoi grandi piani di perfezione, sta cercando di rimuovere dall'universo.
Compreso questo, Cyclonus agisce: sparando una singola mano, la invia all'interno del laboratorio, dove il Guardiano viene riattivato.
Gli Autobot lo scoprono quando tentano di entrarvi, perché la colossale figura di Thunderwing li respinge con una violenza spaventosa. Ma Thunderwing è ora soltanto un guardiano: non li insegue
oltre i limiti del laboratorio, ma nemmeno permetterà loro di accedervi.
Cyclonus approfitta del diversivo per fuggire e fare ritorno all'Universo Morto.
Ultra Magnus gli mette alle costole un non meglio identificato velivolo lanciato dalla sua astronave.
Optimus Prime, informato degli eventi, ordina che Corata-Vaz sia sottoposta a costante sorveglianza. A Jetfire assegna l'incarico di scoprire cosa si nasconda in quella caverna.
E a Prowl ordina di convocare i Wrecker, prima che sia troppo tardi.
Nella Distesa Benzuli, le forze dell'Universo Morto sono pronte a dare inizio al loro piano. Con grande meticolosità, ogni cosa è stata pianificata perché avvenga in impeccabile sincronia.
Nemesis Prime, Jhiaxus, Galvatron, Straxus e Grindcore si apprestano a dare inizio alla loro transizione.
Note
Le quattro copertine di E.J. Su per la miniserie di Revelation possono essere affiancate per creare un'unica immagine.
Quelle realizzate da Nick Roche hanno invece la caratteristica di essere ispirate a una versione molto elaborata e raffinata dello stile di Transformers Animated.
L'aspetto di Cyclonus è stato rielaborato per citare, nel volto, il demone Oni della tradizione giapponese e, nel corpo, l'armatura di un samurai.
La squadra di Hound ha esordito nell'albo Spotlight: Galvatron.
Sull'Arca-12, Warpath è l'ufficiale alle armi, Skram quello alle comunicazioni, Road Racket è il pilota e Sideswipe si occupa dei motori.
Gli eventi di Garrus-9 sono stati narrati in Spotlight: Arcee.
Optimus Prime ha ordinato alla squadra di Hound un cambio di rotta in Devastation #6.
Sideswipe si dimostra insofferente e irriverente nei confronti delle gerarchie sin quasi a sfiorare l'insubordinazione. Si tratta della classica ed elegante evoluzione in stile Simon Furman: è basata sulle caratteristiche effettive del personaggio G1 originale, ma ne rivela anche lati inediti.
Il grande spazio concesso a Sideswipe (e alla sua personalità) è un gustoso antipasto del quarto capitolo di questa saga, Spotlight: Sideswipe.
Hound crede che i jet assalitori siano due. Come dire: due Cyclonus. E' un possibile riferimento a The Animated Movie del 1986, dove la genesi di Cyclonus lo mostra in compagnia di un suo gemello (il famigerato Armada).
Dato che la definizione Pretender Monster non può ovviamente essere applicata per i sei Combiner, ecco che finalmente viene coniato il loro nuovo nome collettivo di Monstructor-Six.
Fortress e Jetfire sanno benissimo chi ha torturato e decapitato il Decepticon. Si tratta di Arcee, una Autobot particolarmente pericolosa che, in Spotlight: Arcee, i due hanno deliberatamente lasciato fuggire dal carcere perché dia la caccia ai Monstructor-Six.
La scena con la reazione dell'equipaggio dell'Arca-12 all'attacco di Cyclonus ha un'atmosfera davvero molto da Star Trek.
Come spiegato in Spotlight: Ultra Magnus, Ultra Magnus svolge il delicato compito di arrestare i Transformer di ogni fazione che violino gli accordi bellici super partes.
La scelta di far entrare in gioco Ultra Magnus gira intorno alla rivalità tra questo Autobot e Cyclonus, come vista in certi episodi della Stagione 3 G1 animata e nella saga G1 Marvel UK di "Obiettivo: 2006".
Nightbeat finalmente riprende la sottotrama lasciata in sospeso sin dal finale di Spotlight: Nightbeat (e riemersa in Devastation #6). Questo evento porta al successivo albo di questo ciclo: Spotlight: Hardhead.
La registrazione personale di Nightbeat mostra il suo volto in primo piano e si può notare che ha una struttura cranica diversa: ciò dipende dal fatto che all'epoca della registrazione, per muoversi liberamente su Gorlam Prime, Nightbeat si era riformattato adeguatamente.
L'anonimo Decepticon torturato da Arcee ha una singolare somiglianza strutturale con Sunstreaker, quasi fosse uno dei cloni della Machination.
Il Nega-Nucleo è stato nominato anche da Jhiaxus in Spotlight: Arcee.
Il piano di Nemesis Prime, come descritto da Cyclonus, prevede che l'intero universo divenga una macchina di perfezione, con Cybertron al suo centro per dettarne forma e funzionamento. Si tratta di una visione da fanatici della purezza razziale che ricorda molto quella dei Decepticon della Generation 2, anche se qui è ancora più vasta e letale.
Cyclonus dice inoltre "quando tutti saremo uno solo", unendo a questa visione anche una perversione del classico motto Autobot noto sin da The Animated Movie del 1986.
Il corpo inanimato Thunderwing è stato catturato dalle forze dell'Universo Morto in Spotlight: Galvatron.
Ultra Magnus dichiara di essere il massimo esperto di inseguimenti a lunga distanza. La sonda/drone che mette alle calcagna di Cyclonus ne è la prova.
Esistono più "punti di transizione" tra questo universo e l'Universo Morto.
Un amatissimo Decepticon della serie G1 Marvel ricompare dopo moltissimi anni: è Straxus, il tiranno di Polyhex visto per la prima volta negli albi Marvel US #17-18.
Grindcore è invece un personaggio completamente nuovo.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Sebbene non sia mai stato detto a chiare lettere, l'arco narrativo di Revelation è stato trasformato in un quartetto di Spotlight nel tentativo di migliorare le vendite, che per gli archi di Infiltration/Escalation/Devastation erano andate in calando.
Sicuramente a questa diminuzione delle vendite ha influito l'infelice scelta editoriale di farne tre miniserie di sei albi l'una, quando Simon Furman stava palesemente scrivendo la storia come se fosse una serie mensile regolare. I lettori si sono resi conto presto di come le sottotrame venissero allungate o compresse per rispettare i limiti dei sei albi e hanno rivolto le loro attenzioni ad altri prodotti, come gli Spotlight, che nella loro natura semi-autonoma sono molto più appaganti: pur portando avanti una saga più ampia, ognuno di essi è infatti strutturato per funzionare anche come racconto autonomo.
E non c'è nulla che dia più soddisfazione che giungere all'ultima pagina di una storia e leggere un finale che sia veramente tale.
Ma il risultato di questo cambio di rotta è uno Spotlight effettivo?
Sicuramente la figura rinnovata di Cyclonus è dipinta con l'abituale bravura di Simon Furman, che lo trasforma senza stravolgerlo. La fedeltà cieca a Galvatron del personaggio originale si trasforma qui nell'amore patriottico assoluto verso Cybertron; il conflitto vissuto da Cyclonus della serie animata G1, tra la fedeltà a Galvatron e l'esigenza di placare la sua follia per il bene dei Decepticon sublima qui in un conflitto interiore tra razionalità e istinto bestiale.
Il percorso personale di Cyclonus si compie pienamente e alla fine dell'albo la sua vera natura gli è ormai chiara: curiosamente, però, l'accettazione del proprio essere caotico e irrazionale è descritta
con un nitore intellettuale e cristallino, come se in realtà Cyclonus avesse trovato una mediazione tra i due aspetti della sua natura conflittuale, prendendo il meglio da entrambi ed evolvendosi in qualcosa di nuovo.
Non è un caso: come spiegato esplicitamente in Spotlight: Wheelie, i Transformer vivono solo finché continuano a cambiare.
Lo spazio per l'esposizione di questa evoluzione risulta però un po' angusto. Le numerose sottotrame della componente originale di questa saga (che era stata pensata in altra forma, da cui il titolo complessivo di Revelation) si impongono con forza, rubando moltissimo spazio al protagonista ufficiale della storia.
E' però solamente un vizio di forma, che non compromette l'ottima qualità dell'albo: basta non considerare la dicitura Spotlight e leggerlo come storia corale, per godersi con piena soddisfazione l'intensità della narrazione, le numerose trame convergenti e l'inebriante abbondanza di personaggi.
Anzi, l'esigenza combinata di condensare la narrazione in "soli" quattro capitoli e di dare voce alla prospettiva di uno dei protagonisti ha fatto solo bene a questa storia.
Paradossalmente (e involontariamente), questo cambio di rotta corregge il difetto principale delle saghe di Infiltration/Escalation/Devastation, che era quello di non esplorare mai la psicologia dei personaggi tramite il discorso diretto.
Una scelta stilistica che a molti è sempre parsa insolita, perché lo stesso Simon Furman l'ha utilizzata con grande maestria negli Spotlight e in Stormbringer. Il sospetto è che si sia trattato di una poco felice decisione editoriale, imposta a Furman dai supervisori dell'epoca. Ciò parrebbe appunto confermato dalle scelte compiute per Revelation, che coincidono con l'azione di un nuovo supervisore.
All'eccellente qualità narrativa corrisponde una equivalente fattura artistica. L'arte di E.J. Su sembra raggiungere nuove vette di chiarezza e ricchezza di dettagli. Nonostante la presenza di una mole enorme di personaggi, l'artista ha il completo controllo della situazione e della narrazione grafica: ogni singolo Transformer è illustrato con grande cura, meticolosità e precisione.
E' davvero un sollievo poter osservare e comprendere finalmente la figura di Fortress Maximus, dopo il suo esordio quasi indecifrabile in Spotlight: Arcee!
Allo splendore della componente artistica contribuisce anche la colorazione di Kris Carter: nitida, brillante, precisa e in perfetta sintonia con gli intenti dell'artista (tanto che le stesse onomatopeedisegnate a mano da E.J. Su vengono esaltate dal colore).
In conclusione, ci dispiace un po' che Revelation sia stata relegata a prodotto minore circoscritto a quattro albi, ma nello stesso tempo l'impeccabile fattura di questo primo capitolo è anche il miglior premio per la pazienza di aver seguito fedelmente il lavoro di preparazione eseguito da Simon Furman in questi tre anni.
A proposito del numero di capitoli: quattro albi è anche la lunghezza dell'altro capolavoro di Simon Furman per la IDW, la celebrata Stormbringer. Probabilmente non è un caso.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.













