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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight (14): Grimlock
“Spotlight: Grimlock”
Storia: Simon Furman
Arte: Marcelo Matere
Colori: Zac Atkinson, Liam Shalloo e Andrew Elder
Copertina di Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2008 (uscita effettiva slittata ad Aprile).
Introduzione
“Una volta scelta una linea d’azione, Grimlock la segue fino in fondo. Ma questa volta è andato troppo oltre? Marchiato come rinnegato e responsabile per aver condannato i suoi compagni Dynobot a una morte vivente, per lui potrebbe non esserci redenzione… o forse sì? La Machination potrebbe avere la chiave…”
La storia
A Carson City, nel Nevada, la Skywatch si prepara a riattivare il meccanoide ribattezzato Thunder-Lizard 1. Il capo della squadra scientifica, Weston, è contrario,ma l’Agente Rosso impone la propria autorità : i meccanoidi alieni sono usciti allo scoperto in due fragorose battaglie e il governo vuole avere un mezzo per affrontarli direttamente. Poiché gli altri due meccanoidi della Machination sono andati persi, Thunder-Lizard 1 è un’opzione obbligata.
Quando il processo di riattivazione viene avviato, Grimlock ricorda il proprio passato recente. Optimus Prime lo aveva avvertito: ancora una insubordinazione e sarebbe stato trattato come un rinnegato. Ma Grimlock lo aveva ignorato e aveva convinto i Dynobot ad unirsi a lui in una missione di vendetta contro Shockwave. Una missione alla fine della quale erano stati sepolti dalla lava, sulla superficie di un pianeta primitivo.
Grimlock si riattiva, ma i sistemi di controllo neurale della Skywatch non riescono a tenerlo a bada, perchè sono stati corrotti da un virus introdotto da una talpa nell’organizzazione: Kloss, che è al servizio della Machination.
Grimlock si libera, si trasforma in tirannosauro, devasta il laboratorio, annienta ogni contromisura di sicurezza e fugge.
Mentre corre per le strade degli USA, seminando il panico, Grimlock cerca di fare il punto. Non sa dove sia, né in che epoca, e soprattutto, non sa cosa sia stato dei suoi compagni. Tutto ciò che ha è un chip di richiamo (recall chip), che potrebbe ritrasportarlo in ogni istante alla nave spaziale con cui è giunto sin sulla Terra.
Il guaio è che ha capito che è trascorso molto tempo e probabilmente il vascello si è schiantato ed è ora solo un ammasso di rottami.
A bordo di una sorta di dirigibile, il capo della Machination apprende della fuga di Grimlock.
E’ ora di incontrarlo di nuovo. Certo, Abraham Dante non l’ha mai conosciuto, ma la stessa cosa non si può dire per il meccanoide di cui egli forma la testa. Scorponok.
Fermo a riflettere sulle rive del bacino della diga Lahontan, Grimlock si vede comparire davanti Scorponok, giunto sin lì grazie a un rimbalzo orbitale.
Scorponok gli descrive la dura realtà : Grimlock è solo su un pianeta sconosciuto, i suoi compagni Dynobot sono morti e Ultra Magnus lo sta braccando in qualità di rinnegato.
Gli resta una sola scelta: unirsi alla Machination di Scorponok e aiutarlo nei suoi piani di conquista della Terra, interferendo con le attivitĂ di Megatron quel tanto che basta per ritardarle.
Grimlock sembra tentato, ma alla fine rinfaccia a Scorponok un vecchio attrito tra i due: per quanto si tratti di un’inezia, è sufficiente.
Grimlock attacca, contando sul fatto che consegnare agli Autobot un ricercato famigerato come Scorponok potrebbe servire a liberarlo dalla condizione di rinnegato.
Ma Scorponok è diverso: più grosso, più potente e più veloce. E Grimlock, tra i vari danni subiti, anche per opera della Skywatch, non dispone delle armi di un tempo.
Scorponok finalmente ha la meglio e si appresta ad annientarlo.
Grimlock, mentre rivive la sequenza che condannò i suoi compagni Dynobot alla morte nella lava, deve ammettere di avere la colpa di quell’evento: pur di non essere sconfitto, infatti, aveva preferito l’autodistruzione.
Ora però vuole vivere, fosse solo per ritrovare i propri compagni e fare ammenda della propria colpa.
Attivando il chip di richiamo, tenta il tutto per tutto e si fa teletrasportare fino alla Skyfire. Le cose sono messe meglio del previsto: la nave è ancora ragionevolmente intatta, sepolta fra i ghiacci e al riparo da eventuali rilevazioni.
La strada di Grimlock è chiara: ritrovare i Dynobot; rintracciare Scorponok; e distruggere la Machination.
Non sa che la Skywatch sta giĂ per riattivare gli altro quattro Dynobot.
E non sa che Scorponok sta per prenderne il controllo, allo scopo di usarli per ucciderlo.
Note
Marzo 2008 presenta per la prima volta due albi Spotlight contemporaneamente. L’altro è Spotlight: Mirage. Questo, se non altro, in teoria.
La storia prosegue direttamente gli eventi narrati in Spotlight: Shockwave, accorpando elementi introdotti in Spotlight: Soundwave, Spotlight: Ultra Magnus e nelle sottotrame delle miniserie di Escalation e di Devastation.
I due meccanoidi che la Skywatch ha giĂ perso sono, naturalmente, Laserbeak e Ravage.
L’Agente Rosso è incredibilmente stupido: dopo aver visto che cosa è successo a voler riattivare Grimlock, vuole riattivare ben altri quattro mostri analoghi.
Skyfire, nome della nave spaziale dei Dynobot, è anche il nome originale di Jetfire, come visto nella serie animata G1.
Grimlock si esprime, per nostra fortuna, in un inglese impeccabile, ricercato e ampiamente articolato. Nulla contro la classica versione sgrammaticata (splendidamente riproposta in Animated), ma questo Grimlock fumettistico, con tutto lo spessore e la complessitĂ che Simon Furman gli sa conferire, merita di poter sfruttare tutta la gamma della lingua, per esprimersi (letteralmente) al meglio.
Implicitamente, questa scelta fa sperare che il Grimlock sgrammaticato di Megatron: Origin sia definitivamente e irreversibilmente stato scaricato nel dimenticatoio.
Furman non resiste comunque a giocare sulla cosa: basti pensare al momento in cui Grimlock dichiara di avere i processori vocali danneggiati; la maggior parte dei lettori avrĂ sicuramente e immediatamente ipotizzato (o temuto) il risultato piĂą ovvio.
Grimlock è dipinto come rancoroso e vendicativo. Non pago di aver causato la rovina dei suoi Dynobot solo per pareggiare con Shockwave un conto in sospeso veramente da poco, in questo albo si ripete andando a rievocare anche con Scorponok un attrito altrettanto insignificante.
Questo lato poco noto del personaggio è una caratteristica che Simon Furman sta facendo evolvere da tempo: basti pensare a War Within: The Dark Ages, dove le motivazioni di Grimlock sono legate per la maggior parte della storia al suo desiderio di prendersi una rivincita sul suo stesso compagno Autobot Jetfire, a causa di un equivoco intercorso tra i due poco tempo prima.
Scorponok preannuncia l’estinzione di Grimlock, attribuendola alla sua incapacità di cambiare e adattarsi.
Scorponok fece un discorso analogo durante la battaglia contro un altro tipo di fossile, Shockwave, in G1 Marvel US # 72.
“New Order” e “Big Shutdown”, frasi pronunciate rispettivamente da Scorponok e da Grimlock, sono anche i titoli di un albo G1 Marvel US (il #5) e di un albo G1 Marvel UK (il #230).
Anche l’idea di una guerra tra Dinobot si è già vista negli albi G1 Marvel UK, durante il culmine della “Caccia Ai Dinobot!”, nel #50.
Come i lettori piĂą svegli avevano intuito sin dal finale aperto di Devastation #6, e come questo Spotlight: Grimlock conferma, le vicende terrestri di Grimlock, Dante/Scorponok, i Dyno-Bot (e Hunter/Sunstreaker) saranno oggetto di una specifica miniserie, sempre a opera di Simon Furman.
Anticipata nei contenuti dal Mosaic Hail And Farewell di Simon Furman stesso, sibillinamente profetizzata da Chris Ryall, annunciata abbastanza formalmente a BotCon 2008 e, infine, ufficializzata sul blog di Furman, questa miniserie sarĂ intitolata Maximum Dinobots.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
La supervisione di questo albo è stata tra le più disastrose della storia della IDW.
I disegni di Marcelo Matere, per quanto ottimamente impostati, sono piĂą schizzati che lavori finiti, quasi come se fossero state mandate in stampa le matite, invece che le tavole inchiostrate (anche se una visita alla Galleria conferma che si tratta di lavori finiti).
Dato il rinvio dell’uscita dell’albo, è probabile che Matere abbia davvero accumulato ritardi troppo eccessivi per poter realizzare le chine accurate dei suoi lavori precedenti.
I colori sono realizzati da tre coloristi diversi e, per quanto si tratti di persone valide, la differenza risalta in maniera fin troppo stridente. In special modo, la colorazione delle prime quattro tavole ambientate alla diga è veramente stonata: l’effetto tramonto che forse voleva rendere diventa invece un piatto e sbiadito velo rosa che copre ogni cosa.
Uno dei ballon di dialogo è posto talmente sul lato esterno di una tavola da essere stato tagliato: se non altro, il testo che manca è facilmente intuibile.
Un balloon di dialogo di Grimlock viene attribuito a Scorponok.
La parola strength è scritta in modo errato.
Tutto ciò porta l’albo a un livello di produzione che sfiora l'amatoriale: qualcosa che, per il prezzo che viene pagato (3,99 dollari contro i 2,99 di altri fumetti USA dello stesso genere) non dovrebbe mai accadere.
E’ possibile che il lettore delle uscite singole debba sentirsi penalizzato, quasi come se ciò che gli viene venduto siano solo le prove di stampa?
E’ quanto meno frustrante sapere che gli errori saranno corretti solo nell’edizione in volume e, dato che questa tendenza si ripete con una certa frequenza (Spotlight: Arcee; Megatron: Origin; il Beast Wars Profile Book), non dovrebbe stupire che certi lettori scelgano di scaricare da internet le scansioni dei nuovi fumetti mensili e di acquistare eventualmente il solo volume che li raccoglie.
Come ben noto, questi problemi sarebbero stati causati dalla rapida successione di diversi supervisori in tempi molto stretti.
Resta quindi solo da sperare che il nuovo supervisore dell’area Transformers della IDW, questa volta, resti al suo posto per un tempo ragionevole: quel che basta per completare i lavori iniziati, almeno.
Passando all’aspetto positivo dell’albo, la storia è veramente un’ottima lettura. Molto lineare e mirata soprattutto alla fragorosa battaglia tra due colossi come Grimlock e Scorponok, è la classica operazione di Simon Furman: mettere in scena qualcosa che non era mai stato tentato prima.
L’accoppiata è davvero azzeccata, dato che si tratta di due Transformer con modalità alternative bestiali, ma Furman si spinge oltre, definendo anche un parallelo caratteriale, che Scorponok dipinge con grande precisione: entrambi sono abituati a lavorare ai bordi e non si fanno vincolare da convenzioni o protocolli; insomma, sono abituati a fare di testa loro, a ogni costo.
Grimlock continua quindi a crescere in complessità e sfaccettature, come accade ogni volta che Furman mette mano al personaggio, ma anche l’intreccio narrativo si espande: questa volta tocca alla trama della Machination, che giunge finalmente a piena maturazione e apre la strada a quella che dovrebbe essere la saga risolutiva.
Ancora una volta, l’unico difetto di questa narrazione sono i mostruosi tempi morti che intercorrono fra una puntata e l’altra: il formato delle miniserie attribuita alla serie regolare, non ha mai retto veramente fino in fondo e l’effetto negativo sul pubblico ha purtroppo portato a esigenze di rilanci drastici come la famosa All Hail Megatron.
Anche qui, non resta che sperare che i cicli conclusivi di Revelation e di Maximum Dinobots riescano a dimostrare che è valsa la pena di pazientare fino a oggi.
Storia: Simon Furman
Arte: Marcelo Matere
Colori: Zac Atkinson, Liam Shalloo e Andrew Elder
Copertina di Marcelo Matere
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2008 (uscita effettiva slittata ad Aprile).
Introduzione
“Una volta scelta una linea d’azione, Grimlock la segue fino in fondo. Ma questa volta è andato troppo oltre? Marchiato come rinnegato e responsabile per aver condannato i suoi compagni Dynobot a una morte vivente, per lui potrebbe non esserci redenzione… o forse sì? La Machination potrebbe avere la chiave…”
La storia
A Carson City, nel Nevada, la Skywatch si prepara a riattivare il meccanoide ribattezzato Thunder-Lizard 1. Il capo della squadra scientifica, Weston, è contrario,ma l’Agente Rosso impone la propria autorità : i meccanoidi alieni sono usciti allo scoperto in due fragorose battaglie e il governo vuole avere un mezzo per affrontarli direttamente. Poiché gli altri due meccanoidi della Machination sono andati persi, Thunder-Lizard 1 è un’opzione obbligata.
Quando il processo di riattivazione viene avviato, Grimlock ricorda il proprio passato recente. Optimus Prime lo aveva avvertito: ancora una insubordinazione e sarebbe stato trattato come un rinnegato. Ma Grimlock lo aveva ignorato e aveva convinto i Dynobot ad unirsi a lui in una missione di vendetta contro Shockwave. Una missione alla fine della quale erano stati sepolti dalla lava, sulla superficie di un pianeta primitivo.
Grimlock si riattiva, ma i sistemi di controllo neurale della Skywatch non riescono a tenerlo a bada, perchè sono stati corrotti da un virus introdotto da una talpa nell’organizzazione: Kloss, che è al servizio della Machination.
Grimlock si libera, si trasforma in tirannosauro, devasta il laboratorio, annienta ogni contromisura di sicurezza e fugge.
Mentre corre per le strade degli USA, seminando il panico, Grimlock cerca di fare il punto. Non sa dove sia, né in che epoca, e soprattutto, non sa cosa sia stato dei suoi compagni. Tutto ciò che ha è un chip di richiamo (recall chip), che potrebbe ritrasportarlo in ogni istante alla nave spaziale con cui è giunto sin sulla Terra.
Il guaio è che ha capito che è trascorso molto tempo e probabilmente il vascello si è schiantato ed è ora solo un ammasso di rottami.
A bordo di una sorta di dirigibile, il capo della Machination apprende della fuga di Grimlock.
E’ ora di incontrarlo di nuovo. Certo, Abraham Dante non l’ha mai conosciuto, ma la stessa cosa non si può dire per il meccanoide di cui egli forma la testa. Scorponok.
Fermo a riflettere sulle rive del bacino della diga Lahontan, Grimlock si vede comparire davanti Scorponok, giunto sin lì grazie a un rimbalzo orbitale.
Scorponok gli descrive la dura realtà : Grimlock è solo su un pianeta sconosciuto, i suoi compagni Dynobot sono morti e Ultra Magnus lo sta braccando in qualità di rinnegato.
Gli resta una sola scelta: unirsi alla Machination di Scorponok e aiutarlo nei suoi piani di conquista della Terra, interferendo con le attivitĂ di Megatron quel tanto che basta per ritardarle.
Grimlock sembra tentato, ma alla fine rinfaccia a Scorponok un vecchio attrito tra i due: per quanto si tratti di un’inezia, è sufficiente.
Grimlock attacca, contando sul fatto che consegnare agli Autobot un ricercato famigerato come Scorponok potrebbe servire a liberarlo dalla condizione di rinnegato.
Ma Scorponok è diverso: più grosso, più potente e più veloce. E Grimlock, tra i vari danni subiti, anche per opera della Skywatch, non dispone delle armi di un tempo.
Scorponok finalmente ha la meglio e si appresta ad annientarlo.
Grimlock, mentre rivive la sequenza che condannò i suoi compagni Dynobot alla morte nella lava, deve ammettere di avere la colpa di quell’evento: pur di non essere sconfitto, infatti, aveva preferito l’autodistruzione.
Ora però vuole vivere, fosse solo per ritrovare i propri compagni e fare ammenda della propria colpa.
Attivando il chip di richiamo, tenta il tutto per tutto e si fa teletrasportare fino alla Skyfire. Le cose sono messe meglio del previsto: la nave è ancora ragionevolmente intatta, sepolta fra i ghiacci e al riparo da eventuali rilevazioni.
La strada di Grimlock è chiara: ritrovare i Dynobot; rintracciare Scorponok; e distruggere la Machination.
Non sa che la Skywatch sta giĂ per riattivare gli altro quattro Dynobot.
E non sa che Scorponok sta per prenderne il controllo, allo scopo di usarli per ucciderlo.
Note
Marzo 2008 presenta per la prima volta due albi Spotlight contemporaneamente. L’altro è Spotlight: Mirage. Questo, se non altro, in teoria.
La storia prosegue direttamente gli eventi narrati in Spotlight: Shockwave, accorpando elementi introdotti in Spotlight: Soundwave, Spotlight: Ultra Magnus e nelle sottotrame delle miniserie di Escalation e di Devastation.
I due meccanoidi che la Skywatch ha giĂ perso sono, naturalmente, Laserbeak e Ravage.
L’Agente Rosso è incredibilmente stupido: dopo aver visto che cosa è successo a voler riattivare Grimlock, vuole riattivare ben altri quattro mostri analoghi.
Skyfire, nome della nave spaziale dei Dynobot, è anche il nome originale di Jetfire, come visto nella serie animata G1.
Grimlock si esprime, per nostra fortuna, in un inglese impeccabile, ricercato e ampiamente articolato. Nulla contro la classica versione sgrammaticata (splendidamente riproposta in Animated), ma questo Grimlock fumettistico, con tutto lo spessore e la complessitĂ che Simon Furman gli sa conferire, merita di poter sfruttare tutta la gamma della lingua, per esprimersi (letteralmente) al meglio.
Implicitamente, questa scelta fa sperare che il Grimlock sgrammaticato di Megatron: Origin sia definitivamente e irreversibilmente stato scaricato nel dimenticatoio.
Furman non resiste comunque a giocare sulla cosa: basti pensare al momento in cui Grimlock dichiara di avere i processori vocali danneggiati; la maggior parte dei lettori avrĂ sicuramente e immediatamente ipotizzato (o temuto) il risultato piĂą ovvio.
Grimlock è dipinto come rancoroso e vendicativo. Non pago di aver causato la rovina dei suoi Dynobot solo per pareggiare con Shockwave un conto in sospeso veramente da poco, in questo albo si ripete andando a rievocare anche con Scorponok un attrito altrettanto insignificante.
Questo lato poco noto del personaggio è una caratteristica che Simon Furman sta facendo evolvere da tempo: basti pensare a War Within: The Dark Ages, dove le motivazioni di Grimlock sono legate per la maggior parte della storia al suo desiderio di prendersi una rivincita sul suo stesso compagno Autobot Jetfire, a causa di un equivoco intercorso tra i due poco tempo prima.
Scorponok preannuncia l’estinzione di Grimlock, attribuendola alla sua incapacità di cambiare e adattarsi.
Scorponok fece un discorso analogo durante la battaglia contro un altro tipo di fossile, Shockwave, in G1 Marvel US # 72.
“New Order” e “Big Shutdown”, frasi pronunciate rispettivamente da Scorponok e da Grimlock, sono anche i titoli di un albo G1 Marvel US (il #5) e di un albo G1 Marvel UK (il #230).
Anche l’idea di una guerra tra Dinobot si è già vista negli albi G1 Marvel UK, durante il culmine della “Caccia Ai Dinobot!”, nel #50.
Come i lettori piĂą svegli avevano intuito sin dal finale aperto di Devastation #6, e come questo Spotlight: Grimlock conferma, le vicende terrestri di Grimlock, Dante/Scorponok, i Dyno-Bot (e Hunter/Sunstreaker) saranno oggetto di una specifica miniserie, sempre a opera di Simon Furman.
Anticipata nei contenuti dal Mosaic Hail And Farewell di Simon Furman stesso, sibillinamente profetizzata da Chris Ryall, annunciata abbastanza formalmente a BotCon 2008 e, infine, ufficializzata sul blog di Furman, questa miniserie sarĂ intitolata Maximum Dinobots.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
La supervisione di questo albo è stata tra le più disastrose della storia della IDW.
I disegni di Marcelo Matere, per quanto ottimamente impostati, sono piĂą schizzati che lavori finiti, quasi come se fossero state mandate in stampa le matite, invece che le tavole inchiostrate (anche se una visita alla Galleria conferma che si tratta di lavori finiti).
Dato il rinvio dell’uscita dell’albo, è probabile che Matere abbia davvero accumulato ritardi troppo eccessivi per poter realizzare le chine accurate dei suoi lavori precedenti.
I colori sono realizzati da tre coloristi diversi e, per quanto si tratti di persone valide, la differenza risalta in maniera fin troppo stridente. In special modo, la colorazione delle prime quattro tavole ambientate alla diga è veramente stonata: l’effetto tramonto che forse voleva rendere diventa invece un piatto e sbiadito velo rosa che copre ogni cosa.
Uno dei ballon di dialogo è posto talmente sul lato esterno di una tavola da essere stato tagliato: se non altro, il testo che manca è facilmente intuibile.
Un balloon di dialogo di Grimlock viene attribuito a Scorponok.
La parola strength è scritta in modo errato.
Tutto ciò porta l’albo a un livello di produzione che sfiora l'amatoriale: qualcosa che, per il prezzo che viene pagato (3,99 dollari contro i 2,99 di altri fumetti USA dello stesso genere) non dovrebbe mai accadere.
E’ possibile che il lettore delle uscite singole debba sentirsi penalizzato, quasi come se ciò che gli viene venduto siano solo le prove di stampa?
E’ quanto meno frustrante sapere che gli errori saranno corretti solo nell’edizione in volume e, dato che questa tendenza si ripete con una certa frequenza (Spotlight: Arcee; Megatron: Origin; il Beast Wars Profile Book), non dovrebbe stupire che certi lettori scelgano di scaricare da internet le scansioni dei nuovi fumetti mensili e di acquistare eventualmente il solo volume che li raccoglie.
Come ben noto, questi problemi sarebbero stati causati dalla rapida successione di diversi supervisori in tempi molto stretti.
Resta quindi solo da sperare che il nuovo supervisore dell’area Transformers della IDW, questa volta, resti al suo posto per un tempo ragionevole: quel che basta per completare i lavori iniziati, almeno.
Passando all’aspetto positivo dell’albo, la storia è veramente un’ottima lettura. Molto lineare e mirata soprattutto alla fragorosa battaglia tra due colossi come Grimlock e Scorponok, è la classica operazione di Simon Furman: mettere in scena qualcosa che non era mai stato tentato prima.
L’accoppiata è davvero azzeccata, dato che si tratta di due Transformer con modalità alternative bestiali, ma Furman si spinge oltre, definendo anche un parallelo caratteriale, che Scorponok dipinge con grande precisione: entrambi sono abituati a lavorare ai bordi e non si fanno vincolare da convenzioni o protocolli; insomma, sono abituati a fare di testa loro, a ogni costo.
Grimlock continua quindi a crescere in complessità e sfaccettature, come accade ogni volta che Furman mette mano al personaggio, ma anche l’intreccio narrativo si espande: questa volta tocca alla trama della Machination, che giunge finalmente a piena maturazione e apre la strada a quella che dovrebbe essere la saga risolutiva.
Ancora una volta, l’unico difetto di questa narrazione sono i mostruosi tempi morti che intercorrono fra una puntata e l’altra: il formato delle miniserie attribuita alla serie regolare, non ha mai retto veramente fino in fondo e l’effetto negativo sul pubblico ha purtroppo portato a esigenze di rilanci drastici come la famosa All Hail Megatron.
Anche qui, non resta che sperare che i cicli conclusivi di Revelation e di Maximum Dinobots riescano a dimostrare che è valsa la pena di pazientare fino a oggi.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.













