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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight (13): Mirage
“Spotlight: Mirage”
Storia: George Strayton
Arte: Guido Guidi
Colori: Josh Burcham
Copertina di Guido Guidi
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2008.
Introduzione
“Come Autobot, Mirage ha sempre messo in dubbio la propria fedeltà e la propria decisione di schierarsi contro Megatron e i Decepticon. Ma cosa accadrebbe se le circostanze gli dessero l’opportunità di riconsiderare le cose? Potrebbe cambiare distintivo facilmente come cambia aspetto? E quale scelta sarebbe la realtà , e quale l’illusione?”
La storia
Il sogno è sempre lo stesso. Mentre si sottopone a un ciclo di manutenzione, Mirage vede immagini temporalmente confuse.
Starscream che sta per trafiggere Optimus Prime, disteso a terra.
Se stesso, disteso a terra. Hound che si offre di aiutarlo.
Se stesso riflesso in una parete di energia.
Gli Autobot (Mirage stesso, Bumblebee, Ratchet), guidati da Optimus Prime.
I Decepticon (Astrotrain, Soundwave, Starscream, Blitzwing), guidati da Megatron.
Ma ciò che più turba Mirage è che, nel sogno, lui è un Autobot.
Invece è, ovviamene, un Decepticon, che più che la causa, serve se stesso. La sua missione attuale, per esempio, è sradicare l’ultimo nodo di resistenza Autobot; in cambio di questo risultato definitivo, Megatron gli concederà il controllo di maggioranza di tutte le estrazioni dell’Energon di Cybertron.
Gli Autobot, nascosti su un pianetino nel Grappolo Stellare di Pegaso, sono ormai alla fine. Jetfire è gravemente ferito e Ratchet può fare ben poco per lui. Le riserve di Energon sono agli sgoccioli e Optimus Prime apprende da Hound che l’energia Zodiaco (Zodiac Energy) non può essere sfruttata: le sue proprietà apparentemente transdimensionali la rendono più simile a una sorta di riflesso, che non all’oggetto stesso.
Bumblebee rientra alla base e rivela di essere l’unico superstite della sua spedizione, decimata da un’imboscata Decepticon.
Quando apprende che tutti gli Autobot superstiti sono radunati davanti a lui, Bumblebee distrugge il sistema di sicurezza e getta la maschera: abbassando il camuffamento olografico, rivela di essere Mirage.
Starsceram fa irruzione nella piccola base, al comando di Astrotrain, Blitzwing e Soundwave. Ne segue uno scontro disperato e senza quartiere, in cui gli Autobot lottano così selvaggiamente che Hound decapita Soundwave.
Quando sembra che Optimus Prime stia per avere la meglio, Mirage prende come ostaggio Jetfire, incapace anche solo di muoversi, e tratta la resa degli Autobot, garantendo loro in cambio la vita.
Mirage comunica il trionfo a Megatron, che però esige che gli Autobot siano sterminati: non importa cosa abbia concordato Mirage.
Optimus Prime cerca di fare appello alla sua parte migliore, ricordandogli la loro amicizia prima della guerra. Mirage, che sembra anche turbato alla vista di Hound disteso a terra impotente (come se fosse la scena del suo sogno, a ruoli invertiti), dimostra a Optimus di non essere affatto come lui crede.
E trafigge Hound, uccidendolo.
Furioso, Optimus Prime gli si getta addosso e lo scaglia nel campo di contenimento dell’energia Zodiaco.
Il sogno è sempre lo stesso. Mentre si sottopone a un ciclo di manutenzione, Mirage ripensa a se stesso, disteso a terra e ferito. Hound si offre di aiutarlo.
Ciò che lo turba è che, nel sogno, lui è un Decepticon.
Invece è, ovviamene, un Autobot.
Note
Marzo 2008 presenta per la prima volta due albi Spotlight contemporeaneamente. L’altro è Spotlight: Grimlock.
Si tratta di un sogno oppure di un’esperienza di quasi-morte, che ha portato Mirage da un universo a un altro, facendogli vivere un’intera vita da Decepticon, finché l’incidente con l’energia Zodiaco non lo ha rispedito nel suo stesso universo, pochi Nanoklik dopo la “partenza”?
La scena in cui Starscream sta per trafiggere Optimus Prime sembra una scena dell’universo IDW (quello in cui Mirage è un Autobot). E’ falsa? E’ un sogno?
Oppure è qualcosa che deve ancora accadere? (Magari un’anticipazione di All Hail Megatron?)
Oppure quell’Optimus è in realtà Mirage camuffato olograficamente (il che spiegherebbe perché a pagina 2 appare disteso a terra e ferito, evento che lo porta a vivere questa esperienza alternativa in cui è un Decepticon)?
L’Optimus Prime dell’universo alternativo è un Optimus molto più classico di quello IDW dipinto da Simon Furman, guidato com’è da una tenace speranza tipica del personaggio degli anni 1980.
L’energia Zodiaco è presumibilmente un omaggio a Transformers Zone.
Mirage è sempre stato dipinto come un ricco Cybertroniano, senza però mai fare cenno all’origine della sua ricchezza: ora si scopre che è anche un abile affarista.
Mirage sembra essere in azione sulla Terra, nell’ultima vignetta, sia per il panorama che per la sua modalità alternativa classica: un altro elemento che fa pensare che la storia si svolga in un immediato futuro (ed effettivamente anticipi qualcosa con la vignetta di apertura già citata)
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Molti fan storcono il naso davanti alle storie non strettamente legate alla continuità principale. Per quel che mi riguarda, invece, non c’è niente di meglio, per godere di variazioni sul tema che non richiedano laboriose riflessioni di continuità . Ma, se nel caso di Spotlight: Ramjet e di Spotlight: Kup l’operazione aveva avuto esito positivo, in questo Spotlight: Mirage invece le cose riescono solo a metà .
Sicuramente è interessante la gestione di un universo parallelo e alternativo, che negli universi più classici dei Transformer non ha mai avuto grande spazio (sebbene ci sia stata abbondanza linee temporali future divergenti), sebbene le fasi di transizione siano esposte in maniera un po’ troppo criptica.
Sicuramente è ben fatta l’esposizione di un Mirage Decepticon che resta tale sino in fondo: presentare il solito personaggio incerto che alla fine sceglie gli Autobot sarebbe stato infatti tanto scontato quanto noioso.
La caratterizzazione manca però un po’ di spessore, come anche la trama, che risulta essere veramente ristretta sino all’osso, con una presenza eccessiva di vignette enormi che sembrano inserite soprattutto per portare a 22 pagine un racconto che ne avrebbe richieste sì e no 15.
Lo scrittore esordiente George Strayton se la cava discretamente nella narrazione, con l’eccezione delle sezioni di transito tra i due universi, decisamente troppo criptiche. I dialoghi sono fluidi e funzionali alla trama, oltre che sintonizzati con la parte grafica: nonostante alcune uscite davvero dozzinali, sembra quindi che sia presente la materia prima necessaria per dare un giorno forma a un onesto artigiano capace di raccontare una storia senza le imbarazzanti pretese “stilistiche” inflitteci di recente in una famigerata miniserie che non menzioneremo.
Guido Guidi illustra la storia con uno stile particolarmente ammiccante alla serie animata G1, probabilmente per sottolineare con una certa enfasi quanto questo episodio così autoconclusivo possa essere facilmente agganciato anche a una qualunque delle due continuità G1 classiche.
Josh Burcham esagera un po’ con le luci e le ombre della sua colorazione, esagerando con le onnipresenti fonti luminose che impediscono di godere pienamente del disegno originale.
Questo Spotlight è quindi di un piacevole intermezzo (e lo sarebbe stato ancora di più se fosse stato parallelo a una effettiva serie regolare), che sembra essere destinato a essere dimenticato abbastanza in fretta… ma che invece si fissa nella memoria e continua a tormentare il lettore per lungo tempo.
Non solo perché si è spinti a cercare a tutti i costi di comprendere l’esatta meccanica degli eventi e la sequenza temporale lineare che li collega, ma anche per l’enigmatico scorcio di futuro che forse ci è stato offerto (o forse no).
Storia: George Strayton
Arte: Guido Guidi
Colori: Josh Burcham
Copertina di Guido Guidi
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel Marzo 2008.
Introduzione
“Come Autobot, Mirage ha sempre messo in dubbio la propria fedeltà e la propria decisione di schierarsi contro Megatron e i Decepticon. Ma cosa accadrebbe se le circostanze gli dessero l’opportunità di riconsiderare le cose? Potrebbe cambiare distintivo facilmente come cambia aspetto? E quale scelta sarebbe la realtà , e quale l’illusione?”
La storia
Il sogno è sempre lo stesso. Mentre si sottopone a un ciclo di manutenzione, Mirage vede immagini temporalmente confuse.
Starscream che sta per trafiggere Optimus Prime, disteso a terra.
Se stesso, disteso a terra. Hound che si offre di aiutarlo.
Se stesso riflesso in una parete di energia.
Gli Autobot (Mirage stesso, Bumblebee, Ratchet), guidati da Optimus Prime.
I Decepticon (Astrotrain, Soundwave, Starscream, Blitzwing), guidati da Megatron.
Ma ciò che più turba Mirage è che, nel sogno, lui è un Autobot.
Invece è, ovviamene, un Decepticon, che più che la causa, serve se stesso. La sua missione attuale, per esempio, è sradicare l’ultimo nodo di resistenza Autobot; in cambio di questo risultato definitivo, Megatron gli concederà il controllo di maggioranza di tutte le estrazioni dell’Energon di Cybertron.
Gli Autobot, nascosti su un pianetino nel Grappolo Stellare di Pegaso, sono ormai alla fine. Jetfire è gravemente ferito e Ratchet può fare ben poco per lui. Le riserve di Energon sono agli sgoccioli e Optimus Prime apprende da Hound che l’energia Zodiaco (Zodiac Energy) non può essere sfruttata: le sue proprietà apparentemente transdimensionali la rendono più simile a una sorta di riflesso, che non all’oggetto stesso.
Bumblebee rientra alla base e rivela di essere l’unico superstite della sua spedizione, decimata da un’imboscata Decepticon.
Quando apprende che tutti gli Autobot superstiti sono radunati davanti a lui, Bumblebee distrugge il sistema di sicurezza e getta la maschera: abbassando il camuffamento olografico, rivela di essere Mirage.
Starsceram fa irruzione nella piccola base, al comando di Astrotrain, Blitzwing e Soundwave. Ne segue uno scontro disperato e senza quartiere, in cui gli Autobot lottano così selvaggiamente che Hound decapita Soundwave.
Quando sembra che Optimus Prime stia per avere la meglio, Mirage prende come ostaggio Jetfire, incapace anche solo di muoversi, e tratta la resa degli Autobot, garantendo loro in cambio la vita.
Mirage comunica il trionfo a Megatron, che però esige che gli Autobot siano sterminati: non importa cosa abbia concordato Mirage.
Optimus Prime cerca di fare appello alla sua parte migliore, ricordandogli la loro amicizia prima della guerra. Mirage, che sembra anche turbato alla vista di Hound disteso a terra impotente (come se fosse la scena del suo sogno, a ruoli invertiti), dimostra a Optimus di non essere affatto come lui crede.
E trafigge Hound, uccidendolo.
Furioso, Optimus Prime gli si getta addosso e lo scaglia nel campo di contenimento dell’energia Zodiaco.
Il sogno è sempre lo stesso. Mentre si sottopone a un ciclo di manutenzione, Mirage ripensa a se stesso, disteso a terra e ferito. Hound si offre di aiutarlo.
Ciò che lo turba è che, nel sogno, lui è un Decepticon.
Invece è, ovviamene, un Autobot.
Note
Marzo 2008 presenta per la prima volta due albi Spotlight contemporeaneamente. L’altro è Spotlight: Grimlock.
Si tratta di un sogno oppure di un’esperienza di quasi-morte, che ha portato Mirage da un universo a un altro, facendogli vivere un’intera vita da Decepticon, finché l’incidente con l’energia Zodiaco non lo ha rispedito nel suo stesso universo, pochi Nanoklik dopo la “partenza”?
La scena in cui Starscream sta per trafiggere Optimus Prime sembra una scena dell’universo IDW (quello in cui Mirage è un Autobot). E’ falsa? E’ un sogno?
Oppure è qualcosa che deve ancora accadere? (Magari un’anticipazione di All Hail Megatron?)
Oppure quell’Optimus è in realtà Mirage camuffato olograficamente (il che spiegherebbe perché a pagina 2 appare disteso a terra e ferito, evento che lo porta a vivere questa esperienza alternativa in cui è un Decepticon)?
L’Optimus Prime dell’universo alternativo è un Optimus molto più classico di quello IDW dipinto da Simon Furman, guidato com’è da una tenace speranza tipica del personaggio degli anni 1980.
L’energia Zodiaco è presumibilmente un omaggio a Transformers Zone.
Mirage è sempre stato dipinto come un ricco Cybertroniano, senza però mai fare cenno all’origine della sua ricchezza: ora si scopre che è anche un abile affarista.
Mirage sembra essere in azione sulla Terra, nell’ultima vignetta, sia per il panorama che per la sua modalità alternativa classica: un altro elemento che fa pensare che la storia si svolga in un immediato futuro (ed effettivamente anticipi qualcosa con la vignetta di apertura già citata)
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Molti fan storcono il naso davanti alle storie non strettamente legate alla continuità principale. Per quel che mi riguarda, invece, non c’è niente di meglio, per godere di variazioni sul tema che non richiedano laboriose riflessioni di continuità . Ma, se nel caso di Spotlight: Ramjet e di Spotlight: Kup l’operazione aveva avuto esito positivo, in questo Spotlight: Mirage invece le cose riescono solo a metà .
Sicuramente è interessante la gestione di un universo parallelo e alternativo, che negli universi più classici dei Transformer non ha mai avuto grande spazio (sebbene ci sia stata abbondanza linee temporali future divergenti), sebbene le fasi di transizione siano esposte in maniera un po’ troppo criptica.
Sicuramente è ben fatta l’esposizione di un Mirage Decepticon che resta tale sino in fondo: presentare il solito personaggio incerto che alla fine sceglie gli Autobot sarebbe stato infatti tanto scontato quanto noioso.
La caratterizzazione manca però un po’ di spessore, come anche la trama, che risulta essere veramente ristretta sino all’osso, con una presenza eccessiva di vignette enormi che sembrano inserite soprattutto per portare a 22 pagine un racconto che ne avrebbe richieste sì e no 15.
Lo scrittore esordiente George Strayton se la cava discretamente nella narrazione, con l’eccezione delle sezioni di transito tra i due universi, decisamente troppo criptiche. I dialoghi sono fluidi e funzionali alla trama, oltre che sintonizzati con la parte grafica: nonostante alcune uscite davvero dozzinali, sembra quindi che sia presente la materia prima necessaria per dare un giorno forma a un onesto artigiano capace di raccontare una storia senza le imbarazzanti pretese “stilistiche” inflitteci di recente in una famigerata miniserie che non menzioneremo.
Guido Guidi illustra la storia con uno stile particolarmente ammiccante alla serie animata G1, probabilmente per sottolineare con una certa enfasi quanto questo episodio così autoconclusivo possa essere facilmente agganciato anche a una qualunque delle due continuità G1 classiche.
Josh Burcham esagera un po’ con le luci e le ombre della sua colorazione, esagerando con le onnipresenti fonti luminose che impediscono di godere pienamente del disegno originale.
Questo Spotlight è quindi di un piacevole intermezzo (e lo sarebbe stato ancora di più se fosse stato parallelo a una effettiva serie regolare), che sembra essere destinato a essere dimenticato abbastanza in fretta… ma che invece si fissa nella memoria e continua a tormentare il lettore per lungo tempo.
Non solo perché si è spinti a cercare a tutti i costi di comprendere l’esatta meccanica degli eventi e la sequenza temporale lineare che li collega, ma anche per l’enigmatico scorcio di futuro che forse ci è stato offerto (o forse no).

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








