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Iscritto il: 21/06/2004
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Devastation 6
“Devastation” (6 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Josh Burcham
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel febbraio 2008.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Escalation: #22
La storia
A Tampa, in Florida, il signor Dante della Machination è stato trasformato in un cyborg e si appresta a divenire la testa del Decepticon con cui ha il rapporto Headmaster: Scorponok, la cui testa devastata attende da tempo questa nuova infusione di vita.
Il nuovo Scorponok attacca il fuggiasco Hunter O’Nion, che si è a sua volta fuso con Sunstreaker e sta tentando, invano, di assumere il controllo di uno dei cloni del corpo di Sunstreaker costruiti dalla Machination.
I tecnici della Machination stanno provvedendo a disconnettere la vera testa di Sunstreaker dal network, per neutralizzare Hunter.
Nell’Oregon, davanti al Bunker di Comando Decepticon, infuria lo scontro tra i Decepticon e gli alieni Reaper.
Megatron e Starscream, accantonando i loro attriti, uniscono le forze in tutti i sensi (tanto che Megatron diventa pistola e si lascia brandire da Starscream).
Runabout viene fatto esplodere da due Reaper. Runamuck tenta di vendicarlo, ma viene decapitato. E la sua testa viene stritolata con un macigno.
A Warsaw, Indiana, i due Headmaster della Machination (a loro insaputa non piĂą collegato alla testa originale di Sunstreaker) perdono ogni efficacia.
Uno viene gravemente danneggiato mentre tenta di attaccare Hot Rod; l’altro cade sotto i colpi di Hardhead, giunto fin lì per comunicare al compagno gli ordini di Optimus Prime: abbandonare la Terra per affrontare l’emergenza di Garrus-9.
Hot Rod vuole però restare, per scoprire chi sta usando Sunstreaker in modo così inedito e radicale.
Mentre l’unico Headmaster Machination superstite fugge, Hot Rod si appresta quindi a inseguirlo. Prima, però, convince Hardhead a lasciarlo andare e a portare via i soli Ironhide e Wheeljack.
Sull’Arca-32, Optimus Prime organizza il rendez-vous con la squadra di Hound, anticipando lo scontento di Sideswipe, che era convinto di giungere sulla Terra per aiutare Sunstreaker.
Nightbeat sta indagando sul cadavere di Leadfoot. La scoperta di una sorta di virus necrotico che ha ucciso in un istante tutte le cellule cibernetiche di Leadfoot lo confonde: a Nighbeat sembra infatti di aver giĂ affrontato un caso del genere, eppure non se ne ricorda.
Le spiegazioni sono due: o la sua mente è stata contaminata con un engramma fantasma, o la sua memoria è stata in parte cancellata.
Senza dire nulla a nessuno, si appresta ad allontanarsi con una navetta personale.
Galvatron, che ha osservato lo scontro tra i Reaper e i Decepticon, decide di intervenire quando vede questi ultimi in difficoltà . Se i Reaper vincono, infatti, la Terra sarà purgata, come è accaduto ad altri mondi devastati dalla guerra.
A un suo semplice tocco, il Deathbringer a capo dei Reaper diventa letteralmente un “latore di morte”; infettato dal virus necrotico (lo stesso identificato ad Nightbeat), il Deathbringer comincia a diffonderlo tra i suoi stessi compagni, sterminandoli.
Hunter si trasforma nella testa di Sunstreaker e attiva uno dei corpi del magazzino, evitando per un pelo l’attacco di Scorponok.
Sebbene la connessione con la testa originale sia lenta e difettosa (a causa dei tecnici della Machination che la stanno disconnettendo dal network), riesce a trasformarsi in automobile e a fuggire dal fabbricato.
Vista l’improvvisa crisi dei Reaper, Megatron e i Decepticon contrattaccano e li sterminano, distruggendo anche la loro nave spaziale.
Alla fine dello scontro, Megatron si appresta a regolare i conti con il traditore Blitzwing, ma Starscream fa notare che non c’è tempo: l’arrivo dell’aviazione USA conferma che i Terrestri ora sanno della presenza dei Decepticon.
Sta per avere inizio una guerra aperta con il mondo intero.
Galvatron si ritira in silenzio. Un’apocalisse è stata sventata, ma solamente per preparare la strada a un’altra apocalisse, ancora più vasta e totale.
A Carson City, nel Nevada, l’Agente Rosso della Skywatch impone a Weston, dell’equipe scientifica, di riattivare uno dei meccanoidi ritrovati ad Eureka (e cioè Grimlock).
La guerra con i robot è iniziata e bisogna impiegare qualunque forza disponibile.
Mentre l’Arca-32 si allontana dalla Terra, Galvatron torna nell’Universo Morto per riferire sull’esito della sua missione.
Uno dei suoi capi, Nemesis Prime, sospetta che Galvatron, pur dichiarando fedeltà all’Espansione, celi in realtà qualche segreto.
Anche Jhiaxus è dello stesso parere, ma ritiene che, quando il gioco finale avrà inizio, ogni cosa sarà rivelata e tutto ciò non avrà più importanza.
E ormai manca molto poco.
Note
Viene finalmente sciolto il nodo dell’identità del Decepticon a capo della Machination, che i lettori più scaltri avevano già identificato sin da Spotlight: Ultra Magnus.
Il corpo cyborg del signor Dante è molto più radicale di quello ricevuto da Hunter O’ Nion, tanto che l’Headmaster Dante supera in altezza di tre teste gli altri esseri umani.
Il motivo probabilmente è da ricercarsi nel fatto che Scorponok è più alto di Sunstreaker e, di conseguenza, la sua testa deve essere più grossa.
Dante parla di nuovo di “una nuova prospettiva di vita”, quasi come se stesse alludendo al fatto che il suo corpo ha una malattia terminale. Simon Furman ha assicurato che l’argomento sarà oggetto di storie future, come anche la vicenda che ha condotto Scorponok alla situazione attuale.
Quando Megatron diventa nuovamente pistola, controlla le proprie dimensioni quel tanto che basta per poter essere impugnato da un Decepticon (in Escalation #3 era divenuto abbastanza piccolo da essere impugnato da un umano).
Galvatron agisce dietro le quinte, manipolando gli eventi senza rivelarsi, proprio come faceva nella sequenza di storie G1 Marvel USA dei numeri 69-78 (sempre scritte da Simon Furman).
La sottotrama di Hound e Sideswipe scaturisce da Spotlight: Galvatron.
Il momento tanto atteso è giunto: Nightbeat comincia a notare i primi indizi di ciò che, a sua insaputa, gli è stato fatto in Spotlight: Nightbeat.
Le parole di Galvatron confermano quanto già teorizzato dai fan sin da Spotlight: Sixshot: la missione dei Reaper è rimuovere i mondi infettati dalla guerra, i quali servono invece agli interessi delle forze dell’Universo Morto.
Degli umani gruppo di Headmaster Machination basati su Sunstreaker, non si è mai appreso alcun nome, con l’eccezione di Reese, nominato qui per la prima volta e subito annientato da Hardhead.
Hot Rod resta quindi sulla Terra e il nuovo Sunstreaker ha guadagnato la libertĂ : insieme ai Dinobot, questi Autobot sembrano destinati a divenire la squadra che si opporrĂ alla Machination di Scorponok.
Chissà se, abbandonati e dimenticati dal resto dell’esercito Autobot, questi guerrieri assumeranno il nome di Survivor?
Le teste originali dei Transformer Headmaster mantengono un contatto radio con i loro corpi e con le nuove teste formate dai cyborg umani.
E’ la stessa situazione che, nel 1986, Bob Budiansky ideò per introdurre gli Headmaster originali nella miniserie Headmasters della Marvel.
La faccenda Headmaster lascia molte questioni in sospeso e dettagli non spiegati.
Perché solo Hunter assimila la personalità di Sunstreaker? Forse perché Sunstreaker si è opposto alla fusione con gli uomini della Machination? O forse perché uomini della Machination non potevano permettersi di assimilare la mentalità di Sunstreaker, che dopotutto è contraria ai loro piani?
E’ abbastanza certo che, come per Scorponok, anche per Sunstreaker siano in arrivo storie di approfondimento.
I Reaper si rivolgono l’un l’altro con l’appellativo di “fratello”. Nessuno di loro ha un nome proprio, con l’eccezione del drago che in questo stesso albo viene chiamato Klaxa.
E’ possibile che questo anonimato sia stato voluto da Simon Furman per evitare di dare un’eccessiva e fuorviante rilevanza a un gruppo di personaggi che era, in sostanza, carne da cannone, strumentale ad altri scopi narrativi (compromettere la copertura dei Decepticon sulla Terra e far compiere una prima mossa alle forze dell’Universo Morto).
Astrotrain compare per la prima volta in forma di motrice di treno.
Blitzwing si ritrova ad aver tradito il proprio capo per il bene dei Decepticon stessi, ripetendo così le gesta del suo omologo della serie animata G1, che nella saga di Five Faces Of Darkness tradì Galvatron per contrastare i Quintesson.
Jhiaxus è stato riprogettato molto più drasticamente di quanto si potesse intuire dalla sua comparsata in Spotlight: Arcee.
Lo stile del suo corpo ricorda molto i modellini di TFTM07; nella scena in cui affianca Nemesis Prime, la differenza di struttura tra i due sembra annunciare che, ormai, l’epoca in cui il disegnatore Don Figueroa riprogettava tutti i nuovi Transformer si è conclusa.
Adesso che Don si è diretto verso altri lidi, i nuovi personaggi vengono elaborati da altri disegnatori, che adottano uno stile nettamente diverso.
L’albo ospita anche:
- una pinup di Josh Burcham (che preferiremmo continuasse a fare il colorista e lasciasse perdere il dsegno);
- un Mosaic d’eccezione, in quanto illustrato da Robby Musso. La storia si intitola Feeling Yellow, è ambientata nella continuità IDW e illustra alcuni eventi accaduti a Sunstreaker poco prima dell’inizio di Escalation.
E' stato annunciato da Chris Ryall che la conclusione della saga portante di Simon Furman, cioè il capitolo Revelation, sarà una miniserie in quattro capitoli strutturati come altrettanti Spotlight.
I protagonisti saranno Cyclonus, Hardhead, Sideswipe e Doubledealer.
Il capitolo di Cyclonus esordirĂ a giugno 2008.
L'arte del primo e dell'ultimo capitolo sarĂ di E.J. Su, mentre i due capitoli intermedi saranno illustrati da Nick Roche. Le quattro copertine di E.J. Su saranno interconnesse, sullo stile di quelle realizzate per Infiltration.
Prima della definitiva pausa di almeno due mesi, la saga si evolve ancora in almeno due capitoli in uscita a Marzo 2008: Spotlight: Grimlock, che trae origine direttamente dalla linea narrativa principale, e Spotlight: Mirage, di un nuovo autore, che promette di essere una storia autoconclusiva nello stile di Spotlight: Ramjet.
Sempre a Giugno 2008, sarĂ presentato anche uno Spotlight: Wheelie, che concluderĂ il terzo ciclo degli Spotlight e preparerĂ la strada agli eventi del 2009.
Le vicende di Scorponok, Hunter/Sunstreaker e Hot Rod proseguono, insieme a quelle di Grimlock, nella miniserie Maximum Dinobots.
La saga dei Decepticon sulla Terra sarà narrata nello stile “un anno dopo”, con la maxiserie in 12 albi intitolata All Hail Megatron, che esordirà con All Hail Megatron #1 a Luglio 2008.
La saga dell'Universo Morto, Galvatron, Optimus Prime, Nova Prime, Jetfire, Arcee e Fortress Maximus prosegue in Revelation, che si apre con Spotlight: Cyclonus, prosegue con Spotlight: Hardhead e con Spotlight: DoubleDealer e si conclude con Sideswipe.
I progetti futuri di Simon Furman vengono descritti da lui stesso nelle risposte a queste 20 domande postegli dai fan a fine 2008.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Per essere un finale, Devastation #6 non è un finale. Se è vero che la battaglia con i Reaper si conclude, infatti, è anche vero che non si conclude con il pathos che un simile evento avrebbe richiesto.
Il motivo è che Simon Furman sta effettivamente scrivendo questa saga come se fosse una serie regolare, in cui numerose sottotrame si sviluppano progressivamente, intrecciandosi e preparandosi a collidere. Lo spezzettamento in miniserie da sei capitoli, però, ne compromette parzialmente la fruibilità . Per fortuna, l’aggiunta degli Spotlight compensa, anche se solo parzialmente, i mesi di attesa che intercorrono tra una miniserie e l’altra.
E se nel 2006 l’intervallo è stato eccellentemente riempito da Stormbringer, nel 2007 invece la miniserie riempitiva è stata un vero disastro.
Nel 2008, questo difficile compito di interludio toccherà alla miniserie All Hail Megatron, ma, nonostante il tetro precedente, le premesse sono positive: la storia si sviluppa infatti direttamente da premesse stese dallo stesso Simon Furman, che probabilmente ne ha anche supervisionato la trama generale (mentre, nel 2007, è stato palese che lui stesso è stato colto di sorpresa dai contenuti di Megatron: Origin).
Dopo queste premesse, è possibile esaminare Devastation #6 come episodio di sviluppo della saga, invece che come episodio conclusivo. E, da questa ottica, la storia risulta più che eccellente, grazie alla serrata sequenza di momenti storici ed epocali che hanno luogo dalla prima all’ultima pagina.
Si tratta, come d’altra parte accade sempre nelle migliori saghe dei Transformer, di eventi che segnano la Storia (con la S maiuscola) e che sono destinati a plasmare ogni evoluzione futura.
Riepilogandoli, sembra impossibile che Simon Furman sia riuscito a dare spazio a tanto ben di dio in sole 22 pagine, e per di più bilanciando alla perfezione ogni singola sottotrama: la genesi degli Headmaster; l’alleanza e la chiarificazione tra Megatron e l’ambiguo Starscream; l’eroica scelta del solitario Hot Rod; la spirale di inquietante mistero che travolge l’ignaro Nightbeat; il raccapricciante effetto contagioso del tocco letale di Galvatron, contro il quale non sembra esserci nessuna difesa; il risveglio di Grimlock; la guerra tra l’umanità e i Decepticon; la comparsa degli altri due Transformer dell’Universo Morto e la promessa dell’inizio dell’Espansione dell’Universo Morto.
E.J. Su è in forma più che mai: non c’è pagina in cui il suo lavoro non vibri di un vigore che finora era stato trattenuto. Come in reazione all’accelerazione della narrazione di Furman, Su infonde nelle sue tavole un dinamismo radicale, che riflette l’azione sfrenata della vicenda.
In piĂą, si conferma la scelta che avevamo ipotizzato in Devastation #3: le onomatopee al computer sono state abbandonate, in favore di effetti sonori disegnati direttamente da EJ Su.
Il risultato, che si ispira molto alle onomatopee dei manga, è dei migliori, perché in questo modo i suoni divengono parte dell’arte stessa della tavola, amalgamandosi ad essa a tutti i livelli.
Limpida e lineare risulta essere la colorazione di Josh Burcham, che, se vogliamo, ha il solo difetto di abusare degli effetti luminosi che applica alle esplosioni. Nulla di grave, specialmente se li si paragona agli infelici effetti di oscuritĂ totale che affliggono altri albi di recente pubblicazione.
Un albo totalmente appagante, quindi, con un solo risvolto negativo: la consapevolezza di non poter seguire mensilmente gli sviluppi di questa saga.
Per fortuna, Simon Furman ha promesso nelle anticipazioni del suo blog, che il 2008 sarà un anno editoriale ricco di eventi: dalle fantastiche premesse gettate con Devastation, è impossibile dubitarne.
Ha collaborato Jazzluca.
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Josh Burcham
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel febbraio 2008.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Escalation: #22
La storia
A Tampa, in Florida, il signor Dante della Machination è stato trasformato in un cyborg e si appresta a divenire la testa del Decepticon con cui ha il rapporto Headmaster: Scorponok, la cui testa devastata attende da tempo questa nuova infusione di vita.
Il nuovo Scorponok attacca il fuggiasco Hunter O’Nion, che si è a sua volta fuso con Sunstreaker e sta tentando, invano, di assumere il controllo di uno dei cloni del corpo di Sunstreaker costruiti dalla Machination.
I tecnici della Machination stanno provvedendo a disconnettere la vera testa di Sunstreaker dal network, per neutralizzare Hunter.
Nell’Oregon, davanti al Bunker di Comando Decepticon, infuria lo scontro tra i Decepticon e gli alieni Reaper.
Megatron e Starscream, accantonando i loro attriti, uniscono le forze in tutti i sensi (tanto che Megatron diventa pistola e si lascia brandire da Starscream).
Runabout viene fatto esplodere da due Reaper. Runamuck tenta di vendicarlo, ma viene decapitato. E la sua testa viene stritolata con un macigno.
A Warsaw, Indiana, i due Headmaster della Machination (a loro insaputa non piĂą collegato alla testa originale di Sunstreaker) perdono ogni efficacia.
Uno viene gravemente danneggiato mentre tenta di attaccare Hot Rod; l’altro cade sotto i colpi di Hardhead, giunto fin lì per comunicare al compagno gli ordini di Optimus Prime: abbandonare la Terra per affrontare l’emergenza di Garrus-9.
Hot Rod vuole però restare, per scoprire chi sta usando Sunstreaker in modo così inedito e radicale.
Mentre l’unico Headmaster Machination superstite fugge, Hot Rod si appresta quindi a inseguirlo. Prima, però, convince Hardhead a lasciarlo andare e a portare via i soli Ironhide e Wheeljack.
Sull’Arca-32, Optimus Prime organizza il rendez-vous con la squadra di Hound, anticipando lo scontento di Sideswipe, che era convinto di giungere sulla Terra per aiutare Sunstreaker.
Nightbeat sta indagando sul cadavere di Leadfoot. La scoperta di una sorta di virus necrotico che ha ucciso in un istante tutte le cellule cibernetiche di Leadfoot lo confonde: a Nighbeat sembra infatti di aver giĂ affrontato un caso del genere, eppure non se ne ricorda.
Le spiegazioni sono due: o la sua mente è stata contaminata con un engramma fantasma, o la sua memoria è stata in parte cancellata.
Senza dire nulla a nessuno, si appresta ad allontanarsi con una navetta personale.
Galvatron, che ha osservato lo scontro tra i Reaper e i Decepticon, decide di intervenire quando vede questi ultimi in difficoltà . Se i Reaper vincono, infatti, la Terra sarà purgata, come è accaduto ad altri mondi devastati dalla guerra.
A un suo semplice tocco, il Deathbringer a capo dei Reaper diventa letteralmente un “latore di morte”; infettato dal virus necrotico (lo stesso identificato ad Nightbeat), il Deathbringer comincia a diffonderlo tra i suoi stessi compagni, sterminandoli.
Hunter si trasforma nella testa di Sunstreaker e attiva uno dei corpi del magazzino, evitando per un pelo l’attacco di Scorponok.
Sebbene la connessione con la testa originale sia lenta e difettosa (a causa dei tecnici della Machination che la stanno disconnettendo dal network), riesce a trasformarsi in automobile e a fuggire dal fabbricato.
Vista l’improvvisa crisi dei Reaper, Megatron e i Decepticon contrattaccano e li sterminano, distruggendo anche la loro nave spaziale.
Alla fine dello scontro, Megatron si appresta a regolare i conti con il traditore Blitzwing, ma Starscream fa notare che non c’è tempo: l’arrivo dell’aviazione USA conferma che i Terrestri ora sanno della presenza dei Decepticon.
Sta per avere inizio una guerra aperta con il mondo intero.
Galvatron si ritira in silenzio. Un’apocalisse è stata sventata, ma solamente per preparare la strada a un’altra apocalisse, ancora più vasta e totale.
A Carson City, nel Nevada, l’Agente Rosso della Skywatch impone a Weston, dell’equipe scientifica, di riattivare uno dei meccanoidi ritrovati ad Eureka (e cioè Grimlock).
La guerra con i robot è iniziata e bisogna impiegare qualunque forza disponibile.
Mentre l’Arca-32 si allontana dalla Terra, Galvatron torna nell’Universo Morto per riferire sull’esito della sua missione.
Uno dei suoi capi, Nemesis Prime, sospetta che Galvatron, pur dichiarando fedeltà all’Espansione, celi in realtà qualche segreto.
Anche Jhiaxus è dello stesso parere, ma ritiene che, quando il gioco finale avrà inizio, ogni cosa sarà rivelata e tutto ciò non avrà più importanza.
E ormai manca molto poco.
Note
Viene finalmente sciolto il nodo dell’identità del Decepticon a capo della Machination, che i lettori più scaltri avevano già identificato sin da Spotlight: Ultra Magnus.
Il corpo cyborg del signor Dante è molto più radicale di quello ricevuto da Hunter O’ Nion, tanto che l’Headmaster Dante supera in altezza di tre teste gli altri esseri umani.
Il motivo probabilmente è da ricercarsi nel fatto che Scorponok è più alto di Sunstreaker e, di conseguenza, la sua testa deve essere più grossa.
Dante parla di nuovo di “una nuova prospettiva di vita”, quasi come se stesse alludendo al fatto che il suo corpo ha una malattia terminale. Simon Furman ha assicurato che l’argomento sarà oggetto di storie future, come anche la vicenda che ha condotto Scorponok alla situazione attuale.
Quando Megatron diventa nuovamente pistola, controlla le proprie dimensioni quel tanto che basta per poter essere impugnato da un Decepticon (in Escalation #3 era divenuto abbastanza piccolo da essere impugnato da un umano).
Galvatron agisce dietro le quinte, manipolando gli eventi senza rivelarsi, proprio come faceva nella sequenza di storie G1 Marvel USA dei numeri 69-78 (sempre scritte da Simon Furman).
La sottotrama di Hound e Sideswipe scaturisce da Spotlight: Galvatron.
Il momento tanto atteso è giunto: Nightbeat comincia a notare i primi indizi di ciò che, a sua insaputa, gli è stato fatto in Spotlight: Nightbeat.
Le parole di Galvatron confermano quanto già teorizzato dai fan sin da Spotlight: Sixshot: la missione dei Reaper è rimuovere i mondi infettati dalla guerra, i quali servono invece agli interessi delle forze dell’Universo Morto.
Degli umani gruppo di Headmaster Machination basati su Sunstreaker, non si è mai appreso alcun nome, con l’eccezione di Reese, nominato qui per la prima volta e subito annientato da Hardhead.
Hot Rod resta quindi sulla Terra e il nuovo Sunstreaker ha guadagnato la libertĂ : insieme ai Dinobot, questi Autobot sembrano destinati a divenire la squadra che si opporrĂ alla Machination di Scorponok.
Chissà se, abbandonati e dimenticati dal resto dell’esercito Autobot, questi guerrieri assumeranno il nome di Survivor?
Le teste originali dei Transformer Headmaster mantengono un contatto radio con i loro corpi e con le nuove teste formate dai cyborg umani.
E’ la stessa situazione che, nel 1986, Bob Budiansky ideò per introdurre gli Headmaster originali nella miniserie Headmasters della Marvel.
La faccenda Headmaster lascia molte questioni in sospeso e dettagli non spiegati.
Perché solo Hunter assimila la personalità di Sunstreaker? Forse perché Sunstreaker si è opposto alla fusione con gli uomini della Machination? O forse perché uomini della Machination non potevano permettersi di assimilare la mentalità di Sunstreaker, che dopotutto è contraria ai loro piani?
E’ abbastanza certo che, come per Scorponok, anche per Sunstreaker siano in arrivo storie di approfondimento.
I Reaper si rivolgono l’un l’altro con l’appellativo di “fratello”. Nessuno di loro ha un nome proprio, con l’eccezione del drago che in questo stesso albo viene chiamato Klaxa.
E’ possibile che questo anonimato sia stato voluto da Simon Furman per evitare di dare un’eccessiva e fuorviante rilevanza a un gruppo di personaggi che era, in sostanza, carne da cannone, strumentale ad altri scopi narrativi (compromettere la copertura dei Decepticon sulla Terra e far compiere una prima mossa alle forze dell’Universo Morto).
Astrotrain compare per la prima volta in forma di motrice di treno.
Blitzwing si ritrova ad aver tradito il proprio capo per il bene dei Decepticon stessi, ripetendo così le gesta del suo omologo della serie animata G1, che nella saga di Five Faces Of Darkness tradì Galvatron per contrastare i Quintesson.
Jhiaxus è stato riprogettato molto più drasticamente di quanto si potesse intuire dalla sua comparsata in Spotlight: Arcee.
Lo stile del suo corpo ricorda molto i modellini di TFTM07; nella scena in cui affianca Nemesis Prime, la differenza di struttura tra i due sembra annunciare che, ormai, l’epoca in cui il disegnatore Don Figueroa riprogettava tutti i nuovi Transformer si è conclusa.
Adesso che Don si è diretto verso altri lidi, i nuovi personaggi vengono elaborati da altri disegnatori, che adottano uno stile nettamente diverso.
L’albo ospita anche:
- una pinup di Josh Burcham (che preferiremmo continuasse a fare il colorista e lasciasse perdere il dsegno);
- un Mosaic d’eccezione, in quanto illustrato da Robby Musso. La storia si intitola Feeling Yellow, è ambientata nella continuità IDW e illustra alcuni eventi accaduti a Sunstreaker poco prima dell’inizio di Escalation.
E' stato annunciato da Chris Ryall che la conclusione della saga portante di Simon Furman, cioè il capitolo Revelation, sarà una miniserie in quattro capitoli strutturati come altrettanti Spotlight.
I protagonisti saranno Cyclonus, Hardhead, Sideswipe e Doubledealer.
Il capitolo di Cyclonus esordirĂ a giugno 2008.
L'arte del primo e dell'ultimo capitolo sarĂ di E.J. Su, mentre i due capitoli intermedi saranno illustrati da Nick Roche. Le quattro copertine di E.J. Su saranno interconnesse, sullo stile di quelle realizzate per Infiltration.
Prima della definitiva pausa di almeno due mesi, la saga si evolve ancora in almeno due capitoli in uscita a Marzo 2008: Spotlight: Grimlock, che trae origine direttamente dalla linea narrativa principale, e Spotlight: Mirage, di un nuovo autore, che promette di essere una storia autoconclusiva nello stile di Spotlight: Ramjet.
Sempre a Giugno 2008, sarĂ presentato anche uno Spotlight: Wheelie, che concluderĂ il terzo ciclo degli Spotlight e preparerĂ la strada agli eventi del 2009.
Le vicende di Scorponok, Hunter/Sunstreaker e Hot Rod proseguono, insieme a quelle di Grimlock, nella miniserie Maximum Dinobots.
La saga dei Decepticon sulla Terra sarà narrata nello stile “un anno dopo”, con la maxiserie in 12 albi intitolata All Hail Megatron, che esordirà con All Hail Megatron #1 a Luglio 2008.
La saga dell'Universo Morto, Galvatron, Optimus Prime, Nova Prime, Jetfire, Arcee e Fortress Maximus prosegue in Revelation, che si apre con Spotlight: Cyclonus, prosegue con Spotlight: Hardhead e con Spotlight: DoubleDealer e si conclude con Sideswipe.
I progetti futuri di Simon Furman vengono descritti da lui stesso nelle risposte a queste 20 domande postegli dai fan a fine 2008.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Per essere un finale, Devastation #6 non è un finale. Se è vero che la battaglia con i Reaper si conclude, infatti, è anche vero che non si conclude con il pathos che un simile evento avrebbe richiesto.
Il motivo è che Simon Furman sta effettivamente scrivendo questa saga come se fosse una serie regolare, in cui numerose sottotrame si sviluppano progressivamente, intrecciandosi e preparandosi a collidere. Lo spezzettamento in miniserie da sei capitoli, però, ne compromette parzialmente la fruibilità . Per fortuna, l’aggiunta degli Spotlight compensa, anche se solo parzialmente, i mesi di attesa che intercorrono tra una miniserie e l’altra.
E se nel 2006 l’intervallo è stato eccellentemente riempito da Stormbringer, nel 2007 invece la miniserie riempitiva è stata un vero disastro.
Nel 2008, questo difficile compito di interludio toccherà alla miniserie All Hail Megatron, ma, nonostante il tetro precedente, le premesse sono positive: la storia si sviluppa infatti direttamente da premesse stese dallo stesso Simon Furman, che probabilmente ne ha anche supervisionato la trama generale (mentre, nel 2007, è stato palese che lui stesso è stato colto di sorpresa dai contenuti di Megatron: Origin).
Dopo queste premesse, è possibile esaminare Devastation #6 come episodio di sviluppo della saga, invece che come episodio conclusivo. E, da questa ottica, la storia risulta più che eccellente, grazie alla serrata sequenza di momenti storici ed epocali che hanno luogo dalla prima all’ultima pagina.
Si tratta, come d’altra parte accade sempre nelle migliori saghe dei Transformer, di eventi che segnano la Storia (con la S maiuscola) e che sono destinati a plasmare ogni evoluzione futura.
Riepilogandoli, sembra impossibile che Simon Furman sia riuscito a dare spazio a tanto ben di dio in sole 22 pagine, e per di più bilanciando alla perfezione ogni singola sottotrama: la genesi degli Headmaster; l’alleanza e la chiarificazione tra Megatron e l’ambiguo Starscream; l’eroica scelta del solitario Hot Rod; la spirale di inquietante mistero che travolge l’ignaro Nightbeat; il raccapricciante effetto contagioso del tocco letale di Galvatron, contro il quale non sembra esserci nessuna difesa; il risveglio di Grimlock; la guerra tra l’umanità e i Decepticon; la comparsa degli altri due Transformer dell’Universo Morto e la promessa dell’inizio dell’Espansione dell’Universo Morto.
E.J. Su è in forma più che mai: non c’è pagina in cui il suo lavoro non vibri di un vigore che finora era stato trattenuto. Come in reazione all’accelerazione della narrazione di Furman, Su infonde nelle sue tavole un dinamismo radicale, che riflette l’azione sfrenata della vicenda.
In piĂą, si conferma la scelta che avevamo ipotizzato in Devastation #3: le onomatopee al computer sono state abbandonate, in favore di effetti sonori disegnati direttamente da EJ Su.
Il risultato, che si ispira molto alle onomatopee dei manga, è dei migliori, perché in questo modo i suoni divengono parte dell’arte stessa della tavola, amalgamandosi ad essa a tutti i livelli.
Limpida e lineare risulta essere la colorazione di Josh Burcham, che, se vogliamo, ha il solo difetto di abusare degli effetti luminosi che applica alle esplosioni. Nulla di grave, specialmente se li si paragona agli infelici effetti di oscuritĂ totale che affliggono altri albi di recente pubblicazione.
Un albo totalmente appagante, quindi, con un solo risvolto negativo: la consapevolezza di non poter seguire mensilmente gli sviluppi di questa saga.
Per fortuna, Simon Furman ha promesso nelle anticipazioni del suo blog, che il 2008 sarà un anno editoriale ricco di eventi: dalle fantastiche premesse gettate con Devastation, è impossibile dubitarne.
Ha collaborato Jazzluca.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








