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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight (12): Arcee
“Spotlight: Arcee”
Storia: Simon Furman
Arte: Alex Milne
Colori: Josh Perez e Kris Carter
Copertine di Alex Milne
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel febbraio 2008.
Introduzione
“Folle, cattiva e pericolosa! Questa è Arcee: Autobot per alleanza, ma davvero totalmente incontrollabile, un’indomabile forza della natura con tattiche ed etica che farebbero vergognare parecchi Decepticon. Dopo aver condotto una guerra al vetriolo contro un presunto nemico per molti anni, Arcee è stata finalmente sottomessa e incarcerata. Spinta da demoni personali e da un grave trauma mentale, Arcee è ora considerata troppo pericolosa per essere mai più liberata. Ma, a volte, situazioni disperate richiedono rimedi disperati…”
La storia
Antefatto. Molto tempo fa, nell’Archivio di Cartografia Stellare del settore Van-Dema, Arcee veniva arrestata da Ultra Magnus, che aveva inseguito la sua scia di massacri per mezza galassia. Lo stesso Magnus, nonostante i suoi talenti, dovette affrontare un duro scontro, per sottometterla.
Nessuno dei due si accorse che l’obiettivo di Arcee, apparentemente un frutto irreale della sua psicosi, stava davvero agendo dietro le quinte. I meccanoidi che gestivano l’archivio, infatti, stavano custodendo il Nega-Nucleo (Nega-Core) per conto di Jhiaxus, proseguendo i preparativi per l’Espansione.
Il presente. Nel penitenziario Autobot di Garrus-9, dove le Scintille dei prigionieri vengono separate dai corpi e custodite in apposite celle, il direttore Fortress Maximus sollecita Jetfire e la sua squadra di Technobot perché anche i sei robot che formano Monstructor possano ricevere lo stesso trattamento.
Ma Jetfire non può adempiere: sta ancora tentando di comprendere l’avanzatissimo processo che il leggendario Jhiaxus ha applicato per fondere questi sei Cybertroniani nella creatura collettiva denominata Monstructor.
Fortress si augura che i risultati arrivino prima che i Decepticon sappiano della faccenda.
Invano: una flotta di astronavi Decepticon occultate, agli ordini di Banzaitron, sferra un feroce attacco. L’informazione è giunta loro grazie a Double Dealer.
Kick-Off attiva le Autoarmi e attiva le unitĂ di risposta alle crisi. Sulla superficie del pianeta divampa lo scontro.
Un vascello d’assalto introduce direttamente nel penitenziario la squadra d’assalto dei Combaticon (Onslaught, Brawl, Blast-Off e Vortex).
Fortress Maximus decide di ricorrere a misure estreme: recuperata la Scintilla di Arcee (che nella semiesistenza astratta della cella era ormai in pace con se stessa), le riconferisce un corpo e la ingaggia per sterminare i Decepticon invasori.
Per ottenere la sua collaborazione, le spiega che i Decepticon mirano a Monstructor, un parto della mente del suo odiato nemico Jhiaxus.
Fortress Maximus la avverte: se Arcee dovesse attaccare un solo Autobot, lui attiverĂ un congegno che le stritolerĂ il Nucleo di Scintilla.
I Combaticon arrivano nel laboratorio di Jetfire, fermando i Technobot prima che questi riescano a distruggere i sei robot del Monstructor.
Arcee interviene massacrando i Combaticon, ma Vortex riesce ad agganciare i sei prigionieri e ad attivare un balzo orbitale.
Ottenuto ciò che volevano, le forze Decepticon si ritirano.
Arcee vuole inseguirli; un legame incomprensibile la unisce agli altri esperimenti di Jhiaxus, e ciò le permetterà di rintracciarli ovunque.
Jetfire cerca di comprendere la natura del suo odio e, finalmente, Arcee spiega.
I Transformer non hanno genere, ma lei è considerata una “lei”; il motivo è che tempo fa, Jhiaxus decise di sperimentare la divisione in generi sui Transformer, iniziando proprio da lei.
Per curiosità (e semplicemente perché poteva), Jhiaxus riscrisse a forza il CNA fondamentale di Arcee, per poi abbandonarla quando rimase deluso dal risultato.
Da allora, Arcee è vittima di un gorgo devastante di impulsi contraddittori, che la porta sempre più vicino alla follia.
Per questo è risoluta a distruggere tutto ciò che Jhiaxus abbia mai toccato.
Fortress Maximus vorrebbe imprigionarla di nuovo, ma Jetfire lo convince a lasciarla andare a inventare una storia di copertura. Dopotutto, che altro hanno da perdere?
In caccia, Arcee avverte che qualcosa è cambiato, progredito. Che l’operato di Jhiaxus sta per portare a un cambiamento radicale delle cose.
Ed è certa che il giorno della resa dei conti è vicino.
Note
I precedenti relativi a Jhiaxus e all’Espansione sono apparsi in Spotlight: Galvatron e in Spotlight: Optimus Prime.
Il Nega-Nucleo viene menzionato per la prima volta.
Il penitenziario Autobot di Garrus-9 è l’equivalente del penitenziario Decepticon di Styx visto in Spotlight: Hot Rod.
Tra i prigionieri di Garrus-9: Repugnus, Longtooth, Skyjack, Ransack e Bludgeon.
Repugnus ha una non-storia di Autobot particolarmente incline a violenza e omicidi.
Longtooth ha alcuni precedenti Marvel di follia.
Skyjack è un Cyberjet Decepticon della G2, anno 1995.
Ransack potrebbe essere l’Insecticon (visto in Spotlight: Sixshot), ma anche il Decepticon della squadra G2 denominata Rotor Force.
Bludgeon è stato catturato in Stormbringer #4.
Fortress Maximus ha dimensioni analoghe a quelle di Jetfire e, presumibilmente, una modalitĂ alternativa di veicolo corazzato e cingolato.
Il penitenziario presenta comunque elementi strutturali (come le Autoarmi) che sembrano tratti dalla versione gigante del modellino di Maximus: che sia in serbo una sua evoluzione?
Non sarebbe la prima volta: il precedente è nell’albo G1 Marvel US #38.
I Pretender Monster (ancora privi di nome del gruppo) sono comparsi e sono stati catturati in Spotlight: Optimus Prime.
Sul ponte dell’astronave di Banzaitron compaiono anche Gutcruncher, Axer (entrambi Action Master) e Roadblock (un Pretender).
Double Dealer si è infiltrato tra gli Autobot, per conto del capo dello spionaggio Decepticon Banzaitron, in Spotlight: Hot Rod.
Banzaitron, capo dello spionaggio, dispone di astronavi occultate e agisce in modo molto indipendente, quasi avesse interessi personali da perseguire.
Sono tutti elementi che lo accomunano alla Tal Shiar, lo spionaggio Romulano dell’universo di Star Trek.
Kick-Off è un altro Action Master.
Nella vignetta 5 di pagina 11, i seguenti Autobot difendono il penitenziario: Skyfall, Over-Run, Sprocket, Rollout, Turbofire, Wind Breaker e Vroom.
Qualcuno ha visto l’ennesimo omaggio di Alex Milne a Kremzeeek?
Invece del DNA, i Transformer sono costituiti da una mappatura definita dal CNA.
Per cosa starĂ la C?
Gli eventi di Spotlight: Arcee si svolgono in parallelo a Devastation #5.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Con una curiosa coincidenza, nello stesso periodo in cui la serie animata di Animated presenta una nuova versione di Blackarachnia, i fumetti IDW rinnovano invece Arcee.
E, ancor più curiosamente, entrambi i personaggi sono Autobot che subiscono involontariamente un'orribile mutazione permanente, che le porta ai limiti della follia e le spinge a compiere scelte drastiche: la prima si unisce ai Decepticon e la seconda diviene un’assassina osteggiata anche dagli Autobot.
Ma l’Arcee di Simon Furman va molto oltre: dovendo spiegare l’infausta presenza delle Femmine Robot nell’infelice miniserie Megatron: Origin, Furman provvede anche a dare una motivazione plausibile per la distinzione in generi all’interno della razza Transformer.
Furman aveva sempre dichiarato di non voler introdurre Femmine nella serie G1 IDW finché non avesse ideato una causa razionale per la loro esistenza; nello stesso tempo, aveva affermato di stentare a trovarne una, tanto che lo stesso pensiero bastava a fargli venire il mal di testa.
La malaugurata mania di Alex Milne per i cameo del genere piĂą becero e imbarazzante gli ha alla fine forzato la mano, costringendolo a creare questa storia in cui si insinua (tra le righe) che, dopo Arcee, Jhiaxus abbia creato altre Femmine: si liquida in questo modo il paradosso di Megatron: Origin.
Ma, paradossalmente, dover affrontare questa “emergenza narrativa” ha portato a ottimi frutti.
Spotlight: Arcee è infatti uno Spotlight di alta qualità : un’inquietante vicenda di spionaggio, guerra, abusi e lotta per il ritrovamento impossibile di un’identità perduta.
Arcee è un personaggio tridimensionale, sfaccettato e assai complesso. Lontana da qualunque genere di stereotipo di Femmina, è un’assassina feroce e inarrestabile, quando è dominata dalla sua ossessione; ma, nei momenti di calma, è capace di una conversazione di alto livello (del genere che solitamente arriva da personaggi come Perceptor o Jetfire).
Due momenti del personaggio sono particolarmente felici:
Il primo, narrativo, è la sua beatitudine durante l’esistenza astratta nella sua forma di Scintilla intrappolata (priva degli impulsi contraddittori citati in seguito).
Il secondo, grafico, è la posa molto femminile (e inconsapevole) con cui esprime il suo turbamento quando finalmente Jetfire tenta di capire le se motivazione.
A tutto ciò bisogna aggiungere che Furman, con lo stile tipico dei professionisti, evita sempre con grande eleganza di cadere nella trappola dei dettagli espliciti (cosa che solitamente si verifica con imbarazzante frequenza nei prodotti autoerotici dei fanboy che affrontano la questione delle Femmine riversando in essa le proprie fissazioni).
Artisticamente, Alex Milne recupera una quantità di terreno enorme, dopo le atroci figuracce rimediate con Megatron: Origin. Per quanto il suo stile rimanga barocco, eccessivo e ridondante, è innegabile che le tavole con cinque vignette (invece che dieci) gli permettano di esprimersi meglio e di comporre inquadrature anche molto suggestive.
Un esempio? La visione in pesante prospettiva distorta del corpo e della testa di Arcee durante la sua ricostruzione.
Probabilmente, a questo risultato positivo contribuisce molto anche lo sceneggiatore, che non solo ha scritto una storia degna di questo nome, ma ha presumibilmente anche posto un freno ai suoi cameo incontrollati.
Il peggior difetto dell’arte di Milne, però, permane: certi volti, come quello di Arcee, sono realizzati con grande cura e proporzione; altri, come quello di Fortress Maximus, sono invece dozzinali e incredibilmente sproporzionati (si confronti la faccia di Maximus rispetto al resto del suo spropositato elmo, nel quale essa si perde).
Una nota di demerito va, infine, alla colorazione. Non è chiaro se si tratti di un effetto voluto (ricorrente, nelle opere colorate da Josh Perez), ma, ancora una volta, più che di colori si dovrebbe parlare di buio, tanto risulta a volte difficile persino riconoscere i personaggi.
Per quale motivo la IDW si ostina con questa politica dei colori oscuranti, che nascondono l’arte del disegnatore? Difficile da capire, anche perché, nelle immagini di anteprima viste in rete, la colorazione risulta inspiegabilmente essere molto più chiara e intelligibile.
Storia: Simon Furman
Arte: Alex Milne
Colori: Josh Perez e Kris Carter
Copertine di Alex Milne
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel febbraio 2008.
Introduzione
“Folle, cattiva e pericolosa! Questa è Arcee: Autobot per alleanza, ma davvero totalmente incontrollabile, un’indomabile forza della natura con tattiche ed etica che farebbero vergognare parecchi Decepticon. Dopo aver condotto una guerra al vetriolo contro un presunto nemico per molti anni, Arcee è stata finalmente sottomessa e incarcerata. Spinta da demoni personali e da un grave trauma mentale, Arcee è ora considerata troppo pericolosa per essere mai più liberata. Ma, a volte, situazioni disperate richiedono rimedi disperati…”
La storia
Antefatto. Molto tempo fa, nell’Archivio di Cartografia Stellare del settore Van-Dema, Arcee veniva arrestata da Ultra Magnus, che aveva inseguito la sua scia di massacri per mezza galassia. Lo stesso Magnus, nonostante i suoi talenti, dovette affrontare un duro scontro, per sottometterla.
Nessuno dei due si accorse che l’obiettivo di Arcee, apparentemente un frutto irreale della sua psicosi, stava davvero agendo dietro le quinte. I meccanoidi che gestivano l’archivio, infatti, stavano custodendo il Nega-Nucleo (Nega-Core) per conto di Jhiaxus, proseguendo i preparativi per l’Espansione.
Il presente. Nel penitenziario Autobot di Garrus-9, dove le Scintille dei prigionieri vengono separate dai corpi e custodite in apposite celle, il direttore Fortress Maximus sollecita Jetfire e la sua squadra di Technobot perché anche i sei robot che formano Monstructor possano ricevere lo stesso trattamento.
Ma Jetfire non può adempiere: sta ancora tentando di comprendere l’avanzatissimo processo che il leggendario Jhiaxus ha applicato per fondere questi sei Cybertroniani nella creatura collettiva denominata Monstructor.
Fortress si augura che i risultati arrivino prima che i Decepticon sappiano della faccenda.
Invano: una flotta di astronavi Decepticon occultate, agli ordini di Banzaitron, sferra un feroce attacco. L’informazione è giunta loro grazie a Double Dealer.
Kick-Off attiva le Autoarmi e attiva le unitĂ di risposta alle crisi. Sulla superficie del pianeta divampa lo scontro.
Un vascello d’assalto introduce direttamente nel penitenziario la squadra d’assalto dei Combaticon (Onslaught, Brawl, Blast-Off e Vortex).
Fortress Maximus decide di ricorrere a misure estreme: recuperata la Scintilla di Arcee (che nella semiesistenza astratta della cella era ormai in pace con se stessa), le riconferisce un corpo e la ingaggia per sterminare i Decepticon invasori.
Per ottenere la sua collaborazione, le spiega che i Decepticon mirano a Monstructor, un parto della mente del suo odiato nemico Jhiaxus.
Fortress Maximus la avverte: se Arcee dovesse attaccare un solo Autobot, lui attiverĂ un congegno che le stritolerĂ il Nucleo di Scintilla.
I Combaticon arrivano nel laboratorio di Jetfire, fermando i Technobot prima che questi riescano a distruggere i sei robot del Monstructor.
Arcee interviene massacrando i Combaticon, ma Vortex riesce ad agganciare i sei prigionieri e ad attivare un balzo orbitale.
Ottenuto ciò che volevano, le forze Decepticon si ritirano.
Arcee vuole inseguirli; un legame incomprensibile la unisce agli altri esperimenti di Jhiaxus, e ciò le permetterà di rintracciarli ovunque.
Jetfire cerca di comprendere la natura del suo odio e, finalmente, Arcee spiega.
I Transformer non hanno genere, ma lei è considerata una “lei”; il motivo è che tempo fa, Jhiaxus decise di sperimentare la divisione in generi sui Transformer, iniziando proprio da lei.
Per curiosità (e semplicemente perché poteva), Jhiaxus riscrisse a forza il CNA fondamentale di Arcee, per poi abbandonarla quando rimase deluso dal risultato.
Da allora, Arcee è vittima di un gorgo devastante di impulsi contraddittori, che la porta sempre più vicino alla follia.
Per questo è risoluta a distruggere tutto ciò che Jhiaxus abbia mai toccato.
Fortress Maximus vorrebbe imprigionarla di nuovo, ma Jetfire lo convince a lasciarla andare a inventare una storia di copertura. Dopotutto, che altro hanno da perdere?
In caccia, Arcee avverte che qualcosa è cambiato, progredito. Che l’operato di Jhiaxus sta per portare a un cambiamento radicale delle cose.
Ed è certa che il giorno della resa dei conti è vicino.
Note
I precedenti relativi a Jhiaxus e all’Espansione sono apparsi in Spotlight: Galvatron e in Spotlight: Optimus Prime.
Il Nega-Nucleo viene menzionato per la prima volta.
Il penitenziario Autobot di Garrus-9 è l’equivalente del penitenziario Decepticon di Styx visto in Spotlight: Hot Rod.
Tra i prigionieri di Garrus-9: Repugnus, Longtooth, Skyjack, Ransack e Bludgeon.
Repugnus ha una non-storia di Autobot particolarmente incline a violenza e omicidi.
Longtooth ha alcuni precedenti Marvel di follia.
Skyjack è un Cyberjet Decepticon della G2, anno 1995.
Ransack potrebbe essere l’Insecticon (visto in Spotlight: Sixshot), ma anche il Decepticon della squadra G2 denominata Rotor Force.
Bludgeon è stato catturato in Stormbringer #4.
Fortress Maximus ha dimensioni analoghe a quelle di Jetfire e, presumibilmente, una modalitĂ alternativa di veicolo corazzato e cingolato.
Il penitenziario presenta comunque elementi strutturali (come le Autoarmi) che sembrano tratti dalla versione gigante del modellino di Maximus: che sia in serbo una sua evoluzione?
Non sarebbe la prima volta: il precedente è nell’albo G1 Marvel US #38.
I Pretender Monster (ancora privi di nome del gruppo) sono comparsi e sono stati catturati in Spotlight: Optimus Prime.
Sul ponte dell’astronave di Banzaitron compaiono anche Gutcruncher, Axer (entrambi Action Master) e Roadblock (un Pretender).
Double Dealer si è infiltrato tra gli Autobot, per conto del capo dello spionaggio Decepticon Banzaitron, in Spotlight: Hot Rod.
Banzaitron, capo dello spionaggio, dispone di astronavi occultate e agisce in modo molto indipendente, quasi avesse interessi personali da perseguire.
Sono tutti elementi che lo accomunano alla Tal Shiar, lo spionaggio Romulano dell’universo di Star Trek.
Kick-Off è un altro Action Master.
Nella vignetta 5 di pagina 11, i seguenti Autobot difendono il penitenziario: Skyfall, Over-Run, Sprocket, Rollout, Turbofire, Wind Breaker e Vroom.
Qualcuno ha visto l’ennesimo omaggio di Alex Milne a Kremzeeek?
Invece del DNA, i Transformer sono costituiti da una mappatura definita dal CNA.
Per cosa starĂ la C?
Gli eventi di Spotlight: Arcee si svolgono in parallelo a Devastation #5.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Con una curiosa coincidenza, nello stesso periodo in cui la serie animata di Animated presenta una nuova versione di Blackarachnia, i fumetti IDW rinnovano invece Arcee.
E, ancor più curiosamente, entrambi i personaggi sono Autobot che subiscono involontariamente un'orribile mutazione permanente, che le porta ai limiti della follia e le spinge a compiere scelte drastiche: la prima si unisce ai Decepticon e la seconda diviene un’assassina osteggiata anche dagli Autobot.
Ma l’Arcee di Simon Furman va molto oltre: dovendo spiegare l’infausta presenza delle Femmine Robot nell’infelice miniserie Megatron: Origin, Furman provvede anche a dare una motivazione plausibile per la distinzione in generi all’interno della razza Transformer.
Furman aveva sempre dichiarato di non voler introdurre Femmine nella serie G1 IDW finché non avesse ideato una causa razionale per la loro esistenza; nello stesso tempo, aveva affermato di stentare a trovarne una, tanto che lo stesso pensiero bastava a fargli venire il mal di testa.
La malaugurata mania di Alex Milne per i cameo del genere piĂą becero e imbarazzante gli ha alla fine forzato la mano, costringendolo a creare questa storia in cui si insinua (tra le righe) che, dopo Arcee, Jhiaxus abbia creato altre Femmine: si liquida in questo modo il paradosso di Megatron: Origin.
Ma, paradossalmente, dover affrontare questa “emergenza narrativa” ha portato a ottimi frutti.
Spotlight: Arcee è infatti uno Spotlight di alta qualità : un’inquietante vicenda di spionaggio, guerra, abusi e lotta per il ritrovamento impossibile di un’identità perduta.
Arcee è un personaggio tridimensionale, sfaccettato e assai complesso. Lontana da qualunque genere di stereotipo di Femmina, è un’assassina feroce e inarrestabile, quando è dominata dalla sua ossessione; ma, nei momenti di calma, è capace di una conversazione di alto livello (del genere che solitamente arriva da personaggi come Perceptor o Jetfire).
Due momenti del personaggio sono particolarmente felici:
Il primo, narrativo, è la sua beatitudine durante l’esistenza astratta nella sua forma di Scintilla intrappolata (priva degli impulsi contraddittori citati in seguito).
Il secondo, grafico, è la posa molto femminile (e inconsapevole) con cui esprime il suo turbamento quando finalmente Jetfire tenta di capire le se motivazione.
A tutto ciò bisogna aggiungere che Furman, con lo stile tipico dei professionisti, evita sempre con grande eleganza di cadere nella trappola dei dettagli espliciti (cosa che solitamente si verifica con imbarazzante frequenza nei prodotti autoerotici dei fanboy che affrontano la questione delle Femmine riversando in essa le proprie fissazioni).
Artisticamente, Alex Milne recupera una quantità di terreno enorme, dopo le atroci figuracce rimediate con Megatron: Origin. Per quanto il suo stile rimanga barocco, eccessivo e ridondante, è innegabile che le tavole con cinque vignette (invece che dieci) gli permettano di esprimersi meglio e di comporre inquadrature anche molto suggestive.
Un esempio? La visione in pesante prospettiva distorta del corpo e della testa di Arcee durante la sua ricostruzione.
Probabilmente, a questo risultato positivo contribuisce molto anche lo sceneggiatore, che non solo ha scritto una storia degna di questo nome, ma ha presumibilmente anche posto un freno ai suoi cameo incontrollati.
Il peggior difetto dell’arte di Milne, però, permane: certi volti, come quello di Arcee, sono realizzati con grande cura e proporzione; altri, come quello di Fortress Maximus, sono invece dozzinali e incredibilmente sproporzionati (si confronti la faccia di Maximus rispetto al resto del suo spropositato elmo, nel quale essa si perde).
Una nota di demerito va, infine, alla colorazione. Non è chiaro se si tratti di un effetto voluto (ricorrente, nelle opere colorate da Josh Perez), ma, ancora una volta, più che di colori si dovrebbe parlare di buio, tanto risulta a volte difficile persino riconoscere i personaggi.
Per quale motivo la IDW si ostina con questa politica dei colori oscuranti, che nascondono l’arte del disegnatore? Difficile da capire, anche perché, nelle immagini di anteprima viste in rete, la colorazione risulta inspiegabilmente essere molto più chiara e intelligibile.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
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