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Iscritto il: 21/06/2004
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Devastation 4
“Devastation” (4 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: Robby Musso
Colori: Zac Atkinson e Liam Shalloo
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel dicembre 2007 (uscita effettiva slittata a gennaio 2008).
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Escalation: #20
La storia
A Washington D.C., nel fatiscente edificio abbandonato in cui la Skywatch si nasconde, l’Agente Rosso ordina che i due Cercatori (Seeker) vengano richiamati.
Ma i due robot (alias Ravage e Laserbeak) ignorano i segnali di comando: un segnale rivale di origine sconosciuta sta avendo il sopravvento sui due meccanoidi.
La Skywatch non può saperlo, ma il segnale proviene dalla stanza di un adolescente, che ha recentemente acquistato per collezionismo un antiquato lettore di audiocassette (alias Soundwave).
A Pensacola, Florida, Sixshot (robot) raccoglie con gioia la sfida degli Autobot e risponde al fuoco. Bumblebee è il primo a venire colpito e a cadere.
Hardhead reagisce, trasformandosi in veicolo corazzato e armato e attaccando con l’artiglieria pesante.
Optimus Prime coordina le operazioni: Ratchet penserà ad assistere Bumblebee, mentre Prowl e Jazz fiancheggiano l’assalto di Hardhead a Sixshot (carro armato) e, infine, Nightbeat deve attivare l’Arca-32 (rimasta in orbita) e far sì che gli Autobot vengano portati a bordo.
Ma per quest’ultima operazione ci vorranno almeno dieci minuti.
E Optimus teme che siano troppi.
Poco lontano, Jimmy Pink e Verity Carlo assistono alla scontro, tra numerosi altri umani in fuga.
I due ragazzi hanno capito che i Decepticon hanno abbandonato la loro strategia in fasi progressive per saltare a quella finale. E soprattutto, hanno notato gli elicotteri dei media: tutto il mondo vedrà lo spaventoso scontro tra alieni.
A Warsav, Indiana, Hot Rod e Wheeljack sono arrivati al “cimitero delle automobili” dove il loro compagno Ironhide sta per essere distrutto da una pressa.
Purtroppo, devono esaminare le carcasse di automobile una a una: il segnale dell’Arca-19, che avrebbe potuto condurli direttamente a Ironhide, è scomparso. E la stessa Arca-19 non risponde più.
A mezzo miglio di distanza, i tre veicoli Headmaster della Machination continuano a cercarli.
Quando il proprietario del “cimitero delle automobili” denuncia un’effrazione a opera di ignoti, i veicoli Headmaster intercettano la risposta della Polizia e si preparano intervenire.
A Tampa, Florida, Hunter O’Nion prende la decisione finale ed entra nella cabina che completerà la sua trasformazione in cyborg Headmaster. Sunstreaker, che ha già accettato di trovarsi collegato anche a Hunter, lo avverte che sarà un processo doloroso quando ormai è troppo tardi.
Sixshot (pistola) continua il suo assalto, cercando di far capire agli Autobot che potrebbe andare avanti tutto il giorno a combattere senza stancarsi. Questo è ciò per cui è stato costruito.
Optimus Prime ordina di disattivare gli inibitori di sicurezza dell’arsenale principale e i sei Autobot attaccano contemporaneamente Sixshot con tutta la loro potenza di fuoco.
I ricognitori dell’esercito USA tentano invano di identificare la minaccia costituita da questo gruppo di robot in guerra e consigliano l’uso della ‘forza definitiva’ (un assalto aereo totale per fare terra bruciata di chiunque sia sul posto).
Verity e Jimmy sentono i discorsi dei poliziotti impegnati nell’evacuazione e capiscono cosa sta per accadere.
Aggirato il cordone di isolamento, si impossessano di un motoscafo e si precipitano ad avvertire i loro amici Autobot.
Sixshot (robot) si complimenta con gli Autobot per i loro sforzi e li premia spiegando loro perché siano inutili: la sua corazza è composta di materia subatomica tratta da una stella collassata, mentre il suo nucleo d’alimentazione sfrutta una cellula autorigenerante a fissione di materia oscura.
Nel frattempo, massacra gli Autobot, giungendo a strappare un braccio a Jazz.
Optimus Prime reagisce sferrandogli un colpo sul torace: è il primo attacco che causa qualche crepa a Sixshot, convincendolo a fare adesso sul serio.
Proprio mentre i cacciabombardieri USA si avvicinano alla zona, apprestandosi a bombardarla, Verity e Jimmy raggiungono finalmente Ratchet, informandolo di ciò che sta per accadere.
Nightbeat è pronto a eseguire il Rimbalzo Orbitale.
Optimus Prime ordina che tutti gli Autobot vengano trasferiti sull’Arca-32, eccetto lui, impegnato in un corpo a corpo con Sixshot.
Ratchet porta con sé anche Verity e Jimmy.
E, con orrore, una volta giunto sull’Arca-32, si rende conto che i loro corpi non potevano reggere il trauma del balzo. Le funzioni vitali di Verity e Jimmy si sono interrotte (e i loro corpi inerti appaiono ora di un verde cadaverico).
Nel Bunker di Comando Decepticon in Oregon, Skywarp rileva la comparsa improvvisa di una nave spaziale, che ha aggirato tutti i sistemi di sorveglianza.
Megatron ordina di richiamare Sixshot: in pochi secondi, il Bunker si ritrova infatti assediato dai Reaper, che si lanciano all’attacco in gruppo.
Sixshot (jet) è costretto ad abbandonare la battaglia con Optimus Prime e si allontana in volo, promettendo che tornerà a concludere la faccenda.
Optimus Prime viene raccolto da un Balzo Orbitale, proprio mentre le bombe toccano terra ed esplodono.
Mentre l’attacco al Bunker Decepticon prosegue, Astrotrain si fa coprire da Blitzwing e raggiunge il meccanoide che ha risvegliato e liberato all’insaputa di Megatron, per informarlo della situazione.
Starscream gioisce della situazione, che è proprio l’opportunità che aspettava. A Sixshot penserà lui stesso e, questa volta, quando tutto sarà finito, la vittoria sarà sua.
Note
L’attuale situazione di Ravage, Laserbeak e Soundwave è stata introdotta in Spotlight: Soundwave. Questa sottotrama dovrebbe svilupparsi nel venturo Spotlight: Grimlock.
Nella stanza dell’adolescente che ha acquistato Soundwave appare un poster di una Camaro: un omaggio a TFTM07 Bumblebee.
Il “cimitero delle automobili” si chiama Wreck-N-Rule, che è anche il motto della celebre squadra dei Wrecker (reintrodotta in questo universo in Stormbringer #2).
La scena in cui a Jazz viene strappato un braccio rievoca il massacro che il suo omonimo subisce in TFTM07 a opera di Megatron.
La scena in cui Ratchet osserva i cadaveri di Verity Carlo e Jimmy Pink mostra anche Nightbeat, sullo sfondo.
E’ difficile non paragonarla una scena analoga, che ha in comune Nightbeat, l’Arca-32 e la morte di un essere umano (più o meno): si tratta della sequenza della (sospetta) morte di Georgi Kuska, vista in Escalation #6.
Verity e Jimmy sono davvero morti?
In New Avengers/Transformers #4, alcuni Vendicatori hanno viaggiato con il Rimbalzo Orbitale senza riportare sintomi più gravi di una nausea transitoria.
E se Jimmy non era stato molto sviluppato in questi due anni, Verity aveva invece ricevuto più attenzione: possibile che si voglia rinunciare di colpo a un tale potenziale narrativo?
Qualunque sia il loro destino (divenire zombi dell’Universo Morto? Rinascere come cyborg Headmaster?), è indubbio che Simon Furman ha attuato un colpo di scena davvero audace, quasi una risposta drasticamente ironica alle proteste di tutti i lettori che protestavano per i comprimari umani.
I Reaper che attaccano il Bunker Decepticon sono gli stessi visti in Spotlight: Sixshot, ma Devastation #3 ha rivelato che ve ne sono altri in attesa di entrare in scena.
L'arma definitiva Sixshot che viene richiamata dal campo di battaglia prima che stermini gli Autobot ricorda ciò che accade a Trypticon in War Within: The Dark Ages #4.
Starscream dichiara di poter pensare personalmente a Sixshot: si tratterà di colpire un punto debole del Sixchanger noto a pochi, oppure farà leva su una qualche faccenda più personale?
E’ stata annunciata in questi giorni una miniserie del 2008, All Hail Megatron, nella quale i Decepticon si scateneranno su una Terra ormai priva dei suoi difensori Autobot.
La fuga vista alla fine di Devastation #4 sembra preludere proprio a questa situazione.
Ma la Terra sarà davvero abbandonata a se stessa? Oppure Hunter/Sunstreaker e la Skywatch (e la Machination?) finiranno per dare vita a una qualche resistenza?
Il nuovo supervisore, Andrew Steven Harris, subentra a Dan Taylor e, nella pagina dei Decepti-Comments, invita i lettori a creare un alter ego Transformer anche per lui (dopo Chriscarger per Chris Ryall e ShockDan per Taylor).
Sul forum del sito IDW compaiono le fotografie del supervisore da cui trarre spunto.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
L’esperienza terrestre dei Transformer arriva a un apocalittico punto di non ritorno. Dopo due anni di preparazione, gli elementi delineati in Infiltration, Stormbringer, Escalation e negli Spotlight cominciano a dare i loro frutti.
L’universo che Simon Furman ha ideato è giunto alla fine della fase preparatoria (in cui tutto era ancora possibile) e comincia adesso a svilupparsi in maniera del tutto autonoma, capitalizzando i concetti e gli eventi narrati finora.
Si tratta, com’è ovvio da questo trascinante Devastation #4, di un prodotto dalla qualità ineguagliata nella storia dei Transformer, con qualche eccezione (per fortuna contenuta): e la cosa stupefacente è che il 2008, invece che essere il culmine di questa esperienza, è solamente l’inizio di un viaggio ancora più affascinante.
Devastation #4 dovrebbe essere il classico capitolo interlocutorio dei cicli a sei albi, cioè quello in cui la battaglia di turno viene tirata per le lunghe, allo scopo di preparare il gran finale che si sviluppa nel #5 e nel #6.
La battaglia prolungata c’è sicuramente… ma che battaglia incredibile! E tutt’altro che forzata: gli Autobot (comprensivi di Optimus Prime) sono stati posti davanti a un nemico che è letteralmente un’arma vivente e non hanno nessuna speranza di trionfare. Ma non si tratta di semplici sequenze di scazzottate senza esito: ognuna di essere contiene infatti nuovi e preziosi elementi, che vanno dallo sviluppo della trama stessa alla rivelazione di dettagli cruciali su cui i fan speculavano da mesi.
La drammaticità degli eventi è esaltata dal loro succedersi frenetico e dalla disperazione in cui essi gettano il lettore in modo progressivo, ma inesorabile: dalla palese impossibilità degli Autobot di vincere la battaglia alla morte di Verity e Jimmy (un evento davvero sconvolgente, anche per chi li detestava), concludendo con i Decepticon stessi sotto assedio mentre le loro forze sono sull’orlo dell’ammutinamento.
La presunta morte di Verity e Jimmy, come la dolorosa e traumatica trasformazione di Hunter e Sunstreaker, sono la dichiarazione più esplicita del pubblico maturo a cui questo universo dei Transformer si rivolge (con due soli precedenti, Beast Wars e la G2). Non solo nessuno ha la sopravvivenza garantita, nemmeno i protagonisti, ma la stessa partecipazione alla guerra e a una realtà aliena finisce con l’avere conseguenze negative, dolorose e permanenti per chiunque (siamo lontani, insomma, dalle ingenuità dei ragazzini che vanno in guerra con i robot e ne escono illesi e immutati).
Decisamente una delle migliori dimostrazioni del valore complessivo del lavoro di Simon Furman, cui l’artista ospite Robby Musso contribuisce con il suo approccio ordinato e dinamico, sorprendendoci spesso con inquadrature dalle prospettive vertiginose e drammatiche. Quest’ultimo è forse anche il suo principale difetto, già segnalato al suo esordio in Spotlight: Ultra Magnus (ma largamente assente in Spotlight: Ramjet): i suoi Transformer, quando inquadrati prospetticamente dal basso, finiscono con l’avere teste microscopiche e sproporzionate, oppure posizionate in modo innaturale. A parte questo (e i suoi umani poveri di dettagli), Musso compie comunque un ottimo lavoro, allineandosi allo stile impostato da E.J. Su ma mantenendo comunque le caratteristiche vivaci e personali del proprio stile.
Storia: Simon Furman
Arte: Robby Musso
Colori: Zac Atkinson e Liam Shalloo
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Nick Roche
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel dicembre 2007 (uscita effettiva slittata a gennaio 2008).
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Escalation: #20
La storia
A Washington D.C., nel fatiscente edificio abbandonato in cui la Skywatch si nasconde, l’Agente Rosso ordina che i due Cercatori (Seeker) vengano richiamati.
Ma i due robot (alias Ravage e Laserbeak) ignorano i segnali di comando: un segnale rivale di origine sconosciuta sta avendo il sopravvento sui due meccanoidi.
La Skywatch non può saperlo, ma il segnale proviene dalla stanza di un adolescente, che ha recentemente acquistato per collezionismo un antiquato lettore di audiocassette (alias Soundwave).
A Pensacola, Florida, Sixshot (robot) raccoglie con gioia la sfida degli Autobot e risponde al fuoco. Bumblebee è il primo a venire colpito e a cadere.
Hardhead reagisce, trasformandosi in veicolo corazzato e armato e attaccando con l’artiglieria pesante.
Optimus Prime coordina le operazioni: Ratchet penserà ad assistere Bumblebee, mentre Prowl e Jazz fiancheggiano l’assalto di Hardhead a Sixshot (carro armato) e, infine, Nightbeat deve attivare l’Arca-32 (rimasta in orbita) e far sì che gli Autobot vengano portati a bordo.
Ma per quest’ultima operazione ci vorranno almeno dieci minuti.
E Optimus teme che siano troppi.
Poco lontano, Jimmy Pink e Verity Carlo assistono alla scontro, tra numerosi altri umani in fuga.
I due ragazzi hanno capito che i Decepticon hanno abbandonato la loro strategia in fasi progressive per saltare a quella finale. E soprattutto, hanno notato gli elicotteri dei media: tutto il mondo vedrà lo spaventoso scontro tra alieni.
A Warsav, Indiana, Hot Rod e Wheeljack sono arrivati al “cimitero delle automobili” dove il loro compagno Ironhide sta per essere distrutto da una pressa.
Purtroppo, devono esaminare le carcasse di automobile una a una: il segnale dell’Arca-19, che avrebbe potuto condurli direttamente a Ironhide, è scomparso. E la stessa Arca-19 non risponde più.
A mezzo miglio di distanza, i tre veicoli Headmaster della Machination continuano a cercarli.
Quando il proprietario del “cimitero delle automobili” denuncia un’effrazione a opera di ignoti, i veicoli Headmaster intercettano la risposta della Polizia e si preparano intervenire.
A Tampa, Florida, Hunter O’Nion prende la decisione finale ed entra nella cabina che completerà la sua trasformazione in cyborg Headmaster. Sunstreaker, che ha già accettato di trovarsi collegato anche a Hunter, lo avverte che sarà un processo doloroso quando ormai è troppo tardi.
Sixshot (pistola) continua il suo assalto, cercando di far capire agli Autobot che potrebbe andare avanti tutto il giorno a combattere senza stancarsi. Questo è ciò per cui è stato costruito.
Optimus Prime ordina di disattivare gli inibitori di sicurezza dell’arsenale principale e i sei Autobot attaccano contemporaneamente Sixshot con tutta la loro potenza di fuoco.
I ricognitori dell’esercito USA tentano invano di identificare la minaccia costituita da questo gruppo di robot in guerra e consigliano l’uso della ‘forza definitiva’ (un assalto aereo totale per fare terra bruciata di chiunque sia sul posto).
Verity e Jimmy sentono i discorsi dei poliziotti impegnati nell’evacuazione e capiscono cosa sta per accadere.
Aggirato il cordone di isolamento, si impossessano di un motoscafo e si precipitano ad avvertire i loro amici Autobot.
Sixshot (robot) si complimenta con gli Autobot per i loro sforzi e li premia spiegando loro perché siano inutili: la sua corazza è composta di materia subatomica tratta da una stella collassata, mentre il suo nucleo d’alimentazione sfrutta una cellula autorigenerante a fissione di materia oscura.
Nel frattempo, massacra gli Autobot, giungendo a strappare un braccio a Jazz.
Optimus Prime reagisce sferrandogli un colpo sul torace: è il primo attacco che causa qualche crepa a Sixshot, convincendolo a fare adesso sul serio.
Proprio mentre i cacciabombardieri USA si avvicinano alla zona, apprestandosi a bombardarla, Verity e Jimmy raggiungono finalmente Ratchet, informandolo di ciò che sta per accadere.
Nightbeat è pronto a eseguire il Rimbalzo Orbitale.
Optimus Prime ordina che tutti gli Autobot vengano trasferiti sull’Arca-32, eccetto lui, impegnato in un corpo a corpo con Sixshot.
Ratchet porta con sé anche Verity e Jimmy.
E, con orrore, una volta giunto sull’Arca-32, si rende conto che i loro corpi non potevano reggere il trauma del balzo. Le funzioni vitali di Verity e Jimmy si sono interrotte (e i loro corpi inerti appaiono ora di un verde cadaverico).
Nel Bunker di Comando Decepticon in Oregon, Skywarp rileva la comparsa improvvisa di una nave spaziale, che ha aggirato tutti i sistemi di sorveglianza.
Megatron ordina di richiamare Sixshot: in pochi secondi, il Bunker si ritrova infatti assediato dai Reaper, che si lanciano all’attacco in gruppo.
Sixshot (jet) è costretto ad abbandonare la battaglia con Optimus Prime e si allontana in volo, promettendo che tornerà a concludere la faccenda.
Optimus Prime viene raccolto da un Balzo Orbitale, proprio mentre le bombe toccano terra ed esplodono.
Mentre l’attacco al Bunker Decepticon prosegue, Astrotrain si fa coprire da Blitzwing e raggiunge il meccanoide che ha risvegliato e liberato all’insaputa di Megatron, per informarlo della situazione.
Starscream gioisce della situazione, che è proprio l’opportunità che aspettava. A Sixshot penserà lui stesso e, questa volta, quando tutto sarà finito, la vittoria sarà sua.
Note
L’attuale situazione di Ravage, Laserbeak e Soundwave è stata introdotta in Spotlight: Soundwave. Questa sottotrama dovrebbe svilupparsi nel venturo Spotlight: Grimlock.
Nella stanza dell’adolescente che ha acquistato Soundwave appare un poster di una Camaro: un omaggio a TFTM07 Bumblebee.
Il “cimitero delle automobili” si chiama Wreck-N-Rule, che è anche il motto della celebre squadra dei Wrecker (reintrodotta in questo universo in Stormbringer #2).
La scena in cui a Jazz viene strappato un braccio rievoca il massacro che il suo omonimo subisce in TFTM07 a opera di Megatron.
La scena in cui Ratchet osserva i cadaveri di Verity Carlo e Jimmy Pink mostra anche Nightbeat, sullo sfondo.
E’ difficile non paragonarla una scena analoga, che ha in comune Nightbeat, l’Arca-32 e la morte di un essere umano (più o meno): si tratta della sequenza della (sospetta) morte di Georgi Kuska, vista in Escalation #6.
Verity e Jimmy sono davvero morti?
In New Avengers/Transformers #4, alcuni Vendicatori hanno viaggiato con il Rimbalzo Orbitale senza riportare sintomi più gravi di una nausea transitoria.
E se Jimmy non era stato molto sviluppato in questi due anni, Verity aveva invece ricevuto più attenzione: possibile che si voglia rinunciare di colpo a un tale potenziale narrativo?
Qualunque sia il loro destino (divenire zombi dell’Universo Morto? Rinascere come cyborg Headmaster?), è indubbio che Simon Furman ha attuato un colpo di scena davvero audace, quasi una risposta drasticamente ironica alle proteste di tutti i lettori che protestavano per i comprimari umani.
I Reaper che attaccano il Bunker Decepticon sono gli stessi visti in Spotlight: Sixshot, ma Devastation #3 ha rivelato che ve ne sono altri in attesa di entrare in scena.
L'arma definitiva Sixshot che viene richiamata dal campo di battaglia prima che stermini gli Autobot ricorda ciò che accade a Trypticon in War Within: The Dark Ages #4.
Starscream dichiara di poter pensare personalmente a Sixshot: si tratterà di colpire un punto debole del Sixchanger noto a pochi, oppure farà leva su una qualche faccenda più personale?
E’ stata annunciata in questi giorni una miniserie del 2008, All Hail Megatron, nella quale i Decepticon si scateneranno su una Terra ormai priva dei suoi difensori Autobot.
La fuga vista alla fine di Devastation #4 sembra preludere proprio a questa situazione.
Ma la Terra sarà davvero abbandonata a se stessa? Oppure Hunter/Sunstreaker e la Skywatch (e la Machination?) finiranno per dare vita a una qualche resistenza?
Il nuovo supervisore, Andrew Steven Harris, subentra a Dan Taylor e, nella pagina dei Decepti-Comments, invita i lettori a creare un alter ego Transformer anche per lui (dopo Chriscarger per Chris Ryall e ShockDan per Taylor).
Sul forum del sito IDW compaiono le fotografie del supervisore da cui trarre spunto.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
L’esperienza terrestre dei Transformer arriva a un apocalittico punto di non ritorno. Dopo due anni di preparazione, gli elementi delineati in Infiltration, Stormbringer, Escalation e negli Spotlight cominciano a dare i loro frutti.
L’universo che Simon Furman ha ideato è giunto alla fine della fase preparatoria (in cui tutto era ancora possibile) e comincia adesso a svilupparsi in maniera del tutto autonoma, capitalizzando i concetti e gli eventi narrati finora.
Si tratta, com’è ovvio da questo trascinante Devastation #4, di un prodotto dalla qualità ineguagliata nella storia dei Transformer, con qualche eccezione (per fortuna contenuta): e la cosa stupefacente è che il 2008, invece che essere il culmine di questa esperienza, è solamente l’inizio di un viaggio ancora più affascinante.
Devastation #4 dovrebbe essere il classico capitolo interlocutorio dei cicli a sei albi, cioè quello in cui la battaglia di turno viene tirata per le lunghe, allo scopo di preparare il gran finale che si sviluppa nel #5 e nel #6.
La battaglia prolungata c’è sicuramente… ma che battaglia incredibile! E tutt’altro che forzata: gli Autobot (comprensivi di Optimus Prime) sono stati posti davanti a un nemico che è letteralmente un’arma vivente e non hanno nessuna speranza di trionfare. Ma non si tratta di semplici sequenze di scazzottate senza esito: ognuna di essere contiene infatti nuovi e preziosi elementi, che vanno dallo sviluppo della trama stessa alla rivelazione di dettagli cruciali su cui i fan speculavano da mesi.
La drammaticità degli eventi è esaltata dal loro succedersi frenetico e dalla disperazione in cui essi gettano il lettore in modo progressivo, ma inesorabile: dalla palese impossibilità degli Autobot di vincere la battaglia alla morte di Verity e Jimmy (un evento davvero sconvolgente, anche per chi li detestava), concludendo con i Decepticon stessi sotto assedio mentre le loro forze sono sull’orlo dell’ammutinamento.
La presunta morte di Verity e Jimmy, come la dolorosa e traumatica trasformazione di Hunter e Sunstreaker, sono la dichiarazione più esplicita del pubblico maturo a cui questo universo dei Transformer si rivolge (con due soli precedenti, Beast Wars e la G2). Non solo nessuno ha la sopravvivenza garantita, nemmeno i protagonisti, ma la stessa partecipazione alla guerra e a una realtà aliena finisce con l’avere conseguenze negative, dolorose e permanenti per chiunque (siamo lontani, insomma, dalle ingenuità dei ragazzini che vanno in guerra con i robot e ne escono illesi e immutati).
Decisamente una delle migliori dimostrazioni del valore complessivo del lavoro di Simon Furman, cui l’artista ospite Robby Musso contribuisce con il suo approccio ordinato e dinamico, sorprendendoci spesso con inquadrature dalle prospettive vertiginose e drammatiche. Quest’ultimo è forse anche il suo principale difetto, già segnalato al suo esordio in Spotlight: Ultra Magnus (ma largamente assente in Spotlight: Ramjet): i suoi Transformer, quando inquadrati prospetticamente dal basso, finiscono con l’avere teste microscopiche e sproporzionate, oppure posizionate in modo innaturale. A parte questo (e i suoi umani poveri di dettagli), Musso compie comunque un ottimo lavoro, allineandosi allo stile impostato da E.J. Su ma mantenendo comunque le caratteristiche vivaci e personali del proprio stile.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








