Admin

Messaggi: 9.356
Iscritto il: 21/06/2004
Iscritto il: 21/06/2004
Escalation 5
“Escalation” (5 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zak Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2007.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Stormbringer: #15
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8908-2/TF_Escalation05A-cov.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8910-2/TF_Escalation05B-cov.jpg[/img2]
La storia
Interludio: a Tampa, in Florida, Dante della Machination conferisce con un Decepticon di cui resta solo la testa. Gli comunica che l’intervento sull’ultima cavia è andato bene e non c’è segno di rigetto degli impianti. Il Decepticon non vede l’ora, come altri suoi simili, di poter ricevere una nuova infusione di vita. E sicuramente farà un’ottima squadra, insieme a un essere cinico ed egoista come Dante.
Nell’ex stato russo della Brasnya, Megatron scatena tutta la sua potenza di fuoco contro Optimus Prime, che ipotizza che il Minerale-13 gli abbia dato alla testa, per fargli violare con tanto disprezzo le regole di non esposizione sui mondi alieni, per di più davanti a tanti testimoni (i soldati di Russia e Brasnya).
Megatron ribatte che forse questo è il suo vero carattere e che, comunque, di testimoni non ne resterà alcuno, alla fine dello scontro.
Una simile promessa serve solo a motivare ancor più Optimus, che con un colpo del fucile distrugge il cannone di Megatron.
Lo scontro passa alle mani nude e Prime riesce a scagliare a terra Megatron.
Hardhead mette in difficoltà Astrotrain, che non si aspettava rinforzi per gli Autobot.
Skywarp, pressato dal fuoco continuo di Jazz e da Wheeljack, si teleporta per cercare a sua volta rinforzi.
Prowl e Hot Rod, ripresisi dallo scontro, devono inseguire Georgi Kuska, il Facsimile, il quale, per eseguire l’ordine di autodistruzione impartitogli da Megatron, si sta precipitando verso l’esercito russo.
A Fort Wayne, nell’Indiana, Ironhide e Ratchet cominciano a preoccuparsi: Verity e Jimmy non danno notizie e sono all’interno del negozio Custom Wheels da troppo tempo.
Ironhide decide di intervenire: in forma di veicolo, sfonda la vetrata e fa irruzione, fino a individuare una sala schermata ai sensori Transformer. Sfidando i sensori di sicurezza del posto, proietta il suo Simulacro di Olomateria e individua Verity e Jimmy, svenuti in una sala sigillata. Un contatore indica che restano poco più di tre minuti.
Megatron è inarrestabile: il Minerale-13 lo rende di gran lunga superiore. Sebbene Optimus Prime riesca ancora a tenergli testa, le sue forze si vanno esaurendo, mentre Megatron potrebbe combattere all’infinito.
Con un getto di energia dalla bocca, Megatron acceca Prime e lo tempesta di pugni di violenza inaudita, fino a sfondargli il petto, per raggiungere il suo Nucleo di Scintilla (Spark Core) e iniziare a stritolarlo.
Prowl intercetta i proiettili dell’esercito russo, mentre Hot Rod raggiunge e stordisce Georgi Kuska, che finalmente cade nelle mani degli Autobot.
Trasformandosi in robot, Prowl riesce a intimorire i soldati russi e a metterli in ritirata.
Ma il tentativo di comunicare a Optimus Prime il successo dell’operazione non riceve risposta.
Roller attacca Megatron, che lascia cadere a terra Optimus Prime per distruggere il drone.
Ma il capo degli Autobot ormai è così danneggiato da non riuscire più nemmeno a parlare. Megatron, che si appresta a eliminarlo, ne è deluso: si sarebbe aspettato un illuminante discorso finale, nelle tipiche assurdità quasi-mistiche che i Prime propinano di routine.
Interludio: a Eureka, nel Nevada, il paleontologo professor Goring e il suo assistente Clive vengono allontanati dagli scavi dove hanno ritrovato alcuni incredibili reperti.
Un’organizzazione governativa, la Skywatch, è intervenuta per occuparsi dei resti semi-dissepolti di Shockwave e dei Dyno-bot.
Note
La testa Decepticon ancora in vita e in attesa di un corpo, nel primo interludio, ricorda quella di Straxus nella saga di G1 Marvel UK 98-104.
In un’intervista, Simon Furman anticipava un cameo della saga di Galvatron nelle pagine di Escalation #5, in preparazione allo Spotlight: Galvatron di luglio 2007.
L’unica scena che sembra collegata è proprio il primo interludio. Ciò significa forse che Galvatron diverrà un Headmaster?
Oppure si può ipotizzare che la frase di Furman si riferisca a elementi narrativi più generici, che fanno parte della saga di Galvatron ma che non implicano necessariamente che la Testa Decepticon sia per forza Galvatron. La Testa potrebbe essere quella di Scorponok (visto in Spotlight: Ultra Magnus), che ha antenne analoghe e che potrebbe essere stato ridotto in queste condizioni dallo stesso Galvatron.
Altra ipotesi: Furman non alludeva a Escalation #5, bensì a Escalation #6, dove Optimus Prime vive un’esperienza con un’entità che sembra esterna al suo stesso universo (e potrebbe quindi provenire dal Dead Universe collegato a Galvatron).
Gli umani in Brasnya assistono alla battaglia con un’espressione di sbalordimento che è assolutamente ovvia, ma che raramente finora è stata sottolineata in modo adeguato.
Il colpo a mani giunte che Optimus Prime infligge a Megatron all’inizio dello scontro ricorda quello che veniva sferrato già in The Animated Movie del 1986.
Anche la frase di Megatron sulla sua capacità di distruggere Optimus Prime anche mani nude è una citazione di The Animated Movie del 1986.
L’aggettivo ‘sovietico’ non compare più nella storia: è stato sostituito da ‘russo’.
Optimus Prime, dopo l’apparente freddezza dimostrata negli albi precedenti, torna a presentarsi come difensore della vita, quando reagisce con forza alla promessa di Megatron di sterminare i testimoni umani.
Quando Megatron strappa dal braccio i resti del cannone distrutto, è visibile un cavo di connessione simile a un cordone ombelicale (diversamente dalla classica raffigurazione del cannone che si sgancia come un oggetto del tutto separato).
Omaggio: nel garage della Custom Wheels compare un poster con la scritta Kiss Player.
Prowl e Hot Rod lavorano insieme, formando un’accoppiata decisamente inedita nella storia dei due personaggi G1.
Questa incarnazione di Optimus Prime sembra essere privo di Matrice (almeno di quella classica nella Custodia all’interno del torace).
Viene menzionato per la prima volta il Nucleo di Scintilla dei Transformer: è un dettaglio importante, perché in questa reinvenzione della G1 nulla è più dato per certo.
Un altro dettaglio analogo: Megatron lascia intendere che esista una dinastia di Prime. La questione sarà approfondita in Spotlight: Optimus Prime.
L’intera sequenza in cui un Megatron potenziato riesce a sconfiggere Optimus Prime, aprendogli il torace per poi apprestarsi a ucciderlo, è già stata vista nell’albo G2 Marvel US #6.
Con la battuta di Megatron sugli sproloqui quasi-mistici dei Prime, Simon Furman fa ironia sul proprio modo di caratterizzare Optimus Prime (l’ultimo esempio del genere è stato in Stormbringer #4).
La battuta dell’agente di Skywatch, che si conclude con la frase “in the national interest”, cita il titolo della saga G1 Marvel UK 74-77 (“Nell’interesse della nazione!”).
L’ultimo interludio si riallaccia palesemente allo Spotlight: Shockwave, di cui riprende l’epilogo e i personaggi umani, ma anche allo Spotlight: Soundwave, rivelando che Skywatch è un’organizzazione governativa, presumibilmente scollegata dalla Machination.
Dopo Soundwave, anche Shockwave esce dalla lista dei Decepticon candidati a eminenza grigia della Machination.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Dopo un albo dilatorio come Escalation #4, in cui la vicenda era stata deliberatamente tirata per le lunghe con una serie di scontri abbastanza inutili, ecco che il motivo si svela in questo #5, che contiene materiale sufficiente per due albi.
Non solo Simon Furman mette in scena un evento cruciale, destinato a cambiare l’assetto della forza Autobot per i tempi a venire, ma comincia anche a riprendere i fili delle numerose sottotrame introdotte dai vari albi Spotlight, preparando il terreno per eventi più o meno lontani, e per lasciare aperti gli adeguati interrogativi. Il più ovvio di tutti è: chi prenderà il comando degli Autobot al posto di Optimus? Un redivivo Grimlock? Un Hot Rod potenziato? Ultra Magnus? Un personaggio storicamente mai associato a questo ruolo?
Per arrivare a questo risultato, Furman mette in scena una battaglia di una crudezza e violenza con pochi precedenti, ma lo fa consapevole di citare se stesso (e non solo), come traspare dalle numerose citazioni che imperversano in tutto l’albo e che spaziano come non mai. La sequenza complessiva riesce a essere una rinarrazione di un evento già visto molte volte, che, nello stesso tempo, è ancora capace di avvincere il lettore come se fosse del tutto inedita, facendolo trepidare in attesa dell’esito (che non è certo scontato).
In questo evento trova spazio anche un primo accenno di esplorazione della natura dei Transformer, dell’organizzazione degli Autobot e dei loro rapporti con i Decepticon: tutti elementi che traspaiono dalle parole di Megatron e che cominciano a svelare che la nuova struttura dei cybertroniani ideata da Simon Furman per la G1 della IDW ospita sì elementi molto classici, ma sembra anche averne abbandonati altri altrettanto cruciali.
La tensione si mantiene alta dalla prima all’ultima tavola di questa storia in cui tutto sembra portare a un peggioramento della situazione, ovunque abbia luogo: l’unica apparente vittoria, la cattura di Kuska, viene immediatamente stroncata da tre banalissimi puntini di sospensione, che da soli sono sufficienti per capovolgere completamente la speranza di un possibile trionfo degli Autobot e rendere invece certa la totale disperazione della loro causa.
A questa atmosfera E.J. Su contribuisce realizzando tavole di un dinamismo e di una ricchezza di dettagli che hanno ormai del prodigioso. La meticolosa raffigurazione delle corpose e tridimensionali strutture corporee di Optimus Prime e di Megatron raggiunge nuovi apici di abbondanza nelle scene in cui i danni della battaglia (e le contorsioni della lotta corpo a corpo) tra i due diventano evidenti e svelano nuovi particolari della struttura dei due robot.
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zak Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel marzo 2007.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Stormbringer: #15
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8908-2/TF_Escalation05A-cov.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8910-2/TF_Escalation05B-cov.jpg[/img2]
La storia
Interludio: a Tampa, in Florida, Dante della Machination conferisce con un Decepticon di cui resta solo la testa. Gli comunica che l’intervento sull’ultima cavia è andato bene e non c’è segno di rigetto degli impianti. Il Decepticon non vede l’ora, come altri suoi simili, di poter ricevere una nuova infusione di vita. E sicuramente farà un’ottima squadra, insieme a un essere cinico ed egoista come Dante.
Nell’ex stato russo della Brasnya, Megatron scatena tutta la sua potenza di fuoco contro Optimus Prime, che ipotizza che il Minerale-13 gli abbia dato alla testa, per fargli violare con tanto disprezzo le regole di non esposizione sui mondi alieni, per di più davanti a tanti testimoni (i soldati di Russia e Brasnya).
Megatron ribatte che forse questo è il suo vero carattere e che, comunque, di testimoni non ne resterà alcuno, alla fine dello scontro.
Una simile promessa serve solo a motivare ancor più Optimus, che con un colpo del fucile distrugge il cannone di Megatron.
Lo scontro passa alle mani nude e Prime riesce a scagliare a terra Megatron.
Hardhead mette in difficoltà Astrotrain, che non si aspettava rinforzi per gli Autobot.
Skywarp, pressato dal fuoco continuo di Jazz e da Wheeljack, si teleporta per cercare a sua volta rinforzi.
Prowl e Hot Rod, ripresisi dallo scontro, devono inseguire Georgi Kuska, il Facsimile, il quale, per eseguire l’ordine di autodistruzione impartitogli da Megatron, si sta precipitando verso l’esercito russo.
A Fort Wayne, nell’Indiana, Ironhide e Ratchet cominciano a preoccuparsi: Verity e Jimmy non danno notizie e sono all’interno del negozio Custom Wheels da troppo tempo.
Ironhide decide di intervenire: in forma di veicolo, sfonda la vetrata e fa irruzione, fino a individuare una sala schermata ai sensori Transformer. Sfidando i sensori di sicurezza del posto, proietta il suo Simulacro di Olomateria e individua Verity e Jimmy, svenuti in una sala sigillata. Un contatore indica che restano poco più di tre minuti.
Megatron è inarrestabile: il Minerale-13 lo rende di gran lunga superiore. Sebbene Optimus Prime riesca ancora a tenergli testa, le sue forze si vanno esaurendo, mentre Megatron potrebbe combattere all’infinito.
Con un getto di energia dalla bocca, Megatron acceca Prime e lo tempesta di pugni di violenza inaudita, fino a sfondargli il petto, per raggiungere il suo Nucleo di Scintilla (Spark Core) e iniziare a stritolarlo.
Prowl intercetta i proiettili dell’esercito russo, mentre Hot Rod raggiunge e stordisce Georgi Kuska, che finalmente cade nelle mani degli Autobot.
Trasformandosi in robot, Prowl riesce a intimorire i soldati russi e a metterli in ritirata.
Ma il tentativo di comunicare a Optimus Prime il successo dell’operazione non riceve risposta.
Roller attacca Megatron, che lascia cadere a terra Optimus Prime per distruggere il drone.
Ma il capo degli Autobot ormai è così danneggiato da non riuscire più nemmeno a parlare. Megatron, che si appresta a eliminarlo, ne è deluso: si sarebbe aspettato un illuminante discorso finale, nelle tipiche assurdità quasi-mistiche che i Prime propinano di routine.
Interludio: a Eureka, nel Nevada, il paleontologo professor Goring e il suo assistente Clive vengono allontanati dagli scavi dove hanno ritrovato alcuni incredibili reperti.
Un’organizzazione governativa, la Skywatch, è intervenuta per occuparsi dei resti semi-dissepolti di Shockwave e dei Dyno-bot.
Note
La testa Decepticon ancora in vita e in attesa di un corpo, nel primo interludio, ricorda quella di Straxus nella saga di G1 Marvel UK 98-104.
In un’intervista, Simon Furman anticipava un cameo della saga di Galvatron nelle pagine di Escalation #5, in preparazione allo Spotlight: Galvatron di luglio 2007.
L’unica scena che sembra collegata è proprio il primo interludio. Ciò significa forse che Galvatron diverrà un Headmaster?
Oppure si può ipotizzare che la frase di Furman si riferisca a elementi narrativi più generici, che fanno parte della saga di Galvatron ma che non implicano necessariamente che la Testa Decepticon sia per forza Galvatron. La Testa potrebbe essere quella di Scorponok (visto in Spotlight: Ultra Magnus), che ha antenne analoghe e che potrebbe essere stato ridotto in queste condizioni dallo stesso Galvatron.
Altra ipotesi: Furman non alludeva a Escalation #5, bensì a Escalation #6, dove Optimus Prime vive un’esperienza con un’entità che sembra esterna al suo stesso universo (e potrebbe quindi provenire dal Dead Universe collegato a Galvatron).
Gli umani in Brasnya assistono alla battaglia con un’espressione di sbalordimento che è assolutamente ovvia, ma che raramente finora è stata sottolineata in modo adeguato.
Il colpo a mani giunte che Optimus Prime infligge a Megatron all’inizio dello scontro ricorda quello che veniva sferrato già in The Animated Movie del 1986.
Anche la frase di Megatron sulla sua capacità di distruggere Optimus Prime anche mani nude è una citazione di The Animated Movie del 1986.
L’aggettivo ‘sovietico’ non compare più nella storia: è stato sostituito da ‘russo’.
Optimus Prime, dopo l’apparente freddezza dimostrata negli albi precedenti, torna a presentarsi come difensore della vita, quando reagisce con forza alla promessa di Megatron di sterminare i testimoni umani.
Quando Megatron strappa dal braccio i resti del cannone distrutto, è visibile un cavo di connessione simile a un cordone ombelicale (diversamente dalla classica raffigurazione del cannone che si sgancia come un oggetto del tutto separato).
Omaggio: nel garage della Custom Wheels compare un poster con la scritta Kiss Player.
Prowl e Hot Rod lavorano insieme, formando un’accoppiata decisamente inedita nella storia dei due personaggi G1.
Questa incarnazione di Optimus Prime sembra essere privo di Matrice (almeno di quella classica nella Custodia all’interno del torace).
Viene menzionato per la prima volta il Nucleo di Scintilla dei Transformer: è un dettaglio importante, perché in questa reinvenzione della G1 nulla è più dato per certo.
Un altro dettaglio analogo: Megatron lascia intendere che esista una dinastia di Prime. La questione sarà approfondita in Spotlight: Optimus Prime.
L’intera sequenza in cui un Megatron potenziato riesce a sconfiggere Optimus Prime, aprendogli il torace per poi apprestarsi a ucciderlo, è già stata vista nell’albo G2 Marvel US #6.
Con la battuta di Megatron sugli sproloqui quasi-mistici dei Prime, Simon Furman fa ironia sul proprio modo di caratterizzare Optimus Prime (l’ultimo esempio del genere è stato in Stormbringer #4).
La battuta dell’agente di Skywatch, che si conclude con la frase “in the national interest”, cita il titolo della saga G1 Marvel UK 74-77 (“Nell’interesse della nazione!”).
L’ultimo interludio si riallaccia palesemente allo Spotlight: Shockwave, di cui riprende l’epilogo e i personaggi umani, ma anche allo Spotlight: Soundwave, rivelando che Skywatch è un’organizzazione governativa, presumibilmente scollegata dalla Machination.
Dopo Soundwave, anche Shockwave esce dalla lista dei Decepticon candidati a eminenza grigia della Machination.
Galleria delle tavole di anteprima e delle copertine.
Osservazioni
Dopo un albo dilatorio come Escalation #4, in cui la vicenda era stata deliberatamente tirata per le lunghe con una serie di scontri abbastanza inutili, ecco che il motivo si svela in questo #5, che contiene materiale sufficiente per due albi.
Non solo Simon Furman mette in scena un evento cruciale, destinato a cambiare l’assetto della forza Autobot per i tempi a venire, ma comincia anche a riprendere i fili delle numerose sottotrame introdotte dai vari albi Spotlight, preparando il terreno per eventi più o meno lontani, e per lasciare aperti gli adeguati interrogativi. Il più ovvio di tutti è: chi prenderà il comando degli Autobot al posto di Optimus? Un redivivo Grimlock? Un Hot Rod potenziato? Ultra Magnus? Un personaggio storicamente mai associato a questo ruolo?
Per arrivare a questo risultato, Furman mette in scena una battaglia di una crudezza e violenza con pochi precedenti, ma lo fa consapevole di citare se stesso (e non solo), come traspare dalle numerose citazioni che imperversano in tutto l’albo e che spaziano come non mai. La sequenza complessiva riesce a essere una rinarrazione di un evento già visto molte volte, che, nello stesso tempo, è ancora capace di avvincere il lettore come se fosse del tutto inedita, facendolo trepidare in attesa dell’esito (che non è certo scontato).
In questo evento trova spazio anche un primo accenno di esplorazione della natura dei Transformer, dell’organizzazione degli Autobot e dei loro rapporti con i Decepticon: tutti elementi che traspaiono dalle parole di Megatron e che cominciano a svelare che la nuova struttura dei cybertroniani ideata da Simon Furman per la G1 della IDW ospita sì elementi molto classici, ma sembra anche averne abbandonati altri altrettanto cruciali.
La tensione si mantiene alta dalla prima all’ultima tavola di questa storia in cui tutto sembra portare a un peggioramento della situazione, ovunque abbia luogo: l’unica apparente vittoria, la cattura di Kuska, viene immediatamente stroncata da tre banalissimi puntini di sospensione, che da soli sono sufficienti per capovolgere completamente la speranza di un possibile trionfo degli Autobot e rendere invece certa la totale disperazione della loro causa.
A questa atmosfera E.J. Su contribuisce realizzando tavole di un dinamismo e di una ricchezza di dettagli che hanno ormai del prodigioso. La meticolosa raffigurazione delle corpose e tridimensionali strutture corporee di Optimus Prime e di Megatron raggiunge nuovi apici di abbondanza nelle scene in cui i danni della battaglia (e le contorsioni della lotta corpo a corpo) tra i due diventano evidenti e svelano nuovi particolari della struttura dei due robot.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








