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Iscritto il: 21/06/2004
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Escalation 3
“Escalation” (3 di 6)
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zak Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel gennaio 2007.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Stormbringer: #13
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8374-2/TF_Escalation03A-cover.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8376-2/TF_Escalation03B-cover.jpg[/img2]
La storia
Nello stato sovietico separatista della Brasnya, uno dei capi delle forze indipendentiste, Georgi Kuska, si reca in un punto isolato tra i monti, dove corre il principale oleodotto che alimenta la Russia.
Lì incontra Megatron, Blitzwing e Skywarp. Kuska non è un essere umano: è un Facsimile, tramite il quale Megatron trasformerà il piccolo conflitto tra Brasnya e Russia in un incidente internazionale che cambierà il mondo per sempre.
Trasformandosi in pistola, Megatron concede a Kuska l’onore, mai avuto prima da nessun altro, di brandire la più potente arma vivente della galassia. Kuska fa fuoco e l’oleodotto viene tranciato in due.
E’ il momento di uscire di scena, in attesa che i russi vengano a indagare. Skywarp decolla, mentre Blitzwing si mimetizza camaleonticamente.
All’Arca-19 (nel lago Michigan), Prowl vede come una critica al proprio operato sulla Terra la scelta di Optimus Prime di chiamare rinforzi. Prime lo rassicura che ciò non viene fatto a cuor leggero, ma perché la Terra è passata da pianeta minore a luogo cardine della guerra tra Transformer.
Tutta la squadra di Prowl, da ora, dovrĂ essere totalmente impegnata a controllare i Decepticon.
Ironhide vorrebbe invece andare alla ricerca dello scomparso Sunstreaker, ma Optimus Prime gli nega il permesso.
Prowl attiva ogni membro della squadra e chiama in disparte Ironhide, in apparenza per rimproverarlo per averlo scavalcato.
In Brasnya, le forze sovietiche giunte a indagare sull’oleodotto danneggiato vengono attaccate dai separatisti.
Kuska, brandendo Megatron, causa enormi danni ai veicoli sovietici, imponendo così a questi ultimi di far scendere in campo i grossi calibri.
Mentre altri Facsimili scaldano gli animi in punti politici cruciali della regione, Blitzwing, sempre camuffato, attende solo di affrontare i mezzi pesanti umani.
All’Arca-19, Verity De Carlo e Jimmy Pink, esaminando i resti del falso Sunstreaker, hanno trovato una traccia: la lega ultraleggera di cui è costituito è prodotta da pochissime aziende. Ratchet, nonostante sappia di essersi esposto fin troppo ribellandosi finora agli ordini di Prowl, accetta di aiutarli ad accedere ai database di queste aziende, con la tecnologia invasiva Autobot.
Non si rende conto che un sensore di sorveglianza sta seguendo ogni loro parola.
Prowl riferisce a Optimus Prime sulle anomale attività belliche in Brasnya, che portano chiaramente il marchio Decepticon. Non è tutto: una foto satellitare ha individuato Georgi Kuska (riconosciuto grazie a internet) mentre fa fuoco: e la traccia energetica della pistola appartiene a Megatron.
Optimus Prime deduce che la dislocazione di massa che Megatron sta impiegando è possibile solo grazie all’energia fornita dal Minerale-13 (Ore-13).
E’ il momento che gli Autobot entrino in azione, per contenere le ostilità e catturare il Facsimile, che fungerà da chiave per individuare tutti i suoi simili sparsi sul pianeta.
I convogli armati della Bransya e della Russia si incontrano infine sul confine: Blitzwing, uscendo dal camuffamento camaleontico, attacca senza pietĂ . I russi lo riconoscono come mezzo armato sovietico (o dovrebbero dire brasnyano?) e contrattaccano: il conflitto tra le due forze ha inizio.
Optimus Prime, Prowl, Jazz e Wheeljack arrivano in una vicina zona, tramite rimbalzo orbitale. Immediatamente si trasformano, per non essere riconosciuti, e si separano, ognuno con la propria missione. Prima, però, Optimus fa rimbalzare orbitalmente sul posto anche il proprio rimorchio, che trasforma in modalità di base (visibile anche Roller) per tenere il campo.
Megatron si prepara a dismettere Kuska, che ormai ha esaurito la sua utilitĂ , quando Blitzwing gli comunica di aver appena individuato e inquadrato Optimus Prime, in viaggio da solo nella landa innevata e ignaro di essere stato scoperto.
Megatron non ha dubbi: non appena Prime sarĂ a tiro, Blitzwing deve fare fuoco.
In più, ordina a Skywarp di prepararsi all’azione e di portare con sé Astrotrain.
In orbita intorno alla Terra, l’Arca-32 ospita i tre Autobot di rinforzo, che dovrebbero attendere un ordine di Prime per entrare in azione.
Nightbeat intende obbedire, ma Hardhead e Hot Rod invece vogliono gettarsi subito nella mischia.
All’Arca-19, Jimmy, Verity e Ratchet hanno finalmente una pista per cercare Sunstreaker: si tratta di un’azienda a Fort Wayne, nell’Indiana. I due ragazzi esultano all’idea del nuovo viaggio sulla strada, ma Ironhide compare all’improvviso, annunciando che non li lascerà andare da nessuna parte.
Non senza di lui.
Note
Omaggio alla GIG sulla copertina A di E.J. Su: il nome è visibile sul corpo di Blitzwing.
L’aggettivo usato è proprio “sovietico”, e non “russo”. Come se nell’universo G1 IDW esistesse ancora l’Unione Sovietica?
Skywarp ha inizialmente lo schema di colori di Thundercracker.
Come arrivano Megatron e i suoi in Brasnya? O li ha teleportati Skywarp, o vi sono giunti con il rimbalzo orbitale (Orbital Bounce). Il “pop” della tavola 1 farebbe pensare alla prima ipotesi.
Prima di trasformarsi, Megatron si fa fare spazio, perché la “dislocazione di massa” (Mass Displacement) ha sempre qualche ricaduta.
La relazione Megatron/Kuska ricorda per moltissimi aspetti quella di Megatron/Ricky Vasquez del classico albo G1 Marvel # 21 (“Aerialbot sopra l’America!”).
La capacità camaleontica di Blitzwing è una specie di “potere” come quello di certi classici Transformer, per esempio il teletrasporto di Skywarp?
Optimus Prime antepone le ragioni della guerra al recupero di Sunstreaker: si insiste ancora su questa nuova versione del personaggio, più fredda e calcolatrice dell’appassionato idealista G1 classico.
Prowl prende da parte Ironhide per fargli una ramanzina oppure per incaricarlo di sorvegliare Ratchet?
Prowl ha giĂ dimostrato di non stimare per nulla Ratchet, ma ha anche dimostrato di non essersi minimamente accorto che Ironhide ha segretamente aiutato proprio Ratchet (in Infiltration).
Gli Autobot sono pienamente infiltrati nella rete informatica della Terra e dispongono anche di una copertura satellitare (che probabilmente serve anche per il rimbalzo orbitale).
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Dopo due numeri con una presenza in sordina, i Decepticon tornano a essere protagonisti: sebbene la storia accuratamente bilanciata per dare il giusto spazio a ognuna delle fazioni in gioco, è la loro presenza quella che si impone su tutte.
Ciò accade soprattutto grazie a Megatron, che in tutti i suoi aspetti viene esplorato con una cura spettacolarmente meticolosa: dalla sua tecnologia classica (con l’ufficializzazione del mass displacement) al suo ritrovato talento di tattico freddo e calcolatore, che però non riesce a sopprimere quella vena di istrionismo tipica del personaggio. Megatron parla con grande frequenza, in questo capitolo di Escalation, con una retorica potente e asciutta, enfatica e solenne, che riesce a non degenerare mai in banali luoghi comuni. E, soprattutto, Megatron con il suo burattino, Georgi Kuska, con il quale ha un complesso e inedito rapporto: da un lato, lo usa come se fosse solo un oggetto inanimato (impartendo ordini che non vengono mai gridati, ma solo esposti con poche e impersonali parole), da un altro lo riconosce come proprio interlocutore, tanto da rispondere alle sue domande, accettare le sue obiezioni e spiegarglieli eventi in corso. Se questo è, in sostanza, solamente un escamotage di Simon Furman per spiegare al lettore cosa sta accadendo, a livello narrativo esso si trasforma in un’ulteriore sfaccettatura psicologica di Megatron, vittima di un umano bisogno di comunicare con qualcuno la grandezza delle proprie idee.
In tutto ciò, Georgi Kuska è a sua volta una figura veramente originale per l’universo Transformer, nonché intrigante: è un Facsimile, un costrutto solo parzialmente umano, consapevole della propria natura e totalmente asservito ai Decepticon; eppure, dimostra di avere capacità di giudizio autonome e un intelletto pienamente sviluppato. Davvero è un burattino completo? Oppure anche lui, che dopotutto è una copia del vero Kuska, prova una qualche emozione al pensiero di essere eliminato, una volta esauritasi la sua utilità per i Decepticon?
La narrazione, come sempre molto impersonale, non permette di accedere direttamente ai pensieri dei personaggi, ma la scelta delle parole messe in bocca (o, forse, in canna) a Megatron sembra davvero condurre in questa direzione.
Come contraltare di questa bizzarra coppia, si pongono le dinamiche tra gli Autobot, soprattutto per via dello sconvolgimento che la presenza di Optimus Prime (nonché di Verity e di Jimmy) porta negli equilibri precari della squadra terrestre di Prowl. Anche qui ritroviamo davanti a combinazioni inedite e affascinanti, come il conflitto tra Prowl e Ironhide, o l’ostilità di Prowl per Ratchet.
In sostanza, quindi, la storia soddisfa i due (difficilissimi e quasi incompatibili) criteri fondamentali di ogni fan dei Transformer a fumetti: caratterizzazione approfondita e accurata accompagnata dalla continua comparsa di nuovi personaggi.
In ultimo, non si può non menzionare l’arte di E.J. Su, che, pur mantenendosi sui soliti ed elevatissimi standard meccanografici, raggiunge paradossalmente nuovi livelli di accuratezza e spettacolarità : scene come la trasformazione di Megatron, la splash page dei Decepticon, la trasformazione degli Autobot o, persino, semplicemente la geometria spaziale dei corpi di Ratchet e Ironhide, sono una vera e propria gioia per gli occhi, il favoloso complemento grafico di una storia tanto epica quanto memorabile.
Storia: Simon Furman
Arte: E.J. Su
Colori: Zak Atkinson
Copertina A di E.J. Su; copertina B di Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel gennaio 2007.
Numerazione sul codice a barre, che prosegue quella di Stormbringer: #13
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8374-2/TF_Escalation03A-cover.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8376-2/TF_Escalation03B-cover.jpg[/img2]
La storia
Nello stato sovietico separatista della Brasnya, uno dei capi delle forze indipendentiste, Georgi Kuska, si reca in un punto isolato tra i monti, dove corre il principale oleodotto che alimenta la Russia.
Lì incontra Megatron, Blitzwing e Skywarp. Kuska non è un essere umano: è un Facsimile, tramite il quale Megatron trasformerà il piccolo conflitto tra Brasnya e Russia in un incidente internazionale che cambierà il mondo per sempre.
Trasformandosi in pistola, Megatron concede a Kuska l’onore, mai avuto prima da nessun altro, di brandire la più potente arma vivente della galassia. Kuska fa fuoco e l’oleodotto viene tranciato in due.
E’ il momento di uscire di scena, in attesa che i russi vengano a indagare. Skywarp decolla, mentre Blitzwing si mimetizza camaleonticamente.
All’Arca-19 (nel lago Michigan), Prowl vede come una critica al proprio operato sulla Terra la scelta di Optimus Prime di chiamare rinforzi. Prime lo rassicura che ciò non viene fatto a cuor leggero, ma perché la Terra è passata da pianeta minore a luogo cardine della guerra tra Transformer.
Tutta la squadra di Prowl, da ora, dovrĂ essere totalmente impegnata a controllare i Decepticon.
Ironhide vorrebbe invece andare alla ricerca dello scomparso Sunstreaker, ma Optimus Prime gli nega il permesso.
Prowl attiva ogni membro della squadra e chiama in disparte Ironhide, in apparenza per rimproverarlo per averlo scavalcato.
In Brasnya, le forze sovietiche giunte a indagare sull’oleodotto danneggiato vengono attaccate dai separatisti.
Kuska, brandendo Megatron, causa enormi danni ai veicoli sovietici, imponendo così a questi ultimi di far scendere in campo i grossi calibri.
Mentre altri Facsimili scaldano gli animi in punti politici cruciali della regione, Blitzwing, sempre camuffato, attende solo di affrontare i mezzi pesanti umani.
All’Arca-19, Verity De Carlo e Jimmy Pink, esaminando i resti del falso Sunstreaker, hanno trovato una traccia: la lega ultraleggera di cui è costituito è prodotta da pochissime aziende. Ratchet, nonostante sappia di essersi esposto fin troppo ribellandosi finora agli ordini di Prowl, accetta di aiutarli ad accedere ai database di queste aziende, con la tecnologia invasiva Autobot.
Non si rende conto che un sensore di sorveglianza sta seguendo ogni loro parola.
Prowl riferisce a Optimus Prime sulle anomale attività belliche in Brasnya, che portano chiaramente il marchio Decepticon. Non è tutto: una foto satellitare ha individuato Georgi Kuska (riconosciuto grazie a internet) mentre fa fuoco: e la traccia energetica della pistola appartiene a Megatron.
Optimus Prime deduce che la dislocazione di massa che Megatron sta impiegando è possibile solo grazie all’energia fornita dal Minerale-13 (Ore-13).
E’ il momento che gli Autobot entrino in azione, per contenere le ostilità e catturare il Facsimile, che fungerà da chiave per individuare tutti i suoi simili sparsi sul pianeta.
I convogli armati della Bransya e della Russia si incontrano infine sul confine: Blitzwing, uscendo dal camuffamento camaleontico, attacca senza pietĂ . I russi lo riconoscono come mezzo armato sovietico (o dovrebbero dire brasnyano?) e contrattaccano: il conflitto tra le due forze ha inizio.
Optimus Prime, Prowl, Jazz e Wheeljack arrivano in una vicina zona, tramite rimbalzo orbitale. Immediatamente si trasformano, per non essere riconosciuti, e si separano, ognuno con la propria missione. Prima, però, Optimus fa rimbalzare orbitalmente sul posto anche il proprio rimorchio, che trasforma in modalità di base (visibile anche Roller) per tenere il campo.
Megatron si prepara a dismettere Kuska, che ormai ha esaurito la sua utilitĂ , quando Blitzwing gli comunica di aver appena individuato e inquadrato Optimus Prime, in viaggio da solo nella landa innevata e ignaro di essere stato scoperto.
Megatron non ha dubbi: non appena Prime sarĂ a tiro, Blitzwing deve fare fuoco.
In più, ordina a Skywarp di prepararsi all’azione e di portare con sé Astrotrain.
In orbita intorno alla Terra, l’Arca-32 ospita i tre Autobot di rinforzo, che dovrebbero attendere un ordine di Prime per entrare in azione.
Nightbeat intende obbedire, ma Hardhead e Hot Rod invece vogliono gettarsi subito nella mischia.
All’Arca-19, Jimmy, Verity e Ratchet hanno finalmente una pista per cercare Sunstreaker: si tratta di un’azienda a Fort Wayne, nell’Indiana. I due ragazzi esultano all’idea del nuovo viaggio sulla strada, ma Ironhide compare all’improvviso, annunciando che non li lascerà andare da nessuna parte.
Non senza di lui.
Note
Omaggio alla GIG sulla copertina A di E.J. Su: il nome è visibile sul corpo di Blitzwing.
L’aggettivo usato è proprio “sovietico”, e non “russo”. Come se nell’universo G1 IDW esistesse ancora l’Unione Sovietica?
Skywarp ha inizialmente lo schema di colori di Thundercracker.
Come arrivano Megatron e i suoi in Brasnya? O li ha teleportati Skywarp, o vi sono giunti con il rimbalzo orbitale (Orbital Bounce). Il “pop” della tavola 1 farebbe pensare alla prima ipotesi.
Prima di trasformarsi, Megatron si fa fare spazio, perché la “dislocazione di massa” (Mass Displacement) ha sempre qualche ricaduta.
La relazione Megatron/Kuska ricorda per moltissimi aspetti quella di Megatron/Ricky Vasquez del classico albo G1 Marvel # 21 (“Aerialbot sopra l’America!”).
La capacità camaleontica di Blitzwing è una specie di “potere” come quello di certi classici Transformer, per esempio il teletrasporto di Skywarp?
Optimus Prime antepone le ragioni della guerra al recupero di Sunstreaker: si insiste ancora su questa nuova versione del personaggio, più fredda e calcolatrice dell’appassionato idealista G1 classico.
Prowl prende da parte Ironhide per fargli una ramanzina oppure per incaricarlo di sorvegliare Ratchet?
Prowl ha giĂ dimostrato di non stimare per nulla Ratchet, ma ha anche dimostrato di non essersi minimamente accorto che Ironhide ha segretamente aiutato proprio Ratchet (in Infiltration).
Gli Autobot sono pienamente infiltrati nella rete informatica della Terra e dispongono anche di una copertura satellitare (che probabilmente serve anche per il rimbalzo orbitale).
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Dopo due numeri con una presenza in sordina, i Decepticon tornano a essere protagonisti: sebbene la storia accuratamente bilanciata per dare il giusto spazio a ognuna delle fazioni in gioco, è la loro presenza quella che si impone su tutte.
Ciò accade soprattutto grazie a Megatron, che in tutti i suoi aspetti viene esplorato con una cura spettacolarmente meticolosa: dalla sua tecnologia classica (con l’ufficializzazione del mass displacement) al suo ritrovato talento di tattico freddo e calcolatore, che però non riesce a sopprimere quella vena di istrionismo tipica del personaggio. Megatron parla con grande frequenza, in questo capitolo di Escalation, con una retorica potente e asciutta, enfatica e solenne, che riesce a non degenerare mai in banali luoghi comuni. E, soprattutto, Megatron con il suo burattino, Georgi Kuska, con il quale ha un complesso e inedito rapporto: da un lato, lo usa come se fosse solo un oggetto inanimato (impartendo ordini che non vengono mai gridati, ma solo esposti con poche e impersonali parole), da un altro lo riconosce come proprio interlocutore, tanto da rispondere alle sue domande, accettare le sue obiezioni e spiegarglieli eventi in corso. Se questo è, in sostanza, solamente un escamotage di Simon Furman per spiegare al lettore cosa sta accadendo, a livello narrativo esso si trasforma in un’ulteriore sfaccettatura psicologica di Megatron, vittima di un umano bisogno di comunicare con qualcuno la grandezza delle proprie idee.
In tutto ciò, Georgi Kuska è a sua volta una figura veramente originale per l’universo Transformer, nonché intrigante: è un Facsimile, un costrutto solo parzialmente umano, consapevole della propria natura e totalmente asservito ai Decepticon; eppure, dimostra di avere capacità di giudizio autonome e un intelletto pienamente sviluppato. Davvero è un burattino completo? Oppure anche lui, che dopotutto è una copia del vero Kuska, prova una qualche emozione al pensiero di essere eliminato, una volta esauritasi la sua utilità per i Decepticon?
La narrazione, come sempre molto impersonale, non permette di accedere direttamente ai pensieri dei personaggi, ma la scelta delle parole messe in bocca (o, forse, in canna) a Megatron sembra davvero condurre in questa direzione.
Come contraltare di questa bizzarra coppia, si pongono le dinamiche tra gli Autobot, soprattutto per via dello sconvolgimento che la presenza di Optimus Prime (nonché di Verity e di Jimmy) porta negli equilibri precari della squadra terrestre di Prowl. Anche qui ritroviamo davanti a combinazioni inedite e affascinanti, come il conflitto tra Prowl e Ironhide, o l’ostilità di Prowl per Ratchet.
In sostanza, quindi, la storia soddisfa i due (difficilissimi e quasi incompatibili) criteri fondamentali di ogni fan dei Transformer a fumetti: caratterizzazione approfondita e accurata accompagnata dalla continua comparsa di nuovi personaggi.
In ultimo, non si può non menzionare l’arte di E.J. Su, che, pur mantenendosi sui soliti ed elevatissimi standard meccanografici, raggiunge paradossalmente nuovi livelli di accuratezza e spettacolarità : scene come la trasformazione di Megatron, la splash page dei Decepticon, la trasformazione degli Autobot o, persino, semplicemente la geometria spaziale dei corpi di Ratchet e Ironhide, sono una vera e propria gioia per gli occhi, il favoloso complemento grafico di una storia tanto epica quanto memorabile.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
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