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Iscritto il: 21/06/2004
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Spotlight (5): Ultra Magnus
“Spotlight: Ultra Magnus” (5 di 5)
Storia: Simon Furman
Arte: Robby Musso
Colori: Kieran Oats
Copertine di Robby Musso e Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel gennaio 2007.
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8255-2/TF_Spot05-covB.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8251-2/TF_Spot05-covA.jpg[/img2]
Introduzione
“Anche in guerra, ci sono codici di condotta cui ci si deve attenere e, quando vi sono trasgressioni, vanno fatti rispettare.
Sebbene per alleanza sia AUTOBOT, adempie a un ruolo ampiamente autonomo, investigando, valutando e, se necessario, punendo coloro che superano la linea tracciata nella sabbia. Il suo nome è…
… ULTRA MAGNUS.”
La storia
Ultra Magnus fa irruzione sul pianeta-fortezza Zull, dove Swindle (ricercato perché mercante nero di armi di massa critica) si è rifugiato, sperando di ricevere aiuto da Karzai Lorcha, signore del posto. Ultra Magnus ha facilmente ragione sia degli uomini di Lorcha (che disarma senza ucciderli) sia dello stesso Swindle e del suo generatore R-Infinito.
Ultra Magnus è un ufficiale cybertroniano super partes, che, in base agli accordi di Tyrest, arresta qualsiasi Autobot o Decepticon che violi la politica cybertroniana di non-condivisione della tecnologia con altre razze.
Swindle, in cambio delle propria libertĂ , gli offre di mettere le mani su un criminale assai peggiore di lui.
Si tratta di Scorponok, un altro criminale che viola l’accordo di non-interazione e le restrizioni sulla condivisione della scienza cybertroniana: il suo modus operandi consiste nell’allestire organizzazioni paravento su pianeti tecnologicamente avanzati, per scambiare tecnologia bellica finché non ha spremuto al massimo tutte le conoscenze e le risorse locali, e poi distruggere ogni prova e fuggire.
Magnus, pur rendendosi conto di violare i propri principi, accetta lo scambio e lascia libero Swindle (pur con una serie di precauzioni: gli applica un nano-marcatore e lo scarica in una delle zone peggiori della galassia).
Le informazioni portano Magnus sul pianeta Nebulos, dove l’organizzazione paravento è Il Cranio (The Cranium), ospitata nella cittadella scientifica del Consorzio Zarak, gestita da Mo Zarak.
Sfruttando il proprio Simulacro di olomateria, Ultra Magnus (la cui modalitĂ veicolare resta parcheggiata in strada) si introduce nella cittadella del Consorzio Zarak, cambiando aspetto man mano che impersona diversi nebulani e supera diversi livelli di sicurezza.
Nel sottosuolo, giunge infine ai laboratori del Cranio, dove sono in corso esperimenti per creare cyborg nebulani con tecnologia cybertroniana:a tutti gli effetti, si tratta di uomini trasformabili.
Il Simulacro viene smascherato e distrutto: Magnus fa appena in tempo a ritirare le proprie funzioni cognitive dal sistema nervoso virtuale del costrutto, ma sente comunque il contraccolpo.
Magnus entra in azione in persona, abbattendo i cancelli della cittadella; dopo aver superato tre droni di sicurezza, scende con un montacarichi nel sottosuolo.
Scorponok lo assale, prima stendendolo in modalità di robot e poi apprestandosi a ucciderlo nella sua nuova modalità di scorpione. E’ particolarmente irritato, perché questa volta Magnus sta interferendo proprio mentre le sue ricerche stanno per portare a qualcosa di sensazionale.
Zarak entra in scena per fermare Scorponok, che nel fervore della lotta rischia di distruggere tutto ciò cui hanno lavorato così duramente. Scorponok però ha già sferrato un colpo con il pungiglione energetico e l’esplosione colpisce in pieno il Nebulano. Zarak cade, gravemente ferito: il suo corpo risulta essere a sua volta cyborg.
Scorponok, sconvolto dalla perdita del suo prezioso lavoro, assale nuovamente Magnus, che però ha avuto tempo per riprendersi e contrattacca.
Ma ormai ogni cosa è compromessa: Scorponok fugge, raggiungendo un generatore di wormhole artificiale in un’altra sala.
Persa ogni possibilità di inseguirlo, Magnus può solo giurare che un giorno o l’altro lo porterà davanti alla giustizia.
Ventinove cicli dopo, sul pianeta Buras, Magnus arresta nuovamente Swindle, che gli propone il solito patto. E Magnus si pone ancora la stessa domanda: fino a che punto è disposto a violare i propri principi, per fare il proprio lavoro?
Note
Tyrest è un nome della geografia cybertroniana definita da Simon Furman stesso nel suo volume Transformers: The Ultimate Guide. La prima menzione risale all’albo G1 Marvel UK #164.
I rapporti “politici” tra Autobot e Decepticon, nonostante la guerra, sono sufficientemente complessi da consentire accordi per impedire la divulgazione della tecnologia cybertroniana.
L’astronave di Ultra Magnus ha un aspetto massiccio e allungato che, per forma e colori, sembra essere ispirato allo stesso Magnus. Per certi versi, potrebbe essere paragonata al rimorchio del modellino di Armada Overload.
La modalità alternativa cybertroniana di Scorponok è visibile solo nel database di Ultra Magnus: è un carro armato con pinze anteriori e cannone principale che preannunciano la modalità di bestia.
Il nome di Zarak è Mo.
Il Consorzio Zarak e l’intera faccenda dell’organizzazione paravento ricordano la Fondazione Z che Lord Zarak allestisce sulla Terra in G1 Marvel USA #46.
I Nebulani che appaiono in questa storia non hanno pigmentazione verde, a differenza di quelli di Stormbringer.
L’unica eccezione è Mo Zarak, che qui appare con un abbigliamento e un aspetto vagamente retrò, ispirati alla sua controparte della serie animata G1 (apparsa in The Rebirth).
La tecnologia dei Simulacri di Olomateria viene ulteriormente esplorata: gli Autobot la sfruttano pesantemente per infiltrarsi in luoghi anche abbastanza remoti e sanno usarla con astuzia; inoltre, il legame col Simulacro è molto forte, perché parte delle funzioni cognitive dell’Autobot vi si trasferiscono, per farlo funzionare.
A differenza di quanto accadrebbe con una proiezione olografica, il Simulacro di Olomateria sembra avere un certo grado di autonomia: è infatti in grado di allontanarsi notevolmente dalla fonte che lo genera (lo stesso Ultra Magnus), per addentrarsi nel Consorzio di Zarak.
I droni della sicurezza sono versioni evolute di Fasttrack, drone del modellino di Scorponok. Privi di testa, hanno chele al posto delle mani, ma presentano elementi tipici di Fasttrack, come le file di tre ruote sui lati delle gambe.
L’esperimento di Scorponok per la creazione dei cyborg nebulani sembra davvero preannunciare la nascita dei processi Headmaster/Targetmaster/Powermaster, sempre che la IDW non sta giocando sulle aspettative dei lettori per poi andare in tutt’altra direzione.
Per un breve istante, la reazione sconvolta che Scorponok davanti al corpo ferito di Zarak sembra quasi dettata da un attaccamento affettivo alla persona: solo in seguito ci si ricorda che in realtà Scorponok è disperato per la perdita del proprio lavoro.
Nel campo delle ipotesi non supportate da fatti:
- potrebbe esservi un legame tra questi cyborg di Scorponok e i Facsimile usati dai Decepticon durante le Infiltrazioni;
- la Machination della saga portante potrebbe essere un’organizzazione paravento creata proprio da Scorponok sulla Terra, perché ha la caratteristiche simili al Cranio di Nebulos;
- viene da chiedersi se anche qualche Decepticon abbia un ruolo analogo a quello di Ultra Magnus.
Non è del tutto chiara la collocazione dell’evento nella cronologia della serie portante: la parte di Nebulos che appare nella storia non sembra essere stata devastata da Thunderwing, ma, d’altra parte, un pianeta è sicuramente un luogo molto vasto e in Stormbringer non viene detto se Thunderwing abbia devastato tutta la superficie o meno.
Sembra comunque piĂą prudente assumere che Spotlight: Ultra Magnus si svolga prima degli eventi di Stormbringer.
Un elemento a favore di questa collocazione è sicuramente ciò che accade nelle tre vignette di epilogo, ambientate “29 cicli dopo”: Magnus comunica di aver arrestato nuovamente Swindle e di essere pronto a portarlo dentro.
Sebbene il suo interlocutore non venga mostrato, le parole di Magnus sono le stesse che in Escalation #2 vengono ricevute da Optimus Prime, sulla Terra.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Anche questo Spotlight vede la completa reinvenzione di un personaggio classico: Ultra Magnus abbandona il ruolo di “condottiero abile quanto recalcitrante”, rivestito tanto nei fumetti quanto nella serie animata G1, per diventare qualcosa di completamente nuovo, sia per caratterizzazione che per ruolo.
La psicologia del personaggio si incentra sulla contrapposizione tra la sua apparente incorruttibilità (e sull’efficienza quasi fanatica con cui svolge inarrestabilmente il suo lavoro) e la pulsione paradossale a violare i principi che quello stesso lavoro richiede da lui, pur di raggiungere certi obiettivi.
Questa contraddizione interna di Magnus, però, non viene risolta, ma solo descritta: il resto della storia si sviluppa infatti in una direzione ben diversa, per riportare in scena personaggi e concetti estremamente popolari, innestandoli in un contesto che era già stato presentato qualche mese prima: ancora una volta, Simon Furman scopre carte attese con enorme trepidazione, e lo fa nel modo più imprevisto e magistrale, mettendo per di più a confronto personaggi che, storicamente, hanno avuto pochissimi e brevissimi contatti.
E’ quasi incredibile la quantità di implicazioni e di speculazioni che si condensano negli eventi narrati in queste ventidue pagine, in cui una narrazione particolarmente solida e fluida riesce a creare un racconto tanto autoconclusivo quanto fondamentale per una saga molto più vasta.
L’arte dell’esordiente Robby Musso è estremamente vigorosa e incisiva: Magnus e a Scorponok riescono a essere contemporaneamente massicci e agili, in tavole dove la loro mole consistente si muove con un notevole dinamismo. La costruzione del layout, con vignette sovrapposte o inclinate, o con forme geometriche insolite, fluisce in modo molto naturale, senza mai un intoppo, e riflette (o influenza) la scorrevolezza dell’avvincente ed emozionante trama e della pacata voce narrante di Magnus.
Un difetto molto visibile, ma che per fortuna si presenta solo in un paio di occasioni, è rappresentato da certe bizzarre prospettive dal basso di Swindle e Magnus che costringono Musso a barare graficamente per poter mostrare la loro testa, dando così l’impressione che i due abbiano colli lunghi quanto quelli di una giraffa.
A completare una grafica della storia davvero godibile giunge anche la colorazione di Kieran Oats, molto vivace variopinta e nitida (davvero suggestivi i cieli del pianeta Zull e l’atmosfera piovosa di Nebulos).
La qualità complessiva dell’albo raggiunge sicuramente i livello di Spotlight: Shockwave, finora l’episodio più apprezzato dell’intero ciclo.
Storia: Simon Furman
Arte: Robby Musso
Colori: Kieran Oats
Copertine di Robby Musso e Klaus Scherwinski
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel gennaio 2007.
[img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8255-2/TF_Spot05-covB.jpg[/img2][img2]http://www.vector-sigma.it/museum/d/8251-2/TF_Spot05-covA.jpg[/img2]
Introduzione
“Anche in guerra, ci sono codici di condotta cui ci si deve attenere e, quando vi sono trasgressioni, vanno fatti rispettare.
Sebbene per alleanza sia AUTOBOT, adempie a un ruolo ampiamente autonomo, investigando, valutando e, se necessario, punendo coloro che superano la linea tracciata nella sabbia. Il suo nome è…
… ULTRA MAGNUS.”
La storia
Ultra Magnus fa irruzione sul pianeta-fortezza Zull, dove Swindle (ricercato perché mercante nero di armi di massa critica) si è rifugiato, sperando di ricevere aiuto da Karzai Lorcha, signore del posto. Ultra Magnus ha facilmente ragione sia degli uomini di Lorcha (che disarma senza ucciderli) sia dello stesso Swindle e del suo generatore R-Infinito.
Ultra Magnus è un ufficiale cybertroniano super partes, che, in base agli accordi di Tyrest, arresta qualsiasi Autobot o Decepticon che violi la politica cybertroniana di non-condivisione della tecnologia con altre razze.
Swindle, in cambio delle propria libertĂ , gli offre di mettere le mani su un criminale assai peggiore di lui.
Si tratta di Scorponok, un altro criminale che viola l’accordo di non-interazione e le restrizioni sulla condivisione della scienza cybertroniana: il suo modus operandi consiste nell’allestire organizzazioni paravento su pianeti tecnologicamente avanzati, per scambiare tecnologia bellica finché non ha spremuto al massimo tutte le conoscenze e le risorse locali, e poi distruggere ogni prova e fuggire.
Magnus, pur rendendosi conto di violare i propri principi, accetta lo scambio e lascia libero Swindle (pur con una serie di precauzioni: gli applica un nano-marcatore e lo scarica in una delle zone peggiori della galassia).
Le informazioni portano Magnus sul pianeta Nebulos, dove l’organizzazione paravento è Il Cranio (The Cranium), ospitata nella cittadella scientifica del Consorzio Zarak, gestita da Mo Zarak.
Sfruttando il proprio Simulacro di olomateria, Ultra Magnus (la cui modalitĂ veicolare resta parcheggiata in strada) si introduce nella cittadella del Consorzio Zarak, cambiando aspetto man mano che impersona diversi nebulani e supera diversi livelli di sicurezza.
Nel sottosuolo, giunge infine ai laboratori del Cranio, dove sono in corso esperimenti per creare cyborg nebulani con tecnologia cybertroniana:a tutti gli effetti, si tratta di uomini trasformabili.
Il Simulacro viene smascherato e distrutto: Magnus fa appena in tempo a ritirare le proprie funzioni cognitive dal sistema nervoso virtuale del costrutto, ma sente comunque il contraccolpo.
Magnus entra in azione in persona, abbattendo i cancelli della cittadella; dopo aver superato tre droni di sicurezza, scende con un montacarichi nel sottosuolo.
Scorponok lo assale, prima stendendolo in modalità di robot e poi apprestandosi a ucciderlo nella sua nuova modalità di scorpione. E’ particolarmente irritato, perché questa volta Magnus sta interferendo proprio mentre le sue ricerche stanno per portare a qualcosa di sensazionale.
Zarak entra in scena per fermare Scorponok, che nel fervore della lotta rischia di distruggere tutto ciò cui hanno lavorato così duramente. Scorponok però ha già sferrato un colpo con il pungiglione energetico e l’esplosione colpisce in pieno il Nebulano. Zarak cade, gravemente ferito: il suo corpo risulta essere a sua volta cyborg.
Scorponok, sconvolto dalla perdita del suo prezioso lavoro, assale nuovamente Magnus, che però ha avuto tempo per riprendersi e contrattacca.
Ma ormai ogni cosa è compromessa: Scorponok fugge, raggiungendo un generatore di wormhole artificiale in un’altra sala.
Persa ogni possibilità di inseguirlo, Magnus può solo giurare che un giorno o l’altro lo porterà davanti alla giustizia.
Ventinove cicli dopo, sul pianeta Buras, Magnus arresta nuovamente Swindle, che gli propone il solito patto. E Magnus si pone ancora la stessa domanda: fino a che punto è disposto a violare i propri principi, per fare il proprio lavoro?
Note
Tyrest è un nome della geografia cybertroniana definita da Simon Furman stesso nel suo volume Transformers: The Ultimate Guide. La prima menzione risale all’albo G1 Marvel UK #164.
I rapporti “politici” tra Autobot e Decepticon, nonostante la guerra, sono sufficientemente complessi da consentire accordi per impedire la divulgazione della tecnologia cybertroniana.
L’astronave di Ultra Magnus ha un aspetto massiccio e allungato che, per forma e colori, sembra essere ispirato allo stesso Magnus. Per certi versi, potrebbe essere paragonata al rimorchio del modellino di Armada Overload.
La modalità alternativa cybertroniana di Scorponok è visibile solo nel database di Ultra Magnus: è un carro armato con pinze anteriori e cannone principale che preannunciano la modalità di bestia.
Il nome di Zarak è Mo.
Il Consorzio Zarak e l’intera faccenda dell’organizzazione paravento ricordano la Fondazione Z che Lord Zarak allestisce sulla Terra in G1 Marvel USA #46.
I Nebulani che appaiono in questa storia non hanno pigmentazione verde, a differenza di quelli di Stormbringer.
L’unica eccezione è Mo Zarak, che qui appare con un abbigliamento e un aspetto vagamente retrò, ispirati alla sua controparte della serie animata G1 (apparsa in The Rebirth).
La tecnologia dei Simulacri di Olomateria viene ulteriormente esplorata: gli Autobot la sfruttano pesantemente per infiltrarsi in luoghi anche abbastanza remoti e sanno usarla con astuzia; inoltre, il legame col Simulacro è molto forte, perché parte delle funzioni cognitive dell’Autobot vi si trasferiscono, per farlo funzionare.
A differenza di quanto accadrebbe con una proiezione olografica, il Simulacro di Olomateria sembra avere un certo grado di autonomia: è infatti in grado di allontanarsi notevolmente dalla fonte che lo genera (lo stesso Ultra Magnus), per addentrarsi nel Consorzio di Zarak.
I droni della sicurezza sono versioni evolute di Fasttrack, drone del modellino di Scorponok. Privi di testa, hanno chele al posto delle mani, ma presentano elementi tipici di Fasttrack, come le file di tre ruote sui lati delle gambe.
L’esperimento di Scorponok per la creazione dei cyborg nebulani sembra davvero preannunciare la nascita dei processi Headmaster/Targetmaster/Powermaster, sempre che la IDW non sta giocando sulle aspettative dei lettori per poi andare in tutt’altra direzione.
Per un breve istante, la reazione sconvolta che Scorponok davanti al corpo ferito di Zarak sembra quasi dettata da un attaccamento affettivo alla persona: solo in seguito ci si ricorda che in realtà Scorponok è disperato per la perdita del proprio lavoro.
Nel campo delle ipotesi non supportate da fatti:
- potrebbe esservi un legame tra questi cyborg di Scorponok e i Facsimile usati dai Decepticon durante le Infiltrazioni;
- la Machination della saga portante potrebbe essere un’organizzazione paravento creata proprio da Scorponok sulla Terra, perché ha la caratteristiche simili al Cranio di Nebulos;
- viene da chiedersi se anche qualche Decepticon abbia un ruolo analogo a quello di Ultra Magnus.
Non è del tutto chiara la collocazione dell’evento nella cronologia della serie portante: la parte di Nebulos che appare nella storia non sembra essere stata devastata da Thunderwing, ma, d’altra parte, un pianeta è sicuramente un luogo molto vasto e in Stormbringer non viene detto se Thunderwing abbia devastato tutta la superficie o meno.
Sembra comunque piĂą prudente assumere che Spotlight: Ultra Magnus si svolga prima degli eventi di Stormbringer.
Un elemento a favore di questa collocazione è sicuramente ciò che accade nelle tre vignette di epilogo, ambientate “29 cicli dopo”: Magnus comunica di aver arrestato nuovamente Swindle e di essere pronto a portarlo dentro.
Sebbene il suo interlocutore non venga mostrato, le parole di Magnus sono le stesse che in Escalation #2 vengono ricevute da Optimus Prime, sulla Terra.
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Anche questo Spotlight vede la completa reinvenzione di un personaggio classico: Ultra Magnus abbandona il ruolo di “condottiero abile quanto recalcitrante”, rivestito tanto nei fumetti quanto nella serie animata G1, per diventare qualcosa di completamente nuovo, sia per caratterizzazione che per ruolo.
La psicologia del personaggio si incentra sulla contrapposizione tra la sua apparente incorruttibilità (e sull’efficienza quasi fanatica con cui svolge inarrestabilmente il suo lavoro) e la pulsione paradossale a violare i principi che quello stesso lavoro richiede da lui, pur di raggiungere certi obiettivi.
Questa contraddizione interna di Magnus, però, non viene risolta, ma solo descritta: il resto della storia si sviluppa infatti in una direzione ben diversa, per riportare in scena personaggi e concetti estremamente popolari, innestandoli in un contesto che era già stato presentato qualche mese prima: ancora una volta, Simon Furman scopre carte attese con enorme trepidazione, e lo fa nel modo più imprevisto e magistrale, mettendo per di più a confronto personaggi che, storicamente, hanno avuto pochissimi e brevissimi contatti.
E’ quasi incredibile la quantità di implicazioni e di speculazioni che si condensano negli eventi narrati in queste ventidue pagine, in cui una narrazione particolarmente solida e fluida riesce a creare un racconto tanto autoconclusivo quanto fondamentale per una saga molto più vasta.
L’arte dell’esordiente Robby Musso è estremamente vigorosa e incisiva: Magnus e a Scorponok riescono a essere contemporaneamente massicci e agili, in tavole dove la loro mole consistente si muove con un notevole dinamismo. La costruzione del layout, con vignette sovrapposte o inclinate, o con forme geometriche insolite, fluisce in modo molto naturale, senza mai un intoppo, e riflette (o influenza) la scorrevolezza dell’avvincente ed emozionante trama e della pacata voce narrante di Magnus.
Un difetto molto visibile, ma che per fortuna si presenta solo in un paio di occasioni, è rappresentato da certe bizzarre prospettive dal basso di Swindle e Magnus che costringono Musso a barare graficamente per poter mostrare la loro testa, dando così l’impressione che i due abbiano colli lunghi quanto quelli di una giraffa.
A completare una grafica della storia davvero godibile giunge anche la colorazione di Kieran Oats, molto vivace variopinta e nitida (davvero suggestivi i cieli del pianeta Zull e l’atmosfera piovosa di Nebulos).
La qualità complessiva dell’albo raggiunge sicuramente i livello di Spotlight: Shockwave, finora l’episodio più apprezzato dell’intero ciclo.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








