Admin

Messaggi: 9.356
Iscritto il: 21/06/2004
Iscritto il: 21/06/2004
Spotlight (3): Hot Rod
“Spotlight: Hot Rod” (3 di 5)
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Nick Roche
Colori: Liam Shalloo
Copertine di Nick Roche e James Raiz
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel novembre 2006.
Introduzione
“Se c’è una linea, lui l’attraversa; se c’è un nodo, lo taglia; se c’è un rischio, lo corre… sorridendo. Nel suo mondo solitario, non c’è spazio per ripensamenti, né margine di errore. ‘Là fuori’ è uno stato della mente permanente, per lui, e più la missione è impossibile e totalmente folle, più piace a questo scavezzacollo Autobot. Il suo nome…
… E’ HOT ROD.”
La storia
Hot Rod atterra su un satellite di un pianeta gigante gassoso, superandone lo sbarramento di sensori di sorveglianza in un modo tanto audace quanto folle: si nasconde in una pioggia di meteore, disattivando gran parte dei sistemi per mimetizzarsi con i bolidi.
L’impatto con la superficie lo porta sull’orlo della disattivazione, e la sua mente rivive un ricordo che ormai lo tormenta da molto tempo.
La sua prima missione come comandante di unità, sul pianeta Ki-Aleta, e il suo unico fallimento. Nella sua squadra c’erano quattro Autobot: Download, Backbeat, Gizmo e Dealer.
Insieme, superarono le steppe di silicio, un deserto talmente infernale che nessun sensore poteva sorvegliarlo, e giunsero al loro obiettivo: l’Omega Bunker, custodito dagli spaventosi Guardiani Omega, esseri simili a statue, ma dalla potenza devastante.
Tre Droni Trivellatori scavarono un accesso ai locali sotterranei del Bunker, mentre Gizmo e Backbeat allestivano un falso assalto, grazie ai proiettori di olomateria.
Mentre i Guardiani affrontavano gli ologrammi Autobot, Hot Rod e Download scendevano nel sottosuolo; intanto, Dealer li attendeva all’uscita del terzo tunnel.
Nel locale sotterraneo, Hot Rod e Download trovarono ciò che cercavano: la Magnificenza (The Magnificence), una sfera ad alta tecnologia che, secondo le leggende, era una sorta di oracolo in grado di vedere ogni angolo dell’universo.
In mano ai Decepticon, sarebbe stata uno strumento troppo pericoloso: per cui, nonostante i dubbi di Download, i due Autobot abbatterono il campo di forza che la proteggeva e la sottrassero.
Ma qualcosa andò storto: il generatore di olomateria di Gizmo, in superficie, si sovraccaricò ed esplose.
Hot Rod ordinò la ritirata, ma non prima che altri due Guardiani si risvegliassero nel locale sotterraneo e distruggessero Download.
Hot Rod ricevette poi un messaggio radio di Dealer, che chiedeva soccorso, perché i Decepticon lo stavano assalendo.
Hot Rod non ebbe scelta: aveva ricevuto ordini riservatissimi, che gli imponevano, in una simile situazione, di fuggire attraverso un tunnel scavato da un quarto Drone Trivellatore e di nascondere la Magnificenza in un luogo noto solo a lui.
Da allora, Hot Rod vive col tormento di aver abbandonato a morire i suoi compagni, e con la consapevolezza che nessuno si fida più di lui.
Per questo motivo, ora sceglie sempre missioni in cui deve agire da solo.
E per questo motivo si sta infiltrando nel carcere Decepticon ad alta sicurezza di Styx (“Stige”).
Un virus opportunamente inserito nel sistema informatico fa impazzire in modo apparentemente caotico tutti i sistemi di sorveglianza. Mentre l’ufficiale Decepticon addetto alla sorveglianza, Gutcruncher, tenta di far fronte alle anomalie e segnalazioni di emergenza che si susseguono, Hot Rod riesce a introdursi nel carcere.
Un congegno olografico, sagomato come il simbolo Decepticon, gli conferisce l’aspetto di un Decepticon, permettendogli di raggiungere il blocco di celle laterale Z.
Come ultimo atto, il virus spalanca le porte di tutte le celle. Come da prassi in questi casi, gli ufficiali Decepticon iniziamo un’evacuazione di massa verso una piattaforma orbitale, in attesa dei rinforzi (tanto, i prigionieri dove potrebbero mai andare?)
Cercando di non pensare a quanti altri prigionieri potrebbe salvare, Hot Rod raggiunge una cella specifica: recentemente, aveva saputo che uno dei compagni di squadra della sua missione era ancora vivo e adesso, per redimersi dalla propria colpa, ha intenzione di liberarlo.
Dealer è davvero lì, in pessime condizioni. Camuffato anche lui come Decepticon, Hot Rod lo porta con sé fino a una delle navette di evacuazione, pronta a decollare.
Ucciso il Decepticon che la pilotava, Hot Rod abbandona finalmente il satellite, portando con sé Dealer.
Al Centro Di Comando Orbitale Autobot (Autobot Orbital Command Hub), ci vuole circa un deca-ciclo, prima che Dealer torni a funzionare correttamente.
Hot Rod vorrebbe scusarsi, con lui, ma Dealer lo ringrazia sentitamente per aver corso tanti rischi e avergli salvato la vita; Dealer dichiara di non avere rancore per essere stato abbandonato (anzi, comprendere e condividere le ragioni di Hot Rod) e chiede solo di essere suo amico.
Ma, in realtà, fu Dealer a compromettere l’intera missione di Ki-Aleta. Dal sabotaggio del generatore di olomateria di Gizmo, al finto assalto dei Decepticon, fu tutta opera sua.
E se Hot Rod non l’avesse preso di sprovvista, fuggendo nel tunnel segreto, Dealer avrebbe ottenuto la Magnificenza e l’avrebbe consegnata al Servizio Segreto dei Decepticon.
Ma non tutto è perduto: fingendosi prigioniero dei Decepticon, ha spinto Hot Rod a salvarlo. E adesso, facendo leva sul suo senso di colpa, riuscirà sicuramente a farsi rivelare dove si trova la Magnificenza.
Il capo del Servizio Segreto Decepticon, Banzaitron, dopo aver ricevuto quest’ultimo rapporto, si complimenta per la sua doppiezza… e da ora poi propone di chiamarlo Doubledealer.
Note
Download, Backbeat e Gizmo sono personaggi ideati appositamente per questa storia,ma le loro strutture richiamano modellini esistenti: Download ha una modalità che ricorda Armada Demolishor, mentre il robot di Backbeat ha qualcosa dell’Energon Hot Shot.
Non sembra esserci nessuna relazione tra i Guardiani Omega e Omega Supreme (ma, d'altra parte, perché gli Autobot li hanno battezzati così?).
I generatori di olomateria del flashback sono più ingombranti e grossolani di quelli usati dagli Autobot in Infiltration: indice dell’evoluzione tecnologica intercorsa.
Come rivelato da Simon Furman, le Sentinelle Omega sono vagamente ispirate ai Senzamente dei fumetti Marvel del Dr. Strange.
La Magnificenza viene paragonata a un Oracolo, termine che richiama Beast Machines. Anche l’atmosfera quasi sacra che la avvolge sembra un riferimento alla stessa serie.
La conoscenza (cioè una vasta raccolta di dati) di cui essa dispone ricorda, però, anche l’Omnibase (Underbase) dei fumetti G1 Marvel US.
Il Centro Di Comando Orbitale Autobot è lo stesso visto in Stormbringer.
Il Decepticon generico di cui Hot Rod assume l’aspetto è stato battezzato da Nick Roche col nome di Trouser-Shatteror (uno scherzo, derivante da una battuta a doppio senso dello stesso Roche).
Gutcruncher e Banzaitron (o Banzai-Tron) sono due Action Master: finora usati solamente come comparse, anche alcuni di questi oscuri personaggi assumono ora un ruolo di primo piano.
La loro caratterizzazione originali (per certi versi vicina a quella di Swindle) sembra essere stata accantonata, in favore di nuovi ruoli (Gutcruncher gestisce la sicurezza di un carcere, mentre Banzaitron è a capo di un servizio segreto).
Nick Roche ha garantito che Dealer, Gutcruncher e Banzaitron hanno una modalità alternativa (come anche i Dynobot), che prima o poi sarà pubblicata (nel volume di Spotlight o in rete).
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Rispetto ai due albi precedenti, Simon Furman adotta per questo Spotlight un approccio ancora più raffinato: la storia si dipana su due diversi piani temporali, dove le transizioni sono accompagnate da richiami verbali o da eventi paralleli. Il monologo interiore della voce narrante è il filo conduttore dei due eventi, che li unifica e, in certi casi, li sovrappone, spostandosi con grande disinvoltura da un tempo all’altro.
La caratterizzazione del protagonista, Hot Rod, non manca l’obiettivo promesso: dare una nuova interpretazione del personaggio che, pur restando fedele alla sua indole di scavezzacollo, svelasse anche nuovi aspetti della sua personalità, dando una motivazione al suo temperamento impulsivo.
Nick Roche adotta una linea grafica più libera, rispetto alla sua prima opera (Spotlight: Shockwave) e torna alle le deformazioni stilizzate e quasi caricaturali tipiche dei suoi lavori amatoriali. Queste ultime sono però riservate quasi esclusivamente al protagonista (mentre Gutcruncher e Banzaitron sono raffigurati in modo più classico), come per contribuire graficamente alla caratterizzazione frenetica e nervosa del personaggio.
Alcune tavole sembrano meno curate della media (gli ologrammi degli Autobot, lo sfondo dello Styx), ma in compenso i Transformer inventati per questa vicenda sono estremamente accurati e dettagliati.
La colorazione di Liam Shalloo esagera un po’ con i colori cupi, rendendo a volte indecifrabili i disegni di Roche, ma in compenso compie un ottimo lavoro nel dare alle scene dei flashback una sfumatura stile seppia (solo in apparenza monocromatica) che conferisce loro l’atmosfera necessaria per differenziarle dagli eventi del presente.
Storia: Simon Furman
Disegni e chine: Nick Roche
Colori: Liam Shalloo
Copertine di Nick Roche e James Raiz
Pubblicato dalla casa editrice IDW nel novembre 2006.
Introduzione
“Se c’è una linea, lui l’attraversa; se c’è un nodo, lo taglia; se c’è un rischio, lo corre… sorridendo. Nel suo mondo solitario, non c’è spazio per ripensamenti, né margine di errore. ‘Là fuori’ è uno stato della mente permanente, per lui, e più la missione è impossibile e totalmente folle, più piace a questo scavezzacollo Autobot. Il suo nome…
… E’ HOT ROD.”
La storia
Hot Rod atterra su un satellite di un pianeta gigante gassoso, superandone lo sbarramento di sensori di sorveglianza in un modo tanto audace quanto folle: si nasconde in una pioggia di meteore, disattivando gran parte dei sistemi per mimetizzarsi con i bolidi.
L’impatto con la superficie lo porta sull’orlo della disattivazione, e la sua mente rivive un ricordo che ormai lo tormenta da molto tempo.
La sua prima missione come comandante di unità, sul pianeta Ki-Aleta, e il suo unico fallimento. Nella sua squadra c’erano quattro Autobot: Download, Backbeat, Gizmo e Dealer.
Insieme, superarono le steppe di silicio, un deserto talmente infernale che nessun sensore poteva sorvegliarlo, e giunsero al loro obiettivo: l’Omega Bunker, custodito dagli spaventosi Guardiani Omega, esseri simili a statue, ma dalla potenza devastante.
Tre Droni Trivellatori scavarono un accesso ai locali sotterranei del Bunker, mentre Gizmo e Backbeat allestivano un falso assalto, grazie ai proiettori di olomateria.
Mentre i Guardiani affrontavano gli ologrammi Autobot, Hot Rod e Download scendevano nel sottosuolo; intanto, Dealer li attendeva all’uscita del terzo tunnel.
Nel locale sotterraneo, Hot Rod e Download trovarono ciò che cercavano: la Magnificenza (The Magnificence), una sfera ad alta tecnologia che, secondo le leggende, era una sorta di oracolo in grado di vedere ogni angolo dell’universo.
In mano ai Decepticon, sarebbe stata uno strumento troppo pericoloso: per cui, nonostante i dubbi di Download, i due Autobot abbatterono il campo di forza che la proteggeva e la sottrassero.
Ma qualcosa andò storto: il generatore di olomateria di Gizmo, in superficie, si sovraccaricò ed esplose.
Hot Rod ordinò la ritirata, ma non prima che altri due Guardiani si risvegliassero nel locale sotterraneo e distruggessero Download.
Hot Rod ricevette poi un messaggio radio di Dealer, che chiedeva soccorso, perché i Decepticon lo stavano assalendo.
Hot Rod non ebbe scelta: aveva ricevuto ordini riservatissimi, che gli imponevano, in una simile situazione, di fuggire attraverso un tunnel scavato da un quarto Drone Trivellatore e di nascondere la Magnificenza in un luogo noto solo a lui.
Da allora, Hot Rod vive col tormento di aver abbandonato a morire i suoi compagni, e con la consapevolezza che nessuno si fida più di lui.
Per questo motivo, ora sceglie sempre missioni in cui deve agire da solo.
E per questo motivo si sta infiltrando nel carcere Decepticon ad alta sicurezza di Styx (“Stige”).
Un virus opportunamente inserito nel sistema informatico fa impazzire in modo apparentemente caotico tutti i sistemi di sorveglianza. Mentre l’ufficiale Decepticon addetto alla sorveglianza, Gutcruncher, tenta di far fronte alle anomalie e segnalazioni di emergenza che si susseguono, Hot Rod riesce a introdursi nel carcere.
Un congegno olografico, sagomato come il simbolo Decepticon, gli conferisce l’aspetto di un Decepticon, permettendogli di raggiungere il blocco di celle laterale Z.
Come ultimo atto, il virus spalanca le porte di tutte le celle. Come da prassi in questi casi, gli ufficiali Decepticon iniziamo un’evacuazione di massa verso una piattaforma orbitale, in attesa dei rinforzi (tanto, i prigionieri dove potrebbero mai andare?)
Cercando di non pensare a quanti altri prigionieri potrebbe salvare, Hot Rod raggiunge una cella specifica: recentemente, aveva saputo che uno dei compagni di squadra della sua missione era ancora vivo e adesso, per redimersi dalla propria colpa, ha intenzione di liberarlo.
Dealer è davvero lì, in pessime condizioni. Camuffato anche lui come Decepticon, Hot Rod lo porta con sé fino a una delle navette di evacuazione, pronta a decollare.
Ucciso il Decepticon che la pilotava, Hot Rod abbandona finalmente il satellite, portando con sé Dealer.
Al Centro Di Comando Orbitale Autobot (Autobot Orbital Command Hub), ci vuole circa un deca-ciclo, prima che Dealer torni a funzionare correttamente.
Hot Rod vorrebbe scusarsi, con lui, ma Dealer lo ringrazia sentitamente per aver corso tanti rischi e avergli salvato la vita; Dealer dichiara di non avere rancore per essere stato abbandonato (anzi, comprendere e condividere le ragioni di Hot Rod) e chiede solo di essere suo amico.
Ma, in realtà, fu Dealer a compromettere l’intera missione di Ki-Aleta. Dal sabotaggio del generatore di olomateria di Gizmo, al finto assalto dei Decepticon, fu tutta opera sua.
E se Hot Rod non l’avesse preso di sprovvista, fuggendo nel tunnel segreto, Dealer avrebbe ottenuto la Magnificenza e l’avrebbe consegnata al Servizio Segreto dei Decepticon.
Ma non tutto è perduto: fingendosi prigioniero dei Decepticon, ha spinto Hot Rod a salvarlo. E adesso, facendo leva sul suo senso di colpa, riuscirà sicuramente a farsi rivelare dove si trova la Magnificenza.
Il capo del Servizio Segreto Decepticon, Banzaitron, dopo aver ricevuto quest’ultimo rapporto, si complimenta per la sua doppiezza… e da ora poi propone di chiamarlo Doubledealer.
Note
Download, Backbeat e Gizmo sono personaggi ideati appositamente per questa storia,ma le loro strutture richiamano modellini esistenti: Download ha una modalità che ricorda Armada Demolishor, mentre il robot di Backbeat ha qualcosa dell’Energon Hot Shot.
Non sembra esserci nessuna relazione tra i Guardiani Omega e Omega Supreme (ma, d'altra parte, perché gli Autobot li hanno battezzati così?).
I generatori di olomateria del flashback sono più ingombranti e grossolani di quelli usati dagli Autobot in Infiltration: indice dell’evoluzione tecnologica intercorsa.
Come rivelato da Simon Furman, le Sentinelle Omega sono vagamente ispirate ai Senzamente dei fumetti Marvel del Dr. Strange.
La Magnificenza viene paragonata a un Oracolo, termine che richiama Beast Machines. Anche l’atmosfera quasi sacra che la avvolge sembra un riferimento alla stessa serie.
La conoscenza (cioè una vasta raccolta di dati) di cui essa dispone ricorda, però, anche l’Omnibase (Underbase) dei fumetti G1 Marvel US.
Il Centro Di Comando Orbitale Autobot è lo stesso visto in Stormbringer.
Il Decepticon generico di cui Hot Rod assume l’aspetto è stato battezzato da Nick Roche col nome di Trouser-Shatteror (uno scherzo, derivante da una battuta a doppio senso dello stesso Roche).
Gutcruncher e Banzaitron (o Banzai-Tron) sono due Action Master: finora usati solamente come comparse, anche alcuni di questi oscuri personaggi assumono ora un ruolo di primo piano.
La loro caratterizzazione originali (per certi versi vicina a quella di Swindle) sembra essere stata accantonata, in favore di nuovi ruoli (Gutcruncher gestisce la sicurezza di un carcere, mentre Banzaitron è a capo di un servizio segreto).
Nick Roche ha garantito che Dealer, Gutcruncher e Banzaitron hanno una modalità alternativa (come anche i Dynobot), che prima o poi sarà pubblicata (nel volume di Spotlight o in rete).
Galleria delle copertine e delle tavole di anteprima.
Osservazioni
Rispetto ai due albi precedenti, Simon Furman adotta per questo Spotlight un approccio ancora più raffinato: la storia si dipana su due diversi piani temporali, dove le transizioni sono accompagnate da richiami verbali o da eventi paralleli. Il monologo interiore della voce narrante è il filo conduttore dei due eventi, che li unifica e, in certi casi, li sovrappone, spostandosi con grande disinvoltura da un tempo all’altro.
La caratterizzazione del protagonista, Hot Rod, non manca l’obiettivo promesso: dare una nuova interpretazione del personaggio che, pur restando fedele alla sua indole di scavezzacollo, svelasse anche nuovi aspetti della sua personalità, dando una motivazione al suo temperamento impulsivo.
Nick Roche adotta una linea grafica più libera, rispetto alla sua prima opera (Spotlight: Shockwave) e torna alle le deformazioni stilizzate e quasi caricaturali tipiche dei suoi lavori amatoriali. Queste ultime sono però riservate quasi esclusivamente al protagonista (mentre Gutcruncher e Banzaitron sono raffigurati in modo più classico), come per contribuire graficamente alla caratterizzazione frenetica e nervosa del personaggio.
Alcune tavole sembrano meno curate della media (gli ologrammi degli Autobot, lo sfondo dello Styx), ma in compenso i Transformer inventati per questa vicenda sono estremamente accurati e dettagliati.
La colorazione di Liam Shalloo esagera un po’ con i colori cupi, rendendo a volte indecifrabili i disegni di Roche, ma in compenso compie un ottimo lavoro nel dare alle scene dei flashback una sfumatura stile seppia (solo in apparenza monocromatica) che conferisce loro l’atmosfera necessaria per differenziarle dagli eventi del presente.
Ha collaborato Shima.

"Come Autobot... no, come essere pensante, combattere deve essere l'ultima alternativa."
(Optimus Prime, "Un tuono in lontananza!")
Transformers: Seeds Of Deception - Masters Of The Universe / Princess Of Power - Transformers: The Untold Marvels.








